lunedì 31 marzo 2025

I PREFERITI DI MARZO 2025

 Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese




Cari lettori,

ultimo giorno di marzo e consueto appuntamento con i “Preferiti del mese”!


Questo mese è stato una vera altalena: è iniziato con il ponte di Carnevale e una mini fuga al mare che più che farmi assaporare la primavera mi ha fatto intravedere l’estate; è proseguito con una settimana “in tono minore” perché l’influenza ha colpito anche me; la seconda metà del mese è stata un mix tra importanti novità di lavoro e primi svaghi primaverili.


Insomma, non mi sono annoiata per niente, anzi…!


Oggi vi racconto un po’ che cosa mi è piaciuto in questo periodo!



Il libro del mese


Poppy Carmichael è la pecora nera della sua famiglia.


Come tutte le donne del suo clan familiare, porta il nome di un fiore (nel suo caso, il papavero), ma, a differenza delle altre, non ha alcuna intenzione di occuparsi di botanica. Al contrario, i fiori – in particolare le rose – sono per lei sinonimo di brutti ricordi e di un trauma adolescenziale che non è mai più riuscita a superare.


Poppy ha passato i suoi vent’anni, ed una parte dei suoi trenta, a sentirsi isolata e diversa dagli altri. Non ha concluso gli studi, è passata da un lavoro all’altro (e quasi sempre se n’è andata dopo aver litigato furiosamente con il proprio superiore), i rapporti con il resto della famiglia sono altalenanti.


Ma proprio alle porte di una nuova primavera qualcosa cambia per sempre. Viene a mancare l’amatissima nonna Rose, che ha sempre vissuto in Cornovaglia ed è stata protagonista delle bellissime estati dell’infanzia di Poppy e di suo fratello Will.


A Poppy ed al resto della sua famiglia non resta che raggiungere la cittadina portuale di Saint Felix, dove Rose viveva e, fino a pochi anni prima, ancora lavorava. Era la padrona di un negozietto di fiori, il The Daisy Chain, che sotto la sua guida riscuoteva grande successo. Da qualche anno, però, il negozio è passato nelle mani di un’associazione di dame di carità che, pur con tutto l’impegno, hanno tante questioni di cui occuparsi, così ha perso un po’ la sua nomea.


Con sua grande sorpresa – ed un certo sconcerto -, Poppy scopre che nonna Rose ha intestato il negozio a lei. Anche la sua famiglia, nonostante tutto, la trova una buona idea: la madre gestisce da anni una grande fioreria in America e non potrebbe proprio dividersi tra due attività che hanno in mezzo un oceano. Per non parlare del fatto che Poppy è rimasta nuovamente disoccupata.


I primi giorni in Cornovaglia sono piuttosto caotici per la nostra protagonista, ma ben presto ella si rende conto che la popolazione di Saint Felix è molto accogliente e non vede l’ora di dare una mano alla nipote della popolarissima Rose. Inoltre, sua madre le invia dall’America Amber, un’ottima commessa che però ha bisogno di cambiare aria per ragioni personali.


Tra tutte le persone che Poppy ha iniziato a conoscere e giorno dopo giorno la fanno sentire meno sola, c’è Jake, un grossista di fiori, un vedovo con due figli adolescenti, un po’ ruvido ma molto di buon cuore. Poppy si sente attratta da lui, ma ha anche un altro giovanissimo corteggiatore e non sa se l’uomo si senta pronto per una relazione, considerata la recente vedovanza.


I problemi sentimentali, però, non sono gli unici che ella si ritrova ad affrontare. Innanzitutto, dopo qualche settimana al The Daisy Chain, lei ed Amber scoprono che il segreto del successo del negozio sta tutto in un libricino sul “Linguaggio dei fiori” che nonna Rose conservava gelosamente. Alcuni fiori portano un messaggio ben preciso; altri, a quanto pare, favoriscono il succedere di alcune situazioni nel futuro.

Così, la fama dei bouquet magici che fanno incontrare l’amore e ritrovare un amico perduto inizia a diffondersi per tutta la Cornovaglia.


C’è anche un altro mistero da risolvere. Qualcosa che ha a che fare con dei quadretti di fiori essiccati sparsi per Saint Felix, il castello che sorge sulla collina poco distante (altro mitico luogo dell’infanzia di Poppy) e Stan, un vecchio amico di nonna Rose. Insieme a Jake e ad Amber, Poppy cerca di venire a capo dell’enigma… ma non sa che si troverà faccia a faccia con un passato che ha cercato di dimenticare.



Ho trovato Il piccolo negozio di fiori in riva al mare tra le bancarelle dei libri a pochi euro e devo dire che questa volta il mio istinto non ha sbagliato.


Ali McNamara è un’autrice che andava molto di moda durante i primi anni di vita di questo blog. Era tanto che non leggevo qualcosa di suo, almeno finché, la scorsa estate, non ho trovato in biblioteca Colazione a Notting Hill (trovate la recensione a questo link).


Come molti di voi sicuramente sapranno, il romance è un universo ormai estesissimo (e negli ultimi anni si è ampliato particolarmente), però questo romanzo rientra appieno tra i sottogeneri rosa che preferisco: un posto che sembra un piccolo angolo di Paradiso (anche se non sempre lo è davvero), una donna in cerca della sua occasione, amicizie e buoni sentimenti, una relazione che nasce dopo aver messo solide basi.


Queste storie un po’ cozy, a metà tra la storia d’amore e l’evasione in luoghi idilliaci, andavano molto di moda qualche anno fa, ora sicuramente meno, però io continuo a preferirle a quei sottogeneri romance che vanno tanto ora, tipo il romantasy o il dark.


La storia di Poppy è perfetta per accogliere la primavera: non solo l’ambientazione floreale è perfettamente in stagione, ma quella che viene raccontata tra le pagine è a tutti gli effetti una rinascita di una persona che si è chiusa in se stessa per un motivo molto valido e non è mai stata realmente compresa da chi aveva intorno. Prendersi cura del negozio della nonna e trovare amici veri consentiranno a Poppy di cambiare vita.


Lo stile non è esattamente “page-turner”, ma è molto piacevole, e consente di leggere il libro in modo tranquillo senza proprio divorarlo. È una storia da gustare a poco a poco… come i fiori di primavera che si schiudono!



Il film del mese


Il film che ho scelto per questo mese di marzo è una storia biografica tratta dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi, Il Colibrì.


Protagonista di questa pellicola è Marco Carrera, un medico e padre di famiglia, una persona apparentemente “di successo” che però ha dovuto affrontare prove titaniche.


La sua adolescenza è tutta legata alla casa al mare di famiglia: le liti tra i genitori, incapaci di stare lontani nonostante il carattere difficile di entrambi; il rapporto altalenante con il fratello Giacomo, di poco più giovane di lui ma molto diverso; il sentimento per Luisa Lattes, la figlia dei loro vicini; l’amicizia con Duccio, conclusasi malamente quando – dopo un incidente aereo schivato per un pelo – il ragazzo acquista la fama di “iettatore” e non si fa più vedere; il drammatico suicidio di Irene, la sorella maggiore, ribelle e sicuramente incompresa.


Marco accusa il fratello di aver lasciato sola Irene, i rapporti tra i due si guastano, Giacomo si allontana dalla famiglia, Marco resta l’unico ad occuparsi dei genitori sempre più anziani e bisognosi.


Anche la vita adulta pone il nostro protagonista di fronte a tante prove. Egli insiste per conoscere Marina, una delle hostess che avrebbe dovuto stare sul volo che anche lui ha evitato per un pelo, e la convince a sposarlo perché “due sopravvissuti devono stare insieme”. Ma la donna è affetta da problemi psichici gravi – al punto che persino lo psichiatra di lei è preoccupato per l’incolumità di Marco - , lo tradisce continuamente e non gli darà mai la felicità. L’amore platonico per Luisa continua, ma è un’illusione che sembra non dare mai la felicità promessa. La figlia Adele è l’unica vera gioia di Marco, ma morirà tragicamente, lasciandolo solo con una nipotina dal padre sconosciuto.


Di fronte a tutte queste disgrazie, Marco si dibatte, fa “il colibrì”, come lo avevano soprannominato fin da bambino: spende moltissime energie per cercare di resistere, di restare sempre fermo, di ancorarsi ad un passato che non esiste più o ad un presente che muta continuamente.



Questa è la classica pellicola che ha fatto il giro di tutti i cineforum di zona, che ha suscitato lunghe discussioni e che, come tutti i film “riconosciuti di interesse culturale”, è stato analizzato sia dal punto di vista dei pro che dei contro.


Ma trattandosi del mio blog, sarò sfacciatamente emotiva e di parte: questo è un film bellissimo. È la storia di una persona che non si arrende mai, che si tiene stretto quel che ama, che agisce al meglio che può mentre tutto va a pezzi.


Da quando l’ho visto non riesco a smettere di pensare al momento (quasi) finale, quando Marco si fa prendere dal vizio del gioco e poi, proprio quando vince, si ravvede, rifiutando i soldi e dicendo agli altri partecipanti alla serata che se ci si abbandona ai vizi ed all’abbrutimento si “disprezza la propria vita”. Ed è così, mi ci metto dentro anche io: ognuno di noi in alcuni momenti disprezza la propria esistenza, vorrebbe sempre di più, e non si rende conto di quel che ha (se ne accorge solo, magari, quando non c’è più). Fermarsi in tempo, prima di rovinare tutto per sempre, è fondamentale.


Un film davvero da vedere, ve lo consiglio di cuore!



La musica del mese


Dopo i vecchi successi di Max Pezzali e di Cesare Cremonini, continua il nostro viaggio in macchina un po’ vintage. Per la primavera, stagione delle gite fuori porta, ho pensato al mio carissimo Filippo Neviani in arte Nek, alla sua Angeli nel ghetto ed alle uscite piene d’amore di due adolescenti. Potete ascoltarla qua.


Angeli nel ghetto

anime da gatto

la vita addosso

il cielo su di noi

gireremo a vuoto

due sopra una moto

coi capelli quando guiderai

piano il viso mi schiaffeggerai


Angeli nel ghetto

anime da gatto

nessuno mai ci deruberà

della nostra età

e sotto le stelle

pelle contro pelle

le carezze inventeremo noi

quelle che non ci hanno dato mai...


Angeli nel ghetto

io ti sento addosso

sopra una panchina scriverai

oggi qui ci siamo stati noi...



La poesia del mese


Per il mese di marzo ho pensato ad un canto popolare finlandese intitolato Ho visto la primavera. Mi sembra ideale per il periodo!


Ho visto la primavera:

è verde

come una mela selvatica,

è allegra

come la coda

di uno scoiattolo.

Parla

con le parole

del vento.

Sorride

col rosa delle rose.

Se ti sembra che piova

è solo una goccia

di pioggia.



Le foto del mese


Come vi ho raccontato nell’introduzione a questo post, tra la sera di giovedì 6 e domenica 9 sono riuscita a fare una piccola scappata a Varazze per il Carnevale Ambrosiano. Il clima è stato spettacolare e le ore centrali del giorno erano caldissime. Ho fatto lunghe passeggiate e mangiato le mie specialità preferite :-) 

Ecco una foto della passeggiata Europa con tanto di mimose fiorite!



Nonostante il clima quasi estivo, i colori dell’acqua erano ancora quelli del mare d’inverno, tendenti all’azzurro chiaro/verde acqua. Per me questo sarà sempre uno spettacolo che rimette al mondo!



Sarebbe marzo senza un’esplosione di magnolie in fiore? Questo rosa così delicato per me segna sempre la fine dell’inverno…



Il weekend di San Giuseppe abbiamo festeggiato i papà (ma soprattutto il mio) con la zeppola, un classico sempre gradito a noi golosi :-)



Purtroppo quest'anno la festa del Santo Patrono è stata sotto l'acqua per quasi tutto il tempo, però abbiamo potuto rifugiarci in Filanda per una bella mostra sull'arte del bonsai! Questo piccolo melo era davvero magnifico... 




Questo è stato il mio ricchissimo marzo! 

Se vi va, raccontatemi com'è stato il vostro... ditemi un po' come state in questo periodo!

Grazie per la lettura, ci rileggiamo in aprile :-)


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