Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese
Cari lettori,
primo appuntamento con i “Preferiti del mese” del 2026!
Ormai è ben il nono anno per questo format, che resta sempre uno di quelli che mi piace di più, perché mi dà l’opportunità di raccontarmi sotto diversi punti di vista.
Gennaio è stato un mese essenzialmente diviso in due parti: la prima settimana trascorsa in vacanza, tra sole, mare e ultimi pranzi in famiglia; e poi tutto il resto del mese, tra rientro al lavoro, riapertura della scuola di danza e clima di stagione. Impegni e gelo mi hanno portato spesso a weekend tranquilli e hobbies casalinghi.
Quindi come inizio anno, per ora, procede tutto abbastanza bene. Nel frattempo vediamo insieme che cosa mi è piaciuto questo mese, dai libri ai film, dalla musica alla poesia alle foto delle vacanze!
Il libro del mese
Questa storia ha inizio in Sardegna alla fin degli anni ‘70.
Livio ha sedici anni e finora ha frequentato con profitto il liceo linguistico, nonostante l’influenza non sempre positiva dell’amico Marco Aurelio e dell’irrequieta Dafne. I suoi amici sono fedeli seguaci delle filosofie pacifiste e di libero amore degli anni ‘70, e sono grandi appassionati di musica, specie il rock, che in quel decennio sta vivendo un momento d’oro.
Così Livio, che non ne può più dell’estate sarda, del brulicare di turisti e di tutti quelli che per lui sono sintomi del conformismo borghese, una notte scappa senza niente, nemmeno le scarpe: solo i vestiti essenziali. La destinazione è un traghetto per Firenze, per partecipare al concerto di Patti Smith insieme proprio a Dafne e a Marco Aurelio.
La serata, però, non va come Livio aveva immaginato: egli, infatti, conosce una ragazza di nome Anaïs che lo affascina immediatamente. Per non perderla di vista, egli accetta di seguire gli amici di lei, che ai suoi occhi risultano molto stravaganti, ed anche nei modi di fare sono decisamente lontani da quelli dei suoi amici hippy. Egli scoprirà in seguito che essi, insieme ad Anaïs, appartengono al movimento punk.
Livio assume delle droghe allucinogene insieme alla ragazza e passa la sua prima notte in uno squat (un palazzo abbandonato), ma quando si risveglia è solo.
Deluso e sconfortato, egli torna a casa ed a scuola, che frequenta con profitto altalenante. Egli si sente sempre più distratto, e si rende conto che anche gli amici di cui si era sempre fidato stanno iniziando a cambiare idee e modi di essere, così come gli anni ‘70 stanno lasciando il passo agli ‘80.
Quando egli inizia a pensare che che l’incontro con Anaïs sia stato solo una brevissima e molto felice parentesi della sua vita, ella rispunta improvvisamente nella sua vita. La ragazza soggiorna a casa di Cesare, un uomo gentile, colto e misterioso che ha trasformato casa sua in una sorta di comune. Oltre a lei ci sono un ragazzo che sogna di fare il deejay, qualche artista indipendente, le prime donne transessuali che cercano di vivere liberamente, ragazzi omosessuali che tra quelle mura non si sentono giudicati.
Gli ospiti della casa sono i cosiddetti “Indegni”, tutti coloro che la società, ancora molto restia ad accettare il diverso, finisce per isolare. Livio inizia a frequentare la casa di Cesare a sua volta – di nascosto, tornando dai suoi genitori la sera – e inizia a sentirsi per davvero parte di qualcosa.
Ma Anaïs è irrequieta e, nonostante lo stesso Cesare abbia posto il veto, continua a esagerare con l’alcool e ad assumere droghe, quasi volesse restare al di fuori di sé. Livio nasconde il più possibile i vizi della ragazza perché ne è innamorato… almeno finché ella non si allontana da lui in modo del tutto imprevisto e doloroso. E non sarà l’unica volta in cui i due si cercheranno, si ritroveranno e si divideranno ancora…
Gli Indegni è un romanzo a metà strada tra la narrativa di storia contemporanea e un originalissimo romance. La storia di Livio e Anaïs è indubbiamente una storia d’amore, ma al lettore basta poco per comprendere che il sentimento di lui è sicuramente più profondo di quello di lei, che è sfuggente: è come se inseguisse sempre qualcosa, forse una realizzazione personale, che però finisce per assumere i contorni dell’autodistruzione.
Gli anni Ottanta, sia nel bene che soprattutto nel male, sono il terzo protagonista di questa storia, ed Anaïs sembra assorbirne soltanto il peggio: gli ideali di pace e amore che si spengono in una miriade di movimenti molto più individualisti, le droghe che hanno portato via moltissime giovani vite, l’esplodere del consumismo, i ricchi e famosi che diventano “divi” con tanto di groupie al seguito, magari maltrattate (per non dire di peggio).
A casa di Cesare c’è invece il meglio di quel tempo, come i primi segnali d’inclusione e accettazione di chi da tanti era ancora considerato “diverso”, e la nascita dell’idea di chosen family. E la storia di Livio è un vero e proprio romanzo di formazione.
È un romanzo bellissimo, che si divora, e dice molto della nostra recentissima storia. Personalmente ho ritrovato anche un buon numero di storie che mi ha raccontato mio padre sulla sua gioventù e ho compreso meglio alcuni dettagli.
Ve lo consiglio di cuore!
Il film del mese
Bernardo è un allevatore di cavalli che passerebbe tutto il suo tempo in compagnia dei suoi amici animali; Giovanna è un’estetista che intesse relazioni soltanto con ragazzi molto più giovani di lei, ai quali però non si lega veramente; Ivana è un geometra che dirige cantieri con un piglio fin troppo deciso.
I tre sono fratelli, ma hanno un pessimo rapporto e non si parlano da anni. Quasi nessuno lo sa, perché essi mantengono volutamente il riserbo, ma dietro di loro – e soprattutto dietro ai loro litigi – c’è un padre ingombrante, il professore universitario Arnaldo Cannistraci. Un uomo ben conosciuto anche al di fuori dell’ambiente accademico, che è sempre stato molto esigente con se stesso e con gli altri e che ha finito per mettere i fratelli in competizione tra loro.
L’uomo, però, non ha più nemmeno una consorte a cui fare riferimento nella vecchiaia, così, quando egli si ammala e viene ricoverato in ospedale, sono i suoi tre figli ad essere chiamati al suo capezzale. Essi si rendono conto che la situazione del padre è seria, e che ormai è rimasto a disposizione ben poco tempo per ricucire i rapporti familiari che sono disastrati da tempo.
Arnaldo, convinto che si sia trattato soltanto di una crisi passeggera, confida ai tre figli che, ora che li ha di nuovo con sé, vorrebbe esaudire un suo desiderio giovanile: un viaggio a Parigi che non è mai riuscito a fare. Peccato che le sue condizioni di salute non gli permettano nemmeno di varcare i confini dell’Italia.
Ai tre fratelli viene un’idea folle: prendere un camper e fare un “viaggio” circumnavigando il ranch di Bernardo e i suoi dintorni, facendo però credere al padre – che è sempre a riposo nella parte posteriore, dove c’è il letto – di star attraversando l’Italia e la Francia.
Giorno dopo giorno, il surreale “non-viaggio” della famiglia Cannistraci fa il giro dei social e diventa virale, mentre Bernardo, Giovanna e Ivana scoprono importanti segreti di famiglia e iniziano a riavvicinarsi…
Proprio come ho fatto in Dicembre, anche questo mese vi consiglio una divertente commedia per tutta la famiglia.
Le storie di Pieraccioni – che a me han fatto sempre ridere, beninteso – negli ultimi anni si sono ripetute un po’, ma non stavolta. Questa è una storia… originale ma vera, potremmo dire, visto che è ispirata ad un fatto realmente accaduto.
E poi c’è Nino Frassica, che mi fa sempre morir dal ridere.
Per una serata simpatica!
La musica del mese
Ho pensato a lungo a che tema introdurre per l’angolo musicale di quest’anno. Poi mi sono detta che, pensando di essere “un po’ vecchiotta” per stare al passo con le musiche che piacciono ai giovanotti di oggi (cosa verissima, penso di conoscere un ventesimo delle canzoni che sanno i miei studenti o le mie compagne di danza più giovani), sono però un po’ di anni che non condivido semplicemente la mia canzone preferita del periodo, quella che definisce un po’ il mood del mio mese.
Vi avviso che, non essendo per l’appunto super aggiornata, saranno semplicemente canzoni che mi piacciono, non novità dell’ultimo periodo.
Per gennaio ho pensato a Life’s for the living di Passenger, che potete trovare a questo link.
Mentre la sera tirava fuori la luna dal suo pacchetto
le stelle brillavano come i bottoni sulla giacca di un vecchio
e noi avevamo bisogno di un chiodo, ma lo abbiamo colpito
finché non è caduto dalla parete
mentre i piccioni beccavano i treni,
le scintille volavano come aeroplani,
la pioggia mostrava gli arcobaleni nelle macchie dell’olio
e tutti avevamo nuovi iPhone,
ma nessuno di noi aveva qualcuno da chiamare…
E mi sono imbattuto nel ventre della città
dove la vedova porta i ricordi ad affogare lentamente
con una mano verso il cielo e la nebbia negli occhi
mi ha detto:
“Non piangere per chi hai perso
sorridi per chi vive
prendi quello che ti serve
e dai quello che ti viene dato
la vita è per chi vive, perciò vivila
o tanto vale morire”
La poesia del mese
Dal momento che ho scelto il 2026 come mio personale anno dedicato ad Eugenio Montale, e settimana scorsa vi ho pubblicato il primo dei post dedicati a Ossi di seppia (lo trovate a questo link), non potevo non proporvi, per il primo mese dell’anno, la sua poesia Il primo gennaio.
So che si può vivere
non esistendo,
emersi da una quinta, da un fondale,
da un fuori che non c’è se mai nessuno
l’ha veduto.
So che si può esistere
non vivendo,
con radici strappate da ogni vento
se anche non muove foglia e non un soffio
increspa
l’acqua su cui si affaccia il tuo salone.
So che non c’è magia
di filtro o d’infusione
che possano spiegare come di te s’azzuffino
dita e capelli, come il tuo riso esploda
nel suo ringraziamento
al minuscolo dio a cui ti affidi,
d’ora in ora diverso, e ne diffidi.
So che mai ti sei posta
il come – il dove – il perché,
pigramente rassegnata al non importa,
al non so quando o quanto, assorta in un oscuro
germinale di larve e arborescenze.
So che quello che afferri,
oggetto o mano, penna o portacenere,
brucia e non se n’accorge,
né t’avvedi tu animale innocente
inconsapevole
di essere un perno e uno sfacelo, un’ombra
e una sostanza, un raggio che si oscura.
So che si può vivere
nel fuochetto di paglia dell’emulazione
senza che dalla tua fronte dispaia il segno timbrato
da Chi volle tu fossi… e se ne pentì.
Ora,
uscita sul terrazzo, annaffi i fiori, scuoti
lo scheletro dell’albero di Natale,
ti accompagna in sordina il mangianastri,
torni indietro, allo specchio ti dispiaci,
ti getti a terra, con lo straccio scrosti
dal pavimento le orme degli intrusi.
Erano tanti e il più impresentabile
di tutti perché gli altri almeno parlano,
io, a bocca chiusa.
Le foto del mese
Come da tradizione, per finire bene l’anno vecchio, ma soprattutto per cominciare al meglio quello nuovo, tra gli ultimi giorni di dicembre ed i primi di gennaio sono stata a Varazze con la mia famiglia. Non ho fatto in tempo a metterlo nei preferiti del mese scorso, ma l’ultimo lunedì dell’anno abbiamo fatto una passeggiata a Savona : ve ne parlo a questo link.
Il mare, il sole, questi magnifici colori… tutto mi ha fatto pensare all’arrivo della primavera. Ma l’inverno è ancora lungo…
Il primo dell’anno, dopo un ottimo pranzo, c’è stato il tradizionale spettacolo pirotecnico!
Un altro classico dell’anno nuovo sono i pasticcini… questa volta diversi dal solito!
Non potevo non farmi fare una fotografia con questo carinissimo trenino illuminato!
Come vi dicevo, il resto di gennaio è stato... un po' gelido e un po' impegnativo. Però sono riuscita a ritagliarmi un pomeriggio libero e così ho visto due mostre ormai in chiusura, che avevo quasi dato "per perse"... e invece ce l'ho fatta!
La prima è la rassegna fotografica Wildlife Photographer of The Year: penso che ormai sappiate che mi piace molto!
La seconda è invece l'esposizione dedicata a Pellizza da Volpedo alla GAM di Milano... splendida!
Non vedrete subito le recensioni di queste due mostre perché in febbraio, tra San Valentino e Carnevale, ho pensato ad altro. Però, anche se una ha ormai chiuso e una sta chiudendo, ve ne voglio parlare, quindi arriveranno!
Come primo mese dell'anno nuovo, non è andata poi male, vero?
Fatemi sapere com'è andato il vostro!
Grazie per la lettura, ci rileggiamo in febbraio :-)
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