giovedì 5 marzo 2026

DUE LETTURE PER L'8 MARZO

 Sophie Kinsella ed Elle Kennedy... per la Giornata Internazionale della Donna




Cari lettori,

siamo in zona 8 marzo e, per le nostre “Letture… a tema”, non possono mancare i consigli per la Giornata Internazionale della Donna!


Oggi ho pensato di proporvi due romanzi. 

Il primo mi è molto caro: si tratta di uno dei miei preferiti di Sophie Kinsella, autrice recentemente scomparsa. Ammetto che la notizia della sua morte mi ha davvero scosso – speravo che la sua battaglia con il cancro fosse ormai vinta – e, pochi giorni dopo, mi sono ritrovata tra le mani questo suo libro alle bancarelle dell’usato. Mi è venuto in mente che, avendolo letto moltissimo tempo fa, non ne avevo mai parlato sul blog, così me lo sono portato a casa e l’ho riletto. 

Il secondo è invece un titolo molto chiacchierato dell’autrice Elle Kennedy: le tematiche proposte mi sono sembrate in linea con la giornata dell’8 marzo.


Vi lascio alle recensioni!



Ti ricordi di me?, di Sophie Kinsella


A venticinque anni, non c’è quasi niente che funzioni nella vita di Lexi Smart. 

La sua storia familiare è piuttosto complicata, segnata dalla costante assenza del padre, che entrava e usciva a convenienza sia dalla sua vita che da quella di sua madre e di sua sorella. Da pochi giorni, però, l’uomo è venuto a mancare, e così Lexi si trova in mezzo ad una strada, dopo una serataccia in un bar qualunque in zona Londra, a sentirsi improvvisamente responsabile, sia per una madre svampita e troppo dedita ai suoi cani, sia per una sorella ancora piccola per affrontare un lutto.


Se solo non fosse l’ultima ruota del carro alla Deller Carpets, l’azienda in cui lavora. 

Se solo le sue amiche e colleghe, Fiona, Debs e Carolyn, si rendessero conto che lei non ha niente da festeggiare, perché a differenza loro non ha ricevuto alcun bonus dalla dirigenza e il giorno dopo la attende un funerale.

Se solo non fosse stata piantata in asso dal suo pseudo-fidanzato, un tipo talmente scialbo da essere definito da tutti “Dave lo Sfigato”.

Se solo lo specchio le restituisse un’immagine migliore, invece di quei capelli crespi, di quei denti fuori posto, di quei vestiti a poco prezzo…


Prima di rendersene conto, Lexi, alla disperata ricerca di un taxi, scivola su uno scalino bagnato. Poi il buio.


Lexi si risveglia in una confortevole stanza d’ospedale, nel reparto solventi, con un’infermiera premurosa che le serve il the. Eppure non potrebbe permettersi di pagarsi privatamente le sue spese sanitarie. E questa non è l'unica nota stonata.


Tutti, intorno a lei, sostengono che ella abbia 28 anni, non 25. E che abbia fatto un incidente guidando una Mercedes... di sua proprietà. 


Quel che è semplice da capire è che al vecchio trauma del taxi e dello scalino bagnato si è sommato quello nuovo dell’incidente in auto, e così Lexi, almeno per il momento, ha perduto tre anni di ricordi.


Molto più complicato è, quindi, comprendere tutto quello che è successo nel frattempo, e soprattutto perché. 

Lexi si guarda allo specchio e non si riconosce: l’acconciatura è perfetta, il fisico è quello di una donna abituata a diete e palestra, i denti sono sistemati, gli abiti firmati. E nella sua borsa ci sono un badge da “Direttore del reparto pavimentazioni” alla Deller Carpets e… una fede. Già, perché Lexi è sposata. Con Eric, un imprenditore edile di successo, un uomo molto bello e ricco che tre anni prima non l’avrebbe nemmeno degnata di uno sguardo.


Sul momento, Lexi, nonostante la botta in testa e lo sconvolgimento, è euforica. Le sembra di aver fatto una semplice dormita e di essersi svegliata all’interno di una vita perfetta, proprio come l’ha sempre desiderata. Così, quando i medici le propongono di tornare sia a vivere con Eric che in azienda, per poter agevolare il ritorno della sua memoria episodica, ella accetta.


I primi tempi sono una continua scoperta. Ben presto, però, arriva anche qualche brutta sorpresa. 

Sua madre è sempre più alienata e parla con i cani invece che rispondere alle sue spinose domande. La sorellina, da bambina con il cerchietto innamorata del suo pony, è diventata un’adolescente che risponde male, rubacchia nei negozi e si fa sospendere a scuola. 

Eric è molto preso con il suo lavoro e, per quanto benintenzionato, sembra considerare il matrimonio come un’altra azienda da mandare avanti, senza troppo spazio per i sentimenti.

Al lavoro, la nuova posizione da direttrice le ha regalato solo antipatie e tanto stress. Le sue tre amiche di sempre la evitano e, messe alle strette, confessano che in questi anni l’amicizia con lei è finita perché ella è diventata “una stronza arrogante”.


Come se tutto questo non la lasciasse frastornata, ad un certo punto compare anche Jon, un architetto che lavora con Eric. È un tipo piuttosto diverso da suo marito: simpatico, ironico, ma senza un particolare fascino. Eppure egli sostiene di essere stato il suo amante…



Ti ricordi di me? È da sempre uno dei miei romanzi preferiti di Sophie Kinsella. La trope della “perdita della memoria” mi piaceva molto anni fa (se qualcuno di voi c’era quando ho aperto il blog, forse ricorderete che uno dei miei preferiti del periodo era Innamorarsi a New York di Melissa Hill, un’altra storia di amnesia) e devo dire che, anche se è meno in voga, mi attira ancora.


Questo libro si pone molte domande su quella che, per una giovane donna, può essere considerata “una vita perfetta”. All’inizio del romanzo troviamo una Lexi sicuramente imperfetta, forse un po’ pigra nel non voler cambiare il suo status quo, ma capace di provare sinceri sprazzi di felicità: con le sue amiche, con sua sorella, nel tempo libero…


E poi Lexi si risveglia e scopre di avere un’esistenza che tutte le donne sulla soglia dei trenta sognerebbero. Ma non è tutto oro quel che luccica. 

Perché il badge con la scritta “Direttore” non è più soddisfacente se ti ritrovi ad aver paura di andare in ufficio, i soldi ed il lusso non riempiono la tua vita quanto le vere amicizie, e l’amore vero va ben oltre il classico “trovare un buon partito”.


Lexi, pagina dopo pagina, dovrà fare un viaggio a ritroso nel tempo, sia per comprendere che cosa l’abbia trasformata in una persona che non riconosce, sia per capire che cosa tenere e che cosa buttare della sua nuova vita.


Nonostante la presenza di tematiche serie, il romanzo è un continuo susseguirsi di scene divertenti ed equivoci spassosi. Vi dico la verità: ho letto molto romance e tanto altro ne leggerò, ma la formula che adotta Sophie Kinsella per me resta una delle migliori in assoluto. Il suo modo di farci ridere di gusto e poi di tagliare in profondità come una lama, il tutto nella stessa pagina, resta qualcosa di raro.


Dalla ricerca della “vita perfetta” all’ostentazione social, dal carrierismo che svuota la vita privata al burnout, dalla fatica nel trovare la propria strada a quella nel lasciare la casa di famiglia, dall’accettazione di sé per un miglior futuro al coraggio di fare luce sui misteri del passato… i temi personali e sociali trattati nei suoi romanzi sono davvero moltissimi.


E mi dispiace ritrovarmi a pensare che forse questa è una delle ultime volte in cui recensirò un suo libro. I suoi libri mi hanno cambiato la vita, e non è un modo di dire: hanno avuto una grande parte anche nella mia scelta di aprire questo blog.


La verità è che senza di lei mi sento un pochino più sola… come se avessi perso uno dei miei mentori. Ma quale giorno è migliore dell’8 marzo, per omaggiare questa donna speciale?



Il contratto, di Elle Kennedy


Questa conosciutissima storia new adult è ambientata all’interno del campus (da cui l’appartenenza del romanzo alla The Campus Series) della Briar University, in Massachussets.


Un’Università che chiede molto agli studenti, non solo dal punto di vista strettamente didattico: gli interessi extra sono incoraggiati, in particolar modo lo sport (hockey e football) e la musica. E proprio ai mondi dello sport e della musica appartengono i nostri due protagonisti.


Hannah Wells, che è ormai al terzo anno e convive all’interno del campus con l’amica Allie, frequenta con profitto la Facoltà di Storia ed è l’alunna che ogni professore vorrebbe. 

Il suo sogno nel cassetto, tuttavia, resta cantare, e non solo per passione: gli anni scorsi, il buon piazzamento alle esibizioni semestrali, che poi sono delle vere e proprie gare canore, le ha consentito di vincere una borsa di studio e di restare in Università senza dover lavorare a tempo pieno. La famiglia di Hannah ha molte difficoltà economiche, ella ha già un impiego che la aiuta a mantenersi agli studi e talvolta, nonostante tutto, le mancano i soldi anche solo per ritrovarsi tutti dalla zia di Philadelphia a festeggiare Natale e Pasqua.


Come se la sua situazione non fosse già piuttosto delicata, ultimamente ci sono due cose che la preoccupano. La prima è la prossima esibizione canora, che le sta dando parecchio filo da torcere: ella dovrebbe fare un duetto con un certo Cassidy Donovan, che però è una vera primadonna e le sta rendendo la vita impossibile. La seconda è un corso di Filosofia piuttosto complesso, con un’insegnante estremamente esigente.


Quest’ultimo problema non è soltanto un suo cruccio. Anche Garrett Graham, star della squadra di hockey dell’Università, non ama il corso di Filosofia. A differenza di Hannah, che riesce comunque a cavarsela, Garrett prende un votaccio dietro l’altro, e le regole dell’Università sono chiare: andare male nei test significa panchina, almeno per un po’.


Così Garrett, avendo notato che Hannah ha preso il voto più alto della classe, decide di fermarla e di chiederle delle ripetizioni. Hannah, infastidita dall’atteggiamento un po’ troppo brillante di Garrett e ben decisa a non avere niente a che fare con i ragazzi che fanno parte di squadre o confraternite, all’inizio risponde di no.


Poi, però, Garrett trova il punto debole di Hannah: se lei lo aiuterà con Filosofia, lui sarà un suo alleato nel tentare di far ingelosire Justin Kohl, il ragazzo della squadra di football per cui Hannah ha una cotta.


Inutile dire che le ripetizioni si tramuteranno in una serie di serate insieme – complice il fatto che Garrett non vive in Università ma ha affittato una villetta insieme a tre coinquilini ed amici – e che Justin Kohl finirà pian piano nel dimenticatoio.


Ma c’è qualcosa che Garrett non sa. Il vero motivo per cui Hannah passa le vacanze a Philadelphia e non nella sua cittadina natale in Indiana, e soprattutto quello per cui la sua famiglia si è indebitata, è orribile. 

Hannah ha subito una violenza da Aaron, il figlio del sindaco della sua cittadina, un bullo prepotente spalleggiato da tutte le autorità locali. I soldi sono spariti in seguito alle spese processuali e, nonostante la certezza del reato, il paese ha isolato completamente i genitori di Hannah. 

La ragazza soffre moltissimo ed ha la sensazione di essere “rotta”: si chiede se mai qualcuno potrà costruire qualcosa con lei, nonostante il suo trauma e le sue paure. 

Anche Garrett, però, all’insaputa di (quasi) tutti, ha una storia molto complicata alle spalle, tra una madre scomparsa troppo presto ed un padre campione di hockey di cui nessuno sospetta la vera natura – e forse, nonostante l’aria da spaccone, può comprenderla più di molti altri.



Proprio come la Rose Hill Series di Elsie Silver, di cui vi ho recensito il primo volume in questo post, anche la The Campus Series non ha bisogno di grandi presentazioni: è un chiacchieratissimo tormentone del booktok e so che presto – a maggio, se non erro? - arriverà la serie tv.


Si è detto di tutto e il contrario di tutto a proposito di questo romanzo e dei successivi (che, a quanto ho capito, dovrebbero raccontare delle storie d’amore con protagonisti rispettivamente Logan, Tucker e Dean, i tre coinquilini di Garrett), quindi posso rispondere direttamente alle FAQ.


È una storia per ragazzine? Nì. Sicuramente a 36 anni, leggendo di vita universitaria, cotte in classe e feste ogni due per tre, ti senti un po’ vecchia e ti vien voglia di riaccendere quella bella playlist del 2010. Però tra problemi familiari ed economici, e la difficile storia di Hannah, vengono trattate tante questioni che fanno riflettere eccome anche gli adulti.



È un “grumpy for sunshine”? Sì, ma quasi al contrario di quel che ci si aspetterebbe. Siamo abituati a storie new adult in cui lui è brontolone e tenebroso e lei “è il suo sole”. 

Qui la persona più seria e malinconica del duo, per ovvie ragioni, è Hannah; Garrett smette di sembrare un “bad boy” dopo le prime dieci pagine. Mi rendo conto che con l’età sono diventata indulgente nei confronti dei personaggi maschili molto giovani – di sicuro a vent’anni li avrei giudicati più severamente – ma a me Garrett, a parte una legittima propensione al divertimento, è sembrato un tenerone, pure responsabile da vari punti di vista (dallo sport ai soldi).



Il tema serio è trattato con superficialità? Questa è stata la questione più discussa, ma, in definitiva… io non direi. Certo, Hannah si fida di Garrett piuttosto in fretta e altrettanto in fretta si riavvicina all’intimità: potrebbe essere considerata una trattazione del tema un po’ troppo ottimista, anche se, quando si parla di temi delicati, ogni storia è a sé. Però la loro storia è equilibrata, nasce lentamente, attraversa una fase di amicizia, e il comportamento prudente di Garrett mi è molto piaciuto. 


E poi mi è capitato (troppe) altre volte, in libri, film e telefilm, di assistere alla rappresentazione, ahimé spesso non realistica, di vittime di violenza sessuale che vengono subito credute e colpevoli che vengono puniti all’istante, o, peggio mi sento, di donne che “inventano” la violenza per chissà quale scopo. 

Una volta tanto, invece, mi sono imbattuta in una storia che purtroppo è molto più in linea con quello per cui ancora ogni 8 marzo si lotta: un colpevole “figlio di”, la famiglia della vittima che viene ostracizzata, la vittima stessa costretta a studiare in un’altra città, una vera e propria lotta per la giustizia con tanto di spese processuali carissime.


In breve, promuovo la lettura, e sarei curiosa di proseguire la serie (anche se, lo ammetto, tra i due tormentoni social per ora mi ispira un pochino di più la Rose Hill, se non altro perché preferisco l’età adulta dei protagonisti). 

Vi farò sapere se leggerò qualche altro volume!


Vorrei farvi notare un ultimo dettaglio: nonostante il battage pubblicitario degli ultimi anni, Il contratto è del 2015. E anche questo libro, per quel che mi riguarda, proviene dalle bancarelle dell’usato. 

Volevo farvi notare lo stile della copertina di 10 anni fa: un tripudio di rosso e nero, dettagli metallizzati, due volti in primo piano. Perfettamente in linea con quella serie di romance un po’ spicy che si erano diffusi dodici-dieci anni fa sulla falsariga delle Cinquanta sfumature. 

Credo anche che, al tempo, nonostante la giovanissima età dei protagonisti, la CE puntasse su un pubblico più adulto.



Ed ora guardate la nuova copertina, che punta su tutto ciò che va di moda ora: la giovane età, l’ambientazione universitaria e soprattutto l’hockey, che ultimamente gode di grandissima popolarità. Un notevole rebranding, non trovate?




Questi sono i miei due consigli di lettura per l’8 marzo!

Credo di aver scelto due titoli piuttosto conosciuti… quindi sono curiosa di sapere che cosa ne pensate voi! Li avete letti? Conoscete le autrici?

Quale dei due vi incuriosisce di più?

Fatemi sapere!

Nel frattempo… amiche, auguri a noi per l’8 marzo!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 2 marzo 2026

WILDLIFE PHOTOGRAPHER OF THE YEAR 2025-2026

 Una visita alla mostra naturalistica




Cari lettori,

diamo il benvenuto a marzo con i nostri “Consigli artistici” ed i nostri “Eventi culturali”!


La mostra che vi porto a visitare oggi è ormai un classico del nostro inverno: riesco quasi sempre a vederla! 

Si tratta della rassegna “Wildlife photographer of the year”, una raccolta di scatti naturalistici che hanno partecipato ad una competizione per il miglior fotografo della natura selvaggia. Per ogni categoria (mammiferi, comportamento, vita subacquea, piante etc) ci sono sia il vincitore che le menzioni d’onore.


Purtroppo sono riuscita a vedere la mostra proprio alla fine (esattamente come l’anno scorso). L’esposizione ha chiuso l’8 febbraio, quasi un mese fa, e, tra San Valentino e Carnevale, non sono riuscita nemmeno a parlarvene prima. 

Ho pensato però di raccontarvela comunque, sia perché ne vale sempre la pena – sono scatti bellissimi -, sia perché l’esposizione ha lasciato Milano ma potrebbe arrivare in altre città d’Italia. 

Visitiamola insieme!



I vincitori assoluti


Anche se, come dicevamo, ci sono vincitori e menzioni d’onore per ogni singola categoria, ci sono due scatti che hanno conquistato il plauso assoluto della giuria.

La sezione adulti ha visto trionfare questa foto di una città abbandonata, quasi fantasma, che di notte viene visitata dalle iene. Un paesaggio onirico: il paese è stato abbandonato dai minatori che un tempo lo abitavano, così la fauna selvatica ha preso il sopravvento. E le iene, un po’ come quelle del Re Leone, hanno trovato il loro regno.



Per la categoria Junior, invece, lo scatto più premiato è quello che ha per protagonista questo coleottero, che sembra assistere impotente alle operazioni di disboscamento e di urbanizzazione. La ruspa, sullo sfondo, è l’altro protagonista. Quando l’uomo interviene sulla natura con prepotenza, persino le creature più piccole sono minacciate.



Il mare


Ormai mi conoscete bene, quindi immagino sappiate qual è una delle categorie che preferisco! Il mare è protagonista di una sezione tutta sua. 

In questo scatto, un grande gruppo di pinguini avanza sul ghiaccio, a ridosso di uno strapiombo. L’acqua sembra di un blu molto scuro rispetto al bianco purissimo della banchisa!



Potevano mancare le mie amiche meduse? Queste arrivano dal Pacifico!



I delfini d’acqua dolce del Rio delle Amazzoni sono stati i protagonisti di un portfolio di fotogiornalismo che è stato premiato l’anno scorso. Io non ne sapevo niente, ma sono addirittura venerati dalla popolazione locale, che in alcune occasioni importanti si traveste proprio da delfino d’acqua dolce. Anche quest’anno hanno conquistato il loro posto!



Anche l’uomo fa parte della vita degli oceani. Qui un peschereccio sta ributtando in mare i suoi scarti… per la gioia dei gabbiani!



Il comportamento dei mammiferi


Anche l’uomo è un mammifero… e forse per questo motivo gli scatti che ritraggono il loro comportamento ci sembrano animati da sentimenti così umani. Queste giraffe, per esempio, escono di nuovo allo scoperto dopo un temporale: esattamente come noi, dopo essere stati in casa a lungo per via della pioggia, usciamo quando smette!



Questo bradipo, invece, è aggrappato saldamente a un palo: è un elemento inserito dall’uomo, ma per lui è parte del luogo che considera casa. E vi si attacca tenacemente!



Questo leopardo, forse per nascondersi dai pericoli, si è nascosto in un edificio fatiscente.



Un altro soggetto che mi aveva colpito l’anno scorso sono i gatti di Pallas della Mongolia. Sono felini dalle fattezze davvero originali, ma in questo scatto essi hanno creato una “colonia”, proprio come i comuni gatti randagi.



Per non parlare di queste due scimmiette che sembrano essersi accorte della telecamera ed essersi messe in posa!



Anche gli animali, come noi, soffrono per l’inquinamento: ecco un elefante che cammina desolato in mezzo a una delle “montagne di vestiti” tristemente famose in Africa. 

Ecco dove vanno a finire i nostri rifiuti…



Uccelli, anfibi, piccole creature


Sappiamo che i galli si svegliano all’alba (e svegliano tutti facendo chicchirichì). Ma non avevo ancora visto una fotografia di un gallo insieme all’alba!



Questo dispettoso parrocchetto, invece, infastidisce un varano mordendogli la coda. Davvero non so come abbia fatto il fotografo a catturare questo momento di pochi secondi!



L’airone ha un posto speciale nel cuore di noi cernuschesi (ne abbiamo uno che visita regolarmente il Naviglio). Questo mi è sembrato in atteggiamento pensoso!



Doppia pesca: il pesce più grande mangia il pesce più piccolo, ma non si rende conto che c’è un uccello sopra di lui e che da predatore… egli sta per diventare preda.



Un trionfo di verdi per questo gruppo di rane saltellanti (in fase riproduttiva)!



Anche le più piccole creature meritano il loro scatto: questa vespa vasaia, per esempio, sta portando un bruco ai suoi piccoli.



Natura o arte?


Alcuni scatti sembrano davvero dei quadri. In questa fotografia il protagonista è persino difficile da trovare: è un piccolo ragno, che però ha costruito la sua tela su una passerella pedonale bucherellata. 

Le luci colorate sono quelle delle auto sottostanti! Complimenti al fotografo, questo è davvero un lampo di genio…



I bucaneve sono un simbolo di questo periodo “ponte” tra inverno e primavera. In questa fotografia ce n’è una macchia intera, nel cuore di una foresta germanica!



Una delle fotografie che mi ha stupito di più: non si tratta di alberi! È l’interno di un corallo cavolfiore, in Indonesia…



Queste piante carnivore sono quasi fluorescenti: una trappola crudele per insetti e piccoli animali.



Ci sono anche degli scatti in bianco e nero oppure seppiati, come questo, che ritrae “L’essenza della Kamchatka”, penisola remota e selvatica nell’estremo Oriente russo.




Ultima nota della visitatrice (cioè io): quest’anno – Dio sa perché – sono stati premiati anche molti serpenti e ragni (no, non come l’unico ragnetto che vi ho fatto intravedere, ragni grossi e nel dettaglio), ma ve li ho risparmiati.

Per il resto, secondo me ogni anno ne vale davvero la pena! 

Si resta sempre affascinati e, specie se si tende a frequentare mostre più artistiche che scientifiche (come me), si impara sempre qualcosa di nuovo sulla natura.

Fatemi sapere se conoscete questa esposizione, se ci siete stati gli anni scorsi, se l’avete visitata quest’anno… o se non ne sapevate niente e vi siete incuriositi!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 26 febbraio 2026

I PREFERITI DI FEBBRAIO 2026

 Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese



Cari lettori,

ultimissimi giorni del breve febbraio e “Preferiti del mese”!


Il mese è andato abbastanza bene. Un bel po’ di lavoro, tempo da organizzare tra hobbies e affetti, qualche peccato di gola carnevalesco, un ponte atteso. Ormai io aspetto la primavera, una stagione che amo ed è sempre molto ricca da veri punti di vista.


Intanto, però, vi aggiorno a proposito di questo mese!



Il libro del mese


Per assaporare al meglio questa storia, che poi sono tante storie legate da un filo conduttore comune, ci dobbiamo spostare a Uzès, un gioiello nel dipartimento del Gard, una cittadina ricca di arte e storia, con 8573 abitanti.


Un tempo, per Nathalie, appassionata professoressa di Lettere delle scuole superiori, si trattava del luogo ideale per le sue vacanze. Un giorno, però, tutto è cambiato. Sia lei che il marito Nathan avevano ancora pochi anni di lavoro prima della pensione, lui aveva già avuto un problema di salute, i figli erano fuori casa da tempo. Una mattina, dal niente, ella ha chiesto a Nathan chi fosse. Evaso il terribile dubbio di un inizio di Alzheimer precoce, il medico ha qualificato l’episodio come un mix di stress e stanchezza.


La coppia, acciaccata e un po’ stanca della vita parigina, della quale un tempo ormai lontano apprezzava la frenesia, ha deciso per un trasferimento definitivo a Uzès. E lì Nathalie, che sentiva di poter dare ancora qualcosa dal punto di vista lavorativo, ha rilevato una piccola libreria in Piazza delle Erbe, il cuore del paesello.


Si potrebbe pensare ad un investimento a perdere, considerate le piccolissime dimensioni del paese e soprattutto il fatto che, si sa, anche nelle grandi città si vendono sempre meno libri. E invece, con grande sorpresa di tutti (compresa la stessa Nathalie), arrivano tanti avventori, ognuno con una sua storia da raccontare.



Cloé è una studentessa di una scuola privata. Inizialmente è accompagnata dalla madre, che le impone di leggere i grandi classici della letteratura francese, come Corneille o Racine; grazie a Nathalie, però, ella scopre storie sorprendenti di donne coraggiose.


Jacques non avrebbe dovuto fermarsi a Uzés: è in cammino spirituale, da Santiago a Mont-Saint-Michel, ma il medico gli ha imposto uno stop forzato di tre settimane. Nathalie con lui mette in atto una sorta di prestito libri, e scopre di più sul perché del suo cammino.


Philippe è un instancabile viaggiatore ed acquarellista: compra le guide da Nathalie, parte, dipinge e ritorna con le sue opere. Ma c’è un lato della sua natura di giramondo che egli non ha raccontato a nessuno.


Leila è una conoscenza abituale di Nathalie: lei e il giovane compagno hanno una bancarella al mercato. La ragazza, che non è arrivata da molto in Francia, conosce solo la vita di campagna e ha bisogno di qualcuno che le insegni a leggere…


Le visite di Bastien, invece, mettono in crisi Nathalie: per la prima volta dopo tanto tempo, ella prova una vaga attrazione per un uomo diverso dal marito, senza contare che la sua richiesta di inviare ogni volta un libro al medesimo indirizzo (un paese sulle Alpi) è molto misteriosa. E infatti Bastien ha un segreto.


Tarik è un soldato francese della legione straniera, rimasto ferito e ricoverato all’ospedale. Ha le bende persino sugli occhi. Forse una persona che gli legge storie di guerra e di pace ad alta voce potrebbe farlo stare meglio?


Non solo Uzès, ma anche i dintorni. Suor Véronika conduce Nathalie in un monastero che è una vera e propria oasi dove si lavorano i campi, si vive insieme… e non ci si scorda di leggere.


Arthur è un giovane postino pieno di sogni e aspirazioni che lo portano molto più lontano della sua cittadina.


Solange, infine, è una moglie insoddisfatta che, come direbbe Calvino, sente il desiderio di coltivare il proprio giardino… sia con i fiori che con i libri.



La libreria di Piazza delle Erbe è un romanzo-coccola, da leggere un po’ alla volta (magari un personaggio diverso per ogni giorno, o sera). Incontrando i suoi clienti anche Nathalie si mette alla prova e cambia. Anche lei ha le sue preoccupazioni: la salute del marito, qualche rimpianto a proposito della sua carriera da insegnante, il rapporto con la prima dei suoi due figli che vive un momento di stallo. L’insieme di questi pensieri pesanti l’ha portata a entrare in crisi a Parigi, ma Uzès e la libreria la aiuteranno a voltare pagina.


Non so davvero come mai questo libro sia poco conosciuto online: io stessa l’ho trovato a pochissimo su una bancarella dell’usato.

Lo consiglio a tutti voi amanti della lettura!



Il film del mese


Incredibile ma vero – non penso che ve lo aspettaste da me! - oggi vi racconto un film sul calcio, anzi, su un calciatore.


Etienne Morville è uno dei calciatori più famosi del mondo. È arrivato a Milano (e alla Serie A) come una giovane promessa proveniente dalle banlieue parigine, grato del suo successo e pronto a mettere a frutto il suo talento per lo sport.


Nel corso di pochi anni, però, egli è diventato l’esatto opposto. Ha chiuso i rapporti con famiglia, amici e fidanzata, senza più dare notizie di sé e trattando freddamente chiunque venisse a Milano a trovarlo. Ha cominciato a fare una vita piena di lussi e vizi inutili. Il problema principale, però, è che egli ha iniziato a giocare in modo rabbioso e scorretto. Dopo l’ennesima rissa in campo, seguita dagli insulti grassofobici ad una tiktoker in un locale, egli cade definitivamente in disgrazia e viene sospeso, in attesa di un’eliminazione definitiva dalla squadra e di un’altra proposta da qualche squadra di serie A, che però, ovviamente, tarda ad arrivare.


Etienne, però, non sa di avere un fan insospettabile: Vincenzo, un pensionato che vive da sempre nella cittadina di Palmi, in Calabria. Egli è rimasto solo con una figlia adulta, con la quale ha un rapporto complesso perché si ostina a non parlare dell’omosessualità di lei e continua a “cercarle un fidanzato”.


L’unica distrazione alla noia del quotidiano è l’U.S.Palmese, una squadra composta da non professionisti che per lui è la squadra del cuore e una vera e propria fede. Vincenzo non è solo: tanti suoi concittadini, dai pochi ragazzi del luogo ai padri di famiglia, da un colto professore ad una stravagante poetessa, amano la loro piccola ma tenace squadra.


Quando egli viene a sapere che Etienne è sospeso e in attesa di un nuovo ingaggio, decide di coinvolgere il paese in un’assurda raccolta fondi per… acquistarlo. All'inizio il super calciatore viene a sapere della “proposta” e si fa una sonora risata. Poi, però, il suo manager gli fa notare che i suoi vecchi fan potrebbero vederlo come un gesto di beneficenza, nonché di ritrovata umiltà, e questo potrebbe far risalire la sua popolarità.



Etienne arriva a Palmi e si ritrova in una realtà molto diversa da quella a cui ormai era abituato: un paesino silenzioso, camere d’albergo spartane, colleghi che giocano a calcio soltanto quando hanno finito di fare altro. All’inizio egli non prova neanche ad entrare in partita, spaventato all’idea di un infortunio. Poi, però, giorno dopo giorno, l’U.S.Palmese gli restituisce quello che aveva perso davvero: il piacere di giocare a calcio.



Pensavo che questo film fosse semplicemente la soluzione giusta per un pomeriggio di relax; invece ho deciso di parlarvene perché, vi dirò, tra una scena divertente e l’altra, mi è sembrato che si raccontassero tante verità. Sul mondo del calcio, su “idoli” che vengono trattati come bambini capricciosi anche se sono adulti e se ne stra approfittano, sulla noia e sui sogni della vita di paese, sul contrasto tra il mondo dei VIP e quello delle persone comuni… e ovviamente anche sullo spirito sportivo.


Ripeto, è una commedia senza particolari pretese, ma secondo me merita una chance. Provate a dare un’occhiata, se vi va!



La musica del mese


Per il mese di febbraio ed i festeggiamenti di Carnevale ho pensato a Celebrate di Mika, una canzone che ultimamente è diventata la colonna sonora delle mie mattinate. Mi piace il fatto che questo brano parli del sentirsi meglio a poco a poco dopo un periodo difficile, del non avere fretta ma prendersi il proprio tempo per stare meglio. In attesa di una stagione migliore e di tornare a casa. Potete ascoltarla a questo link.


Starò bene

quando ti vedrò alla linea del traguardo

non importa se mi prendo il mio tempo

sto tornando a casa!


Quando mi alzo sto meglio,

e mi rimetto insieme

mi ricordo di quelle due lettere,

andrà tutto bene.

Tutti dicono: “Ora o mai più”,

io dico: “Solo se si starà meglio”!



La poesia del mese


Divertiamoci un po’ con Gianni Rodari e Il gioco dei se!


Se comandasse Arlecchino

il cielo sai come lo vuole?

A toppe di cento colori

cucite con un raggio di sole.

Se Gianduia diventasse

ministro dello Stato,

farebbe le case di zucchero

con le porte di cioccolato.

Se comandasse Pulcinella

la legge sarebbe questa:

a chi ha brutti pensieri

sia data una nuova testa.



Le foto del mese


L’ultima sera di gennaio, giusto per accogliere al meglio questo mese di “peccati di gola”, ho partecipato a un giro pizza, che non facevo da un po’. 

Alla fine è arrivata anche una pizza alla Nutella!



L’11 febbraio il nostro Otto, bassotto di famiglia, ha compiuto… 15 anni! È un po’ acciaccato e quest’inverno è stato complicato per lui, ma è il cagnolino affettuoso di sempre!



Mi sono ritagliata un pomeriggio piovoso per andare alla Fondazione Rovati (in zona Palestro) a vedere una mostra sui giochi olimpici… da quelli dei Greci e degli Etruschi a Milano-Cortina 2026! 

In marzo ve ne parlerò sicuramente…



Sono tornati i fiori: la primavera è più vicina di quel che sembra!



Tra il pomeriggio del 18 e quello del 22 sono stata a Varazze per l'attesissimo ponte di Carnevale. Ho trovato un clima meraviglioso che mi ha fatto sognare la primavera, ed ho anche passeggiato tra le magnolie in fiore! 



Venerdì 20, in particolare, è stata una giornata speciale: abbiamo camminato fino a Cogoleto e ritorno lungo la mia amata passeggiata Europa, ed il clima faceva pensare a maggio! 



Sulla tavola di Carnevale non poteva mancare la focaccia ligure... insieme ai classici pansotti e ad un ottimo dolce!




Un febbraio che è partito con tanti impegni ma si è concluso con una piccola vacanza e tanta voglia di primavera! Non vedo l'ora di proporvi qualche post a tema... sono proprio un po' stanca dell'inverno! 

Nel frattempo, se vi va, fatemi sapere com'è stato il vostro febbraio... 

Grazie per la lettura, ci rileggiamo in marzo :-)