martedì 24 luglio 2018

IL POETA MALEDETTO

Le più belle poesie di Arthur Rimbaud

Letteratura francese #2



Cari lettori,
per la nostra rubrica “L’angolo della poesia”, oggi ritorno a parlarvi di letteratura francese.

L’altra volta ci siamo concentrati su Baudelaire, un poeta sicuramente noto ed amato da moltissimi.
Oggi, invece, vorrei proporvi una serie di poesie di un autore molto conosciuto ma spesso difficile da comprendere: Arthur Rimbaud. 


Il mio corso di letteratura francese all’Università era dedicato proprio a questi due poeti, così simili, ma anche, spesso, così distanti. 
Se con Baudelaire è stato amore a prima lettura, il secondo semestre io ed i miei compagni abbiamo faticato un po’ a capire Rimbaud.


È necessario, innanzitutto, entrare in confidenza con il suo linguaggio: parole auliche, accostamenti apparentemente privi di senso ed improvvisi cambi di tono non sono per niente infrequenti nelle sue poesie.
Ogni sua raccolta poetica, poi, è animata da un’idea di base differente, quindi le tematiche sono nuove ogni volta.


Rileggendo la raccolta che possiedo dai tempi dell’Università, ho tentato di scegliere e di presentarvi le sue poesie più semplici e, allo stesso tempo, più significative.
Spero che vi piacciano!



L A RIVOLUZIONE FRANCESE

Poesia anonima, da “I quaderni del dolore”


Morti del Novantadue e del Novantatré
che, pallidi per aver abbracciato forte la libertà,
calmi, sotto i vostri zoccoli, schiacciate il giogo che pesa
sull’anima e sulla fronte di tutta l’umanità;

Uomini estasiati e grandi nella tormenta,
voi dal cuore che salutava con amore sotto gli stracci,
o soldati che la Morte ha seminato, nobile Amante,
per rigenerarli, in tutti i vecchi solchi;

voi dal sangue che ha lavato la grande salita,
morti di Valmy, morti di Flurus, morti d’Italia,
o milioni di Cristi dagli occhi scuri e dolci;

noi vi lasciamo dormire insieme alla Repubblica
noi, piegati sotto i re come sotto un giogo.
I signori di Cassagnac ci parlano di voi!


Poche volte Rimbaud parla di tematiche politiche e civili, e, quando lo fa, spesso utilizza un tono nostalgico, ricordando la morte di chi è (inutilmente) caduto per la patria. 

Con questa poesia egli riprende le teorie del giornalista storico Paul De Cassagnac, che considerava il ritorno della monarchia una diretta conseguenza del fallimento della Rivoluzione Francese e della Repubblica del ‘92-’93. 

Il riferimento all’Italia riguarda sicuramente qualche battaglia di Napoleone.



IL RAPPORTO CON LA NATURA

Sensazione”, da “I quaderni del dolore”


Nelle sere blu d’estate, andrò tra i sentieri,
Stuzzicato dalle spighe di grano, per il battistrada d’erba minuta:
Sognatore, non sentirò il freddo ai miei piedi.
Lascerò che il vento bagni la mia testa nuda.

Non parlerò affatto, non penserò a niente:
Ma l’amore, infine, mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro
In mezzo alla Natura, - felice come con una donna.


Questo componimento, a mio parere, crea un interessante parallelismo con Baudelaire, che considerava la Natura un tempio ricco di simboli. 

Rimbaud è più semplice, e la paragona alla passione per una donna, non rinunciando mai ad una delle sue tematiche preferite, quella del sognatore che si incammina da solo verso nuove avventure.



L’AMORE GIOVANILE 

Romanzo”, da “I quaderni del dolore”


Non si è seri, quando si hanno 17 anni.
- Una bella sera, pieno di boccali e di limonata,
di caffè chiassosi dai lampadari scintillanti!
- Si va sotto i tigli della passeggiata.

I tigli ci sentono bene durante le belle sere di giugno!
L’aria a volte è così dolce, che si ferma la palpebra;
il vento carico di rumori – la città non è lontana, -
ha dei profumi di vigna e dei profumi di birra…

[…]

Voi siete innamorato. Impegnato fino al mese d’agosto.
Voi siete innamorato. - I vostri sonetti la fanno ridere.
Tutti i vostri amici se ne vanno, voi avete cattivo gusto.
- Poi l’adorata, una sera, s’è degnata di scrivervi!

- Quella sera là… - Voi rientrate nei caffè scintillanti,
domandate dei boccali o della limonata…
- Non si è seri, quando si hanno 17 anni
e ci sono dei tigli verdi sulla passeggiata.


Rimbaud, con “Romanzo”, diventa insolitamente leggero e racconta la gioia di due diciassettenni nel vivere un breve ma intenso amore estivo. 

Sia la città, luogo della festa con gli amici di sempre, che la campagna poco distante, dove i due si danno appuntamento, sono descritti con la precisione di un quadro.



L’IMMAGINAZIONE

Vocali”, da “Poesie 1870-1871”


A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali,
Io un giorno vi racconterò le vostre origini lontane:
A, nero corsetto avvolto da mosche incandescenti
Che ronzano crudeli intorno alle pozzanghere,

Golfi d’ombra; E, candore dei vapori e delle tende,
Punte dei fieri ghiacciai, re bianchi, tremolio di ombrella;
I, porpora, sangue sputato, riso delle belle labbra
Nel colera o nelle ebbrezze penitenti;

U, cicli, vibrazioni divine dei mari verdastri,
pace dei pascoli cosparsi di animali, pace delle rughe
che l’alchimia imprime alle grandi fronti studiose,

O, Supremo Chiaro pieno di strani rumori,
Silenzi attraversati dai mondi e dagli angeli:
- Oh, l’Omega, il raggio violetto dei Suoi Occhi! -


Vocali” è uno dei più celebri esperimenti linguistici di Rimbaud. 

Egli, infatti, associa alla A, alla E, alla I, alla U ed alla O non solo un colore, ma anche una serie di immagini, che possono essere gradevoli e placide quanto inquietanti, a volte addirittura disgustose. 

Per Rimbaud le parole, anzi, le singole lettere, hanno più di un significato, e con questa poesia lo dimostra pienamente.



L’ESISTENZA DEL POETA

Il battello ebbro”, da “Poesie 1870-1871”


Come scendevo dai Fiumi impassibili,
Non mi sentivo più guidato dagli alzari:
Dei Pellerossa urlanti li avevano presi come bersaglio
E li avevano inchiodati nudi ai pali colorati.

Io non mi curavo di tutti gli equipaggi,
Portatore di grano fiammingo o di cotoni inglesi.
Quando i miei trasportatori hanno finito con queste storie
I Fiumi mi hanno lasciato scendere dove volevo.

Nello sciabordare furioso delle maree,
Io, lo scorso inverno, più sordo dei cervelli dei bambini,
Ho corso! E le Penisole salpate
Non hanno mai subito un caos più trionfante.

La tempesta ha benedetto i miei risvegli marittimi.
Più leggero di un tappo, ho danzato sui flutti
Che si chiamano eterni trasportatori di vittime,
Dieci notti, senza rimpiangere l’occhio stupido dei fari!

[…]

Ma, ahimé, ho pianto troppo! Le Albe sono strazianti,
Ogni luna è atroce ed ogni sole è amaro:
L’acre amore mi ha gonfiato di torpori inebrianti.
Che la mia chiglia esploda! O che vada al mare!

Se desidero un’acqua d’Europa, è la pozzanghera
Nera e fredda dove, verso il crepuscolo profumato
Un bambino raggomitolato e pieno di tristezza, lascia
Un battello fragile come una farfalla di maggio.

Non posso più, bagnato dai vostri languori, o lacrime,
Elevare la loro scia ai portatori di cotone,
Né attraversare l’orgoglio dei drappi e delle fiamme,
Né navigare sotto gli occhi orribili dei pontili!


Il battello ebbro è, a mio parere, il capolavoro di Rimbaud. 

Si tratta di un lungo componimento nel quale, con una complicata ed efficacissima metafora, viene raccontata la condizione del poeta e dell’artista.

La voce narrante di questa storia è proprio il battello, che, dopo anni interi trascorsi all’interno di un circuito prefissato, riesce a fuggire dal percorso sicuro nel quale si trovava e si avventura in direzione del mare aperto. 
Egli vive incredibili avventure, ma scopre in sé una sensibilità del tutto nuova e si rende conto di essere fiaccato e che per lui è impossibile tornare a vivere l’esistenza di prima.


Così anche il poeta cerca di sfuggire da una vita convenzionale e dalle regole della società, imparando a vedere ogni cosa con occhi nuovi. 
Questo suo dono, però, è anche la sua maledizione, perché egli, per quanto ci provi, non riesce più a tornare alla normalità.



LA REALTÀ CHE SI FA SOGNO

"Frasi", da “Illuminazioni”



Una mattinata coperta, a luglio. Un gusto di cedri
vola nell’aria; - un odore di legno trasuda nel focolare -
i fiori bagnati – il saccheggio delle passeggiate -
la pioggerella dei canali per i campi -
perché non i giochi e l’incenso?

[…]

Ho teso delle corde da campanile a campanile;
delle ghirlande da finestra e finestra;
delle catene d’oro da stella a stella, e danzo.

[…]

L’alto stagno fuma continuamente.
Quale strega si vestirà sul bianco imbrunire?
Quali fronde violette scenderanno?


È molto difficile fornire una spiegazione per queste frasi. 

Illuminazioni è una raccolta di piccoli brani in prosa che prendono spunto dalla realtà per poi sfociare nel sogno e nella visione. 

Le atmosfere nebulose e rarefatte del primo e del terzo frammento sono molto care al poeta. 

Il secondo, invece, racconta uno dei tanti tentativi dell’artista di estraniarsi dalla realtà.




Questi sono i miei personalissimi consigli, nel caso vogliate provare a leggere qualcosa di Rimbaud!
Spero che le poesie che ho scelto siano di vostro gradimento.
Quale avete preferito? Ne conoscevate già qualcuna?
Fatemi sapere!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

16 commenti :

  1. Me ne andavo, i pugni nelle tasche sfondate;
    E anche il mio cappotto diventava ideale;
    Andavo sotto il cielo, Musa! ed ero il tuo fedele;
    Oh! quanti amori splendidi ho sognato!
    I miei unici pantaloni avevano un largo squarcio.
    Pollicino sognante, nella mia corsa sgranavo
    Rime. La mia locanda era sull’Orsa Maggiore.
    – Nel cielo le mie stelle facevano un dolce fru-fru
    Le ascoltavo, seduto sul ciglio delle strade
    In quelle belle sere di settembre in cui sentivo gocce
    Di rugiada sulla fronte, come un vino di vigore;
    Oppure, rimando in mezzo a fantastiche ombre,
    Come lire tiravo gli elastici
    Delle mie scarpe ferite, un piede vicino al cuore!

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    1. Ciao! Anche questo è un suo grande classico :-) :-)

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  2. Ciao Silvia, non conosco bene la letteratura francese, ma ricordo di aver studiato "Vocali"! Bella panoramica di quest'autore, complimenti :-)

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    1. Ciao! Contenta che ti piaccia :-) Spesso "Vocali" si fa a scuola :-)

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  3. Leggo le poesie di Rimbaud molto volentieri, proprio come quelle di Baudlaire. Ottima scelta!

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    1. Ciao Claudia! Anche io amo questi due autori :-)

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  4. Questa rubrica è molto utile a chi come me conosce poco la poesia, brava Silvia!

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    1. Ciao Beth! Sono contenta che la rubrica piaccia :-)

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  5. Hai dato una bella e variegata immagine di questo autore poliedrico. Vocali mi tocca in modo particolare. Grazie Silvia e complimenti per la presentazione.
    sinforosa

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    1. Ciao Sinforosa! Contenta che il post ti sia piaciuto...poi, si sa, ognuno ha la sua poesia preferita :-)

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  6. Carrellata affascinante e utile, tanto più per chi come me non ha grande dimestichezza con i poeti francesi!

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    1. Ciao Angela! Spero che la letteratura francese ti abbia conquistata :-)

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  7. Ciao Silvia.
    E' bello che tu parli di tanti autori in generale e non solo dei tuoi preferiti.
    Per quanto mi riguarda questo è meno famoso di altri, non dico che è il mio preferito ma ha un certo non so che. Belle la poesie che hai selto

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    1. Ciao Susy! Ti ringrazio, diciamo che cerco di estendere il campo il più possibile :-)
      Rimbaud ha bisogno di un po' di tempo… anche se è indubbiamente un autore affascinante!

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  8. non sono da poesie ma Rimbaud ha un fascino tutto suo

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