lunedì 1 luglio 2024

MID-YEAR FREAK OUT BOOKTAG

 Bilancio libroso di metà 2024




Cari lettori,

diamo insieme il benvenuto a luglio!

Visto che è metà anno, ho pensato di riproporvi il book tag che avevo fatto tre anni fa, una sorta di bilancio “a tema libri” di questa prima metà del 2024.

Spero che possa essere interessante confrontarci insieme a proposito delle letture fatte in questi ultimi sei mesi!



1 – Qual è il libro più bello che hai letto fino ad ora quest’anno?


Fiore di roccia di Ilaria Tuti è un romanzo ispirato alla storia vera delle portatrici carniche, donne che più di cent’anni fa, durante la Prima Guerra Mondiale, portavano il necessario ai soldati con le loro gerle, affrontando innumerevoli pericoli. Agata Primus è una di loro, divisa tra un padre malato, delle amiche che ama come sorelle e la paura per il conflitto e per un prepotente che minaccia i suoi cari.


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2 – Il seguito più bello che hai letto fino ad ora quest’anno?


Una festa in nero di Alice Basso è la conclusione della storia della dattilografa Anita Bo, che insieme al suo capo – ed amore segreto – Sebastiano Satta Ascona, nella Torino degli anni ‘30, sfida il regime e la censura nei modi più impensabili.


La casa editrice Saturnalia – e tutte le persone che vi ruotano intorno – avrà il suo lieto fine? Leggere per scoprirlo…


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3 – Un libro uscito nella prima metà dell’anno che vorresti leggere al più presto?


Pioggia per i Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni è sicuramente in wishlist, visto che ho letto tutta la serie!



4 – Il libro che aspetti di più e che uscirà nella seconda metà dell’anno?


Ammetto che non sono tra quelle persone sempre informata sulle nuove uscite, anche perché sapete che sono una grande frequentatrice di biblioteche ed amo i “vecchi recuperi”. Nella mia TBR ci sono sia titoli vecchi che nuovi, vedremo pian piano!



5 – Qual è stata la delusione più grande di questa prima metà dell’anno?


Il racconto Il rifugio d’acciaio di Ben Pastor è stato un po’ deludente per me. Lo avevo preso insieme ad altri racconti gialli e non mi aspettavo un malinconico diario di guerra…


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6 – Qual è il libro che ti ha sorpreso di più in questa prima metà dell’anno?


Quest’anno mi sono decisa a leggere un po’ di classici della letteratura italiana che erano salvati nel mio Kindle da parecchio tempo, ed ho letto ben due opere ed un’antologia di Federigo Tozzi, che mi sono piaciute molto!


Link "Con gli occhi chiusi"


Link "Tre croci"/Antologia



7 – Qual è il libro che hai preferito di un autore che è nuovo per te o che ha debuttato quest’anno?


A gennaio ho pubblicato una recensione conclusiva della trilogia di Carmen Korn, autrice che mi è piaciuta molto lo scorso autunno/inverno, e che prima non conoscevo.


Aria di novità è il terzo ed ultimo capitolo. È il 1970 e le quattro protagoniste Henny, Käthe, Ida e Lina sono ormai anziane. C’è chi vive una seconda giovinezza, chi è terrorizzata all’idea di invecchiare, chi si responsabilizza e chi si inasprisce per il peso del passato. Nel frattempo, un’altra generazione di donne ha altre storie da raccontare. Katja, nipote di Henny, è una fotografa che vorrebbe fare la reporter di guerra ma finirà con l’occuparsi soprattutto di quello che sta succedendo in Germania. Ruth, figlia adottiva di Käthe, vorrebbe proseguire con la sua carriera di giornalista, ma non riesce a staccarsi da ambienti estremisti. Infine Florentine, figlia di Ida, dovrà conciliare la sua identità di modella e quella di madre. Dagli anni ‘70 fino alle soglie del nuovo millennio accadrà di tutto…


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8 – La tua nuova crush/ship di questa prima metà dell’anno?


La casa di Ade, quarto romanzo della serie Gli eroi dell’Olimpo, inizia con un colpo di scena drammatico: Percy e Annabeth si sono sacrificati per il resto del gruppo e sono precipitati insieme nel Tartaro. Il loro compito è chiudere il pericoloso passaggio che Gea ha aperto tra il mondo terreno e quello di Ade. Il resto del gruppo sta andando in Epiro con la nave volante per aiutare gli amici “dall’altro lato”. Il tutto deve avvenire entro il 1 agosto, quando Gea attaccherà gli dèi e gli eroi dell’Olimpo. Due dei nostri eroi attraversano il Tartaro, gli altri cinque le “antiche terre”, tra Roma e la Grecia. Ma il loro viaggio sarà soprattutto spirituale e li renderà più pronti allo scontro finale.


Le pagine che hanno per protagonisti il semidio Leo Valdez e la ninfa Calipso sono un piccolo idillio, un romance dentro il fantasy, e forse sono la parte più bella di un romanzo già emozionante!


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9 – Il personaggio preferito di questa prima metà dell’anno?


La ex libraia/fioraia Libera nata dalla penna di Rosa Teruzzi è stata di sicuro una delle mie preferite!


Il valzer dei traditori inizia con una difficoltà di Vittoria, la figlia di Libera. Da poliziotta, ha deciso di aiutare il fidanzato in un’impresa pericolosa: scagionare il padre di lui, Armando Belardinelli, che è in carcere con l’accusa di aver ucciso una ricettatrice. Libera e la madre Iole pensano che le prove siano schiaccianti, ma sono anche preoccupate per la figlia/nipote, così decidono di aiutarla. Nel frattempo, Libera può finalmente vivere la sua storia d’amore con il commissario Gabriele Ricci, ma la ex di lui continua ad essere un problema, e lei continua ad essere corteggiata dal cuoco Furio.


Ho già letto anche La ballata dei padri infedeli e ve ne parlerò presto!


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10 – Quale libro ti ha fatto piangere in questa prima metà dell’anno?


Acciaio di Silvia Avallone è ambientato nei primi anni Duemila, a Piombino, tra casermoni popolari, una spiaggia tutt’altro che turistica ed un’acciaieria che dà lavoro a condizioni durissime. Le protagoniste, Anna e Francesca, sono due ragazze che hanno appena terminato la scuola media e, mentre sognano di fuggire da quel luogo difficile, si accontentano di essere le più popolari del gruppo. Ma anche la loro amicizia, che è una vera e propria alleanza contro tutti, è destinata a cambiare.


Non me lo aspettavo, ma… questo romanzo ha fatto riemergere ricordi di estati ormai decisamente lontane.


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11 – C’è un libro che ti ha reso particolarmente felice in questa prima metà dell’anno?


Cosa è mai una firmetta di Andrea Vitali non mi ha reso propriamente felice, nel senso che c’è anche tanta amara ironia, però senz’altro è stata una lettura fatta di pagine divertenti. Siamo nella Bellano degli anni ‘50 e il protagonista, Augusto Prinivelli, è un giovane che detesta la vita di provincia e la convivenza con l’anziana zia Tripolina. Il suo sogno sarebbe trasferirsi in città, dove già lavora. L’incontro con la figlia del suo capo potrebbe essere la soluzione perfetta. Oppure l’inizio dei suoi guai.


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12 – Qualche trasposizione cinematografica degna di nota in questa prima metà dell’anno?


Nei preferiti del mese di quest’anno ho inserito, finora, sei film: il cartone animato Kung Fu Panda 4, la commedia a tema scuola Un mondo a parte, il dramedy estivo Un altro Ferragosto, la storia d’avventura Emma e il giaguaro, il dramma Dieci minuti e l’ultimo classico Disney Wish.



13 – Qual è la recensione che preferisci tra quelle che hai scritto in questa prima metà dell’anno?


Sono esaurita di Sophie Kinsella è la storia di Sasha, una trentenne sovraccarica di lavoro e di responsabilità che ben presto si ritrova in pieno burnout. Una vacanza al mare nel luogo dove ha passato le sue estati da adolescente potrebbe essere una buona idea, ma il posto non è più come Sasha lo ricordava e ci sono molte soprese, da un hotel popolato da personaggi eccentrici ad un ospite scorbutico… ed addirittura dei misteriosi messaggi sulla spiaggia.


Sophie Kinsella riesce sempre a scrivere qualcosa che in qualche modo mi riguarda, ed ogni volta è un piacere tornare ai suoi libri.


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14 – Qual è il libro più bello che hai comprato in questa prima metà dell’anno?


Pesci piccoli di Alessandro Robecchi è, almeno per ora, l’ultima disavventura dell’autore televisivo Carlo Monterossi. Il creatore del discutibile programma Crazy love viene convinto dalla vulcanica conduttrice, Flora De Pisis, a visitare una sorta di parrocchia non autorizzata dove pare avvenga un miracolo: un crocifisso che si illumina da solo. Si tratta ovviamente di una truffa, ma ben congegnata, e così il Monterossi non riesce a dimostrare che si tratta solo di una perdita di tempo. Nel frattempo, alla Sistemi Integrati Srl, il detective Oscar Falcone riceve il CEO di un’importante azienda edilizia, che denuncia un furto strano, ed ha un atteggiamento piuttosto sfuggente. Due misteri molto diversi da risolvere, ma ugualmente difficili…


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15 – Quali sono i libri che hai intenzione di leggere entro la fine dell’anno?


La verità è che sto ancora stilando la mia TBR estiva… sono i primi giorni della mia estate, prossimamente avrò le idee più chiare!




Questo è quanto per quel che riguarda le mie letture più belle e significative di questa prima metà dell'anno! 

Voi che ne dite? Sentitevi liberi di replicare questo TAG sui vostri blog o di dirmi la vostra nei commenti. Spero che anche a voi questi mesi abbiano portato tante belle letture!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 27 giugno 2024

I PREFERITI DI GIUGNO 2024

 Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese




Cari lettori,

eccoci arrivati a… metà anno!

Anche giugno è finito, e per noi appassionati di libri (ma non solo) potrebbe essere un buon momento per fare un piccolo “Mid year recap”, come quelli che ho già pubblicato qualche volta su questi schermi.


In questi giorni, però, la mia priorità è… rallentare i ritmi! Quella che sta per concludersi è l’ultima settimana per me “piena”, tra lavoro, sport e commissioni. Da questo weekend inizierà la mia estate e se mi conoscete sapete che giugno è un mese “clou” per tanti motivi. Oggi ve lo racconto meglio!



Il libro del mese


Ottobre del 1935. Per gli americani è Halloween, a Torino è la vigilia di un novembre cupo e piovoso. L’atmosfera è ovunque pesante per via dei totalitarismi, del regime e dei venti di guerra, e nella redazione di Saturnalia, la rivista giallistica d’ispirazione americana, la tensione si taglia a fette.


Sebastiano Satta Ascona, uno dei due soci della casa editrice, e la sua segretaria Anita Bo si sono finalmente dichiarati, dopo tante traversie, il loro reciproco amore. Un sentimento che però deve restare nascosto, e non soltanto a Muzio Monné, il socio di Sebastiano che bada più al denaro che alle parole scritte ma tutto sommato è un buon diavolo.


Ci sono due pesantissime spade di Damocle che gravano sulla coppia. La prima è il matrimonio di Anita con Corrado, “buon partito della città”, che è ormai imminente: è previsto per Natale. La seconda è il fidanzamento di Sebastiano con Mavi, la figlia del gerarca Sauro Bonatti. Inoltre, questi tempi difficili lo sono ancora di più per i nostri protagonisti, che non possono ammettere di essere antifascisti per moltissimi motivi, primo tra tutti il fatto di aver scritto sotto pseudonimo dei racconti che sicuramente otterrebbero una reazione violenta della censura.


Da qualche tempo, poi, Anita ha un’ulteriore preoccupazione che le serra la bocca dello stomaco: ha l’impressione di essere seguita. È terrorizzata all’idea che si tratti di qualcuno ingaggiato da Corrado e che il fidanzato abbia scoperto il suo amore clandestino, ma poi si rende conto di avvertire quella sensazione solo quando è con Sebastiano. Che sia lui il pedinato? Di male in peggio, dal momento che suo padre Rodolfo è un oppositore politico ricercato un po’ ovunque.


Una sera, però, il misterioso pedinatore si fa vivo con Sebastiano, e, con suo grande sconcerto, non si tratta di una persona che ha smascherato il suo essere antifascista, bensì di qualcuno che si è bevuto un po’ troppo le bugie che egli ha detto e l’immagine di fervente fascista che egli si è creato. Sebastiano è stato contattato dall’OVRA per una richiesta di adesione alla quale purtroppo non si può dire di no.


Sulle prime Anita e Sebastiano provano a calmarsi ed a minimizzare: entrambi non hanno capito la pericolosità delle persone che hanno davanti, e si illudono che si tratti solo di lavoro di segretariato, di riferire aggiornamenti a proposito della situazione torinese, o comunque compiti da poco. Quando però il misterioso uomo in beige dell'organizzazione chiede a Sebastiano di sorvegliare Candida, la ex professoressa di Anita dalle dichiarate simpatie antifasciste, e di trovare un modo per incastrarla e mandarla al confino, i due capiscono che la situazione è gravissima.


Per la prima volta nella serie, tutti i protagonisti si alleano: Sebastiano e Anita, gli amici Julian e Clara, Rodolfo, Candida e Diana con la sua bambina in arrivo. Ha inizio un lungo e complicato piano di fuga: in un primo momento l’idea è mettere in salvo solo Candida e Diana, poi anche gli altri si rendono conto che in Italia la situazione è troppo tesa e che forse è meglio imitarle e cercare riparo in Francia o addirittura in America.


L’unica che non è convinta, sorprendentemente, è Anita. Ella sa che la fuga è il piano più saggio, ma non sopporta di lasciare a Torino la sua famiglia e Clara, che è l’unica che per ora non ha motivi per fuggire. La lettura de L’antologia di Spoon River le ha insegnato l’importanza di “scrollarsi di dosso i suoi lupi”, di combattere invece di arrendersi…



Una festa in nero era per me il titolo più atteso del 2024. Certo, ci sono altre novità dei miei autori preferiti che ho prenotato quasi subito in biblioteca e che mi sono piaciute tanto, ma in questi anni la storia di Anita e Sebastiano è stata per me così appassionante da diventare anche uno degli argomenti preferiti di discussione con due mie amiche (Mara e Francy de L'angolo di Ariel), e tutte e tre friggevamo in attesa di conoscere la conclusione.


Alice Basso ha dichiarato di aver iniziato la serie con questo preciso finale in testa, e non posso che concordare con lei! Non faccio spoiler ma… credetemi, onore a lei per non essere scaduta né nel facile dramma né nel facilone lieto fine.


Sarà una fatica lasciare andare questi personaggi che mi hanno insegnato così tanto ed in così tanti campi: a mantenere un’identità anche in tempi di uniformità forzata; a non sottovalutare la propria intelligenza e sensibilità; il coraggio dei sentimenti; la forza della parola scritta e della cultura; l'importanza dell’aiuto da dare a chi è stato messo dalla società in una posizione di debolezza; la resistenza, da esercitare nei modi più imprevedibili.


Per me una serie da 10 e lode, applaudo davvero dalla prima all’ultima pagina. Per le mie amiche questa seconda serie è la migliore della Basso; io resto un pelino più affezionata a Vani ed al commissario Berganza, però di sicuro non mi dimenticherò di Anita.



Il film del mese


Sono passati ormai degli anni da quando Po, il buon panda, è riuscito a diventare il Guerriero Dragone sbaragliando una temibile concorrenza.


Ci sono state tante avventure: il maestro di Kung Fu più anziano ha salutato per sempre lui e i suoi compagni, egli ha trovato la sua famiglia d’origine, più di un complotto è stato sventato. Ora i suoi amici di sempre, i “cinque cicloni”, stanchi di lottare, sono andati ad insegnare arti marziali altrove, ed il suo mentore, il maestro Shifu, ha una sorpresa per lui: egli non potrà più essere il Guerriero Dragone.


Po, infatti, dovrà scegliere un suo successore e diventare lui la Guida Spirituale della Valle della Pace. A Po non piace nessuna delle due cose: lui adora le arti marziali, e non si sente certo “spirituale” come il Maestro Shifu!


Egli prova a fare delle audizioni per il suo successore, ma si trova davanti solo guerrieri che vogliono esibire la forza bruta, e nessuno mostra di divertirsi davvero, di mettere il cuore nel Kung Fu. Almeno finché non si imbatte per caso in Zhen, una volpe ladra, velocissima e astuta.


Po riesce a catturare Zhen ed a metterla in prigione, ma ella gli propone un patto. Da qualche tempo c’è una nuova, pericolosissima nemica che sta seminando il terrore ai piani alti della Valle della Pace: la Camaleonte, una strega malvagia e mutaforme, che riesce ad assumere le sembianze di re e generali ed a comandare al posto loro.


Zhen chiede a Po di liberarla e di fargli da compagno da viaggio verso Juniper City, la città dove il potere della Camaleonte è ormai assoluto. Con l’abilità e la forza di Po e la conoscenza di Juniper City di Zhen, la nemica potrebbe ritrovarsi in difficoltà per la prima volta.


I due padri di Po, quello biologico panda e quello adottivo oca, non sono però convinti di questo piano, e seguono il figlio a debita distanza, decisi ad aiutarlo.



È un periodo di cartoni animati: sabato scorso ne ho visto un altro bellissimo che sicuramente sarà parte dei preferiti di luglio. Kung Fu Panda 4 è stata invece una visione di due mesetti fa, ma avevo intenzione di parlarvene perché mi è proprio piaciuto.


È una pellicola che affronta i temi della crescita e del cambiamento, perfetti per i bambini, sempre importanti per gli adulti. Po non vuole abbracciare il nuovo se stesso, sia perché ormai è molto a suo agio con il vecchio, sia perché non si sente all’altezza. Quando però si troverà davanti ai suoi antichi nemici, si renderà conto di tutto quello che ha già affrontato e di come il cambiamento sia dentro di lui, e quindi inevitabile.


Vero, è un film che mi ha fatto tanto ridere: ci sono alcuni momenti davvero esilaranti, come nei capitoli precedenti della serie. Alcuni temi trattati, però, secondo me sono stati percepiti come seri anche dai bambini e dai ragazzi: in fondo questa è la storia di due orfani, uno che ha avuto la fortuna di essere cresciuto da un ottimo padre adottivo e di aver ritrovato per caso un altrettanto ottimo padre biologico che non aveva mai smesso di cercarlo, l’altra che è stata “allevata” in mezzo alla strada dai briganti di Juniper City. Entrambi hanno molto da imparare: il primo crede che tutto il mondo sia bello e buono come lui, la seconda non ha ancora compreso l’importanza di una famiglia solida e dell’amicizia sincera.


Davvero un film che lascia molto… non solo ai più piccoli.



La musica del mese


Nel corso del 2024 questo spazio musicale è stato dedicato ai brani che ho interpretato sul palcoscenico con la mia scuola di danza. Direi che per questo mese la scelta è obbligata, visto che il 7 giugno c’è stato il nostro saggio!


Partiamo… dalla fine, con il pezzo finale che abbiamo interpretato tutte insieme, classico e moderno. Siamo “andate” negli Stati Uniti con grande energia ed allegria per interpretare Swing is the thing! (Link)


Con il moderno del lunedì abbiamo interpretato una versione tosta del Libertango (Link), forse la coreografia più difficile di quest’anno, mentre il giovedì ci siamo concentrate su una sorta di flamenco/assolo di chitarra dalle atmosfere andaluse, Memorias de una guitarra (Link).


Poi abbiamo unito le forze, mettendo insieme chi di noi poteva solo il lunedì e chi solo il giovedì (io per mia fortuna sono riuscita a fare entrambi senza troppe corse), per due pezzi: un cha cha cha inusuale ed in azzurro, Perhaps perhaps perhaps (Link), e Ragazza sola di Annalisa (Link), che secondo me rappresenta bene lo spirito di gruppo che ci contraddistingue.



Infine la mia variazione di quest’anno è stata sulle note di In this shirt dei The Irrepressibles (Link) – e devo ammettere che ogni anno il pezzo da sola mi fa venire voglia di camomilla e poi è sempre un momento bellissimo – ed insieme alla mia amica Giulia ho fatto un duetto sulle note di Aladdin (A friend like me strumentale, Link).


Come avete visto il programma è ricco! Da quando siamo rimaste in poche dopo il Covid (tra lunedì, giovedì e classico del mercoledì siamo 9, più le “mezzanine” e le “piccole”) cerchiamo il più possibile di riempire la serata. La gioia e la soddisfazione sono state grandi, penso che traspaia dalle mie parole!



La poesia del mese


Per questo mese ho scelto Mio adorabile giugno di Valerie Dohren.


O vieni dolce giugno, mio adorabile giugno

Il mese in cui prima fioriscono le rose -

Un tappeto meraviglioso e colorato

Dalla luce del sole baciata durante il giorno,

Così scacciando tutte le mie preoccupazioni.


E riparato sopra, il toro stellato,

Scintillante lì, così bello,

Adornando così i cieli settentrionali

Quando muore la luce abbagliante del giorno -

È come uno scorcio di Paradiso.


Quindi arrampicata in alto nella distesa di cieli

Il sole sorge, per migliorare così

Lo splendore che è tutto intorno.

O giugno, giusto giugno, in cui abbondano

I regali delle stagioni, che circondano completamente,


Con petali di fiori morbidi spiegati

E le viti intorno al traliccio arricciate.

L’erba è dolce e riccamente verde

Con lucentezza luminescente brillante -

La tua faccia, il mio giugno, una bella scena.


I garofani prosperano negli anni

Scoppiando dalle lacrime di Maria,

E l’aria profumata al caprifoglio,

Nessun’altra fragranza si confronta -

Cerco di rimanere sempre lì.


O giugno, caro giugno, per te aspetto -

Il mio desiderio di sempre diminuirà

Quando ricorri con tutta la tua grazia

Per sollevare il mio cuore e illuminare la mia faccia,

E così la mia anima da abbracciare pienamente.


Tale pura delizia, tutto il cielo inviato,

O giugno, il mio giugno, porti contenuti.

Sei tu per cui ho sempre desiderato,

In attesa quindi del tuo prezioso ritorno -

O giugno, il mio delizioso soggiorno di giugno.



Le foto del mese


Ho già parlato parecchio della serata ballerina del 7 giugno e quindi non c’è molto da aggiungere… vi lascio solo la foto del momento più commovente, quando abbiamo finito tutto ed abbiamo consegnato il regalo – una maglietta con una ballerina ed i nostri nomi – alla nostra insegnante!



Giugno per me chiama “commozione” anche perché è il momento dei rituali di fine anno con la scuola! Tra una festa ed una merenda, anche quest’anno scolastico domani ci saluterà…



Per il resto è stato un giugno ancora piuttosto piovoso e scosso dal maltempo, quindi si è potuto fare abbastanza poco all’aria aperta. Quando però è uscito il sole, la temperatura si è rivelata ben più sopportabile di quella solita di giugno, così ho potuto fare comunque qualche passeggiata!



Poi, come ogni anno a giugno, c’è stato un po’ da occuparsi dell’orto, dei primi frutti dell’estate che stanno arrivando, e degli animali di famiglia, visto che è il periodo delle prime partenze!




Questo è il mio giugno “in breve”… si fa per dire! Ogni anno si rivela un mese tosto, un’altalena di emozioni di tutti i tipi: stanchezza e desiderio di staccare si mescolano a momenti di grande gioia e soddisfazione che erano attesi da settimane, se non da mesi. Come al solito, il blog vi farà ancora compagnia a luglio con qualche post allineato con l’atmosfera estiva… e poi ci sarà la solita pausa di agosto!

Fatemi sapere, nel frattempo, com’è andato il vostro mese.

Grazie per la lettura, ci rileggiamo in luglio :-)



lunedì 24 giugno 2024

LUNGA VITA!

 Spazio Scrittura Creativa: giugno 2024




Cari lettori,

benvenuti all’appuntamento di giugno con la rubrica Spazio Scrittura Creativa!


Chi mi conosce sa bene qual è per me uno dei due appuntamenti clou di giugno (l’altro è la fine della scuola), e così questo mese parliamo ancora una volta di danza.


Questo racconto non è un inedito: è una revisione di qualcosa che avevo scritto anni fa, in un periodo in cui cercavo di scrivere delle specie di pagine di diario, ma in terza persona, in modo da trasformarli in esperimenti di narrativa.


Nella mia mente questo racconto fa parte di una mia serie dedicata al mondo della danza, insieme a I wanna dance with somebody (Link) che è un contemporary con un pizzico di romance ed alla storia del mese scorso Il padre della danza (Link), che è un historical. Lo stile diaristico mancava, e così eccolo qui!


Il testo della canzone è Long live di Taylor Swift che trovate qui.



Lunga vita!


Mi dico: “Ricorda questo momento” dentro di me

il momento in cui stavamo con le nostre mani che tremavano

e la folla da giù ci applaudiva

eravamo i re e le regine, e loro leggevano i nostri nomi

la notte in cui avete danzato

come se avessimo saputo che le nostre vite non sarebbero state più le stesse

ed eravate lì come degli eroi, su un libro di storia

era la fine di una decade...ma l'inizio di un'era


Mancava ormai poco alla fine di giugno, e per lei, come ogni anno dal 2002, stavano per richiudersi i battenti della scuola di danza. In tutto questo tempo, molti le avevano chiesto perché si ostinasse a frequentare la stessa scuola, o che cosa trovasse di così bello nella danza per aver fatto così tanti sacrifici, piccoli e grandi, durante la sua adolescenza e giovinezza. Spesso lei non sapeva rispondere a questa domanda con totale sincerità: si limitava a dire che era una sua grande passione, che aveva trascorso dei bei momenti lì, che continuava ad essere una soluzione comoda da gestire: lo era stato prima con l’Università, continuava ad esserlo con il lavoro.

Era tutto vero, ma solo con se stessa poteva ammettere che c’era molto di più.


Per lei ballare era una sorta di missione, qualcosa che la sosteneva durante il grigiore delle settimane che spesso, durante l'anno, sembravano tutte uguali. Sapere che stava lavorando a qualche pezzo, che stava imparando un balletto difficile, era una consapevolezza che la ricaricava oltre ogni misura. Anche in estate si era ritrovata, mentre faceva il bagno o prendeva il sole, a costruire coreografie nella testa o ad ascoltare con attenzione le musiche alla radio, cercando di immaginare a che cosa si sarebbe potuta dedicare prossimamente.


La sera del saggio, all’inizio di giugno, era sempre per lei qualcosa di magico, ed anche quell’anno non aveva fatto eccezione. In un certo senso, qualcosa era andato anche meglio: per lei partecipare era già una vittoria. Era ormai la più grande del gruppo ed ogni anno ci voleva un po’ di impegno in più per incastrare tutto ed onorare gli impegni. Tuttavia, ogni volta che arrivava la primavera si ritrovava ad aspettare con trepidazione quella sera… e la settimana dello spettacolo spesso non le importava nemmeno di quanto e come mangiare o dormire. Per quei giorni esistevano solo lei, le sue compagne ed il ballo.



Venire buttate sul palco provocava sempre in tutte una certa apprensione, ma, dopo aver preso sicurezza, tutte quante finivano per fare dentro e fuori scena come se fosse la cosa più naturale del mondo.


Era quello il piccolo miracolo che ogni anno si ripeteva, e che si concludeva con una miriade di applausi e grandi sorrisi di soddisfazione. Fino ad un secondo prima l’incertezza regnava sovrana; una volta messo il primo piede sul palcoscenico, però, ognuna di loro sapeva che sarebbe andato tutto bene.


Addirittura le era capitato, diverse volte, di sperare che i giorni delle prove generali non finissero mai, perché era una magia troppo bella!


* * *


Ho detto: ricorda questo modo di sentirsi,

ed ho fatto passare le fotografie

di tutti gli anni in cui ce ne siamo state in disparte

aspettando questo momento

siamo i re e le regine, hai scambiato il tuo cappello da baseball con una corona

quando ci hanno dato i nostri trofei

e li abbiamo tenuti su, per la nostra città

ed i cinici si sentivano offesi,

ed urlavano: “Questo è assurdo”

perché per un momento una banda di ladre, con i jeans strappati,

è riuscita a farsi vedere dal mondo


Aveva raccolto tutte le fotografie della danza in un album, e quando le riguardava si rendeva conto di quanto lei avesse fatto dalla terza media in avanti. Il gruppo era cambiato, tante persone erano cresciute con lei, e di sicuro si era creato qualcosa di speciale.


Tutte avevano iniziato con le stesse incertezze, in mezzo al gruppo delle principianti, più per gioco che per vera passione, aspettando il momento in cui sarebbero state più grandi e più capaci di fare variazioni singole o a coppia, oppure pezzi con altri corsi. E poi quel momento era arrivato, anche troppo presto, e nel giro di pochissimo tempo si erano ritrovate grandi e quasi pronte ad essere d'esempio per le più piccole.


Ogni anno di più, tornare a scuola dopo le vacanze, o rifugiarsi lì anche per più ore dopo una giornata di stress e freddo, significava essere a casa.


Niente le aveva arrestate, nemmeno i due anni di pandemia durante i quali le videolezioni da casa erano state l’unica loro consolazione.


Perché lei e le sue compagne erano ragazze e donne come tante altre. Ma lì, sul palco, con lo chignon tirato, il trucco, i vestiti che avevano preparato per settimane, i balletti che avevano studiato per mesi, erano delle altre. E si sentivano più che mai nel posto giusto.



* * *


Ed aspettate un momento, promettetemi questo:

che starete con me sempre.

Ma se Dio lo impedisse, il Fato si mettesse in mezzo

e ci forzasse ad un addio

se avrete bambini, quando loro guardano le foto

per favore, dite loro il mio nome!

Dite loro come la folla applaudiva!

Dite loro che spero che splendano!


Aveva appena terminato un anno entusiasmante. E non pensava solo al mese che aveva preceduto il saggio: era sempre davvero speciale, durante la stagione in cui il buio si faceva sempre più fitto, indossare leggings, maglietta e scarpette, scaldarsi, distendere i muscoli, lasciarsi alle spalle il freddo che intirizziva ed ore intere passate sulla stessa sedia.


Parevano un paio di semplici ore alla settimana, eppure, nonostante la crescita ed i dubbi che in quell'anno la stavano attanagliando su tutto, erano ancora così tenacemente importanti.


Quando tutte quante sarebbero state delle donne anziane, ormai lontane da quella scuola e proiettate verso altre esperienze, forse si sarebbero ancora ritrovate a guardare le fotografie, a ripensare a quello che erano state. Magari le altre avrebbero parlato alle loro famiglie di quando avevano imparato i balletti insieme a lei.


Avrebbero raccontato come, terminato un balletto divertente, si rotolavano a terra ridendo.

Come se ne stavano sedute in sala prove con un panino ed una bottiglietta, guardando con curiosità quello che avevano preparato gli altri gruppi.

La vivacità del buio dietro al quale si celava una platea.

La sensazione di sollievo e leggerezza quando finalmente quel passo difficile veniva.

Tutti i luoghi del mondo che avevano attraversato danzando.

Le variazioni che ogni anno avevano scelto, ogni volta con meno paura di buttarsi.

Tutti i momenti in cui, come in una vecchia canzone degli 883, si era ripetuta: “Due minuti di paura, poi pronti, via.”

E tutte quelle mattine in cui si era svegliata ed aveva avuto la sensazione di star vivendo qualcosa di magico.


Se, in un futuro che sperava ancora lontano, avesse potuto lasciare un messaggio che rappresentasse appieno il rapporto tra lei e la danza, sicuramente sarebbe stato il seguente:



“Lunga, lunga vita alle mura che abbiamo abbattuto

e tutte le luci delle candele che brillavano solo per me e voi

ed io ero lì ad urlare «Lunga vita alla magia che abbiamo creato»

e portatemi qui tutti gli imitatori

non ho paura

Cantando «Lunga vita» alle montagne che abbiamo mosso

Ho trascorso la mia vita combattendo i draghi con voi

E lunga, lunga vita a quello sguardo sul tuo viso

e portatemi qui tutti gli imitatori

un giorno saremo ricordate”



FINE



Non so se ho emozionato altri appassionati di danza, ma di sicuro rileggendo queste pagine e rieditandole, aggiungendo tutti i passi in più che abbiamo fatto da allora (specie quelli accidentati della pandemia), mi sono commossa io, e tanto basta.

Fatemi sapere se vi può piacere questo stile un po’ “diario” e se vi piacerebbe qualcosa di particolare in materia di scrittura creativa!

Vi aspetto…

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)