venerdì 14 aprile 2023

BUON COMPLEANNO BLOG! +8

 Rispolveriamo insieme qualche vecchio post, rubrica per rubrica




BUON OTTAVO COMPLEANNO AL BLOG!

Ebbene sì, il 14 aprile è un giorno speciale e sono già passati ben 8 anni da quando, un po’ curiosa e un po’ timorosa, ho aperto questo spazio.


Avevo concluso l’Università da poco più di un anno, avevo fatto un primo stage ed un po’ di supplenze brevi e mi sembrava di non avere controllo sul mio immediato futuro, ma nemmeno sul mio presente. Fissavo degli impegni e poi la mattina alle 8 mi convocavano per due o tre giorni di sostituzione. Preparavo il saggio come al solito, ma temevo che qualche grossa novità lavorativa capitata da un giorno all’altro avrebbe reso impossibile la mia partecipazione. Ero libera dall’impegno quotidiano dello studio e dalle sessioni d’esame, ma in qualche modo leggere un libro dopo l’altro e poi accantonarlo non mi bastava.


Volevo uno spazio per me sul quale dedicarmi ai miei interessi come volevo io – dopo tanto studio con ritmi dettati da altri - , un angolino sul quale potessi avere il controllo nonostante gli imprevisti della vita da neolaureata. E così è nato il blog.


Nel 2015 anche internet era diverso: Blogspot era molto più letto, i social si fermavano a Facebook, Twitter (per le minorenni ed i loro cantanti preferiti, incredibile pensare che ora sia considerato il social della politica) ed i primi timidi tentativi su Instagram. Niente Bookstagram né tantomeno Booktok. Il mondo culturale era diverso: tutte le fiere del libro erano un pochino più in sordina, la figura del bookinfluencer era una mosca bianca, alcune realtà purtroppo erano più accessibili, altre lo sono diventate ora. Io stessa all’inizio avevo alcune idee a proposito di cosa scrivere sul mio blog che pian piano ho abbandonato, o sostituito con altre.


Oggi, per festeggiare insieme a voi, ho deciso di proporvi le consuete classifiche che faccio ogni anno in questo giorno, ma focalizzandomi proprio sulle rubriche del blog. Ovviamente ho fatto una selezione, se no sarebbe venuto fuori un post infinito!

Ho escluso rubriche stagionali, come il Christmas Countdown, il Summer Countdown, i Preferiti del mese; le rubriche di servizio, come lo Spazio avvisi o i Premi; rubriche ancora piccoline, come la challenge La donna verde, Il fumetto, Gli sconsigli, Le collaborazioni in primo piano, Le ricette; rubriche che erano nate all’inizio ma poi ho accantonato, come Il mondo dell'istruzione, Tipi di persone, Umorismo da letterati.


Le altre sono tutte qui!



Consigli artistici: mostre, esposizioni, giri per Milano!



1. Leonardo Da Vinci a Palazzo Reale, giugno 2015

2. Le meraviglie di Mucha, febbraio 2016

3. Artisti contemporanei viventi, settembre 2018

4. Preraffaelliti per i miei 30 anni, ottobre 2019

5. Canova/Thorvaldsen, appena prima del Covid, gennaio 2020

6. Monet, appena dopo il Covid, novembre 2021

7. La Disney al Mudec, febbraio 2022

8. Mecenati e filantropi alle Gallerie d’Italia, marzo 2023



Consigli cinematografici: rubrica un po’ trascurata durante il periodo Covid, ora sto cercando di rinverdirla...



1. Poesia su pellicola, ottobre 2016

2. Viva gli sposi!, cinema e matrimonio, luglio 2017

3. Musica classica e cinema, luglio 2018

4. TAG: I film che…, luglio 2019

5. Ultimo Cineforum prima del Covid, gennaio 2020

6. TAG Scegli un film!, febbraio 2021

7. Il ritorno al Cineforum, novembre 2022

8. Ultimo post a tema cinema, febbraio 2023



Consigli musicali: tra cantanti del cuore e percorsi alla scoperta dei testi più belli...



1. De André, gennaio 2017

2. Nek, maggio 2018

3. Progetto Stagioni in musica, a partire da settembre 2018

4. Giornata della Memoria, gennaio 2020

5. Progetto Taylor Swift, ottobre 2020

6. Le mie estati passate… in musica, luglio 2021

7. Essere donne… in musica, marzo 2022

8. Midnights, novembre 2022



Consigli per gli amanti della danza: il mio amore per il ballo anche su questi schermi!



1. Giulietta e Romeo, marzo 2017

2. Il ballo in poesia, giugno 2018

3. Cenerentola agli Arcimboldi, ottobre 2018

4. La mia vita d’artista di Sabrina Brazzo, dicembre 2019

5. Schiaccianoci natalizio insieme alla mia amica Luana, gennaio 2020

6. Kataklò – danza contemporanea, gennaio 2020

7. La Bella Addormentata nel bosco… dalla Scala a casa, maggio 2020

8. Bolle and friends, giugno 2022



Consigli teatrali: un tempo una delle rubriche più importanti del blog ed uno dei motori della sua apertura. Ora le cose sono un po’ cambiate per vari motivi, ma resta sempre una passione!



1. Odyssey di Bob Wilson (dalla mia Tesi Magistrale), ottobre 2015

2. Il mio nome è nessuno (e altre collaborazioni con il Carcano), ottobre 2015

3. La cambiale di matrimonio (nell’anno di Rossini), ottobre 2018

4. La scuola delle mogli (quando mi hanno regalato un mini abbonamento all’Elfo...), marzo 2019

5. Barbablù (insieme alla mia amica Mara), dicembre 2019

6. Pesce d’aprile (Ultimo spettacolo prima del Covid), marzo 2020

7. Innamorati (Primo spettacolo dopo il Covid), novembre 2021

8. Già, infatti, è così…, Andrea Vitali a Cernusco, gennaio 2022



Donne straordinarie: scrittrici del cuore, percorsi letterari, poesia e teatro al femminile!


1. Fallaci, “Lettera a un bambino mai nato”, aprile 2015

2. La tetralogia de L’amica geniale, giugno 2015

3. Incontro con Sveva Casati Modignani, luglio 2015

4. Donne della letteratura e figura paterna (dalla mia Tesina di Maturità), ottobre 2015

5. Le donne della Disney, dicembre 2017

6. Progetto Le donne di Euripide, gennaio 2018

7. Progetto Le donne raccontate da Dante, settembre 2021

8. Progetto rilettura L’amica geniale, marzo 2022 (in corso)



Eventi culturali: mostre fotografiche, fiere del libro, Salone e tanto altro!



1. Il mio primo Salone del Libro, maggio 2015

2. Tempo di Libri a Milano, aprile 2017

3. Mostra sull’Egitto al Mudec, novembre 2017

4. 70 anni di Tex Willer, novembre 2018

5. Un giro a Bookpride, marzo 2019

6. Museo Poldi Pezzoli, ottobre 2019

7. Collezione permanente Gallerie d’Italia, febbraio 2020

8. Wildlife Photographer of the Year, novembre 2022



Il momento dei classici: In qualche periodo letti con più costanza, in altri meno, ma sempre presenti!



1. Il Canto di Natale di Dickens, dicembre 2015

2. 10 classici, 10 citazioni, settembre 2016

3. Shakespeare, giugno 2017

4. Pilastri del XX secolo, aprile 2018

5. Progetto Piccoli poemi in prosa, gennaio 2019

6. Serie Recensioni classiche, giugno 2020

7. Sebastiano Vassalli, marzo 2021

8. Prima tappa della Challenge La donna verde, febbraio 2022



L’angolo della poesia: tra percorsi poetici e poesie in omaggio ad un determinato tema!


1. Pirandello prima del teatro (da una mia tesina universitaria), settembre 2016

2. I fiori del male di Baudelaire, dicembre 2016

3. Serie Stagioni in poesia, luglio 2017

4. Eugenio Montale, maggio 2019

5. Progetto Lirici greci, settembre 2019

6. Progetto Antonia Pozzi, settembre 2020

7. Andiamo in vacanza con la poesia!, luglio 2022

8. Progetto Eroi di Sofocle, settembre 2022



Letture...a tema: le tematiche che scelgo più spesso per le mie letture!


1. Consigli in rosa (il mio primo post in assoluto sulle letture), agosto 2015

2. Decalogo su Harry Potter, giugno 2017

3. Letture Sellerio (una CE che torna su questi schermi molto spesso), maggio 2019

4. Romance self, (un genere molto letto durante il lockdown), giugno 2020

5. Cernusco sul Naviglio… da leggere, dicembre 2020

6. Gialli storici, luglio 2021

7. Giornate da ricordare, come il 25 aprile, aprile 2022

8. La Liguria è sempre presente!, settembre 2022



Letture… L’angolo vintage: insieme alle altre partecipanti a questa rubrica di gruppo abbiamo “rispolverato” libri comprati e poi dimenticati, o volumi che ci mancavano tra quelli di autori amati! Abbiamo spaziato tra...


1. Letture dell’adolescenza, febbraio 2019

2. Gialli, marzo 2019

3. Letture natalizie, dicembre 2019

4. Romance self, giugno 2020

5. Storie surreali, gennaio 2021

6. Romance italiani, settembre 2021

7. Thriller, gennaio 2022

8. I nostri autori preferiti, gennaio 2023



Letture… per autori: qui la scelta è stata difficilissima, ma le letture che non posso proprio dimenticare sono...


1. La serie della Guerra delle due rose di Philippa Gregory, settembre 2017

2. Gli storici di Valerio Massimo Manfredi, gennaio 2018

3. La serie del Commissario Ricciardi, novembre 2021

4. Gli spassosi romanzi di Andrea Vitali, novembre 2019

5. La serie de Le sette sorelle di Lucinda Riley, novembre 2020

6. La ghostwriter Vani Sarca di Alice Basso, maggio 2021

7. Il fantasy mitologico di Percy Jackson, luglio 2022

8. La scoperta di quest’anno Vanina Guarrasi, novembre 2022



Per conoscermi meglio: con il tempo ho imparato ad aprirmi di più con voi!


1. TAG Le cose che mi piacciono, novembre 2017

2. Post natalizi, come a dicembre 2018

3. 30 lezioni che ho imparato in 30 anni, ottobre 2019

4. Un lustro di blog… anche se in lockdown, aprile 2020

5. Chiacchiere stagionali, marzo 2022

6. Saluti estivi… con qualche riflessione speciale, agosto 2022

7. Ricordi stagionali, settembre 2022

8. Buoni propositi gennaio 2023



Progetti condivisi: fino a qualche anno fa più frequenti, ora in parte si sono spostati sui social, in parte non ci sono più. Non mi dispiacerebbe farne ancora qualcuno…!


1. Il fascino del Gentiluomo, giugno 2017

2. Noi che amiamo Nicholas Sparks, ottobre 2017

3. Le coppie librose, febbraio 2018

4. Sharing books: felicità!, aprile 2018

5. Christmas book and food, dicembre 2018

6. Review party Giacomo Assennato, ottobre 2019

7. Review tour Reby Sue, dicembre 2019

8. The best books of…, dicembre 2021



Racconti! Prima in collaborazione con il gruppo Storyelling Chronicles, poi in proprio con la rubrica Spazio Scrittura Creativa…


1. Il primo racconto: Quando papà mi lasciava guidare!, marzo 2020

2. Io e la mia Gigia (una storia che avevo scritto nell’estate del 2019 e che dopo quasi un anno ha trovato la sua collocazione), maggio 2020

3. Il cappotto rosso (uno storico che è anche un po’ la storia della mia famiglia), dicembre 2020

4. Ogni tanto un omaggio alla letteratura: Un viaggio per un sogno, aprile 2021

5. Il primo di una serie di quattro racconti romance in omaggio a Sophie Kinsella: Ricominciare, luglio 2021

6. Avevo scritto questo racconto per un concorso letterario nel 2018, vincendo la sezione Narrativa: Una lettrice ante litteram, novembre 2021

7. Il mio primo racconto per la rubrica Spazio Scrittura Creativa: Quando eravamo giovani, ottobre 2022

8. Due nuovi protagonisti romance, Luna e Lorenzo: novembre 2022



Tag...a tema libri: sono stati di gran moda. Ora forse un po’ meno, ma a me continuano a piacere…



1. 25 fatti libreschi, il mio primo TAG! aprile 2016

2. Un romanzo per ogni gelato, luglio 2018

3. I diritti del lettore di Daniel Pennac, novembre 2019

4. Serie Letture stagionali, settembre 2020

5. Festa della donna, marzo 2022

6. Questions about summer, settembre 2022

7. Tag Natalizi, per esempio a dicembre 2022

8. Panorama romance, febbraio 2023



Tag...a tema vario: non solo libri, ma anche...



1. S. Valentino, febbraio 2017

2. Abitudini da lettore, marzo 2018

3. Compleanni del blog, aprile 2018

4. Musica, settembre 2018

5. Tradizioni estive, giugno 2019

6. Le stagioni, settembre 2019

7. Halloween, ottobre 2020

8. Ricordi, marzo 2023



E così, spegniamo insieme queste otto candeline! Il primo GRAZIE per l'aiuto durante questo percorso va, come sempre, alla famiglia ed agli amici. E poi ovviamente ai "colleghi blogger/bookstagrammer" che mi hanno fatto sentire parte di un piccolo grande mondo, agli autori che ho avuto il piacere di incontrare, alle biblioteche ed enti culturali della zona... ed a tutti voi che continuate a leggermi ed a sostenermi! Se vado con entusiasmo verso questo nono anno da blogger, è in larga parte merito vostro!


Grazie mille ancora per la lettura... e al prossimo post!



giovedì 6 aprile 2023

STORIA DEL NUOVO COGNOME

 Rilettura del secondo volume della tetralogia di Elena Ferrante




Cari lettori,

bentornati all’appuntamento con la nostra rubrica “Donne straordinarie” e con la rilettura del secondo volume della tetralogia di Elena Ferrante, dal titolo Storia del nuovo cognome.


Se ben ricordate, il mese scorso avevo espresso la mia intenzione di fare una rilettura meditata della tetralogia, dopo otto anni e la trasposizione dei romanzi sul piccolo schermo. In questo post vi ho raccontato nuovamente il primo volume della serie, L’amica geniale, che segue le vicende delle due protagoniste, Lila e Lenù, dall’infanzia fino all’adolescenza.


Storia del nuovo cognome affronta la tarda adolescenza e la prima giovinezza delle due, fino ad arrivare alla maternità di una ed alla laurea dell’altra. Il secondo volume è più corposo del primo e gli eventi raccontati non solo sono molti, ma sono anche davvero rilevanti, se non proprio determinanti per la vita adulta delle protagoniste.


Oggi provo a parlarvene ed a dirvi le mie riflessioni!



Il matrimonio di Lila e gli studi di Lenù


L’amica geniale si conclude con il matrimonio di Lila e con lo sgarbo che Marcello Solara compie proprio nel bel mezzo del ricevimento, presentandosi con quelle scarpe su cui Lila aveva passato le sue notti, che lei mai gli avrebbe regalato e che evidentemente il fratello e/o il neo marito gli hanno invece donato a sua insaputa.


Lila parte per Amalfi con il suo completino pastello e la decappottabile di Stefano, tra le lodi e gli applausi di tutti, e la sua partenza getta Lenù nello sconforto. Ella è vittima di quello che i narratori odierni chiamerebbero il “desiderio mimetico”: la sua amica Lila, nei confronti della quale ella si è sempre sentita da meno, ha sposato uno dei migliori partiti del rione, e non solo negli anni ‘60 il buon matrimonio era considerato l’obiettivo di vita di una giovane donna, ma tutti intorno a lei la trattano come una regina. È allora che a Lenù scatta come una molla dentro al cuore: non importa se non è quello che desidero davvero, ma devo farlo anche io, devo anche io raggiungere questo obiettivo.

Così ella svia da quello che è sempre più stato il suo più intimo desiderio (studiare ed allontanarsi dallo “schifo” del rione, da lei stessa definito così) e cerca di sprofondare in tutto quello da cui ha sempre tentato di fuggire: inizia ad incontrare tutti i giorni il fidanzato Antonio, non studia più, bigia la scuola, bighellona per Napoli.


Ancora una volta accade quello che la maestra Oliviero aveva intelligentemente intuito e predetto: Lila e Lenù riescono a dare il meglio di sé nello studio soltanto se, in un modo o nell’altro, affrontano il percorso insieme. Nel momento in cui l’amica non è più interessata a quello che lei sta studiando a scuola, anche la nostra protagonista sembra perdere motivazione.


L’autrice, inoltre, sottolinea con chiarezza quello che può accadere nella mente di una donna intelligente e studiosa quando si rende conto che, sì, i suoi obiettivi sono importanti, tutti le dicono brava, ma, alla fine della fiera, quella sempre applaudita e invidiata è l’amica che ha sposato l’uomo ricco. Lenù vive quel senso di spossatezza, di inadeguatezza di chi si chiede: ma allora cosa studio e mi sacrifico a fare? Certo, con l’età viene anche la maturità e la capacità di dirsi “faccio un determinato percorso per me stessa e per nessun altro”, ma a sedici anni certamente è difficile.


Dopo qualche settimana di sbandamento, Lila torna dal tanto acclamato viaggio di nozze… con un occhio nero e lo sguardo spento. Quello che racconta a Lenù è ben diverso da quello che Lenù si sarebbe aspettato: un inferno di violenze, paura, ricatti. Un minuto dopo il matrimonio, Stefano si è trasformato da fidanzato “ideale” a marito padrone, anzi, è esattamente l’orco delle favole, proprio come suo padre Don Achille, borsanerista e strozzino. E quel che è peggio è che Lenù sente di essere l’unica a comprendere veramente il dolore dell’amica: tutti considerano normale quello che è successo.


“Per di più non c’era persona del rione, specialmente di sesso femminile, che non pensasse che lei avesse bisogno di tempo di una bella lisciata. Perciò le botte non avevano fatto scandalo e anzi intorno a Stefano erano cresciuti simpatia e rispetto, ecco uno che sapeva fare l’uomo.

A me invece, a vederla così malconcia ,il cuore andò in gola, l’abbracciai. Quando disse che non mi aveva cercata perché non voleva che la vedessi in quello stato, mi vennero le lacrime agli occhi. Il racconto della sua luna di miele, come si diceva nei fotoromanzi, sebbene scarno, quasi gelido, mi fece arrabbiare, mi fece soffrire.”


Da quel giorno, lentamente, Lenù riprende a studiare, salvando il suo terzo anno per il rotto della cuffia. Lo fa a casa di Lila, per tenerle compagnia e tirarle su il morale, ma anche per non diventare ignorante e brutale come le donne che la circondano, che non hanno esitato a condannare una vittima di violenza.


Purtroppo non tutto fila liscio. Dopo mesi di proficuo studio insieme, Lenù trascina Lila ad una festa organizzata dai figli della sua professoressa di Lettere, la Galiani. Lenù è terrorizzata all’idea che la sua insegnante conosca Lila e la trovi mille volte più brillante di lei, ma, con sua grande sorpresa, si verifica l’esatto contrario. I partecipanti a quella festa non riescono a cogliere l’intelligenza e l’astuzia dell’amica, anzi, vedono solo una giovanissima ragazza povera e poco studiata che ha dovuto sposarsi presto, e non la includono nei loro discorsi. Questo causerà a Lila un fortissimo episodio di gelosia ed invidia che porterà le due ragazze a non parlarsi per mesi.


La serata della festa, per quanto non occupi molte pagine del romanzo, è emblematica: fa comprendere appieno quanto la narrazione della serie sia parziale, come Lenù veda Lila e chi ella invece sia per il resto della società.



L’estate ad Ischia e la figura di Nino


Ciò che invece occupa larga parte del romanzo è l’estate tra la quarta e la quinta superiore, trascorsa ad Ischia da entrambe le nostre protagoniste.


Dopo mesi di rancore di Lenù nei confronti di Lila, le ragazze si reincontrano al matrimonio di Rino e Pinuccia. La sposa è incinta e gli invitati non sanno far altro che commentare in modo malizioso la gravidanza iniziata prima del matrimonio e lanciare frecciatine a Lila per la sua difficile situazione: dopo più di un anno da moglie di Stefano, i figli non sono ancora arrivati, anzi, c’è stato persino un aborto spontaneo.


Lila confida a Lenù che il consiglio del medico sarebbe passare del tempo al mare, e che Stefano ha affittato una casa a Ischia per lei, sua madre e Pinuccia. L’idea di sopportare tutta estate le premure della madre ed i piccoli sciocchi conflitti con la cognata, però, non convince Lila, che decide di pagare Lenù per farle letteralmente da dama di compagnia tutta l’estate.


A Ischia, però, le tre ragazze fanno degli incontri imprevisti: su tutti quello con Nino Sarratore, che Lenù ha sempre amato segretamente, e con il suo amico Bruno Soccavo, compagno di studi. Per qualche settimana, lontano dai mariti, da Napoli e dalle responsabilità, si crea un’atmosfera quasi magica: per la prima volta, le vite travagliate delle protagoniste sono sospese, ed esse si sentono delle adolescenti come tutte le altre.


Poi, pian piano, le cose iniziano a cambiare. Pinuccia si innamora di Bruno, e ciò le causa una crisi profondissima, perché si è appena sposata con un altro, da cui aspetta un figlio. Nino, all’inizio un po’ ambiguo con Lenù, inizia ad indirizzare i suoi favori verso Lila, che di certo non si comporta come farebbe una donna già impegnata, né tantomeno come farebbe una ragazza rispettosa di una sua amica.


Quando ho letto il romanzo per la prima volta, mi sono chiesta come avesse fatto Lila a portare via, letteralmente, Nino alla sua amica. Otto anni dopo credo di essere arrivata ad una conclusione. Lenù, che ha il grande difetto di sentirsi sempre da meno nei confronti delle persone a cui vuole bene, ovviamente non si sente all’altezza di Nino:


“Ma io volevo uscire da quel ruolo. Mi pareva di aver capito, grazie all’umiliazione dell’articolo non pubblicato, tutta la mia inadeguatezza. Nino, pur essendo cresciuto come me e Lila nel perimetro miserabile del rione, sapeva far uso dello studio con intelligenza, io no. Dunque basta illudersi, basta affaticarsi. Bisognava accettare la sorte...”


Lenù pende dalle labbra di Nino, dai suoi discorsi di storia contemporanea, di letteratura, di politica. Lila non fa che imitarla, al meglio e più scaltramente: ricomincia a leggere classici, si informa sui quotidiani, chiede a Nino di spiegarle ciò che non capisce. L’autrice fa comprendere che così Lila pensa di raggiungere un triplo obiettivo: vendicarsi di Stefano che l’ha imprigionata in un matrimonio infelice, approfittare di Nino per acquisire conoscenze che non ha e soprattutto portare via all’amica – di cui è segretamente gelosa – qualcuno a cui lei tiene moltissimo.


Quello che a 25 anni mi era già abbastanza chiaro e che a 33 mi è parso cristallino è che Lila, non conoscendo l’ambiente degli intellettuali, non sa di stare andando incontro alla bocca del lupo. Nino è il classico “bluff” che mette insieme ciò che ha studiato (meno di altri) per affabulare e farsi strada, e non è in cerca di una relazione, bensì di una ragazza da plasmare a sua immagine. In questo senso, purtroppo, Lila è una vittima molto più adatta di Lenù, che comunque ha studiato e sa il fatto suo.


Sia come sia, il tradimento di migliore amica e ragazzo amato avviene, ed a quasi 18 anni non c’è niente di peggio. Così, una notte, Lenù decide di vendicarsi di Nino e di autopunirsi a modo suo, vivendo la sua prima esperienza sessuale con l’uomo che Nino più detesta al mondo: il padre di lui Donato.


“Sì, sì, che io sia punita per la mia inadeguatezza, che mi accada il peggio, qualcosa di così devastante da impedirmi di fare fronte a stanotte, a domani, alle ore e ai giorni che verranno ribadendomi con prove sempre più schiaccianti la mia costituzione inadatta. Pensieri così, feci, pensieri sopratono di ragazza avvilita.”



Gli anni dell’Università


Dopo l’estate, descritta quasi giorno dopo giorno, gli eventi prendono una piega sempre più rapida. Lila prosegue la sua relazione clandestina con Nino e lavora con avverse fortune nel negozio di scarpe del centro che avrebbero dovuto gestire solo Rino e Stefano e nel quale ovviamente i Solara hanno messo entrambi i piedi e pure il nome sull’insegna.


Lenù, invece, prende la sospirata licenza superiore e, grazie ai contatti della professoressa Galiani, riesce a sostenere un colloquio di ammissione alla Normale. Vinta una borsa di studio per la Facoltà di Lettere, ella inizia una nuova vita a Pisa, lontano dal suo vecchio mondo e da tutti i suoi affetti.


Devo ammettere che questo momento della narrazione mi ha sempre colpito. Mi sono sempre sentita molto vicina a Lenù per vari motivi: pensieri, sentimenti, decisioni. Da questo punto di vista, però, sono molto più simile a Lila, che fatica ad abbandonare i luoghi dov’è nata e cresciuta, che non riesce mai a considerare “casa” un posto che non sia il rione.


Lenù, invece, già da bambina, mentre Lila voleva tornare a casa, voleva camminare fino a vedere il mare, quindi pian piano si adatta alla sua nuova vita.


Per alcuni versi, i suoi anni universitari mi hanno ricordato i miei da pendolare tra la provincia e la città di Milano: la scoperta di una metropoli, la conoscenza di compagni d’Università con i miei stessi interessi culturali, un senso di libertà, crescita, indipendenza.


Per Lenù, però, tutto frana nel momento in cui Franco Mari, il fidanzato con cui aveva avuto una relazione forse non travolgente ma sana e gradevole, completamente diversa da quello che aveva visto accadere per anni al rione, perde il posto alla Normale e la lascia. Innanzitutto ella si rende conto di non avere legato realmente con nessuno, di essere ancora la “Napoli” considerata diversa per il suo accento ed i suoi vestiti popolari.


Poi, ora che il suo percorso accademico giunge alla fine, pur essendo grata a quel mondo che le ha permesso di studiare quello che amava e di uscire dal rione, ne vede tutti i suoi difetti: la tendenza degli accademici a chiudersi nella famosa torre d’avorio, il sapere detenuto come un tesoro prezioso e concesso con il contagocce, le scaramucce dal sapore infantile tra persone coltissime (ad esempio grecisti vs latinisti) mentre al di fuori dell’Università dilaga una pericolosa ignoranza, e soprattutto l’impossibilità, per una ragazza come lei, di proseguire il percorso accademico. Giorno dopo giorno le è chiaro che per ottenere dottorati o posti di assistente è necessario essere innanzitutto uomini, e poi, preferibilmente, figli di professori, o comunque di personaggi colti ed agiati. Le giovani donne come lei, specie se di provincia e di umili origini, sono fortemente indirizzate all’insegnamento, un lavoro di cura visto come “femminile” e “comodo” per chi vuole fare figli. 

Se vi dicessi che questa è la parte del romanzo in cui mi sono rivista di più (amicizie escluse, ho conosciuto persone fantastiche) e che in sostanza in questi decenni non è cambiato niente, mi credereste?



La fuga dal rione


Decisa a non tornare a Napoli per tentare il primo concorso che esce, vincere una cattedra e restare lì a lavorare, Lenù inizia quasi per caso una relazione con Pietro, un timido ragazzo che la corteggia e che poi si rivela essere figlio di un importante professore universitario, già per natura destinato ad una cattedra in letteratura latina.

Fin da subito l’autrice mette in chiaro che Lenù non ama Pietro quanto lui ami lei, ma è attratta dalla possibilità di seguire un futuro professore in un’altra città, di non restare di nuovo sola come le è successo dopo la fine della sua storia con Franco. La madre di Pietro è editrice e le sue conoscenze la portano ben presto alla pubblicazione del suo primo romanzo.


Ma mentre per Lenù tutto va al meglio – o almeno, secondo i suoi piani -, per Lila non c’è pace. La sua storia con Nino, proseguita nella clandestinità per mesi e mesi, si è esaurita con una breve ed infelice fuga e poche settimane di convivenza in uno squallido appartamento. Lila si è sentita improvvisamente rifiutata dall’uomo che credeva di amare; la verità, ovviamente, è che Nino si è reso conto che Lila, nonostante i suoi scarsi studi, è molto più intelligente e scaltra di quello che sembra, e quindi non è la bambola da plasmare che egli si sarebbe aspettato.


Lila, rimasta sola e consapevole di essere incinta, si rifiuta di spostarsi dall’appartamento dove è stata abbandonata, ma, a sorpresa, viene riportata a casa dall’uomo che d’ora in avanti sarà fondamentale per lei: Enzo Scanno, il fruttivendolo, uno dei suoi amici d’infanzia, nonché uno dei pochissimi personaggi maschili davvero positivi della serie. Egli confessa a Lila di averla sempre amata e le propone che la riporterà da Stefano, ma solo finché ella vorrà; poi la porterà via con sé.


Lila accetta, torna a casa da Stefano, gli dà l’erede che egli aspettava tanto, e per qualche anno la maternità regala al matrimonio un’apparenza di quiete. Quando la situazione precipita di nuovo, tra un’amante fin troppo vicina ed il crollo definitivo degli affari di Stefano a favore dei Solara, Lila ed Enzo fuggono insieme.



È così che avviene l’ultimo incontro tra le due protagoniste del romanzo, dopo tanti anni in cui hanno condotto vite separate: al salumificio di Bruno Soccavo, l’amico di un tempo, ormai consumato dagli affari e dalle preoccupazioni. Da una parte Lila, che vive in un quartiere popolare con Enzo e il piccolo Rino, lavora come operaia ed è stanca nell’animo e nel corpo. Dall’altra Lenù, che si è laureata, sta per realizzare – da sola - il sogno di entrambe di scrivere un romanzo ed è fidanzata con un uomo lontanissimo da quelli della sua infanzia ed adolescenza.


Due donne all’opposto, ma entrambe, almeno per ora, fuggite dal rione e da tutto quello che ha tormentato il primo segmento delle loro vite. Almeno finché l’età adulta non le richiamerà, sottoponendole a nuove prove.




Ecco le mie riflessioni su Storia del nuovo cognome!

Mi sono dilungata anche più del previsto, lo so… ma più rifletto su questa storia e più avrei da dire, da scrivere, da pensare. Mi rendo conto che quello che si potrebbe dire su questa tetralogia, da svariati punti di vista (l’Italia di una volta, le questioni socio economiche, l’istruzione, la condizione della donna, i rapporti familiari, le relazioni uomo-donna, le amicizie, la cultura) è davvero sterminato… non mi stupisco che siano state fatte addirittura delle Tesi di laurea!

In questi giorni ho iniziato Storia di chi fugge e di chi resta, il volume che racconta la giovinezza, quella che è più o meno la mia età. Ve ne parlerò prossimamente!

Nel frattempo, attendo i vostri pareri.

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 3 aprile 2023

NUOVE INDAGINI ALLE PENDICI DELL'ETNA

 Due romanzi di Cristina Cassar Scalia




Cari lettori,

inauguriamo aprile con le nostre “Letture...per autori”!

Sapete che tra autunno e inverno ho letto la serie di gialli nata dalla penna di Cristina Cassar Scalia, con il vicequestore Vanina Guarrasi protagonista. In questo post vi ho raccontato i primi due romanzi della serie; a questo link, invece, il terzo ed il quarto.


Oggi, con un po’ di settimane di ritardo rispetto al periodo in cui li ho letti, vi racconto quelli che, almeno per ora, sono gli ultimi due capitoli della serie: Il talento del cappellano e La carrozza della Santa.


Personalmente trovo che questa serie… sia finita troppo presto, almeno per adesso! Ho divorato ogni singolo volume, assorbita dal micro mondo di Vanina, tra personaggi, paesaggio catanese, intrecci gialli ricchi di suspence e colpi di scena sentimentali. Vediamo insieme i singoli volumi un po’ più nel dettaglio!



Il talento del cappellano


Vanina Guarrasi, dopo parecchie rimostranze e tentennamenti, ha accettato di passare le vacanze di Natale a Palermo, con la madre, il patrigno e la sorella minore Costanza. Vanina, da sempre legata al ricordo del padre poliziotto brutalmente ucciso dalla criminalità organizzata, non si è mai sentita del tutto a suo agio dopo il secondo matrimonio della madre con un barone della medicina e la nascita di una sorella diversa in tutto da lei, ma solo di recente ha compreso di aver nutrito degli inutili pregiudizi nei confronti di persone che le hanno sempre voluto bene.


Nonostante i suoi rapporti familiari siano molto migliorati, il suo costante senso del dovere le impedisce di rilassarsi, ed una piccolissima parte di lei è felice quando un impegno imprevisto la riporta a Catania.


Il custode di un hotel tra i monti, da tempo in disuso, ha rinvenuto un cadavere di fronte al caminetto. Quando però gli inquirenti sono arrivati sul luogo del delitto, non hanno trovato niente, a parte il custode stesso, molto confuso e, a detta di tutti, poco affidabile.


Sembrerebbe un falso allarme, ma a non più di 24 ore di distanza, nel cimitero di Santo Stefano, a poca distanza dalla casa di Vanina, qualcuno allestisce un macabro spettacolo. Sopra una tomba, infatti, vengono ritrovati due cadaveri affiancati, vestiti e composti insieme con una ghirlanda. Uno dei due è quello di una donna scomparsa pochi giorni prima, un medico separatosi da poco; il suo aspetto corrisponde alla descrizione del custode dell’hotel. L’altro è quello di un uomo di Chiesa, un monsignore molto attivo a Catania per le sue opere di volontariato, apprezzato e stimato da tutti. I due cadaveri sono stati messi uno a fianco all’altro come si farebbe con una coppia di amanti, e questo è un ulteriore motivo di shock per il paese, che, come prevedibile, inizia a mormorare.


Mentre Vanina inizia ad indagare su questo inquietante delitto, le sirene palermitane continuano a richiamarla. L’ultimo degli assassini di suo padre, dopo averla minacciata, si è dato alla fuga, e sulle sue tracce c’è il magistrato Paolo Malfitano, unico vero amore di Vanina, da lei lasciato anni prima dopo che un attentato le ha quasi fatto rivivere il dramma del padre.


Anche questa volta, Vanina approfitterà del validissimo aiuto del commissario Biagio Patané, che a soli ottantatré anni proprio non si rassegna alla pensione, e vuole bene al vicequestore come se fosse una figlia.



Tra il terzo e il quarto romanzo della serie, il personaggio di Vanina subisce una vera e propria svolta: i suoi legami familiari si consolidano, il rapporto con la sua squadra si fa più solido, l’amore con Paolo lentamente si riaccende. La nostra protagonista, nonostante sul lavoro sia in grado di affrontare da sola pericolosi criminali, in privato è sostanzialmente spaventata da ogni genere di relazione umana, e tende a respingere chiunque voglia in qualche modo impegnarsi con lei. Il talento del cappellano prosegue in questa direzione: anche grazie all’affetto genuino del commissario Patané, una figura che per certi versi le ricorda il padre scomparso, Vanina reimpara pian piano a fidarsi degli altri. Inoltre, ella dovrà occuparsi anche di qualche suo caro in difficoltà, come l’amica del cuore Maria Giulia, che è rimasta incinta di un loro amico (bisessuale ed impegnato con un uomo), e il medico legale Adriano Calì, che ancora non sa di essere stato tradito proprio da due suoi amici.


L’atmosfera natalizia rende Catania ancora più magica: è davvero una città che sarebbe bello vedere prima o poi! Senza contare che, a leggere quello che ogni volta si mangiano Vanina e l’irriducibile Patané, mi viene una fame…


Mi dispiace solo per Manfredi Monterreale, il pediatra che Vanina aveva conosciuto ne La logica della lampara. Solo un amico, che sicuramente avrebbe voluto essere qualcosa di più. Pazienza, forse per lui ci sarà un’altra opportunità…



La carrozza della Santa


5 febbraio, Festa di Sant’Agata. Tutta Catania si sta dedicando alla processione per la Santa e nessuno si accorge che due studentesse straniere un po’ brille stanno entrando senza permesso nel cortile del Comune.


Le due ragazze, un po’ su di giri e prese dalla curiosità, aprono una delle carrozze sulle quali tradizionalmente viaggiano sindaco e giunta prima che abbia inizio la processione. Gli inusuali mezzi di trasporto sono appena stati utilizzati e lasciati lì, e sembra che a nessuno interessi.


Una volta aperto il portellone, però, le studentesse fanno una scoperta agghiacciante: all’interno di una delle due carrozze è riverso il corpo di un uomo, di età matura ma dall’aspetto elegante, ucciso con un’arma da taglio che ha provocato ferite sanguinose.


Per la squadra di Vanina Guarrasi non è il top intervenire proprio durante la festa della Santa patrona, anche perché buona parte delle forze dell’ordine quella notte è impiegata in un servizio di sorveglianza che evidentemente aveva qualche falla. Vanina, tuttavia, non si perde d’animo e procede subito all’identificazione del cadavere.


Si tratta di Vasco Nocera, un uomo maturo piuttosto noto alla Catania bene. Un po’ imprenditore, un po’ dedito agli affari di famiglia, egli si circondava sempre della cosiddetta “gente che conta”. Il suo nucleo familiare è composto dalla vedova, da due figli ormai cresciuti, dall’anziana madre con badante al seguito, da un fratellastro adottato dal padre e quasi sicuramente da almeno un’amante.


Ce ne sarebbe abbastanza per chiedere l’aiuto di Maria Giulia, l’amica del cuore di Vanina, un avvocato che a Catania conosce tutti ed è sempre nel mezzo di qualche festa o evento mondano, ma l’amica, ultimamente, si sente molto giù. Ella, infatti, all’insaputa di tutti, ha perso il bambino che aspettava dopo una notte con Luca, il compagno del medico legale e comune amico Adriano Calì. Vanina si sente presa tra due fuochi: da un lato Giuli che per la prima volta nella sua vita non ha alcuna voglia di uscire, di divertirsi, nemmeno di sorridere; dall’altra Adriano che avverte la crisi con Luca (anche perché lui è sempre distante per lavoro) e non sa dove ha sbagliato. Ella è la confidente di entrambi e, suo malgrado, inizia a sentirsi un po’ bugiarda.


Inoltre, Vanina deve affrontare la gelosia di Paolo, che vorrebbe riprendere la storia con lei esattamente da dove l’avevano interrotta, ma che una sera di qualche settimana prima si è risentito per un piccolo incidente: volendo farle una sorpresa, infatti, è arrivato a Catania, ma l’ha trovata in compagnia di Manfredi Monterreale.

La loro relazione da riallacciare non è l’unico motivo per cui Paolo cerca costantemente Vanina: il caso su cui stanno lavorando insieme, che ha a che fare con l’omicidio del padre di lei, sta finalmente per giungere ad una soluzione dopo anni ed anni.


Nemmeno in ufficio le cose filano lisce: l’ispettrice Marta Bonazzoli, collega ed amica di Vanina, fidanzata da tempo con il capo di entrambe Tito Macchia, sospetta che quest’ultimo lo tradisca con la ex moglie, e la tensione è alle stelle.


Giusto per completare un quadro già di per sé complicato, persino l’irriducibile commissario Patané ha qualche problema di salute. Qualcuno potrebbe obiettare che se a 83 anni ti comporti come se fossi ancora in servizio e vai avanti a sigarette, cioccolata, fritti catanesi e pasta alla norma devi anche aspettarti una reazione dal tuo stomaco. Ma lui è un osso duro…



Con La carrozza della Santa si ferma, almeno per il momento, la serie di Vanina Guarrasi. So che quest’inverno è uscito un nuovo romanzo, Il re del gelato, ma so anche che è una sorta di prequel, un caso del periodo in cui la nostra protagonista era appena arrivata a Catania e non conosceva nessuno.


È un romanzo vivace, in cui intreccio giallo e vita privata dei personaggi si mescolano in modo ancora più vorticoso del solito. A Palermo c’è una vecchia vita professionale abbandonata precipitosamente, una famiglia con cui i rapporti sono nel complesso positivi ma delicati, il grande amore mai dimenticato. A Catania c’è una squadra che si sta sempre più consolidando, una serie di nuovi affetti, una piacevole nuova routine, qualche amico nei guai.


Sicuramente proseguirò la serie, e con calma recupererò il prequel!




Queste sono le mie ultime considerazioni – almeno per ora – sul quinto e sesto romanzo di Vanina!

Che ne dite? Voi conoscete questa serie? Vi è piaciuta? Che ne pensate?

Aspetto i vostri pareri!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)