lunedì 23 marzo 2026

QUESTO AMORE

 Spazio Scrittura Creativa: marzo 2026




Cari lettori,

benvenuti all’appuntamento di marzo con lo Spazio Scrittura Creativa!


Questo mese vi propongo, come già fatto altre due volte, una sorta di “pagina di diario”, un racconto almeno in parte autobiografico.


Vi ho parlato del mio amore per la danza a questo link.


Di un’estate spensierata come solo quelle dell’adolescenza sanno essere in questo post.


Oggi invece vi vorrei parlare di un tema più serio, che purtroppo temo molti di voi abbiano già affrontato: la perdita dei nonni. 

Sono tornata con la mente al marzo del 2014 e ho cercato di trasformare i miei ricordi in un racconto. Ho cercato di non inserire troppi dettagli personali non solo per privacy, ma anche perché vorrei che quel che ho imparato da questa difficile esperienza possa essere di aiuto per chi la sta vivendo ora.


Vi mando un grande abbraccio perché non è facile scrivere di questi argomenti, però non è nemmeno scontato che qualcuno abbia voglia di leggerne, quindi grazie mille fin da ora.



Questo amore


Acqua blu e chiara

l'alta marea è arrivata e ti ha portata qui

e come un fantasma, ancora e ancora, ancora e ancora

le cicatrici si fanno più scure, le correnti ti hanno portato qui ancora


Le onde si rifrangevano sulla sabbia, portando a riva la spuma bianca del mare. Era una giornata di una bellezza rara per la stagione.


Marzo era appena iniziato; tuttavia, il sole brillava, riflettendosi sull'acqua chiara, pulita e forse già troppo calda.


Lei era scesa al suo mare per le vacanze di Carnevale ed aveva trovato un panorama splendido ad accoglierla. Certo, per lei quella piccola baia di scogli e sabbia, con l'acqua così stranamente trasparente, era un posto speciale da molti anni: l'aveva sempre considerata un angolo di mondo riparato, tranquillo, quasi riservato a lei.


Seduta su quegli scogli proprio in riva al mare, nel corso degli anni, aveva ripensato a persone, eventi, ricordi. Ed ora che aveva 24 anni si ritrovava a fare quello che già una volta le era accaduto: affidare alle onde un dolore improvviso ed una malinconia che non poteva fare a meno di insinuarsi in lei.


Non c'era un modo di allontanare fisicamente quel ricordo da lei, neppure percorrendo mille miglia, nemmeno immaginando di strapparsi il cuore. Più fissava la splendida distesa marina di inizio primavera, più una serie di immagini le si presentava nella mente.



Un mese. Un tempo che era passato fin troppo in fretta, e che, in ogni caso, non era bastato a guarirla dallo strappo doloroso che aveva subito. Vi erano momenti in cui riusciva quasi a scordare quello che era successo; poi, però, tutto le ritornava in mente, più vivo e più crudele di prima, come a ricordarle che le sue cicatrici si stavano facendo di giorno in giorno più scure e profonde.


Era un bene che se ne fosse andata al mare per qualche giorno: spesso, la sua stessa casa non la aiutava a dimenticare.

C'era sempre un quadro, una foto, un oggetto di troppo.


E dire quello che lei aveva appena trascorso era stato uno dei periodi più emozionanti e movimentati della sua vita.

Ma non bastava guardare tutto il servizio fotografico della sua laurea, avvenuta tre settimane prima. Né dedicarsi al suo primo stage, trovato quasi a sorpresa. Non era nemmeno abbastanza rifugiarsi tra famiglia e amici, cosa che aveva cercato disperatamente di fare fin dal 4 febbraio.


Dovunque si girasse, il suo sguardo cadeva su qualcosa che le faceva pensare alla nonna.



* * *


Urlando in silenzio, e nei miei sogni più selvaggi

non ho mai sognato questo


Il primo pensiero, quando aveva saputo che per la nonna non c'era più niente da fare, era stato: per favore, non domani, non di nuovo.


Il ricordo della scomparsa del nonno, avvenuta ormai quasi quattro anni prima, e, in modo particolare, del giorno del funerale, era un ricordo ancora troppo fresco. Una caldissima giornata di giugno, passata a sentirsi come se fosse preda di una lenta corrente: case, fatti, persone le scivolavano a fianco, e lei non poteva far altro che muovere un piede dopo l'altro ed affrontare quello che le si presentava davanti.


Proprio come succedeva ad una corrente, le cui acque si fanno sempre più tumultuose, fino ad arrivare alla cascata finale, così per lei quella giornata era stata una lenta discesa, e le era toccato fare tutto quel che proprio non avrebbe voluto fare.


Aveva odiato quella sensazione di impotenza e tristezza, quasi, all'improvviso, il mondo fosse stato coperto da una coltre soffocante, e non poteva nemmeno pensare di rivivere tutto questo una seconda volta.


Eppure, non più di quattro giorni dopo, aveva dovuto farlo.


Era inverno, il freddo era pungente, e non si trattava né della stessa chiesa né dello stesso cimitero dell'altra volta, ma fin troppi dettagli erano simili.


Il sole continuava a brillare, il cielo seguitava ad essere azzurro, l’inverno sembrava occhieggiare già alla primavera, ma, tutto intorno, per lei, la vita era come ovattata.


Fino a quando non aveva visto quel nome sulle carte funerarie, lei si era sentita come illusa, quasi ci fosse una piccola speranza che non fosse vero; quelle lettere impresse nero su bianco l'avevano riportata alla realtà.

Il resto della mattinata era stata soltanto una lunga discesa lungo un fiume scivoloso e fangoso che non pensava avrebbe avuto la forza di attraversare.


Non si sa come, aveva tirato fuori dal cuore, ancora una volta, il coraggio di guardare i fatti così com'erano e di restare presente a se stessa.


Solo in quel modo la sua vita aveva potuto ricominciare lentamente a scorrere.


* * *


Scuotendomi, girando, lottando nella notte per qualcosa di nuovo

e noi siamo come un fantasma, ancora e ancora, ancora e ancora

una lanterna che brucia e scintilla solo per te

ma tu sei sempre andata, andata, andata


Il mese successivo erano stato, allo stesso tempo, frenetico e come congelato. La laurea tanto attesa, un cambio di vita importante. Tante soddisfazioni, ma anche incertezza e paura.


L'unica costante di quel periodo era il ricordo della nonna. E il suo appartamento ormai vuoto: fotografie, servizi, statue, persino quadri che parlavano di lei.


Poche cose l'avevano sbigottita come quelle poche volte che le era capitato di entrare nel piccolo trilocale della nonna. L'aveva trovato, sì, dimesso e forse anche triste, ma, al tempo stesso, ancora pieno di vita, di ricordi, dell'essenza stessa di lei.


Quel luogo era ormai così legato alla nonna, e quando era viva ella si muoveva dentro in modo tanto naturale e silenzioso, che lei si sarebbe aspettata di vedersela comparire davanti da un momento all'altro, con gli stessi occhiali e la medesima vestaglia. Sembrava quasi un controsenso pensare che tutti quegli oggetti non avessero più una proprietaria.


Una persona paziente, gentile e generosa, e la sua presenza silenziosa, nel corso degli anni, era stata un dono prezioso.


* * *


Io ho perso l'interesse, oh, sono affondata con le navi

e tu sei apparsa, proprio in tempo


C'era un pensiero che, durante e dopo la morte della nonna, si era fatto sempre più insistente in lei: il ricordo del loro legame.


La vicinanza della nonna in tanti momenti di vita importanti.

Un giorno delle scuole medie in cui lei era più triste che ammalata, eppure l'aveva curata ugualmente, con tanto di riso in bianco e boule dell'acqua calda.


Uno degli ultimi giorni di scuola delle superiori, quando il tempo non aveva permesso di festeggiare poi molto, così si erano consolate guardando un film.


O ancora i primi giorni dell’Università, le prime preoccupazioni per una nuova vita ed un orario settimanale che si preannunciava già troppo impegnativo: era stata proprio lei a convincerla a non demoralizzarsi subito.


Si erano volute bene perché, in un certo senso, si erano scelte, fin da quando lei era piccolissima. E questo sentimento le aveva accompagnate fino alla fine.


* * *


Questo amore sta lasciando un marchio permanente

questo amore sta brillando nel buio...

Hai baciato la mia guancia e ti ho guardato andar via

il tuo sorriso, il mio fantasma, sono caduta in ginocchio.

Quando sei giovane, corri e basta,

ma poi torni a quello di cui hai davvero bisogno


Forse i ricordi della nonna, con gli anni, si sarebbero fatti più rari e confusi, ma, allo stesso tempo, il suo affetto le aveva impresso un marchio che nemmeno il tempo sarebbe riuscito a rimuovere.


Il segreto di tutto, chissà, poteva essere in quel pomeriggio di inizio febbraio, quando era andata in ospedale a salutare la nonna, quando ancora si sperava che si sarebbe ripresa. La nonna era in uno stato di confusione totale, sbagliava tutti i nomi, era controllata a vista. Eppure l'aveva guardata, l'aveva riconosciuta, le aveva parlato, le aveva chiesto se fosse stanca.


L'immagine del suo ultimo sorriso rivolto a lei le era venuta in mente, a tratti, nelle situazioni più disparate.


Il suo ultimo mese era stata una corsa, a volte difficile ed a volte sfrenata, verso il futuro. 

Per quanto, però, fosse ancora giovanissima e avesse ancora molto da fare, vedere e pensare, sarebbe sempre tornata, con il cuore, a quello di cui aveva realmente bisogno, proprio come la sua famiglia, e come la nonna, che ne era stata – ed ancora era – una componente essenziale.


Era davvero l'amore tra loro due ad aver formato un “ponte” tra la vita e la morte.

Era un affetto che le portava gioia e dolore allo stesso tempo, ma niente vi avrebbe posto fine.

Nel momento in cui aveva lasciato fisicamente andare la nonna, le era entrata nel cuore.

L'amore che la nonna le aveva donato era tornato da lei, ed ora toccava a lei custodirlo e farlo crescere.


Questo sarebbe stato il modo migliore di tenerla sempre con sé.


Questo amore è buono, questo amore è cattivo

questo amore è una vita che torna dal regno dei morti

queste mani...ho dovuto lasciarle libere

e questo amore è tornato da me.


FINE



La canzone che ci accompagna è This love di Taylor Swift, che potete ascoltare a questo link

Ho cercato anche di scegliere delle immagini che danno l'idea di affidare il proprio dolore e tutti i pensieri al mare. A parte ovviamente i fiori, che simboleggiano il funerale (e ho scelto la mimosa, fiore di marzo).

Vi ringrazio molto per essere arrivati fino a qua e spero di avervi aiutato a pensare ai momenti difficili con un pizzico di ottimismo e speranza in più. Se vi va di lasciare un commento mi farebbe molto piacere.

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


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