giovedì 28 marzo 2024

I PREFERITI DI MARZO 2024

 Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese



Cari lettori,

non solo marzo è agli sgoccioli, ma oggi, per me, è anche il primo giorno delle vacanze di Pasqua!


Questo mese è partito con un po’ troppo maltempo e freddo, ma il meteo si è aggiustato presto. Quanto a me, come accaduto in febbraio, qualche imprevisto non proprio gradito c’è stato, però mi piace come ho reagito: a dispetto dello stress e della stanchezza primaverile, sono riuscita a ritagliarmi il giusto spazio non solo per rigenerarmi, ma anche per dedicarmi a ciò che mi piace, che per me, in un certo senso, è il vero riposo.


Oggi vi racconto meglio queste ultime settimane!



Il libro del mese


Estate del 2001, Toscana. A Piombino, tra il porto e le acciaierie, la vita è molto dura. In una ampia e disagiata periferia vivono moltissime persone in condizioni a malapena sufficienti per andare avanti dignitosamente.


L’esistenza si consuma tra squallidi palazzoni ed in cortili dove bambini lasciati a loro stessi giocano accanto a giovani spacciatori. Non una vacanza, non un weekend fuori, non un’attrazione per la cittadinanza, non un luogo di cultura o di aggregazione: solo qualche negozio che vende l’essenziale e poche spiagge sporche dal mare inquinato.


I padri di famiglia ed i ragazzi che hanno finito la scuola dell’obbligo lavorano tutti alle acciaierie dell’Ilva, da poco rinominata Lucchini: un luogo dove la quotidianità è così dura ed alienante da costringere molti di loro a bere ed a drogarsi per andare avanti. Le madri sono perlopiù casalinghe chiuse tra quattro mura, arrabbiate con la vita, costrette ad arrotondare con mille mestieri in nero. Per le ragazze del luogo l’unica speranza è essere davvero belle e popolari, in modo da essere notate da un uomo ricco o, meglio ancora, da qualcuno che lavora nello spettacolo ed ha bisogno di modelle o attrici.


È il sogno inseguito, anche se non proprio dichiarato, da Francesca ed Anna, le protagoniste del romanzo, due tredicenni che hanno appena sostenuto gli esami di terza media e si godono l’estate come possono, facendosi forza con la loro grande amicizia.


Anna è in una situazione socio-economica leggermente migliore: il padre Arturo è un autentico truffatore che sparisce e torna a sorpresa, però, in un modo o nell’altro, i soldi non mancano mai a casa. Inoltre, la madre è più emancipata di altre donne del paese ed impegnata in politica, il fratello maggiore Alessio è considerato il piccolo re della compagnia e lei stessa è brava a scuola, tanto che a settembre farà il liceo classico.


Più difficile è la situazione di Francesca: il padre Enrico è un operaio violento e geloso sia della moglie che della figlia, la madre Rosa è una donna rassegnata che ha lasciato un paesino dell’Aspromonte e pensa di non avere alternative, la scuola resta uno scoglio per lei.


Anna e Francesca sono le più belle, le più popolari: tutte vogliono essere loro, la vicina Lisa e le altre considerate “sfigate” le invidiano, i ragazzi vorrebbero avvicinarsi a loro. Se però Anna inizia a cedere alla corte di qualche compagno di classe e poi si innamora di Mattia, vecchio amico di Alessio tornato in paese dopo dei brutti trascorsi, per Francesca non esiste nessun uomo, perché per lei è sempre esistita solo l’amica. L’amore di Francesca per Anna si mette di traverso nella loro amicizia, guastandola forse per sempre. E nel momento in cui le due ragazze prendono due strade diverse, gli eventi, come delle sfere su un piano inclinato, si mettono a correre. E poi precipitano.



Ho trovato in biblioteca Acciaio spinta più che altro dalla curiosità, perché di recente Silvia Avallone è tornata a far parlare di sé con il suo nuovo romanzo, Cuore nero. Era stato un caso letterario del periodo in cui avevo iniziato da poco l’Università, ma non l’avevo letto a quel tempo, e me n’ero quasi dimenticata.


So che questa non sarà una recensione molto tecnica, ma leggere questo romanzo è stato per me come riaprire un mondo. Credo di averlo letto con la piccola me, quella Silvia che era anche lei tra le scuole medie e l’inizio delle superiori, ed in qualche modo è tornata a vivere. Anche se io sono stata molto più fortunata di queste due protagoniste (e tecnicamente ho due anni in meno), anche se sono cresciuta in una cittadina agiata, anche se tante cose le ho viste da “spettatrice”… mi sono ricordata tutto quello che era essere adolescente nei primi anni 2000. Le grandi compagnie in riva al mare che perdevano tempo ai tavoli o sotto il gazebo. Quelle feste in cui non c’era niente o quasi, eppure essere lì era il meglio. I pomeriggi in cui si stava a casa a fare “cose da ragazze”. Le ore a prepararsi, a fare sfilate coi vestiti, a provare a truccarsi. Le uscite a piedi in centro solo per sperare di incontrare qualcuno. Lo shock delle Torri Gemelle. La musica disco. Le giostre del Luna Park.

Niente come leggere tutto questo vent’anni dopo ti fa capire che pure quest’epoca per te vicina, quasi contemporanea, è invece un mondo perduto: che ormai sei una 34enne nostalgica e gli adolescenti di oggi, molto più forniti di qualunque altro mezzo, ti riderebbero in faccia.


Certo il romanzo non si ferma a questa rievocazione, ma tocca altri temi: le condizioni lavorative precarie e pericolose, l’ignoranza, la droga, la violenza domestica, l’omosessualità ed altro ancora. Credo però che analizzare nel dettaglio questi temi significhi fare troppi spoiler, perché questo non è un romanzo didascalico, racconta molto con i fatti.


Se non avete ancora letto Acciaio e vi ho interessato, vi consiglio di farlo. A volte i casi letterari non resistono alla prova del tempo, ma non in questo caso.



Il film del mese


Emma è una bambina matura e coraggiosa, che vive nella foresta amazzonica insieme al padre medico, alla madre ambientalista e ad una tribù di Indios sempre più vessata dall’avanzamento della civiltà occidentale e dalla distruzione dell’ambiente circostante. Un giorno ella trova e salva una cucciola di giaguaro rimasta tragicamente orfana: decide di chiamarla Hope e di crescerla con l’aiuto dei suoi genitori. Qualche tempo dopo, però, la madre di Emma viene uccisa dai bracconieri mentre tenta di difendere degli animali.


Il padre, sotto shock e terrorizzato all’idea che possa succedere qualcosa alla figlia, porta con sé Emma a New York, dove apre un ambulatorio.


Qualche anno dopo, niente va bene né in Amazzonia né nella grande città. Da una parte i bracconieri sono sempre più senza vergogna e guidati da un’imprenditrice senza scrupoli che si è auto proclamata benefattrice: gli Indios si sono rifugiati in una piccola porzione di foresta e la povera Hope, sola ed incattivita, è l’unico giaguaro della zona, ovviamente cacciato più dell’oro. Dall’altra, Emma e suo padre non vanno d’accordo: la ragazza odia la scuola, si è fatta espellere più volte ed ora è in un istituto privato sotto l’occhio amorevole della prof di biologia, che però ella detesta perché pratica esperimenti sulle rane.


Una sera Emma trova una lettera del capo tribù indirizzata a suo padre, un disperato grido d’aiuto, e decide d’impulso di partire per l’Amazzonia, così da stare vicino alla sua famiglia d’elezione e tentare di salvare Hope. Non sa che Anja, la professoressa di biologia, è sulle sue tracce. E che una grande avventura attende le due.



Emma e il giaguaro nero è l’ultimo film di Gilles De Maistre, regista di cui avevo già visto "Mia e il leone bianco" e "Il lupo e il leone". Le sue pellicole si rivelano quasi sempre delle coraggiose storie al femminile, tra amore per la natura e gusto per l’avventura, rivolte a bambini e ragazzi ma più che godibili anche per gli adulti. Per me, i suoi film sono ormai una garanzia, e corro al cinema con piacere.


Dopo l’assolato Sudafrica e la meravigliosa regione dei laghi in Canada, è il turno della verde e sconfinata Amazzonia. Questo è un film che vale la pena di vedere al cinema per la prima volta: è un peccato vedere in streaming questi paesaggi incredibili, senza immergersi nella natura!


Le due protagoniste di questa storia hanno bisogno l’una dell’altra: la prima è una ragazza ribelle ma buona e generosa che necessita di una nuova figura materna; la seconda è una donna piena di paure che ha superato uno stato depressivo grazie all’insegnamento ed alla cura per il prossimo. Ed entrambe, incredibile ma vero, hanno bisogno di Hope, che si rivela un animale dotato di qualità quasi umane.


È una storia emozionante, piena di colpi di scena e di buoni sentimenti. A volte questa tipologia di film per famiglie viene un po’ sottovalutata: per me è un errore da non fare.



La musica del mese


Continuiamo il nostro percorso alla (ri)scoperta dei brani che ho portato sul palcoscenico insieme alle mie compagne di danza.


Marzo porta con sé una nuova stagione e quindi non posso non ricordare Primavera di Ludovico Einaudi (a questo link), che abbiamo proposto nel 2019 con un costume che sembrava una nuvola verde.



Più di recente, nel 2022, dopo due annullamenti di spettacolo dovuti al Covid, siamo tornate sul palco con vari brani, tra cui Di sole e d’azzurro di Giorgia (a questo link). Anche questa canzone secondo me ricorda un po’ la primavera, il ritorno del bel tempo dopo un lungo inverno.



La poesia del mese


Durante questo mese di marzo mi sono interessata alla figura di Alda Merini e sto anche leggendo una biografia di cui penso vi parlerò presto. Oggi condivido con voi una sua poesia, Non ho bisogno di denaro.


Io non ho bisogno di denaro.

Ho bisogno di sentimenti.


Di parole, di parole scelte sapientemente,

di fiori, detti pensieri,

di rose, dette presenze,

di sogni, che abitino gli alberi,

di canzoni che facciano danzar le statue,

di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…


Ho bisogno di poesia,

questa magia che brucia la pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.



Le foto del mese


La prima decade del mese è stata decisamente piovosa, ma tra un acquazzone ed un altro sono riuscita a tornare a Milano per dedicarmi ad un po’ di attività culturali, cosa che mi ripromettevo da dopo le feste di Natale ma che non ero ancora riuscita a fare. Ho visto alcune mostre; di quella di Rodin vi ho parlato lunedì, di altre spero di parlarvi presto!



Verso metà mese il clima è diventato finalmente primaverile e, tra giardino e centro paese, ci sono state delle bellissime fioriture!



Non è marzo senza il dolcetto per la Festa del Papà: la zeppola di San Giuseppe! Al mio papà è piaciuta particolarmente, così come la maglietta dei Pink Floyd che gli abbiamo regalato…



Per Cernusco, marzo significa Fiera di San Giuseppe! Quest’anno, oltre alle bancarelle ed ai quadri lungo il Naviglio, nel giardino della biblioteca è stato allestito un carinissimo villaggio medioevale…



...e sulla piazza delle scuole medie è stata allestita una mostra molto significativa di sculture di legno: i tronchi sono quelli degli alberi abbattuti dal nubifragio dello scorso luglio.





Questo è stato il mio marzo! 

Colgo l'occasione per fare tanti tanti auguri di Buona Pasqua a voi ed ai vostri cari. Il blog si prende una mini pausa il lunedì di Pasquetta e spero che sia un weekend lungo e piacevole per tutti noi! 

Intanto, se vi va, raccontatemi il vostro marzo... 

Grazie per la lettura, ci rileggiamo in aprile :-)


lunedì 25 marzo 2024

RODIN E LA DANZA

 Un giro della mostra al Mudec





Cari lettori,

iniziamo la settimana che ci porta a Pasqua con i nostri “Consigli artistici”!

Dopo aver rimandato un po’ di volte a causa della stagione gelida, del maltempo e degli impegni, sono finalmente riuscita a fare qualche giro a Milano come mi ripromettevo da tempo, ed ho ben tre esposizioni da raccontarvi… una alla volta e con calma, però!


Parto da una mostra non molto ampia e purtroppo già conclusa – anche perché sono riuscita a vederla last minute – ma davvero emozionante per me. Sto parlando di Rodin e la danza, che è rimasta al Mudec di Milano fino a domenica 10 marzo. Conoscete il mio amore per l’universo della danza, e credo possiate immaginare quanto sono stata felice di perdermi tra le sale insieme ad un artista che l’ha omaggiata così tanto.


Oggi vi porto a fare un tour virtuale!



Le statue dei danzatori


La mostra non è molto ampia: si tratta, essenzialmente, di quattro grandi saloni, ognuno dei quali affronta il legame tra Rodin e la danza dal punto di vista di una tematica diversa.


Il salone introduttivo è grande, dalle pareti scure e luminescenti e con figure di danzatori proiettati sulla parete di fondo.


Si tratta della sala che più dà spazio alle sculture dell’artista. Le più grandi sono agli angoli e riproducono figure danzanti in pose plastiche.



Al centro della sala c’è una lunga e stretta teca con statuette di dimensioni medio-piccole che riproducono ballerini in diverse posizioni, alcune più classiche, altre più acrobatiche.



In un angolo del salone è stato dato spazio anche ad alcuni disegni che ritraggono ballerine. In questa prima parte della mostra, lo stile è ancora tradizionale e l’ispirazione per l’artista è il mondo della danza nostrano.



Il teatro e la danza extraeuropei


Il secondo salone della mostra, dalle tinte rossastre, è quello che mi ha colpito di più. Esso è dedicato ai rapporti di Rodin con la danza ed il teatro extraeuropei.



Alcuni disegni ed opere hanno per protagonista il Corpo di ballo Reale della Cambogia. Rodin incontrò le danzatrici del re nel 1906 e ne rimase folgorato. C’è anche il leggendario copricapo delle ballerine, in oro e pietre preziose.



Rodin si interessò anche ad altre forme d’arte provenienti dal mondo. Diventò amico di Hanako, un’attrice del teatro Kabuki giapponese, e la ritrasse più volte.



Questa parte della mostra ha suscitato in me una certa nostalgia: ci sono immagini sulle ombre di Giava, sul balletto asiatico, sulle rappresentazioni giapponesi… tutti universi che avevo scoperto studiando Storia del Teatro all’Università, che, come forse qualcuno di voi sa, al tempo era una delle mie materie preferite (anche se per le mie due tesi di laurea ho finito per parlare del mondo greco).



Il museo di Rodin ed i danzatori


Le altre due sale presentano ancora qualche scultura di Rodin e un buon numero di fotografie.


Ci sono scatti bellissimi che ritraggono ballerine che quasi iniziano un passo a due con le statue di Rodin.



Uno dei tanti mini player nelle stanze riprende proprio una bellissima performance artistica di qualche anno fa: tra le sale del Musée Rodin di Parigi, dei ballerini riproducono con il loro corpo le opere dell’artista, mettendosi nelle medesime posizioni.



Rodin omaggia la danza… la danza omaggia Rodin


Ognuno dei mini player riproduce un balletto o una performance differente, tutti in qualche modo legati ad Auguste Rodin ed al suo amore per la danza. C’è anche uno schermo grande davanti al quale ci si può sedere, e non vi nascondo che mi sono accomodata tranquillamente e me li sono visti quasi tutti.


Dal balletto d’ispirazione classica che racconta la storia di come Rodin creò delle sue opere all’esibizione di danza contemporanea che celebra l’energia delle sue figure. Dai costumi più insoliti sul palcoscenico alle performance naturiste en plein air. È davvero incredibile vedere come l’amore di Rodin per il mondo della danza sia stato ampiamente ricambiato da coreografi e ballerini di ogni angolo del pianeta, ed in differenti momenti storici.



Nell’ultima sala c’è un’installazione con uno specchio, della musica e delle impronte su cui poggiare i piedi. Se il visitatore ha voglia di danzare, basta farlo dove ci sono le impronte e partirà una musica di stampo classico, che varierà a seconda dei movimenti di chi sta ballando. Mi sono divertita proprio tanto!





ed è stata la degna conclusione di un percorso intenso, che mi ha divertito ed emozionato! Mi spiace davvero essere andata nell’ultimo weekend disponibile e quindi non poter mandare voi, ma chissà, forse l’esposizione toccherà altre città d’Italia, e poi l’importante è esserci stata, così ho potuto raccontarvelo.

Qualcuno di voi c’è stato? Vi è piaciuta la mostra?

Fatemi sapere le vostre impressioni!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


mercoledì 20 marzo 2024

DECALOGHI DI PRIMAVERA

Film, romanzi, musiche ed attività ideali per il periodo




Cari lettori,

buon Equinozio di primavera!

Questa giornata dà inizio ad una stagione che mi piace moltissimo. Finora purtroppo è stato un marzo piuttosto piovoso e le fioriture sono state un pochino in tono minore a causa del cielo piuttosto grigio, ma speriamo che arrivi presto il bel tempo – per quanto questa pioggia sia servita al nostro pianeta, ovviamente.


Oggi, come già fatto in autunno e in inverno, vi propongo quattro decaloghi: film, libri, musica ed attività per il periodo!



10 film di primavera


1) La primavera porta con sé sia la Giornata Internazionale della donna che il 2 giugno, Festa della Repubblica, nonché la prima volta che hanno votato le donne. C’è ancora domani è stato sicuramente il film femminista di punta del 2023. Link


2) Qualche cartone animato non guasta mai quando in primavera si è un po’ più stanchi e si ha voglia di leggerezza! Uno particolarmente carino è Elemental… Link


3) Voglia di programmare le vacanze? Sognate un po’ con Ticket to Paradise! Link



4) Con la primavera si torna più volentieri nella natura dopo un lungo inverno. Una bella pellicola d’avventura sugli amici animali è Il lupo e il leone. Link


5) In primavera riparte la stagione dei matrimoni! Un film italiano che ironizza su questa istituzione è Per tutta la vita. Link


6) Dopo un lungo inverno, credo che anche la fredda campagna inglese torni alla vita, e un pizzico di regency non guasta mai! Un vero classico è, per esempio, Ragione e sentimento. Link



7) In primavera c’è sempre qualche elezione. Un bel film che parla di politica, ma non solo, è Il sol dell’avvenire. Link


8) Per la ricorrenza del 25 aprile, vi consiglio Una questione privata. Link



9) Per le feste della mamma e del papà, invece, vi segnalo Ella e John. Link


10) Un bellissimo film in costume dalle atmosfere primaverili è Bright star, che racconta la storia del poeta John Keats e di una ragazza di nome Fanny, suo unico amore. Link



10 libri di primavera


1) La primavera è una buona stagione per cominciare… magari una nuova serie! Figlie di una nuova era è il primo volume di una trilogia di Carmen Korn che mi è piaciuta moltissimo. Link


2) Parlavamo di natura ed ambiente… Elp di Antonio Manzini è un’indagine del vicequestore Rocco Schiavone che tratta proprio questi temi. Link


3) Maggio è un mese in cui ci sono tante feste patronali, magari proprio dedicate alla Madonna. Festa di piazza di Gian Mauro Costa ne racconta una in chiave mistica. Link



4) Per il 25 aprile mi sembra giusto ricordarvi che pochi autori sanno irridere i totalitarismi con il garbo di Andrea Vitali, per esempio in Nessuno scrive al Federale. Link


5) Il sentiero dei profumi di Cristina Caboni è una storia che sa di primavera: profumi, fiori, una nuova vita a Parigi… Link


6) Per la ricorrenza dell’8 marzo, vi consiglio il volume a fumetti E noi dove eravamo?, di Silvia Ziche. Link



7) Una lettura a tema matrimoniale è Nozze di Maurizio De Giovanni, una delle indagini del gruppo dei Bastardi di Pizzofalcone. Link


8) Per la festa del papà, una bellissima lettura è La vita in due di Nicholas Sparks. Link



9) Bella la primavera, ma l’estate di più? Una fantastica vacanza in Grecia di Karen Swan è quello che ci vuole! Link


10) Con l’arrivo della bella stagione si cerca sempre di essere un pizzico più ottimisti, no? Date un’occhiata a Amo la mia vita di Sophie Kinsella! Link



10 musiche ideali per la primavera


1) Vivere a colori di Alessandra Amoroso è un’iniezione di allegria e di ottimismo! Link


2) Un giorno così degli 883 è la canzone che mi fa sempre pensare ai miei spettacoli di danza! Due minuti di paura, poi pronti, via… Link


3) Tra due minuti è primavera di Annalisa è perfetta per questo periodo! Link



4) Un chimico è una canzone di De André con una bellissima metafora sulla primavera. Link


5) Primavera in anticipo di Laura Pausini racconta il lato romantico di questa stagione. Link


6) Spring di Ed Sheeran è una bella metafora sul tenere duro ed attendere tempi migliori. Link



7) A fianco di Renga e Nek è una canzone romantica del loro disco, e, non so bene perché, mi sembra perfetta per un viaggetto in macchina verso il mare o una gita fuori porta. Link


8) Per la Festa della mamma, ascoltate Mother, di Michael Bublé! Link



9) Ivy di Taylor Swift è un omaggio ad Emily Dickinson ed alle lettere scritte all’amante Susan. In alcuni versi della canzone le protagoniste guardano alla primavera con timore, perché è il momento del ritorno a casa del marito di Emily. Link


10) L’anno scorso la mia canzone di primavera è stata When we were young, di Adele… la mia scelta per la mia variazione per lo spettacolo del 6 giugno! Link



10 attività belle da fare in primavera secondo me


1) La cosa più semplice e più carina da fare nelle mattinate del weekend è un bella passeggiata… tra centro storico e parco, “a caccia” di fioriture da fotografare!


2) Un nostro classico di famiglia sono le vacanze di Pasqua al nostro mare, a Varazze. A volte il tempo è più clemente, altre meno, ma fare una scappata in spiaggia a primavera non ha prezzo e sulla tavola non manca mai la pastiera della nostra pasticceria del cuore!


3) L’anno scorso, dopo qualche primavera più sfortunata per via del problema Covid che ha coinvolto tutti noi, sono riuscita a fare anche qualche gita fuori porta: Cremona, Bellano, Sirmione, la Val Camonica…



4) Dopo un inverno, in cui, lo ammetto, spesso sono pigra, in primavera cerco di fare qualche salto in più a Milano, o con la mia famiglia, o per andare a trovare le mie amiche. In questi mesi ci sono delle bellissime esposizioni artistiche! Ad esempio, in aprile ho visitato spesso le installazioni del Fuorisalone, o visitato le ville milanesi che restavano eccezionalmente aperte in quei weekend.


5) Primavera per noi a danza è... preparazione per lo spettacolo di giugno! Ci sfianchiamo un sacco a provare fino a tardi con le finestre aperte e la luce che ogni sera ci lascia più tardi, ma ci divertiamo un sacco... 


6) Tempo fa andavo anche regolarmente a fiere del libro come il Salone di Torino o il Bookpride milanese. Ultimamente ammetto che sono andata meno per vari motivi, ma si potrebbe sempre ricominciare...




7) A marzo, a Cernusco sul Naviglio, c’è sempre una bella tradizione a cui io ed i miei concittadini teniamo molto: la festa di San Giuseppe!


8) La primavera è la stagione in cui, finalmente, ritiro fuori la bicicletta… e cerco di usarla il più possibile!



9) Devo ammettere che lo shopping primavera/estate è per me più simpatico e divertente di quello per la brutta stagione! Bikini, vestitini del mercato colorati, borsette per il mare…


10) Ultimo ma non meno importante… anzi… non vedo l’ora di festeggiare le feste del papà e della mamma in famiglia.




Ecco i miei consigli ed i miei piani per i prossimi mesi!

Vi auguro una primavera di serenità e di riscoperta di ciò che conta di più.

Fatemi sapere quali sono i vostri classici primaverili, tra film, libri, musica, tradizioni… vi aspetto nei commenti!

Grazie per la lettura, al prossimo post :)