giovedì 30 aprile 2026

I PREFERITI DI APRILE 2026

 Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese




Cari lettori,

con oggi concludiamo aprile!

È stato un mese particolare: l’ho inaugurato con qualche ultima ora di lavoro prima di prendere un treno al volo. La prima settimana, con le vacanze di Pasqua, è volata.


Il proseguimento è stato più ordinario, ma comunque intervallato da weekend primaverili piacevoli. Mi sono presa qualche momento più tranquillo, dal momento che, come mio solito, per maggio e per la prima decade di giugno ho molti programmi.


Vediamo insieme tutto quello che mi è piaciuto, dai libri ai film, dalla musica alla poesia alle foto delle vacanze!



Il libro del mese


Per la prima volta quest’anno, dopo una storia di formazione ambientata negli anni ‘70-’80, una lettura per bibliofili e una sorta di memoir dai toni thriller, per i nostri Preferiti del mese torniamo a parlare di gialli, e lo facciamo con una raccolta della Sellerio, Dodici mesi in giallo. Dodici bei racconti nati dalla penna di autori che sono passati più volte da questi schermi, più qualche novità interessante. Ognuno di essi è dedicato ad un mese dell’anno.


Alicia Giménez-Bartlett, la creatrice di Pedra Delicado, ormai da qualche tempo ci propone i raccolti delle sorelle poliziotte Marta e Berta Mirailles, ispettrici della Omicidi di Valencia. L’anno nuovo è appena cominciato e quale modo migliore per inaugurare gennaio, se non andando per saldi? Il divertimento (solo di una delle due, in verità) è interrotto però da un tragico evento: il ritrovamento di una commessa morta all’interno di uno stanzino dove c’erano soltanto dei quadri elettrici.


Febbraio ha come protagonista Domenico Cigno, il corpulento e solitario giornalista creato da Luca Mercadante. Disilluso nei confronti di San Valentino, con l’unica consolazione di una nuova rosticceria che prepara cuoppi di fritto speciali per “cuori spezzati”, egli dovrà scoprire, suo malgrado, che gli affetti più vicini possono fare molto più male al cuore di una semplice frequentazione femminile.


Le idi di marzo è il titolo del racconto di Alessandro Robecchi. Carlo Monterossi, l’autore televisivo pentito, reinventatosi investigatore anche grazie all’amico Oscar Falcone, continua ad interferire nelle indagini dei poliziotti Ghezzi e Carella. Il titolo suggerisce un attacco al potere, e il freddo marzo milanese dona un’atmosfera noir alla narrazione.


Viola, la poliziotta di Simona Tanzini, si occupa di pesci d’Aprile, rimpatriate tra vecchi compagni di classe e “semplici scherzi”. Oltre alle sue capacità investigative, ella sfrutta anche il suo particolare (e talvolta troppo impegnativo) dono della sinestesia, ovvero quello di vedere il colore delle persone.


A maggio c’è una new entry: l’ispettrice Pagani, protagonista creata da Serena Cappellozza. La donna, che vive a Venezia con il figlio e la madre, accompagna quest’ultima alla balera, e lì scopre la strana storia della morte di un anziano signore proprio nei bagni del locale, qualche settimana prima. La questione è stata derubricata come morte naturale per infarto, considerata anche la vedovanza recente, ma qualcosa sembra non tornare.


Iniziamo l’estate con Lorenzo Lamarca, il professore di Chimica di Santo Piazzese, che farebbe di tutto pur di ridurre al minimo gli impegni accademici di giugno, tra esami e tesi. E così si ritrova coinvolto in un giallo che gli dimostrerà che talvolta le regole della matematica vanno sovvertite, perché “cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto cambia”.


Le Notti magiche di Saverio Lamanna e Peppe Piccionello, la coppia inventata da Gaetano Savatteri, ci portano a San Vito Lo Capo in un luglio molto caldo. Anche l’ex giornalista (ora scrittore) ha a che fare con un incontro tra vecchi amici, ma ci sarà un’amara sorpresa: una ragazza che Saverio aveva frequentato in un’estate ormai lontana non è mai tornata a casa sua, al Nord, ma è morta proprio lì, in modo misterioso…


Andrej Longo ci propone invece un agosto campano. Antonio Acanfora, giovane poliziotto, sta vivendo un momento di crisi e, con grande costernazione della madre, fan del “posto fisso”, vorrebbe lasciare il corpo di polizia per occuparsi di barche. Ma, mentre si gode l’ultimo scampolo di ferie tra piccoli scafi da riparare e bagni al mare, il commissario Santagata gli chiede di andare al Nord per un “favore”.


Settembre è il mese del ripensamento, e nessuno “ripensa” di più in quel mese quanto un’insegnante in pensione, la suocera di Serena Martini. La nostra ex chimica d’azienda ed ex madre casalinga, protagonista dei romanzi di Samantha Bruzzone, ora si è messa in proprio, ma le indagini restano il suo secondo lavoro. E quando sotto il suo naso capita un odore troppo insolito, interpellare l’amica e ispettrice Corinna è inevitabile.


Il grigio e freddo ottobre anglosassone di Simon Mason ha inizio con un insolito interrogatorio tenuto da Ryan e Ray, due poliziotti molto diversi tra di loro. Parlando con il marito della loro superiore, essi rispolverano un “cold case” molto simile a quello di cui si stanno occupando ora, la morte di una ragazza dai capelli rossi.


A novembre torna la commedia, e torna la famiglia Malvaldi-Bruzzone, questa volta con il primo dei due autori e con il barrista Massimo Viviani, sempre accompagnato dai Vecchietti del BarLume. Le chiacchiere da bar sono più utili di quel che sembra, ed un caso si può risolvere anche giocando a briscola.


Infine Antonio Manzini, forse consapevole che il suo personaggio detesta le festività, fa saltare a Rocco Schiavone Dicembre e le sue atmosfere natalizie e ci riporta nuovamente a gennaio per il caso più lungo ed intricato di questa raccolta. Un caso in cui il “Colpo d’occhio” è fondamentale.



È sempre un piacere, per me, leggere questo tipo di raccolte, “tornare a casa” da personaggi che mi piacciono molto e scoprire nuovi giallisti della Sellerio. I miei racconti preferiti sono forse quelli estivi, dal momento che amo le atmosfere di questa stagione, ma li ho apprezzati tutti.


Proprio come l’antologia per bibliofili che vi avevo consigliato a febbraio, è un romanzo che si può leggere pian piano, un racconto per sera, anche intervallandolo ad altre letture più impegnative. Spero che vi piaccia!



Il film del mese


Venezia, 1716. La città, così come tante altre d’Italia in quel periodo, è piena di bambini abbandonati e orfani, ma l’istituzione più “prestigiosa”, si fa per dire, è l’Ospedale della Pietà, che accoglie orfane che studiano musica.


Ogni bambina e ragazza che è costretta ad abitare lì una volta era solo un fagottino al quale la madre ha appiccicato la metà di un santino: nel caso in cui si cambiasse idea e si rivolesse indietro la figlia, è necessario esibire l’altra metà.


Molto spesso, però, le figlie abbandonate restano tali e diventano musiciste o cantanti di talento. Le loro qualità sono la loro “dote”: l’Ospedale è frequentato regolarmente da uomini che non riescono a trovare una moglie con facilità (perché più volte vedovi, o anziani, o eroi mutilati di guerra) e letteralmente la comprano.


Fiore all’occhiello del luogo è Cecilia, una violinista molto dotata, che è già promessa sposa ad un ufficiale che però sta combattendo una guerra dopo l’altra e sembra non tornare mai.


Un giorno il direttore si rende conto che l’Ospedale sta affrontando una crisi dall’unico punto di vista che gli interessa, quello economico. La maggior parte dei nobili – nonché donatori regolari - del quartiere, infatti, si sta iniziando a rivolgere ad un’altra chiesa perché c’è un prete nuovo, che è anche un abile maestro di musica, mentre quello che c’è alla Pietà è ormai anziano e propone musiche già sentite e risentite. Il direttore, che si sente pian piano escludere dalla buona società, decide di richiamare a Venezia un parroco piuttosto conosciuto: Antonio Vivaldi.


Egli è un personaggio famoso per non essere proprio ligio alle indicazioni altrui, ma in questo caso non ha scelta: non è mai stato ricco e il suo male cronico ai polmoni gli è costato svariate cure. Così egli accetta di tornare alla Pietà.


Fin dalla prima prova gli è chiaro che Cecilia, molto portata ma anche modesta, sarà il suo primo violino. Giorno dopo giorno tra i due nasce un’amicizia vera, a quei tempi impensabile tra una giovane donna e un uomo maturo. Cecilia diventa sempre più brava e libera tutta la sua passione per la musica, mentre Vivaldi ritrova l’ispirazione che sembrava perduta.


Ma la fine della guerra incombe, il destino di moglie di Cecilia è sempre più vicino e l’orfanatrofio è una gabbia che imprigiona i destini di entrambi.



Primavera non è esattamente un classico film biografico su Antonio Vivaldi: la vera protagonista è Cecilia, una ragazza che non ha niente di veramente suo, a parte l’amore per la musica, però non si arrende mai e continua a scrivere i suoi propositi e desideri nel suo diario, composto da lettere per la madre che non l’ha mai voluta (o che, chissà, è morta prima di potersela riprendere).


È un film duro da guardare: inizia con una scena di terribile violenza sugli animali e, come potrete immaginare, prosegue con molti, troppi episodi di soprusi sulle donne.

E nemmeno tutti gli uomini se la cavano meglio: solo i potenti possono permettersi di decidere per se stessi e gli altri, mentre, per esempio, lo stesso Vivaldi è vittima di una consacrazione senza vocazione (che gli è stata imposta dai genitori a mo’ di ex voto perché non è morto da bambino), di una malattia che non lo abbandona mai e delle necessità economiche (non poter riscattare Cecilia sarà un suo rimpianto).


Una storia difficile ma interessante: uno spaccato dell’epoca e di che cosa c’è davvero dietro alla figura di un artista a cui noi oggi stenderemmo il tappeto rosso ovunque cammini.


Nonostante i momenti un po’ più difficili da guardare, a me comunque il film è piaciuto e ve lo consiglio!



La musica del mese


Ultimamente ho ascoltato spesso una cover a doppio pianoforte e voce (che potete trovare a questo link) di Go the distance, una delle canzoni più famose del film d’animazione Hercules. Ogni tanto c’è bisogno di tornare un po’ bambine…


Ho sognato spesso un luogo lontano

dove il benvenuto riservato a un eroe mi avrebbe aspettato

dove la folla mi avrebbe applaudito vedendo il mio volto

e una voce continua a dirmi che è lì che devo essere


Sarò lì un giorno, posso percorrere quella distanza

troverò la mia strada, se posso essere forte

so che ogni miglio ne varrà la pena

e quando completerò il mio percorso

so che sarò proprio nel posto giusto per me…



La poesia del mese


Per il mese di aprile ho pensato di proporre anche a voi un componimento di C.Albaut, Profumi di vento, che abbiamo letto a scuola per studiare il testo poetico. Tra primavera, vento e mare, mi è sembrata una bella fotografia di queste settimane!


Il vento carezza i campi in fiore:

trasporta profumi di ogni colore.

Il vento corre dentro il bosco:

mi porta aromi che non conosco.

Il vento soffia sulla collina:

odore di fieno e rosa canina.

Il vento gioca con le onde del mare

ed il salmastro mi fa respirare.



Le fotografie del mese


Non ho fatto in tempo a inserirlo negli scorsi Preferiti, ma l’ultimo weekend di marzo ho assistito alla presentazione di un libro, La prima regina di Alessandra Selmi, in una location insolita e molto cara a noi cernuschesi: il giardino di Villa Alari, che è stato riaperto recentemente al pubblico!



Nel cortile del Comune e della biblioteca è arrivata la primavera! Il tempo è stato ballerino, come ogni aprile che si rispetti, ma nelle giornate di bel tempo ho fatto tutte le passeggiate che ho potuto e scattato tante foto!



Il cuore della prima metà di aprile sono state le vacanze di Pasqua in famiglia a Varazze. Siamo stati molto fortunati con il meteo (per nostra fortuna, il maltempo è arrivato dopo) e la mattina del Venerdì Santo abbiamo fatto una bella camminata fino a Celle, approfittando anche del giorno di mercato. 

Penso che questo scatto dica tutto del mood marittimo/vacanziero!



Per due mattine ci siamo goduti anche la prima spiaggia. Niente bagno però, l’acqua è ancora un blocco di ghiaccio!



Abbiamo passato una bella Pasqua tra famiglia e amici, con una tavolata quasi tutta ligure… ad eccezione di questa ottima pastiera!



In generale, questo aprile è stato un mese in cui ho mangiato fin troppo, tra vacanze di Pasqua, aperitivi, cene e vari inviti tra amici e famiglia. Una delle serate più belle è stata quella con la mia amica Luana, tornata per qualche giorno dall'Inghilterra!




Ecco il mio aprile in breve! 

Non vi nascondo che maggio mi preoccupa un po', perché è uno dei mesi più impegnativi per me... ma vedremo giorno per giorno! 

Raccontatemi come state, se vi va, e che cosa vi è piaciuto di più in questo periodo! 

Grazie per la lettura, ci rileggiamo in maggio :-)


lunedì 27 aprile 2026

POESIA, PRIMAVERA E... CAMBIAMENTO

 Spazio Scrittura Creativa: aprile 2026




Cari lettori,

benvenuti all’appuntamento con lo Spazio Scrittura Creativa di aprile!


Oggi, dopo un po’ di tempo, torno a proporvi le mie poesie. Sapete che più volte, per questa rubrica, ho pubblicato alcuni miei vecchi lavori poetici, ai quali avevo fatto un po’ di editing.


Da quando, però, la scorsa primavera ho preso tre miei vecchi componimenti ed ho tenuto solo l’incipit, creando poi delle poesie ex novo (trovate il post a questo link), mi è rimasta nel cuore l’idea di riprovare.


E in questi giorni, quasi dal niente, le idee sono arrivate. Siamo in fase “rush finale” di un anno scolastico, sportivo e personale che mi ha portato sulle montagne russe, proprio nel bene e nel male, e, essendo nella seconda metà dei trent’anni, mi sento ormai diversa dai ventenni e anche dagli appena trentenni di oggi. 

È un periodo che sto riflettendo molto sul concetto di cambiamento, complici forse la primavera e la natura che mi invitano ad una nuova stagione, ma esprimerlo a parole non è sempre facile: spero che avrò le idee più chiare quando arriverà l’estate e avrò più tempo per me stessa.


Nel frattempo, questo è più o meno come mi sento… in versi.



Cerco l’ispirazione


Ispirazione”: i miei occhi scivolano su questa parola

lentamente, mentre un pensiero

li anima e sembra voglia raggiungere le labbra:

scrivere ancora d’amore

quando l’ultimo batticuore è ormai un buffo ricordo?

Ricordare ancora quelle amicizie, quelle storie,

tutti quei luoghi

che io stessa ho lasciato andare?

Un altro giorno farà uscire questi sentimenti dalla mia penna:

oggi vorrei ritrovare la me creativa.


Perché negli ultimi mesi mi ha accompagnato un silenzio

che è diventato la ricerca di un rifugio

e poi mi ha avvolto come una coperta troppo calda.

Forse la verità più nascosta dentro di me

è il desiderio di nuove storie da narrare

fresche come la primavera

e mentre i miei sogni scorrono come un torrente senza argini

una nuova ispirazione io cerco.


Non mi sento più in sintonia con quella che ero:

quel che ammiravo come una giusta missione

è diventato un fardello da cui liberarsi presto,

quelle persone che vedevo come fratelli

hanno preso strade che non conosco,

ciò che compivo per realizzarmi

ora è solo portato avanti per non deludermi.


Cosa sto facendo davvero per la nuova me?

Quale germoglio sto facendo crescere tra il cuore e la pancia?

Quando lo capirò, forse davvero ritornerà

l’ispirazione.



Gioia, serenità?


Se solo potessi catturare questo infinito e caldo

momento contornato di brillantezza!

Se solo potessi inseguire quel fulmineo

guizzo di sole che si espande oltre l’orizzonte!


Dolcezza, calore, una fresca luce per i miei occhi:

sale e sabbia in cui i miei capelli si sono incastrati:

forse questa è gioia, serenità?


Amica mia, se solo potessi non pensare a nulla,

almeno in momenti come questi.

Se solo potessi fermare il tempo, le aspettative,

la sensazione di dover sempre funzionare

come un macchinario rumoroso, sbuffante e inceppato

mentre la natura mi chiede soltanto di esistere.


L’attesa di un’estate vera sembra infinita,

e quest’anno sono fin troppo cresciuta.

E forse questa, se non è adesso,

presto sarà gioia, serenità.



Il crepuscolo del vecchio giorno


I trenta sembravano ieri,

i quaranta forse saranno già domani.

E io quante volte penso ancora all’infanzia

e alla sua allegria.


Sui giochi intessuti di fantasia,

sulle corse libere nel pieno del verde di maggio,

sugli incontenibili entusiasmi,

 si è posata una luce dorata e sanguigna.


E poi i sogni, i progetti,

i pensieri che s’affastellavano ingenui,

la briosa e ancora puerile gioia dell’adolescenza

che si è insinuata e poi mi ha salutato

così com’era arrivata.


Sei una persona adulta ormai”,

e giorno dopo giorno nuovi spazi tutti miei

e tempi sempre più stretti

e gioie che ho sperato fossero eterne

e dolori che ho creduto insuperabili.


Sei ancora giovane!”

Eppure a me sembra che il sole

sia tramontato su un vecchio giorno

che più di così non avrei potuto vivere. 

Il mio cuore è scoppiato insieme agli ultimi raggi 

che si spegnevano in lontananza.


E vedo anche sorgere qualcosa,

forse un nuovo sole:

sì, quello d’un altra, e incredibile, avventura.




Grazie per essere arrivati fin qui ed aver letto i miei pensieri poetici senza giudicarmi. 

Conta moltissimo per me.

Scrivete pure quel che vi va, mi fa soltanto piacere.

Grazie ancora per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 23 aprile 2026

CONSIGLI DI LETTURA PER IL 25 APRILE

 Una TBR ideale per il Giorno della Liberazione



Cari lettori,

(quasi) buon 25 aprile!

Oggi, per i nostri “Tag… a tema libri”, ho pensato di proporvi una TBR di letture a tema per questa giornata.


Ho fatto qualcosa di simile anche in gennaio per la Giornata della Memoria (trovate il post a questo link). Il periodo storico è lo stesso, ma oggi mi sono concentrata più sulla Resistenza e su storie partigiane che sull’Olocausto. C’è un solo titolo che avevo già inserito a gennaio e che vi ripropongo qui, ma, come vedrete, è molto valido.


Ho cercato di inserire più generi: romanzi storici veri e propri, gialli ambientati in determinati periodi storici, serie historical romance, commedie che però lasciano spazio al passato familiare dei protagonisti, persino una tragedia greca. Spero di potervi dare qualche utile spunto di lettura per questa importante ricorrenza!



Il racconto di più generazioni di donne, tra Genova e la Libia


Come le lucciole di Francesca Pongiluppi è una delle letture più belle della scorsa estate.


La storia ha inizio a Genova nel 2001. Sonia, una giovane donna che lavora nel sociale e fa parte di un gruppo pacifista, si sta preparando a partecipare al G8, quando l’annuncio di un necrologio sul giornale la catapulta nel passato.


Da bambina Sonia, figlia di divorziati, era solita trascorrere l’estate con i nonni in una bella casa di un paesino dell’entroterra ligure. L’abitazione era di proprietà di Giannetto e Jolanda, due persone che per lei sono stati dei secondi nonni, e che ora sono entrambi scomparsi. Sonia, sorprendendo persino se stessa, abbandona Genova e torna al paese.


Dopo aver cercato e trovato l’ultimo parente rimasto in vita, ella si intrufola nella sua vecchia casa delle vacanze e fa quello che da bambina desiderava tanto: legge il diario segreto di Jolanda. Ma, tra una gioventù difficile in Libia, la lotta partigiana ed un segreto di famiglia, la verità la sconvolge…


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La storia vera di un’infermiera partigiana


Maria – Nata per la libertà di Amalia Frontali ha fatto parte anche del post per la Giornata della Memoria, ma, considerato il tema, ho pensato di proporvelo pure qui.


È la storia vera di Maria Peron, una donna di trent’anni che fino al 1944 ha lavorato come infermiera al Niguarda. Un giorno, all’improvviso, l’eroico sotterfugio del personale ospedaliero, che da mesi sta “registrando la morte” di ebrei ed altri perseguitati, agevolando invece la loro fuga, viene scoperto.


Maria si ritrova a fuggire disperata dal suo posto di lavoro e si rifugia a casa di un’amica. Non può tornare in campagna dai suoi genitori, è troppo pericoloso sia per lei che per la sua famiglia. C’è però la possibilità di seguire il marito della sua amica, che è partigiano, in montagna, ed unirsi a uno dei tanti gruppi che si nascondono tra monti e paesini. Un’infermiera serve “come il pane” e Maria non sarebbe l’unica donna. Così la ragazza parte.


Il libro è la storia del suo anno da partigiana, delle sue imprese, dello scardinamento di tutto quello in cui credeva, dei nuovi nemici ed amici, e dell’incontro con l’uomo che sposerà.


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Giacomo Matteotti raccontato nelle scuole di oggi


Amore nero è un romanzo scritto da Marco Erba e Mauro Raimondi, due professori del mio paese, che conosco di persona. Il libro è composto da due storie che si intrecciano tra di loro.


Da un lato la cronaca dell’ascesa al potere di Mussolini e del suo scontro con Giacomo Matteotti, culminato nell’efferato omicidio di quest’ultimo.


Dall’altro un liceo classico di Mosano sul Naviglio, cittadina dell’hinterland milanese, e Mas, uno studente brillante che però ha perso la rotta dopo la morte prematura della madre e, arrabbiato con il mondo, decide di unirsi ad un gruppo locale di giovani neofascisti…


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Una famiglia divisa dal totalitarismo


La guerra dei Traversa è un romanzo storico di Alessandro Perissinotto che racconta una pagina dimenticata della nostra storia: la strage di Torino, perpetrata dal regime nel dicembre del 1922.


Dopo una notte di violenze e soprusi, gli squadristi mettono in atto un vero e proprio rastrellamento di tutti coloro che fanno parte di un movimento operaio cittadino. Tra di loro ci sono anche l’ultimo dei tre figli della famiglia Traversa ed un suo amico, che è anche il cognato (il fidanzato della sorella). Il primo dei due riesce a fuggire, mentre per il secondo non c’è niente da fare.


Da quel giorno la famiglia Traversa si spaccherà per sempre: una parte lotterà contro il totalitarismo, un’altra si legherà a chi lo sostiene.


E si scatenerà una rivalità lunga decenni…


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Il giallo della scomparsa di una nonna partigiana


La memoria del lago di Rosa Teruzzi è il quinto capitolo delle indagini delle tre “Miss Marple del Giambellino”, una serie a metà strada tra il giallo e la commedia.


Per Iola, Libera e Vittoria – che, per chi non lo sapesse, sono anche nonna, madre e figlia – è il momento di rispolverare un mistero di famiglia: la morte della giovane Ribella, madre di Iole e nonna di Libera, trovata uccisa nell’immediato secondo Dopoguerra in mezzo ai monti di Colico.


Questa volta Rosa Teruzzi intreccia le vicende personali e familiari che di solito caratterizzano i suoi gialli con uno spaccato dell’Italia della fine degli anni Quaranta. Sicuramente uno degli episodi più toccanti della serie.


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La serie di gialli di un commissario che ha fatto la Resistenza


Nulla si distrugge di Marco Vichi è uno degli ultimi romanzi della serie gialla che ha per protagonista il commissario Franco Bordelli, che risolve casi a Firenze tra gli anni ‘60 e ‘70.


All’inizio di questo libro egli è andato in pensione da poco, e può finalmente occuparsi di un “cold case” sepolto nella sua memoria troppo a lungo: il suo primo caso, l’omicidio del figlio di un gerarca, trovato morto in campagna nel 1947.


Nel frattempo il suo ex vice (che ormai occupa il suo posto) Pietrino Piras trova dei resti femminili in un crepaccio, ed un suo vecchio amico rispunta dopo anni chiedendogli di aiutarlo a fare luce su una storia del passato.


Tre casi per un commissario solo apparentemente “a riposo”. Questa serie contiene quasi sempre una sorta di raccolta di racconti: si tratta delle storie che gli ospiti di Bordelli portano in dono alle cene che egli organizza periodicamente. Sono quasi tutti aneddoti di guerra o ricordi della gioventù partigiana del commissario.


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Un thriller senza fiato che ci riporta agli anni Trenta e Quaranta


Il fiore d’oro di Leonardo Gori e Franco Cardini è una storia spin-off della serie gialla/di spionaggio del Colonnello Arcieri, della quale vi avevo parlato qualche anno fa.


Protagonista è un ufficiale tedesco in fuga dal regime nazista che, in piena Seconda Guerra Mondiale, si ritrova chiuso nel Vittoriale di D’Annunzio insieme ad una compagnia di attori e ad alcuni ambigui personaggi.


La causa di questa reclusione d’emergenza sono degli omicidi che sembrano essere incursioni partigiane ma che poi si rivelano parte di un piano molto ben congegnato, il cui obiettivo è tenere nascosto un prezioso segreto.


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Una serie che racconta editoria, amore e un momento storico difficile


Con Una festa in nero di Alice Basso siamo alla conclusione della serie della dattilografa Anita Bo e del suo capo – e amore segreto – Sebastiano Satta Ascona. I due protagonisti vivono nella Torino degli anni ‘30 e finora sono riusciti ripetutamente a sfidare il regime e la censura con i loro racconti ispirati a fatti realmente accaduti.


Ora, però, per la rivista Saturnalia è giunto il momento dello speciale di Natale, e le menti dei protagonisti non potrebbero essere più lontane: entrambi, di lì a poco, saranno costretti dalle circostanze a sposarsi con persone che non amano.


In più, Anita ha la sgradevole sensazione di essere spiata.


Riusciranno i nostri protagonisti – e tutti i loro amici – ad avere il lieto fine? Leggere per scoprire…


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Una storia humour che prende in giro i prepotenti


Sua Eccellenza perde un pezzo di Andrea Vitali è una delle tante disavventure del Maresciallo Maccadò, carabiniere che si ritrova a gestire la caserma di Bellano in pieno ventennio, tra una sezione del partito scalcagnata che gli mette i bastoni tra le ruote e un popolo avverso ai prepotenti che finisce sempre per far fare brutta figura al segretario di turno.


Questa volta, nel negozio più tranquillo e anonimo del paese, il panificio dei fratelli Scaccola, arriva una strana missiva: il rappresentante del sindacato dei panettieri vorrebbe organizzare una gita proprio nella ridente cittadina.


I due interpellati non sanno che fare, così si rivolgono al Comune, suscitando subito l’interesse delle autorità. Ben presto la gita dei panettieri diventa un affare istituzionale che coinvolge tutti, dai commercianti agli insegnanti, fino ad arrivare al Maresciallo Maccadò ed ai suoi uomini della caserma.


Si attende addirittura l’arrivo del Federale da Como. Che sia la volta buona per riabilitare Bellano? O anche stavolta i cittadini, un po’ involontariamente, trascineranno il partito in situazioni imbarazzanti?


Risate garantite!


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Un classico che ha ancora tanto da raccontarci


Nell’ormai lontanino 2018 (help, come passa il tempo) ho scritto una serie di post che avevano come protagoniste le donne raccontate dal tragediografo greco Euripide.


Elena è stata la protagonista del post del 25 aprile. È un’opera forse meno conosciuta di altre dell’autore, ma molto attuale. In essa si racconta la ricerca di Elena da parte dei Greci… la vera Elena, perché quella che è stata trovata a Troia la notte del leggendario cavallo di legno si è rivelata un fantasma. E così la guerra è guidata da motivazioni inconsistenti… come una nuvola.


E tanti sono i motivi per non combattere: la guerra distrugge i vincitori tanto quanto i vinti, è portata avanti da chi non ha rispetto per gli insegnamenti del passato, può essere scongiurata a patto di ascoltare chi l’ha già subita. Tutte motivazioni che Euripide espone in modo magistrale… e che hanno tanto da insegnare anche a noi, più di due millenni dopo.


Link recensione




Questi sono i miei consigli di lettura per il 25 aprile!

Che cosa ne pensate? Conoscete questi titoli? Li avete letti?

Mi piacerebbe sentire anche i vostri consigli di lettura su questo tema: sentitevi liberi di scriverli nei commenti!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)