lunedì 23 dicembre 2024

LO SCHIACCIANOCI - CHRISTMAS COUNTDOWN 2024 #5

 Un bellissimo spettacolo natalizio con il Centre du Ballet



...mancano due giorni a Natale!



Cari lettori,

siamo arrivati all’ultimo appuntamento con il nostro conteggio prenatalizio, e… potevano forse mancare i “Consigli per gli amanti della danza”?


Chi mi legge abitualmente forse ricorderà che in primavera il cinema teatro Agorà di Cernusco – dove io stessa mi esibisco ogni anno con la mia scuola di danza – ha ospitato la versione della compagnia Centre Du Ballet de Il lago dei cigni. Sono andata a vedere lo spettacolo proprio con le mie compagne e ve ne ho parlato in questo post.


Quando in autunno abbiamo saputo che il Centre Du Ballet sarebbe tornato da noi proprio sotto Natale e per Lo Schiaccianoci, beh… non abbiamo avuto dubbi e ci siamo nuovamente riorganizzate!


Lo Schiaccianoci è ormai più che un classico: con internet e la cultura di massa è ormai diventato a tutti gli effetti un simbolo del periodo natalizio. La storia fiabesca, i personaggi, le atmosfere hanno contribuito a rendere questa storia popolarissima e molto amata.


Penso che ogni amante della danza rivolga un pensiero a quest’opera quando arriva la stagione natalizia. Personalmente l’ho visto circa cinque anni fa al Teatro San Babila di Milano con la mia amica Luana – ve ne avevo parlato qui – e poi ne ho vista una, se non due versioni in tv su Rai 5 quando trasmettono il balletto.


Ogni volta, però, mi ritrovo a vivere le stesse bellissime emozioni…



La storia raccontata



Tutto ha inizio la notte della Vigilia di Natale, in una bella villa di una gelida località europea, mentre fuori l’Albero è innevato ed è già calato il buio.


La famiglia della piccola Clara ospita parenti ed amici per una bella festa natalizia: mentre gli adulti danzano, i bambini giocano. L’ospite d’onore è lo zio di Clara, viaggiatore ed esperto in giochi di magia, che ha portato tante meraviglie che incantano i bambini. Per Clara, la prediletta, c’è in dono uno Schiaccianoci a forma di soldatino, che ella adora all’istante. Purtroppo il fratello minore, geloso delle attenzioni che lo zio riserva alla sorella, finisce per rompere il gioco. Lo zio lo sistema alla bell’e meglio, promettendo a Clara che l’indomani sarà perfettamente riparato. Clara, esausta dopo aver giocato e pianto, si addormenta.


Mentre dorme, una visione spaventosa le appare: tanti topolini, guidati dal terribile Re dei Topi, sono entrati a casa sua per rubare il formaggio. All’improvviso però lo Schiaccianoci, diventato un bellissimo Principe, appare e, insieme alla sua corte di soldatini, scaccia il Re dei Topi, che viene sconfitto definitivamente dal lancio della scarpa di Clara.


Il Principe e Clara, innamorati l’uno dall’altro, fuggono dal castello e si ritrovano persi in una tormenta di neve. Saranno i fiocchi stessi a condurli alla corte della Fata Confetto.


Lì essi conoscono altre coppie provenienti da tutto il mondo, che prima mostrano loro delle danze dei loro paesi d’origine, poi si muovono all’unisono nello splendido valzer dei fiori. Anche la Fata e la nuova coppia si esibiscono.


La favola dura solo una notte: quando Clara si risveglia, il Principe è scomparso! È la mattina di Natale, ed al suo posto c’è solo uno Schiaccianoci riparato…



Scenografie, costumi, passi



La scenografia che fa da sfondo allo Schiaccianoci è tradizionalmente la stessa: o un grande albero di Natale addobbato in salotto con la notte invernale che si vede fuori dalla finestra, o dei grandi vetri a tutta parete con l’albero innevato in esterni. Il Centre Du Ballet sceglie questa seconda soluzione.


Anche i costumi sono quelli della tradizione, dagli ospiti della Vigilia vestiti a festa a Clara che passa dalla sua camicia da notte di bambina al tutù elegante, dai cortigiani della fata in abiti etnici ai topi con le loro maschere un po’ inquietanti.


Ho già visto, come dicevo, uno spettacolo di questa compagnia e sono rimasta molto colpita dalla loro capacità di gestire la coreografia sul palco. Conosco molto bene le dimensioni che si hanno a disposizione, e so quanto lavoro ci sta dietro se – anche solo da amatoriali – si decide di non fare la scelta più (relativamente, eh) semplice, ovvero fare dei passi tecnicamente complicati restando ognuno nel proprio “quadratino” di spazio, ma si decide di onorare il fatto che la danza sia movimento. Diagonali, incroci, cerchi multipli, continui cambi di posizione: quando la larghezza è limitata e la profondità è discreta ma non esagerata, può essere davvero difficile, soprattutto se lo si fa da professionisti e non si può scendere al di sotto di certi standard di precisione.


Penso in particolare alle due danze di gruppo più rappresentative, quella dei fiocchi di neve ed il valzer dei fiori: vi basterà una rapida ricerca su internet per rendervi conto che sono coreografie pensate per un palco quasi quadrato, con quattro o cinque file ben distanziate tra loro. Quando hai la metà di questo spazio e riesci comunque a dare un’impressione di naturalezza e fluidità nei movimenti, il talento è davvero grande…



Il significato dell’opera


La storia è una bellissima fiaba di Natale, ormai, come dicevamo, molto popolare. In questo periodo dell’anno, però, sono certa che, se siete appassionati di danza, qualcuno vi avrà accennato al fatto che questo balletto ha anche un “lato oscuro”.

Ecco, io penso che il lato drammatico di questa storia la renda, in un certo senso, ancora più preziosa. Lo Schiaccianoci è la storia di una famiglia felice, di un’armonia natalizia che attraverso i sogni di una bambina (quasi ragazza) diventa una favola.


Il compositore Tchaikovsky, però, ha perduto presto questo suo tesoro familiare. Terzo figlio di sette tra fratelli e sorelle, ha una prima, grande esperienza di dolore in gioventù: perde presto la madre in seguito ad un’epidemia di colera, e il padre, che si è sentito male al funerale ed ha seriamente rischiato di seguire la moglie, non è più lo stesso, una volta rimasto vedovo. In più, la sua omosessualità gli farà sempre percepire la famiglia come qualcosa di “non destinato a lui”, nonostante il matrimonio di facciata con una donna illuminata che egli stima molto.


Lo Schiaccianoci è di fatto un omaggio all’infanzia della sorella a cui era più legato, la cui salute, al momento della composizione, era irrimediabilmente compromessa. La donna che egli si prepara a lasciare è ritratta nelle vesti spensierate della piccola Clara, e non è difficile immaginare il compositore, tornato bambino, nel ruolo di un fratello dispettoso. Per dirla tutta, non credo nemmeno che sia corretto parlare di “lato oscuro”, lasciando intendere scandali o comunque lati non proprio piacevoli dell’opera. È semplicemente un fatto, per quanto non ci piaccia ammetterlo: l’arte, anche la più bella e gioiosa, può nascere da un grande dolore. Anzi, a volte nasce proprio per salvarci dal dolore.



Si è parlato molto anche delle contaminazioni recenti tra Lo Schiaccianoci e il mondo dei giocattoli (chi di noi fanciulle millennial non ricorda “Barbie Schiaccianoci”?) o quello della Disney (il film Fantasia, la favola del soldato e della ballerina… )


Personalmente, Clara, in un certo senso, mi ha sempre ricordato Wendy, l’eroina di Peter Pan. Non è più una bambina piccola, ma non è nemmeno una ragazza: i suoi sogni iniziano ad essere più grandi di quelli dei suoi fratellini, ma il suo modo di vedere la vita è ancora pieno di gioia e fantasia. La sua avventura insieme al Principe Schiaccianoci è esattamente come la fuga nell’Isola che non c’è insieme a Peter Pan: le consente sia di essere protagonista di una favola che di compiere un percorso di formazione.



Lo Schiaccianoci” per me


Quando sono andata a vedere Il lago dei cigni, ho ripensato a quando io e il mio gruppo ci eravamo esibiti in un medley proprio su queste musiche, nel lontano 2009, ed io avevo interpretato il ruolo del giullare di corte, e poi la danza russa.


Più complicato è definire Lo Schiaccianoci. Ne ho parlato con qualche mia amica in questo periodo: in effetti, in tutti questi anni non c’è mai stata una volta in cui il “tema”, lo speciale che se riusciamo inseriamo alla fine del primo tempo, sia stato proprio questo balletto. Il motivo, in realtà, è piuttosto banale: ci esibiamo solo una volta l’anno – fatta eccezione per qualche occasione sparsa - in giugno. Forse non è la migliore idea allestire un albero di Natale sul palco quando fuori si suda già, no? Aspetto di essere smentita dal mio futuro da ballerina, ma credo che ci siano poche probabilità.


Eppure Lo Schiaccianoci ha questa incredibile peculiarità: riesce ad essere da un lato il più natalizio e stagionale dei balletti, e dall’altro il più trasversale, se si “prendono” le musiche singolarmente. Infatti, per quanto non sia mai stata protagonista di un medley tutto suo, quest’opera è stata presente più volte nei nostri spettacoli.


Penso alla danza dei fiocchi di neve, utilizzata per rappresentare l’inverno in uno speciale sulle quattro stagioni. Penso al valzer dei fiori, che le nostre piccole hanno interpretato con tanto di coroncine.


Penso alle versioni “dance” della variazione della Fata Confetto, una delle quali è stata utilizzata dalle mie compagne di classico un anno e mezzo fa (per chi non lo sa: io frequento il corso di moderno, ma ho l’opportunità di fare periodicamente qualcosa di classica perché noi appartenenti ai due corsi delle adulte ci consideriamo un’unica “grande famiglia” ed ogni anno danziamo insieme almeno per un pezzo).


Penso anche solo semplicemente alla tradizione delle danze “dal mondo”, che ha fatto scuola ovunque. Anche senza utilizzare le musiche tratte dal balletto, io stessa lo scorso giugno ho fatto un duetto con il costume da araba perché era un tipo di variazione, tra quelle canoniche, che non avevo ancora mai fatto. Ciò che è stato creato da Tchaikowsky si è pian piano codificato, è diventato qualcosa da imitare.





Ringrazio ancora tantissimo il Centre Du Ballet per aver portato la danza “a casa nostra” ed averci fatto sentire vicini al Natale con quest’opera così bella!

Fatemi sapere se anche voi avete visto questo balletto, quando e dove, e se vi è piaciuto.


Come dicevamo, con oggi terminiamo il nostro percorso prenatalizio… ma i post a tema non si fermano!

Dopo Natale, se tutto va come penso, avremo, nell’ordine: il recap delle migliori letture del 2024, i preferiti di dicembre (con qualche foto natalizia), i buoni propositi per il 2025 e un paio di letture “dell’Epifania”, per concludere al meglio le feste.


Nel frattempo vi auguro di trascorrere delle giornate speciali con i vostri cari, di essere sereni e di ricaricare le pile.


Buon Natale a tutti voi!



Silvia


giovedì 19 dicembre 2024

LA TBR DELL'INVERNO - CHRISTMAS COUNTDOWN 2024 #4

 Consigli stagionali di lettura




...mancano 6 giorni a Natale!


Cari lettori,

proseguiamo con il nostro “Christmas countdown”, e come vedete manca sempre meno!


Questo weekend c’è il Solstizio d’inverno ed accogliamo definitivamente la stagione più fredda. Proprio come ho fatto tre mesi fa quando è arrivato l'autunno, ho pensato di stilare una TBR ideale per i mesi invernali.


Vi consiglio dieci letture per tutti i gusti, tra classici e raccolte di racconti, storici e testimonianze familiari, giallo e romance. Sono tutti romanzi autoconclusivi. La metà circa include il Natale o comunque l’atmosfera natalizia, altri sono invece ambientati in momenti successivi dell’inverno.


Spero che le mie scelte vi piacciano!



Una raccolta di racconti per vivere l’attesa prenatalizia


Storie di Natale”, autori vari Sellerio


Questa raccolta di racconti della Sellerio è una mia scoperta di qualche anno fa e da allora è rimasta tra le mie letture prenatalizie preferite.


Gli autori sono quelli di punta della Casa Editrice, ma i personaggi presentati sono nuovi e spesso sorprendenti. Anche i paesaggi descritti sono molto vari e talvolta onirici. Sono storie bellissime, non vi garantisco che non scappi una lacrima.


Ognuno di questi autori ha scelto il suo modo di vivere e raccontare il periodo natalizio!


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Un romanzo storico che racconta un inverno di guerra


Fiore di roccia”, di Ilaria Tuti


Fiore di roccia di Ilaria Tuti è un romanzo ispirato alla storia vera delle portatrici carniche, donne che più di cent’anni fa, durante la Prima Guerra Mondiale, portavano il necessario ai soldati con le loro gerle, affrontando innumerevoli pericoli.


Agata Primus è una di loro, divisa tra un padre malato, delle amiche che ama come sorelle e la paura per il conflitto e per un prepotente che minaccia i suoi cari.


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Una storia vera per commemorare l’Olocausto e la Giornata della Memoria


Se solo il mio cuore fosse pietra”, di Titti Marrone


Se solo il mio cuore fosse pietra è un romanzo docu-fiction che racconta una storia vera: quella delle “case d’accoglienza senza punizione” fondate da Anna Freud, figlia del celebre inventore della psicoanalisi, per ospitare i bambini sopravvissuti agli orrori dei lager.


La storia è ambientata a Lingfield, una casa inglese diretta da Alice Goldberger, straordinaria psicologa ed educatrice. Una storia di ritorno alla vita, di amore e di dedizione, che indaga le ingiustizie subite dai bambini nei campi di concentramento e racconta il loro graduale ritorno ad una vita piena e, quando è stato possibile, alle loro famiglie.


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Un contemporary romance prenatalizio con un tocco di mistery


Le incredibili luci delle stelle”, di Karen Swan


Le incredibili luci delle stelle di Karen Swan è un romance natalizio, un genere che adoro in questo periodo.


Protagonista di questa storia è Bo Loxley, una famosa influencer, che, insieme al fidanzato Zach, ha creato un popolarissimo profilo Instagram di viaggi. La sua sembrerebbe la vita dei sogni, ma non è tutto oro ciò che luccica.


Un viaggio prenatalizio in Svezia, tra neve e fiordi, le darà l’occasione di conoscere persone lontane dal suo mondo ma autentiche, di scoprire una dolorosa storia del passato e di ripensare ai suoi sogni per il futuro.


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Una storia ambientata dove inverno e ghiacci sono eterni


La felicità del lupo”, di Paolo Cognetti


La felicità del lupo di Paolo Cognetti è un viaggio immaginario sulle cime del Monte Rosa, insieme a Fausto, un uomo fuggito da una vita sicura a Milano, ed a Silvia, una ragazza che deve ancora trovare la sua strada e dà una mano nei rifugi.


È il romanzo che ho scelto per la tappa di luglio ed agosto di una bella challenge che avevo seguito nel 2022, La donna verde, a tema femminilità, natura e magia.


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Un romanzo dedicato ai nostri amici animali


Il cucciolo che arrivò per Natale”, di Megan Rix


Il cane che arrivò per Natale di Megan Rix è una storia vera. La protagonista di questo romanzo autobiografico è una scrittrice e traduttrice che ha sempre lavorato e vissuto da sola. A 43 anni, però, quando conosce Ian, un suo coetaneo che fa il bancario e vive in campagna, capisce di aver trovato la sua anima gemella e in meno di un anno lo sposa.


I due desidererebbero molto un figlio, che però stenta ad arrivare. Nel corso di questo periodo difficile, Megan viene a contatto con la Helper Dogs, un’associazione benefica che addestra cani, soprattutto di grossa taglia, perché possano assistere i non vedenti, anziani, infermi e disabili. Informatasi sulla complessità dell’addestramento e sulla necessità di affidi provvisori, ella decide, insieme al marito, di allevare per sei mesi la cucciola Emma e di diventare così “madre affidataria” di un cagnolino.


E questo sarà solo l’inizio di un lungo percorso…


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Un tascabile da portarsi in giro per le strade di Milano


Natale a Milano”, a cura di Fiorenza Pistocchi


L’anno scorso vi ho raccontato un po’ di queste raccolte di racconti e ricette appartenenti alla serie Natale a Milano, a cura di Fiorenza Pistocchi. Il Libro giallo è forse il più rappresentativo. Il giallo è un colore tradizionale per la città meneghina, una tonalità utilizzata per dipingere molti edifici pubblici del passato e del presente, ed anche parecchi complessi residenziali.


In giallo ci sono pure tante ricette milanesi: il risotto allo zafferano, la zucca Delica in vari modi, la polenta, lo zabaione…


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Una tripla indagine da risolvere sui monti di Asiago


Il delitto della montagna”, di Chicca Maralfa


Il delitto della montagna di Chicca Maralfa è un’indagine del maresciallo dei carabinieri Gaetano Ravidà. Dopo il divorzio, l’uomo ha lasciato la Puglia e si è trasferito ad Asiago: tra quei monti spera di trovare le tracce di un suo nonno combattente sparito nel nulla.


Proprio lì, in una delle tante grotte poste sotto sequestro per sfruttamento ambientale, viene ritrovato il cadavere di un uomo ucciso anni prima. Poco dopo, due morti di persone molto conosciute sconvolgono la piccola comunità veneta. Una tripla indagine per il paziente e costante Ravidà, proprio nel gelido periodo dei Giorni della Merla…


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Il classico che per me non ha pari in questa stagione


Un canto di Natale”, di Charles Dickens


Chi mi conosce lo sa! Un canto di Natale di Dickens per me è un pezzo di cuore… se riesco, lo rileggo ogni anno a dicembre!


Non vi era nulla di piacevole né nel clima, né nella città, eppure aleggiava dappertutto un’aria d’allegria quale la più serena giornata estiva e il più splendente sole avrebbero invano cercato di creare. Infatti coloro che spalavano i tetti erano gente cordiale e piena di buonumore… e ridevano di cuore!”


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Un romance ironico per ridere delle disavventure natalizie


I love shopping a Natale”, di Sophie Kinsella


I love shopping a Natale è un romanzo dalle tinte festive di Sophie Kinsella, una delle mie autrici preferite, regina del chick lit.


Le avventure di Becky Bloomwood, spigliata ragazza londinese e compratrice compulsiva, sono note a tanti amanti di romanzi rosa. Ma cosa potrebbe succedere se Becky decidesse di riunire a casa sua tutta la famiglia per Natale? Leggere per scoprire!


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Ecco i miei consigli di lettura invernali! 

Mi piacerebbe tanto conoscere i vostri... fatemi sapere, se vi va! 

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 16 dicembre 2024

COME IN UNA FAVOLA - CHRISTMAS COUNTDOWN 2024 #3

 Due romanzi di Lucia Cantoni e Rosanna Fontana



...mancano 9 giorni al Natale!



Cari lettori,

nuova settimana, nuovi appuntamenti con i nostri post prenatalizi!


Per oggi ho tenuto da parte due storie che ho letto un po’ di tempo fa e che mi sembravano opportune per il nostro “Christmas countdown”. Si tratta di due ebook di genere romance che sono anche, in un certo senso, due retelling contemporanei di favole: Cenerentola e Biancaneve, tra le più note ed amate.


È un po’ che la programmazione natalizia della tv non propone i classici disneyani (c’è pur sempre Disney plus, ormai… ), ma per tanti sono un must del periodo. Così, dopo avervi consigliato due ebook che hanno per protagonista la famiglia Claus in persona, ho pensato di raccontarvi due storie che mi hanno portato un po’ nel mondo delle favole.


Vediamoli meglio insieme!



Storia di una moderna Cenerentola, di Lucia Cantoni


La protagonista di questa “favola rivisitata” è Costanza, una ragazza italo-sudamericana che a soli ventun anni si trova costretta a salutare per sempre la madre Mirella, che è prematuramente scomparsa.


Costanza attraversa un periodo molto duro: i suoi studi risentono del suo dolore e della sua poca concentrazione, ed il padre Patricio è in difficoltà con il mantenimento della famiglia.


All’improvviso, però, una novità importante si delinea all’orizzonte: la signora Carignani, una nobildonna che vive a Torino, contatta la famiglia alludendo ad un legame con la scomparsa Mirella e propone a Costanza di andare a vivere da lei, iscrivendosi all’Università lì in città.


Costanza tentenna molto all’idea di lasciare la Toscana ed il padre; poi, però, si rende conto che egli considera l’occasione troppo importante per la sua educazione ed il suo futuro. Ancora un po’ reticente, Costanza raggiunge Torino, dove scopre che la signora Carignani è stata per un periodo la madre affidataria di Mirella. Avendo perso sia lei che il figlio naturale a seguito di un tragico incidente, ella ha deciso di occuparsi di Costanza, perché lei e il nipote Julian sono tutto quel che le è rimasto.


Il primo incontro di Costanza con Julian, che vive tra l’Italia e l’Irlanda e quando è nella magione della nonna non vede l’ora di scappare, è tutt’altro che idilliaco: Costanza trova Julian antipatico ed invadente, e Julian non vede perché dovrebbe condividere i suoi spazi con quella specie di cugina ritrovata.


Giorno dopo giorno, però, la convivenza si fa più pacifica, e Julian inizia a nutrire dei sentimenti per la dolce “Costy”, come la chiama lui. Peccato che la nonna gli abbia assolutamente vietato di trasformare la sua nuova nipote in una delle sue tante conquiste.


Quando però Costanza inizia a frequentare l’Università di Torino ed in particolare la Facoltà di Lettere, ella conosce Massimiliano Abate, l’assistente di uno dei professori di letteratura italiana. Sul momento egli sembra ispirargli fiducia, perché si presenta come tutto l’opposto di Julian: pacato, cordiale, affidabile. Quello che Costanza non sa è che Abate è un eterno rivale del giovane Carignani e che quella che mostra è solo una maschera. E la situazione di triangolo che si sta configurando porterà solo guai…



Storia di una moderna Cenerentola, a mio parere, si ispira molto alla favola: c’è una fanciulla rimasta orfana (anche se solo di madre), c’è una “madrina” anziana e ricca che trasforma la studentessa povera in una piccola principessa, c’è un principe che non si decide a mettere la testa a posto, almeno finché non vede la nostra protagonista. Le differenze più sostanziali, invece, sono tre: Costanza non ha sorellastre o matrigne cattive, ma un padre e un’amica del cuore (Lea) che la sostengono a distanza e, quando possono, la vengono a trovare; al posto dei topolini c’è Thor, un adorabile – a modo suo – alano; il cattivo della storia è un uomo.


Il rapporto tra Costanza e Julian è fin da subito il classico mix tra gli “enemies to lovers” and “he falls first”: in altre parole, lui è fin da subito interessato a lei ed invece di comportarsi da persona adulta le dà il tormento (ma perché questo atteggiamento, amiche? Voi l’avete capito? Intendo anche nella vita reale… io, in 35 anni, ancora no) e lei ovviamente non lo sopporta e si guarda intorno… e c’è da biasimarla? Onestamente no. È proprio in questa “zona grigia” di orgoglio e ritrosia nell’ammettere un sentimento che si inserisce il perfido assistente, che, come scopriremo, ha anche dei trascorsi con Julian non molto edificanti.


Comunque la storia non è tra quelle più “slow burn” che potete trovare: tutto sommato è piuttosto dolce e piacevole, proprio come una fiaba. Qualche colpo di scena c’è, qualche disavventura anche, ma non immaginatevela come una di quelle cosiddette storie “da Maalox”. Il retelling di una favola, in versione contemporanea, resta il cuore dell’opera. Inoltre, ci sono un paio di piccoli misteri da svelare, sia sul villain della storia, sia a proposito della madre di Costanza.


Io personalmente lo consiglio per una lettura non proprio fiabesca, ma un po’ sognante.



Snow White, di Rosanna Fontana


Maya ha sedici anni e un sogno: diventare una grande ginnasta. Dopo la scuola trascorre tutto il suo tempo libero in una palestra per agonisti dove si allena duramente e partecipa ad importanti selezioni, e passa le serate a guardare Ginnaste – vite parallele. Tutto questo entusiasmo, però, rischia di mettere in crisi il suo rendimento scolastico.


La professoressa Vergani, di Lettere, non è per niente contenta di lei e, oltre a metterle dei brutti voti, la redarguisce più volte. La situazione si fa pesante anche a casa: i suoi genitori sono disposti a farle continuare il suo percorso nel mondo della ginnastica solo e soltanto a patto di una buona pagella.


Molto controvoglia, Maya finisce per accettare il suggerimento della Vergani: per un po’, ella studierà in compagnia di Alex, il più bravo della classe in italiano. I rapporti tra i due sono sempre stati piuttosto tiepidi: lui è molto sulle sue, lei in classe ha solo un’amica – Melania – perché passa tutto il tempo libero in palestra.


Per questo motivo i primi pomeriggi insieme sono difficili: Alex trova Maya una sognatrice che non studia con grande serietà, Maya pensa che Alex sia noioso e fin troppo perfettino per i suoi standard. Quello che non sa è che Alex ha una storia difficilissima alle spalle, che di fatto non ha più genitori che lo possano sostenere e che il suo unico punto di riferimento è una giovane zia che lo mantiene con fatica.

Così egli lavora ad un mercato ortofrutticolo prima e dopo la scuola, ed ha un grande sogno nel cassetto: diventare rapper.


A differenza di quello della protagonista, il progetto di Alex è un segreto. Almeno finché Maya e Melania non attraversano il mercato un sabato e vedono lui che si esibisce insieme all’amico e collega Ruben.


Tra i due rispettivi amici – Melania e Ruben – nasce subito un buon feeling. Alex e Maya, avendo scoperto di avere entrambi un sogno da inseguire, iniziano a mettere da parte i rispettivi pregiudizi. Alex comprende che Maya ha davvero bisogno del suo aiuto in italiano, e Maya accetta di fare da ballerina con Melania per qualche serata rap. Ma la strada per la loro felicità è costellata di ostacoli…



Snow White di Rosanna Fontana, rispetto all’altro romanzo di cui vi ho parlato poco prima, è una reinterpretazione più libera della favola a cui il titolo sembra ispirarsi. Titolo che è anche quello di una canzone rap che accompagna la storia. Diciamo pure che sia Maya che Alex hanno molto più carattere della principessa e del principe della favola.


Questo libro segue la crescita dei due protagonisti, sia quella anagrafica che interiore: abbiamo di fronte due sedicenni innamorati ed entusiasti, ma anche determinati nell’inseguire i loro obiettivi. E forse l’elemento più favolistico è proprio l’epilogo da questo punto di vista: è un po’ difficile credere che, in questi tempi di crisi, due sogni così grandi possano andare in porto, specie quando c’è da una parte una competizione al millimetro (letteralmente) e da un’altra una famiglia piena di difficoltà. Ma va bene così, è pur sempre un young adult con retelling, quindi un po’ di sospensione dell’incredulità ci sta.


Il vero motivo per cui vi consiglierei questa storia, però, è che effettivamente mantiene quel che promette. Si presenta come una storia adolescenziale e tale è. Ultimamente si sono viste un po’ troppe varianti “a tinte forti” del young adult: ragazzi che sembrano praticamente degli adulti, adolescenti già con problemi di droga o prostituzione, persino carcerati minorenni. Senza nulla togliere a queste realtà che meritano anch’esse, ovviamente, di essere raccontate, tante volte ho avuto l’impressione che si andassero perdendo le storie per adolescenti comuni.


Ecco, questa invece è la storia di due sedicenni come tanti: genitori con cui discutere e crescere e famiglie che necessitano di essere sostenute dalla scuola, amicizie eterne e primi amori, brutti voti da recuperare e sogni nel cassetto. E come libro è una scelta giusta per i coetanei dei due protagonisti, senza essere in alcun modo diseducativa, anzi.

Una buona lettura per il periodo natalizio, ma non solo!





Ecco i miei consigli di lettura in versione “fiabesca”!

Conoscete questi romanzi o queste autrici? Che ne pensate? Fatemi sapere!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)