martedì 17 maggio 2022

L'ANGOLO VINTAGE 2.0 - MAGGIO 2022

 


Cari lettori,

dopo la piccola pausa pasquale che ho fatto lo scorso mese, torna “L’angolo vintage”!

Oggi, come spesso faccio quando preparo i post di questa rubrica, vorrei presentarvi due romanzi di autori di cui ho già parlato sul blog, che però mi “mancavano”.

Talvolta stiamo sul romance, altre volte sul giallo, oggi ci addentriamo nel thriller, con atmosfere un po’ surreali e personaggi non sempre onesti che si trovano braccati da un destino avverso.

Non si tratta di due libri leggeri, anzi, sono due letture piuttosto intense da svariati punti di vista, ma ho pensato che abbiano degli elementi in comune, perciò ve li propongo insieme. Sperando di avervi incuriosito, vi lascio alle recensioni!



Questo libro non esiste, di Marilù Oliva


Mathias, il protagonista di questo romanzo, è un uomo che, in un certo senso, si è reso fantasma. Dopo un’infanzia piuttosto difficile, schiacciata da un nonno autoritario che l’ha costretto ad assistere ad episodi di violenza, egli s’è inventato una bugia con la madre, che ben presto si è trasformata in un colossale inganno, e si è trasferito a Roma con la parte di eredità che gli spettava. Da anni è disoccupato e vive di rendita, ma egli preferisce definirsi uno “scrittore in erba”. In effetti il suo primo manoscritto è quasi terminato, ma le uniche persone che ne sono a conoscenza sono due suoi amici storici che incontra abitualmente in uno stravagante bar della capitale: uno scrittore già abbastanza affermato (anche se sempre in lotta con la sua Casa Editrice) ed un esperto in comunicazione digitale. La terza ed ultima persona che lo ha sempre sostenuta è Luce, la sua compagna, una donna premurosa ed affettuosa per la quale, però, egli prova solo stima e non amore.


Un giorno Mathias subisce in modo piuttosto ingenuo il furto del suo PC e perde così l’unica copia del suo manoscritto ormai ultimato. Non ha chiavette né cartacei che abbia tenuto per sé; la sua unica speranza, purtroppo, è ritrovare una delle copie che ha inviato a tante case editrici ed a qualche esperto del settore nella speranza di farsi notare. La sua ricerca diventa ben presto disperata, tra editori indifferenti che hanno gettato al macero il suo manoscritto e redattrici attente che hanno rifiutato la sua storia perché le terrorizzava.


Tutto si complica quando il primo degli editori che ha visitato, un vero squalo, viene trovato ucciso nel suo studio, e tutto fa presumere che Mathias sia stato l’ultimo ad averlo visto. Nel tentativo di sfuggire ad un’ingiusta accusa e di rendersi irreperibile, il nostro protagonista finisce per immergersi ancora di più nella sua ricerca, incontrando anche una donna, Marina, per la quale inizia a provare un sentimento forte ed inspiegabile.


Questo libro non esiste è sicuramente uno sberleffo al mondo dell’editoria, che spesso si trincera dietro alla scusa del prodotto di cultura – e quindi del fine “alto” - giustificando così alcuni mezzi non proprio ortodossi.

È anche, però, un omaggio sia al mondo della letteratura che a quello della scienza.


Di letterario c’è il tema della “queste” o ricerca, tipico dei poemi epici di età moderna (e soprattutto de L’Orlando Furioso di Ariosto): un continuo e spasmodico ricercare qualcuno o qualcosa che è destinato a non essere mai trovato. A questo intreccio di base si uniscono sia una trama gialla che una sottotrama rosa, caratterizzata dall’insoddisfazione: se si ama non si è riamati, se si è amati non si ama.


Di scientifico ci sono invece i folli progetti del nonno ormai defunto, che definire “visionario” sarebbe un complimento; piani che hanno a che fare con la fisica e l’astronomia e che hanno influenzato Mathias nel profondo.


Sicuramente è uno dei romanzi più originali che abbia mai letto: quest’autrice non smette mai di sorprendermi, e il suo stile è davvero travolgente!

Una lettura super interessante :-)



Il Francese, di Massimo Carlotto


Siamo nel Nord-Est italiano, patria di molti romanzi dell’autore, ma questa volta conosciamo un nuovo personaggio, Toni Zanchetta, detto “Il Francese”.

Egli è un protettore di prostitute, ma si definisce “macrò”, che è un termine che indica una sorta di società tra lui e le donne che fanno parte della sua maison. Dopo un esordio nel mondo della malavita con i peggiori criminali immaginabili, egli è riuscito a “mettersi in proprio” gestendo poche escort per clienti importanti e danarosi.


Un giorno però Claire, una delle più giovani ragazze della sua maison, invece di recarsi all’appuntamento con un cliente sparisce nel nulla. Per il Francese è l’inizio della fine: la polizia, ed in particolare il commissario Franca Ardizzone, gli sta col fiato sul collo; la sua ambita maison entra nel mirino della malavita organizzata; alcuni loschi personaggi sembrano disposti ad offrirgli un alibi, ma poi lo ricattano.


Il Francese, però, è un uomo duro a morire e, come tutti i serpenti, è in grado di cambiare pelle tutte le volte che è necessario. E forse le forze dell’Ordine non lo vedono soltanto come un indagato.



Sarò sincera: ho divorato Il Francese, come tanti altri romanzi di Carlotto (che, come molti di voi ormai sapranno, è un autore che mi piace parecchio). Però non saprei dire se mi è davvero piaciuto.


Sono abituata alle atmosfere non certo fiabesche dei romanzi di questo autore: la sua serie più famosa ha per protagonista Marco Buratti detto L’Alligatore, un ex cantante di blues che ha scontato per sbaglio anni di carcere e si trova spesso coinvolto in trame gialle dalle tinte oscure. Tuttavia le sue storie, per quanto dure, non mi hanno impressionato tanto quanto questa, che mi è sembrata una vera e propria galleria degli orrori. Da donna ho provato ribrezzo, per non dire paura, per tutte le terribili circostanze in cui si trovano quelle infelici. Tra situazioni personali e familiari piene di difficoltà, bisogno di stordirsi con droghe ed alcool per dimenticare, le richieste orribili della maggior parte dei clienti ed il rischio di cadere in mano a dei temibili criminali, c’è di che triggerare chiunque.


Inoltre, se L’Alligatore ed i suoi sono tutt’altro che santi, ma almeno aiutano chi è schiacciato da pericolosi delinquenti e tra loro conoscono il valore dell’amicizia, devo dire che il Francese come personaggio non mi è piaciuto per niente. Continua a fare il santarellino perché invece di intascare tutto il ricavato prende solo il 50% e perché tratta le prostitute meglio di altri (“Com’è umano lei”, cit.), ma al lettore è chiaro fin da subito che è un atteggiamento di convenienza e che egli sa essere come tutti gli altri criminali, anzi, pure peggio se gli gira.


Insomma, si tratta di una lettura che potreste affrontare abbastanza facilmente, magari anche divorare, ma che quasi sicuramente vi lascerà molto amaro in bocca. Soprattutto perché Carlotto è sempre molto preciso ed informato, e tutto quello che scrive è una rielaborazione romanzata di fatti realmente accaduti.





Ecco il mio “angolo vintage” di questo mese!

Non perdetevi i post degli altri partecipanti alla rubrica!

Conoscete libri ed autori? Che ne pensate? Fatemi sapere!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


5 commenti :

  1. Mi incuriosisce tantissimo il primo libro che sembra particolare, ma nello stesso tempo molto interessante da scoprire piano piano

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    1. Ciao Susy! In caso fammi sapere che ne pensi, allora :-)

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  2. di Carlotto mi riprometto sempre di recuperare qualcos'altro, della Oliva invece non ho ancora letto niente, ma questo raccontato da te è interessante

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    1. Ciao Chiara! Spero che riuscirai a leggere qualcosa dei due, dai :-)

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  3. Io tramite te vengo sempre a conoscenza di libri nuovi!

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