Spazio Scrittura Creativa: maggio 2026
Cari lettori,
benvenuti all’appuntamento di maggio con lo Spazio Scrittura Creativa!
Il post di oggi è per me molto speciale: prima di una nuova estate, ci tengo a concludere la serie di sette mini fanfiction di Harry Potter, I sette peccati capitali.
È ormai un anno e mezzo che vi propongo queste storie, proprio perché, per variare ed accontentare anche chi di voi non ama Harry Potter, ho preferito alternarle ad altri generi di appuntamento creativo.
Vi lascio i recap delle “puntate precedenti”:
1 – Ho visto gli occhi tuoi, Invidia, Ninfadora Tonks: Link racconto
2 – Sentiva la neve cadere, Accidia, Horace Lumacorno: Link racconto
3 – I gialli dei limoni, Gola, Albus Silente: Link racconto
4 – La festa di Halloween, Superbia, Pansy Parkinson: Link racconto
5 – Tutto brucia, Ira, Molly Weasley: Link racconto
6 – Il comico, Avarizia, Ron Weasley: Link racconto
Prima di procedere con il capitolo mancante, quello della Lussuria, una piccola nota autoriale. Come vi ho già detto altre volte, queste fanfiction sono un mio vecchio lavoro, prima dell’apertura del blog. Già sugli altri 6 capitoli l’editing è stato massiccio… ma questa è una storia del tutto nuova.
Il vecchio capitolo sulla Lussuria non mi rappresentava più: per tanti motivi vedevo le idee di una ragazza, e non di una donna adulta. Comunque, per darvi un’idea, se volete soddisfarvi con la coppia che al tempo avevo scelto (e che per me non è più “giusta” come pensavo a vent’anni, per moltissimi motivi), credo che Alchemised e Come non innamorarsi del nemico faranno molto meglio di quello che potrei fare io.
Personalmente ho puntato sui film della serie Animali fantastici, su due protagonisti adulti e su un concetto secondo me molto attuale di “amore proibito”. Spero che convinca anche voi.
Ovviamente tutte e sette le fanfiction sono puro divertimento e non hanno alcuno scopo di lucro. Buona lettura!
Gli invisibili
(Capitolo della Lussuria
Voce narrante: Jacob Kowalski)
Eccomi che mi sveglio
e ancora non riesco a dormire dal tuo lato
c’è la tua tazza di caffè
e il rossetto svanisce con il tempo
se potessi sognare abbastanza a lungo
tu verresti e mi diresti che starò bene
sì, starò bene
Una cena della buona società. Tutti vestiti, pettinati, imbellettati, in linea con quella eleganza che questi discussi anni ‘20 sembrano imporre. Una serata irrinunciabile: proprio tra pochi minuti il Ministro della Magia tedesco annuncerà il suo appoggio a uno dei tre candidati che correranno alle elezioni europee.
Nonostante il momento importante, l’ambiente sembra leggero. Chiacchiere, battute, persino risate, bicchieri che continuano a tintinnare per i brindisi.
Ed un tormento interiore ben celato. Almeno per me.
Non mi importa niente del Ministro della magia tedesco. Con tutto il rispetto, io nemmeno dovrei stare in mezzo ai maghi. Se scoprissero chi sono… meglio non pensarci.
Sono di nuovo di fianco a lei... e mi pare proprio che nulla sia cambiato in nove mesi.
Per settimane mi sono illuso di aver superato quel terribile momento. Quello in cui l’unica donna che io abbia mai amato mi ha abbandonato per il peggiore degli uomini, dicendo di farlo “per il mio bene”. Mi sono ripetuto che non ne valeva la pena, che ormai lei apparteneva ad un altro.
Non pensavo più alla mia (ormai non più) Queenie, davvero; ho passato quel che restava dell'inverno, tutta la primavera, buona parte dell'estate a ripetermelo.
Mi sono quasi congratulato con me stesso: non ero poi così inconsolabile! La mia nuova panetteria e pasticceria, il sogno di una vita, mi dava fin troppo lavoro da fare. Insomma, io, che sono sempre stato l’ultimo degli operai, mi sono dovuto adattare a gestire un’attività mia, con tanto di personale. Forse avevo troppe novità a cui pensare, o forse, semplicemente, non ce l'avevo fatta a guardare in faccia la realtà.
Ci ha pensato, ancora una volta, il mio amico mago Newt. O forse dovremmo dire che è stato il professor Silente, mentore del mio amico, coinvolto in un’eterna lotta con lo stregone oscuro Gellert Grindelwald. L’uomo che mi ha portato via la mia Queenie.
Non avrei voluto farmi coinvolgere nuovamente dal mondo magico. Io sono un panettiere e questo mi è sempre bastato. Ma l’ho fatto, ancora una volta, per amicizia… e per amore.
Ora che ho di nuovo di fronte la mia Queenie è tutto chiaro, in modo persino doloroso. Tutta la vicenda che riguarda lei e me è stata una lotta senza alcuna speranza fin dal principio; ricordo ancora il giorno in cui ci siamo confessati i nostri sentimenti, con la consapevolezza che le unioni tra maghi e No-Mag sono illegali negli Stati Uniti. E poi la ricerca affannosa di una soluzione, la peregrinazione per l’Europa, quel maledetto viaggio a Parigi.
Il giorno in cui Queenie ha pensato che l’unica soluzione fosse ascoltare le teorie di quel pazzo di Grindelwald, che le aveva promesso “mai più nessuna guerra e un mondo migliore per tutti”, e mi ha salutato piangendo, prima di fuggire con lui.
Cara Queenie, non mi hai dato il tempo di parlarti. Appena ascoltato quel discorso pieno di menzogne, sei scivolata via. Se solo mi avessi dato dieci minuti, te lo avrei detto io: non è vero che non ci sarà un’altra guerra. Voi del mondo magico siete rimasti al chiuso e protetti tra il ‘14 e il ‘18, ma noi no. Noi abbiamo visto la Guerra Mondiale, e secondo me ce ne sarà presto un’altra: colgo tutti i segnali.
Nella Germania non magica sta salendo al potere un pazzo che non ha niente da invidiare al tuo Grindelwald. Spero che l’equivalente nel mondo dei maghi abbia più senno e tra i tre candidati non scelga proprio di favorire lui.
Già, perché è questo il motivo per cui sono qui stasera. Con Newt e gli altri della squadra di Silente ci siamo divisi i compiti: a me quello di infiltrarmi e dare l’allarme nel caso disgraziato che la candidatura di quel maledetto sia ufficialmente accettata.
E pensare che fino a qualche settimana fa rischiava la galera per crimini internazionali. Nel giro di pochi giorni egli è stato assolto ed è passato direttamente alla candidatura come Supremo Pezzo Grosso. Non serve essere dei maghi per capire che una sua vittoria gli darebbe in mano fin troppo potere.
Ma se anche succedesse, che cosa potrei farci io? Non ho nemmeno una di quelle bacchette di legno che Newt e gli altri agitano per fare magie. Non ho un buon rapporto con gli animali ordinari, figuriamoci con quelli fantastici. E di certo non leggo nel pensiero come la mia Queenie.
Che utilità potrei mai avere? Non mi stupisce che la donna che amo mi abbia lasciato…
* * *
Sistemando oggi
ho trovato quella vecchia t-shirt
quella che hai indossato quando sei scappata
e nessuno poteva comprendere il tuo dolore
Siamo troppo giovani, troppo sciocchi
per conoscere cose come l’amore
… ma ora lo conosco, lo conosco bene.
Voce narrante: Queenie Goldstein
Caro Jacob,
ti vedo. Anche se mi volto da un’altra parte, anche se chiudo gli occhi, anche se tento di fare qualunque magia sia in mio potere per non vederti più, non ho scampo: continuo a vederti.
Perché gli occhi funzionano secondo la scienza, e quindi basta chiuderli per non vedere più niente. Ma la mia testa, fin da quando sono nata, ha deciso di funzionare secondo i dettami della magia.
E così io sento i pensieri di tutti, di qualunque commensale sia in questa stanza, dal Ministro tedesco in persona al ragazzo delle consegne che è passato cinque minuti in magazzino per portare il pane e se n’è andato.
E oggi persino il mio dono magico ha deciso di farmi i dispetti. Perché sì, i pensieri di tutti gli altri attraversano la mia mente, ma sono ovattati, proprio come succede nelle cene eleganti come questa, quando tutti parlano a bassa voce. Sento chiaramente solo te.
Avverto tutta la tua rabbia, la tua tristezza, persino la tua gelosia. È buffo: se c’è qualcosa che non è mai piaciuto a Grindelwald sono proprio le donne, ed è risaputo in tutto il nostro mondo. Sono sicura che Newt o qualcun altro abbia avvertito Jacob del fatto che il dissidio tra lui e Silente sia nato da una vicenda molto privata. Eppure so che tu vorresti prenderlo per il bavero e intimargli di lasciarmi libera, di non toccarmi nemmeno, di non osare guardarmi mai più.
E non sei mai stato un uomo collerico. In realtà sei l’uomo più buono, dolce, paziente che io abbia mai incontrato. Un lavoratore che sogna ancora, un amico fedele, una persona che quando si innamora lo fa per sempre. Quando ci siamo conosciuti, mi hai detto che come te “ce ne sono a milioni”. Caro Jacob, quanto ti sbagli. Lo sapevo già prima, lo so doppiamente ora che ho visto il male così da vicino.
Non c’è niente di peggio che starsene qui, dall’altra parte di una stanza, in mezzo ad un ricevimento sfarzoso che non c’entra niente con il nostro stile, e non poterti confidare che anche io soffro quanto te. Rivederti ora, dopo il grande distacco che c'è stato, è come una Maledizione Senza Perdono. So che ti amo ancora.
Ed è per amore che, accecata dalla mia stessa follia, ho seguito Grindelwald. A Parigi egli parlava di scongiurare altre guerre. Di abbattere le barriere che dividono maghi da Non-Mag. Di creare insieme un nuovo mondo. E io, d’impulso, gli ho creduto.
Per qualche folle attimo mi sono persino convinta che il suo spessore politico sarebbe presto diventato grande, così grande da travalicare l’oceano, arrivare negli Stati Uniti e abrogare quella orribile legge che impediva il matrimonio tra me e te.
Poi ho visto il vero volto di quell’uomo, che fatico a non chiamare mostro. Ho compreso di essere cascata mani e piedi nella sua trappola: egli mi ha blandito perché una persona che legge nella mente come me gli fa molto comodo.
E in tutti questi mesi non ho fatto altro che nascondere sotto a rabbia, delusione, indignazione, voglia di restare sola... i miei sentimenti per te, più vivi che mai.
Ho provato a combatterli, credimi. Mi sono più volte ripetuta che tu ormai eri tornato in America certo un po’ acciaccato e dal cuore infranto, ma con tutte le possibilità di ricominciare. Con la tua panetteria, i tuoi sogni, il tuo mondo No-Mag di cui io non ho mai fatto parte.
Ma la tua luce era entrata nel mio cuore. E credo non ne uscirà finché vivo. Se mai sopravvivrò alla guerra che incombe.
Perché l’ho capito, mio caro, e sono sicura che, se ti avessi ascoltato invece di scivolare via come la pazza che sono stata, tu me lo avresti detto subito. La più grande delle bugie di Grindelwald era proprio quella sulla guerra: un conflitto ci sarà, e la causa sarà proprio lui. Sento già nella mia mente il discorso del Ministro della Magia tedesco: lo favorirà. Gli altri due maghi sono candidati onesti, ma non parlano alla pancia del popolo come i dittatori di ogni tempo hanno sempre fatto: in questo clima, sono destinati a perdere.
E non posso fare niente, amore mio. Grindelwald ha capito che non mi fido più di lui, che voglio fuggire dal suo castello: mi controlla a vista. Quanto vorrei che per una volta nella tua vita qualcuno, Dio o il destino, ti desse la possibilità di fare una magia e farmi fuggire insieme a te…
* * *
Quindi affogo nei miei sentimenti,
come faccio sempre,
danzando nella nostra casa
con il fantasma di te
Voce narrante: Jacob Kowalski
Cara Queenie,
se dovessi trovare un termine per descrivere la nostra situazione, userei invisibile.
Siamo invisibili l’uno al mondo dell’altra: quelli come me non sanno che esistono quelli come te, quelli come te lo sanno ma (quasi tutti) ci disprezzano.
È invisibile il nostro amore per la legge: se si scoprisse, rischieremmo addirittura un processo.
È invisibile la nostra storia, di cui sono testimoni solo pochissimi amici fidati.
È invisibile il nostro legame ora, in questa stanza affollata: solo noi lo percepiamo, eppure mi sembra di non sentire nient’altro. Le persone ci guardano attraverso, e non capiscono. Non dovrebbero fare magie e meraviglie? Non riescono nemmeno a guardare al di là del loro naso…
Ma non avere paura, Queenie. Silente mi ha detto che non ho niente da invidiare ai maghi ed alle streghe, perché sono un uomo con pienezza di cuore. La sai una cosa? Si sbaglia! Nel mio cuore ci sarà sempre un posto per te…
… e un giorno, forse non lontano, non saremo più invisibili.
FINE
Siamo giunti alla conclusione!
La canzone che ci ha accompagnato è Ghost of you dei 5 Seconds of Summer, che potete ascoltare a questo link.
Se avete visto i film, credo che abbiate riconosciuto la citazione finale. So che avviene in un momento successivo della pellicola, ma mi piaceva troppo, così mi sono presa una piccola licenza e l’ho anticipata.
Spero che anche quest’ultimo capitolo della serie “I sette peccati capitali” vi sia piaciuto. Mi farebbe piacere ricevere un vostro commento, sia su questa storia e su questa serie in generale… sentitevi liberi di scrivere quello che vi va!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)
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