giovedì 22 ottobre 2026

LETTURE SPOOKY 2026 #4

 Un giallo e una spy story di Maurizio De Giovanni




Cari lettori,

oggi quarto e ultimo appuntamento con le nostre letture spooky!


Nel corso di questo mese di ottobre abbiamo affrontato varie letture “a tema”, tra gialli con protagonisti ombrosi (qui), thriller agghiaccianti (a questo link) e dark romance/romantasy, che, in un certo senso, sono risultati i più paurosi di tutti (qui).


Oggi, invece, vi propongo delle “Letture...per autori” con due storie di uno dei miei autori preferiti: Maurizio De Giovanni. Questo scrittore non ha bisogno di presentazioni, non solo perché è popolarissimo, ma anche perché è stato protagonista dei miei post più e più volte.


Tra le varie serie pubblicate dall’autore, ho scelto le ultime uscite de I Bastardi di Pizzofalcone, che è un’indagine a metà strada tra il giallo classico e le sfumature noir, e di Sara, l’agente dei Servizi (più o meno) in pensione. 

Per concludere bene questa carrellata ottobrina!



Figli per i Bastardi di Pizzofalcone


In una notte napoletana di luglio, mentre tutti si lamentano per la canicola e qualcuno non riesce a dormire, uno strano evento sconvolge via Egiziaca. Un’anziana donna che non riesce a prendere sonno sente un tonfo, si affaccia al balcone e vede un corpo.


Purtroppo l’uomo caduto (o spinto?) è morto sul colpo. Si tratta di Francesco Cascetta, un medico patologo molto noto nel circondario. Insieme a pochi altri colleghi fidati, egli gestiva un laboratorio privato di analisi: un servizio sempre più richiesto anche dai cittadini comuni, considerati i lunghi tempi di attesa del SSN.


Le indagini si concentrano sia sul campo professionale che su quello privato, ma il passato dell’uomo sembra senza macchie: la sua precisione in ambito lavorativo era nota, così come nella vita personale non c’erano scandali o segreti nell’armadio.


Al contrario, emerge una certa piattezza: tanti soldi ma poco tempo per goderseli (Cascetta era sempre sul lavoro), una moglie ormai di facciata e presa dagli impegni più del defunto marito, tanti “amici” di convenienza che riempiono la casa per fare le condoglianze ma di certo non torneranno nel momento del bisogno, e un figlio piuttosto assente, lontano per motivi di studi, ma anche e soprattutto con il cuore.


Proprio questo rapporto padre-figlio non proprio ideale stimola alla riflessione i nostri protagonisti, che, in questo periodo, hanno tutti dei problemi di genitorialità.


Il dirigente della squadra di Pizzofalcone, Luigi Palma, soffre molto la solitudine nella sua casa abitata soltanto dall’amato cane, e non sopporta un’altra estate solitaria: vorrebbe un figlio, forse proprio quello della donna amata, Ottavia. Ma quest’ultima, che è anche collega di Palma, è infelicemente sposata e suo figlio, Riccardo, è da sempre il suo più grande cruccio: affetto da una grave forma di disabilità, egli sa dire solo “mamma”, e con quell’unica parola l’ha imprigionata per sempre.


Non va meglio all’ispettore Lojacono, braccio destro di Palma: la figlia Marinella, che è venuta a vivere con lui dopo il divorzio, è passata dall’essere sempre allegra e vivace (al punto da dover mettere un freno ad amicizie e uscite) ad una preoccupante apatia, dovuta forse alla Maturità in corso, o a qualche problema di cuore. 

Per non parlare dell’ispettore Romano, che sta adottando un’orfana con la moglie, ma è segretamente innamorato della dottoressa che li ha aiutati. 

O della giovane agente Alex Di Nardo, per la quale forse è giunto il momento di riappacificarsi con il padre (che non ha mai accettato la sua omosessualità).


Completano il quadro il fresco pensionato Giorgio Pisanelli e l’agente scelto (non si sa bene da chi) Marco Aragona. Un padre vedovo con un figlio assente e un figlio il cui padre non ha dato proprio un grande esempio. Aragona ha deciso arbitrariamente che Pisanelli sarà il suo nuovo padre; quest’ultimo tentenna, ma sotto sotto, specie dopo l’operazione, non disdegna una persona in più nella sua vita. Così, nel dubbio, i due stanno portando avanti ormai da tempo una strana convivenza.


Niente di nuovo sotto il sole, sembrerebbe: vicende private complesse, un caso che spinge tutti a lavorare insieme ed a dare il meglio di sé. Questa volta, però, qualche imprevista forza esterna potrebbe provocare un cambiamento importante all’interno della squadra.



Figli è un capitolo della serie dei Bastardi ambientato in estate, ma pervaso da un’atmosfera cupa. Anche se siamo a Napoli ed il mare è a pochi passi, i nostri protagonisti sembrano non volere, o potere, approfittare dell’estate: a parte il caldo da sopportare, il lavoro e le vicende personali non consentono un vero stacco.


In più, l’ambientazione notturna in cui si consuma il delitto rende ancora più inquietanti tante delle scene del romanzo. La sensazione che prova il lettore è quella di un tempo sospeso: i protagonisti stanno vivendo quasi tutti un momento di svolta e, tra i tanti cambiamenti, sono sicura che almeno qualcuno di essi vi sorprenderà.


Così come vi colpirà l’intreccio proposto: i Figli sono davvero il motore dell’azione, ma Maurizio De Giovanni sa come spingerci a pensare alla soluzione che sembra più ovvia… e poi lasciarci senza fiato.


Certo, considerato il “finale”, non so bene come evolverà la storia dei Bastardi… ma staremo a vedere!



Il pappagallo muto: una storia di Sara


Sara Morozzi è una donna matura, dall’aspetto modesto. Agli occhi di tutti è una tranquilla signora seduta al parco, che osserva giocare il nipotino e intanto chiacchiera con un suo coetaneo.


Ma il casuale avventore del parco che vede questa scena non sa molte cose. Sara e il suo amico Andrea hanno fatto parte dei Servizi per una vita intera, risultando tra i migliori elementi. Essi hanno condiviso un lavoro durissimo, paure, pericoli, una lunghissima amicizia che non si è mai conclusa… e anche l’amore per lo stesso uomo.


Massimiliano Tamburi, il direttore della loro sezione. Per lui, che la ricambiava, Sara ha lasciato il marito e il figlio. Figlio che ha ritrovato in età matura solo per perderlo di nuovo e tragicamente.


Per lui, Andrea è rimasto nella sezione anche se progressivamente stava perdendo la vista, fino alla quasi completa cecità e ad un ritiro “ufficioso”.


Già, perché Sara e Andrea non sono proprio a riposo. Massimiliano è morto di tumore pochi anni prima, e Sara avrebbe avuto tutte le intenzioni di pensionarsi, anche perché, nel frattempo, ha costruito una strana famiglia, composta dalla nuora Viola, dal nipotino chiamato proprio Massimiliano e dal poliziotto Davide Pardo, che è a metà strada tra un figlio scapestrato e un amico di famiglia.


Ma la loro vecchia amica Teresa, che ora ha preso il posto di direttrice della Sezione, ha chiesto più volte il loro aiuto (anche per salvare se stessa). E così, Sara e Andrea si sono ritrovati convocati per la loro ennesima “pizza”.


Da qualche tempo i due si stanno occupando del recupero di un materiale prezioso che si è perso a seguito della caduta (pilotata) di un aereo, anni fa. Si tratta di intercettazioni che coinvolgono personaggi molto in vista del Paese.


Ma ce n’è uno che inquieta più di tutti i nostri protagonisti. Un uomo misterioso, che nelle intercettazioni dice solo “Buongiorno”. Eppure il suo ingresso gela l’atmosfera, tutti sono improvvisamente sull’attenti. E, a quanto pare, l’uomo non si perde una parola.


Un personaggio inquietante che ricorda la favoletta morale del “pappagallo muto”. In un negozio piena di pappagalli variopinti, che parlano, cantano e fanno acrobazie, perché il più caro dovrebbe essere quello nell’angolo, piccolo e storto, che non dice una parola? Beh, perché tutti gli altri lo chiamano “maestro”…


Ma prima che Andrea, espertissimo nel trattare materiale audio, possa scoprire l’identità del “pappagallo muto”, subisce un terribile incidente. E così Sara si trova in ospedale, a pensare al suo amico che lotta tra la vita e la morte, sicura che quello che gli è capitato non può essere una coincidenza…



Il pappagallo muto è l’ultima indagine di Sara Morozzi. Con lei abbiamo vissuto emozioni davvero grandi: abbiamo scoperto l’assassino del figlio, trovato un medico dal passato ingombrante per salvare il nipotino da un brutto male, impedito l’omicidio di Teresa quando è stata rapita.


Ecco, proprio per questo motivo, onestamente, stavolta mi aspettavo un po’ di più. Certo, la vicenda che Sara ed i suoi hanno iniziato ad affrontare in Un volo per Sara (di cui trovate la recensione a questo link) è complessa e sicuramente merita più di un libro. 

Però mi sembra che, rispetto al volume precedente, non ci siano stati moltissimi passi avanti: come se questa fosse una storia “filler”, in attesa di una risoluzione definitiva in quello che sarà il prossimo romanzo (e di cui, almeno per ora, non si conosce l’uscita).


Certo l’idea del “pappagallo muto” è davvero interessante e affascinante, e lo stile dell’autore ti porta a chiudere il libro senza sapere nemmeno come ci sei arrivata, ma spero, per il prossimo giro, in un po’ più di ricchezza narrativa.


Sempre una certezza, invece, la parte “commedia”, perché i litigi tra Viola e Pardo sono epici, e la sua lotta contro il gigantesco cane che il poliziotto ha adottato suo malgrado – si potrebbe dire che il Bovaro ha adottato lui – fa sempre ridere. È un contraltare che ci vuole, considerata la materia così seria.


Mi piacciono tanto anche i flashback di quando Sara e Teresa erano più giovani, e la nostra protagonista si è innamorata di Massimiliano. L’autore racconta sempre benissimo i sentimenti, e su questo possiamo davvero andare sul sicuro.


Vediamo che cosa succederà nel prossimo volume!




Che ne dite? Conoscete l’autore? Avete letto qualcosa? 

Se vi va, fatemi sapere anche quale delle quattro tappe spooky avete preferito!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)



Nessun commento :

Posta un commento