lunedì 9 giugno 2025

UN GIRO A... MELEGNANO E LODI - SUMMER COUNTDOWN 2025 #1

 Vi racconto la mia gita fuori porta



mancano 12 giorni al Solstizio d’estate!



Cari lettori,

è tornato il momento del nostro ormai tradizionale “Summer countdown”!

Chi c’è da un po’ di anni sa che nei primi tempi del blog c’era soltanto il conteggio prenatalizio: una serie di 4/5 post a tema nel mese di dicembre, per prepararci insieme alle festività. Poi, quando è arrivato il Covid ed ho sentito la mancanza di tutte quelle tappe che convenzionalmente per me significavano “è arrivata l’estate” (soprattutto festeggiare la fine della scuola con gli alunni in presenza e il saggio di danza), ho pensato di creare anche un conteggio estivo!


Anche oggi, archiviata (con dispiacere, perché per me sono forse i giorni più importanti ed emozionanti di ogni anno) la settimana clou di palcoscenico e fine scuola – almeno per i nostri alunni, noi giustamente abbiamo ancora da fare - , ho pensato di proporvi quattro post a tema per aspettare insieme il Solstizio d’estate.


Settimana prossima parleremo di libri, con un paio di consigli di lettura leggeri e una TBR stagionale per tutti i gusti. Invece per oggi e per questo giovedì ho pensato di raccontarvi nel dettaglio, finalmente, le due belle gite che avevo fatto nel ponte del 1 maggio. Ancora non c’era stata occasione di parlarvene!


La prima di queste due gitarelle, come vedrete, è davvero “fuori porta”, considerato che sono di Cernusco. Ho scoperto dei posti che avevo davvero sotto casa e che sarebbe stato un peccato perdere!



Passeggiata mattutina a Melegnano


Ho fatto questa gita con la mia famiglia ed il nostro intento della giornata era soprattutto visitare Lodi, ma per via di una commissione da fare in centro ci siamo ritrovati, in mattinata, a visitare Melegnano. Il centro storico è davvero carino, e non lo conoscevo!



I monumenti storici non mancano, come questo fregio con un leone veneziano (simbolo di San Marco) incastonato tra un negozio e l’altro in un normalissimo palazzo.



Anche il municipio è un edificio in cotto rosso dall’aria piuttosto tradizionale.



Abbiamo visitato anche quella che credo sia la chiesa principale (di fronte alla piazza del municipio). È un bellissimo edificio romanico – vi anticipo che in queste due gite ho visto moltissimo di questo stile, e di arte sacra in generale – e, anche se appena si entra potrebbe sembrare buio, pian piano l’occhio si adatta e si notano piccole ma diffuse aperture che fanno piovere la luce dall’alto.



Le vetrate sono istoriate e rimandano più allo stile gotico che a quello romanico della chiesa.



Il cuore del centro storico di Melegnano è però il castello mediceo, attraversabile senza pagare alcun biglietto. Si possono vedere soltanto gli esterni, ma bastano per sentirsi entrare, all’improvviso, in un’altra epoca.



Oltrepassato il castello ci sono dei giardini pubblici piuttosto ampi che, in piena mattina di ponte, con tanto sole, erano anche piuttosto frequentati!



Arrivo a Lodi: la piazza principale


Da Melegnano a Lodi la strada in macchina è piuttosto breve, così, dopo aver parcheggiato, superato un quartiere residenziale e degli altri giardini pubblici…



...siamo arrivati nella piazza principale del paese, che mi è piaciuta molto fin da subito!



Per gli appassionati di lettura come me, segnalo che in un palazzo storico della piazza c’è anche una grande libreria!



Essendo giunti sul posto che era quasi ora di pranzo, abbiamo aspettato il pomeriggio per l’apertura della Basilica, ma ne è valsa la pena perché l’interno era grande, fresco e bellissimo!



Io non sono una grande amante delle cripte perché, insomma, non sono mai stata una fan del concetto di reliquia (chi al mondo lo è, vorrei sapere) e le cripte ne sono piene, in più mi sembra sempre di essere in un romanzo di Dan Brown ed ho paura che, per esempio, un prelato corrotto ci chiuda dentro, o qualche fanciulla con manie di grandezza voglia rilasciare lì dentro qualche pericolosa arma chimica. Forse i film mi hanno impressionato un po’ troppo. A mia discolpa devo dire che erano i giorni pre-conclave e che chiunque, ovunque, soprattutto sui social, citava ironicamente Angeli e demoni. Comunque questa cripta è molto bella e ricca, quindi l’ho fotografata.



Il Tempio Civico dell’Incoronata


Se mi chiedeste qual è la cosa più bella che ho visto a Lodi, credo che senza dubbio risponderei mostrandovi queste foto del Tempio Civico dell’Incoronata, una bellissima, piccola chiesa dedicata alla Madonna – appunto – Incoronata. Vista la ricchezza e la magnificenza delle opere d’arte contenute, esso è diventato da tempo un bene culturale di proprietà del Comune, ma credo sia ancora oggetto della devozione di molti.



La struttura è tonda (o quasi, diciamo che è un poligono regolare con molti lati), ma, da qualunque lato ci si giri, la visuale è… incredibile. Questo è il lato con l’organo. La quantità di affreschi e stucchi dorati lascia davvero senza parole!



E poi, come non fotografare anche la cupola?



La struttura principale è affiancata da un corpo laterale che porta ad alcune stanze – come il coro e la sacristia – più modeste, ma comunque curate e ricche di dipinti.



Tanta arte sacra, una sola biblioteca… dei Filippini


Prima di partire per questa gita ho dato un’occhiata su Instagram e TikTok per vedere se c’era qualche video del genere “tutto quello che c’è da vedere a Lodi” ed in effetti sono stata fortunata, ho trovato un po’ di cose. Sulle prime ero dubbiosa perché mi sembrava che ci fosse quasi soltanto arte sacra, però in effetti devo dire che è così: i luoghi di culto in stile romanico sono le opere artistiche principali della città.



Ad un certo punto del pomeriggio mi è sembrato anche di “fotografare solo chiese” però devo dire che il mio rullino ha catturato anche dei bei particolari, come questo affresco con la Madonna, il bambino e la madre di Maria.



Particolarmente bello è l’interno della chiesa di San Filippo, accanto alla biblioteca comunale. Essa è considerata uno dei capolavori del barocco italiano e, credetemi, se entrate non potrete non essere d’accordo. C’è qualcosa di magico nella luce che scende tra dipinti ed affreschi: da lontano sembra tutto a colori pastello ma, avvicinandosi, si coglie la vivacità di ogni singolo soggetto.



Quanto alla biblioteca, devo dire che ringrazio internet, altrimenti, vedendo l’ingresso di un palazzo grande e moderno, non avrei pensato che al suo interno si celasse qualcosa di storico. Invece, salendo al primo piano, si può vedere – solo dall’esterno con un ampio vetro, perché apre solo per delle visite guidate – la grande sala di quella che una volta era la biblioteca dei Frati Filippini. Sembra un po’ quella della Bella e la Bestia, no?


So che a Lodi ci sono almeno altri due luoghi da visitare che esulano dall’arte sacra (un museo sulla stampa ed una fondazione di studi di anatomia, se non erro), ma, per questioni di tempo ed orari di apertura, non siamo riusciti a vederle. Voi magari siete stati? Fatemi sapere!



Qualche consiglio gastronomico


Una gita di questo tipo non sarebbe completa senza un buon pranzetto, no? L’antipasto di salumi e giardiniera è un po’ una tradizione di questa zona, e non ho potuto dire di no!



Ho solo assaggiato questa insalata di pollo perché, appunto, avevo scelto un altro antipasto, ma mi è sembrata molto buona ed anche scenografica!



Dopo un primo a scelta (pasta agli asparagi oppure risotto al Bitto e rosmarino), siamo inevitabilmente cascati nella tentazione del dolce… e quando mai io non ci cado, direte voi. Avete ragione!

Questi baci di dama/amaretti con panna e cioccolato erano troppo belli per non fare una foto :-)



Io però ho preferito questo gelato alla crema e amaretti con miele di castagno e noci. E poi, a metà pomeriggio, prima di ripartire, visto che la giornata era così calda che sembrava estate piena, abbiamo preso pure la granita siciliana in una gelateria della piazza principale. Poco attinente ai menù lodigiani, ma avevamo troppa sete!




Per me è stata una bellissima giornata ed una gita molto istruttiva!

Vedrete che anche quella che vi racconterò giovedì non vi deluderà…

Fatemi sapere se avete visto queste belle cittadine e che cosa vi è piaciuto di più. Spero di avervi incuriosito!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


venerdì 6 giugno 2025

"LO SCHIACCIANOCI" BOOKTAG - LETTURA E DANZA!

 Un romanzo per ogni personaggio del balletto




Cari lettori, 

quando leggerete questo post, io sarò alle prese con l'ultimo giorno insieme ai miei studenti ed avrò appena superato la serata più bella dell'anno: quella dell'annuale spettacolo con la scuola di danza. Per celebrare insieme a voi questa settimana speciale, ho pensato ad un "Tag... a tema libri" che comprendesse anche la danza. 

Ho trovato su internet un questionario a tema "Letture e Schiaccianoci" ed ho pensato che fosse perfetto! Anche la foto di copertina di questo post mi sembra in linea con l'intento odierno: due anni fa, in occasione di una serie di variazioni per "Un americano a Parigi", ho danzato... con un libro in mano!


Clara


(La mia variazione come protagonista di West Side Story)

Il tuo protagonista preferito in una storia che

hai letto quest’anno


Cosa si prova di Sophie Kinsella è la storia di Eve Monroe, una sorta di alter ego dell’autrice, e della sua lotta contro il glioblastoma, un raro tumore al cervello.


Tra le varie protagoniste che ho incontrato in questa prima (quasi) metà del 2025, lei è sicuramente tra le più forti e coraggiose, quella che più mi ha insegnato nelle poche pagine di questa novella.


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La bambola Arlecchino


(Il giullare di corte del Lago dei Cigni è "amico" di Arlecchino!)

Questo libro ti ha fatto cadere sul pavimento, ridendo!


Una ragazza d’altri tempi è la storia di Rebecca Sheridan, una ragazza che vive a Londra, dove frequenta l’Università, e che non si è più ripresa dal lutto dei suoi genitori.


La sua esistenza è solitaria e trascorsa soprattutto tra i libri: nel tempo libero, Rebecca immagina di vivere in epoca regency e di godersi i mille divertimenti della “stagione matrimoniale”.


Un giorno Rebecca ha l’opportunità di partecipare ad un evento regency alla biblioteca di Londra, ma si perde e sviene. Quando si risveglia, ella è… nel 1816, e tutto è proprio come nel suo sogno ad occhi aperti. Non sapendo come fare a tornare nel presente, Rebecca decide di provare a vivere il suo passato ideale. Ma l’epoca regency non è proprio come la immaginava… e non mancano gli episodi tragicomici!


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Il principe


(La "principessa" del gruppo dei fiori, 

in Alice nel Paese delle Meraviglie)

Qual è un personaggio che ha lottato

contro tutti i pronostici?


Volver di Maurizio De Giovanni è l’ultimo romanzo (per ora) che ha per protagonista il commissario Ricciardi.


Fuggito da Napoli con la famiglia, perché la figlia ed i suoceri sono di origine ebraica, egli ha dovuto lasciare la polizia, è ritornato a Fortino ed è tornato ad essere il barone di Malomonte.


Anche se egli sembrerebbe aver trovato la sua pace tra i monti del Cilento, c’è un mistero che lo tormenta: l’omicidio del primo uomo che ha visto morto, un contadino trovato proprio tra le vigne di suo padre, è rimasto senza soluzione.


Nel frattempo Maione e Modo, gli amici di sempre, cercano di sopravvivere a Napoli in piena guerra, e la piccola Marta, figlia di Ricciardi, ascolta un’incredibile storia – forse vera – dall’anziana zia Filomena.


Penso che ormai l’autore sia consapevole di aver dato vita alla storia di un eroe dei suoi tempi… Speriamo che non ci lasci senza di lui!


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Il re dei topi


(Costume tutto nero per "Momenti di gloria")

Qual è il personaggio più oscuro che hai trovato tra le pagine

di recente?


Colosseum – La promessa è il primo romanzo di una tetralogia di Mauro Marcialis, a cura di Valerio Massimo Manfredi.


I tre protagonisti (Arild, Derek e Brynja) nascono schiavi, vengono salvati da morte certa dal centurione Livio e si nascondono, venendo divisi per molti anni.


Arild cresce con un lanista, lavorando come muratore nell’arena; Derek è alle dipendenze di un mercante che ben presto scopre il suo talento artistico; Brynja è schiava di un potente senatore e viene protetta solo dalla sua padrona, la matrona Flaminia.


Ecco, io credo che nessun grandioso “villain” di fantasia possa farvi saltare i nervi più di quel senatore, che poi probabilmente incarna tutta la sua categoria del tempo.


E potete non credermi, ma nel secondo volume è ancora peggio…


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Lo zio Drosselmeyer


(Questo costume color oro - poi rovesciato e 

diventato oro e nero - ha avuto tante vite...)

Nomina una storia che non è andata

nel modo che ti aspettavi


Maria ha tredici anni e non ha mai visto il mare, almeno finché i suoi genitori non organizzano un viaggio in Puglia. Tra casupole appena ristrutturate, scogliere e boschi, Maria si innamora della bellezza selvaggia del luogo.


Ella inizia a frequentare i ragazzi del posto, ma tra loro ce n’è uno che, senza apparenti motivi, viene escluso: Giovanni. Qual è il mistero che cela il suo carattere schivo?


Le scarpe di Giovanni è un piccolo thriller che penso vi stupirà!


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Fata Confetto


(Niente di più bello che tornare sul palco

dopo due anni di spettacoli saltati per via del Covid!)

Descrivi la storia più bella che tu abbia mai letto


Non posso non rispondere con Molto rumore per nulla, una delle mie opere teatrali preferite di sempre.


Dopo anni che me lo ripromettevo, questa primavera sono riuscita a leggere l’opera per il mio progetto letterario su Shakespeare!


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Bambole cinesi, ungheresi, arabe


(Eccomi in versione "orientale"!)

Un libro ambientato in un paese dove non vivi


Poppy Carmichael è la pecora nera della famiglia.


Tutti gli altri si occupano di piante e floricoltura; lei, invece, ha cambiato più volte impiego senza trovare quel che davvero le interessa, si sente arrabbiata con il mondo ed isolata.


Un giorno, però, viene a mancare l’amatissima nonna Rose, che gestiva un negozio di fiori a Saint Felix, paesino marittimo della Cornovaglia. Dopo anni, Poppy si ritrova di nuovo su quella riviera che era stata protagonista di tante estati felici della sua adolescenza, insieme a Rose ed al fratello Will.


A sorpresa, ella scopre che Rose ha lasciato a lei il negozio di fiori. Dopo qualche titubanza, ella accetta questa nuova avventura, anche perché scopre di non essere sola: con lei c’è tutto il villaggio, ed in particolare la commessa Amber, che le ha mandato la madre dall’America, e Jake, un grossista di fiori burbero ma di buon cuore...


Il piccolo negozio di fiori in riva al mare ci porta in Cornovaglia tra castelli e scogliere!


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Il cavaliere


(...con loro ho affrontato tante avventure!)

Un personaggio con cui trascorreresti la giornata


Tra le letture del 2025, sceglierei senz’altro… uno dei venti protagonisti della raccolta Come fiori che rompono l’asfalto di Riccardo Gazzaniga.


Venti storie del Novecento che hanno per protagoniste persone comuni e straordinarie allo stesso tempo, tutte unite dal desiderio di giustizia e libertà. Dalla lotta al nazifascismo all’organizzazione dei primi scioperi tra Inghilterra e Irlanda, dai diritti degli Aborigeni ai colpi di Stato in Argentina, dalla Ruanda nel 1994 alla Corea del Nord nei giorni nostri, tanti sono i temi importanti che vengono toccati.


Dei veri e propri esempi, per me!


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Danza dei fiocchi di neve


(Questa mantellina color neve non era per lo Schiaccianoci,

anche se magari ci sarebbe stata bene...)

Nomina una storia che è una perfetta lettura “coccola”


So che ci sei di Elisa Gioia è un contemporary romance, la prima opera di un’autrice self tra le più apprezzate.


La storia di Gioia Caputi, appena tornata dall’Italia dopo uno stage in Inghilterra (e dopo essere stata lasciata dal fidanzato, che è diventato un cantante famoso e si è montato la testa), subisce una svolta quando, durante un weekend a Barcellona, incontra un uomo affascinante, Christian Kelly.


Tornata al lavoro, però, ella scopre che Kelly è un multimiliardario, proprietario di una casa discografica, e… nuovo cliente dell’agenzia pubblicitaria per cui lavora!


Oltretutto, egli è nipote della sua capa e sta per mettere sotto contratto la band del suo ex. Un bel pasticcio, no?


Una lettura che regala serate spensierate, ma anche emozionanti!


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Gran finale


("Arlesiana" in conclusione dello spettacolo

per i 40 anni della scuola!)

Un libro che pensi ognuno dovrebbe leggere


La guerra dei Traversa è un romanzo storico di Alessandro Perissinotto che racconta una pagina dimenticata della nostra storia : la strage di Torino, perpetrata dal regime nel dicembre 1922.


Dopo una notte di violenze e soprusi, gli squadristi mettono in atto un vero e proprio rastrellamento di tutti coloro che fanno parte di un movimento operaio cittadino.


Tra di loro ci sono anche l’ultimo dei tre figli della famiglia Traversa ed un suo amico, che è anche il cognato (il fidanzato della sorella). Il primo dei due riesce a fuggire, mentre per il secondo non c’è niente da fare.


Da quel giorno la famiglia Traversa si spaccherà per sempre: una parte lotterà contro il totalitarismo, un’altra si legherà a chi lo sostiene.


E si scatenerà una rivalità lunga decenni…


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Ogni anno mi rendo conto di quanto la danza sia fondamentale per me, di quanto questa settimana resti una delle più importanti, anche perché da tanti anni, ormai, si associa anche alla fine della scuola, e tutto mi sembra una grande festa. 

Quanto ai romanzi scelti per questo post, questa volta non mi sono spinta troppo indietro, ma ho scelto tra quello che ho letto finora nel 2025, e devo dire che si sta rivelando un anno di buone letture. Fatemi sapere se avete apprezzato le mie scelte! 

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


martedì 3 giugno 2025

MISTERI DELLA MEMORIA... E DEL PASSATO

 Due romanzi di Valerio Varesi e Patrizia Rinaldi



Cari lettori,

inauguriamo insieme giugno con due “Letture...a tema”, ed andiamo decisamente sul giallo.


I due romanzi che vi racconterò oggi sono gli ultimi due, tra le mie letture invernali, che non vi avevo ancora presentato.


Entrambi gli autori sono già comparsi su questi schermi. Valerio Varesi, il creatore del personaggio del commissario Soneri, sempre preso tra “nebbie e delitti” (come la fiction omonima), torna qui oggi con l’ultima disavventura del commissario, almeno in ordine di tempo. Patrizia Rinaldi è invece l’autrice che ha dato vita a Blanca, la poliziotta cieca che nei libri si muove tra i vicoli di Napoli e nella fiction a Genova… qui, però, i protagonisti della storia sono dei personaggi nuovi di zecca.


Devo dire che, anche se il mio intento iniziale, nello scrivere questo post, era semplicemente raccontarvi delle mie letture arretrate prima che passasse troppo tempo, mi sono resa conto che i due romanzi hanno comunque qualcosa in comune, e non mi sto riferendo solo al genere giallo/mistery. Entrambe le storie approfondiscono i temi della memoria e del passato: da un lato c’è un tutore della legge ormai maturo che si ritrova alle spalle sia tante vicende lavorative che due travagliate storie d’amore, ed ha paura dei “vuoti di memoria”, sia i suoi che quelli che hanno le persone su cui indaga; dall’altro due donne molto particolari che sfuggono da un passato pesante ed un presente incerto.


Parliamone un po’ meglio insieme!



Vuoti di memoria, di Valerio Varesi


Romeo Calandri dirigeva un’azienda importante da diversi anni, insieme a Luciano Orsi, il socio ufficiale, che forse non aveva lo stesso carisma di Calandri ma di sicuro rivestiva il ruolo di persona più prudente del team, ed alla moglie di quest’ultimo, che da tempo non era più una compagna di vita, quanto la manovratrice occulta di quello che Orsi decideva per l’azienda.


Dirigeva”, perché da qualche mese è tutto finito. Calandri è stato assassinato, Orsi è scomparso il medesimo giorno dell’uccisione e non si è mai più trovato, la vedova è rimasta sola e non sa più che cosa fare con l’azienda che le è rimasta in mano: avrebbe sicuramente la capacità di gestirla, ma in autonomia è tutto un altro impegno rispetto a prima.


Poco tempo dopo l’esecuzione, le autorità hanno arrestato Carmelo Musci, un sicario della malavita organizzata. Il commissario Soneri non era sicuro che i conti tornassero, ma le prove erano schiaccianti, così l’uomo è da tempo dietro le sbarre.


Un giorno, però, mentre Soneri è, come suo solito, a lavorare nell’entroterra emiliano, una barca viene avvistata al largo di Cesenatico. Si tratta di un mezzo lussuoso, e sembrerebbe abbandonato, ma al suo interno la guardia costiera trova… Luciano Orsi. Solo, dimagrito, in totale stato confusionale.


L’uomo viene portato prima in ospedale e poi a casa sua, ma si è chiuso in un mutismo totale e non riesce a raccontare a nessuno, nemmeno alla moglie, quello che è successo.


Nel frattempo, una strana vicenda di scambi d’arma da fuoco rivela che forse Musci potrebbe avere un insperato alibi.


Soneri ha formulato tantissime ipotesi al riguardo di questi strani avvenimenti: forse Orsi ha visto il vero killer e non vuole rivelarlo; forse egli stesso è coinvolto nell’uccisione del socio, che, carismatico e spregiudicato com’era, gli stava portando via non solo il grosso delle attività dell’azienda, ma anche la moglie.


Mentre Soneri cerca di fare luce su questo mistero, si ritrova sempre più a farsi delle domande sul ruolo della memoria nella sua stessa vita privata. Insieme all’avvocatessa Angela Cornelio, sua compagna ormai da molti anni, prova a rievocare alcuni episodi della loro vita insieme, ma scopre che entrambi hanno due versioni diverse dello stesso ricordo (anche solo un weekend fuori porta o l’occasione in cui hanno conosciuto una coppia di amici) e che alcuni particolari sono perduti per sempre.


Egli, poi, combatte pur sempre con il fantasma dell’amore della sua gioventù: la sua prima moglie, morta insieme al figlio in un parto sfortunato. Persino quella storia drammatica, per quanto sempre presente nel suo cuore, è così lontana che solo il ricordo la tiene viva, ed è più labile che mai in questo momento della sua vita, quando egli sta iniziando a intravedere la vecchiaia, la pensione, un ulteriore nuovo capitolo.



Vuoti di memoria è, da un certo punto di vista, una nuova indagine del commissario Soneri, quasi confortante per chi lo conosce bene: anch’egli, come tanti protagonisti seriali di gialli, ha il suo piccolo mondo che i lettori sono felici di ritrovare, tra fidati collaboratori, luoghi del cuore, lo sfondo storico di Parma, le giornate nebbiose che propongono come unica consolazione qualche piatto caldo tradizionale.


Da un altro punto di vista, però, credo che l’autore questa volta abbia scelto di lasciare un quesito importante anche a noi lettori: fino a che punto possiamo fidarci della nostra memoria? Leggendo questa storia mi sono venute in mente due poesie di Eugenio Montale: la prima, Cigola la carrucola nel pozzo, parla di un ricordo che si è deformato al punto da “appartenere ad un altro”; la seconda, Non recidere, forbice, quel volto, parla del semplice ma drammatico concetto che un ricordo, tante volte, svanisce e basta.


Ed è questa la verità, soprattutto per le persone nostalgiche come spesso sono io, come stavolta si presenta il commissario Soneri: il nostro archivio della memoria riduce i ricordi più lontani per fare spazio ai nuovi; altri vengono modificati inconsciamente perché così sono meno dolorosi; altri ancora si confondono con i nostri sogni ed aspirazioni e diventano un po’ fantasiosi.


Perso in queste sue elucubrazioni, il commissario rischia di non vedere chi con la memoria sta forse giocando apposta per nascondere una storia criminale, ma alla fine il suo intuito investigativo torna ad avere la meglio.


Questo è un giallo piuttosto lento, di riflessione, ma in qualche modo scorre lo stesso, come un fiume pieno di ricordi, una catena di pensieri ed intuizioni alla quale il lettore non riesce a sottrarsi. Non è una storia di facile lettura, almeno non in tutti i capitoli, ma spero che l’apprezzerete!



Guaio di notte, di Patrizia Rinaldi


La Signora” è una donna che ha perso tutto. Per molti anni è stata la moglie di rappresentanza di un medico stimato che in privato non l’ha mai apprezzata. Anzi, invece di aiutare sua moglie a curare la sua agorafobia indirizzandola verso qualche collega specialista, ne ha approfittato per farla sentire debole e indifesa, e così la donna non è nemmeno uscita di casa per anni.


Rimasta inaspettatamente vedova, la Signora si è ritrovata ad essere in lotta persino per avere quel che le spetta legittimamente dal marito defunto. Senza un salvagente economico, senza nemmeno più un lavoro da anni, ella non sa cosa fare. Così, essendo napoletana d’origine, ha deciso di spendere quel che ancora possiede in un lussuoso resort della Toscana, e poi, se le cose andranno male, c’è il suo rifugio in riva al mare che l’attende, l’unico bene che è sempre stato suo a tutti gli effetti.


Mentre è in viaggio su un SUV, con una valigia ridotta all’essenziale ed una pistola che le ha procurato un amico gentile ma poco affidabile, ella si ritrova a salvare da un pestaggio un ragazzo. Mentre carica il ferito sulla sua macchina, la Signora si rende conto di aver aiutato non un ragazzo, ma una ragazza transessuale, così pensa ad un pestaggio a sfondo omofobo.


In realtà Andrea (così ha scelto di farsi chiamare), quando rinviene, racconta alla Signora di essere anch’egli in fuga per motivi personali. La donna non sa ancora niente, ma pian piano Andrea le rivelerà di essere stato la figlia di due genitori che la picchiavano e le facevano assumere la droga da cui erano dipendenti, di essere finito in una casa famiglia diretta da una donna fintamente perfetta, di aver deciso di non tornarci mai più e di aver vissuto di espedienti e lavoretti fino a quel momento.


La Signora – anche se in un primo momento non ha ancora appreso tutta questa storia – si rende conto di avere di fronte un altro disperato come lei, e così decide di portarselo con sé.


Dopo sole 24 ore di “quiete prima della tempesta”, però, la tragedia: in una pozza termale dell’hotel viene rinvenuto il cadavere di uno degli ospiti, un uomo che la sera prima aveva riso e scherzato con la Signora stessa.


Questa tragedia provoca due effetti immediati. Il primo è che lo stravagante gatto della vittima, una bestia piuttosto grossa e bisbetica, sceglie la Signora e Andrea come suoi nuovi padroni. Il secondo è che la Signora non si fa una ragione del fatto che nell’hotel potrebbe esserci un killer e, dal momento che non le è possibile muoversi per via di un ennesimo impedimento proveniente dal passato, ella decide di vederci meglio.


Neanche a farlo apposta, la polizia glielo “consente”, perché il responsabile delle indagini è un vicequestore notoriamente distratto e senza troppa voglia di lavorare. C’è però un sottoposto che non è chi dice di essere: potrebbe sembrare il classico ispettore di provincia, un po’ sciatto ed abitudinario, ma si tratta di una copertura… ed a lui le manovre della Signora, insieme a quelle di Andrea che non se la sente di non assecondare la sua salvatrice, non sfuggono affatto.


Soprattutto quando i morti diventano due, ed il secondo è la figlia della prima vittima.



Un “guaio di notte” è, a Napoli, un guaio davvero grosso, difficilmente risolvibile.


Come quello che è al centro dell’intreccio giallo: una squallida vicenda che dovrebbe essere familiare ma “puzza di paura” e rivela avidità, attaccamento ai soldi, accordi con persone poco raccomandabili.


Anche, però, come le storie dei nostri due protagonisti, che finiscono per creare una sorta di duo madre/figlio piuttosto insolito ed a volte persino spassoso, nonostante l’insita drammaticità delle loro condizioni e l’enorme incertezza del loro futuro.


Questa è una storia imprevedibile, che racconta grandi tragedie con apparente leggerezza, che fa credere al lettore che leggerà un capitolo più “tranquillo” ed invece piazza un plot twist con i fiocchi, che fa andare avanti con la lettura senza mai smettere di sorprendersi.


Anche i personaggi sono caratterizzati in modo originale ed interessante. Visto il finale, immaginavo che la vicenda non si sarebbe conclusa lì, e infatti ho visto che è già uscito un altro volume, Mare di pietra.


Penso che lo leggerò, in caso vi farò sapere!




Se nei vostri progetti c’è quello di portarvi un giallo in vacanza, spero di avervi dato i consigli giusti!

Questa settimana, come avete visto, ho pubblicato di martedì perché ieri c’è stata la Festa della Repubblica e, a differenza del 25 aprile e del 1 maggio, non mi sembrava di avere delle letture proprio specifiche da proporvi.

Venerdì ci sarà un post dedicato alla mia passione per la danza, visto che questa è la settimana clou dello spettacolo.

Poi, da settimana prossima, ci saranno quattro post per il nostro solito countdown estivo, tra gite fuori porta, TBR per la stagione più calda ed altro ancora.

Nel frattempo, fatemi sapere che ne pensate di questi due miei consigli!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)