lunedì 24 novembre 2025

TUTTO BRUCIA

 Spazio Scrittura Creativa: novembre 2025




Cari lettori,

benvenuti all’appuntamento di novembre con la rubrica “Spazio Scrittura Creativa”!


Sono solita variare maggiormente tra poesie, prosa e fanfiction, ma, come vi dicevo già in ottobre, l’autunno è la stagione che mi sembra si addica di più al mondo di Harry Potter. 

Così ho deciso di proporvi anche oggi una delle sette mini fanfiction ambientate nell’universo potteriano e dedicate ai sette peccati capitali. Faremo ovviamente una pausa a dicembre perché ci terrei a proporvi qualcosa di tipicamente prenatalizio, e poi ci daremo appuntamento nel 2026 per gli ultimi due capitoli della serie.


Già, perché siamo arrivati al quinto dei sette capitoletti!


Prima di passare all’argomento odierno, vi lascio un breve recap delle puntate precedenti:


1) “Ho visto gli occhi tuoi”, il capitolo dell’Invidia, con la voce narrante di Ninfadora Tonks, a questo link;


2) “Sentiva la neve cadere”, il capitolo dell’Accidia, con la voce narrante di Horace Lumacorno, a questo link;


3) “I gialli dei limoni”, il capitolo della Gola, con la voce narrante di Albus Silente, a questo link;


4) “La festa di Halloween”, il capitolo della Superbia, con la voce narrante di Pansy Parkinson, a questo link.



Oggi parliamo di Ira, e...mi sembra che il titolo dica già abbastanza, no? 

Fin da quando ho pensato a questo capitolo, sapevo già che la protagonista non poteva che essere lei: Molly Prewett in Weasley. La maggior parte di noi, soprattutto chi ha visto solo i film, la conosce come una moglie e una madre casalinga, costantemente presa a rimproverare i suoi sette figli (più Harry e Hermione) con burbera benevolenza. Questa pare essere la dimensione della “rabbia” per Molly Weasley: parte del lavoro di cura. 

Sembra una contraddizione il fatto che Molly entri subito a far parte dell’Ordine della Fenice, e quindi non ci si stupisce del fatto che, nei libri, ella pianga al pensiero che qualcuno della famiglia potrebbe non sopravvivere.


Io credo che Molly rivesta un ruolo importante nella Battaglia finale del settimo libro perché forse la Rowling ha voluto ridare giustizia al suo personaggio. In pochi, secondo me, ricordano il fatto che Molly aveva due fratelli maggiori, gemelli, entrambi Auror (una sorta di poliziotti), rimasti entrambi uccisi da giovani in quello che oggi definiremmo un “agguato da parte della criminalità organizzata”. E, per quante volte abbiamo visto Molly Weasley innervosita o proprio arrabbiata con l’imprudente marito o con gli scapestrati figli, io penso che ella si sia lasciata guidare dall’ira una volta soltanto. Quella che vi racconto oggi.


Vi anticipo che, più che una fanfiction creativa (come quella del mese scorso, in cui mi sono addirittura inventata una coppia), ho voluto raccontare un episodio arcinoto da un punto di vista personale invece che con il narratore onnisciente, come nel libro. Ho immaginato come si sia potuta sentire Molly… quando sappiamo. Non so se ci sono riuscita.


In ogni caso, buona lettura!



Tutto brucia

(Capitolo dell’Ira

Voce narrante: Molly Weasley)


“Lei si siede nel suo angolo

si consola, e prova a calmarsi

intrappolata in tutte le promesse

che nessuno sembra voler mantenere


Lei non piange più in solitudine

non sono rimaste più lacrime da lavar via

solo diari di pagine vuote

sensazioni di smarrimento

ma lei canterà ...”


Sono nascosta in uno dei bui corridoi del castello.


Urla, porte sbattute, tavoli rovesciati. Il clangore entra nelle mie orecchie e mi dilaniano il cuore.


Se mi concentro, riesco ancora a ricordare quando ho messo piede in questa scuola per la prima volta. Non avrei mai immaginato che un giorno mi sarei trovata qui di nuovo, all’alba dei cinquant’anni, con mio marito ed i nostri sette figli. Mi sarebbe piaciuto entrare con tutti loro, mostrare ai ragazzi la Sala Comune io e il loro papà ci siamo conosciuti, l’angolo vicino al Lago Nero dove mi ha chiesto di sposarlo, il prato dove ho corso per l’ultima volta con i miei fratelli.


Ma questo non è un sogno, tantomeno una rimpatriata. E no, non sono qui per rievocare i miei undici anni.


Siamo qui perché la nostra realtà, costruita con tanta fatica ma anche moltissima gioia, è diventata un nero incubo. Siamo qui per combattere contro Lord Voldemort. La bramosia di quell’uomo, la sua sete di potere, la sua tremenda follia non hanno limiti: non si preoccupa nemmeno di uccidere decine di ragazzini innocenti.


Il cuore mi sta esplodendo contro il petto, con una mano tengo salda la bacchetta, con l’altra mi reggo al muro, come se me lo volessi tirare addosso.


Un solo pensiero ovatta ogni rumore, ogni lampo, ogni gemito sordo: ho perso Fred. Il più scapestrato dei miei figli. Proprio lui che era così allegro, che si divertiva sempre, che fuggiva ad ogni punizione, è rimasto coinvolto in un’esplosione. È morto con il sorriso sulle labbra, proprio lui che non ha fatto altro che ridere e far ridere gli altri per tutta la vita.


Non posso raccontare il dolore che sto provando, almeno non in questo momento. So solo che lo conosco già.

Il mio cuore è già corso ad altri due gemelli, altrettanto scanzonati e coraggiosi. I miei fratelli maggiori, assassinati in uno scontro diretto con cinque Mangiamorte, vent’anni fa.


E non è tutto: Lord Voldemort ci ha appena annunciato, con tono trionfante, che Harry Potter, il salvatore del mondo magico, la speranza di tutti, ci ha lasciato. Si è sacrificato per noi. Ma io non posso crederci. Non voglio crederci. Harry è il mio ottavo figlio. Noi siamo la sua famiglia. Se lui non c’è più, forse è tutto finito davvero.


Ma adesso basta. Adesso chi ci ha fatto del male la pagherà.


Se davvero tutto è perduto, se davvero Harry non ce l’ha fatta, allora l’unica speranza che ci è rimasta è quella di vendicarlo. Anche se dovessi morire stanotte, gli assassini della mia famiglia non resteranno impuniti.


C’è della lucidità e della follia nel mio sguardo, ne sono consapevole, anche se non mi vedo. E forse è meglio così. Quando si esce da se stessi, è meglio non guardarsi allo specchio, non comprendere fino a che punto ci siamo persi. E fino a che punto ci vogliamo perdere.


* * *


“Attraversando la vita senza essere notata

sapendo che a nessuno importa;

sono tutti troppo presi dalla loro mascherata

e nessuno la vede lì

e lei ancora canta...”


Con la forza della disperazione mi stacco dal muro e con rinnovata energia corro verso il centro della battaglia. Odo subito un grido, poi voci di persone che si rincorrono, si chiamano, si fronteggiano.


Al centro della sala scorgo un enorme cerchio di fiamme, e non mi ci vuole molto per capire che c’è un duello in corso.


Vedo subito lei: Bellatrix, la Mangiamorte più spietata, l’amante di Lord Voldemort. Ha ucciso Sirius, il padrino di Harry. Ha torturato fino alla pazzia Frank e Alice, due miei carissimi amici che ora sono in ospedale. Ha ucciso la povera Dora, che aveva appena avuto un figlio dal suo Remus. E poco prima l’ho vista ridere sprezzante della disperazione della professoressa McGranitt, mia guida da sempre.

Decisamente un’avversaria troppo pericolosa.


Faccio per allontanarmi, quando scorgo le persone con cui sta duellando: Hermione, Luna e…Ginny. La mia Ginny!

Adesso basta. Non mia figlia. Non lei.


Mi sento diventare una furia, non mi controllo più. Salto nel cerchio delle fiamme, grido alle ragazze di andare via e urlo che nessuno, nessuno, si azzardi a toccarla tranne me.


Lei ride, presa dalla sua ben nota follia, e mi guarda come se fossi un moscerino particolarmente fastidioso.

Scuote la testa agitando sul petto marmoreo i suoi ricci neri e sputa veleno ad ogni parola: “Che ci fai qui? Vuoi morire anche tu?”

“Taci!” Non rispondo. Non mi interessa.

Nulla ha più importanza ormai.

Tutto quello che vedo è solo fuoco.


Il fuoco che ci circonda.

I tizzoni ardenti al posto degli occhi della mia avversaria.

Le fiamme che lambiscono il castello, ormai prostrato dalla battaglia.

E la collera che divampa in me, che mi provoca un incendio all’altezza del cuore ed annebbia qualsiasi pensiero razionale.


Colpi su colpi, maledizioni ed anatemi si susseguono.

Lei è davvero un’avversaria fenomenale, ma non mi importa.

Io posso essere più forte di lei. Fosse anche l’ultima cosa che faccio.


* * *


“…finché tutto brucia

Mentre ognuno grida

Bruciando le loro bugie, bruciando i miei sogni

Tutto quest’odio, e tutto questo dolore

Farò bruciare tutto

Mentre piove giù la mia rabbia…”


Intuisco con la coda dell’occhio che qualcuno sta cercando di aiutarmi, ma li allontano bruscamente. Lei è mia.

Perché non può vincere lei. Non può vincere la Morte.


Mi accorgo che si è distratta e recupero un barlume di lucidità mentale. Sta pensando ad innervosirmi con altre parole al veleno, me lo sento. Ma io sono più veloce di lei, e so cosa devo fare.


Non voglio, non ho mai voluto.

Ma la mia Ira sceglie per me.

Scaglio l’Anatema che Uccide.


Il lampo verde la colpisce in pieno petto.

Sto uccidendo la Morte?


Bellatrix si accascia al suolo senza alcun lamento, e solo in quel momento comincio a capire davvero che cosa ho fatto. Le fiamme scompaiono, era un incantesimo legato a lei.


Proprio al mio fianco, un’altra ira divampa. Lord Voldemort ha perso la ragione ed è desideroso di sfogare la sua rabbia per la morte della sua migliore allieva ed unica amante. Non mi aspettavo che sarebbe successo, ma lo accetto. Ho ucciso e sarò uccisa. Forse rivedrò Fred e i miei fratelli.


Proprio mentre il mago oscuro più potente di ogni tempo sta per avanzare verso di me, una voce lo ferma.


Non c’è bisogno che io mi giri per sapere chi è.

Harry Potter è dietro di noi.

Sopravvissuto, per la seconda volta, e pronto a combattere.



E dalle ceneri della mia ira è nata una nuova speranza.



FINE


La canzone che ci accompagna è Everything burns, di Anastacia e Ben Moody, che troviamo a questo link.

Che dirvi… come vi raccontavo già nelle puntate precedenti, questa serie è un vecchio progetto che sto rieditando. Non pensavo che sarebbe stato così emotivamente complesso ripercorrere questo capitolo, ma lo è stato. Forse l’Ira è ancora il peccato capitale con cui faccio più fatica a venire a patti, non solo nella scrittura, ma proprio nella vita.

Ci tengo a ripetere che, come sempre quando scrivo una fanfiction o un omaggio letterario/cinematografico, si tratta di un divertimento senza alcuno scopo di lucro.

Come al solito, ho scritto fin troppo, quindi mi fermo ed aspetto i vostri pareri! Grazie a tutti voi che assecondate sempre ogni mia idea creativa!

Grazie ancora per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 20 novembre 2025

ART FROM INSIDE

 Un'esposizione (gratuita) da non perdere a Palazzo Reale



Cari lettori,

come vi raccontavo nei preferiti di ottobre, durante il mese scorso sono stata a Palazzo Reale non solo per vedere la mostra di Leonora Carrington (che potete visitare insieme a me a questo link), ma anche per visitare “Art from inside – Capolavori svelati tra arte e scienza”, una mostra gratuita che per me è stata una vera sorpresa.


Vi anticipo anche che durante i primi di novembre sono tornata a Milano per completare il giro di mostre con l’esposizione dedicata ad Appiani, e che ve ne parlerò presto.


Oggi, per i nostri “Consigli artistici”, vediamo insieme di che cosa parla questa mostra!



Capolavori svelati tra arte e scienza


Art from inside è una mostra multimediale che propone, come dicono i cartelloni introduttivi, “un viaggio insolito” nell’arte italiana tra Quattrocento e Settecento.


L’arte può e deve essere vista ed apprezzata dagli occhi, ed analizzata tenendo conto della corrente artistica a cui appartiene l’autore, del contesto in cui egli dipinge, del soggetto ritratto e del messaggio che l’opera vuole trasmettere. Ma, oltre al filtro della cultura, negli ultimi anni si è rivelato importante anche quello della scienza.


Grazie ad una serie di indagini diagnostiche non invasive – come le radiografie, le riflettografie, le analisi multispettrali ed altro ancora – la tela viene analizzata ben sotto la superficie e si scopre quel che non si sarebbe mai scoperto: studi preparatori e ripensamenti, restauri con una controindicazione ed atti di vandalismo, simmetrie ricercate sia nel ritrarre persone che nella creazione di strumenti musicali.



Ad esempio, analizzando un complesso di affreschi del Beato Angelico, che fa parte della prima sala dell’esposizione, sono stati messi in risalto i singoli colori: la biacca per il bianco; il misto di stagno ed altri materiali combinato insieme per creare il giallo; i differenti rossi, perché c’è una differenza fondamentale tra corallo e carminio; i composti a base di rame che creano i differenti verdi.


In ogni sala della mostra c’è la riproduzione su tela dell’opera presa in considerazione, ed un grande schermo con la sua analisi digitale, ovviamente corredata da una spiegazione a voce. Non sapevo niente di tante di queste tecniche ed è stato davvero istruttivo per me!



La simmetria: persone e violini


Una stanza dell’esposizione propone sia due ritratti, creati da una delle poche artiste di epoca barocca delle quali ci sia arrivata qualche testimonianza (in mezzo a moltissimi altri uomini probabilmente più mediocri delle poche pittrici donne del tempo), sia un Violino Piccolo “Bracco” di scuola cremonese, creato da Lorenzo Storioni.


Potrebbe sembrare un accostamento un po’ casuale, quasi si volesse mettere in una sala più piccola due opere minori. Invece c’è un significativo collegamento tra le due opere: entrambe ricercano la simmetria.


L’autrice dei due ritratti ha voluto dipingere due nobili dell’epoca, padre e figlio, esattamente con la stessa posa e le stesse esatte divisioni della tela (che emergono dall’analisi digitale). Il padre, però, risulta più formale e impettito, con lo sguardo duro e severo del patriarca, mentre il figlio è leggermente più semplice nell’abbigliamento e presenta un viso più rilassato.



Quanto alla creazione del violino, inutile dire che la simmetria è essenziale: ne va del funzionamento stesso dello strumento. Questo, poi, è stato pensato per un bambino, forse un giovanissimo talento su cui la famiglia puntava molto. 

I raggi X hanno mostrato la cura che Storioni ha messo nel calibrare ogni singola parte di questo strumento, tra pesi, volumi, legno da levigare e corde in tensione.


Ovviamente oggi è impossibile toccare – tantomeno suonare – lo strumento. Ma esso resta uno dei tesori più preziosi della tradizione cremonese.



Il genio di Caravaggio


Una sala più grande è dedicata a due opere di Caravaggio che non hanno bisogno di presentazioni: La buona ventura e Riposo durante la fuga in Egitto.


La buona ventura è stata apprezzata anche quando l’autore era ancora in vita – cosa che a Caravaggio non è successa proprio regolarmente -, al punto che ne esistono due versioni leggermente differenti.


Eppure l’analisi a raggi X ha rivelato che quella tela, opportunamente spostata in verticale, in origine avrebbe dovuto ospitare una Madonna con Bambino. La guida della mostra ipotizza un cambiamento di idea dovuto alle mode dell’epoca.


Volete un mio parere spassionato? Considerato lo stile di vita del Caravaggio, probabilmente la Madonna era un’opera ancora senza committente, mentre il giovane con la donna che gli legge la mano era una commissione sicuramente pagata… pecunia non olet, insomma. Con tutto quello che ha passato l’artista quando era in vita, non me la sento di dargli torto…



Il Riposo durante la fuga in Egitto svela meno sorprese, anzi, l’analisi digitale mostra che, a differenza de La buona ventura, si è trattato di un dipinto meditato e voluto, con gli spazi tra le figure misurati al millimetro.


Grazie all’ingrandimento digitale è stato possibile anche risalire all’identità del poemetto sacro il cui spartito è tenuto tra le mani di San Giuseppe. Si tratta di un’opera di cui noi ora non conserviamo memoria popolare: è stata identificata dagli studiosi di musica sacra. Si può immaginare, però, che al tempo fosse una melodia conosciuta: Caravaggio è noto per aver fatto quasi sempre delle scelte vicine al popolo…



Studi preparatori, restauri, vandalismo


Una Madonna con Bambino, però, c’è veramente all’interno dell’esposizione: si tratta di un’opera di Giovanni Antonio Boltraffio, allievo di Leonardo.


È una tela che, a prima vista, comunica molta serenità e dolcezza. Eppure l’analisi digitale svela una prospettiva nuova: la preoccupazione dell’artista di essere all’altezza del suo immortale maestro. Al di sotto della superficie, infatti, ci sono moltissimi disegni preparatori, curati fino al più piccolo dettaglio.



Un’altra saletta è dedicata a questa splendida nobildonna dipinta dal Pollaiolo: un tripudio di bellezza e ricchezza, tra abiti dalle spalle decorate a fiori, collane con pietre preziose ed elaborate acconciature.


Si tratta, però, di un dipinto delicato, che già in passato ha rischiato di essere perduto. Il restauro effettuato, per quanto fondamentale (forse l’opera non sarebbe neanche qui oggi senza di esso), è stato però eseguito fissando la tela a un supporto di legno, materiale che purtroppo tende a gonfiarsi. Ora il quadro, sebbene salvo nella sostanza, presenta delle sottili ma lunghe crepe dove c’è l’attaccatura dei capelli.


Ad oggi non si sa ancora quale sarà il futuro di questa tela: meglio intervenire con un altro delicatissimo restauro, in modo da colmare le crepe, oppure lasciare così l’opera, che è già in parte “miracolata”? Ad oggi sta prevalendo la seconda scelta… poi si vedrà.



In chiusura della mostra c’è il San Nicola da Tolentino di Piero della Francesca. Un’opera che sembra cesellata fin nel più piccolo dettaglio. 

Ma un’analisi digitale ha rivelato alcuni dettagli incompiuti negli angoli, e soprattutto un lavoro certosino per coprire dei segni di vandalismo. Qualche ignoto malfattore, forse secoli fa, ha riempito il volto del santo di segni casuali, sfregiandolo completamente. Per nostra fortuna il restauro è stato pronto ed efficiente, e possiamo ammirare l’opera in tutto il suo splendore.




Un percorso breve ma istruttivo!

Ammetto di non conoscere molto di quel che riguarda il lato scientifico dello studio artistico (sono pur sempre un’umanista…). Per questo sono molto contenta di aver potuto imparare qualcosa da questa mostra.

Avete tempo fino al 6 gennaio per visitarla!

Fatemi sapere se vi ho incuriosito o se qualcuno di voi è già passato da Palazzo Reale… in questo autunno ci sono mostre davvero meravigliose!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 17 novembre 2025

LETTURE... TRA OFFICE E SPORT ROMANCE

 Due ebook in rosa




Cari lettori,

nuovo appuntamento con le nostre "Letture... a tema"!


Oggi utilizzo questo ultimo spazio del 2025, prima dello speciale di dicembre (quando la rubrica è sempre inclusa nel “Christmas countdown”), per raccontarvi due ebook romance presi grazie ad un’iniziativa di promozione gratuita.

Sono due letture di qualche mese fa, le ultime, tra quelle dei mesi caldi, che non vi avevo ancora raccontato. Già mi porterò nell’anno prossimo qualche recensione arretrata dell’autunno… 


Tra un office romance di un’autrice italiana ed uno sport romance americano a tema arti marziali, spazieremo molto nel mondo del rosa!


Parliamone meglio insieme…



Dicono di lei, di Arianna Ciancaleoni


La giovane Frida Rossetti è un’imprenditrice conosciuta, anzi, temuta: amministratore delegato di un’azienda di pentole, coperchi ed altre suppellettili per la cucina, è il capo indiscusso del suo piccolo regno.


Tutti la temono, dai suoi diretti sottoposti agli stagisti che restano pochi mesi. Il rumore dei suoi tacchi crea il panico, il suo ingresso a passo deciso in qualche ufficio è solitamente preambolo di una sfuriata e tutti sanno che un solo singolo errore può comportare il licenziamento.


È per questo motivo che, quando il posto da contabile si libera, nessuno vuole occuparlo. O meglio, non c’è alcuna persona disponibile tra gli interni… o tra chi fa parte di aziende vicine, o che hanno collaborato con quella di Frida, e la conoscono di fama.


Ma Flavio Zara, giovane laureato in Economia, non sa niente del mondo delle pentole ed ha un gran bisogno di un nuovo lavoro, dal momento che l’azienda in cui si trova naviga in cattive acque. Egli non si aspetterebbe una risposta immediata ad uno dei centomila curriculum che ha inviato alla disperata… e invece è proprio Frida a contattarlo per un colloquio.


Flavio si rende conto subito di avere di fronte una donna severa e temuta, e ad un certo punto si convince persino che ella lo caccerà via a male parole. Inaspettatamente, però, il posto è suo.


Il nostro protagonista non si perde d’animo e, giorno dopo giorno, cerca di fare il suo lavoro con la precisione e l’impegno che lo contraddistinguono, imparando ben presto che il timore nei confronti di Frida è un sentimento comune e che tutti sono tristemente abituati.


Quello che egli non sa è che Frida si sente estremamente sotto pressione ogni singolo giorno. A causa della famiglia d’origine che ha molte aspettative su di lei, del suo ruolo di capo che spesso le sta stretto, del senso di solitudine che prova perché non ha amici e, anzi, tutti parlano male di lei, non solo sul lavoro.


Da un giorno all’altro, poi, il suo matrimonio con Ernesto, un ballerino e influencer che puntava più che altro a sistemarsi e, ora che è ricco e famoso, non ha più bisogno di lei, finisce. Frida perde anche il suo unico punto fermo al di là del lavoro e diventa ancora più aspra con i suoi sottoposti.


Flavio, però, è una persona attenta, e pian piano si rende conto che Frida nasconde molto sotto la superficie. Compreso un segreto un po’ imbarazzante: nonostante ella sia la regina delle pentole, non è proprio un asso in cucina. Urge l’intervento di Flavio, con la sua ricetta delle polpette…



Aah, gli office romance! 

Lo ammetto, questo romanzo è riuscito a conquistarmi e divertirmi proprio per come è pensato e scritto, perché non si tratta del mio trope preferito. Sono sempre stata dell’idea che mischiare amore e lavoro non sia una buona idea (specie se c’è di mezzo una dinamica di potere), e la tipologia di personaggio “capo insopportabile”, uomo o donna che sia, mediamente mi provoca l’orticaria. 

È stato così anche per Frida, almeno per i primi capitoli, finché non mi sono resa conto di quanto fosse una donna sola, chiusa in se stessa, in costante allerta sia per via del suo ruolo che a causa delle delusioni subite. Ciò non toglie che alcune volte, specie con Flavio, ella sia davvero troppo cattiva…


Come forse avrete intuito, questo è anche un grumpy x sunshine, ed è anche piuttosto inutile dirvi che chi porta il sole (e la buona cucina) è lui. Flavio è un uomo davvero sensibile e paziente… uno di quelli che raramente si trovano al di fuori dei libri, o forse appartengono proprio ad un altro tempo!


Scherzi a parte, ho trovato questa lettura davvero divertente e simpatica, ideale per un paio di pomeriggi di svago. Se siete fan dell’office romance, ve lo consiglio!



Invidia – Fighting Envy, di Jennifer Miller


La protagonista di questa storia, Rowan Martin, è una ragazza che da tempo ha imparato a cavarsela da sola.


Cresciuta con un padre assente ed una madre violenta e crudele che non perdeva occasione per rinfacciarle qualsiasi cosa, ella ha sempre avuto l’unico conforto del fratello Tyson. Non appena sono diventati maggiorenni, essi hanno iniziato subito a lavorare ed a condividere un appartamento da soli, lontani da tutti coloro che le avevano fatto del male.


Negli ultimi tempi, però, ci sono state parecchie complicazioni. Innanzitutto Tyson, a causa di una questione minore nella quale però si è lasciato trascinare, è stato condannato a qualche mese di detenzione. Rowan, già disperata perché il fratello è il suo unico punto fermo, ha poi scoperto di essere rimasta incinta del fidanzato Jason, con il quale, però, il rapporto è molto altalenante.


L’uomo, infatti, è scostante: sparisce per giorni, torna all’improvviso pretendendo mille attenzioni, la tratta spesso con freddezza, a volte non prova nemmeno a capirla. Rowan, però, non è mai riuscita a togliersi dalla testa le cattiverie di sua madre e la convinzione che nessuno potrà mai amarla davvero, quindi si accontenta.


Una sera, a Rowan si rompono le acque. Jason la accompagna in ospedale piuttosto svogliatamente, la lascia all’ingresso con la scusa del parcheggio e le promette che la raggiungerà entro pochi minuti. Come però Rowan, sotto sotto, temeva, egli se ne approfitta per dileguarsi e non rispondere nemmeno al telefono.


La povera ragazza si ritrova a dover affrontare il travaglio completamente sola. Ed è proprio in ospedale che ella fa un incontro inaspettato.


Jackson Stone, lottatore professionista di MMA (Arti Marziali Miste), è in Pronto Soccorso per un piccolo incidente capitato in palestra: qualcuno dei suoi ha picchiato un po’ troppo duro. Non appena vede Rowan all’accettazione, riconosce in lei la sorella di Tyson, il ragazzo che per mesi ha frequentato la sua palestra e che, da un giorno all’altro, è sparito. Non ha più avuto notizie di lui e si chiede perché egli non sia insieme alla sorella che sta partorendo.


Jackson si presenta a Rowan e scopre che non solo Tyson è in carcere, ma che anche il padre del bambino sembra essere scomparso. Egli non ha cuore di lasciare sola la ragazza, così, dopo essersi fatto medicare, assiste al parto ed alla nascita della piccola Lily.



I giorni successivi non sono facili per Rowan: la scomparsa di Jason, che poi ella ritroverà per caso al supermercato con tanto di moglie, della quale ovviamente egli non aveva mai parlato; la depressione post partum; la lenta abitudine alla nuova routine con Lily; il graduale rientro al lavoro.


Per fortuna ella può sentire regolarmente Tyson, che sta per terminare la sua pena, ed ha accanto due persone: una premurosa vicina di casa che si occupa di Lily ed è per lei molto più madre di quanto non sia stata la sua, e Jackson, per il quale inizia a provare dei sentimenti…



Avevo Invidia da molto tempo nel mio Kindle, e, come forse sapete, i mesi caldi, tra spostamenti e tempo libero in più, mi consentono di dedicare un po’ più tempo non soltanto ai cartacei che ho in TBR, ma anche agli ebook che periodicamente scarico e poi lascio lì… a “prendere polvere”, metaforicamente parlando.


Proprio come l’altro romanzo di cui vi ho parlato oggi, anche questo non è esattamente il mio sottogenere preferito: leggo sport romance solo ogni tanto, e, in ogni caso, preferisco altri sport alla lotta e dintorni. Se non altro perché, quando lo sport protagonista è questo, il personaggio maschile è quasi sempre un tipo del genere “sono grosso e molto protettivo”, e credo che ormai abbiate intuito che preferisco tipi meno fisicati ma più ironici e… moderni (non solo nei romanzi, direi).


Jackson rientra in questa categoria: è sicuramente un bravo ragazzo, però a volte è più un bodyguard che una effettiva compagnia. Comunque, considerato il personaggio di Rowan, con le sue insicurezze e il suo bisogno di protezione, l’incastro tra i due protagonisti risulta convincente, ed il progressivo avvicinamento tra i due è romantico, spesso anche dolce.


Invidia è il primo volume di una serie intitolata Deadly Sins, “Peccati capitali”. Jackson, infatti, condivide la palestra con cinque amici storici, ed il sesto è – suppongo – Tyson, che già in questo romanzo dichiara di voler tornare a lottare non appena sarà di nuovo libero.

Credo che gli altri volumi della serie abbiano per protagonisti gli altri amici del gruppo, con trope differenti (anche se ovviamente quello dello sport resta).


A meno che non ci sia un’altra promozione gratuita com’è successo con Invidia, non credo che proseguirò la serie. È stata una lettura carina e piacevole, ma come dicevo questi trope non sono tra i miei preferiti, ed ho paura che alla lunga le storie potrebbero ripetersi un po’.


In caso dovessi leggere qualcos’altro di questa autrice, ve lo racconterò!




Questo è quanto per i miei consigli di lettura odierni!

Conoscete questi romanzi? Avete letto qualche libro di queste autrici? Ditemi un po'... 

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 13 novembre 2025

RICETTE MEDITERRANEE

 Un primo e due secondi... non solo per l'autunno




Cari lettori,

torna la rubrica “Menù e ricette”!


Gli anni scorsi, in questo periodo, vi ho proposto delle ricette tipicamente autunnali (per esempio a questo link o a questo), con funghi, zucca ed altre verdure di stagione.


Quest’autunno, invece, la mia cucina è stata un po’ anomala. L’orto di papà ci ha regalato le ultime melanzane, ho trovato più di una volta pomodori buoni e saporiti nonostante la fine dell’estate… e così le ricette che ho cucinato la maggior parte delle volte hanno avuto un sapore decisamente mediterraneo.


Oggi vi propongo un primo e due secondi che possono essere tranquillamente considerate dei piatti unici, specie se con un po’ di pane. Per chi, anche ora che si stanno avvicinando i mesi più freddi, non rinuncia ai sapori dell’estate!



Fettuccine speziate con sugo di melanzane


Ingredienti a persona


- 150 gr circa di fettuccine/tagliatelle secche con spezie nell’impasto (io ho utilizzato quelle allo zafferano e curcuma di un pastificio ligure). Nel caso le spezie non piacessero, vanno benissimo delle tagliatelle classiche, o “paglia e fieno” per una piccola variante.

- Una decina di ciliegini/datterini (o uno/due pomodori grandi)

- Mezza melanzana grande (o una mignon)

- Misto per soffritto surgelato (cipolla, carote, sedano)

- Olio

- Sale

- Parmigiano o pecorino a piacere


Preparazione


- Lavare i pomodorini (o il pomodoro) e tritarli nel mixer.

- In una padella antiaderente versare un filo d’olio, un pugno di misto per soffritto e la polpa di pomodoro.

- Lavare e spellare la melanzana, togliere i semi (se sono in grande quantità) e tagliarla a tocchetti. Aggiungerla al sugo e cuocere a fuoco basso.

- Quando il sugo è a buon punto, far bollire abbondante acqua salata. Al momento del bollore, versare le fettuccine e farle cuocere 5/6 minuti.

- Far saltare le fettuccine nel sugo.

- Servire ben caldo e aggiungere, a piacere, parmigiano o pecorino grattugiato.



Feta al forno


Ingredienti a persona:


- Un panetto di feta da 200 gr

- Due pomodori ramati

- Mezza cipolla dorata

- Olio

- Erbe aromatiche a piacere (Basilico, origano, rosmarino)

- Pane per accompagnare


Preparazione:


- Lavare i pomodori e affettarli a grandi fette rotonde.

- Disporli sul fondo di una pirofila (va benissimo uno stampo da plumcake o uno rotondo piccolo). Coprire tutta la superficie.

- Lavare la cipolla, tagliarla a metà, affettare una metà a fettine o spicchietti e disporli sopra ai pomodori. Io vi consiglio di usarne mezza a persona per un sapore più delicato; se vi piace, o la cipolla è proprio piccola, potete usarla intera.

- Estrarre la feta dalla confezione, sciacquarla e disporla sul letto di verdure.

- Condire con olio d’oliva ed erbe aromatiche a piacere.

- Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti.

- Servire ben caldo con del pane per accompagnare.



Uova in Purgatorio “a modo mio”


Ingredienti a persona:


- Due uova

- Un pomodoro ramato (o 100 gr di polpa di pomodoro)

- Olio

- Cipolla surgelata a dadini

- Origano

- Pane per accompagnare


Preparazione:


- Lavare il pomodoro e tritarlo nel mixer.

- Versare il composto in una padella antiaderente insieme all’olio, all’origano e ad un pugno di cipolla surgelata.

- Cuocere il sugo a fuoco basso.

- Quando il sugo è cotto, rompere le due uova nella padella e continuare con la cottura finché gli albumi non diventano bianchi ed il tuorlo non è parzialmente cotto (come un uovo in camicia).

- Servire ben caldo con del pane per accompagnare.




Spero che queste ricette vi portino un po’ di sole… anche nel grigiore di novembre!

Fatemi sapere se avete già fatto delle ricette simili e come vi sono venute. Se vi va, condividete qualche vostra ricetta autunnale!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)