Una mostra da non perdere al Mudec

Cari
lettori,
ritorna
la nostra rubrica “Eventi culturali”, e questa volta vi faccio
fare un salto nel passato piuttosto consistente. Oggi vi racconto,
infatti, le mie impressioni dopo aver visitato la mostra “Egitto –
La straordinaria scoperta del faraone Amenofi II”, presso il Mudec,
Museo delle Arti e delle Culture, a Milano.
Forse
qualcuno di voi si ricorderà che, qualche settimana fa, ho visitato
questo museo in occasione della mostra-filmato dedicata a Klimt.
L’esposizione
di cui vi parlo oggi è più tradizionale e nel corso della visita si
ha proprio l’impressione di esplorare la sezione di un museo
egizio. Ecco tutto quello che ho particolarmente apprezzato!
Il
“protagonista” della mostra
Le
dinastie di faraoni egiziani sono state molteplici, a partire dal
periodo più antico fino ad arrivare all’epoca dei Tolomei, quando,
con la morte di Cleopatra, l’Egitto è diventato terra di conquista
per i Romani.
C’è,
tuttavia, un periodo che si può definire “l’epoca d’oro” per
i faraoni, e proprio ad esso appartiene colui che possiamo
considerare il protagonista dell’esposizione, ovvero Amenofi II.
Egli
è figlio di Thuthmosis III, un sovrano passato alla storia per le
numerose battaglie compiute, per la sua sete di potere e per il
desiderio di espansione.
Amenofi
II si ritrova tra le mani un regno molto più esteso dei suoi
predecessori e sceglie di mettere in secondo piano la politica estera
a favore di quella interna.
A
poco a poco, infatti, egli crea una nuova classe dirigente, composta
però da persone appartenenti a famiglie che già suo padre
prediligeva, e consolida il regno con altre abili mosse politiche.
Visitando
la mostra si possono trovare busti, statue, steli ed altri oggetti
che ritraggono il celebre faraone ed il padre. È l’ultima parte
dell’esposizione, però, a rivelare il segreto più grande.
L’ultimo
rifugio del Faraone
Il
co-protagonista di questa mostra è Victor Loret, egittologo francese
vissuto nel XIX secolo. È stato proprio lui a scoprire prima la
tomba in cui si trovava il Faraone, insieme a tre suoi parenti.
L’esposizione
dedica un discreto spazio a Loret ed alle sue ricerche, lasciando
intuire quanto lo studioso amasse l’antico Egitto. Essendo infatti
sprovvisto dei moderni metodi informatici, il professore scriveva
interi quaderni ricchi di appunti e di disegni, e dipingeva
addirittura degli acquerelli con le trascrizioni dei geroglifici.
L’ultima
sezione della mostra è dedicata alla ricostruzione della tomba, in
un’apposita sala sulle cui pareti sono riportate le medesime
iscrizioni che l’egittologo si è trovato davanti prima della sua
sensazionale scoperta.
Sono
stati ritrovati anche alcuni oggetti del corredo funerario, come una
sorta di bastone colorato (ancora molto pigmentato), una classica
croce egizia, una statua a forma di pantera nera ed alcune piccole
“dee serpente” in terracotta, che rivestivano la funzione di
proteggere il Re.
Il
culto del’Aldilà in Egitto
Com’è
facile immaginare, gran parte dei reperti esposti fa parte dei
corredi funebri di quella che era la classe sociale dominante del
tempo.
Moltissime
sono le iscrizioni funerarie, che ritraggono il defunto in compagnia
della famiglia e degli dei, ma ci sono anche papiri ed altri oggetti
che costituiscono un equivalente degli odierni ex voto. Ovviamente
non mancano i sarcofagi, riccamente decorati, e ci sono perfino le
mummie!
Uno
spazio particolare è riservato ai vasi utilizzati per il processo di
mummificazione. Ognuno di essi era destinato a custodire un organo
del defunto, e per ogni parte del corpo era stato designato un dio
protettore, che veniva scolpito sul coperchio del vaso.
La
vita quotidiana delle donne egizie
Alcune
teche della mostra mi hanno colpito particolarmente perché
dimostrano che la passione femminile per la moda e per la bellezza
non è davvero nata ieri, e che le nostre “antenate” dell’antico
Egitto erano già interessate ad apparire al meglio.
Qui
sono conservati alcuni bellissimi gioielli, re-infilati da alcuni
artigiani del 1800. Tra i più belli un monile a forma di giglio,
alcuni a forma di conchiglie e moltissime pietre colorate.
In
questa teca ci sono invece degli accessori per il trucco. Si trova
davvero di tutto, dai bastoncini per stendere un primitivo eye-liner
ai pigmenti colorati ai bellissimi vasetti usati per conservare i
prodotti.
Una
visita per i più piccoli, con Geronimo Stilton
Accanto
ai classici pannelli illustrativi a disposizione dei visitatori, la
mostra propone anche un percorso per i bambini, insieme ad un
personaggio molto amato dai più piccoli: Geronimo Stilton. Le
illustrazioni con il famoso topo detective sono molto chiare e
simpatiche, anche per gli adulti.
La
mostra resterà al Mudec fino al 7 gennaio!
Avete
già visitato l’esposizione? Pensate di andare?
Vi
invito tutti a passare una mezza giornata tra faraoni, piramidi e
iscrizioni!
Fatemi
sapere se vi ho incuriosito!
Grazie
per la lettura e al prossimo post :-)
Molto affascinante!! Peccato che mi ritrovi sempre ad aggiungere..."se fossi più vicina,vi andrei volentieri" :-(
RispondiEliminaCiao Angela! Purtroppo mi rendo conto che questo tipo di post sono realmente utili solo per chi è nella mia zona...o per chi vuole venire a conoscere Milano! Sono comunque contenta che piacciano anche a chi viene da altre parti d'Italia!!
EliminaUna mostra veramente interessante!
RispondiEliminaPeccato che subito moooolto lontano!
Un abbraccio e buona settimana!
Nuovo post sul mio blog!
Ti aspetto da me se ti va!
http://lamammadisophia2016.blogspot.com
Ciao! Di dove sei? Buona settimana anche a te! Vado a vedere il tuo blog :-)
EliminaI tuoi post sono sempre interessanti e ricchi di informazioni.
RispondiEliminaLa mitologia greca mi ha sempre appassionato tanto, ma devo dire che anche la cultura egizia ha il suo fascino.
Attraverso le tue parole e le tue foto mi hai fatto venire voglia di saperne di più. Bravissima che non solo tratti argomenti del genere ma ti piace anche vederli con i tuoi occhi da vicino
Ciao Susy...contentissima di averti incuriosito! Per fortuna, quando c'è qualcosa di interessante a Milano, sono comoda e riesco ad andare a vedere :-)
EliminaL'antico Egitto mi ha sempre affascinata! Vedrò di visitare la mostra prima del 7 gennaio. Bella l'idea di coinvolgere i più piccoli con un personaggio come Geronimo Stilton :D
RispondiEliminaCiao Erica! L'idea di Geronimo Stilton è simpatica...ai bambini sembrava piacere! Se, a quanto ho capito, hai occasione di passare a Milano, sono contenta che andrai a visitare la mostra!
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