lunedì 5 gennaio 2026

BOOKTAG DELL'EPIFANIA

 7 libri per piangere... e 7 libri per ridere!




Cari lettori,

(quasi) Buona Epifania!


Siamo, ahinoi, all’ultimo post festivo: da giovedì il blog toglierà il suo “vestitino natalizio” e tornerà alle solite rubriche.


Che dirvi? L’Epifania è dolce e amara! Sappiamo che la Befana ci porterà tanti dolci (sperando di essere stati buoni…), però le feste sono finite.


E così ho pensato di proporvi un TAG così, dolceamaro: 7 romanzi che mi hanno fatto piangere… e 7 che mi hanno fatto ridere!



7 LIBRI PER PIANGERE...


1) Risplendo non brucio, di Ilaria Tuti


Un romanzo ambientato nel 1944, due storie commoventi. Un padre professore di Medicina che viene scortato fuori da un campo di concentramento solo per indagare su un fatto inquietante avvenuto nel castello di Hitler. Una figlia dottoressa rimasta in Italia per guadagnare quel che può e mantenere il figlio, tenuto nascosto perché nato con un difetto fisico che significherebbe una condanna a morte.


La lotta contro il nazifascismo, due viaggi disperati, la guerra civile, le foibe. Una storia durissima ma molto bella.


Erano mesi e mesi che non piangevo così tanto per una “ultima pagina”.


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2) Il pianto dell’alba, di Maurizio De Giovanni


La serie del commissario Ricciardi è stata una delle più belle e importanti per me negli ultimi anni, e i personaggi mi resteranno sempre nel cuore.


Il pianto dell’alba è una “conclusione” (anche se poi c’è stata la trilogia composta da Caminito, Soledad e Volver) che credo abbia commosso molti lettori. Me compresa.


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3) Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, di Luis Sepúlveda


Un classico che ho letto per la challenge La donna verde, alla quale avevo partecipato nel 2022. Il tema del bimestre era il realismo magico, ma quello che mi è rimasto più impresso di questa lettura è la lotta tra l’uomo e la natura. Per quanti gesti orribili possa compiere l’uomo nei confronti del resto del mondo, la natura si vendicherà, anche solo facendo sentire un mostro chi è obbligato dalle circostanze ad uccidere un animale.


Con l’ultimo capitolo ho pianto proprio tanto!


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4) Se solo il mio cuore fosse pietra, di Titti Marrone


Un romanzo d’inchiesta sulla storia di Lingfield, una delle tante case fondate da Anna Freud (la figlia dell’inventore della psicologia) dopo la Seconda Guerra Mondiale.


Una “casa senza punizione” per bambini e ragazzi rimasti traumatizzati dai campi di concentramento, che lì venivano ascoltati, accuditi e… abituati a tornare al mondo.


Sfido chiunque abbia lavorato con bambini e/o ragazzi difficili a non piangere leggendo questa storia.


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5) Atlas, di Lucinda Riley


La serie delle “Sette sorelle” di Lucinda Riley ha significato davvero tanto per me. Tramite ognuna delle sorelle D’Aplièse, adottate dal ricco Pa’ Salt, ho viaggiato per il mondo, ho (ri)scoperto l’amore, ho conosciuto pezzi di storia che non conoscevo, ho imparato molto.


Una vera e propria girandola di emozioni, che non poteva non concludersi con Atlas, l’ottavo romanzo, la storia del misterioso Pa’ Salt.


Una lettura indimenticabile che mi ha commosso tantissimo.


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6) L’ombra della perduta felicità, di Roberto Centazzo


I romanzi di Roberto Centazzo sono, come egli stesso dice, delle “commedie gialle”: le vicende personali dei tre protagonisti, poliziotti in pensione, si intrecciano di volta in volta ad un’indagine (non proprio autorizzata, ovviamente). Vi garantisco che tante pagine dei suoi romanzi li farebbero entrare di diritto nella categoria “da ridere”.


Tuttavia, L’ombra della perduta felicità tratta in modo delicato e profondo il tema del burnout, e ci sono pagine che restano proprio impresse. Ho sentito anche l’autore parlarne personalmente, in un incontro dello scorso giugno.


Questa storia, di questi tempi, secondo me è necessaria. Non si sa perché, ultimamente si è diffusa ancora di più la voce – mai del tutto sopita, purtroppo - che se prendi lo stipendio dallo Stato (personale scolastico, sanitario, forze dell’ordine e quant’altro), allora il concetto di burnout “non si può sentire”, è proprio impossibile. Beh, insomma…


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7) Non è tempo di morire, di Leonardo Gori


Non è tempo di morire è uno dei thriller che ha per protagonista il colonnello Arcieri, ufficialmente carabiniere in pensione, in realtà agente dei Servizi che non riesce mai davvero ad andarsene.


Questo romanzo, in realtà, non ha niente di particolarmente commovente rispetto agli altri della serie (almeno quelli che ho letto), ma il mistero raccontato è avvenuto durante l’attentato terroristico di Piazza Fontana, il 12 dicembre del 1969.


E penso che ormai lo sappiate in un po’, perché ve ne ho già parlato, ma i miei prozii sono stati testimoni di questa tragedia, si sono salvati per poco. Quindi insomma, una lettura un po’ difficile per me.


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...E 7 LIBRI PER RIDERE!


1) Un uomo in mutande, di Andrea Vitali


L’ho già detto e lo ripeto: nessuno prende in giro i prepotenti con la leggerezza di Andrea Vitali.


E forse per questo motivo la serie del Maresciallo Maccadò, ambientata in pieno ventennio nella cittadina lacustre di Bellano, continua a riscuotere tanto successo. In ogni romanzo della serie, qualcuno della locale sezione del partito combina un guaio o fa una brutta figura, e per sistemare la sua malefatta crea una serie di irresistibili equivoci: toccherà poi al Maresciallo ed ai suoi sbrogliare la complicata matassa che si è creata.


In questo romanzo, con tutti i problemi che già ci sono in quegli anni, la priorità del partito sembrano essere...I WC. E quindi forse non è un caso che in piena notte, per più volte, venga avvistato Un uomo in mutande…


Sincera? Da piegarsi dal ridere!


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2) Non avevo capito niente, di Diego De Silva


Malinconico: semi avvocato, semi divorziato, semi felice. Un ufficio ammuffito e in mobili Ikea in condivisione con un commercialista non proprio di grido; pochi casi, quasi tutti d’ufficio o di ordinaria (e noiosa) amministrazione; una ex moglie che continua a cercarlo come amante, tradendo così il nuovo marito; due figli che ogni volta che lo cercano tirano fuori dal cappello un’idea stravagante.


Un’esistenza mediocre, la sua, come quella di tanti altri, salvata solo dalla sagace ironia e da una (quasi) allegra rassegnazione. Ma un cliente particolare sconvolgerà la sua vita.


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3) Amo la mia vita, di Sophie Kinsella


Inserire in questo elenco uno dei romanzi di un’autrice che ci ha appena lasciato è difficile, ma io la voglio ricordare così, come una scrittrice che ha fatto ridere tanti di noi.


E davvero è impossibile non divertirsi con Ava, la protagonista di questa storia: una ragazza con un lavoro che non la entusiasma e le dà solo di che vivere, una famiglia che non è più tale da tempo, delle amiche tanto care quanto stravaganti e un adorato beagle che è il suo vero compagno di vita. Niente va come dovrebbe nella sua vita, ma ella si consola con una casa creativa, tanti hobbies stravaganti e il sorriso sempre sulle labbra.


Durante un seminario per aspiranti scrittori in Puglia, ella si innamora di un ragazzo inglese ed i due decidono di tornare a casa come coppia. Ma si conoscono ancora troppo poco… e le conseguenze saranno tragicomiche ed esilaranti!


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4) Questa volta si ride!, raccolta di racconti


Ho trovato quasi per caso questa piccola antologia, pensata per le scuole, nella libreria di famiglia, durante il periodo del Covid… e devo dire che è stata la lettura giusta al momento giusto!


Ci sono estratti da classici e romanzi celebri, scene divertenti della letteratura, racconti brevi, monologhi di personaggi famosi.


Questa volta si ride… per tutti i gusti!


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5) La fabbrica delle stelle, di Gaetano Savatteri


Ho scoperto il piccolo mondo di Saverio Lamanna, giornalista rimasto disoccupato e costretto dalle circostanze a tornare nella casa al mare di famiglia, grazie ai racconti contenuti nelle raccolte Sellerio.


E poi è uscito La fabbrica delle stelle, il primo romanzo di questa serie a tutti gli effetti. E le prime 100 pagine sono piene di battute!


So che il mondo di Màkari è diventato anche protagonista di una fiction (che comunque a me tutto sommato piace) che ha aggiunto qualche sfumatura drammatica in più e molte vicende romantiche. Ma i libri per me restano molto più interessanti: colti, arguti e parecchio ironici.


E poi, Peppe Piccionello non è un personaggio: è uno stile di vita!


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6) Matrimonio di convenienza, di Felicia Kingsley


Jemma proviene da una famiglia di hippies londinesi, vive in un seminterrato ed ha (aveva) un lavoro malpagato. Ashford è un nobile che trascorre le sue giornate nella campagna inglese, tra corse di cavalli, feste ed altri divertimenti appartenenti ad un altro tempo, ma da quando il padre è morto, il bilancio familiare ha rivelato dei buchi preoccupanti.


Un matrimonio di convenienza tra loro permetterebbe a Jemma di entrare in possesso dell’eredità di una zia snob (che ha vincolato il passaggio di denaro al matrimonio con un nobile inglese), e ad Ashford di avere liquidità immediata senza perdere la sua posizione di pregio. Ma la convivenza sarà… da morire dal ridere!


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7) Hai detto trenta?, del blog I Trentenni


Andrea, Lea e Viola sono state amiche negli anni di liceo. Ma ora sono tre trentenni un po’ contente e un po’ insoddisfatte, a giorni alterni come spesso accade da adulti.


Tutte e tre sono molto nostalgiche dei tempi della scuola e decidono di partire insieme per quel viaggio che a diciott’anni non erano mai riuscite a fare… e ne accadranno delle belle!


Una risata speciale per noi millennials, per rivivere insieme “i vecchi tempi”!


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Che ne dite? Vi ispira di più la prima o la seconda parte del TAG? 

Avete letto qualcuno di questi romanzi? Che cosa ne pensate?

Ditemi anche se voi avreste scelto altro, e se qualche titolo vi ha commosso o fatto ridere particolarmente. 

Vi auguro ancora una Buona Epifania! 

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)



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