lunedì 9 febbraio 2026

LETTURE "IN ROSA"

 Due romanzi di Elsie Silver e Felicia Kingsley




Cari lettori,

nuovo post per le nostre “Letture...a tema”! Come già fatto lunedì scorso in questo post con due romance di Felicia Kingsley, anche oggi, che inizia la settimana di San Valentino, continuiamo con altri due consigli di lettura del medesimo genere.


Felicia Kingsley ci fa compagnia anche oggi, però con un mistery romance un po’ diverso dagli altri suoi romanzi. Prima, però, vi racconto il primo romanzo di una serie che è un vero “tormentone” dell’ultimo anno.


Entrambi i libri non solo parlano d’amore in tante forme differenti, ma presentano anche una bella copertina rosa pastello: mi sono sembrati perfetti per questo momento dell’anno!



Wild love, di Elsie Silver


La pacifica cittadina di Rose Hill, tra le montagne e i laghi canadesi, sembra un piccolo angolo di Paradiso. Lì il tempo si è fermato: è ancora l’America dei ranch, degli spazi sconfinati, delle lunghe strade da attraversare in pick up, della musica country e dei ritmi lenti.


Il luogo di nascita di Ford Grant, ora miliardario e uomo d’affari, che però non ha mai dimenticato la pace di Rose Hill. Egli, dopo un decennio di folgorante carriera nelle grandi città, ha deciso di tornare nella sua cittadina d’origine, per sfuggire alla pressione mediatica e lavorativa e per poter seguire da vicino un suo nuovo progetto: la nascita di uno studio di registrazione con artisti locali.


Ford ha a disposizione un grande terreno, che i genitori, trasferitisi nelle vicinanze e in una casa più modesta, hanno lasciato a lui e alla sorella Willa, che però sta costruendo la sua famiglia altrove. 

Lì egli inizia a ristrutturare sia casa sua che la struttura che ospiterà lo studio di registrazione; sa di poter contare sull’aiuto del suo storico migliore amico, Weston detto “West” Belmont, padre separato di due figli, proprietario del ranch adiacente al suo terreno e grande appassionato di musica country.


Poche settimane dopo l’arrivo di Ford a Rose Hill, però, due avvenimenti sconvolgono la sua ritrovata quiete.


Un giorno bussa alla sua porta una ragazza di dodici anni di nome Cora, che chiede di lui e afferma di essere sua figlia. Ford, sulle prime, pensa a un inganno o una truffa da parte di qualcuno che vuole i suoi soldi; poi, però, egli svolge i dovuti accertamenti e scopre che Cora è davvero la figlia sua e di una sua fidanzata del college, che ora però è nei guai: tra difficoltà economiche e depressione, ella non riesce proprio a badare alla ragazza.


Ford deve ancora rendersi conto a tutti gli effetti di essere diventato padre da un giorno all’altro, ma sente già di voler bene a Cora e comprende di non poter lasciare la madre di sua figlia in guai così grossi. Così propone alla ragazza di cambiare scuola e di vivere con lui a Rose Hill per un po’, sia per lasciare qualche mese di respiro alla madre, sia per avere finalmente la possibilità di costruire un rapporto.


Su consiglio di West, poi, egli viene introdotto al “Club del Bowling per padri single”, una sorta di serata libera settimanale tra uomini accomunati dalla stessa esperienza. Oltre a lui ed all’amico del cuore ci sono anche uno sportivo piuttosto introverso di nome Rhys, un pompiere e pilota di elicotteri quarantenne (Sebastian detto “Bash”) e Clyde, un anziano signore un po’ ipocondriaco e un po’ complottista di cui tutti sanno ben poco.


Le novità nella vita di Ford, però, non sono ancora finite. Da un giorno all’altro, Rosie Belmont, sorella di West, il suo amore giovanile mai dimenticato, torna a Rose Hill. Proprio come Ford, anche Rosie ha fatto carriera, ma qualcosa si è rotto: l’azienda per la quale si è fatta in quattro non solo non l’ha mai valorizzata, ma l’ha licenziata dopo che ella ha denunciato le molestie da parte di un suo superiore. E il fidanzato Ryan, saputa la brutta notizia, invece che arrabbiarsi come ogni partner che si rispetti, ha osato persino dar ragione all’azienda.


Senza più lavoro né casa, con una relazione in situazione di stallo e la mezza idea di rivolgersi ad un avvocato per l’ingiustizia subita, Rosie è tornata a Rose Hill per un periodo di riflessione.


L’incontro con Ford, dopo tanti anni, è pieno di affetto, ma anche molto prudente: entrambi ricordano bene i sentimenti provati da ragazzi, sentimenti accantonati in fretta, sia per il desiderio di entrambi di fuggire da Rose Hill dopo le scuole superiori, sia per la presenza di West, ovviamente importantissimo per entrambi.


Vedersi tutti i giorni, però, è inevitabile: nonostante i ranch di entrambe le famiglie siano molto ampi, il terreno è adiacente, e poi c’è il pontile che li divide, simbolo dell’adolescenza di entrambi, luogo dove sia Ford che Rosie amavano – e amano ancora – sedersi per rilassarsi e non pensare più a niente (sì, un pontile millennial, grazie Elsie Silver per queste vibes).


Ford non sopporta di vedere Rosie così in crisi per la sua disavventura lavorativa – anche se, in un primo momento, sa solo dei trattamenti ingiusti e non della molestia – e le propone una soluzione che, almeno per qualche mese, sembra ideale: lavorare per lui proprio lì, a Rose Hill. C’è una casa discografica da lanciare, Rosie ha studiato Economia e sa come amministrare una start up.


Rosie ha tutti i dubbi del caso, ma la vita di città l’ha stancata e la relazione con Ryan sembra non avere più alcun senso, così accetta. E, giorno dopo giorno, il legame con Ford e quello con la giovanissima Cora si fanno sempre più stretti…



Chi frequenta almeno un po’ il Booktok non può non conoscere Elsie Silver, un’autrice che negli ultimi due/tre anni è stata davvero super chiacchierata.


Per chi ancora non la conoscesse: si tratta di una scrittrice dei cosiddetti cowboy romance, i romanzi rosa che hanno per protagonisti personaggi che vivono e lavorano o nei ranch o come bull rider (sì, gli americani si sono inventati pure il mestiere del “cavalcatore di tori”) e come ambientazione la periferia americana, tra campagne e spazi immensi.


La sua serie più famosa, ambientata nella cittadina di Chestnut Springs, è composta da cinque volumi e resta la più chiacchierata. Wild Love è invece il primo volume della sua nuova serie, ambientata, come dicevamo, a Rose Hill. La trope “chiave” dei quattro volumi, che sono già usciti tutti, è il single dad: i quattro protagonisti sono proprio i quattro appassionati di bowling, ovvero Ford, West, Rhys e Bash (credo che al buon Clyde sia stata lasciata la parte di spalla comica).


Come vi dicevo già settimana scorsa con Felicia Kingsley, credo che su questa serie si sia detto tutto e il contrario di tutto.


Per esempio, lo stile di scrittura: c’è chi ha detto che Wild Love è lento e un po’ noioso rispetto alla serie ambientata a Chestnut Springs, e chi invece pensa che sia uno stile migliore e meno affrettato. Personalmente l’ho trovato un buon compromesso: un romanzo scorrevole e appassionante, che non necessita della concentrazione di un libro impegnato, ma che nemmeno “passa e va” in fretta come quegli ebook che scelgo per i viaggi in treno proprio perché di facile lettura.


Poi, sembra che Wild love sia stato apprezzato, ma non quanto i tre volumi successivi. Personalmente la sensazione è che questo romanzo, essendo il primo della serie, sia stato pensato come una storia che potrebbe mettere d’accordo tutti, con delle trope molto classiche: il ritorno nella piccola cittadina dopo anni di carriera nella grande città, gli amici d’infanzia che si ritrovano, la sorella dell’amico del cuore, il milionario e la ragazza in difficoltà. Un mix tra Cenerentola e le rom-com natalizie, insomma. 

I tre romanzi successivi, a quanto ho capito, sono basati su trope un po’ più settoriali, dalla musica allo sport, dalla morte di un familiare al matrimonio di convenienza… ma per ora non so dirvi di più.


Infine, la vexata quaestio dello spicy, che insomma è troppo, ma non si può, ma dove andremo a finire, questa autrice esagera eh, però intanto fa vendere milioni di copie. Sincera? La prima parte non è spicy neanche un po’. La seconda sì, ma nei limiti della norma: non mi pare di aver letto niente di insolito o così scandaloso, se si è adulti, a meno di non essere appartenenti a una nazione che non si è mai liberata dai puritani, e oltreoceano ce n’è una che ultimamente dà da pensare, e comunque quel che si descrive è la nascita di una relazione da vari punti di vista, ci sta.


Sarei curiosa di proseguire la serie, ma al momento la TBR è davvero troppo fitta. 

Vedremo più in là!



L’amante segreta di Shakespeare, di Felicia Kingsley


Il protagonista di questa storia è Nick Montecristo, un ragazzo di soli ventisei anni che ha già avuto una vita molto travagliata.


Nato orfano (e con un altro nome, che qui non viene specificato), dopo anni turbolenti in vari collegi, egli ha subito l’inevitabile tentazione della vita da fuorilegge, prima per sopravvivere, poi per migliorare le proprie condizioni di vita.


Il romanzo, però, ha inizio in un carcere di massima sicurezza, dove egli è rinchiuso da anni e sta passando il periodo peggiore della sua vita. La sua intelligenza e la sua scaltrezza, però, attirano l’attenzione di José Farias, un astuto e colto ladro di opere d’arte, che ha individuato in lui il suo successore.


Per mesi e mesi Nick segue le lezioni di Farias, che non solo insegna in carcere, ma lo istruisce anche personalmente. Quando egli è pronto, viene fatto evadere in modo rocambolesco (da qui la nascita del suo nuovo nome, in onore del Conte di Montecristo e della sua fuga letteraria).


Egli si ritrova in quello che sembra un convento, ma evidentemente… non lo è. Le suore, infatti, lo addestrano da diversi punti di vista: c’era chi si occupava dei suoi allenamenti, chi dell’alimentazione, chi ancora della fisioterapia…


Prima ancora che Nick possa rendersene conto, egli si ritrova in un castello in Inghilterra, al servizio del suo primo committente, che vive da solo nel seminterrato della sua grande e ricca casa, in compagnia di quella che per lui è una ragione di vita: i libri antichi. 

Il desiderio dell’uomo non è da poco: Nick dovrà consegnargli la “Bibbia inglese”, ovvero una copia del First folio di Shakespeare: la raccolta (quasi) completa di tutte le sue opere, la prima edizione delle opere del Bardo.


Esistono pochissime copie del First Folio in tutto il mondo, e la maggior parte di esse è già catalogata e iper protetta in qualche museo. Esiste, però, una copia che anni prima il committente inglese si è vista soffiare sotto il naso da un nobile italiano.


Pochi giorni dopo, Nick Montecristo è sul Lago di Como, pronto ad incontrare il proprietario del First Folio ed a proporsi come consulente. L’uomo che al tempo portò via la copia al suo cliente è venuto a mancare da poco, ma il figlio, Roberto, ha assoluta necessità di far valutare i beni del padre: egli confida a Nick di avere una vita a Milano e di non attribuire un grande valore affettivo alla villa sul lago, che è per lui il simbolo di un padre che ha pensato sempre più ai beni materiali che alla famiglia.


Mentre Nick è impegnato a portare avanti la sua commedia da “consulente di arte e libri antichi”, lui e Roberto vengono interrotti dall’imprevista visita di una ragazza di nome Angelica. L’ospite di Nick la allontana definendola una “scocciatrice”, ma al ladro gentiluomo questa ragazza che si è accampata al di fuori della villa fa una certa tenerezza.


Egli, allora, immaginando che alla fanciulla farebbe piacere un pranzo di pesce offerto in riva al lago, invita Angelica, sperando di scoprire qualche dettaglio in più sulla situazione che sta affrontando. Angelica lo sorprende: ella, infatti, confessa a Nick di essere l’altra figlia del nobile venuto a mancare poco tempo prima, e di essere il frutto della relazione dell’uomo con una musicista.


Angelica studia musica, ha grande talento, e negli ultimi anni si era avvicinata molto al padre che non aveva mai conosciuto, condividendo con lui la passione per le arti e lo spettacolo. Il ritratto che restituisce Angelica non ha niente a che vedere con quello che ha tracciato Roberto: si parla di un uomo colto, sensibile, che aveva pensieri affettuosi per la famiglia, nonostante la separazione dalla prima moglie, l’allontanamento dal primo figlio e la scoperta imprevista di una secondogenita.


Anche la morte dell’uomo sembra essere piuttosto misteriosa: nessun medico è riuscito a determinare con esattezza la natura della “malattia degenerativa” che l’ha colpito nell’ultimo tempo.


Mentre Nick Montecristo frequenta sempre più spesso Angelica e inizia a chiedersi se non possa fidarsi di lei più che di Roberto, il First Folio salta fuori… all’interno di una scacchiera. Insieme ad una strana iscrizione numerica. Come se il caro estinto stesso volesse nascondere ai suoi eredi il capolavoro. O forse solo ad alcuni di essi?


Ciò che è certo è che il nostro “ladro gentiluomo” si è ritrovato in un mistero molto più grande di lui. Ed egli non si sente di prendere il First Folio e di portarselo via, come farebbe qualunque suo collega: sente, infatti, che in gioco c’è molto di più di una preziosa opera d’arte…



Il contesto de L’amante perduta di Shakespeare è piuttosto originale. Proprio come la sopracitata Elsie Silver e le autrici internazionali di romance più note, anche Felicia Kingsley ha messo in relazione i suoi personaggi in una sorta di “piccolo Universo”. Forse qualcuno di voi ricorderà lo scrittore Blake Avery e la sceneggiatrice Summer, protagonisti di Due cuori in affitto, uno dei più grandi successi dell’autrice (a questo link trovate la mia recensione). 

Ecco, Nick Montecristo… è il personaggio creato da Blake Avery, un ladro gentiluomo protagonista di una serie di mistery romance. In Prima regola: non innamorarsi, romanzo che purtroppo mi manca ancora, Nick ha già alle spalle molti colpi di successo e si imbatte in Silvye, un suo alter ego femminile di cui si innamora.


L’amante perduta di Shakespeare è il prequel di Prima regola: non innamorarsi, la primissima storia di Nick Montecristo. È una storia che, a mio parere, mescola abilmente storia, mistero e romanticismo, tra un omaggio letterario e l’altro: i riferimenti al Conte di Montecristo, la protagonista femminile che si chiama Angelica come ne L’Orlando Furioso, e ovviamente Shakespeare.


In questo romanzo si tenta di dare una risposta a uno dei quesiti più misteriosi della storia della letteratura: chi era veramente il Bardo? Era davvero l’uomo protagonista di molti ritratti, prima attore e poi drammaturgo? Oppure dietro di lui c’era qualcun altro, forse… una donna?


Lo stile dell’autrice, secondo me, è comunque riconoscibile, ma si sente che in questa storia ella sta cercando di “interpretare” Blake, e, a mio parere, si tratta di un esperimento riuscito.


Come tutti i titoli più chiacchierati, anche in questo caso non è mancata la polemica, che però, secondo me, sarà che sto diventando vecchia, ma non ha poi molto senso. A quanto pare, al centro della discussione ci sono stati sia la “paura” che Felicia Kingsley potesse cambiare genere, sia il fatto che Nick abbia “tradito” Silvye con Angelica.


Per quanto riguarda la prima questione, l’autrice ha più volte ribadito che alternerà i mistery romance di Nick Montecristo ai contemporary che tanto ci piacciono, e, considerato il successone che stanno riscuotendo, direi che possiamo dormire tra due guanciali. 

La seconda mi ha lasciato un po’ stupita: se questo romanzo è un prequel giovanile di quello in cui Nick incontra Silvye, mi sembra giusto che ci sia spazio anche per un “interesse amoroso dei vent’anni”. Dopotutto Nick Montecristo è fatto di carta e inchiostro, non certo di pietra…


Non ci resta che aspettare marzo per la sua prossima avventura!




Oggi ho scritto un po’ più delle mie solite recensioni, ma si tratta di due titoli chiacchieratissimi, quindi mi è sembrato giusto spiegare il contesto in cui si muovono e dire la mia a proposito di alcuni dibattiti che si sono creati.

Voi che ne pensate? Conoscete le autrici? Avete letto i romanzi?

Fatemi sapere la vostra opinione, se vi va…

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 5 febbraio 2026

RISOTTI E PASTE PER SAN VALENTINO

 Tra primi piatti per una cenetta romantica... e non solo



Cari lettori,

primo appuntamento dell’anno con la nostra rubrica “Menù e ricette”!

Siamo in febbraio e, come vi dicevo, tra recensioni di letture romance ed altri post a tema, siamo in pieno mood “San Valentino”.


Inizialmente ho pensato di proporvi un menù dall’antipasto al dolce per una cenetta romantica, ma mi sono resa conto che in questo periodo ho provato soprattutto un po’ di nuovi primi. Non ho preparato molti antipasti o torte salate dopo aver fatto una scorpacciata durante le feste, sto ancora finendo i dolci natalizi e anche i secondi che ho cucinato sono stati più o meno i soliti.


Così, sapendo che a tanti di voi piacciono i risotti, ho pensato di proporvene due, insieme a una pastasciutta creata un po’ last minute ma decisamente riuscita.


Sono tre ricette che possono andar bene sia per una cenetta di San Valentino, come dicevamo, sia per “scaldarci il cuore” in queste settimane così fredde.


Piccola nota: noterete che due ricette su tre prevedono come tocco finale l’olio aromatizzato al tartufo. Ecco, io l’ho inserito solo perché, indovinate un po’!, l’ho trovato in un pacco di Natale e ne sto approfittando per metterlo sopra a tutto quel che mi va. So bene che è un ingrediente high cost, quindi è super sostituibile con il solito parmigiano (l’ho scritto anche nelle singole ricette).


Vi lascio alla lettura!



Risotto con salsiccia, funghi e olio di tartufo


Ingredienti a persona:


100 gr di riso

Un pezzetto da circa 10 cm di salsiccia

70-80 gr circa di funghi surgelati (io ho usato il misto della Conad, ma ci sono anche buste di porcini, oppure potete usare quelli secchi)

Brodo vegetale

Misto soffritto surgelato a dadini (carota, cipolla, sedano)

Olio d’oliva classico

Vino bianco a piacere

Per completare: Olio aromatizzato al tartufo oppure parmigiano a piacere



Preparazione


  • In un pentolino a parte (bollilatte), far bollire un po' d'acqua con il brodo vegetale.

  • Versare nella pentola dove cuocerete il risotto un filo d’olio d’oliva e un piccolo pugno di misto soffritto.

  • Estrarre la salsiccia dal suo budello, tagliarla a pezzettini e versarla in pentola.

  • Aggiungere i funghi.

  • Aggiungere il riso e il vino e far tostare.

  • Versare un po' di brodo pronto ed aspettare che si asciughi. Ripetere l'operazione mescolando finché il risotto non è pronto.

  • Per completare la ricetta:

    1) Se avete scelto l’olio di tartufo, impiattate il risotto, guarnite con un filo dell’olio e servite ben caldo.

    2) Se avete scelto il parmigiano, spegnete il fuoco sotto la pentola, mantecate con il parmigiano e servite il risotto ben caldo.



Risotto con zucchine d’inverno e gorgonzola


Ingredienti a persona:


100 gr di riso

1 zucchina (in questo periodo vanno bene le varietà invernali, come le spinose o le romanesche)

Brodo vegetale

Misto per soffritto surgelato a dadini (cipolla, carota, sedano)

Vino bianco a piacere

Olio d’oliva classico

50 gr circa di Gorgonzola



Preparazione


  • In un pentolino a parte (bollilatte), far bollire un po' d'acqua con il brodo vegetale.

  • Lavate la zucchina e tagliatela a tondini o a tocchetti.

  • Versare nella pentola dove cuocerete il risotto un filo d’olio d’oliva, un piccolo pugno di misto soffritto e la zucchina.

  • Aggiungere riso e vino e far tostare.

  • Versare un po' di brodo pronto ed aspettare che si asciughi. Ripetere l'operazione mescolando finché il risotto non è pronto.

  • Spegnere il fuoco, aggiungere il Gorgonzola, mantecare mescolando bene e servire ben caldo.



Spaghetti con zucca e olio di tartufo


Ingredienti a persona


100 gr di spaghetti

Olio classico d’oliva

Misto soffritto surgelato a cubetti (cipolla, carota, sedano)

Una fetta di zucca Delica oppure un pugno di cubetti di zucca surgelata (io ho utilizzato quelli della Orogel)

Sale grosso

Per completare il piatto: olio aromatizzato al tartufo oppure parmigiano a piacere



Preparazione


  • Disporre in una padella antiaderente un filo d’olio d’oliva, un piccolo pugno di misto soffritto e la zucca a pezzetti. Aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e far cuocere a fuoco dolce.

  • Buttare gli spaghetti in abbondante acqua salata e cuocere secondo le indicazioni sulla confezione.

  • Far saltare gli spaghetti al dente nel condimento alla zucca.

  • Impiattare gli spaghetti, completare il piatto con un filo d’olio al tartufo o con il parmigiano, e servire ben caldi.




Che ne dite? Vi ho fatto venire fame? Avete voglia di cimentarvi ai fornelli?

Fatemi sapere che ne pensate!

Mi piacerebbe che, nei commenti, anche voi mi diceste quali sono le vostre ricette invernali preferite… così prendo spunto anche io!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 2 febbraio 2026

DA LOS ANGELES A MILANO...CON IL ROMANCE

 Due romance di Felicia Kingsley



Cari lettori,

diamo il benvenuto a febbraio! Come avevo fatto l’anno scorso, anche quest’anno ho pensato di dedicare buona parte dei post di questo mese al tema “romance/San Valentino”, tra letture, ricette, booktag e altro ancora.


Oggi iniziamo con le recensioni di due contemporary romance di Felicia Kingsley, autrice che, ne sono sicura, voi tutti conoscete bene.


Il primo è stato uno dei tormentoni del 2025 che si è appena concluso; il secondo è una storia scritta in un momento molto particolare.


Credo che conosciate già questi romanzi, quindi spero che vi farà piacere sentire anche la mia opinione!



Scandalo a Hollywood


Los Angeles, giorni nostri. Hayden West è il più famoso giornalista di gossip della California, nonché scapolo d’oro chiamato dalle fanciulle con l’autoesplicativo soprannome “911”, e questo è quello che più o meno tutti sanno di lui. 

Quello che non tutti conoscono è invece il suo passato: egli proviene da una famiglia di strateghi politici, che si occupa di lanciare in campagna elettorale il candidato più adatto al partito (repubblicano, si lascia intendere). I suoi genitori sono divorziati ma costretti dalle circostanze a lavorare ancora insieme; il cugino Nate, deputato, è “tutto quello che lui non è mai stato”; a Los Angeles tutti considerano Hayden un uomo di successo, tranne la sua famiglia. Per il resto, la sua vita non è così male, tra un attico vicino alla spiaggia, l’amicizia del suo manager e la corsa all’ultimo scoop.


Un giorno, però, egli si imbatte – in modo davvero esilarante – in una sua vecchia conoscenza dell’Università: Sofia Cortez. I due hanno frequentato insieme la Facoltà di Giornalismo e sono stati rivali, contendendosi la partecipazione al giornale dell’Università ed anche uno stage piuttosto importante. Hayden ha vinto su esplicita raccomandazione, e da allora Sofia gliel’ha giurata, ripromettendosi di non vederlo mai più.


Sofia è tutto ciò che Hayden non è: ha origini sudamericane, vive vicino alla madre parrucchiera e la nonna sarta (due donne sole da sempre) in un quartiere residenziale ben lontano dal centro, condivide un minuscolo appartamento con una stramba coinquilina che parla solo al computer, ha studiato grazie ad una borsa ottenuta con buoni voti, è femminista ed ecologista, ha una relazione a distanza con un fidanzato dalle idee ancora più progressiste delle sue.

Il giornalismo è stato il suo sogno fin da bambina, ma ella ha pagato caro il suo “non essere nessuno”, ed ora si trova a lavorare per una testata minore: avrebbe voluto occuparsi di cronaca ed invece ha a che fare con… il gossip, settore che, a grande differenza di Hayden, detesta.


Il primo incontro di Sofia e Hayden dopo molto tempo è scoppiettante. I due si augurano di non rivedersi più, ma, come recita la teoria del “filo rosso”, finiscono per incrociarsi ovunque, specie nel locale che Hayden ha acquistato per dare un po’ di privacy (ovviamente in cambio di segreti) ai vip con i quali è in amicizia. Sofia prova a trovare qualche scoop interessante, ma Hayden sembra sempre precederla, e l’idea di fare rivelazioni sulla vita privata delle persone non le piace nemmeno.


Almeno finché, un giorno, Sofia non riceve una soffiata: una famosa attrice, nota per aver già portato via il fidanzato (ora suo marito) all’ex amica del cuore, si trova in un albergo in periferia… forse con un amante? Quando Sofia arriva, l’edificio è in fiamme, e solo un salvataggio fortuito da parte di Hayden la salva da una trave fumante.


Il giorno dopo, è evidente che qualcosa non va. L’incendio è riconosciuto come doloso, in quelle ore c’era in servizio un “portiere Jimmy” che nessuno ha mai sentito nominare, l’attrice in questione è in ospedale con il preoccupato marito, non c’è nessun amante. La donna, intuendo che Sofia non è proprio una giornalista di gossip, rivela che in quell’hotel ella aveva indetto una riunione d’emergenza con altre donne (non famose) che, come lei, volevano intentare una grossa causa per una brutta storia di mala sanità.


Un vero scandalo a Hollywood. Una vera occasione d’inchiesta. Nonché la possibilità, una volta tanto, di fare davvero giustizia. Sofia e Hayden decidono di unire le forze: lui metterà a disposizione la sua piattaforma, lei avrà un’occasione vera di fare la giornalista a modo suo. Ma se l’amore ci mettesse lo zampino?



È difficile condensare anche solo la parte iniziale di Scandalo a Hollywood in poche righe, perché è un bel volumone di oltre 500 pagine, che però scorrono come acqua fresca (e ve lo dice una che ha letto questo romanzo nei giorni in cui era un po’ obnubilata da millemila pranzi natalizi e brindisi). 

Come forse qualcuno saprà, tra le storie di Felicia Kingsley che mi piacciono particolarmente c’è il suo debutto, "Matrimonio di convenienza", quindi apprezzo anche le sue storie rom-com.


Trovo però che negli ultimi romanzi Felicia si sia ulteriormente migliorata come stile e temi. Innanzitutto ella descrive molto di più i suoi personaggi, lasciando spazio anche alla vita prima che essi si incontrassero ed innamorassero; poi, il romance resta protagonista, ma ci sono anche altri temi importanti che non restano sullo sfondo, ma si prendono il loro spazio e appassionano il lettore quasi quanto la storia d’amore.


L’idealizzazione odierna del mondo regency in "Una ragazza d'altri tempi", le gioie e i dolori del mondo editoriale in "Ti aspetto a Central Park" e i pregiudizi a cui vanno incontro gli italiani negli Stati Uniti in "Una conquista fuori menù" ne sono degli esempi.


Qui si parla invece di un’inchiesta realmente avvenuta: è successo davvero che delle donne abbiano sofferto le pene dell’Inferno dopo che era stato impiantato loro un dispositivo di sterilizzazione. Oltre ad anni di dolore e malattie ed una causa legale infinita, queste donne hanno dovuto affrontare lo stigma sociale, perché parlare di non voler figli o di non volerne più è ancora molto difficile per una donna.


Sofia e Hayden, in verità, non mi sono risultati subito super simpatici, soprattutto lui. Poi però l’autrice pian piano smussa gli spigoli di entrambi e fa trovare loro un punto d’incontro.


Credo che sia stato detto di tutto e il contrario di tutto su questo romanzo negli ultimi mesi; io penso che, se l’intrattenimento e l’evasione sono fatti bene, lasciando anche spazio alla riflessione, il successo sia meritato.



Appuntamento in terrazzo


Milano, marzo 2020. L’Italia è nel pieno del lockdown per il Covid, l’umore è molto basso, la paura per la pandemia ha spento i colori della primavera.


In un palazzo tra tanti, però, ci sono un paio di situazioni particolarmente difficili.


Quella di Alex, libero professionista, che cerca di portare avanti il suo lavoro anche da casa, ma ha la sfortuna di condividere l’appartamento con Gaia, la sua ex ragazza da pochi giorni.

La loro storia è finita nel peggiore dei modi – con la scoperta di un tradimento – proprio i primi giorni del lockdown, ma la ragazza non può andarsene di casa per ovvi motivi, e la convivenza si fa di giorno in giorno più difficile. 

E non è solo un problema di sentimenti finiti: il vero problema è che Gaia è una fitness influencer e ha trasformato l’appartamento che divide con Alex nel suo set, condividendo centinaia di contenuti al giorno su allenamento da casa e cibo sano. Alex, tra l’altro, sa benissimo che Gaia dice solo bugie alle sue follower e che il suo fisico è merito del chirurgo plastico, ma non può prendersi nemmeno la soddisfazione di sbugiardarla, perché renderebbe la convivenza ancora più difficile.


E poi c’è la situazione di Didi, ingegnera di successo che vive in Germania ma che, ahinoi, è tornata a trovare la famiglia in Italia per il ponte di Carnevale, restando così ostaggio della sua nazione e soprattutto della sua famiglia. 

Didi è in smart working, ma lavorare sempre da remoto è difficile, considerando soprattutto che a casa sua non c’è mai pace. Sua madre passa il tempo su Facebook a cercare strane teorie, suo padre è sempre in studio a fare call di lavoro molto rumorose, la sua sorellina minore è in piena crisi dei 18 anni e si consola solo guardando i video di una certa influencer Gaia (della quale vorrebbe seguire le orme), e il suo anziano nonno è convinto di essere nuovamente in guerra e racconta a tutti più volte i medesimi ricordi.


Alex e Didi sono prigionieri delle loro case, ma ancora non sanno di condividere il medesimo palazzo. I loro balconi sono accostati l’uno all’altro, ed è così che, entrambi esasperati ed in cerca di pace, si conoscono.


Dopo la prima chiacchierata sul terrazzo, entrambi decidono di rivedersi sempre alla stessa ora ogni giorno, per fare due chiacchiere e condividere un po’ di pace. Nel frattempo le settimane di lockdown si susseguono, e nasce una nuova amicizia…



Appuntamento in terrazzo è un romanzo breve – potremmo quasi considerarlo una novella un po’ più lunga – scritto di getto proprio nella primavera del 2020 come proposta per l’iniziativa “Io leggo da casa”. Ricordo che in quel periodo tanti autori hanno messo i loro ebook in promozione gratuita, e tanti altri, come Felicia Kingsley, hanno scritto delle novelle sulla difficile situazione che stavamo vivendo.


Io vado in controtendenza: sono contenta di non aver letto questa storia nel “momento del bisogno”, ma pochi mesi fa, quando ho potuto apprezzarne tranquillamente il lato comico. Nel periodo del lockdown il mio umore sarebbe stato troppo basso per ridere della chiusura, dei divieti, delle mascherine.


Sono passati quasi sei anni, ma ricordo bene tante sensazioni: a differenza dei protagonisti di questa storia, io ero completamente sola, e forse avrei pensato che era meglio qualche litigio sciocco, piuttosto che non ricordarsi nemmeno il suono della propria voce e sentirsi davvero, ma davvero in isolamento, anche se ero sana.


Se, come me, non avete letto questa storia quando è uscita, vi consiglio comunque di recuperarla adesso, anche solo per farsi due risate e dirsi che è stata difficile, ma ne siamo usciti. Non proprio migliori, secondo me, ma pazienza, non si può avere tutto, purtroppo.


Alex e Didi vi faranno ridere, ma secondo me le perle migliori provengono dal nonno, dalla fin troppo credibile Gaia e da una coppia di carabinieri particolarmente solerti!





Che ne pensate di questo primo angolo romance di febbraio?

Conoscete l’autrice? Avete letto questi romanzi o altri suoi?

Che cosa ne pensate? Fatemi sapere!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 29 gennaio 2026

I PREFERITI DI GENNAIO 2026

 Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese




Cari lettori,

primo appuntamento con i “Preferiti del mese” del 2026!


Ormai è ben il nono anno per questo format, che resta sempre uno di quelli che mi piace di più, perché mi dà l’opportunità di raccontarmi sotto diversi punti di vista.


Gennaio è stato un mese essenzialmente diviso in due parti: la prima settimana trascorsa in vacanza, tra sole, mare e ultimi pranzi in famiglia; e poi tutto il resto del mese, tra rientro al lavoro, riapertura della scuola di danza e clima di stagione. Impegni e gelo mi hanno portato spesso a weekend tranquilli e hobbies casalinghi. 

Quindi come inizio anno, per ora, procede tutto abbastanza bene. Nel frattempo vediamo insieme che cosa mi è piaciuto questo mese, dai libri ai film, dalla musica alla poesia alle foto delle vacanze!



Il libro del mese


Questa storia ha inizio in Sardegna alla fin degli anni ‘70.


Livio ha sedici anni e finora ha frequentato con profitto il liceo linguistico, nonostante l’influenza non sempre positiva dell’amico Marco Aurelio e dell’irrequieta Dafne. I suoi amici sono fedeli seguaci delle filosofie pacifiste e di libero amore degli anni ‘70, e sono grandi appassionati di musica, specie il rock, che in quel decennio sta vivendo un momento d’oro.


Così Livio, che non ne può più dell’estate sarda, del brulicare di turisti e di tutti quelli che per lui sono sintomi del conformismo borghese, una notte scappa senza niente, nemmeno le scarpe: solo i vestiti essenziali. La destinazione è un traghetto per Firenze, per partecipare al concerto di Patti Smith insieme proprio a Dafne e a Marco Aurelio. 

La serata, però, non va come Livio aveva immaginato: egli, infatti, conosce una ragazza di nome Anaïs che lo affascina immediatamente. Per non perderla di vista, egli accetta di seguire gli amici di lei, che ai suoi occhi risultano molto stravaganti, ed anche nei modi di fare sono decisamente lontani da quelli dei suoi amici hippy. Egli scoprirà in seguito che essi, insieme ad Anaïs, appartengono al movimento punk.


Livio assume delle droghe allucinogene insieme alla ragazza e passa la sua prima notte in uno squat (un palazzo abbandonato), ma quando si risveglia è solo.


Deluso e sconfortato, egli torna a casa ed a scuola, che frequenta con profitto altalenante. Egli si sente sempre più distratto, e si rende conto che anche gli amici di cui si era sempre fidato stanno iniziando a cambiare idee e modi di essere, così come gli anni ‘70 stanno lasciando il passo agli ‘80.


Quando egli inizia a pensare che che l’incontro con Anaïs sia stato solo una brevissima e molto felice parentesi della sua vita, ella rispunta improvvisamente nella sua vita. La ragazza soggiorna a casa di Cesare, un uomo gentile, colto e misterioso che ha trasformato casa sua in una sorta di comune. Oltre a lei ci sono un ragazzo che sogna di fare il deejay, qualche artista indipendente, le prime donne transessuali che cercano di vivere liberamente, ragazzi omosessuali che tra quelle mura non si sentono giudicati. 

Gli ospiti della casa sono i cosiddetti “Indegni”, tutti coloro che la società, ancora molto restia ad accettare il diverso, finisce per isolare. Livio inizia a frequentare la casa di Cesare a sua volta – di nascosto, tornando dai suoi genitori la sera – e inizia a sentirsi per davvero parte di qualcosa.


Ma Anaïs è irrequieta e, nonostante lo stesso Cesare abbia posto il veto, continua a esagerare con l’alcool e ad assumere droghe, quasi volesse restare al di fuori di sé. Livio nasconde il più possibile i vizi della ragazza perché ne è innamorato… almeno finché ella non si allontana da lui in modo del tutto imprevisto e doloroso. E non sarà l’unica volta in cui i due si cercheranno, si ritroveranno e si divideranno ancora…



Gli Indegni è un romanzo a metà strada tra la narrativa di storia contemporanea e un originalissimo romance. La storia di Livio e Anaïs è indubbiamente una storia d’amore, ma al lettore basta poco per comprendere che il sentimento di lui è sicuramente più profondo di quello di lei, che è sfuggente: è come se inseguisse sempre qualcosa, forse una realizzazione personale, che però finisce per assumere i contorni dell’autodistruzione.


Gli anni Ottanta, sia nel bene che soprattutto nel male, sono il terzo protagonista di questa storia, ed Anaïs sembra assorbirne soltanto il peggio: gli ideali di pace e amore che si spengono in una miriade di movimenti molto più individualisti, le droghe che hanno portato via moltissime giovani vite, l’esplodere del consumismo, i ricchi e famosi che diventano “divi” con tanto di groupie al seguito, magari maltrattate (per non dire di peggio).


A casa di Cesare c’è invece il meglio di quel tempo, come i primi segnali d’inclusione e accettazione di chi da tanti era ancora considerato “diverso”, e la nascita dell’idea di chosen family. E la storia di Livio è un vero e proprio romanzo di formazione.


È un romanzo bellissimo, che si divora, e dice molto della nostra recentissima storia. Personalmente ho ritrovato anche un buon numero di storie che mi ha raccontato mio padre sulla sua gioventù e ho compreso meglio alcuni dettagli.

Ve lo consiglio di cuore!



Il film del mese


Bernardo è un allevatore di cavalli che passerebbe tutto il suo tempo in compagnia dei suoi amici animali; Giovanna è un’estetista che intesse relazioni soltanto con ragazzi molto più giovani di lei, ai quali però non si lega veramente; Ivana è un geometra che dirige cantieri con un piglio fin troppo deciso.


I tre sono fratelli, ma hanno un pessimo rapporto e non si parlano da anni. Quasi nessuno lo sa, perché essi mantengono volutamente il riserbo, ma dietro di loro – e soprattutto dietro ai loro litigi – c’è un padre ingombrante, il professore universitario Arnaldo Cannistraci. Un uomo ben conosciuto anche al di fuori dell’ambiente accademico, che è sempre stato molto esigente con se stesso e con gli altri e che ha finito per mettere i fratelli in competizione tra loro.


L’uomo, però, non ha più nemmeno una consorte a cui fare riferimento nella vecchiaia, così, quando egli si ammala e viene ricoverato in ospedale, sono i suoi tre figli ad essere chiamati al suo capezzale. Essi si rendono conto che la situazione del padre è seria, e che ormai è rimasto a disposizione ben poco tempo per ricucire i rapporti familiari che sono disastrati da tempo.


Arnaldo, convinto che si sia trattato soltanto di una crisi passeggera, confida ai tre figli che, ora che li ha di nuovo con sé, vorrebbe esaudire un suo desiderio giovanile: un viaggio a Parigi che non è mai riuscito a fare. Peccato che le sue condizioni di salute non gli permettano nemmeno di varcare i confini dell’Italia.


Ai tre fratelli viene un’idea folle: prendere un camper e fare un “viaggio” circumnavigando il ranch di Bernardo e i suoi dintorni, facendo però credere al padre – che è sempre a riposo nella parte posteriore, dove c’è il letto – di star attraversando l’Italia e la Francia.


Giorno dopo giorno, il surreale “non-viaggio” della famiglia Cannistraci fa il giro dei social e diventa virale, mentre Bernardo, Giovanna e Ivana scoprono importanti segreti di famiglia e iniziano a riavvicinarsi…



Proprio come ho fatto in Dicembre, anche questo mese vi consiglio una divertente commedia per tutta la famiglia.


Le storie di Pieraccioni – che a me han fatto sempre ridere, beninteso – negli ultimi anni si sono ripetute un po’, ma non stavolta. Questa è una storia… originale ma vera, potremmo dire, visto che è ispirata ad un fatto realmente accaduto.

E poi c’è Nino Frassica, che mi fa sempre morir dal ridere.


Per una serata simpatica!



La musica del mese


Ho pensato a lungo a che tema introdurre per l’angolo musicale di quest’anno. Poi mi sono detta che, pensando di essere “un po’ vecchiotta” per stare al passo con le musiche che piacciono ai giovanotti di oggi (cosa verissima, penso di conoscere un ventesimo delle canzoni che sanno i miei studenti o le mie compagne di danza più giovani), sono però un po’ di anni che non condivido semplicemente la mia canzone preferita del periodo, quella che definisce un po’ il mood del mio mese. 

Vi avviso che, non essendo per l’appunto super aggiornata, saranno semplicemente canzoni che mi piacciono, non novità dell’ultimo periodo.


Per gennaio ho pensato a Life’s for the living di Passenger, che potete trovare a questo link.


Mentre la sera tirava fuori la luna dal suo pacchetto

le stelle brillavano come i bottoni sulla giacca di un vecchio

e noi avevamo bisogno di un chiodo, ma lo abbiamo colpito

finché non è caduto dalla parete

mentre i piccioni beccavano i treni,

le scintille volavano come aeroplani,

la pioggia mostrava gli arcobaleni nelle macchie dell’olio

e tutti avevamo nuovi iPhone,

ma nessuno di noi aveva qualcuno da chiamare…


E mi sono imbattuto nel ventre della città

dove la vedova porta i ricordi ad affogare lentamente

con una mano verso il cielo e la nebbia negli occhi

mi ha detto:


Non piangere per chi hai perso

sorridi per chi vive

prendi quello che ti serve

e dai quello che ti viene dato

la vita è per chi vive, perciò vivila

o tanto vale morire”



La poesia del mese


Dal momento che ho scelto il 2026 come mio personale anno dedicato ad Eugenio Montale, e settimana scorsa vi ho pubblicato il primo dei post dedicati a Ossi di seppia (lo trovate a questo link), non potevo non proporvi, per il primo mese dell’anno, la sua poesia Il primo gennaio.


So che si può vivere

non esistendo,

emersi da una quinta, da un fondale,

da un fuori che non c’è se mai nessuno

l’ha veduto.

So che si può esistere

non vivendo,

con radici strappate da ogni vento

se anche non muove foglia e non un soffio

increspa

l’acqua su cui si affaccia il tuo salone.

So che non c’è magia

di filtro o d’infusione

che possano spiegare come di te s’azzuffino

dita e capelli, come il tuo riso esploda

nel suo ringraziamento

al minuscolo dio a cui ti affidi,

d’ora in ora diverso, e ne diffidi.

So che mai ti sei posta

il come – il dove – il perché,

pigramente rassegnata al non importa,

al non so quando o quanto, assorta in un oscuro

germinale di larve e arborescenze.

So che quello che afferri,

oggetto o mano, penna o portacenere,

brucia e non se n’accorge,

né t’avvedi tu animale innocente

inconsapevole

di essere un perno e uno sfacelo, un’ombra

e una sostanza, un raggio che si oscura.

So che si può vivere

nel fuochetto di paglia dell’emulazione

senza che dalla tua fronte dispaia il segno timbrato

da Chi volle tu fossi… e se ne pentì.

Ora,

uscita sul terrazzo, annaffi i fiori, scuoti

lo scheletro dell’albero di Natale,

ti accompagna in sordina il mangianastri,

torni indietro, allo specchio ti dispiaci,

ti getti a terra, con lo straccio scrosti

dal pavimento le orme degli intrusi.

Erano tanti e il più impresentabile

di tutti perché gli altri almeno parlano,

io, a bocca chiusa.



Le foto del mese


Come da tradizione, per finire bene l’anno vecchio, ma soprattutto per cominciare al meglio quello nuovo, tra gli ultimi giorni di dicembre ed i primi di gennaio sono stata a Varazze con la mia famiglia. Non ho fatto in tempo a metterlo nei preferiti del mese scorso, ma l’ultimo lunedì dell’anno abbiamo fatto una passeggiata a Savona : ve ne parlo a questo link.



Il mare, il sole, questi magnifici colori… tutto mi ha fatto pensare all’arrivo della primavera. Ma l’inverno è ancora lungo…



Il primo dell’anno, dopo un ottimo pranzo, c’è stato il tradizionale spettacolo pirotecnico!



Un altro classico dell’anno nuovo sono i pasticcini… questa volta diversi dal solito!



Non potevo non farmi fare una fotografia con questo carinissimo trenino illuminato!



Come vi dicevo, il resto di gennaio è stato... un po' gelido e un po' impegnativo. Però sono riuscita a ritagliarmi un pomeriggio libero e così ho visto due mostre ormai in chiusura, che avevo quasi dato "per perse"... e invece ce l'ho fatta! 

La prima è la rassegna fotografica Wildlife Photographer of The Year: penso che ormai sappiate che mi piace molto! 



La seconda è invece l'esposizione dedicata a Pellizza da Volpedo alla GAM di Milano... splendida!

Non vedrete subito le recensioni di queste due mostre perché in febbraio, tra San Valentino e Carnevale, ho pensato ad altro. Però, anche se una ha ormai chiuso e una sta chiudendo, ve ne voglio parlare, quindi arriveranno!



Come primo mese dell'anno nuovo, non è andata poi male, vero? 

Fatemi sapere com'è andato il vostro! 

Grazie per la lettura, ci rileggiamo in febbraio :-)