lunedì 19 maggio 2025

STORIE D'AMORE... TRA I MONTI E LONDRA

Due romance di Laura Corvino




Cari lettori,

oggi, per le nostre “Letture...per autori”, dopo esserci occupati di temi molto seri in occasione del 25 aprile e del 1 maggio, ho pensato di proporvi un po’ di romanticismo e leggerezza con due contemporary romance di Laura Corvino, autrice del mondo self che non conoscevo, ma che sono stata ben contenta di scoprire grazie ad una giornata di promozione gratuita che alcuni colleghi blogger hanno organizzato lo scorso autunno (ho il Kindle pieno di romance da quel giorno, quindi grazie a chi ha ideato l’iniziativa e mi ha consentito di fare “scorta”!)


Dei due romanzi che vi racconto oggi, Potrei sempre cambiare idea è una sorta di “opposites attract”, mentre Comunque vada sarà un successo! è decisamente un “second chance romance”.


Ho trovato molto carine e piacevoli queste letture. Certo, come vedrete, non ho potuto fare a meno di raccontarvi anche qualche nota per me un pochino stonata, o comunque migliorabile, ma penso che si tratti di due ebook più che validi, ideali per qualche pomeriggio o serata di spensieratezza.


Vediamoli insieme!



Potrei sempre cambiare idea


Maya ha 32 anni ed è una giovane donna in procinto di realizzare tutti i suoi sogni: è una delle colonne portanti dell’agenzia immobiliare in cui lavora; è fidanzata con Giuseppe, con cui non ha proprio una storia travolgente, ma che sembra così solido ed affidabile; il matrimonio e il coronamento del suo desiderio di avere una famiglia sembrano dietro l’angolo.


Peccato che, da un giorno all’altro, tutto vada a rotoli. Giuseppe se ne va affermando di non amare più Maya, ma il venir meno dei suoi sentimenti corrisponde, con una coincidenza davvero straordinaria, alla fine delle disponibilità economiche della sua fidanzata. In altre parole, Giuseppe, con la sua gestione sconsiderata del denaro, ha prosciugato tutti i risparmi di Maya, che ora si trova single, alla disperata ricerca di un secondo lavoro, senza più la possibilità di pagare l’affitto.


Disperata e senza prospettive, Maya si rifugia a casa dei suoi genitori, nella cameretta di quando era ragazza, e trova conforto in loro, nel fratello e nel suo insostituibile bollitore. Il rito della tisana è infatti per lei un vero e proprio salvavita.


Mentre cerca di rimettersi in piedi, il lavoro le riserva una sorpresa che potrebbe rivelarsi interessante. Un certo Edoardo, che abita in un paese sperduto di montagna, sembra intenzionato a vendere una baita di famiglia e ad avvalersi della sua agenzia immobiliare. Prima, però, ci terrebbe ad avere lì Maya per un giorno, in modo che ella possa valutare l’immobile di cui si occuperà, e le chiede se per caso ella sia interessata ad una gita in montagna, comprensiva di notte all’aperto e di sacco a pelo.


Sulle prime, Maya si fa una bella risata, pensa che nella sua vita incasinata mancherebbe solo una disgraziata gita in mezzo al nulla, e cestina la lettera. Poi, però, grazie alla delicata insistenza del fratello e delle amiche, accetta almeno di andare a visionare il luogo.


Ben presto la nostra cittadina provetta si ritrova tra i monti, in un piccolo paese sperduto dove il tempo sembra essersi fermato ed i pochi abitanti sono inaspettatamente cordiali. Così come gentile e disponibile è Edoardo, una guida alpina di poco più giovane di lei, e molto più bella del previsto è la casa: Maya si era aspettata una rustica catapecchia, invece si trova di fronte una bella dimora che ha ospitato più generazioni e custodisce mobili e soprammobili di pregio.


Maya è combattuta: da un lato arrivare fin lì è stata una vera e propria impresa, dall’altro la giornata è andata molto meglio del previsto, ed anche il suo corpo si è rilassato, al punto che ella è riuscita a fare una notte intera di sonno dopo molti mesi di insonnia.


Alla fine ella decide di non aver niente da perdere e di accettare la proposta di Edoardo della gita in montagna. Un bel salto nel vuoto per una donna che sognava di andare a vivere con il suo compagno in una casetta in riva al mare, no?


E le sorprese non sono ancora finite per lei. Tra una passeggiata nei boschi ed una notte all’addiaccio sotto le stelle, tra Maya e la giovane guida alpina nasce un certo interesse…



Ho letto buona parte di questo romanzo (che è abbastanza breve e, secondo me, si legge piuttosto in fretta) proprio su un treno diretto a Varazze, la località ligure che, come ormai saprete, è la mia seconda casa. Ricordo di aver aperto il Kindle per scegliere la lettura dopo essermi seduta sul treno, e di essere stata attratta da questa mia sorta di “alter ego” devota alle tisane ed al mare che si ritrova a scarpinare sui monti nel mezzo di un autunno già troppo gelido per i suoi gusti.


Devo ammettere che io, a differenza della nostra protagonista, dopo qualche gita un po’ troppo faticosa a cui sono stata trascinata nel corso dei miei 20 anni ed un lungo periodo di avversione per la montagna, ora non mi sento così contraria. È un po’ che non mi incammino per valli e boschi ed a volte mi piacerebbe riprovare… vedremo se capiterà l’occasione!


Tornando al romanzo, devo dire che l’ho apprezzato. Maya ed Edoardo sono due “opposti” ma non “nemici”, anzi, secondo me sono molto equilibrati, perché la tranquillità di lui mitiga la perenne agitazione di lei. È un romance spiritoso, lo spicy è appena accennato (e sapete che in linea generale io preferisco i closed door, non per altro, ma perché a volte ho la sensazione che, in alcune storie, le scene spicy abbiano sostituito la trama) e, anche se tutto sommato si può immaginare come andrà la storia, non manca qualche piccolo colpo di scena.


L’unica piccola critica che mi sento di fare è allo stile, che, per quanto super scorrevole e divertente, talvolta è un po’ troppo paratattico, o comunque semplice. L’autrice per me è brava, e credo che potrebbe fare ancora meglio anche dal punto di vista della forma e non solo del contenuto.


Comunque è una lettura leggera e d’evasione che consiglio… specie a chi vuole fare un viaggio piacevole, come ho fatto io!



Comunque vada sarà un successo!


Ventisei anni, gli studi messi da parte per lavorare presto e mettere su famiglia, un ex marito e due gemelli, tanti sogni ancora nel cassetto: questa è Olivia Tresogni, in breve.


Dopo la fine del matrimonio con il padre dei suoi amatissimi gemelli, ella si sente triste, delusa ed arrabbiata. Più di ogni altra cosa, ella sente di aver sacrificato tutto per la famiglia e, per quanto non lo rimpianga, desidera disperatamente del tempo per se stessa.


È così che ella accetta l’invito di sua madre: rispolverare uno dei tanti sogni messi da parte e fare con lei un viaggio a Londra. Olivia ha da sempre una vera e propria passione per il Regno Unito, ed in particolare per i reali britannici e le loro storie, sia quelle del passato (dalla Regina Elisabetta ai Tudor) che quelle del presente (la principessa Diana, i principi William ed Harry…).


Decisa a partire, Olivia affida all’ex marito Eros i suoi due bambini e parte con la madre per il viaggio tanto sognato.


La vacanza dura pochi giorni ed è un po’ accidentata, tra qualche incidente di percorso e qualche malessere da viaggiatore (a riprova che se qualcosa deve andare storto lo farà), ma le regala un incontro con un uomo che fin da subito cattura la sua attenzione, un ragazzo imparentato con il gestore dell’albergo, che si offre di farle da guida per Londra.


Con lui Olivia passa una vacanza speciale – in particolare un’intera giornata in cui sarebbe stata sola, perché la madre ha mal digerito l’English breakfast – e sembra che stia per nascere un nuovo sentimento… ma qualcosa la blocca sul nascere. Ogni volta che immagina di baciare il suo nuovo compagno di viaggio, l’immagine di Eros gli torna in mente.


Aver messo una bella distanza dai suoi problemi, anche solo per qualche giorno, improvvisamente fa sì che lei si renda conto di essere stata piuttosto ingiusta con l’ex marito, che invece è sempre stato corretto nei suoi confronti.


Non potendo fare altro, nonostante la vacanza sia stata fin troppo breve ed un po’ sfortunata, Olivia torna a casa e riprende la solita routine, ma, giorno dopo giorno, si rende conto di una verità tanto semplice quanto scomoda: il sentimento per il suo ex marito non si è mai spento, anzi, si è solo “nascosto” per un periodo.


Nel momento in cui si avvicinano le feste e lei ed Eros devono accordarsi su come organizzarsi con i bambini, Olivia si scopre tremendamente in crisi all’idea di passare Capodanno da sola e si rende conto di essere gelosa. Anche perché, da quel che le raccontano i suoi bambini, sembra che Eros, qualche sera, telefoni ad una misteriosa “signora”.


Ormai decisa a riavere indietro la sua famiglia, Olivia cerca di riavvicinarsi ad Eros. Ma non è così facile…



Comunque vada sarà un successo è, nel complesso, divertente e scorrevole come Potrei sempre cambiare idea, ma, ad essere sincera, mi ha convinto meno.


Sarà che il riassunto in quarta di copertina lasciava quasi intuire un nuovo amore a Londra (capisco la necessità di lasciare il mistero, così come il plot twist, ma io mi aspettavo che la vacanza fosse più risolutiva). Sarà anche che il second chance, che le nostre nonne chiamavano un po’ più saggiamente “minestra riscaldata”, mi ha sempre convinto fino ad un certo punto e non è proprio uno dei miei trope preferiti.


Fatto sta che la sensazione è stata quella di assistere ad una sorta di “bisbetica domata”, passatemi il paragone. La storia è dal punto di vista di Olivia e, di conseguenza, il lettore si fida di lei quando nei primi capitoli ella descrive Eros come il più sciatto ed infantile degli ex mariti, come il classico “terzo bambino” di cui occuparsi. Ecco perché anche io, all’inizio, ho pensato che la storia andasse nella direzione di un viaggio cambia-vita. 

Poi, però, in modo forse un po’ troppo repentino, tutto cambia. Eros diventa il migliore e il più paziente degli ex mariti, Olivia si rende conto di essere stata ostile e rigida… e nei primi tempi continua pure ad esserlo, incapace di dismettere quella che ormai è una maschera.


Insomma, un cambio scenario decisamente inaspettato. Credo che l’intento fosse quello di raccontare delle difficoltà di quelle giovani mogli e madri che per un periodo entrano in crisi perché il carico di lavoro di cura familiare è eccessivo, e poi pian piano riescono a razionalizzare ed a rimettere in prospettiva tutto… e però il mio io femminista, single e anche un po’ cinico continua a pensare che, se una donna arriva a sentirsi così, qualcuno avrà pur contribuito a farcela sentire. Qualcuno di adulto, non certo i bambini (che fanno il loro mestiere di bambini, ovviamente). Non è “tutto nella testa” delle donne, dalle quali la società si aspetta fin da subito perfette capacità di gestione e di accudimento, mentre agli uomini è permesso sbagliare ed imparare.


Comunque può essere che questo romanzo, rispetto al precedente, sia indirizzato più alle giovani madri, quindi nel complesso lo consiglio, nel caso ci fosse qualcuno di voi che risponde a questo target!




Questo è quanto per i consigli di lettura di oggi!

Fatemi sapere che ne pensate… se avete già letto questi romanzi, se conoscete l’autrice, se vi sono piaciuti. Aspetto i vostri commenti!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 15 maggio 2025

PRIMAVERA CULTURALE

 Tra installazioni, pomeriggi di lettura e firmacopie




Cari lettori,

oggi, per la nostra rubrica “Eventi culturali”, ho pensato di raccontarvi meglio alcune belle esperienze che ho fatto in questa primavera ormai inoltrata.


È stato un periodo piuttosto ricco e vi ho già detto l’essenziale nei preferiti del mese di aprile, ma ho pensato di dirvi qualche parola in più. Come tante cose nella vita, anche gli eventi culturali vanno “a periodi”: in inverno mi sarebbe piaciuto fare di più, ma, per tanti motivi, è più difficile; fortunatamente, la bella stagione porta con sé tante occasioni.


Vi parlerò di un’installazione che ho visto a Palazzo Reale quando sono andata a visitare la mostra Art Déco, di un bel pomeriggio a tema Jane Austen e degli incontri con due autori molto diversi tra loro ma ugualmente interessanti.


Sono contenta di portarvi con me in questa mia “pagina di diario” e spero di incuriosirvi!



Pastorale” di Nico Vascellari


Il nome di questa installazione contemporanea richiama la Sesta Sinfonia di Beethoven, chiamata per l’appunto Pastorale. Il compositore aveva creato quest’opera meravigliosa ispirandosi alle sue passeggiate nei boschi… passione che ha anche Nico Vascellari.


Ma i boschi e le montagne d’Italia non hanno visto solo pace. Nell’80esimo anniversario della Liberazione e della fine della Seconda Guerra Mondiale, non si può non pensare a chi è fuggito tra i monti per ribellarsi alla guerra ed alla dittatura, o anche a chi, semplicemente, ha trovato rifugio perché casa sua era stata bombardata.


Una delle città che ha sofferto di più sotto le bombe è stata Milano. Nel 1943 anche Palazzo Reale, dalla parte della Sala delle Cariatidi, è stato bombardato.


Proprio per questo Nico Vascellari ha pensato di ambientare la sua Pastorale in questa sala.



Una scultura meccatronica, di forma cilindrica e superficie metallica, domina la scena. Si trova sopra ad un altro corpo a cilindro, in parte nascosto dalla coltre di terreno (divisa in quattro grandi aiuole angolari) che ricopre lo spazio della Sala.


Tutt’intorno, una passerella consente ai visitatori di ammirare l’installazione. A intervalli regolari, un rumore sordo, tellurico, nasce dalla struttura cilindrica, e si verifica una piccola esplosione, che simboleggia proprio il bombardamento.


Il quieto equilibrio della natura che viene distrutto dalla ferocia dell’uomo: questo sembra indicare l’opera. Il fatto, però, che la struttura cilindrica butti fuori anche delle piccole particelle di terra sembra quasi suggerire che la natura, pian piano, risorgerà comunque. E la vita tornerà, anche dopo essere stata cancellata nel modo più crudele.



Adoro la Sala delle Cariatidi, per me è davvero un posto speciale, uno dei più belli di Milano. Spesso, quasi ogni anno, è protagonista di qualche installazione contemporanea o di una mostra di un artista vivente, e solitamente si tratta di esposizioni gratuite. Così, se sono a Palazzo Reale per qualche altra mostra, non mi dimentico mai di passare.


Avete ancora tempo fino al 2 giugno per dare un’occhiata a Pastorale!



Un the con Jane Austen


Lasciamo il cuore di Milano e torniamo in provincia nella mia città, a Cernusco sul Naviglio. Nel corso del weekend del 5 e 6 aprile si è tenuta un’iniziativa organizzata dal Comune, insieme alla compagnia teatrale “Il giardino delle ore”, dal titolo Un the con Jane Austen.


In tantissimi ci siamo ritrovati all’ingresso di uno dei nostri parchi cittadini, in dress code bianco. Io ho semplicemente preso dall’armadio un paio di pantaloni bianchi e un cardigan panna a cui ho aggiunto una maglietta colorata (giusto per evitare l’effetto “gelataio”), ma c’erano delle persone che si erano davvero vestite in stile regency, tra lunghi abiti in pizzo, cappellini ed ombrellini. Ci è stato chiesto di portarci dietro anche una coperta/telo mare per sederci sull’erba, ed ovviamente una tazza per il the.



Siamo stati divisi in gruppi e ad ognuno di essi è stato proposto un percorso a tappe.


La prima tappa è stata per noi l’apprendimento di un minuetto, in pieno stile Orgoglio e pregiudizio del 2005 (o Bridgerton, se preferite). Da ballerina dilettante io l’ho trovato tutto sommato facile… ma anche gli altri non hanno avuto particolari difficoltà, quindi gli organizzatori sono stati bravi a pensare a qualcosa di adatto a tutti.


Le altre quattro tappe sono state invece altrettante letture tratte dai romanzi più celebri di Jane Austen.


La dichiarazione di Mr Knightley ad Emma, tanto per cominciare. A me piace moltissimo Emma, ed ammetto che per certi versi ho preferito questo protagonista maschile al celeberrimo Mr Darcy. Trovate la mia recensione dell’opera a questo link.


Poi, il momento in cui Elizabeth Bennet respinge Mr Darcy in Orgoglio e pregiudizio. Un passo drammatico accompagnato dalle note del violino. Per la mia recensione di questo classico immortale, andate a questo link.


A seguire, il momento che ho più apprezzato dal punto di vista della recitazione: la “questione dell’eredità”, protagonista dei primi capitoli di Ragione e sentimento. Purtroppo non ho ancora letto il romanzo, ma ho visto lo splendido film degli anni ‘90 (che ha anche un fantastico cast), e ricordo bene che è la debolezza del fratellastro delle protagoniste, unita all’avidità della moglie, a mandare sul lastrico le sorelle Dashwood. Una condizione da cui, fortunatamente, si riscatteranno.


Infine, un romanzo di cui purtroppo ammetto di sapere abbastanza poco: Persuasione. La storia del rapporto tra Anne Elliot ed il capitano Wentworth sembra davvero interessante, anche perché non si parla esattamente di primi amori (che sono un po’ un classico dell’epoca regency), bensì di un’età più matura e di una sorta di trope “second chance”.



Al termine delle letture, abbiamo ballato nuovamente il minuetto tutti insieme ed abbiamo bevuto il nostro the. Per me è stata un’iniziativa bellissima e spero che l’estate (o l’inizio dell’autunno) favoriranno l’organizzazione di qualcos’altro di simile. Jane Austen nel parco è davvero un’esperienza speciale!



Scrittura al femminile” con Amalia Frontali


Amalia Frontali è una delle autrici self che più mi piacciono. Il suo romanzo che prediligo è La chioma di Berenice, una storia a metà tra il romance e lo storico: trovate la recensione a questo link.


Ho letto anche Mia cara Jane: le lettere mai scritte, romanzo epistolare che racconta l’unico amore – purtroppo perduto – di Jane Austen (ne parlo qui), e La gemma di Ceylon, ambientato nel corso della dominazione inglese in Sri Lanka (qui la recensione).



Fin qui vi ho parlato di historical romance di epoca regency, ma Amalia Frontali, più di recente, ha scritto un altro romanzo storico ambientato in tutt’altra epoca. Maria – Nata per la libertà è la storia vera di Maria Peron, infermiera al Niguarda, costretta per vari motivi a fuggire dall’ospedale da cui lavora. La donna, per non mettere nei guai la sua famiglia, scapperà tra le montagne e diventerà l’infermiera di un gruppo di partigiani.


Mi sarebbe piaciuto sia leggere questo romanzo, che è ambientato in un’epoca diversa rispetto ad altri suoi, sia incontrare l’autrice, così, quando c’è stata l’occasione, il 12 aprile presso la biblioteca di Vignate, ho pensato di partecipare!


È stato un incontro molto piacevole. L’autrice, insieme a Giovanna Brunito, fondatrice del “Martesana Book Club”, ha presentato il romanzo, ma ha anche parlato di altre sue opere, del suo metodo di ricerca e di lavoro, di che cosa le piacerebbe scrivere in futuro. È stato anche un bel momento per ricordare l’importanza della ricorrenza del 25 aprile.


Sono stata contenta di conoscere Amalia Frontali e spero che ci saranno altre occasioni. Quanto al libro, spero di leggerlo presto e di potervene parlare!



Piergiorgio Pulixi alla Libreria Tarantola


Piergiorgio Pulixi è un giallista molto letto non solo da me, ma anche in famiglia. Non conoscevamo la Libreria Tarantola di Sesto San Giovanni, ma abbiamo scoperto che è luogo di tante belle iniziative, soprattutto firmacopie delle novità del momento.


Così, nel tardo pomeriggio di martedì 15 aprile, siamo andati in tre (io ed i miei genitori) a conoscere proprio Pulixi. L’autore ha presentato il suo nuovo romanzo, Se i gatti potessero parlare.


Si tratta del secondo romanzo di una serie che ha per protagonista il burbero libraio (nonché ex maestro) Marzio Montecristo. Trovate la mia recensione del primo volume della serie, La libreria dei gatti neri, a questo link.


Personalmente mi piace molto anche la sua serie più nota e prolifica, quella del vicequestore Vito Strega (qui potete trovare due sue indagini).



Dopo la presentazione c’è stato il firmacopie, e siamo riusciti sia a parlare qualche minuto con lui che a fare anche una bella foto tutti insieme!


Il romanzo per ora è sul mio comodino… quando lo leggerò, vi farò sapere!




Per oggi mi fermo qui!

Vi anticipo che anche il ponte del 1 maggio è stato occasione di due gite culturali molto belle, ma pensavo di parlarvene più in là, nel corso del nostro tradizionale countdown estivo di giugno.

Nel frattempo sono stata contenta di ricapitolare con voi questa primavera così ricca!

Fatemi sapere che cosa avete trovato più interessante!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 12 maggio 2025

TAG: L'HO LETTO MA...

 Un booktag di "unpopular opinions"



Cari lettori,

in questi giorni, dando un’occhiata su TikTok, mi sono imbattuta in un “Tag… a tema libri” che ho trovato carino, ed ho pensato di proporvelo!


Sapete che solitamente sono piuttosto “buona” nel recensire romanzi. Mi sono resa conto che è un po’ che non mi tolgo qualche sassolino dalla scarpa e non vi scrivo qualche bella – ed a volte doverosa – unpopular opinion.


Questo TAG, dal titolo L’ho letto ma…, mi è sembrato perfetto per dire la mia sia su qualche romanzo che non mi è piaciuto che su qualche confessione che forse non vi ho ancora fatto. 

Vi preannuncio che il post è venuto fuori molto “strano”, perché vi parlerò soprattutto di romance e dintorni, però ci sono anche un paio di osservazioni sul mondo dei classici e un giallo/noir.


Vi lascio al TAG, così vedrete con i vostri occhi!



L’ho letto ma… non l’ho terminato


Forse è colpa mia, altri miei compagni di liceo ce l’avevano fatta, ma io, a soli 18 anni, di fronte al protagonista che scende in strada, in una Milano bombardata, e si mette a parlare con il cadavere di una bambina, non ci sono proprio riuscita. Uomini e no di Elio Vittorini è la mia Kryptonite, non so se adesso potrei riuscire a riprenderlo. Di sicuro devo trovare un momento in cui sono mentalmente preparata…



Purtroppo devo inserire in questa categoria anche Dracula di Bram Stoker: dopo i primi due o tre capitoli, avevo troppa paura!



L’ho letto ma...ha deluso le mie aspettative


Ho letto alcuni romanzi di Felicia Kingsley e li ho sempre trovati scorrevoli e divertenti. Alcuni, come Una ragazza d’altri tempi e Ti aspetto a Central Park, mi sono anche piaciuti molto (ve ne parlo meglio qui).


Immaginavo che Il mio regalo inaspettato sarebbe stata una bella favola natalizia. E invece…! Protagonisti antipatici, tra lei che è la classica ragazza che “finge di star bene da sola” (perché, non può essere vero?) e lui che è convinto di essere ancora alle superiori (le battute sono quelle); un “tutto in una notte” ricco di avvenimenti improbabili; un trope “second chance dopo il liceo” che, saranno pregiudizi miei, ma raramente è una buona idea nella vita reale. Più si procede con i capitoli e più accadono cose assurde. Decisamente non il miglior lavoro di questa autrice!


Link recensione



L’ho letto ma… mi aspettavo altro


La collezionista di ricette segrete di Allegra Goodman è un romanzo che ho letto quando avevo appena aperto il blog, quando la collana Anagramma della Newton Compton era stata inaugurata da poco e si prediligevano sottogeneri romance differenti da quelli che vanno di moda ora (i gusti in materia di romanzi rosa sono cambiati molto in fretta nell’ultimo decennio… ma qui apriremmo un mondo).


Comunque questa storia mi aveva affascinato perché si presentava come un retelling di Ragione e sentimento di Jane Austen, ma in verità… solo la struttura narrativa lo è. Sì, c’è una coppia composta da due persone razionali ed affiatate; sì, c’è una giovane eterna romantica che non si rende conto che l’unico davvero innamorato di lei è un uomo maturo che le è sempre stato accanto.


Tuttavia… “Elinor” e “Edward” sono di una pesantezza unica, e purtroppo non c’è nemmeno uno sviluppo narrativo felice per loro; “Marianne”, più che romantica, sembra solo propensa al divertimento con tizi improbabili in confronto ai quali persino il capriccioso Mr Willoughby si riscatta alla grande; il “colonnello Brandon” è troppo noioso e giudicante (anche se, volendo spezzare una lancia a favore, c’è da dire che l’originale è imbattibile per molte di noi fanciulle, specie dopo aver visto il film con Alan Rickman).


Però ecco, questa poca fedeltà nel riproporre lo spirito dei personaggi austeniani alla fine mi ha portato a bocciare il romanzo.


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L’ho letto ma… non lo consiglio


Bee – Principessa ribelle di Raffaella Spano è un dark romance self. Da tempo seguivo l’autrice sui social e ho pensato di provare a leggere qualcosa di suo, ma questo romanzo proprio non mi è piaciuto.


Può essere che io mi aspettassi qualcosa a metà strada tra The bodyguard ed un omaggio alla principessa Diana e che invece scoprire che la storia di Bee, principessa influencer, e di Mark, la sua guardia del corpo, presenta molti lati più oscuri, mi abbia un po’ demotivato. E sì, ammetto che avevo letto la dicitura “dark romance” ma non me lo aspettavo così “dark”.


Fatto sta che, come ho detto nella recensione, “pensavo fosse amore, invece era un casellario penale”. E troppe cose non mi hanno convinto a livello narrativo.


Link recensione


Se invece volete provare a leggere un altro dark romance dell’autrice, primo di una serie che, ora come ora, mi ha convinto molto di più: Deadly Sins 1 - Link recensione



L’ho letto ma… lo rileggerei


Questo è lo spazio giusto per confessare che a volte vorrei proprio rileggere quei classici che ho letto quando andavo a scuola (o all’Università) e che, a differenza di Uomini e no, sono riuscita a completare ed apprezzare. Però ora, in età adulta, forse sarebbe un’esperienza diversa…


Sicuramente rientrano in questa lista Il barone rampante, Rinascimento privato, Il Gattopardo, Il ritratto di Dorian Gray, A ritroso, I Malavoglia, Il fu Mattia Pascal ed altri ancora.



L’ho letto ma… pensavo meglio


Closer di Corinne Michaels e Melanie Harlow aveva le premesse per essere una storia dolce e piacevole, ma c’era qualche scena di troppo ispirata a commedie romantiche note (soprattutto Tre all’improvviso), facendo peccare il romanzo di scarsa originalità, e il protagonista maschile non mi è piaciuto…


Link recensione



In questa categoria metto con un certo dispiacere anche Almeno tu di Alice Marcotti, che è anche carino e ben scritto, ma… sembra scritto in base al manuale “le regole del college romance”. Non so, in qualche modo l’ho trovato troppo didascalico, avrei voluto qualche guizzo in più che ci mostrasse perché l’autrice fosse interessata a scrivere un romanzo ambientato in un’Università americana, ma il luogo era stereotipato ed appena i protagonisti uscivano dal campus… non c’era nulla di interessante. Peccato.


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L’ho letto ma… mi ha annoiato


Il sentiero nascosto delle arance di Ersi Sotiropoulos si inserisce nella stessa categoria di La collezionista di ricette segrete: romance della collana Anagramma che andavano molto di moda un decennio fa, tra luoghi da favola e storie di rinascita.


O meglio, “avrebbe dovuto inserirsi”. In teoria la quarta di copertina lo vendeva come un romanzo corale con quattro protagonisti molto diversi tra loro che però riescono a cambiare la loro vita sullo sfondo di bellissimi paesaggi greci.


In realtà ci ritroviamo a seguire, in un modo pure distaccato che non permette di affezionarsi nemmeno ai personaggi, la quotidianità senza capo né coda di quattro tizi che sembrano non avere nemmeno un grande scopo nella vita. Una noia mortale!


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L’ho letto ma… mi ha sorpreso


Cronaca di un suicidio di Gianni Biondillo è sicuramente la lettura del 2025 che più mi ha sorpreso… in positivo! Pensavo che la storia avrebbe preso una determinata piega e mi stavo già “preparando” ad un certo tipo di finale… e invece no, preparatevi perché davvero non vi aspettate quel che accade negli ultimi capitoli.


Link recensione




Mi sono un po' sfogata, lo ammetto :-) 

Mi piacerebbe sapere che ne pensate dei romanzi di cui vi ho parlato, se li conoscete, e che cosa avreste risposto voi a queste domande. 

Fatemi sapere! 

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)