Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese
Cari lettori,
con oggi concludiamo aprile!
È stato un mese particolare: l’ho inaugurato con qualche ultima ora di lavoro prima di prendere un treno al volo. La prima settimana, con le vacanze di Pasqua, è volata.
Il proseguimento è stato più ordinario, ma comunque intervallato da weekend primaverili piacevoli. Mi sono presa qualche momento più tranquillo, dal momento che, come mio solito, per maggio e per la prima decade di giugno ho molti programmi.
Vediamo insieme tutto quello che mi è piaciuto, dai libri ai film, dalla musica alla poesia alle foto delle vacanze!
Il libro del mese
Per la prima volta quest’anno, dopo una storia di formazione ambientata negli anni ‘70-’80, una lettura per bibliofili e una sorta di memoir dai toni thriller, per i nostri Preferiti del mese torniamo a parlare di gialli, e lo facciamo con una raccolta della Sellerio, Dodici mesi in giallo. Dodici bei racconti nati dalla penna di autori che sono passati più volte da questi schermi, più qualche novità interessante. Ognuno di essi è dedicato ad un mese dell’anno.
Alicia Giménez-Bartlett, la creatrice di Pedra Delicado, ormai da qualche tempo ci propone i raccolti delle sorelle poliziotte Marta e Berta Mirailles, ispettrici della Omicidi di Valencia. L’anno nuovo è appena cominciato e quale modo migliore per inaugurare gennaio, se non andando per saldi? Il divertimento (solo di una delle due, in verità) è interrotto però da un tragico evento: il ritrovamento di una commessa morta all’interno di uno stanzino dove c’erano soltanto dei quadri elettrici.
Febbraio ha come protagonista Domenico Cigno, il corpulento e solitario giornalista creato da Luca Mercadante. Disilluso nei confronti di San Valentino, con l’unica consolazione di una nuova rosticceria che prepara cuoppi di fritto speciali per “cuori spezzati”, egli dovrà scoprire, suo malgrado, che gli affetti più vicini possono fare molto più male al cuore di una semplice frequentazione femminile.
Le idi di marzo è il titolo del racconto di Alessandro Robecchi. Carlo Monterossi, l’autore televisivo pentito, reinventatosi investigatore anche grazie all’amico Oscar Falcone, continua ad interferire nelle indagini dei poliziotti Ghezzi e Carella. Il titolo suggerisce un attacco al potere, e il freddo marzo milanese dona un’atmosfera noir alla narrazione.
Viola, la poliziotta di Simona Tanzini, si occupa di pesci d’Aprile, rimpatriate tra vecchi compagni di classe e “semplici scherzi”. Oltre alle sue capacità investigative, ella sfrutta anche il suo particolare (e talvolta troppo impegnativo) dono della sinestesia, ovvero quello di vedere il colore delle persone.
A maggio c’è una new entry: l’ispettrice Pagani, protagonista creata da Serena Cappellozza. La donna, che vive a Venezia con il figlio e la madre, accompagna quest’ultima alla balera, e lì scopre la strana storia della morte di un anziano signore proprio nei bagni del locale, qualche settimana prima. La questione è stata derubricata come morte naturale per infarto, considerata anche la vedovanza recente, ma qualcosa sembra non tornare.
Iniziamo l’estate con Lorenzo Lamarca, il professore di Chimica di Santo Piazzese, che farebbe di tutto pur di ridurre al minimo gli impegni accademici di giugno, tra esami e tesi. E così si ritrova coinvolto in un giallo che gli dimostrerà che talvolta le regole della matematica vanno sovvertite, perché “cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto cambia”.
Le Notti magiche di Saverio Lamanna e Peppe Piccionello, la coppia inventata da Gaetano Savatteri, ci portano a San Vito Lo Capo in un luglio molto caldo. Anche l’ex giornalista (ora scrittore) ha a che fare con un incontro tra vecchi amici, ma ci sarà un’amara sorpresa: una ragazza che Saverio aveva frequentato in un’estate ormai lontana non è mai tornata a casa sua, al Nord, ma è morta proprio lì, in modo misterioso…
Andrej Longo ci propone invece un agosto campano. Antonio Acanfora, giovane poliziotto, sta vivendo un momento di crisi e, con grande costernazione della madre, fan del “posto fisso”, vorrebbe lasciare il corpo di polizia per occuparsi di barche. Ma, mentre si gode l’ultimo scampolo di ferie tra piccoli scafi da riparare e bagni al mare, il commissario Santagata gli chiede di andare al Nord per un “favore”.
Settembre è il mese del ripensamento, e nessuno “ripensa” di più in quel mese quanto un’insegnante in pensione, la suocera di Serena Martini. La nostra ex chimica d’azienda ed ex madre casalinga, protagonista dei romanzi di Samantha Bruzzone, ora si è messa in proprio, ma le indagini restano il suo secondo lavoro. E quando sotto il suo naso capita un odore troppo insolito, interpellare l’amica e ispettrice Corinna è inevitabile.
Il grigio e freddo ottobre anglosassone di Simon Mason ha inizio con un insolito interrogatorio tenuto da Ryan e Ray, due poliziotti molto diversi tra di loro. Parlando con il marito della loro superiore, essi rispolverano un “cold case” molto simile a quello di cui si stanno occupando ora, la morte di una ragazza dai capelli rossi.
A novembre torna la commedia, e torna la famiglia Malvaldi-Bruzzone, questa volta con il primo dei due autori e con il barrista Massimo Viviani, sempre accompagnato dai Vecchietti del BarLume. Le chiacchiere da bar sono più utili di quel che sembra, ed un caso si può risolvere anche giocando a briscola.
Infine Antonio Manzini, forse consapevole che il suo personaggio detesta le festività, fa saltare a Rocco Schiavone Dicembre e le sue atmosfere natalizie e ci riporta nuovamente a gennaio per il caso più lungo ed intricato di questa raccolta. Un caso in cui il “Colpo d’occhio” è fondamentale.
È sempre un piacere, per me, leggere questo tipo di raccolte, “tornare a casa” da personaggi che mi piacciono molto e scoprire nuovi giallisti della Sellerio. I miei racconti preferiti sono forse quelli estivi, dal momento che amo le atmosfere di questa stagione, ma li ho apprezzati tutti.
Proprio come l’antologia per bibliofili che vi avevo consigliato a febbraio, è un romanzo che si può leggere pian piano, un racconto per sera, anche intervallandolo ad altre letture più impegnative. Spero che vi piaccia!
Il film del mese
Venezia, 1716. La città, così come tante altre d’Italia in quel periodo, è piena di bambini abbandonati e orfani, ma l’istituzione più “prestigiosa”, si fa per dire, è l’Ospedale della Pietà, che accoglie orfane che studiano musica.
Ogni bambina e ragazza che è costretta ad abitare lì una volta era solo un fagottino al quale la madre ha appiccicato la metà di un santino: nel caso in cui si cambiasse idea e si rivolesse indietro la figlia, è necessario esibire l’altra metà.
Molto spesso, però, le figlie abbandonate restano tali e diventano musiciste o cantanti di talento. Le loro qualità sono la loro “dote”: l’Ospedale è frequentato regolarmente da uomini che non riescono a trovare una moglie con facilità (perché più volte vedovi, o anziani, o eroi mutilati di guerra) e letteralmente la comprano.
Fiore all’occhiello del luogo è Cecilia, una violinista molto dotata, che è già promessa sposa ad un ufficiale che però sta combattendo una guerra dopo l’altra e sembra non tornare mai.
Un giorno il direttore si rende conto che l’Ospedale sta affrontando una crisi dall’unico punto di vista che gli interessa, quello economico. La maggior parte dei nobili – nonché donatori regolari - del quartiere, infatti, si sta iniziando a rivolgere ad un’altra chiesa perché c’è un prete nuovo, che è anche un abile maestro di musica, mentre quello che c’è alla Pietà è ormai anziano e propone musiche già sentite e risentite. Il direttore, che si sente pian piano escludere dalla buona società, decide di richiamare a Venezia un parroco piuttosto conosciuto: Antonio Vivaldi.
Egli è un personaggio famoso per non essere proprio ligio alle indicazioni altrui, ma in questo caso non ha scelta: non è mai stato ricco e il suo male cronico ai polmoni gli è costato svariate cure. Così egli accetta di tornare alla Pietà.
Fin dalla prima prova gli è chiaro che Cecilia, molto portata ma anche modesta, sarà il suo primo violino. Giorno dopo giorno tra i due nasce un’amicizia vera, a quei tempi impensabile tra una giovane donna e un uomo maturo. Cecilia diventa sempre più brava e libera tutta la sua passione per la musica, mentre Vivaldi ritrova l’ispirazione che sembrava perduta.
Ma la fine della guerra incombe, il destino di moglie di Cecilia è sempre più vicino e l’orfanatrofio è una gabbia che imprigiona i destini di entrambi.
Primavera non è esattamente un classico film biografico su Antonio Vivaldi: la vera protagonista è Cecilia, una ragazza che non ha niente di veramente suo, a parte l’amore per la musica, però non si arrende mai e continua a scrivere i suoi propositi e desideri nel suo diario, composto da lettere per la madre che non l’ha mai voluta (o che, chissà, è morta prima di potersela riprendere).
È un film duro da guardare: inizia con una scena di terribile violenza sugli animali e, come potrete immaginare, prosegue con molti, troppi episodi di soprusi sulle donne.
E nemmeno tutti gli uomini se la cavano meglio: solo i potenti possono permettersi di decidere per se stessi e gli altri, mentre, per esempio, lo stesso Vivaldi è vittima di una consacrazione senza vocazione (che gli è stata imposta dai genitori a mo’ di ex voto perché non è morto da bambino), di una malattia che non lo abbandona mai e delle necessità economiche (non poter riscattare Cecilia sarà un suo rimpianto).
Una storia difficile ma interessante: uno spaccato dell’epoca e di che cosa c’è davvero dietro alla figura di un artista a cui noi oggi stenderemmo il tappeto rosso ovunque cammini.
Nonostante i momenti un po’ più difficili da guardare, a me comunque il film è piaciuto e ve lo consiglio!
La musica del mese
Ultimamente ho ascoltato spesso una cover a doppio pianoforte e voce (che potete trovare a questo link) di Go the distance, una delle canzoni più famose del film d’animazione Hercules. Ogni tanto c’è bisogno di tornare un po’ bambine…
Ho sognato spesso un luogo lontano
dove il benvenuto riservato a un eroe mi avrebbe aspettato
dove la folla mi avrebbe applaudito vedendo il mio volto
e una voce continua a dirmi che è lì che devo essere
Sarò lì un giorno, posso percorrere quella distanza
troverò la mia strada, se posso essere forte
so che ogni miglio ne varrà la pena
e quando completerò il mio percorso
so che sarò proprio nel posto giusto per me…
La poesia del mese
Per il mese di aprile ho pensato di proporre anche a voi un componimento di C.Albaut, Profumi di vento, che abbiamo letto a scuola per studiare il testo poetico. Tra primavera, vento e mare, mi è sembrata una bella fotografia di queste settimane!
Il vento carezza i campi in fiore:
trasporta profumi di ogni colore.
Il vento corre dentro il bosco:
mi porta aromi che non conosco.
Il vento soffia sulla collina:
odore di fieno e rosa canina.
Il vento gioca con le onde del mare
ed il salmastro mi fa respirare.
Le fotografie del mese
Non ho fatto in tempo a inserirlo negli scorsi Preferiti, ma l’ultimo weekend di marzo ho assistito alla presentazione di un libro, La prima regina di Alessandra Selmi, in una location insolita e molto cara a noi cernuschesi: il giardino di Villa Alari, che è stato riaperto recentemente al pubblico!
Nel cortile del Comune e della biblioteca è arrivata la primavera! Il tempo è stato ballerino, come ogni aprile che si rispetti, ma nelle giornate di bel tempo ho fatto tutte le passeggiate che ho potuto e scattato tante foto!
Il cuore della prima metà di aprile sono state le vacanze di Pasqua in famiglia a Varazze. Siamo stati molto fortunati con il meteo (per nostra fortuna, il maltempo è arrivato dopo) e la mattina del Venerdì Santo abbiamo fatto una bella camminata fino a Celle, approfittando anche del giorno di mercato.
Penso che questo scatto dica tutto del mood marittimo/vacanziero!
Per due mattine ci siamo goduti anche la prima spiaggia. Niente bagno però, l’acqua è ancora un blocco di ghiaccio!
Abbiamo passato una bella Pasqua tra famiglia e amici, con una tavolata quasi tutta ligure… ad eccezione di questa ottima pastiera!
In generale, questo aprile è stato un mese in cui ho mangiato fin troppo, tra vacanze di Pasqua, aperitivi, cene e vari inviti tra amici e famiglia. Una delle serate più belle è stata quella con la mia amica Luana, tornata per qualche giorno dall'Inghilterra!
Ecco il mio aprile in breve!
Non vi nascondo che maggio mi preoccupa un po', perché è uno dei mesi più impegnativi per me... ma vedremo giorno per giorno!
Raccontatemi come state, se vi va, e che cosa vi è piaciuto di più in questo periodo!
Grazie per la lettura, ci rileggiamo in maggio :-)