Due thriller agghiaccianti
Cari lettori,
continuiamo con le nostre “Letture...a tema” spooky per ottobre!
Giovedì scorso vi ho parlato di due gialli targati Sellerio con due protagonisti dal carattere ombroso: trovate il post a questo link.
Oggi rabbrividiamo ancora di più con due storie thriller di autori molto famosi e che, se seguite il mio blog almeno un po’, penso conosciate già: Massimo Carlotto e Piergiorgio Pulixi.
Quello di Carlotto è un attesissimo – e molto gradito – ritorno, coincidente con i 30 anni dalla creazione del protagonista. Quello di Pulixi non appartiene invece alle sue serie più famose, è meno noto, ma vi assicuro che vi farà tremare!
A esequie avvenute: una storia dell’Alligatore, di Massimo Carlotto
Sono passati molti anni da quando l’ex cantante di blues Marco Buratti detto “L’Alligatore”, il rivoluzionario Max la Memoria e il bandito Beniamino Rossini si sono incontrati per la prima volta. Una storia non facile, la loro, passata per le sbarre di un carcere. Una vita a metà strada tra la legalità e quella che essi preferiscono definire “irregolarità”.
Eppure i tre sono ancora molto uniti, anzi, hanno solo loro stessi. Non hanno più famiglia o altri affetti, Marco viene costantemente lasciato dalle donne per cui ha una sbandata, Max piange ormai da anni la sua Marielita (che ha perso la vita in una sparatoria), Beniamino ha dovuto assistere al suicidio dell’amata Sylvie.
Il loro modo principale di guadagnarsi da vivere continua ad essere l’investigazione “senza licenza”. Dai tre vanno i disperati, coloro che non vogliono o non possono coinvolgere la polizia quando è successa loro una tragedia e vogliono giustizia.
Loris Pozza è uno di questi. Non ha mai fatto male fisicamente ad alcuno, ma è entrato nei portafogli di molti, e non per piccole cifre. È quel che si potrebbe definire un mago della truffa finanziaria, e lavora soprattutto per una banca cinese clandestina. Qualcuno, però, ha rapito la sua compagna, una giovane donna rumena che niente ha a che fare con i suoi crimini.
L’Alligatore e i suoi, anche se non nutrono molta simpatia per un personaggio come Loris Pozza, ritengono ingiusto che debba pagare una donna che è all’oscuro dei traffici del compagno, così cercano di trattare con i criminali che la hanno rapita e di gestire il pagamento di un riscatto. Ma non tutto va come previsto… e la donna scompare nel nulla.
Come se ciò non bastasse, una ragazza ucraina, sfuggita alla mafia locale, si rivolge a Beniamino Rossini perché egli la protegga e la aiuti a scappare. Un tempo era Sylvie ad occuparsi di queste ragazze disperate, e Beniamino, che non vuole insultare la sua memoria, cerca di aiutarla. Ma la donna non è tra le tante che si rivolgevano a Sylvie per sfuggire al giro della prostituzione: ella ha a che fare con persone molto più pericolose.
L’Alligatore, Max e Beniamino non sanno di aver appena dato inizio ad una rappresaglia molto sanguinosa. Anche e soprattutto perché sulle loro tracce viene messa una loro “vecchia conoscenza”, un uomo dalla crudeltà immensa che essi hanno già avuto il dispiacere di conoscere; è caduto “in disgrazia” ed è finito sotto padrone, ma ha chiesto di occuparsi personalmente dei suoi storici nemici…
Sono ormai anni che leggo le storie dell’Alligatore, anche se non immaginavo che la serie ne avesse addirittura 30! Quando, circa un anno e mezzo fa, ho incontrato Piergiorgio Pulixi per la presentazione di uno dei suoi libri (ve ne parlo qui), egli ci ha raccontato che continua a collaborare con Carlotto e che presto sarebbe uscito A esequie avvenute.
Recensione breve: una montagna russa emotiva. E pensare che quando, 7/8 anni fa, mi è stata consigliata la serie, avevo i miei dubbi… non mi sembrava il mio genere.
E sì, continuo ad essere una ragazza più da gialli “cozy”, magari di quelli che ci portano alla scoperta di qualche parte d’Italia o di mondo (enogastronomia inclusa), con una sottotrama rosa e/o comedy. Ma questo non vuol dire che io non possa apprezzare un buon thriller e soprattutto personaggi le cui esistenze non hanno niente né di romantico né tantomeno di divertente.
Perché se c’è un autore che conosce benissimo gli ultimi, quello è Massimo Carlotto, che è stato costretto per una vita a scontare in carcere una colpa non sua. C’è molto di lui ne L’Alligatore, che ha pagato per il suo amico Max e non ne avrebbe voluto più sapere… e invece la loro amicizia è riuscita a superare anche questo.
Anche l’ambientazione non ha niente di poetico: siamo in piene paludi del Nordest, ed è un inverno gelido. In effetti è una buona scelta per le spooky vibes, ma potrebbe andare ancora meglio per quell’interregno gelato tra l’Epifania e il Carnevale che non tutti amano.
Quando si è palesato “l’antagonista”, sono saltata sul sedile della macchina (perché sì, si fa anche questo, si legge mentre si aspetta in auto, se no quando si trova il tempo?). Preferisco non rivelare di chi si tratti, perché per chi segue la serie sarebbe uno spoiler e per chi non la conosce sarebbe solo un nome qualunque. Ma amici, vi assicuro che più cattivo di lui forse c’è solo Voldemort, quindi insomma, aspettatevi dei colpi di scena e soprattutto tirate fuori i fazzoletti.
Concludo dicendo che è veramente un peccato che ci sia stata solo una breve stagione della serie TV, su Rai 2 (quindi un po’ in disparte rispetto alle fiction di Rai 1), e che non ci sia stata una continuazione. Forse questi personaggi “irregolari” non piacciono molto alla linea piuttosto perbenista della nostra televisione? Mah. È un peccato, ma piuttosto che proseguire trasformandola in qualcos’altro rispetto all’originale, forse meglio così…
Per mia colpa, di Piergiorgio Pulixi
Il personaggio principale di questo romanzo è Giulia Riva, una vicecommissaria appena arrivata a Cagliari in seguito ad un trasferimento richiesto per necessità… non professionali. Purtroppo ella è dovuta scappare dal commissario dove lavorava prima per terminare una relazione extraconiugale con un suo superiore.
Nonostante l’innamoramento, il dolore per la clandestinità della loro storia ed il senso di solitudine erano troppi, e soprattutto lui non l’avrebbe mai lasciata andare. Anche ora che Giulia è lontana, le chiamate del suo ex non si arrestano, ma lei resiste con determinazione.
Dopo poche mattine al nuovo commissariato, però, Giulia riceve una visita inaspettata: quella di Elisa, una bambina di nove anni che le chiede di ritrovare sua madre. Giulia è stupita ed agghiacciata dalla richiesta, si chiede che cosa sia successo e perché una bambina di sua spontanea volontà sia andata dalla polizia con una richiesta del genere.
Flavio Caruso, suo partner e tutor in commissariato, le spiega che si tratta di un caso che egli stesso ha tentato inutilmente di risolvere qualche anno fa. Virginia Piras, moglie e madre affidabile, persona incensurata ed esemplare, è da tempo sparita nel nulla. Nessuna pista seguita è risultata valida, nessuna indagine ha avuto seguito.
Purtroppo l’opinione più consolidata è che la donna sia stata derubata o violentata, e poi uccisa dal balordo che l’ha aggredita, che ne ha nascosto il corpo.
Elisa, però, continua a sostenere che sua madre sia ancora viva, e che l’allontanamento non sia volontario. Giulia, in qualche modo, crede ai legami di sangue e chiede a Flavio di provare ad occuparsi lei del caso.
Esaminando gli elementi in suo possesso, ella ben presto si rende conto che ci sono dei punti oscuri nell’indagine, qualcosa che il suo partner potrebbe aver trascurato. Ma sa bene che il suo partner, che conosce da poco ma che ha alle spalle una brillante carriera, non è più quello di un tempo per motivi strettamente personali.
Come ritrovare Virginia, e allo stesso tempo non far fare una brutta figura all’istituzione che rappresenta?
Per mia colpa di Piergiorgio Pulixi fa parte della collezione “Giallo Mondadori”, a riprova che lo scrittore è ormai così di successo da scrivere per diverse CE: tra le altre, anche Einaudi e la collana Nero Rizzoli…
Questo romanzo, però, forse perché non dei più nuovi, non è pubblicizzato e/o condiviso sui canali social quanto altre sue serie, come quella di Strega o quella dei gatti neri. Ed è, per quanto mi riguarda, la prova provata che il digitale è una rivoluzione che ci ha portato un sacco di vantaggi (e anche svantaggi, ma facciamo gli ottimisti), ma il caro vecchio giro casuale in libreria/biblioteca continua a dare soddisfazioni.
Non ho scritto moltissimo sulla trama di questa storia perché il mistero della scomparsa di Virginia merita di essere letto pezzo per pezzo. Questa è una storia in cui davvero nulla è come sembra e sono sicura che resterete molto stupiti.
È una storia che raggela, soprattutto se si pensa che la collaboratrice principale della protagonista – che pure combatte con i suoi mostri – è una bambina disperata, che continua fermamente a credere che la madre non sia né morta né fuggita di propria volontà, per un esempio con un amante. È come se si percepisse una forza oscura che impedisce a questa donna di tornare a casa… e, pagina dopo pagina, la sua presenza si fa più incombente.
Tutti sono infelici in questo romanzo, tra Giulia che cerca di dimenticare il passato, Flavio che ha altro per la testa e non riesce più a concentrarsi sul lavoro che ama, i cari di Virginia che l’attendono. In qualche modo, però, tutti vogliono giustizia.
Non vi resta che leggere per scoprire che cosa succederà!
… e siamo già a due su quattro appuntamenti di questa piccola carrellata spooky!
Che ne dite? Vi ispirano di più i romanzi che vi ho consigliato oggi o quelli di giovedì scorso?
Non cullatevi troppo, però, perché settimana prossima ci spaventiamo davvero con due libri che… forse sarebbe stato meglio non leggere.
Nel frattempo, fatemi sapere che ne pensate di questi titoli!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)