venerdì 22 novembre 2019

TRA DETECTIVE, FUGGIASCHI, LADRI E VENDICATRICI

Quattro romanzi di Massimo Carlotto




Cari lettori,
nuovo appuntamento con le nostre “Letture...per autori”!

Il protagonista di oggi è Massimo Carlotto, uno scrittore di cui vi ho già parlato due volte, la prima in occasione della Festa del Papà (essendo uno dei preferiti di mio padre), sia in uno degli appuntamenti mensili dedicati all’Angolo Vintage.


I libri di questo autore, tuttavia, non mancano mai, soprattutto nel corso dell’estate, quando sono al mare con la mia famiglia, ed è per questo motivo che oggi vi presento ben quattro romanzi di questo autore (anche se, come vedrete, uno di essi è più che altro un lungo racconto).

Oggi li vedremo insieme nel dettaglio!



IL CORRIERE COLOMBIANO



Questo romanzo è uno dei capitoli della serie dell’Alligatore, alias Marco Buratti, il cosiddetto “detective senza licenza” che, insieme agli amici Max la Memoria e Beniamino Rossini, aiuta le persone in difficoltà muovendosi ben oltre i confini della Legge.

In questo momento della sua vita, però, l’Alligatore sta vivendo una profonda crisi. Egli ripensa con un certo rimpianto alla sua ex carriera da cantante di blues, interrotta sia perché alcool e sigarette non hanno certo aiutato la sua voce, sia perché, soprattutto, è finito in prigione durante gli anni degli scontri politici.

Come l’amico Rossini gli ha fatto notare più volte, egli è rimasto scottato dall’esperienza e non riesce più a riprendersi, soprattutto perché pensava che questa pessima vicenda gli avesse almeno insegnato qualcosa sul mondo del crimine, ed invece è costretto a rendersi conto che anche in quel campo le regole sono cambiate.

Ne ha la conferma quando a lui ed ai suoi amici viene chiesto di difendere un ex rapinatore che è stato incastrato in una storia di droga, nella quale egli giura e spergiura di non essere coinvolto.

Il testimone chiave potrebbe essere un corriere colombiano che è stato fermato in aeroporto dalla polizia con la pancia piena di refurtiva e che ha indicato come suo contatto italiano proprio l’uomo accusato.

In effetti il ragazzo è stato persuaso dai corpi speciali di polizia a denunciare l’uomo sbagliato, ma è anche un “pesce piccolo”, il in fuga nipote della Tìa, una pericolosissima narcotrafficante colombiana di mezza età. Inutile dire che la donna è già in viaggio per recuperare il “nipote traditore”… e non è per niente ben intenzionata.


Il corriere colombiano è un romanzo che cerca di ridare giustizia ad un amico di Massimo Carlotto, vittima di un errore giudiziario. L’autore, infatti, ha passato molti anni in prigione per un delitto per il quale alla fine è stato assolto, ed è stato in quel contesto che ha conosciuto molti dei personaggi che hanno ispirato i suoi romanzi.
In questo, in particolare, viene sottolineata l’evidente differenza tra il “sottobosco criminale” (fatto di locali notturni, narcotrafficanti, delinquenti comuni) nel quale si muovono i tre protagonisti ed i poteri forti che sono indubbiamente i veri burattinai di tutta la vicenda.



ARRIVEDERCI AMORE, CIAO



Chi come me ha letto, oltre a Il corriere colombiano, qualche altro capitolo della serie dell’Alligatore, conoscerà di sicuro quello che è il più temibile nemico del trio di protagonisti: Giorgio Pellegrini.

Arrivederci amore, ciao è la sua storia, il racconto di un ragazzo, poi diventato uomo, che non ha concepito altro che la violenza nella propria vita.


Ancora molto giovane, egli inizia a militare in alcuni gruppi di estremisti politici e, quando l’aria si fa troppo calda, fugge in Cile, dove commette i suoi primi delitti.

Tornato in Italia a trent’anni, egli decide di rifarsi progressivamente una vita e di aprire un’onesta attività che gli consenta, sottobanco, di diventare uno dei criminali più potenti del Nord Est italiano.

Egli parte dalla delinquenza comune, con rapine in banca e sfruttamento della prostituzione, ma ben presto, grazie a queste “attività”, riesce a conoscere dei personaggi in vista che, al di là dell’apparenza benestante, celano dei segreti...come minimo imbarazzanti.

In particolare, gli sarà utile la conoscenza di un avvocato desideroso di entrare in politica, che lo aiuterà a ricostruirsi un’immagine immacolata tramite il sempre florido settore della ristorazione.


Ogni capitolo di Arrivederci amore, ciao porta il nome di una donna, perché la caratteristica veramente letale di Giorgio Pellegrini è la capacità di manipolare l’altro sesso. Per ogni fase della sua vita c’è una sventurata di sesso femminile che egli sfrutta finché gli è utile, e poi, nel migliore dei casi, porta alla pazzia.
Non si tratta sicuramente di una lettura facile, anzi, il libro è spesso crudo, violento, difficile da proseguire.


Per intenderci, Giorgio Pellegrini mi ha ricordato molto il “cattivo” di Harry Potter, Voldemort, con il quale ha molti tratti in comune: la brama sfrenata di potere, le “molte vite” (reali o metaforiche), la capacità di manipolare gli altri, il fascino che trae in inganno (ovviamente, per Voldemort questo valeva quando era ancora il bel Tom Riddle e non aveva ancora perso capelli e naso).

Senza dubbio un libro da leggere per chi vuole saperne di più sull’avversario dell’Alligatore!



IL MONDO NON MI DEVE NULLA


Questo originale racconto è ambientato a Rimini, in un periodo di bassa stagione.

Una sera come tante, Adelmo sta percorrendo uno dei viali principali della città. È un uomo che ha passato i quarant’anni, ha perso il lavoro come operaio e non sa più come reinventarsi. Su “consiglio” della compagna Carlina, che di mestiere fa le pulizie e non manca di ricordargli i loro problemi economici, si è reinventato come “topo d’appartamento”, ma è una persona sostanzialmente buona e detesta il male che fa alla gente.

Quella notte, però, egli vede una finestra aperta su una camera buia, ed immagina che qualcuno l’abbia dimenticata prima di uscire. Non appena, però, egli entra in salotto ed inizia a trafficare con gli argenti, ode una voce sarcastica che lo critica e lo fa sobbalzare. Si rende conto con sgomento che in camera con lui c’è una donna ancora bella, anche se non più giovanissima, abbigliata elegantemente e per nulla spaventata dalla sua presenza.


Ella è Lise, una donna tedesca che ha lavorato per anni come croupier sulle barche da crociera, svuotando le tasche di qualche “pollo” che credeva di poter approfittare della sua vacanza per tentare la fortuna.

Lise non ha fatto entrare Adelmo per caso, anzi, non aspettava altro. Da tempo ha concepito un piano che sembra folle: reclutare un disperato per farsi uccidere in cambio di soldi. Ella dichiara al sempre più sbalordito ladro che non ha la disperazione sufficiente per togliersi la vita da sé, ma non ha nemmeno il coraggio di continuare a vivere. 

Ciò che la spaventa di più è il fatto che il mondo non le deva nulla: siccome ha passato la vita a truffare il prossimo con il benestare dei suoi superiori, e non si è mai tirata indietro, anzi, ha tenuto da parte anche qualcosa per se stessa, è sicura che, ora che si è ritirata, gli ultimi anni della sua vita non le doneranno nulla di positivo, e forse il male che ha fatto le verrà restituito.


In circa cento pagine di racconto, Massimo Carlotto presenta un dialogo, in apparenza surreale ma in realtà molto più verosimile di tanti altri, tra due persone ugualmente disperate, anche se per motivi diversi.

Come ormai avrete capito, stiamo parlando di un autore che difficilmente scrive d’amore. Le brevi e piuttosto aride frequentazioni dell’Alligatore, lo sfortunato amore di Beniamino Rossini e le tremende macchinazioni di Giorgio Pellegrini sono degli esempi di quanto la tematica amorosa sia per lui subalterna, e spesso connotata da violenza ed infelicità. Questa storia, per quanto sia tutt’altro che allegra, svia leggermente dal suo consueto modo di raccontare le relazioni. 
Breve ma intenso!



LE VENDICATRICI – EVA
scritto a quattro mani con Marco Videtta



Premessa: questo romanzo è il secondo di una serie di quattro, Le vendicatrici, che ha per protagoniste altrettante donne, costrette, loro malgrado, ad avere a che fare con situazioni più grandi di loro.


Questo capitolo è dedicato ad Eva D’Angelo, una romana DOC che vive nella capitale e gestisce ormai da anni la profumeria Vanità. Le altre tre “vendicatrici” sono le due dipendenti di Eva, la siberiana Ksenia e la colombiana Luz, e Sara, una donna misteriosa che ha contatti con la polizia ed i Servizi.

Alla fine del primo romanzo (quello di Ksenia, che io devo ancora leggere) Eva ha lasciato il marito Renzo, ma quando egli, inspiegabilmente, torna, ella non gli sa dire di no, perché lo ha sempre amato.


Una mattina, però, andando in profumeria, ella viene aggredita da un gruppo di donne vestite con foggia rom, appartenenti al clan dei Mascherano, una delle più pericolose associazioni mafiose della capitale. Le donne la buttano a terra e una di loro, Melody, la pupilla di zio Serse, il capo, la sfregia sulla guancia con un coltello.

Mentre Eva è in ospedale, Ksenia e Luz vengono a sapere che la ragazza che l’ha aggredita è stata l’amante di Renzo ed ha convinto zio Serse a farlo entrare nella “famiglia”. Le due cercano di convincere Eva a lasciar perdere definitivamente l’uomo, ma ella non può fare a meno di essere reticente con il gentile e determinato commissario che si occupa della sua aggressione.


Nel frattempo, Renzo, che ha fatto un grave sgarro alla famiglia Mascherano, per consiglio di terzi trova un momentaneo rifugio presso Sara, ma cerca piuttosto stupidamente di circuire la donna, e quest’ultima, già in crisi per via della sua dipendenza dall’alcool, lo caccia via in malo modo.

Pochi giorni dopo, il cadavere di Renzo viene trovato dalla polizia, in periferia e con il volto irriconoscibile. Ed è quando Eva vede le condizioni in cui è stato ridotto il suo ex marito - un uomo che, nonostante tutti i torti che le ha fatto, ella ha molto amato – che decide di indossare la sua maschera di “vendicatrice” insieme alle sue tre alleate.


Questo è il primo romanzo del ciclo de Le vendicatrici che mi capita di leggere, ed è stata una bella sorpresa. Le tematiche di Massimo Carlotto – criminalità organizzata, scene da thriller, situazioni di frontiera – ci sono tutte, ma sono declinate in una veste insolitamente al femminile. Eva, tra le quattro, è la più estroversa e verace, e la sua storia mescola in modo davvero originale amore, desiderio di fuggire da realtà difficili e determinazione nel fare giustizia.
Sono curiosa di scoprire che cosa mi riserveranno le altre tre protagoniste della storia!




Ormai avrete capito che questo autore mi piace molto, perciò non aggiungo altro ed attendo con grande curiosità i vostri commenti.
Avete letto questi romanzi? Vi incuriosiscono?
Quale vi è piaciuto di più?
...sto riuscendo a farvi conoscere questo autore? Negli scorsi due post un po’ di persone mi hanno detto di essere rimaste incuriosite dai romanzi che avevo presentato! Fatemi sapere…
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

9 commenti :

  1. Ti consiglio allora anche il film Arrivederci amore, ciao.
    Non ha connessioni con altre opere o personaggi di Massimo Carlotto ma è davvero un piccolo gioiello noir.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Moz! Sicuramente prima o poi vedrò anche il film! E nel 2020 ci sarà una serie tv dedicata proprio all'Alligatore!

      Elimina
    2. Yes lo so... e sono già pronto^^

      Moz-

      Elimina
  2. La trama del racconto mi ha colpito molto.
    Spero che il protagonista convinca la donna a restare in vita, magari al suo fianco.
    Ma so che non potrai svelarmi il finale..... 😉

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Claudia! Credo che questo racconto ti sorprenderà :-)
      Fammi sapere, semmai, se ti è piaciuto!

      Elimina