venerdì 13 luglio 2018

THE ICE CREAM BOOK TAG

Un libro per ogni gusto di gelato




Cari lettori,
forse non tutti sanno che sono molto golosa di gelato e che in questa stagione ne mangio fin troppo. Per questo motivo, oggi, per la nostra rubrica “Tag&Booktag”, vi propongo un breve questionario a tema...libri e gelato!

Ho trovato questo TAG sul blog "Il salotto del gatto libraio" e mi è subito sembrato molto carino. 

L’idea è quella di abbinare ogni romanzo ad un gusto di gelato. 
Spero che anche a voi piacerà!



PISTACCHIO



Un libro con la cover verde



Tra le mie ultime letture c’è il primo romanzo di Chiara Parenti, La voce nascosta delle pietre. Ho parlato più approfonditamente del suo ultimo romanzo, Per lanciarsi dalle stelle, in questo post.


Questo libro è la storia di Luna, una ragazza di ventinove anni che lavora nel negozio di pietre e cristalli preziosi insieme al nonno Pietro, alla madre Ambra ed al compagno di lei Alfredo. È fidanzata da tempo con Giulio e progetta di sposarsi. 

Da tempo ella ha accantonato il sogno della sua adolescenza, ovvero essere una cacciatrice di pietre e girare il mondo, come aveva fatto suo nonno in gioventù.
Quel desiderio è fuggito tredici anni prima insieme a Leonardo, amico d’infanzia di Luna e suo primo amore, sparito una notte di tanti anni prima in seguito ad un brutto incidente capitato in negozio.


Un giorno, però, Leonardo rientra quasi per caso nella vita di Luna. Quest’ultima lo tollera solo per il bene del nonno Pietro, che era affezionato a lui come un vero nipote, ma non ha la minima intenzione di ascoltarlo. 
Non sa che sia lui che il nonno nascondono alcuni segreti e che la sua vita fin troppo abitudinaria sta per cambiare radicalmente…


L’originale tematica delle pietre preziose e del loro valore, una trama ricca di colpi di scena e dei personaggi per niente scontati sono gli ingredienti principali di questo romanzo “verde”.



NOCCIOLA



Una serie molto lunga che vorresti leggere quest’estate ma che probabilmente
non farai e perché



Circa un anno dopo aver letto la saga in cinque volumi dedicata alla Guerra delle due rose, ho riaperto un romanzo di Philippa Gregory, e, nello specifico, ho scelto Caterina, la prima moglie, il primo volume dedicato alla saga dei Tudor.


La protagonista di questa affascinante storia è Caterina d’Aragona, l’Infanta di Spagna, figlia di Ferdinando e di Isabella di Castiglia. 
Le prime pagine del romanzo narrano l’infanzia di Caterina: ella è solo una bambina, eppure segue i genitori in ogni loro spostamento, osserva la madre condurre le truppe alla vittoria e si sente parte attiva della Reconquista spagnola, fino alla caduta della fortezza di Granada.

Dopo un’adolescenza trascorsa in Andalusia, camminando tra paesaggi assolati ed istruendosi con insegnanti arabi molto esperti in materie scientifiche, è un vero shock, per Caterina, trasferirsi nella gelida ed ancora piuttosto arretrata Inghilterra. 

Ella viene data in moglie ad Arturo, il primo figlio di Enrico VII; dopo le prime incomprensioni, i due si innamorano profondamente e per mesi fantasticano su quali riforme introdurranno una volta diventati re e regina: istruzione, promozione delle scienze, diritti civili…

Arturo, tuttavia, muore di sudor anglicus (una sorta di influenza fatale) ancora principe e giovanissimo, e, in punto di morte, strappa una promessa a Caterina: ella porterà a compimento i progetti che i due hanno fatto sposando il fratello di lui Enrico.

Caterina accetta per amore di Arturo, ma non può fare a meno di notare che Enrico è un ragazzo capriccioso e prepotente, e che può essere influenzato sia positivamente che negativamente…


Adoro i romanzi di Philippa Gregory e questo non fa eccezione, ma la saga dei Tudor è composta da sette volumi, la mia biblioteca di fiducia ne conserva tre (incluso questo) e, onestamente, sei “malloppi” di storia anglosassone non mi sembrano una lettura “da ombrellone”...ci vuole un po’ di tempo e concentrazione! 
Sicuramente dopo le vacanze leggerò con calma gli altri due volumi che ha la mia biblioteca, e poi valuterò.



FRAGOLA



Un libro con la storia d’amore più dolce



Ho dedicato un post alle più “dolci” storie d’amore raccontate nei libri.

Vi consiglio il malinconico La cucina dei desideri segreti di Darien Gee, il godibile Cupcake club di Roisin Meaney, il simpatico Biscotti, dolcetti e una tazza di tè di Vanessa Greene. 

Soprattutto, però, vi segnalo Iniziò tutto con un bacio di Miranda Dickinson, un’incredibile storia d’amore tra mercatini natalizi, band amatoriali, zii eccentrici e...dolcissime torte.



VANIGLIA



Il tuo classico preferito



Sono breve: il mio classico preferito da quando avevo sei anni è Piccole donne

questo link un TAG speciale, tutto dedicato a questo capolavoro.



MENTA



Un libro per bambini che ti è piaciuto molto



A tutti i bambini/ragazzi tra gli 8 ed i 12 anni consiglio sempre di cuore la serie dedicata al personaggio di Valentina, per la penna di Angelo Petrosino.

È una serie dei “miei tempi”, ma credo che, con un linguaggio semplice ma efficace, presenti tante tematiche (il bullismo, il divorzio, il lutto, le difficoltà economiche) importanti per chi non si sente più proprio un bambino ed inizia a porsi sempre più domande.

Valentina, la sua famiglia, il terribile Sergio, l’amica Sara, l’amico del cuore Ben e tutti gli altri personaggi della serie piaceranno sicuramente anche agli adulti.



FIORDILATTE



Un libro molto lungo che hai letto molto velocemente




Il primo “malloppo” che ho divorato in pochi giorni, a 13/14 anni, è stato Disperatamente Giulia di Sveva Casati Modignani. In questo post vi racconto perché questa autrice mi è sempre piaciuta così tanto.




Spero che questo TAG vi sia piaciuto...io ho trovato molto divertente farlo!
Sentitevi liberi di proporlo anche sul vostro blog...sarei curiosa di leggere la vostra versione!
Fatemi sapere se avete letto questi romanzi e se siete d’accordo con le mie scelte.
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

martedì 10 luglio 2018

PER LANCIARSI DALLE STELLE

La poetica storia raccontata nel nuovo romanzo di Chiara Parenti





Cari lettori,
oggi, per la nostra rubrica “Letture...Consigli in primo piano”, vorrei parlarvi del nuovo libro di Chiara Parenti, un’autrice che scrive per Garzanti, il cui nome sicuramente non sarà nuovo a molti. 

Ho notato che in passato molti di voi hanno recensito con entusiasmo alcuni suoi lavori, come, ad esempio, La voce nascosta delle pietre.

Questa sua nuova storia parla ancora una volta di cambiamenti, amicizia, amore e famiglia, e lo fa, a mio parere, con una certa originalità e grande delicatezza.




Maria Sole e la sua Stella



La protagonista di questa storia, Maria Sole Santoro, è una ragazza di venticinque anni nata e cresciuta in un piccolo paese del Molise. La sua esistenza è molto ordinaria: è figlia unica di due genitori anziani e piuttosto protettivi, lavora come cassiera presso il supermercato del paese e pranza ogni giorno con la stessa insalata al ristorante di Giorgio, il padre della sua migliore amica Stella. 

Quest’ultima non potrebbe essere più diversa da lei: ha studiato lontano da casa, ha cambiato mille volte occupazione ed ora è intenzionata a stabilirsi in Francia con uomo che ha appena conosciuto.


Un giorno come tanti, Maria Sole e Stella pranzano al ristorante di Giorgio e la seconda tenta di convincere la prima a raggiungerla a Parigi per un weekend. 
Stella insiste, ripetendo di avere in serbo una bellissima notizia per Maria Sole, ma quest’ultima, che non è mai uscita dalla sua regione e detesta viaggiare, cerca in tutti i modi di prendere tempo.


La discussione purtroppo degenera e Stella torna a Parigi da sola.
Pochi giorni dopo, Maria Sole viene a sapere di un attentato che le ha portato via la sua unica vera amica.
È la fine del mondo. E l’inizio di un nuovo viaggio…



La lista delle paure



Poco dopo il tragico evento, la famiglia di Stella consegna a Maria Sole un ultimo regalo dell’amica perduta: una lunga lettera di scuse ed un biglietto per un lancio con il paracadute.

Inizialmente spinta dalla rabbia e dal dolore, Maria Sole decide di seguire alla lettera il consiglio dell’amica: fai ogni giorno qualcosa di cui hai paura!
Ed è così che, giorno dopo giorno, la nostra protagonista prova non solo a lanciarsi con il paracadute, ma anche a tenere in mano una tarantola, a salire sulle montagne russe, a fare arrampicata, a tuffarsi da una scogliera…


Mentre leggevo il romanzo, sono rimasta piuttosto colpita dalla lunga lista di paure di Maria Sole, all’interno della quale erano presenti anche azioni piuttosto comuni, e mi sono interrogata su quale potesse essere il senso di presentare a noi lettori un personaggio così “spaventato”.

Personalmente credo che ognuno di noi debba fare una distinzione. 
Da un lato ci sono le grandi paure e le fobie, che hanno bisogno di tempo per essere comprese ed elaborate e forse, nostro malgrado, saranno sempre una parte di noi.
Dall’altro, però, ci sono quelle “mini-paure” che, senza accorgercene, mettiamo in atto ogni giorno: avvicinare il cane della vicina, così affettuoso ma anche così grosso; andare a mangiare o in determinati luoghi pubblici da soli; cambiare qualcosa della nostra routine… 

La storia di Maria Sole, a mio parere, ci insegna che sono proprio queste le paure più insidiose, quelle di cui è necessario prendere coscienza e provare a liberarsi.



Tra illusione e realtà



Ho apprezzato molto il modo in cui l’autrice ha messo in luce l’evoluzione dei rapporti affettivi che ha la protagonista nel corso del romanzo.

Maria Sole, infatti, è una persona così routinaria che anche per quanto riguarda le persone va con i piedi di piombo, diffida delle nuove conoscenze e crede che il rapporto con le persone a cui tiene non cambierà mai.


Quando però Stella, la sua unica grande certezza, la abbandona, ella è costretta a rendersi conto di quali e quanti pregiudizi l’abbiano condizionata.

C’è la collega che ha sempre preso in giro e considerato prepotente, che si rivela essere tutt’altro che antipatica.

C’è sua madre, che, a sua insaputa, le ha nascosto per anni un vecchio e doloroso segreto.

C’è infine Michele, il fratello di Stella, del quale Maria Sole è sempre stata innamorata in segreto.


Ancora una volta, la nostra protagonista è costretta a misurarsi con la differenza che intercorre tra illusione e realtà, imparando ad apprezzare le persone che sono effettivamente al suo fianco ed a lasciar andare alcuni sogni del passato.



Il Molise, una regione che...esiste!



Un ultimo aspetto sul quale vorrei soffermarmi è l’ambientazione del romanzo, un piccolo paese del Molise in riva al mare, un luogo descritto come accogliente e molto caratteristico.

Uno degli avventori più fedeli del ristorante di Giorgio è l’apicoltore Ugo, che ha l’abitudine di leggere il giornale ad alta voce agli altri clienti. 
Un giorno, egli si ritrova di fronte ad un articolo dal titolo davvero sconcertante: “Il Molise non esiste!”


Sul fatto che il Molise sia una regione poco conosciuta ed esplorata è stato detto e scritto molto, ed ultimamente l’ironia sui social è davvero dilagante. 
Questo romanzo, tuttavia, dimostra ai lettori (e non solo a quelli italiani) che questa regione non solo esiste, ma è anche ricca di attrattive naturali e culturali. 
A farcele conoscere è proprio Maria Sole, che affronta, insieme ai suoi nuovi amici ed ai lettori, mille avventure tra città e collina, tra spiagge e montagne rocciose.




Aspetto un vostro parere!
Avete letto il libro? Che cosa ne pensate?
Conoscete i romanzi di Chiara Parenti?
Fatemi sapere!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

giovedì 5 luglio 2018

MUSICA CLASSICA ED OPERA...AL CINEMA

I migliori film per scoprire questo mondo





Cari lettori,
per la rubrica “Consigli cinematografici”, oggi vi voglio parlare di una serie di pellicole che trattano un tema a me caro da sempre: la musica.

Esistono moltissimi film che hanno qualche sorta di interazione con il mondo musicale: i classici musical, i biografici, le pellicole incentrate sulla nascita di un genere, quelle dedicate alla vita di un’artista… è molto difficile riunire tutte queste categorie, tra loro così differenti, in un unico post.


Proprio per questo motivo la pubblicazione odierna sarà dedicata esclusivamente a quei film che hanno come tematica centrale la musica classica e/o l’opera. 
Non escludo, anzi, spero di poter dedicare presto un altro post ai musical oppure ai film che trattano altri generi musicali.

Per questa volta ci muoveremo tra pianoforti e teatri, tra concerti ed operette. 
Spero che il viaggio vi sia gradito!



AMADEUS (Milos Forman, 1984)



Non posso che partire consigliando il più famoso tra i film biografici dedicati ad un compositore classico. Questa lunga – ma mai noiosa – pellicola racconta in modo piuttosto romanzato ed affascinante la storia di W.A.Mozart.

Ci troviamo nella opulenta Vienna di fine 1700, alla corte del sovrano illuminato Giuseppe II, ormai ribattezzato da tutti “Il Principe della musica” per il suo grande interesse nei confronti di concerti e teatro d’opera. Egli è così influente che tutta la corte misura la validità dell’operato di un musicista contando i suoi applausi ed i suoi sbadigli.

Il favorito storico del principe è l’italiano Antonio Salieri, grande amante della tradizione, del dramma, delle opere tragiche lunghe diverse ore. Il suo rigore e la sua compostezza vengono però messi in crisi dal successo crescente del giovanissimo Mozart. 

Quest’ultimo è l’opposto del suo rivale: è libertino, alcoolizzato, inaffidabile, spesso infantile e capriccioso.
Il suo genio è tuttavia innegabile, così come la sua voglia di rinnovamento: egli è il primo a proporre opere che non siano in italiano e che non siano necessariamente tragiche, e non manca di stupire il Principe con le sue stravaganti idee, talvolta pregandolo di fidarsi di lui.

Tra i due musicisti ha inizio una gara senza esclusione di colpi per diventare il più famoso musicista di Vienna; Salieri verrà messo in difficoltà dal geniale Mozart, ma quest’ultimo dovrà pagare care le conseguenze derivanti dal suo stile di vita.


Una pellicola davvero imperdibile, non a caso pluripremiata.



CALLAS FOREVER (Franco Zeffirelli, 2002)



Questa interessante pellicola racconta gli ultimi anni di vita del celeberrimo soprano Maria Callas. 

Tutto, per lei, sembra ormai perduto: non ha più la sua voce, le troppe diete le hanno rovinato il fisico e l’amato miliardario Onassis ha preso il largo con quella che lei riteneva una delle sue migliori amiche. In preda ad una profonda crisi, ella si rinchiude nelle stanze della sua villa a Parigi e non fa che rivedere e riascoltare le sue registrazioni del passato.

Le viene incontro l’impresario Kelly (un insolito Jeremy Irons), arrivato in città per un altro motivo ed improvvisamente interessatosi a lei dopo aver sentito parlare dello stile di vita che sta conducendo.
A lui la triste soprano confida di sognare ogni notte tutte le donne che ha interpretato, come se fossero vecchie amiche. Una su tutte la tormenta: Carmen. 

È così che a Kelly viene un’idea: Maria interpreterà il suo affascinante personaggio in un film, ma non con la sua voce, bensì doppiata dalla se stessa del passato, grazie alle numerose registrazioni che ella possiede. La donna esita e si sente come se stesse tradendo il suo pubblico; alla fine, ella accetta ciò che potrebbe essere un bene per la sua carriera, ma anche un veleno per la sua autostima già in caduta libera.


A nessuno piace immaginare grandi divi (di qualunque genere essi siano) caduti in disgrazia o ai margini della scena dopo una lunga carriera; tuttavia, Zeffirelli sceglie di raccontare proprio questo momento, svelando così i lati bui di una vita fatta di applausi e luci della ribalta. 
Il ruolo drammatico della Callas è sdrammatizzato dal personaggio di Kelly, spalla molto convincente della protagonista.



IL CONCERTO (Radu Mihaileanu, 2009)



Il protagonista di questo originale film è Andrei Filipov, uomo maturo che è stato direttore d’orchestra in gioventù, ma che ormai da trent’anni fa le pulizie in quella che un tempo era la sede che apparteneva a lui ed ai suoi musicisti. 
Egli è stato privato della sua bacchetta per via delle discriminazioni nei confronti degli ebrei e non si dà pace, soprattutto perché, secondo lui, la gestione del teatro non è in buone mani. 

Un giorno, però, egli intercetta un fax di un teatro francese che invita l’orchestra a suonare a Parigi e se ne impossessa, intenzionato a non far sapere nulla al nuovo direttore ed a prendersi una rivincita personale. Egli, infatti, riunisce i suoi ex compagni (che sopravvivono con i lavori più disparati) ed inizia a preparare l’esibizione.

Vi è però un ostacolo imprevisto: il concerto per il quale essi sono stati invitati prevede la collaborazione con una giovane e bravissima violinista. Ella, a sua insaputa, è legata a Filipov da una storia che affonda le sue radici nel passato e nella guerra e che l’uomo ha voluto dimenticare per troppo tempo…


Questo film riesce ad essere divertente e drammatico, delicato e pungente allo stesso tempo. È una pellicola ironica e sognante che pone al centro della scena non solo l’amore per la musica, ma anche gli affetti ed il riscatto sociale.



QUARTET (Dustin Hoffman, 2012)




Questa irriverente storia ha inizio in un luogo davvero speciale nella campagna inglese: una casa di riposo per ex musicisti, direttori d’orchestra e cantanti d’opera. Invece di passeggiare nel parco e guardare la tv, gli ospiti non fanno altro che esercitarsi e preparare esibizioni e concerti. 

In particolare, essi si dedicano ogni anno ad un gala che serve loro per raccogliere fondi ed impedire così che la casa venga chiusa. 

Le tre “star” del posto sono il pacato Reggie, l’ex libertino Wilf e l’ormai molto confusa Cissy, cantanti d’opera lirica ed amici da sempre. Un giorno, però, nella casa di riposo arriva la scontrosa Jean, ultimo elemento del loro storico quartetto, ma anche ex amica dei tre ed ex moglie di Reggie. 

Il suo arrivo riporta a galla vecchi malumori e riapre antiche ferite, ma i nostri protagonisti non hanno tempo per piangersi addosso: il gala annuale incombe e le casse della casa di riposo sono più vuote che mai.
L’unica soluzione per un successo garantito potrebbe essere la reunion del vecchio quartetto, ma non è un’operazione per niente facile…


Questa commedia è dedicata a chi vuole sorridere ed anche ridere conoscendo meglio il mondo dei musicisti e dei cantanti, a volte un po’ folle, specie se essi non si rassegnano alla pensione dopo un’intera vita sul palcoscenico.



FLORENCE (Stephen Frears, 2016)



Questa recente commedia è ambientata nella New York degli anni ’40, mentre l’America, insieme agli Alleati, sta iniziando a liberare l’Europa ponendo fine alla guerra. 

Per la classe sociale più agiata della metropoli il conflitto è ben lontano: buona parte di essa, infatti, si dedica alla cultura ed ai divertimenti.
In questo senso, una delle patrone più facoltose è Florence Foster Jenkins, grande appassionata di musica ed organizzatrice di concerti. 

La sua apparente gioia nasconde un dramma privato: ella è malata da tempo di sifilide, e il male sta prendendo lentamente il sopravvento su di lei.
È così che, quando ella confessa al marito di aver sempre sognato di salire lei sul palco come cantante, quest’ultimo, pur sapendo che la moglie è una cantante terribile, prova ad accontentarla. Egli ingaggia infatti un giovanissimo pianista dotato e di buon carattere, persuadendolo ad assecondare la mediocrità della voce della donna, ed escogita qualunque sistema per avere un pubblico compiacente che applauda a comando alle sue discutibili performances. 

Per Florence il canto ha l’effetto di una terapia, che sembra allontanare lo spettro della malattia. Questo miracolo, tuttavia, non sarà possibile a lungo, anche e soprattutto per via di qualche critico che non sarà proprio in grado di tacere sulle “doti” di Florence come cantante.


Questa delicata pellicola in bilico tra la commedia ed il dramma è, secondo me, resa indimenticabile dai due protagonisti, interpretati magistralmente da Meryl Streep e da Hugh Grant. Interessante anche il personaggio del pianista, che si ritrova suo malgrado coinvolto in una bizzarra avventura.




Ora tocca a voi! Avete visto questi film? Vi sono piaciuti? Che ne pensate?
Ne avete altri da consigliarmi?
Grazie per la lettura, al prossimo post 😊

lunedì 2 luglio 2018

TAG: CONOSCIAMOCI UN PO' MEGLIO




Cari lettori,
oggi, per la rubrica “Tag&Booktag”, accetto l’invito di Cristina, autrice del blog Il mondo di Cry, che saluto e ringrazio di cuore!

Il tag odierno si intitola Conosciamoci un po’ meglio e spero che vi piacerà!



Regole:

- Seguire il blog che ti ha nominato;

- Rispondere alle sue 10 domande;

- Nominare a tua volta altri 10 blogger;

- Formulare altre 10 domande per i blogger nominati. Le domande possono essere su VITA PRIVATA, VIAGGI, CINEMA, MUSICA, SERIE TV, LIBRI e CIBO;

- Informare i blogger della nomination;

- Taggare il blog che ti ha nominato nelle risposte.



Rispondo alle 10 domande:


1) Il tuo libro/serie manga preferito?

Il mio libro preferito da sempre è Piccole donne. Non leggo manga.


2) Il tuo film preferito?

Piccole donne del ‘49, Orgoglio e pregiudizio del 2005 e Molto rumore per nulla di Kenneth Branagh.


3) Una citazione che ti ha colpito?

Ultimamente mi piace spesso citare questa frase tratta da una canzone di Taylor Swift, New Year’s Day: “Tieniti stretta i tuoi ricordi e loro terranno stretta te”.


4) Descriviti con 3 aggettivi positivi e 3 aggettivi negativi.

Gentile, determinata, spontanea.

Ingenua, un po’ rigida, a volte pretenziosa.


5) Tre oggetti da cui non ti separeresti mai.

Il mio portafortuna, le mie foto preferite e la mia casetta (anche se è troppo grande per portarmela dietro ovunque, lo ammetto).


6) Il motivo che ti ha spinto ad aprire un blog.

Ho già raccontato il perché con più dettagli in questo tag

Volendo essere più breve, ho sentito l’esigenza di condividere con altri quello che avevo studiato all’Università e soprattutto di avere uno spazio in cui rielaborare a modo mio tutti i contenuti che mi interessavano.


7) Cos’è per te la lettura?

È semplicemente una delle mie più grandi passioni.


8) Cartacei o e-book?

Preferisco i cartacei, ma non ho un brutto rapporto nemmeno con gli e-book.


9) Dopo aver letto un libro o una serie manga, guardi anche il film/l’anime?

A volte capita che legga prima il romanzo, altre che veda prima il film e quindi mi incuriosisca. Dipende!


10) Quali sono i tuoi autori preferiti?

Ne ho davvero tanti, da Camilleri a Valerio Massimo Manfredi, da Sveva Casati Modignani a Sophie Kinsella, senza dimenticare, ovviamente, i classici. 

Sarebbe difficile scegliere un solo autore…



I 10 blogger che scelgo:














Le mie 10 domande:

1) Hai mai incontrato degli scrittori? Se sì, chi?

2) C’è un film che hai dovuto bocciare al 100%?

3) Qual è la tua pietanza estiva preferita?

4) C’è una vacanza che ricordi con particolare piacere?

5) Di quale cantante o gruppo conosci tutte (o quasi) le canzoni a memoria?

6) C’è una serie tv, italiana o straniera, che ti ha tenuto incollato/a allo schermo?

7) Hai animali domestici? Quali?

8) Per ora qual è stato il momento più bello del 2018?

9) Hai in mente uno o più libri che quest’estate vorresti assolutamente leggere?

10) Qual è il tuo fiore preferito?



Adesso tocca a voi!
Aspetto le risposte delle persone che ho taggato e di chiunque voglia cimentarsi!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)