lunedì 5 ottobre 2026

LIBRI CHE... NEANCHE SE MI PAGASSERO

 Un gioco a tema romanzi




Cari lettori,

il “Tag… a tema libri” di oggi forse non vi sarà nuovo!


Credo che un po’ di voi abbiano visto su Instagram e TikTok il trend “neanche se mi pagassero”. Ho pensato di proporvelo sul blog… con una piccola modifica.


Mi va bene parlarvi dei libri che non riuscivo a mettere giù, di quelli di cui continuo a parlare, di quelli che non rileggerei perché mi hanno deluso. 

Ma non mi sembrava corretto parlare di libri che “non leggerei neanche se mi pagassero”: se non leggi, come puoi giudicare?


Spero che capirete se ho sostituito questa quarta e ultima sezione con una piccola licenza poetica. Che poi potremmo definire anche una… deformazione professionale. Mi auguro che vi piaccia. Vi lascio al TAG!



5 libri che non sarei riuscita a mettere giù…

neanche se mi avessero pagato


1) Atlas – La storia di Pa’ Salt di Lucinda Riley e Harry Whittaker è la conclusione di una meravigliosa saga di otto volumi che ha per protagonisti il magnate Pa’ Salt e le sue sette figlie adottive, tutte cresciute in una grandissima villa vicino a un lago svizzero. 

In seguito all’improvvisa morte del patriarca, ogni sorella trova una lettera dell’amato genitore che gli fornisce indicazioni sulla sua origine. Ognuno dei primi sette volumi è un meraviglioso viaggio tra passato e presente: le sorelle D’Apliése viaggiano per il mondo, scoprono la storia di una loro mitica antenata, ritrovano la gioia di vivere dopo il pesante lutto e spesso anche l’amore. 

L’ultimo volume, però, è quello che racconta la storia di Pa’ Salt: chi era davvero? E perché la bellissima vita delle sue figlie è stata circondata da tanto mistero?


Il libro è stato scritto in una prima versione da Lucinda Riley, che purtroppo ci ha lasciato dopo una lunga lotta con il cancro al seno, e concluso da uno dei suoi figli. Per me questo volume è stato la definizione di “page turner”: 800 pagine, percepite 200 scarse. Date un’opportunità alla serie e non vi pentirete.


Link recensione



2) La guerra dei Traversa di Alessandro Perissinotto è una delle più belle letture dell’anno scorso. Una storia familiare travagliata, vista attraverso la voce narrante dell’ultimo componente sopravvissuto… almeno per il momento, visto che si sta spegnendo. La famiglia Traversa è stata divisa dall’avvento del fascismo e si è trovata spaccata a metà, da due diverse parti della barricata. Dagli anni ‘20 fino alla contemporaneità, seguiamo insieme al narratore le vicende travagliate di un nucleo familiare maledetto, che ricorda fin troppo quelle delle tragedie classiche…


Link recensione



3) L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso. Prima con la ghostwriter Vani, poi con la dattilografa Anita, infine con la nuova protagonista Atena… quest’autrice non smette di affascinarmi.

Le sue storie a metà strada tra il mistery e la commedia, con un pizzico di romance, sono impossibili da mettere giù. Provare per credere!


Link recensione



4) Risplendo non brucio di Ilaria Tuti. Un padre e una figlia divisi dalla Seconda Guerra Mondiale. Un romanzo storico ambientato tra il castello dove si è rifugiato Hitler e una Trieste occupata. Due misteri su cui fare luce. Gli orrori del nazismo e delle foibe. E poi tanta paura e tantissimo coraggio. Come direbbe il buon Ron Weasley, soffrirete, ma poi sarete felici. E per la felicità piangerete di nuovo, ma ne varrà la pena.


Link recensione



5) Il pianto dell’alba di Maurizio De Giovanni. Non poteva mancare una serie di gialli a questo breve elenco e, se dovessi scegliere con il cuore, vi consiglierei il commissario Ricciardi. Questo è l’ultimo romanzo della serie (fatta eccezione per la trilogia ambientata “anni dopo”) e credo mi sia bastato solo un giorno per leggerlo.


Link recensione



5 libri di cui non smetterei mai di parlare…

neanche se mi pagassero!



1) Un infinito numero di Sebastiano Vassalli non poteva che essere il primo della lista. È il mio “impero romano” (frase che nel linguaggio ironico di internet indica una sorta di fissazione)… e, pensate un po’, parla proprio dell’impero romano!

Della genesi dell’Eneide. Di un viaggio compiuto da Virgilio insieme al suo servo greco (la voce narrante della storia) ed al celebre Mecenate nelle terre degli Etruschi, alla scoperta di una civiltà che ormai si è arresa ai Romani. Della scrittura, e del perché scrivere per alcuni significa diventare eterni, per altri accettare che si sta morendo. 

Non potete perdervelo… altrimenti ve lo racconto io!


Link recensione



2) Resisti, cuore di Alessandro D’Avenia è una lunga lettura commentata dell’Odissea. Io ho un rapporto speciale con questo classico: la tesi della mia laurea magistrale è stata su Odyssey di Bob Wilson, una versione contemporanea del poema epico. Non mi stancherò mai di leggere, vedere, ascoltare nuove versioni di questa storia, e la lunga lezione che tiene l’autore è davvero… bellissima. Vorrei imparare a memoria alcune pagine e ricordarle sempre. Nel dubbio, ogni tanto vado a rileggerle. Per chi ama i classici, per me è davvero irrinunciabile.


Link recensione



3) La chioma di Berenice di Amalia Frontali è un ottimo esempio di quanto spesso – e purtroppo – gli autori self siano sottovalutati. 

Questo romanzo, a metà strada tra lo storico e il romance, racconta la storia di Giovanni Belzoni, un egittologo italiano che ha fatto scoperte davvero eccezionali. Il libro segue il suo viaggio lungo il Nilo, ed è un viaggio ben documentato da una solida bibliografia: l’autrice ha fatto ricerche accurate. 

Ma è anche un romance con il trope del “matrimonio di convenienza”, perché la moglie inglese, Sarah, la vera protagonista della storia, avrebbe sognato una vita da romanzo regency: una “stagione” per trovare marito, un nobile della società inglese, una vita tranquilla. 

E invece, per motivi di soldi e problemi familiari, si trova a vivere avventure da Indiana Jones con un marito eccentrico, che però la adora…


Link recensione



4) Come fiori che rompono l’asfalto di Riccardo Gazzaniga è una raccolta di racconti, ma forse sarebbe meglio considerarla una serie di articoli giornalistici. 

Venti storie di ribellione, di ricerca della libertà e della giustizia, di dedizione e spesso di sacrificio. Venti protagonisti della storia del ‘900, alcuni molto noti (come il nostro Presidente della Repubblica Sandro Pertini), altri purtroppo un po’ poco conosciuti. Ho anche ascoltato l’autore ad un piccolo festival letterario che si è tenuto nel mio paese due anni fa.


Link recensione



5) “La compagna di scuola” di Madeleine Wickham/Sophie Kinsella resterà sempre uno dei miei romance preferiti, e non è così conosciuto rispetto ad altri dell’autrice. Come tutti i romanzi che l’autrice firmava col suo vero nome, la parte comedy lascia spazio a una critica della società inglese (ma anche occidentale) molto arguta.

Delle tre grandi amiche protagoniste, che lavorano nello stesso giornale, la prima ha una posizione da dirigente ma è messa in crisi dalla maternità, la seconda è una freelance sempre single e in viaggio che si definisce “libera” ma ama un uomo sposato, e la terza, per motivi di famiglia, si porta dietro un senso di colpa grosso come una casa. E questo, purtroppo, la porta a stringere un’amicizia profonda con una ragazza che non le vuole affatto bene, anzi…

Ok, amici, detto così, mi sa che, più che parlarne a voi, di recente avrei dovuto rileggerlo io.


Link recensione



5 libri che non rileggerei…

neanche se mi pagassero!


1) After di Anna Todd. Scelta banale e che risale agli albori del blog, ma il primo orrore non si scorda mai. 

Penso che i tempi siano maturi per dire che purtroppo questa “storia d’amore” che avrebbe dovuto far sognare tante giovani ragazze, ha invece fatto scuola nel modo sbagliato: sono proliferati tanti, troppi romance in cui si normalizzano comportamenti violenti e possessivi dell’uomo nei confronti della donna. Anche se ultimamente c’è più sensibilità e attenzione, e questo tipo di libri viene perlomeno criticato con maggiore decisione dai lettori, sembra che (almeno alcune) case editrici non si facciano troppi problemi a pubblicare, finché si vende.


Inoltre, considerato che questa serie era ispirata ai componenti degli One Direction, e alla luce della tragedia di Liam di due anni fa, persino uno dei pochi lati positivi di questa storia (il modo in cui era raccontata l’amicizia) ha perso la sua attrattiva. 

Da ragazza che già al tempo era troppo grande per essere una vera e propria fan, ma ascoltava comunque le loro canzoni, fa piuttosto male pensare che li ritenevamo “dei ragazzi spensierati”. Quante cose non sapevamo… o forse semplicemente li vedevamo con gli occhi della tarda adolescenza e/o dei vent'anni... 


Link recensione



2) La collezionista di ricette segrete di Allegra Goodman è un altro romanzo su cui fare qualche considerazione con il “senno del poi”, anche se c’è da dire che, banalmente, mi aveva annoiato a morte già al tempo. 

È stata un’altra lettura agli albori del blog, più di dieci anni fa, quando il romance stava allargando la sua platea ma non era proprio un fenomeno come lo è ora, e forse anche gli autori stavano cercando ancora di orientarsi. 

Qualche volta, però, i risultati erano un po’ troppo confusi, come nel caso di questo romanzo: una sorta di retelling di Ragione e sentimento di Jane Austen, ma con uno stile lentissimo (scordatevi l’ironia dell’originale), personaggi sbiaditi e piuttosto antipatici, e un milione di pagine infarcite di eventi secondari inutili. Aiuto!


Link recensione



3) La meraviglia degli anni imperfetti di Clara Sanchez. Questo lo ricorderò sempre perché è l’emblema del giallo-non-giallo. 

Ci sono dei misteri da risolvere, c’è addirittura una persona scomparsa… sarebbe bello se ci fosse anche un colpevole, no? Eh, no. Non si risolve niente. E io non avevo capito niente. Però in certe pagine ci sono belle descrizioni, eh…


Link recensione



4) Il suggeritore di Donato Carrisi è un titolo che quasi mi spiace inserire qui, perché è un signor thriller e mi è piaciuto tanto. Parliamo di un maestro del genere e credo che non ci siano dubbi in proposito. Ma… amici, non ho mai avuto tanta paura! 

E per giunta, proprio la notte successiva alla sera in cui l’ho finito, le mattonelle del mio bagno hanno deciso che era arrivato il momento di scollarsi, con un fracasso bestiale, facendomi svegliare in un bagno di sudore alle tre di notte. 

Non è un’esperienza che ripeterei!


Link recensione



5) A touch of Chaos di Scarlett St Clair è l’unica lettura del 2026 che posso definire “un flop totale”. 

Tremendo, amici… davvero desolante. Premetto che state parlando con una fan di Percy Jackson, quindi non sono una purista in materia di classici: nonostante i miei studi, mi piacciono i retelling fantasiosi, anzi, “passo” persino qualche americanata random. 

Ma non si possono straziare così i classici (gli dèi non muoiono, acciderbolina) e poi è veramente una storia senza capo né coda. Sto preparando la recensione, così vi renderete conto di persona della mia prostrazione nel leggere questo libro…




5 classici su cui terrei una lezione…

anche se NON mi pagassero!


1) Casa di bambola di Ibsen è una delle cinque opere che avevo scelto per la mia tesina di Maturità, “Il rapporto tra padre e figlia nella letteratura”. 

Se dovessi indicare una lettura che ha aiutato la me 18enne a salutare pian piano l’adolescenza ed a diventare una giovanissima adulta, sceglierei questa. Un pugno nello stomaco, perché si parla di un brutto Natale, e io proprio a 17 anni ne avevo vissuto uno da dimenticare. 

Ma grazie a quella lettura ho fatto la pace sia con le mie emozioni negative, che avevo tutto il diritto di provare ma che non riconoscevo, sia con il proposito di essere “perfetta”, uno di quei brutti fantasmi che purtroppo perseguitano tante di noi donne.


Link recensione



2) Canto di Natale di Dickens è il mio classico preferito, che rileggo ogni Natale: volendo vi posso recitare qualche pezzetto a memoria! Ok, non tutti insieme… :-)


Link al racconto-omaggio a "Un canto di Natale"


Link al racconto che parla (anche) di Dickens



3) I fiori del male di Baudelaire ha fatto parte di un corso universitario di letteratura francese che si è rivelato uno dei miei preferiti del percorso. Da allora, Baudelaire è uno dei miei poeti preferiti. Mi ha aiutato soprattutto ad affrontare alcuni lutti.


Link al post con i miei preferiti



4) Le tragedie greche in generale sono un altro mio grande amore. Quella che ho studiato di più, per la tesi triennale (ci mancava, in mezzo tra Maturità e magistrale), è Elettra di Sofocle. Però per me tutte hanno qualcosa da insegnare, anche le meno conosciute, anche le spurie.


Link al progetto letterario "Gli eroi di Sofocle"


Link al progetto letterario "Le donne di Euripide"



5) Ultimo ma non meno importante, se avete voglia di fare una chiacchierata sulla Commedia dantesca, vi dirò sempre di sì. Soprattutto se vi va di parlare di qualche canto che a scuola, purtroppo, non si fa in tempo a studiare!


Link al progetto letterario "Le figure femminili della Commedia"




Che ne dite? Sarei davvero curiosa di sentire i vostri pareri! 

A ruota libera, e senza paura... proprio come ho fatto io, divertendomi a completare questo TAG! 

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 1 ottobre 2026

LETTURE SPOOKY 2026 #1

 Gialli con protagonisti ombrosi




Cari lettori,

iniziamo ottobre con una serie di post speciali!


Gli scorsi autunni ho visto spesso, tra blog, Instagram e Tik Tok, tanti post con consigli di lettura “spooky” in vista di Halloween. Solitamente io mi limitavo a un post, spesso su qualche thriller, la settimana della festa. Non facevo di più perché non sono mai stata lettrice di horror (da brava fifona).


Quest’anno, però, ho accumulato un po’ di libri da recensire che secondo me andrebbero benissimo per le atmosfere ottobrine. Così vorrei proporvi quattro post, sparsi nel corso del mese, di “letture spooky” per chi vuole comunque un brivido anche se non è lettore di storie di paura. 

Parleremo di romanzi gialli con protagonisti misteriosi, di dark romance e romantasy, di spy stories e di thriller. 

Metto in pausa le letture autunnali più cozy, ma spero di avere tempo e modo in novembre.


Oggi partiamo da due romanzi gialli della Sellerio, opera di due autori molto conosciuti: Antonio Manzini e Alessandro Robecchi.


L’ombroso vicequestore Rocco Schiavone non poteva non rientrare in questa raccolta di post. L’altro romanzo ha addirittura per protagonisti due serial killer.


Vi lascio alle recensioni!



Sotto mentite spoglie, di Antonio Manzini


Per il vicequestore Rocco Schiavone è una stagione prefestiva molto amara. Ovunque ci sono luci di Natale, musiche e canti, persone che chiacchierano e si fanno gli auguri.


Egli, invece, si sente più malinconico che mai. La sua storia con la giornalista Sandra è finita prima di iniziare davvero, e, dopo la brutta avventura che le è capitata, la donna è tornata felice tra le braccia del suo fidanzato.

Il fantasma di sua moglie Marina non si presenta più, forse perché offeso, forse perché sta cercando di convincere il marito ad andare avanti una volta per tutte. Eppure lui non riesce a dimenticare né la moglie perduta né il suo migliore amico, Sebastiano, che lo ha tradito ed è fuggito in America latina.


In questo contesto già difficile, Rocco si ritrova di fronte ad una banca, cercando di trattare con dei rapinatori che si sono asserragliati con degli ostaggi. Fortunatamente non ci sono vittime, ma la polizia viene buggerata da una serie di inganni degni di un attore di teatro, e i ladri fuggono con il bottino.


L’omicidio si verifica poco tempo dopo: un cadavere in un laghetto, forse quello di un chimico stimato. Un già sconfortato Rocco si ritrova a indagare nell’ambiente delle case farmaceutiche: luoghi in cui lo studio scientifico si pratica ad altissimo livello, ma ci sono anche molti segreti, tenuti nascosti con grande abilità.


In un secondo momento, egli si rende conto che la morte dell’uomo è collegata, per vie traverse, alla rapina in cui lui ed i colleghi erano stati fregati. Quello che si svela agli inquirenti, giorno dopo giorno, è un intrigo sempre più complesso: un’indagine il cui cuore è qualcosa che sembra sfuggire al vicequestore…



La trama di Sotto mentite spoglie è tutta qui, non perché non ci sia altro da dire, anzi, il romanzo è molto corposo (ben più di altri della stessa serie), ma proseguire nel racconto significherebbe disvelarvi l’intrigo.


Come già successo con E.L.P. e con Il passato è un morto senza cadavere, due dei capitoli precedenti della serie, anche questa volta il vicequestore Rocco Schiavone si ritrova al centro di indagini molto complesse. I primi casi del burbero poliziotto di Aosta erano più lineari, dei gialli classici: ultimamente, invece, sembra che l’autore abbia puntato più su storie d’inchiesta, che coinvolgono realtà differenti tra loro, solitamente poteri forti che si mettono d’accordo per un interesse comune.


Dopo la questione ecologica e l’esercito, questa volta è il mondo farmaceutico al centro dell’attenzione: un universo su cui si sono accese le luci durante la pandemia e sulle quali forse non è stato detto tutto (o sono state dette solo falsità complottiste).


I principali alleati di Rocco, questa volta, sono il medico legale Alberto Fumagalli e la sovrintendente della Scientifica Michela Gambino, coppia inossidabile (per quanto litigiosa) nel lavoro e nella vita. Tutti e tre insieme saranno protagonisti di scene rocambolesche e anche divertenti.


Se il giallo proposto è intrigante e spesso anche istruttivo, un po’ più piatta, e spiace dirlo, è la vita personale del nostro vicequestore. 

Con lui abbiamo affrontato emozioni grandissime, sia in amore che in amicizia, e quest’ultimo tema non è sempre scontato: mediamente ha molto meno spazio rispetto alle relazioni amorose. Ultimo ma non meno importante, il salvataggio di una donna con la quale Rocco ha avuto un trascorso serio.


Invece stavolta ce lo troviamo più immusonito del solito, con Sandra che ormai è lontana da lui. Il vicino Gabriele è ormai a Milano da tanto, con i colleghi i rapporti sono migliorati ma non c’è confidenza, Sebastiano è ormai un brutto e ricordo. Solo con Furio e Brizio, gli altri due amici romani, resiste un’alleanza che questa volta, a sorpresa dei due vecchi fuorilegge, è utile persino alla polizia.


Insomma, torno sempre volentieri da Rocco Schiavone, però ammetto che sono più contenta di tornarci quando c’è qualche guizzo di positività, qualche sprazzo di felicità, e devo dire che a questo giro ce ne sono stati veramente pochi.


Quindi direi che è la lettura giusta per un periodo spooky…



Il tallone da killer, di Alessandro Robecchi


Chi conosce Carlo Monterossi, autore televisivo pentito, e il suo amico/socio detective Oscar Falcone, forse ricorderà che nei primi romanzi della sua serie, e in molti racconti delle raccolte Sellerio, c’erano due antagonisti ricorrenti, due killer: il Biondo e Quello con la cravatta (i nomi di battesimo non sono noti).


In effetti i due sono due soci molto ben affiatati, che lavorano moltissimo e il più delle volte volentieri. Qualche volta c’è qualche intoppo che rischia di mandare a monte un lavoro, ma non capita forse ovunque?


Si potrebbe pensare che il loro sia un lavoro pericoloso, ma non è propriamente così. 

La malavita organizzata ha già i suoi killer, fedeli a vita (o meglio, fino alla morte). Le persone che si rivolgono alla loro agenzia sono principalmente individui che vorrebbero fare del male a qualcuno, ma non hanno idea di come farlo. Tutto quello che hanno a disposizione sono dei soldi. 

Così, tanti target di cui si occupano il Biondo e Quello con la cravatta non sono pericolosi criminali: sono persone che, nella stragrande maggioranza dei casi, si sono macchiati di colpe piuttosto banali, che però qualcuno non ha perdonato. 

Gli imprenditori truffaldini vanno per la maggiore a Milano.


Un giorno, però, i nostri due protagonisti si trovano ad accettare un incarico di prestigio. A chiedere loro aiuto è Serena Bertamé, una bellissima donna di trentacinque anni che ha un passato nel bel mondo milanese e ora vive come “mantenuta”.


Chi la mantiene è Andrea De Carli, un uomo d’affari miliardario, che non ha potuto scaricare Serena come già fatto con tutte le sue relazioni extraconiugali, perché da lei ha avuto un bambino. 

Convinto di aver scelto un compromesso accettabile, l’uomo mantiene sia la moglie che l’amante con figlio, portando avanti due vite parallele. Serena, però, non sopporta di non essere stata scelta, di non essere stata preferita alla moglie. 

Di tenersi De Carli come amante non le importa più nulla: sono lontani i giorni della passione. E, per una serie di motivi burocratici, a suo figlio converrebbe molto di più avere un padre defunto.


I due killer, per quanto stupefatti dalla decisione della signora (il loro cliente medio è consumato dal dubbio), accettano di uccidere l’imprenditore. Ma, ad anticipo incassato, per loro ha inizio una settimana infernale.


Non è facile uccidere una persona, per quanto si possa essere esperti in materia, e questo caso glielo dimostra ogni giorno di più. Ma il lavoro va portato a termine, e non ci sono scuse che tengano…



Alessandro Robecchi è, secondo me, una delle penne satiriche migliori della nostra contemporaneità. Autore di alcuni programmi televisivi (proprio come la sua creatura, il Monterossi) e di rubriche di attualità come “Piovono pietre”, è sempre sul pezzo. 

A mio parere lui è uno di quegli autori da portare ad esempio quando qualcuno vi dirà – a me lo hanno detto – che ormai il giallo è un genere per pensionati, perché che c’è da dire ormai di più su commissari e morti ammazzati?


C’è che, visto che il mondo cambia ma purtroppo non sempre in meglio, insieme agli anni nuovi arrivano anche reati che fino a qualche tempo fa non esistevano e indagini molto più sfaccettate di quelle del giallo classico. E Robecchi, come il già citato Manzini, ne parla in romanzi come questo.


Qui i protagonisti sono quelli che in altri volumi della serie erano gli antagonisti: con un’ironia nera, l’autore ci chiede di metterci dalla parte dei “cattivi” e di constatare che, insomma, anche la loro è una vitaccia. 

Anche per i killer c’è crisi, ci sono i clienti da non perdere, i lavori difficili che però vanno accettati perché bisogna pur mangiare, gli imprevisti che sottraggono fin troppo tempo alla vita privata, e persino le gabole burocratiche e gli obblighi di sicurezza sul lavoro. 

Non è mica facile fare il sicario prezzolato…!


Quella il cui si muovono il Biondo e Quello con la cravatta è una Milano cattiva, che nasconde sentimenti di odio feroce non solo sotto il glamour e la ricchezza (e quello ce lo potevamo pure aspettare), ma anche al di sotto delle relazioni umane più care.


Chi potrebbe togliere un padre al proprio figlio, per quanto imperfetto e spesso altrove impegnato… solo per soldi? Non sarebbe più onesto, nonché salvavita per uno dei due, separarsi come “coppia”, anche clandestina, perché non c’è più sentimento, ed accettare soltanto un minimo assegno di mantenimento, che comunque è pur sempre una cifra elevata proveniente da un uomo potente? 

Eppure Serena non ha dubbi: è così sicura da far vacillare persino due killer.


I vari imprevisti che i due affrontano nel tentativo di uccidere il malcapitato hanno il sapore della tragicommedia: fanno ridere, ma in fondo resta tanto amaro.

E di sicuro, anche se non si tratta di una storia horror, i brividi ci sono.


So che l’autore ha continuato a parlare del Biondo e di Quello con la Cravatta nel suo (per ora) ultimo romanzo, Omicidi Srl. , ma non l’ho ancora letto.

In caso vi farò sapere!




Questi sono i consigli “spooky” di oggi!

Che ne pensate? Conoscete gli autori? Avete letto qualcosa?

Fatemi sapere!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 28 settembre 2026

I PREFERITI DI SETTEMBRE 2026

 Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese




Cari lettori,

salutiamo insieme settembre con i nostri soliti “Preferiti del mese”!


Che dirvi… per me settembre è sempre un mese strano. Come se ci fossero più mesi in uno solo.


I primi giorni sono ancora molto lenti e un po’ spaesati: si riprende pian piano la routine dopo essere stati lontani da casa (parecchio, nel mio caso), ma gli ultimi caldi fanno rimpiangere ancora le vacanze.


Più avanti riprendono il lavoro a pieno ritmo, lo sport, tante consuetudini.


Infine cambia la stagione, e il mese si conclude con un appuntamento importante per me… proprio oggi!


Tra libri e film, musica, poesia e foto, oggi vi racconto tutto…



Il libro del mese


Questa storia ha inizio in Sicilia, ai giorni nostri, più precisamente a Trascina, un borgo semi abbandonato in riva al mare. Tempo fa l’amministrazione ha tentato di trasformare la cittadina in un centro del turismo balneare, ma l’esperimento è fallito, così ora Trascina è piena di bar e ristoranti in riva al mare vuoti, carcasse di case per la villeggiatura mai finite, appartamenti piccoli e senza riscaldamento, strade che non portano a nulla perché non si è completato il raccordo con il resto della costa.


In questo panorama desolante vive Nilo, un ragazzo che, suo malgrado, non può proprio definirsi un normale tredicenne, anche se lo vorrebbe tanto. Orfano di padre, egli vive con la madre e la zia Rosi in un seminterrato: la prima delle due donne è molto severa, la seconda è più buona, ma troppo succube della sorella.


Ufficialmente la sua famiglia lavora con i marmi: vende arredamenti per il bagno, complementi d’arredo e altro ancora, tutto prodotto e lavorato nella cava accanto al negozio. Questa, però, è solo una copertura.


Nilo e la sua famiglia sono, da secoli, Custodi della Cosa nel bagno: una creatura antica, nata insieme alla Grecia (di cui la Sicilia, colonia greca, fa comunque parte). Un essere mitologico che non mangia, non dorme, cammina incessantemente per il bagno, però ha bisogno di sentire la compagnia oltre la porta del muro, ha bisogno di essere lavata ogni tanto… e soprattutto ha un gran bisogno di pietrificare la materia viva. Per esempio le persone che la locale malavita organizzata vuole fare “sparire”. Malavita con cui, prima di morire, il padre di Nilo aveva contratto dei debiti: nessuno si può rifiutare.


Spesso Nilo vorrebbe fuggire da questa casa che è come una prigione, ma la Cosa nel bagno esercita su di lui una strana attrazione: egli sente, in qualche modo, di essere l’unico a provare affetto per lei.


Tutto cambia il giorno in cui, in una casa al mare che la madre di Nilo mette in affitto, arrivano due nuove inquiline: la giovanissima madre single Arianna e la ragazzina di dieci anni Saskia. Le due sembrano scappate da una brutta situazione e attendono con ansia l’arrivo del padre della ragazza. 

Il problema è che Nilo sa benissimo che fine ha fatto quel pover’uomo, che è passato nel luogo sbagliato al momento sbagliato. Così, non potendo confessare la verità, nel tentativo di fare ammenda, Nilo inizia a passare sempre più tempo con le sue due nuove amiche…



Il custode di Niccolò Ammaniti è stata una delle mie letture estive più interessanti, una di quelle storie che ti fa pensare a più riprese: “Ok, devo parlarne con qualcuno?”


Questo romanzo si fa una domanda per assurdo, semplice nella sua stravaganza: se non tutto ciò che è mito fosse anche inventato, che cosa succederebbe? Se una creatura mitologica non esistesse solo nei libri e nei film, fosse ancora “viva” ai giorni nostri, che cosa farebbe l’essere umano per lei?


Così su due piedi, mi sono venute in mente diverse ipotesi fantasiose. 

La si potrebbe studiare scientificamente, ovviamente senza farle del male, facendo così – forse – delle nuove scoperte. 

Le si potrebbe trovare un luogo dignitoso dove essa possa vivere nella privacy la sua “vecchiaia” (visto che è una creatura millenaria). 

Al di là del muro di casa sua potrebbero venire invitati studiosi, turisti, addirittura scolaresche, e lei potrebbe raccontare storie del suo tempo. 

Questo è un mio volo di fantasia, ma ve lo scrivo semplicemente per dirvi che le idee avrebbero potuto essere tante, forse non tutte geniali, ognuna con i suoi pro e i suoi contro, ma sicuramente tutte mosse dall’intento di rispettare e valorizzare una simile creatura.


E invece Ammaniti ci mostra che cosa, più verosimilmente, potrebbe accadere in questo mondo disgraziato, dominato dalla prepotenza e dal profitto: una creatura confinata in un paese dove stanno male anche gli umani, chiusa in un vecchio bagno rotto che nemmeno deve usare, obbligata a camminare continuamente in quattro metri quadri perché la sua natura la spinge a muoversi. 

Usata come carne per la malavita, perché chi mai potrebbe trovare i cadaveri degli spacciatori concorrenti se essi sono semplicemente diventati marmo? 

Considerata come materiale di scambio tra il peggiore dei criminali ed una famiglia che ha fatto troppi debiti per ribellarsi. 

E credetemi, non posso svelare altro, ma la lista degli orrori non è finita.


Il piccolo eroe di questa storia è Nilo, un ragazzino vessato da una madre severa e anaffettiva, che si affeziona a tutti coloro che hanno bisogno di calore umano: la zia Rosi, svampita e allegra, ma in gabbia quanto lui; Arianna e Saskia, che sono in fuga dai servizi sociali e si portano con sé moltissimi problemi personali e familiari; la Cosa in bagno, di cui, giorno dopo giorno, sente di essere diventato davvero il Custode.


È una storia che parte un po’ lentamente, non si capisce subito dove vada a parare. Poi però la seconda parte vola. Se la leggerete, fatemi sapere che ne pensate. 

Io ho detto la mia, sarei curiosa di sentire la vostra!



Il film del mese


Una sera, quasi per caso, ho visto su Raiplay la versione di Cyrano di Joe Wright, regista di Orgoglio e pregiudizio del 2005, uno dei miei film preferiti di sempre. 

Per qualche motivo che penso abbia a che fare con il Covid e le varie restrizioni e “zone rosse” (ho visto che è un film del 2021) mi sono persa la sua uscita e non lo avevo ancora visto, ma… per fortuna ho recuperato!


La storia ha inizio in una Francia del passato, forse, a giudicare da abiti e parrucche, nel Secolo dei Lumi. La giovane Rossana è di nobili natali e vive in una bella casa con la sua governante Marie, che è una sorta di seconda madre per lei, ma questo è tutto quello che ha: non le è rimasto un soldo. Da tempo il conte de Guiche, braccio destro del re, le fa la corte, e Marie insiste perché Roxanne si sposi, ma la ragazza non ne è convinta. Il conte è attempato, presuntuoso, ed ella sente di non amarlo affatto.


Una sera, Roxanne accetta di andare a teatro con il conte. C’è molta attesa in sala per l’attore principale, un acclamatissimo divo del palcoscenico, ma la rappresentazione viene mandata a monte da un personaggio molto conosciuto, nonché vecchio amico di famiglia di Roxanne: Cyrano de Bergerac, un cadetto di Guascogna, ammirato per la sua capacità di duellare e di rimare, ma preso in giro da tutti perché affetto da nanismo. Cyrano dà del “cane” all’attore protagonista, fa saltare lo spettacolo e duella con un nobile della corte che lo prende in giro.


Il conte De Guiche, fuori dal teatro, consiglia a Roxanne di chiudere la vecchia amicizia con Cyrano, ma la fanciulla ha in mente ben altro. 

Il giorno dopo Cyrano e Roxanne si incontrano: lui non sta nella pelle, perché è da sempre innamorato di lei e crede che sia arrivata la volta buona. Roxanne invece gli confessa che la sera prima, a teatro, si è innamorata di Cristiano, un giovanissimo cadetto, e gli chiede di diventare suo amico e di proteggerlo.


Cyrano si demoralizza e, una volta di più, si rende conto che una ragazza bella e corteggiata come Roxanne non vorrà mai stare insieme ad un nano. Egli conosce Cristiano e scopre che il ragazzo è di buon cuore e ricambia il sentimento, ma, essendo un semplice soldato, non ha mai imparato né a scrivere né a parlare bene, soprattutto quando si tratta d’amore.


Cyrano, d’impulso, promette a Cristiano che sarà lui a scrivere lettere per Roxanne e a dargli una mano con i discorsi. In questo modo i due giovani innamorati saranno felici e lui avrà almeno la soddisfazione di scrivere a Roxanne quel che prova… anche se lei le crederà parole di un altro. 

Un inganno che, come penso tanti di noi sappiano, si ritorcerà contro i protagonisti…



Cyrano è una di quelle classiche storie romantiche che non mi stanco mai di vedere e rivedere. A chi non la conosce consiglio anche la commedia Cyrano mon amour, di cui vi avevo parlato a questo link, che narra, in chiave tragicomica, la creazione del dramma.

Questa rivisitazione di Joe Wright si prende delle licenze che potrebbero sembrare troppo creative, ma in conclusione si rivelano più che azzeccate.


Qui Cyrano non si fa problemi solo per il naso: è la sua condizione di nano ad allontanarlo dall’amata Roxanne, perché le persone non si limitano a prenderlo in giro per un difetto fisico, ma lo accusano ripetutamente di essere un “mostro”. 

E a poco serve che i suoi veri amici, come il suo capitano, gli ricordino le grandi doti che ha, come l’intelligenza, la cultura, il coraggio in battaglia.


I dialoghi sono fedeli al dramma (e il momento in cui Cyrano si illude di essere finalmente ricambiato, e poi scopre che Roxanne sta parlando di Cristiano, è davvero tragico nella sua ironia), ma il film non si limita alle scene parlate: è anche un musical, e alcune coreografie, per non parlare delle canzoni, sono davvero meravigliose.


Sono rimasta incollata allo schermo per due ore e alcuni momenti mi hanno davvero “fatto a pezzi”… questo sì che è un film romantico. A volte, per non sbagliare, bisogna davvero tornare ai classici. Consigliatissimo!



La musica del mese


Durante una bella serata (di cui poi ho anche una foto) ho ascoltato – e preso parte a – un tributo a Francesco Guccini, una sorta di cantata informale.


Devo dire che ero convinta di conoscere solo 3 canzoni o giù di lì (lo so che è un grande cantautore… purtroppo ammetto la mia ignoranza), e invece, ascoltando e cantando, mi sono ricordata di alcune perle che avevo dimenticato.


Come per esempio questa, che si chiama Farewell e che potete ascoltare a questo link.


E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent’anni portati così,

come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;

come si sente la voglia di vivere

che scoppia un giorno e non spieghi il perché:

un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos’è.


Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,

giorni a chiedersi tutto cos’era, vedersi ogni sera;

ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,

ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale

e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,

quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore…



La poesia del mese


Per questo mese ho pensato a un componimento di Luigi Pirandello che si intitola proprio Settembre. Se vi interessa un approfondimento su Pirandello poeta, potete trovarlo a questo link.


Le speranze se ne vanno

come rondini a fin d’anno:

torneranno?

Nel mio cor vedovi e fidi

stanno ancora appesi i nidi

che di gridi

già sonaron brevi e gaj:

vaghe rondini, se mai

con i raj

del mio Sole tornerete,

le casucce vostre liete

troverete.



Le foto del mese


Tra gli ultimi giorni di agosto ed i primi di settembre, quando ero appena tornata dalle vacanze, è tornata in Italia la mia amica Luana, che da tempo ormai vive in Inghilterra. 

Il tempo era ancora molto caldo, ma la passeggiata sul Naviglio, visto che entrambe mancavamo da tempo (ok… lei più di me, in effetti), è un classico a cui non ci andava di dire no. 

In questa foto ci siamo io, lei e suo marito Jordan!



Sempre nel primo weekend di settembre ho passato una bella serata in famiglia ad una sagra organizzata da un’associazione di cui fa parte anche mia zia. 

Ci siamo trovati a Villa Fiorita, un’area feste molto piacevole da frequentare: durante i mesi caldi si può stare all’aperto e c’è sempre un’atmosfera da “festa di paese”; nei mesi freddi, specie le serate del venerdì e del sabato, ci sono piatti unici caldi e confortanti a prezzi popolari. 

Io ho mangiato cous cous alle verdure, salamella con patatine e strudel… ma vi assicuro che Otto si è abbuffato più di me!



Verso metà mese sono tornata a Milano e mi sono regalata una giornata di quelle che piacciono a me, a spasso per mostre, immersa nell’arte. 

In questa foto sono nella Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, a vedere l’esposizione Le Alchimiste di Anselm Kiefer. Trovate la recensione a questo link.



Nel pomeriggio ho visto due piccole mostre gratuite, sempre a Palazzo Reale, e poi sono passata al Museo del Novecento, dove purtroppo ero stata solo una volta, ben 10 anni fa. 

I miei “tour virtuali” arriveranno in ottobre. 

Per ora vi lascio questo mio selfie con una sfera di Arnaldo Pomodoro!



Settembre è stato soprattutto un mese di camminate. Sono lievemente aumentata di peso e la scuola di danza riapre… proprio stasera, così ho approfittato di questa coda d’estate per fare movimento passeggiando. 

E comunque Cernusco, dopo averla lasciata per un po’, è sempre più bella!



Oggi è una giornata speciale per me… spengo 37 candeline! Ho già passato un bel weekend, tra cene fuori e pranzetti in famiglia. Stasera festeggio ricominciando finalmente a danzare e rivedendo le mie compagne! Parliamo di una bella cifra, lo so... in qualche modo me li sento, e in qualche modo no. Ma penso vada bene così!



Questo è stato il mio settembre... più ricco e movimentato del previsto, e infatti è volato!

Raccontatemi com'è andata per voi. 

Ora ci tuffiamo definitivamente nell'autunno, e speriamo che ci porti cose buone! 

Grazie per la lettura, ci rileggiamo in ottobre :-)