Un gioco a tema romanzi
Cari lettori,
il “Tag… a tema libri” di oggi forse non vi sarà nuovo!
Credo che un po’ di voi abbiano visto su Instagram e TikTok il trend “neanche se mi pagassero”. Ho pensato di proporvelo sul blog… con una piccola modifica.
Mi va bene parlarvi dei libri che non riuscivo a mettere giù, di quelli di cui continuo a parlare, di quelli che non rileggerei perché mi hanno deluso.
Ma non mi sembrava corretto parlare di libri che “non leggerei neanche se mi pagassero”: se non leggi, come puoi giudicare?
Spero che capirete se ho sostituito questa quarta e ultima sezione con una piccola licenza poetica. Che poi potremmo definire anche una… deformazione professionale. Mi auguro che vi piaccia. Vi lascio al TAG!
5 libri che non sarei riuscita a mettere giù…
neanche se mi avessero pagato
1) Atlas – La storia di Pa’ Salt di Lucinda Riley e Harry Whittaker è la conclusione di una meravigliosa saga di otto volumi che ha per protagonisti il magnate Pa’ Salt e le sue sette figlie adottive, tutte cresciute in una grandissima villa vicino a un lago svizzero.
In seguito all’improvvisa morte del patriarca, ogni sorella trova una lettera dell’amato genitore che gli fornisce indicazioni sulla sua origine. Ognuno dei primi sette volumi è un meraviglioso viaggio tra passato e presente: le sorelle D’Apliése viaggiano per il mondo, scoprono la storia di una loro mitica antenata, ritrovano la gioia di vivere dopo il pesante lutto e spesso anche l’amore.
L’ultimo volume, però, è quello che racconta la storia di Pa’ Salt: chi era davvero? E perché la bellissima vita delle sue figlie è stata circondata da tanto mistero?
Il libro è stato scritto in una prima versione da Lucinda Riley, che purtroppo ci ha lasciato dopo una lunga lotta con il cancro al seno, e concluso da uno dei suoi figli. Per me questo volume è stato la definizione di “page turner”: 800 pagine, percepite 200 scarse. Date un’opportunità alla serie e non vi pentirete.
2) La guerra dei Traversa di Alessandro Perissinotto è una delle più belle letture dell’anno scorso. Una storia familiare travagliata, vista attraverso la voce narrante dell’ultimo componente sopravvissuto… almeno per il momento, visto che si sta spegnendo. La famiglia Traversa è stata divisa dall’avvento del fascismo e si è trovata spaccata a metà, da due diverse parti della barricata. Dagli anni ‘20 fino alla contemporaneità, seguiamo insieme al narratore le vicende travagliate di un nucleo familiare maledetto, che ricorda fin troppo quelle delle tragedie classiche…
3) L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso. Prima con la ghostwriter Vani, poi con la dattilografa Anita, infine con la nuova protagonista Atena… quest’autrice non smette di affascinarmi.
Le sue storie a metà strada tra il mistery e la commedia, con un pizzico di romance, sono impossibili da mettere giù. Provare per credere!
4) Risplendo non brucio di Ilaria Tuti. Un padre e una figlia divisi dalla Seconda Guerra Mondiale. Un romanzo storico ambientato tra il castello dove si è rifugiato Hitler e una Trieste occupata. Due misteri su cui fare luce. Gli orrori del nazismo e delle foibe. E poi tanta paura e tantissimo coraggio. Come direbbe il buon Ron Weasley, soffrirete, ma poi sarete felici. E per la felicità piangerete di nuovo, ma ne varrà la pena.
5) Il pianto dell’alba di Maurizio De Giovanni. Non poteva mancare una serie di gialli a questo breve elenco e, se dovessi scegliere con il cuore, vi consiglierei il commissario Ricciardi. Questo è l’ultimo romanzo della serie (fatta eccezione per la trilogia ambientata “anni dopo”) e credo mi sia bastato solo un giorno per leggerlo.
5 libri di cui non smetterei mai di parlare…
neanche se mi pagassero!
1) Un infinito numero di Sebastiano Vassalli non poteva che essere il primo della lista. È il mio “impero romano” (frase che nel linguaggio ironico di internet indica una sorta di fissazione)… e, pensate un po’, parla proprio dell’impero romano!
Della genesi dell’Eneide. Di un viaggio compiuto da Virgilio insieme al suo servo greco (la voce narrante della storia) ed al celebre Mecenate nelle terre degli Etruschi, alla scoperta di una civiltà che ormai si è arresa ai Romani. Della scrittura, e del perché scrivere per alcuni significa diventare eterni, per altri accettare che si sta morendo.
Non potete perdervelo… altrimenti ve lo racconto io!
2) Resisti, cuore di Alessandro D’Avenia è una lunga lettura commentata dell’Odissea. Io ho un rapporto speciale con questo classico: la tesi della mia laurea magistrale è stata su Odyssey di Bob Wilson, una versione contemporanea del poema epico. Non mi stancherò mai di leggere, vedere, ascoltare nuove versioni di questa storia, e la lunga lezione che tiene l’autore è davvero… bellissima. Vorrei imparare a memoria alcune pagine e ricordarle sempre. Nel dubbio, ogni tanto vado a rileggerle. Per chi ama i classici, per me è davvero irrinunciabile.
3) La chioma di Berenice di Amalia Frontali è un ottimo esempio di quanto spesso – e purtroppo – gli autori self siano sottovalutati.
Questo romanzo, a metà strada tra lo storico e il romance, racconta la storia di Giovanni Belzoni, un egittologo italiano che ha fatto scoperte davvero eccezionali. Il libro segue il suo viaggio lungo il Nilo, ed è un viaggio ben documentato da una solida bibliografia: l’autrice ha fatto ricerche accurate.
Ma è anche un romance con il trope del “matrimonio di convenienza”, perché la moglie inglese, Sarah, la vera protagonista della storia, avrebbe sognato una vita da romanzo regency: una “stagione” per trovare marito, un nobile della società inglese, una vita tranquilla.
E invece, per motivi di soldi e problemi familiari, si trova a vivere avventure da Indiana Jones con un marito eccentrico, che però la adora…
4) Come fiori che rompono l’asfalto di Riccardo Gazzaniga è una raccolta di racconti, ma forse sarebbe meglio considerarla una serie di articoli giornalistici.
Venti storie di ribellione, di ricerca della libertà e della giustizia, di dedizione e spesso di sacrificio. Venti protagonisti della storia del ‘900, alcuni molto noti (come il nostro Presidente della Repubblica Sandro Pertini), altri purtroppo un po’ poco conosciuti. Ho anche ascoltato l’autore ad un piccolo festival letterario che si è tenuto nel mio paese due anni fa.
5) “La compagna di scuola” di Madeleine Wickham/Sophie Kinsella resterà sempre uno dei miei romance preferiti, e non è così conosciuto rispetto ad altri dell’autrice. Come tutti i romanzi che l’autrice firmava col suo vero nome, la parte comedy lascia spazio a una critica della società inglese (ma anche occidentale) molto arguta.
Delle tre grandi amiche protagoniste, che lavorano nello stesso giornale, la prima ha una posizione da dirigente ma è messa in crisi dalla maternità, la seconda è una freelance sempre single e in viaggio che si definisce “libera” ma ama un uomo sposato, e la terza, per motivi di famiglia, si porta dietro un senso di colpa grosso come una casa. E questo, purtroppo, la porta a stringere un’amicizia profonda con una ragazza che non le vuole affatto bene, anzi…
Ok, amici, detto così, mi sa che, più che parlarne a voi, di recente avrei dovuto rileggerlo io.
5 libri che non rileggerei…
neanche se mi pagassero!
1) After di Anna Todd. Scelta banale e che risale agli albori del blog, ma il primo orrore non si scorda mai.
Penso che i tempi siano maturi per dire che purtroppo questa “storia d’amore” che avrebbe dovuto far sognare tante giovani ragazze, ha invece fatto scuola nel modo sbagliato: sono proliferati tanti, troppi romance in cui si normalizzano comportamenti violenti e possessivi dell’uomo nei confronti della donna. Anche se ultimamente c’è più sensibilità e attenzione, e questo tipo di libri viene perlomeno criticato con maggiore decisione dai lettori, sembra che (almeno alcune) case editrici non si facciano troppi problemi a pubblicare, finché si vende.
Inoltre, considerato che questa serie era ispirata ai componenti degli One Direction, e alla luce della tragedia di Liam di due anni fa, persino uno dei pochi lati positivi di questa storia (il modo in cui era raccontata l’amicizia) ha perso la sua attrattiva.
Da ragazza che già al tempo era troppo grande per essere una vera e propria fan, ma ascoltava comunque le loro canzoni, fa piuttosto male pensare che li ritenevamo “dei ragazzi spensierati”. Quante cose non sapevamo… o forse semplicemente li vedevamo con gli occhi della tarda adolescenza e/o dei vent'anni...
2) La collezionista di ricette segrete di Allegra Goodman è un altro romanzo su cui fare qualche considerazione con il “senno del poi”, anche se c’è da dire che, banalmente, mi aveva annoiato a morte già al tempo.
È stata un’altra lettura agli albori del blog, più di dieci anni fa, quando il romance stava allargando la sua platea ma non era proprio un fenomeno come lo è ora, e forse anche gli autori stavano cercando ancora di orientarsi.
Qualche volta, però, i risultati erano un po’ troppo confusi, come nel caso di questo romanzo: una sorta di retelling di Ragione e sentimento di Jane Austen, ma con uno stile lentissimo (scordatevi l’ironia dell’originale), personaggi sbiaditi e piuttosto antipatici, e un milione di pagine infarcite di eventi secondari inutili. Aiuto!
3) La meraviglia degli anni imperfetti di Clara Sanchez. Questo lo ricorderò sempre perché è l’emblema del giallo-non-giallo.
Ci sono dei misteri da risolvere, c’è addirittura una persona scomparsa… sarebbe bello se ci fosse anche un colpevole, no? Eh, no. Non si risolve niente. E io non avevo capito niente. Però in certe pagine ci sono belle descrizioni, eh…
4) Il suggeritore di Donato Carrisi è un titolo che quasi mi spiace inserire qui, perché è un signor thriller e mi è piaciuto tanto. Parliamo di un maestro del genere e credo che non ci siano dubbi in proposito. Ma… amici, non ho mai avuto tanta paura!
E per giunta, proprio la notte successiva alla sera in cui l’ho finito, le mattonelle del mio bagno hanno deciso che era arrivato il momento di scollarsi, con un fracasso bestiale, facendomi svegliare in un bagno di sudore alle tre di notte.
Non è un’esperienza che ripeterei!
5) A touch of Chaos di Scarlett St Clair è l’unica lettura del 2026 che posso definire “un flop totale”.
Tremendo, amici… davvero desolante. Premetto che state parlando con una fan di Percy Jackson, quindi non sono una purista in materia di classici: nonostante i miei studi, mi piacciono i retelling fantasiosi, anzi, “passo” persino qualche americanata random.
Ma non si possono straziare così i classici (gli dèi non muoiono, acciderbolina) e poi è veramente una storia senza capo né coda. Sto preparando la recensione, così vi renderete conto di persona della mia prostrazione nel leggere questo libro…
5 classici su cui terrei una lezione…
anche se NON mi pagassero!
1) Casa di bambola di Ibsen è una delle cinque opere che avevo scelto per la mia tesina di Maturità, “Il rapporto tra padre e figlia nella letteratura”.
Se dovessi indicare una lettura che ha aiutato la me 18enne a salutare pian piano l’adolescenza ed a diventare una giovanissima adulta, sceglierei questa. Un pugno nello stomaco, perché si parla di un brutto Natale, e io proprio a 17 anni ne avevo vissuto uno da dimenticare.
Ma grazie a quella lettura ho fatto la pace sia con le mie emozioni negative, che avevo tutto il diritto di provare ma che non riconoscevo, sia con il proposito di essere “perfetta”, uno di quei brutti fantasmi che purtroppo perseguitano tante di noi donne.
2) Canto di Natale di Dickens è il mio classico preferito, che rileggo ogni Natale: volendo vi posso recitare qualche pezzetto a memoria! Ok, non tutti insieme… :-)
Link al racconto-omaggio a "Un canto di Natale"
Link al racconto che parla (anche) di Dickens
3) I fiori del male di Baudelaire ha fatto parte di un corso universitario di letteratura francese che si è rivelato uno dei miei preferiti del percorso. Da allora, Baudelaire è uno dei miei poeti preferiti. Mi ha aiutato soprattutto ad affrontare alcuni lutti.
Link al post con i miei preferiti
4) Le tragedie greche in generale sono un altro mio grande amore. Quella che ho studiato di più, per la tesi triennale (ci mancava, in mezzo tra Maturità e magistrale), è Elettra di Sofocle. Però per me tutte hanno qualcosa da insegnare, anche le meno conosciute, anche le spurie.
Link al progetto letterario "Gli eroi di Sofocle"
Link al progetto letterario "Le donne di Euripide"
5) Ultimo ma non meno importante, se avete voglia di fare una chiacchierata sulla Commedia dantesca, vi dirò sempre di sì. Soprattutto se vi va di parlare di qualche canto che a scuola, purtroppo, non si fa in tempo a studiare!
Link al progetto letterario "Le figure femminili della Commedia"
Che ne dite? Sarei davvero curiosa di sentire i vostri pareri!
A ruota libera, e senza paura... proprio come ho fatto io, divertendomi a completare questo TAG!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)
Nessun commento :
Posta un commento