lunedì 26 ottobre 2026

UN GIRO AL MUSEO DEL NOVECENTO

 Quadri, installazioni e una vista incredibile




Cari lettori,

come promesso, per i nostri “Consigli artistici” ed "Eventi culturali", oggi vi racconto la mia recente visita al Museo del Novecento!


Sono stata solo una volta in questo centralissimo e recente museo, ma è stato poco dopo la sua apertura, circa dieci anni fa. Il blog esisteva da pochissimo e per qualche strano motivo (forse perché all’inizio non era uno spazio così variegato e non ero sicura vi sarebbe interessato) non avevo nemmeno scattato fotografie, tranne quella panoramica, che è un classico.


In ogni caso, credo che negli ultimi anni questo spazio sia stato ampliato. Ci sono moltissime cose interessanti e nuove, che io non ricordavo. Lo trovo anche uno spazio divertente: l’arte contemporanea è spesso sorprendente!


Vi lascio alla mia visita, sperando che vi possa interessare!



Il Futurismo


Il primo livello del Museo del Novecento, che in realtà è già il secondo piano (farete un po’ di scale, vi avviso…) è tutto dedicato al movimento futurista, che a Milano ha avuto grande diffusione. L’artista di cui ci sono più opere è Boccioni, a partire dalla statua all’ingresso, un omaggio al corpo umano in movimento.



Ci sono però anche dei suoi dipinti molto più colorati, come “La città sale” del 1910: il dinamismo della metropoli milanese è sempre stato uno dei soggetti preferiti dell’artista.



Non mancano le nature morte, come questa di Soffici con un’anguria, simbolo che oggi è molto importante ed attuale.



Anche Carlo Carrà (di cui vi avevo parlato a questo link) non poteva mancare in questa sezione: questa sua tela sui toni di grigio scuro e nero è piuttosto caotica.



Il mio quadro preferito di questa sezione è questa ballerina di Severini, tra la dinamicità del suo movimento, che viene riprodotta segmentando la figura, e il blu intenso del suo splendido vestito.



Il progresso, le macchine, il volo sono tematiche che hanno sempre affascinato i futuristi. In questo quadro geometrico di Depero, l’uomo ritratto sembra indossare degli occhiali da autista… di macchina decappottabile o di aereo.



I grandi artisti del Novecento


Al piano superiore ci sono molti artisti che non hanno davvero bisogno di presentazioni. Tre anni fa, per esempio, sono stata ad una personale di Giorgio Morandi (a questo link). Qui c’è un suo vaso di fiori dalle tonalità insolite…



… e anche una delle sue nature morte caratteristiche, con vasi e bottiglie.



Non possono mancare le figure con il collo lungo di Amedeo Modigliani. Questa donna dai capelli neri raccolti sembra avere uno sguardo quasi enigmatico…



E ancora una volta c’è Carrà, con un collage che ritrae un cavallo in fuga, dal titolo “Inseguimento”. L’opera è fatta con ritagli di giornale ormai centenari…



Delle figure umane di De Chirico vi ho invece parlato recentemente a questo link. Qui abbiamo due manichini in atteggiamento pensieroso, che tengono in grembo degli elementi geometrici: sembrano quasi dei palazzi in miniatura…



L’ultima parte di questa sezione dedicata ai grandi artisti del Novecento presenta delle tele che, invece di scomporre ancor di più la figura, ritornano al realismo. Come per esempio queste due signore in nero che prendono liquore, pasticcini e sigaretta con un cagnolino…



… o questa strana tela, che però, per quanto insolita, mi piace! Questi volatili dipinti nel dettaglio sono un po’ inquietanti ma originali…



Al di là della figura


L’ultimo piano del Museo del Novecento non permette soltanto di godere di una bellissima vista panoramica. Altri importanti artisti del XX secolo aspettano il visitatore. Per esempio, c’è un’intera stanza (gelida, vi avviso) dedicata a Lucio Fontana, ai suoi tagli…



… ma anche alle sue sperimentazioni figurative, come questa statua di una giovane donna.



Non potevano mancare le geometrie ed i colori di Vasilij Kandinskij, qui su uno sfondo grigio perla che sfuma le tonalità vivaci della composizione centrale.



Altri “ospiti illustri” dell’ultimo piano sono Arnaldo Pomodoro con le sue sfere…



… e Burri con uno dei suoi “cretti”! Certo, il più famoso è quello enorme che ha installato a Gibellina. Ma egli ha creato anche alcune versioni “in dipinto”…



Mi è piaciuta molto anche questa scacchiera tutta colorata, una delle tante opere che rappresentano l’intersezione tra arte e design nella seconda metà del Novecento.



...e non potevo non mettervi una foto della celeberrima “Merda d’artista” di Piero Manzoni, che è rimasto nella storia per essere un provocatore, ma che è venuto a mancare troppo presto e che, chissà, forse ci avrebbe proposto anche dell’altro, se avesse potuto vivere ancora. 

So che questa non è una delle opere novecentesche più amate, per ovvi motivi, ma di sicuro ha lasciato il segno…



Concludere… per tornare alle origini


Il percorso del Museo del Novecento si snoda in modo un po’ particolare. 

Se finora avete seguito le mie indicazioni, avete visitato per intero il piano del Futurismo, per metà quello in mezzo con i grandi artisti, e poi tutto l’attico. È da lì che dovete ridiscendere per fare l’altra metà del piano in mezzo, dove vi aspettano gli artisti più recenti in assoluto. 

Una delle protagoniste è Niki De Saint Phalle, di cui ho visto una bellissima mostra al Mudec un paio di anni fa (a questo link). In un lunghissimo foglio di carta a fisarmonica, aperto e tenuto sotto una teca, ella racconta l’inizio e la fine di una storia d’amore.



Un’opera enorme, tra dipinto, scultura e collage, ritrae la morte di Giuseppe Pinelli, caduto dal balcone della Questura di Milano subito dopo i fatti di Piazza Fontana. Il “pavimento” di questa installazione è composto interamente da passamanerie e ritagli di ricamo.



Proprio Milano viene più volte omaggiata in questa sezione, come nel caso di questa foto rimaneggiata, un po’ enigmatica: è come se sulla facciata del Duomo si fossero create delle “voragini”…



Questo dipinto su specchio è molto divertente: c’è una “Ragazza che fugge”… e una che fotografa!



La sezione contemporanea si conclude con qualche cartolina per noi amanti dei cani!



La visita al Museo del Novecento, normalmente, si concluderebbe qui. Ma io ero riuscita a passare nel mese di settembre, e così, poco prima di uscire dal museo, ho potuto visitare una saletta in più, una piccola esposizione extra rimasta solo per l’estate. 

C’era un’unica tela, Homme assis (o Il Fumatore) di Pablo Picasso. Si tratta, però, di una tela di enorme importanza: essa è stata acquistata dal Comune di Milano nel 1972, per sostenere gli operai spagnoli che lottavano contro la dittatura franchista.



E così, al termine di un lungo viaggio, si arriva sulle soglie del XXI secolo per poi tornare da quello che probabilmente è stato l’artista più rappresentativo del XX! Ho parlato un po' di lui a questo link... 




Una visita affascinante, no? Io sono stata molto soddisfatta. 

Chissà, forse ci saranno altre occasioni per tornare in questo museo così interessante. 

Fatemi sapere se ci siete stati e che ne pensate... o se vi piacerebbe venire a dare un'occhiata!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-) 


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