giovedì 10 luglio 2025

ESTATE E POESIE: LE MIE PREFERITE

 Dai "Preferiti del mese", una raccolta di componimenti per la stagione




Cari lettori,

nuovo appuntamento con la rubrica “L’angolo della poesia”!


I post con poesie a tema estivo sono un classico di luglio per il mio blog. Quest’anno, però, ho pensato di creare una sorta di recap delle poesie che, durante gli anni, avete visto nei miei “Preferiti del mese” estivi (a questo link potete vedere i post della rubrica).


Sono componimenti molto belli, e un po’ mi dispiace che, essendo stati pubblicati anni fa e all’interno di una rubrica che è un mix di componenti, siano caduti un po’ nel dimenticatoio. Cercherò di abbinarli a qualche mia foto delle ultime estati, e spero che vi farà piacere (ri)scoprirle!



A galla, di Eugenio Montale


Chiari mattini,

quando l’azzurro è l’inganno che non illude,

crescere immenso di vita,

fiumana che non ha ripe né sfocio

e va per sempre,

e sta – infinitamente.

Sono allora i rumori delle strade

l’incrinatura nel vetro

o la pietra che cade

nello specchio del lago e lo corrùga.

E il vocio dei ragazzi

e il chiacchiericcio liquido dei passeri

che tra le gronde svolano

sono tralicci d’oro

su un fondo vivo di cobalto,

effimeri…

Ecco, è perduto nella rete di echi,

nel soffio di pruina

che discende sugli alberi sfoltiti

e ne deriva un murmure

d’inquieta marina,

tu quasi vorresti, e ne tremi,

intento cuore disfarti,

non pulsar più! Ma sempre che lo invochi,

più netto batti come

orologio traudito in una stanza

d’albergo al primo rompere dell’aurora.

E senti allora,

se pure ti ripetono che puoi

fermarti a mezza via o in alto mare,

che non c’è sosta per noi,

ma strada, ancora strada,

e che il cammino è sempre da ricominciare.



Non andartene, di Mario Luzi


Non andartene,

non lasciare

l’eclisse di te

nella mia stanza.

Chi ti cerca è il sole,

non ha pietà della tua assenza

il sole, ti trova anche nei luoghi

casuali

dove sei passata,

nei posti che hai lasciato

e in quelli dove sei

inavvertitamente andata

brucia

ed equipara

al nulla tutta quanta

la tua fervida giornata.

Eppure è stata,

è stata,

nessuna ora

sua è vanificata.



Estiva, di Vincenzo Cardarelli


Distesa estate,

stagione dei densi climi

dei grandi mattini

dell’albe senza rumore -

ci si risveglia come in un acquario -

dei giorni identici, astrali,

stagione la meno dolente

d’oscuramenti e di crisi,

felicità degli spazi,

nessuna promessa terrena

può dare pace al mio cuore

quanto la certezza di sole

che dal tuo cielo trabocca,

stagione estrema, che cadi

prostrata in riposi enormi,

dai oro ai più vasti sogni,

stagione che porti la luce

a distendere il tempo

di là dai confini del giorno,

e sembri mettere a volte

nell’ordine che procede

qualche cadenza dell’indugio eterno.

E ora, in queste mattine

così stanche

che ho smesso di chiedere e di sperare,

e tutto il giardino per me,

per il mio male sontuosamente,

penso agli amici che mai più rivedrò,

alle cose care che sono state,

alle amanti rifiutate,

ai miei giorni di sole…



In un tappeto d’acqua, di Thomas Bernhard


In un tappeto d’acqua

ricamo i miei giorni,

i miei dei e i miei malanni.

In un tappeto di verde

ricamo i miei dolori rossi,

i miei mattini azzurri,

i miei borghi in giallo e le mie fette di pane e miele.

In un tappeto di terra

ricamo la mia caducità.

Ci ricamo dentro la mia notte

e la mia fame,

il mio cordoglio

e la nave da guerra delle mie afflizioni

che scivola in mille acque,

nelle acque dell’inquietudine,

nelle acque dell’immortalità.



In un soffio, di Alfonso Gatto


Risvegliare dal nulla la parola.

È questa la speranza della morte

che vive nel suo fumo quando è sola,

del silenzio che ventila le porte.

Il passato non cessa di passare

e l’odore che sparve è l’aria calda

che ferma gli oleandri lungo il mare

in un soffio di mandorla e di cialda.



Condòmini, di Pierluigi Cappello


Escono le mattine della domenica

dopo che tanto è piovuto

e la festa splende nel sole dissepolta;

alzano la gaia concitazione

delle partenze al mare

al giro di ogni nuova mandata

e allo scatto del portone corrisponde

l’ombra nel fruscìo di una tendina;

chi rimane è un viso che si sporge

sulla rivalsa di chi parte

stanno uniti così, nei giorni più

luminosi,

lo scorto e chi scorge

come labbra mai bagnate da un bacio.



Anche tu mi hai lasciato, di Luciano Luisi


Anche tu mi hai lasciato

che d’essermi legata come l’ombra

dicevi. Ora non ho

di te che la memoria in queste sere

d’ultima estate e solitario vado

per i campi che un tempo seguivamo

in cerca d’un rifugio.

E qui mi torna della tua voce il brivido

se le coppie mi sfiorano furtive nel loro fiato assorte

e dove ieri ci amavamo indugio.

Qui abbandonata contemplavi il lento

volgere delle nubi sulla luna.

Ma ora attendo invano che le nubi

passino e accenda i prati desolati

la luna: il tuo pallore

io non misuro più nella sua luce.

Porto una spiaggia in me

deserta al primo scroscio dell’autunno,

dove l’estate poco fa era in festa,

una languente spiaggia d’ombrelloni chiusi.

E senza te la mia vita divisa inaridisce

come un limone stento nell’ombra d’un balcone.



Il risveglio del vento, di Rainer Maria Rilke


Nel colmo della notte, a volte, accade

che si risvegli, come un bimbo, il vento.

Solo, pian piano, vien per il sentiero,

penetra nel villaggio addormentato.

Striscia, guardingo, sino alla fontana;

poi si sofferma, tacito, in ascolto.

Pallide stan tutte le case, intorno;

tutte le querce mute.



Abbiamo perso anche questo crepuscolo, di Pablo Neruda


Abbiamo perso anche questo crepuscolo.

Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano

mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.


Ho visto dalla mia finestra

la festa del tramonto sui monti lontani.


A volte, come una moneta

mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.

Io ti ricordavo con l’anima oppressa

da quella tristezza che tu mi conosci.


Dove eri allora?

Tra quali genti?

Dicendo quali parole?

Perché mi investirà tutto l’amore di colpo

quando mi sento triste e ti sento lontana?


È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo

e come cane fiorito il mantello mi si è accucciato

tra i piedi.


Sempre, sempre ti allontani la sera

e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.



Tienimi per mano, di Hermann Hesse


Tienimi per mano al tramonto,

quando la luce del giorno si spegne e l’oscurità fa scivolare

il suo drappo di stelle…

Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto…

Tienimi per mano…

portami dove il tempo non esiste…

Tienila stretta nel difficile vivere.

Tienimi per mano…

nei giorni in cui mi sento disorientato…

cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di vite respirate…

Tienimi la mano,

e stringila forte prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…

Tienimi per mano e non lasciarmi andare…

Mai…




Fine della carrellata di poesie e ricordi, almeno per stavolta!

Spero che abbiate apprezzato questa sorta di recap. È giusto, secondo me, proporre sempre nuovi contenuti su un blog (o una pagina social), però ogni tanto può essere interessante fermarsi e dirsi: in questi anni, che cosa mi è rimasto di tutte queste poesie che ho condiviso? Quali sono le mie preferite, quelle che mi emozionano se provo a rileggerle adesso?

Io per oggi ho puntato su queste. Fatemi sapere quale vi ha colpito di più!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 7 luglio 2025

LA DILOGIA "DANCE OF BULLS"

 Due romanzi di Ribes Halley




Cari lettori,

iniziamo la settimana con un po’ di “Letture...per autori”!


Come mia abitudine in luglio, ci tenevo a fare almeno un post dedicato a qualche lettura leggera. Quest’anno ho deciso di far finta di essere più giovane ed ho pensato di provare a leggere una dilogia che proviene da Wattpad ed è arrivata alla Sperling&Kupfer: quella di Dance of bulls di Ribes Halley (nome di fantasia, l’autrice è italiana).


Pensavo che fosse un tipo di lettura da “Sezione Young Adult” nella biblioteca, invece ho trovato entrambi i volumi tra le novità per adulti, e così ho pensato di dar loro un’opportunità. E niente, evidentemente la pensione è ancora lontana (ahinoi), non sono poi così vecchia, visto che mi sono piaciuti.


Oggi ve li racconto meglio!



Volume 1: Tempo Siderale


Chloe è una ragazza di soli ventun anni che però ha già alle spalle una storia molto travagliata. Los Angeles, la città dov’è cresciuta, non è più ospitale, da quando ha perduto tragicamente la madre a causa della leucemia. Tutto precipita, poi, quando la sua storia d’amore si conclude, e senza rimanere proprio in buoni rapporti con il suo ex.


Così, quando il padre Phil, ex campione di basket e allenatore, riceve un ingaggio per diventare il nuovo coach dei Taurus, la squadra di punta di Chicago, Chloe lo spinge ad accettare, e parte con lui. Ella non è riuscita a terminare il college per via della sua drammatica storia, ma è un’ottima fotografa e lavorava già in un giornale, così trova un impiego presso la redazione di una rivista, e stringe un’amicizia importante con la giovanissima giornalista Tonya.


I suoi colleghi e superiori sarebbero felicissimi di avere una risorsa interna che possa seguire il campionato di basket e scattare delle belle foto, ma non è così semplice come sembra. Anche se Chloe è spesso e volentieri insieme a Phil per allenamenti e partite, il fatto che sia “la figlia del coach” la rende un po' inavvicinabile per i giocatori, senza contare che ella è timida e ferita dal suo recente passato.


Tutto cambia quando, negli spogliatoi, c’è un incontro/scontro con Hyade Reyes, la punta di diamante della squadra, nonché “alunno più ribelle” di Phil. Hyade ha un caratteraccio e sulle prime quasi caccia Chloe, convinto che si trovi lì per sbaglio o per ficcanasare, ma ben presto si accorge dell’equivoco.


I quattro amici del cuore di Hyade, ovvero James, Ben, Zack e Chase, per scusarsi, invitano Chloe e l’amica Tonya a qualche serata. Da quelle sere in avanti, la nostra protagonista riesce a conoscere meglio la squadra che allena il padre ed a diventare la fotografa ufficiale del campionato.


Ma se con James nasce una bella amicizia e con Chase, Ben e Zack ci sono rapporti cordiali (anche perché quest’ultimo inizia a frequentare Tonya), con Hyade continua ad esserci una velata antipatia, che ben presto prende i contorni di un rapporto “enemies to lovers”…



Per leggere questa storia e poterla apprezzare, secondo me, è necessario “contestualizzare” un pochino. Innanzitutto va presa per quello che è, cioè una storia romance che proviene da Wattpad, quindi qualcosa che ha come intenti l’intrattenimento e l’evasione. 

Poi, non stiamo parlando dell’attuale Wattpad: da sempre, la piattaforma ospita storie ispirate a saghe romance o fantasy o a personaggi famosi che piacciono agli adolescenti, e credo che questa storia non sia esattamente contemporanea. Dance of bulls ci riporta negli anni tra il 2011 e il 2015, quando erano gli One Direction (ancora uniti, bontà loro) a farla da padroni su questa ed altre piattaforme.


Chi al tempo aveva letto le storie più popolari non faticherà a riconoscere i “prestavolto”: Hyade Reyes è chiaramente Harry, e gli altri quattro amici sono i componenti della band, dal più maturo e responsabile (Ben/Liam, buonanima) al più divertente (Chase/Louis), dal più alla mano (James/Niall) al più misterioso dal cuore d’oro (Zayn/Zack).


I tempi in cui le ragazze un po’ più giovani di me, che al tempo frequentavano le superiori, erano le loro fan, che li seguivano ovunque e riempivano San Siro, ed io e le mie coetanee eravamo delle universitarie che comunque ascoltavano le loro canzoni e leggevano qualcuna di queste storie. 

È buffo, al tempo apprezzavo la band “senza esagerazione”, preferendo comunque quelle dei miei tempi (Blue, Backstreet Boys e dintorni), perché già mi ritenevo “troppo grande”, e invece leggere questo libro mi ha fatto pensare a quanto invece fossi… super giovane, ancora tardo adolescente, per certi versi.


Le serate improvvisate con amici di amici che sai quando iniziano e non sai quando finiscono, le conoscenze casuali che però acquistano immediatamente importanza, l’amica più sicura di te che ti aiuta in queste circostanze e ti sprona a divertirti, l’interferenza ancora (giustamente) grande dei genitori nella tua vita, l’atmosfera “da college” a metà strada tra la scuola e la vita adulta: tutte cose che nel 2012 o giù di lì mi sembrava naturale leggere, perché mi ci rivedevo, ed ora, tra i 35 e i 36 anni, mi sembrano… lontane. Per dirla come la direbbe il buon Harry Potter, appartengono a “una sorella minore perduta”.


Riflessioni personali e nostalgia a parte, il romanzo, per quanto d’intrattenimento, mi è sembrato una buona scelta per chi è molto giovane o per chi invece è adulto come me ma appassionato del sottogenere new adult. Comunque è una storia che, prima di essere pubblicata, è stata sottoposta a lavoro di editing, e si può leggere anche senza contesto, come un qualunque romance.


È scritto bene, non è né di una semplicità imbarazzante né volgare (a parte poche parolacce), lo spicy è contenuto e, malattia della madre di Chloe a parte, non mi sembra di aver letto di tematiche particolarmente delicate. È uno sport romance, ma le partite sono descritte in modo così essenziale che anche chi non sa niente di basket – tipo me – non avrà problemi.


L’unica critica che mi sento di fare è il fatto che, essendo un’ex storia Wattpad che veniva pubblicata di capitolo in capitolo ogni settimana, si sia mantenuta – in parte, credo che si sia fatto editing anche su questo – la struttura originaria, con i capitoli decisivi alternati a capitoli “filler” fatti per far conoscere meglio i personaggi e fidelizzare il pubblico. 

Io personalmente alla decima festa con vestitini carini e giochi tra ventenni ho pensato “anche basta”, però, se è una storia che vi portate in vacanza e leggete un pezzetto alla volta, questa scelta narrativa può andare bene. Valutate voi…



Volume 2: Corpi celesti


Chloe e Hyade hanno provato a frequentarsi per un periodo, ma la loro storia si è arenata dopo i primi appuntamenti.


Chloe, per vie traverse, ha visto quel che non avrebbe mai voluto vedere: delle foto di Hyade insieme alla sua ex storica, quella che lo ha spinto per tanto tempo a non credere più nell’amore. Foto fin troppo recenti per non far pensare ad un tradimento.


Così Chloe inizia a disertare gli appuntamenti con la squadra, trascurando anche il suo lavoro, ed accetta gli inviti di un suo corteggiatore che, manco a dirlo, Hyade non può vedere neanche da lontano.


Ma quello che Chloe non sa è che Hyade ha incontrato la sua ex ragazza per motivi che non hanno nulla di sentimentale e che da tempo egli è in contatto con un investigatore privato perché ha il sospetto che qualcuno stia complottando contro i Taurus, i favoriti della stagione.


In più, Chloe ha dei problemi in famiglia: Phil ha intuito la relazione tra la figlia e la sua scapestrata punta di diamante e, se da un lato ritiene che l’incontro tra due personalità opposte possa fare del bene ad entrambi, dall’altro non sopporta di vedere la figlia che soffre ancora per un uomo, dopo quello che Chloe ha patito con il suo ex. E poi egli stesso ha anche altro a cui pensare, dal momento che ha deciso di risposarsi con Marla, la sua nuova compagna.


La situazione non è delle migliori ma, complice il campionato ed un ritiro tra le montagne, Chloe e Hyade hanno l’occasione di incontrarsi nuovamente e di provare a chiarire le loro incomprensioni.


Questo, però, è il momento della prova del nove: un conto è cedere ad un’attrazione inevitabile e frequentarsi, un altro decidere di fare sul serio come coppia, nonostante gli alti e bassi di ogni giorno e qualche ostacolo più grande.


Ed il destino ha in serbo una prova davvero dura per i nostri due protagonisti…



Ecco, leggendo Corpi celesti mi sono sentita come l’unica del villaggio che non conosce un segreto di Pulcinella. Perché, accidenti, non mi aspettavo QUESTO – difficile, discusso, dibattuto – finale, e così, ancora perplessa, mi sono ritrovata a cercare conferme o chiarimenti sui vari social, solo per scoprire che erano tutti infuriati con l’autrice da tempo per questa scelta narrativa, “e io non ne sapevo niente” (da Harry Potter passiamo a Checco Zalone).


Ok, scherzi a parte, credo di capire perché l’autrice ci abbia portato ad una conclusione di questo tipo, ed è lei stessa a dire, nelle note finali, che senza queste ultime pagine non sarebbe nemmeno nata la storia.


Vi dirò, forse è questa piega che ha preso la dilogia a renderla tutto sommato trasversale, godibile sia per gli adolescenti e i ventenni che per chi ha fatto già un pezzo di strada più lungo. È il dolore che fa crescere e cambiare le persone, che contribuisce (ahinoi) a renderle adulte. 

L’autrice ha avuto il coraggio di non proporci solo i lati divertenti o zuccherosi dell’avere vent’anni, e credo che sia anche per questo che la sua storia è stata premiata prima dal pubblico e poi da una CE.


Si nota anche una spinta verso l’età adulta nello stile leggermente diverso dei due volumi: questo secondo è più breve, quasi privo di capitoli “filler”, più spicy e, l’avrete intuito, un bel po’ più drammatico.


In conclusione, sono contenta di aver letto questa dilogia: sicuramente è un po’ diversa rispetto ai miei sottogeneri romance preferiti, però mi ha intrattenuto, ha risvegliato in me tanti ricordi e non si è rivelata di completa evasione, anzi.




Ho visto sui social di Ribes Halley che ella, ultimamente, si è dedicata più ai dark romance, sottogenere che, come ben sapete, non è certo tra i miei preferiti. Quindi non so se leggerò altro di suo… anche se non si sa mai!

Fatemi sapere se conoscete questi romanzi, se avete letto qualcosa di quest’autrice, se potrebbe incuriosirvi!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 3 luglio 2025

MID-YEAR BOOKTAG 2025

 Bilancio libroso della prima metà dell'anno



Cari lettori,

iniziamo luglio con lo stesso tag che avevo fatto l’anno scorso (lo trovate a questo link), e che ormai è una piccola tradizione di metà anno: il “Mid year” booktag!


Come sono andati i primi sei mesi del 2025? Quali sono state le mie letture migliori, i personaggi che mi hanno colpito maggiormente, le storie che mi hanno maggiormente sorpreso?


Piccolo disclaimer: come tante persone che gestiscono un blog o una pagina social sui libri per passione e lavorano in altro modo, non faccio recensioni a pochissima distanza dalla lettura, o almeno non sempre. Ciò significa, ovviamente, che alcuni romanzi che vi ho recensito tra gennaio e febbraio sono in realtà letture di fine 2024, e che un buon numero di mie letture del 2025 devono ancora essere raccontate su questo blog. Quando faccio questo tipo di post di riepilogo mi rifaccio a quei libri che sono stati recensiti su questi schermi tra gennaio e giugno del 2025 (oppure nel corso del 2024, quando ho fatto il recap dell’anno, a questo link). Mi sembra il metodo più razionale.


Devo dire che, ora come ora, sono soddisfatta. È vero che solitamente non sono una lettrice “difficile”, però non ci sono state delusioni clamorose, solo qualche romanzo che mi è piaciuto un po’ meno del previsto. Soprattutto, il tempo per la lettura, periodo più e periodo meno, è sempre saltato fuori, e questo è fondamentale per noi hobbisti, no?


Vi lascio al TAG!



1 – Qual è il libro più bello che hai letto fino ad ora quest’anno?


Come fiori che rompono l’asfalto è una raccolta di racconti di Riccardo Gazzaniga.


Venti storie del Novecento che hanno per protagoniste persone comuni e straordinarie allo stesso tempo, tutte unite dal desiderio di giustizia e libertà. Dalla lotta al nazifascismo all’organizzazione dei primi scioperi tra Inghilterra e Irlanda, dai diritti degli aborigeni ai colpi di Stato in Argentina, dalla Ruanda nel 1994 alla Corea del Nord ai giorni nostri, tanti sono i temi importanti che vengono toccati.


Una lettura che, ne sono certa , vi lascerà molto.


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2 – Il seguito più bello che hai letto fino ad ora quest’anno?


La Magna Via è l’ultima indagine, almeno per ora, di Saverio Lamanna, ex giornalista rimasto disoccupato e tornato nella casa di famiglia.


È di nuovo primavera a Màkari e Saverio vorrebbe soltanto occuparsi della sua neonata carriera di romanziere e godersi la bella stagione.


Lo attende però una sorpresa: suo padre, professore in pensione, si è fatto coinvolgere dalla moda dei cammini ed ha deciso, insieme all’amico di sempre Mimì, di intraprendere la Magna Via Francigena, che taglia in due l’entroterra siciliano.


Saverio, preoccupato per il padre e per la sua salute, non ascolta i saggi consigli dell’amico Peppe Piccionello, che vorrebbe persuaderlo a vivere e lasciar vivere, ed organizza una partenza di gruppo: lui, la fidanzata Suleima, Peppe e la zia Rosina (moglie di Mimì) si uniranno all’insolita vacanza.


Il viaggio è lungo e, ad un certo punto, si tinge di mistero. Ma la vera impresa sarà rivitalizzare un rapporto padre/figlio che con l’età ed i cambiamenti ha portato con sé anche molti “non detti”.


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3 – Un libro uscito nella prima metà dell’anno che vorresti leggere al più presto?


Le ventisette sveglie di Atena Ferraris di Alice Basso.


Sì, amici, sempre lui. La mia copia deve essersi persa nel ridente hinterland milanese. Vi aggiornerò sugli sviluppi di questa avventura.



4 – Il libro che aspetti di più e che uscirà nella seconda metà dell’anno?


Non ho una risposta precisa a questa domanda. Vorrei essere più “sul pezzo”, ma spesso anche i miei autori preferiti mi sorprendono. Vedremo!



5 – Qual è stata la delusione più grande di questa prima metà dell’anno?


Maria ha tredici anni e non ha mai visto il mare, almeno finché i suoi genitori non organizzano un viaggio in Puglia.


Tra casupole appena ristrutturate, scogliere e boschi, Maria si innamora della bellezza selvaggia del luogo. Ella inizia a frequentare i ragazzi del posto, ma tra loro ce n’è uno che, senza apparenti motivi, viene escluso: Giovanni.


Qual è il mistero che cela il suo carattere schivo?


Le scarpe di Giovanni, esordio del giovanissimo Andrea Cito, nel complesso mi è piaciuto, ma l’ho trovato un po’ troppo breve: il finale è davvero “precipitato”. Non ci sono stati veri e propri flop in questi sei mesi, ma, se proprio devo parlare di una piccola delusione, nomino questa.


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6 – Qual è il libro che ti ha sorpreso di più in questa prima metà dell’anno?


Cronaca di un suicidio di Gianni Biondillo mi ha lasciato davvero senza parole.


L’ispettore Ferraro, in vacanza a Ostia con la figlia Giulia, fa una strana scoperta. Una piccola barca da pesca riporta a riva un portafoglio e un biglietto che sembra contenere un messaggio suicida.


Pochi giorni dopo viene ritrovato il corpo di Giovanni Tolusso, uno stimato sceneggiatore che viveva al Nord. Dovendo tornare a Milano, dove vive e lavora, l’ispettore Ferraro prova a ricostruire il perché di questa tragica scelta.


Ne viene fuori il ritratto di un libero professionista che però stava soccombendo di fronte alle tante difficoltà lavorative ed economiche.


Eppure qualcosa non è come sembra…


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7 – Qual è il libro che hai preferito di un autore che è nuovo per te o che ha debuttato quest’anno?


La guerra dei Traversa è un romanzo di Alessandro Perissinotto, mia personale scoperta dei primi mesi del 2025.


Si racconta una pagina dimenticata della nostra storia: la strage di Torino, perpetrata dal regime nel dicembre del 1922. Dopo una notte di violenze e soprusi, squadristi mettono in atto un vero e proprio rastrellamento di tutti coloro che fanno parte di un movimento operaio cittadino.


Tra di loro ci sono anche l’ultimo dei tre figli della famiglia Traversa ed un suo amico, che è anche il cognato (il fidanzato della sorella). Il primo dei due riesce a fuggire, mentre per il secondo non c’è niente da fare.


Da quel giorno la famiglia Traversa si spaccherà per sempre: una parte lotterà contro il totalitarismo, un’altra si legherà a chi lo sostiene. E si scatenerà una rivalità lunga decenni…


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8 – La tua nuova crush/ship di questa prima metà dell’anno?


Rebecca Sheridan è una ragazza che vive a Londra, dove frequenta l’Università, e che non si è più ripresa dal lutto dei suoi genitori. La sua esistenza è solitaria e trascorsa soprattutto tra i libri: nel tempo libero, Rebecca immagina di vivere in epoca regency e di godersi i mille divertimenti della “stagione matrimoniale”.


Un giorno Rebecca ha l’opportunità di partecipare ad un evento regency alla biblioteca di Londra, ma si perde e sviene. Quando si risveglia, ella è… nel 1816, e tutto è proprio come nel suo sogno ad occhi aperti.


Non sapendo come fare a tornare nel presente, Rebecca decide di provare a vivere il suo passato ideale. Ma l’epoca regency non è proprio come se la immaginava…


La ship tra Rebecca ed il pirata Reedlan Knox in Una ragazza d’altri tempi di Felicia Kingsley è stata sicuramente una delle mie preferite dell’ultimo periodo!


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9 – Il personaggio preferito di questa prima metà dell’anno?


Cosa si prova è una novella autobiografica di Sophie Kinsella. La storia di un suo alter ego, Eve Monroe, scrittrice, moglie e madre, che da un giorno all’altro si ritrova ricoverata in ospedale per un glioblastoma, un tumore non operabile al cervello.


Che cosa fare quando la vita non offre più alcuna certezza?


Un romanzo breve, ma una delle storie più forti lette in questa prima metà dell’anno.


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10 – Quale libro ti ha fatto piangere in questa prima metà dell’anno?


Volver di Maurizio De Giovanni, come tutte le storie del commissario Ricciardi, non ha mancato di farmi versare qualche lacrima.


Fuggito da Napoli con la famiglia, perché la figlia ed i suoceri sono di origine ebraica, egli ha dovuto lasciare la polizia, è ritornato a Fortino ed è tornato ad essere il barone di Malomonte.


Anche se egli sembrerebbe aver trovato la sua pace tra i monti del Cilento, c’è un mistero che lo tormenta: l’omicidio del primo uomo che ha visto morto, un contadino trovato proprio tra le vigne di suo padre, è rimasto senza soluzione.


Nel frattempo Maione e Modo, gli amici di sempre, cercano di sopravvivere a Napoli in piena guerra, e la piccola Marta, figlia di Ricciardi, ascolta un’incredibile storia – forse vera – dall’anziana zia Filomena.


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11 – C’è un libro che ti ha reso particolarmente felice in questa prima metà dell’anno?


Il piccolo negozio di fiori in riva al mare è la storia di Poppy Carmichael, la pecora nera della sua famiglia.


Tutti gli altri si occupano di piante e floricoltura; lei, invece, ha cambiato più volte impiego senza trovare quel che davvero le interessa, si sente arrabbiata con il mondo ed isolata.


Un giorno, però, viene a mancare l’amatissima nonna Rose, che gestiva un negozio di fiori a Saint Felix, paesino marittimo della Cornovaglia. Dopo anni, Poppy si ritrova di nuovo su quella riviera che era stata protagonista di tante estati felici della sua adolescenza, insieme a Rose ed al fratello Will.


A sorpresa, ella scopre che Rose ha lasciato a lei il negozio di fiori. Dopo qualche titubanza, ella accetta questa nuova avventura, anche perché scopre di non essere sola: con lei c’è tutto il villaggio, ed in particolare la commessa Amber, che le ha mandato la madre dall’America, e Jake, un grossista di fiori burbero ma di buon cuore…


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12 – Qualche trasposizione cinematografica degna di nota in questa prima metà dell’anno?


Nei miei “preferiti del mese” del 2025, per ora, ho inserito sei film: la storia familiare L’ultima settimana di settembre, e biografie letterarie Eterno visionario e Dante, il classico per tutti La Sirenetta in versione live action, la drammatica storia Il Colibrì e il film d’azione Il nibbio.


13 – Qual è la recensione che preferisci tra quelle che hai scritto in questa prima metà dell’anno?


Bebelplatz di Fabio Stassi è un volume di saggistica, e per me non è sempre facile recensire questo genere di libri, ma spero di esserci riuscita al mio meglio.


Il concetto cardine di questo libro sono i “libri bruciati”, ed in particolare quelli che sono stati ridotti in cenere nel 1933 per ordine dei nazisti. Fabio Stassi prima racconta un suo “viaggio della memoria” in quei luoghi, poi ricorda le guerre che hanno straziato il XX secolo, infine si concentra su quei 5 autori italiani le cui opere sono state bruciate a Bebelplatz.


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14 – Qual è il libro più bello che hai comprato in questa prima metà dell’anno?


Tra i romanzi letti e non ancora recensiti, sicuramente Maria – Nata per la libertà di Amalia Frontali è uno di quelli che mi è piaciuto di più. Magari lo inserirò nei preferiti di questo mese, così potremo parlarne meglio insieme!



15 – Quali sono i libri che hai intenzione di leggere entro la fine dell’anno?


Come appena detto, ho ancora un po’ di recensioni arretrate. Poi, quanto alle nuove letture, sicuramente nella mia TBR estiva ci sono un paio di gialli che mi guardano da un po’ dal comodino (La donna nel pozzo di Piergiorgio Pulixi e Rosa Elettrica di Giampaolo Simi), due romanzi che ho preso a dei firmacopie varazzini (L’inconveniente della morte di Roberto Centazzo e Come le lucciole di Francesca Pongiluppi) ed il classico shakespeariano per il bimestre luglio/agosto, il Re Lear. Avrei anche il Kindle pieno di romance.

È parecchio materiale, e sapete che in estate mi piace anche variare un po’ rispetto alla solita routine e godermi la stagione, il mare e l'aria aperta, quindi vedremo cosa farò effettivamente… vi farò sapere!




Fatemi sapere che ne pensate!

Sono tutti romanzi di cui vi ho già parlato nel dettaglio, ma post di recap come questo dovrebbero darvi una visione d’insieme.

Scrivetemi pure se avete letto qualcosa e che ne pensate, oppure quali sono le vostre letture top di questa prima metà del 2025.

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)