lunedì 1 giugno 2026

LETTURE PER BALLERINI #1

 Due romanzi di Patrick Modiano e Lisina Coney




Cari lettori,

diamo insieme il benvenuto a giugno!


Spero che il vostro ponte per la Festa della Repubblica stia andando bene. Per me, penso che ormai lo sappiate, la prima decade di questo mese è uno dei momenti più importanti ogni anno: questa settimana concludiamo il nostro anno ballerino, lunedì finirà anche quest’anno scolastico.


Di questo secondo momento ci occuperemo lunedì prossimo con un TAG di “fine scuola” che inaugurerà il nostro solito Countdown verso l’estate. Oggi e giovedì, invece, ci dedichiamo alla danza.


Nel corso della primavera ho letto ben quattro romanzi a tema danza: una novella di un autore internazionale pluripremiato e tre ebook romance con ballerine protagoniste. 

Ho pensato di presentarveli tra oggi e giovedì, in una sorta di “settimana della danza”.


Vediamo i primi due!



La ballerina, di Patrick Modiano


I due protagonisti di questa breve storia non hanno nome. Il primo è un giovane uomo, una voce narrante di cui non sappiamo molto. È arrivato a Parigi in un inverno freddo e nebuloso, prendendo una stanza in affitto da un certo Verzini, un uomo che possiede un locale per artisti, in pieno spirito “vecchia Montmartre”. Anche lui insegue un suo sogno: diventare uno scrittore. La sua incostanza e la complessità dei suoi stessi pensieri, tuttavia, spesso lo fanno sentire bloccato:


Era il periodo più incerto della mia vita. Non ero nulla. Giorno dopo giorno avevo l’impressione di fluttuare per le strade e di non riuscire a distinguermi dai marciapiedi e dalle luci, tanto da diventare invisibile.

Eppure avevo l’esempio di qualcuno che praticava un’arte difficile […] e credo proprio che l’esempio della ballerina, senza che me ne rendessi davvero conto, mi abbia spinto a modificare a poco a poco il mio comportamento, e a uscire dall’incertezza e dal nulla che facevano parte di me”.


La ballerina” è una vecchia amica di Verzini, che abita anch’essa nel quartiere. Ella fa parte della compagnia di ballo di uno stimato ex ballerino russo, il leggiadro ed enigmatico Kniaseff, e cerca di barcamenarsi tra il tentativo di fare carriera nella danza e l’essere una madre single del piccolo Pierre.


La donna non racconta molto del suo passato al suo protagonista: parla del padre di Pierre come un errore di gioventù e sembra decisa a dimenticare il luogo da cui viene. L’unico accenno a quella che potrebbe essere una fuga spunta in un solo capitolo, quando ella ha uno sgradevole incontro con un uomo che in passato la aveva molestata più volte.


Il rapporto che nasce tra i due protagonisti è indefinibile: è più che amicizia, non è ancora amore, ma è sicuramente fiducia, al punto che l’uomo inizia a prendere il piccolo Pierre a scuola, ad aspettare con lui la ballerina a casa, a diventare un punto di riferimento importante.



La storia è su due piani: la gioventù dei due protagonisti, vissuta in modo tanto intenso quanto malinconico in quell’inverno parigino, ed i ricordi dello scrittore ormai maturo, che torna a Parigi dopo tanto tempo e cerca di affrontare un viaggio nella memoria, ritrovandosi però molto in difficoltà:


Per il momento non vorrei perdermi in deviazioni, ma seguire una strada ben dritta che mi permetta di vederci più chiaro. Bisogna procedere con cautela per contrastare il disordine e gli inganni della memoria.”


Ed è proprio la disciplina della ballerina ad insegnare al nostro protagonista a diventare un vero scrittore, a farsi coraggio, a partire da qualunque parte pur di non restare più fermo (accettando, per esempio, incarichi di traduzione o collaborazioni).

Una disciplina rigidissima che, paradossalmente, regala la libertà.


Ecco cos’era la danza, era solito dire ai suoi allievi. Tanto impegno per dare l’illusione di prendere il volo senza sforzo a qualche metro da terra… “



Una storia che unisce scrittura e danza non poteva non chiamarmi, ed immaginerete che 96 pagine sono state fin troppo poche, e no, non tutto vi si chiarirà. Ma credo che l’autore abbia voluto dare l’idea, anche tramite la scrittura, di un viaggio nella memoria. 

Quest’anno stiamo rileggendo insieme Montale per un mio progetto letterario (a questo link trovate il post di maggio) e non ho potuto fare a meno di pensare alle sue poesie sul ricordo, come per esempio Cigola la carrucola nel pozzo e Non recidere, forbice, quel volto: anche in questa novella il ricordo si fa sempre più confuso, è “riveduto e corretto” dai nostri desideri e dalle nostre speranze. (Su questo tema consiglio anche Vuoti di memoria di Valerio Varesi, che ho recensito a questo link). 

In questo caso, è possibile che l’autore abbia considerato come un amore quella che era un’attrazione platonica per una persona che per lui è stata un esempio, ma… ogni lettore è libero di pensarla come vuole.


È un lungo racconto scritto benissimo, con estratti secondo me indimenticabili sia per chi ama la scrittura che per gli appassionati di danza.


L’ho trovato al banco delle novità in biblioteca e… certe volte è proprio bello lasciarsi sorprendere!



The darkest corner of the heart, di Lisina Coney


La ballerina che ci porta nel mondo della danza è Maddie Stevens, una ragazza che ha poco più di vent’anni e studia balletto tutto il giorno, in attesa della sua grande occasione.


Proprio il giorno prima di fare un’audizione – insieme al suo migliore amico – per una scuola di altissimo livello che le garantirà un ingresso quasi sicuro nelle compagnie professionistiche, la sua gamba cede.


Per Maddie è una vera e propria tragedia: la danza è tutto quello che ha. Il padre è fuggito anni fa, con la madre (ex alcoolista) i rapporti sono complessi, suo fratello maggiore Cal è stato il suo vero padre e la moglie di lui, Grace, la sua vera madre, nonché prima insegnante di danza. 

Ella però è stanca di pesare economicamente su fratello e cognata e di essere una sorta di “primogenita” per loro (i due hanno anche una figlia). E senza la danza rischia di non esserci il futuro dei suoi sogni, solo un lavoro part time in un bar che le serviva giusto per pagarsi le lezioni. Il suo amico è stato preso nella scuola, l’amore è un miraggio da molto tempo e Maddie si sente davvero sola.


Dopo qualche difficile settimana di convalescenza, però, arriva una buona notizia: forse non tutto è perduto. Il recupero potrebbe essere possibile, ma solo con una fisioterapia rigorosa. Per sei settimane Maddie dovrà sottoporsi ad un trattamento molto intenso, e poi fare il dovuto mantenimento mentre cerca di rimettersi in piedi e capire se per lei ci sarà un futuro nella danza.


Il dottor James Simmons ha dieci anni in più di Maddie, ha alle sue spalle a sua volta una storia di sport abbandonato dopo un infortunio ed è un classico brontolone di poche parole. Maddie all’inizio non si trova a suo agio, poi inizia ad apprezzare non solo la sua competenza, ma anche la sua tranquillità.


Con il tempo i due iniziano a sentire un’evidente attrazione durante le sedute, ma entrambi sanno che finché sono medico e paziente una relazione non è possibile, e c’è anche la differenza d’età.


Nel frattempo, due eventi imprevisti sconvolgono la vita di Maddie: innanzitutto la scuola alla quale mirava, a giudicare dai racconti dell’amico, si rivela una mezza delusione, ed ella inizia a chiedersi se non sarebbe il caso di considerare altre strade per esprimere il suo amore per la danza; e poi un uomo misterioso inizia a seguirla, dicendo di essere suo padre.



The darkest corner of the heart è il sequel di The brightest light of sushine, che altro non è che la storia di Cal e Grace, fratello e cognata di Maddie.


Per via di una di quelle (benedette) giornate di promozione che propongono moltissimi ebook romance da scaricare gratis, ho preso solo questo romanzo, ma vi assicuro che è tranquillamente leggibile senza il precedente. Certo, ora che l’ho letto, non escludo di dedicarmi anche agli altri (si tratta di una trilogia, c’è anche una storia sulla figlia di Cal e Grace), perché l’ho trovata una storia molto piacevole e godibile.


Non è proprio un “grumpy x sunshine” da manuale: James è brontolone solo all’inizio, poi si rivela semplicemente una persona introversa che preferisce conoscere le persone a poco a poco. E poi in privato alleva gattini, non so se mi spiego. 

Maddie è una persona estroversa e solare di suo, ma attraversa un periodo difficile e, anche se è fatta di carta di inchiostro, la ammiro molto: per me è stato già sufficientemente duro lo stop forzato dovuto al Covid, e almeno lì era un “mal comune”. Scendere dal treno che per anni è stato più che una passione è qualcosa di durissimo, eppure lei, pian piano, riesce ad affrontarlo con l’ottimismo che la contraddistingue. E la sua natura solare è ancora più apprezzabile se si pensa alla difficile storia familiare dalla quale proviene.


Non si parla solo di danza e di amore, dunque, ma anche di famiglia, amicizia, rinascita.


L’unico trope che ho trovato un filo forzato è quello del “forbidden romance”: si parla solo di sei settimane di fisioterapia, giusto il tempo di conoscersi al di là delle sedute, e poi Maddie è liberissima di rivolgersi ad un altro specialista per il mantenimento e iniziare una relazione con James. Anche la differenza di età, considerato che stiamo parlando di due persone giovani ma adulte, è superabile, secondo me. Quanto al fratello geloso, beh, la sorellina è ormai grande, facciamocene una ragione…


Vi farò sapere se leggerò gli altri volumi della trilogia!




Ecco i miei due “consigli ballerini” per oggi!

Due modi molto diversi di considerare la danza e anche di scriverne, come vedete.

Conoscete questi romanzi o questi autori? Che cosa ne pensate?

Fatemi sapere! Ci riaggiorniamo giovedì con altri consigli ballerini…

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)