giovedì 9 luglio 2015

STORIA D'AMORE E DI TRADIZIONE

Un incontro con Sveva Casati Modignani

Scrittrici nel cuore #3






Cari lettori, oggi vi racconto una storia.


C'era una volta una ragazzina che, pur essendo poco più di una poppante, si sentiva già molto adulta. Il suo più grande sogno era occuparsi di narrativa, di classici, di letteratura. Era alle prese con gli esami di terza media, ma, come suo solito, a pochi giorni dalle prove scritte aveva già studiato tutto il necessario.

Sapeva che avrebbe passato i pomeriggi dopo gli esami a casa dei suoi nonni, così, per far passare il tempo durante l'afosissimo giugno del 2003 (che sarebbe stato solo l'inizio dell'estate più torrida di sempre), un bel giorno decise di arrampicarsi lungo gli scaffali della parecchio fornita libreria di sua madre. Ne estrasse un romanzo, Disperatamente Giulia, e decise di portarselo dietro. Le sembrava un volume piuttosto consistente, ed era sicura che l'avrebbe tenuta occupata.

Acquattata nello studio di suo nonno, o, quando il caldo era troppo opprimente, asserragliata in tavernetta, la ragazzina passò alcuni dei suoi pomeriggi più belli di sempre. Quando gli esami di terza media finirono, e lei andò in piscina con gli amici a festeggiare, aveva già deciso che Disperatamente Giulia sarebbe sempre stato uno dei suoi romanzi preferiti. 

 



Se avete letto con attenzione questa premessa, potete benissimo immaginarvi quanto io sia stata felice di scoprire, qualche settimana fa, che domenica 5 luglio Sveva Casati Modignani sarebbe venuta nel mio paese in provincia di Milano a presentare il suo nuovo romanzo, La vigna di Angelica. 
 

Si è trattato di un incontro intensissimo, che resterà sempre nei miei ricordi, e che mi ha confermato che Sveva è un'autrice di primissimo piano per l'Italia. So che non tutti la conoscono, specie, forse, i miei coetanei (il suo pubblico è prevalentemente composto da donne, di solito con qualche anno in più di me), ed è proprio per questo motivo che ho pensato di riportare qua sotto le riflessioni fatte durante la serata che più mi hanno colpito.









1) Innanzitutto, le storie di Sveva Casati Modignani sono parte della nostra vita molto più di quello che potremmo inizialmente pensare. L'autrice si documenta con molta accuratezza prima di iniziare un nuovo romanzo, e, leggendo ogni sua storia, il lettore si sente spesso catapultato in diversi momenti della storia italiana del '900. Da un momento all'altro veniamo portati sulle montagne tra i Partigiani, negli anni '20 con i primi aviatori, nel bel mezzo degli anni '70 e del terrorismo politico, o ancora prima del '900, nel cuore della Belle époque. Se qualcuno di voi è in cerca di una storia appassionante che insegni anche qualcosa sul recente passato, non si pentirà di aver scelto un suo romanzo.







2) Ogni sua narrazione è un piccolo “mondo” a parte, che ruota intorno ad un tema ben preciso. Se Come stelle cadenti fa rivivere le avventure di chi ha costruito i primi aerei militari e biposto, Palazzo Sogliano apre le porte al mondo del corallo, della sua vendita e della creazione di straordinari gioielli. Se Il cigno nero si addentra nell'universo, a me già più noto, dell'editoria, Il vicolo della Duchesca dedica parecchi capitoli alla filatura della seta, attività importantissima per le mie zone natali, ma della quale io sapevo poco e niente. Spesso l'autrice sceglie attività di nicchia, oppure appartenenti ad un'epoca ormai dimenticata. Tutto questo si rivela essere profondamente istruttivo.

La vigna di Angelica, tuttavia, tratta temi molto in voga al momento: il vino e la gastronomia. Inutile dire che sono curiosa di leggerlo!







3) Personalmente sono rimasta molto colpita dal fatto che l'autrice in persona abbia ribadito più volte, durante la serata, che scrivere dev'essere soprattutto un piacere. Non ha alcun senso raccontare delle storie se non si amano tutti i personaggi, se non si ha la pazienza di immaginare un piccolo racconto per ognuno di loro, se non si vuole svelare, a poco a poco, un mondo che finora è rimasto soltanto nella nostra testa. È bello sapere che tanti anni di vita e di lavoro non hanno cambiato i sentimenti della scrittrice in proposito.







4) Un altro aspetto che Sveva Casati Modignani ha sottolineato è l'importanza della passione per la lettura. Io penso che questo dia una certo conforto a molti di noi. Il mercato dell'editoria è in ribasso e l'hobby della lettura non è forse più praticato come un tempo, ma io credo che ci siano moltissime persone come me che si dedicano sistematicamente al saccheggio della biblioteca. Continuo a pensare che leggere le storie che qualcun altro ha deciso di raccontarci sia uno dei modi più immediati e, nonostante tutto, più semplici di aprire la nostra mente.








5) Ultimo ma non meno importante: io ho avuto la netta impressione che La vigna di Angelica non sarà l'ultimo romanzo. Ho colto ancora parecchia energia e combattività. In definitiva, io e tutti gli altri fan di Sveva Casati Modignani possiamo già iniziare a chiederci su quale altro piccolo universo lei si stia informando per noi.






Nel caso vi fosse rimasta una piccola curiosità… C'è stato un veloce firmacopie. Sono riuscita a parlare con l'autrice ed a tornare con Disperatamente Giulia autografato. Sapete com'è, non avrei mai potuto deludere la ragazzina.

Grazie per la lettura. Al prossimo post :-)

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