giovedì 3 aprile 2025

IL VIAGGIO LETTERARIO DI EVERMORE

 Scopriamo insieme l'album di Taylor Swift tra classici, film e musica




Cari lettori,

inauguriamo aprile con un post un po’ diverso dal solito!


Forse qualcuno di voi ricorderà che, in occasione di San Valentino, ho creato un TAG in cui ho abbinato un libro romance ad una serie di canzoni di Taylor Swift. La trovate a questo link.


Dopo aver completato il post, però, mi sono accorta che non ho inserito l’album a cui in questi ultimi anni mi sono sentita più legata, Evermore (il mio preferito di sempre è Speak Now del 2010). E in effetti, secondo me, questo disco si presta di più ad altri collegamenti.


Ma partiamo dal principio. Evermore è uno dei due dischi del 2020 di Taylor, e, insieme al suo “fratello maggiore” Folklore, ha segnato il suo passaggio dal pop all’indie/folk. Ho sempre visto questi due album come due facce della stessa medaglia, ma con due importanti differenze. La prima è che Folklore ha delle atmosfere primaverili/estive, Evermore invece evoca più l’autunno e l’inverno (quindi prendete questo post come un ultimo colpo di coda del freddo prima di iniziare definitivamente a pensare alla bella stagione). 

La seconda, ancora più interessante, è che entrambi gli album abbandonano la forte componente autobiografica dei loro predecessori, ma Folklore racconta quasi esclusivamente delle storie inventate con personaggi di fantasia, mentre Evermore si presenta più come una mappa di omaggi letterari e cinematografici. Alcuni sono stati indicati da Taylor stessa, altri sono teorie dei fan ormai diventate quasi canoniche, altre sono mie personali interpretazioni e forse spiegano perché questo album mi piaccia così tanto.


Ecco, oggi vi vorrei portare con me in questo viaggio, tra classici, film e altri ancora. Avevo fatto delle storie su Instagram tempo fa, ma penso che valga la pena scrivere un po’ di più!



Se ti piace Willow… (Link per l'ascolto)


La vita era un salice e si è piegata al tuo vento…


Aspetta il segnale e ti incontrerò dopo il buio

mostrami i punti dove gli altri ti hanno inferto cicatrici

ora questo è un caso già risolto

penso che avrei dovuto saperlo dallo sguardo sul tuo volto

ogni piccolo dettaglio era un’opera d’arte


...leggi le poesie di Emily Dickinson!


Emily Dickinson è la principale fonte d’ispirazione di Evermore, per ammissione stessa di Taylor. Anche nel video della canzone, che è il singolo di lancio dell’album, ci sono dei riferimenti al periodo vittoriano e ad una vita in isolamento, dedicata alla propria arte. 

Sia nel video che nella versione live non mancano i riferimenti al mondo stregonesco, forse un’allusione al fatto che le donne colte che avevano una professione sono state viste a lungo come “streghe”.



Se ti piace Ivy… (Link per l'ascolto)


E l’anziana vedova va al cimitero ogni giorno

ma io no, sto seduta e aspetto,

in lutto per i viventi


Oh, cielo, il mio dolore sta bene nel palmo della tua mano,

che prende la mia, ma essa è stata promessa ad un altro

oh, non posso,

smettila di mettere radici nella terra dei miei sogni.

La mia casa di pietra, la tua edera che cresce,

ed ora sono coperta da te...


...leggi le lettere di Emily Dickinson!


Questo brano non fa riferimento, come Willow, alle caratteristiche generiche delle donne poetesse, ma parla proprio di un episodio della vita della poetessa: la sua relazione clandestina con una donna di nome Susan.


Emily Dickinson, a quel tempo, era già sposata, e rischiava moltissimo, considerata la società di allora. Forse per questo la canzone alterna dei simboli di primavera e di rinascita (l’edera che rinverdisce e si appiglia, i campi che si riempiono di trifogli) ad altre quasi spettrali, in stile Halloween (la sensazione di paura, il cimitero infestato dallo spettro di un’anziana donna, la paura che il marito “bruci la casa” se scopre tutto).



Se ti piace Champagne problems… (Link per l'ascolto)


Sempreverde, il nostro gruppo di amici,

non penso che diremo quella parola di nuovo,

e presto loro avranno la sfrontatezza

di decorare per Natale quegli ingressi

che abbiamo attraversato insieme


Prima il denaro, poi lo show,

non sono mai stata pronta, quindi ora ti guardo andare via,

a volte non sai proprio la risposta,

finché qualcuno non è in ginocchio a chiedertela,

Lei sarebbe stata una sposa adorabile,

che peccato che sia fuori di testa” hanno detto,

ma tu troverai quella giusta per te,

lei rattopperà l’arazzo che ho fatto a pezzi...


leggi Piccole donne!


Anche se Taylor non ha mai confermato questa teoria, per quasi tutti questa canzone è una “versione contemporanea” della storia di Jo March e del suo vicino Laurie, primo amore destinato a finire con l’età adulta e la crescita in due direzioni diverse.


In particolare, questa canzone sembra perfetta per il momento in cui Jo respinge la proposta di matrimonio di Laurie, prefigurando già l’arrivo di una “Amy” che sarà la donna giusta per lui.


Piccole donne è il mio romanzo preferito di sempre (possiamo pure dire che per me è più di un romanzo), ma ci tengo a precisare che, a differenza di tanti altri fan, io sono dalla parte di Jo e penso che abbia fatto la scelta giusta. Alcune scelte sono dolorose ma necessarie. E Laurie stesso, anche se molto dopo, se ne rende conto…



Se ti piace Gold rush… (Link per l'ascolto)


Ma non mi piace una caccia all’oro

non mi piace anticipare quel che penso

con una vampa rossa sul mio viso

non mi piace il fatto che tutti morirebbero

per sentire il tuo tocco…

Tutti ti vogliono

tutti si chiedono come sarebbe amarti

...ma non mi piace una caccia all’oro!


...leggi Orgoglio e Pregiudizio!


Consiglio Orgoglio e pregiudizio, oppure Emma, però si può dire che questa canzone si adatta bene a tutti i romanzi di Jane Austen, o all’atmosfera regency in generale.


La “stagione” londinese, la caccia all’ottimo partito e/o alla moglie perfetta che deve concludersi entro pochi mesi, la partita di una vita felice (o molto più spesso infelice, specie per la controparte femminile) che dev’essere giocata con astuzia, dietro una facciata di spensieratezza e divertimento.


Un po’ come la leggendaria caccia all’oro nel Klondike, no? 

Trovate la mia recensione di Orgoglio e Pregiudizio a questo link e quella di Emma qui.



Se ti piace Tolerate it… (Link per l'ascolto)


Mentre tu eri là fuori a costruire altri mondi

dov’ero io?

Dov’era l’uomo che avrebbe lanciato coperte sul mio filo spinato?

Ti ho reso il mio tempio, il mio murale, il mio cielo

ora supplico per delle note a pie’ di pagina

nella storia della tua vita

disegnando cuori nella mia firma

occupando sempre troppo spazio o tempo…


Tu pensi che io stia bene

ma che faresti se io

mi liberassi e ci lasciassi andare in rovina

prendessi questo pugnale in me e lo rimuovessi

assumessi su di me il tuo peso e poi lo perdessi

credimi, lo potrei fare...


...leggi “Cime tempestose”!


Un anno e mezzo fa ho scritto una delle mie storie per lo Spazio Scrittura Creativa ispirandomi proprio a questa canzone, ed ho ri-raccontato, a modo mio, la storia della relazione tra Emily Brontë ed il pastore William Weightman, protagonisti del film Emily (di cui trovate la recensione a questo link).


Nella mia storia ho cercato di omaggiare sia il film che la creazione del romanzo. Forse aver vissuto un amore in cui si è sentita così “tollerata, giudicata” e poco “amata” ha spinto Emily a raccontare dei matrimoni infelici di Catherine ed Heathcliff con altre persone, mentre erano innamorati l’uno dell’altra.


Trovate la mia storia qui.


(Questa è una mia personalissima idea. La maggior parte delle persone riconduce questa canzone a Rebecca, la prima moglie, ed in effetti è una teoria anche più verosimile).



Se ti piace Happiness… (Link per l'ascolto)


Mio caro, quando sono sugli alberi

vedo questa storia per quello che è

ma ora sono al di sotto di essi

e tutti gli anni che ti ho dato

sono solo cose che ci dividiamo…

Al di là della nostra grande separazione

c’è un’alba gloriosa,

screziata dalle scintille di luce

del vestito che ho indossato a mezzanotte;

lascia tutto indietro,

oh, lasciati tutto alle spalle,

ed ecco la felicità


...leggi “Il barone rampante”!


Con Happiness sono di parte. Già, perché se Piccole donne per me è più di un romanzo, Happiness per me è più di una canzone.


Come Tolerate it, Happiness è stata protagonista di uno dei miei racconti, un omaggio a “Il barone rampante” di Italo Calvino.


Probabilmente vi racconterei verso per verso perché questa canzone fin dal primo ascolto mi ha fatto pensare alla storia di Viola e Cosimo, ma, se vi va, vi lascio leggere il mio racconto/fanfiction, a questo link.


(Anche questa è una mia personalissima idea. I riferimenti alla “luce verde” ed il verso “Spero che lei sia una bellissima sciocca” hanno fatto sì che le persone pensassero, molto più opportunamente, a Il grande Gatsby. Ma sognare non costa niente!)



Se ti piace Coney Island… (Link per l'ascolto)


La mia anima si spezza in due

ti cerco, ma sei già qui

e se non posso identificarmi in te

allora con chi posso farlo?

E se questo è il bottino finale

come abbiamo fatto ad arrivarci così presto?

Ho forse chiuso il mio pugno intorno a qualcosa di delicato?

Ti ho frantumato?

E sono seduta su una panchina a Coney Island

chiedendomi dov’è andato il mio tesoro…


...guarda La ruota delle meraviglie!


Questo film di Woody Allen, sognante e malinconico al tempo stesso, è ambientato proprio a Coney Island. Il luna park, simbolo di un divertimento un po’ vintage in estate e scheletro abbandonato in inverno, diventa il centro di sogni e frustrazioni, speranze e delusioni.


Trovate la recensione del film a questo link.



Se ti piace Cowboy like me… (Link per l'ascolto)


E gli scheletri nei nostri armadi

hanno fatto di tutto per rovinare il momento

e l’uomo anziano che ho ingannato

pensava davvero di essere l’unico per me

e le signore sedute a pranzo hanno tutte le loro storie

a proposito di quando sei passato in città

ma questo era tutto prima che io avessi l’esclusiva


Ora tu pendi dalle mie labbra

come i giardini di Babilonia

con i tuoi stivali sotto il mio letto

per sempre” è la truffa più dolce


Ho dei trucchi nella mia manica

e ci siamo trovati

tu sei un cowboy come me…


...guarda Magic in the moonlight!



Esattamente come nella canzone, anche in questo film Colin Firth ed Emma Stone rivestono la parte di due simpatici truffatori (un illusionista ed una “medium”) che si ritrovano in un contesto di ricconi nel Sud della Francia e, in mezzo a tanta falsità ed affettazione, si riconoscono come “veri”. La regia è sempre di Woody Allen.


Recensione a questo link.



Se ti piace ‘Tis the damn season… (Link per l'ascolto)


Quindi me ne tornerò a Los Angeles dai miei cosiddetti amici

che scriveranno libri su di me e sul mio successo

e penserò all’unica anima che sa quali sorrisi sto fingendo

e il cuore che so di star rompendo è il mio

nel lasciare il letto più caldo che io abbia mai conosciuto


Possiamo considerarci pari, puoi chiamarmi “tesoro” per il weekend,

questa è la stagione giusta, scrivilo,

starò a casa dei miei genitori,

e la strada non intrapresa sembra davvero allettante ora


...guarda una commedia natalizia della Hallmark!


Questa è la canzone perfetta per quei film prenatalizi nei quali una ragazza in carriera che vive nelle grandi città americane ritorna a casa per Natale, in qualche paesino sperduto e pieno di neve, e ritrova il suo primo amore.


In effetti avrei potuto inserire questa canzone nel TAG di San Valentino… pazienza, la metto qui!



Se ti piace Marjorie… (Link per l'ascolto)


Avrei dovuto farti domande

avrei dovuto chiederti come essere,

chiederti di scriverlo per me,

avrei dovuto conservare ogni tuo scontrino del supermercato

perché ogni piccolo residuo di te mi sarebbe stato portato via,

avrei dovuto guardarti firmare il tuo nome Marjorie,

tutti i tuoi armadi di sogni accumulati

e come li hai lasciati tutti a me


Ciò che è perduto non rimane morto,

ciò che è perduto non rimane morto,

tu sei viva, sei viva nella mia mente


ascolta le arie dell’opera!


Questa è la canzone più personale di Evermore: un commosso ricordo della nonna di Taylor, Marjorie Finlay, famosa soprano americana, venuta a mancare quando lei era adolescente. Quindi abbiamo a che fare con una “nipote d’arte”!




Se vi fa piacere, fatemi sapere se ascolterete qualcuna di queste canzoni, e quale paragone letterario/cinematografico vi ha colpito di più :-) 

Il mese di aprile sarà un po' particolare per via di Pasqua e dei ponti, ma cercherò di essere il più possibile regolare con i post, anche perché vi anticipo che lunedì 14 ci sarà un appuntamento molto speciale... 

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 31 marzo 2025

I PREFERITI DI MARZO 2025

 Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese




Cari lettori,

ultimo giorno di marzo e consueto appuntamento con i “Preferiti del mese”!


Questo mese è stato una vera altalena: è iniziato con il ponte di Carnevale e una mini fuga al mare che più che farmi assaporare la primavera mi ha fatto intravedere l’estate; è proseguito con una settimana “in tono minore” perché l’influenza ha colpito anche me; la seconda metà del mese è stata un mix tra importanti novità di lavoro e primi svaghi primaverili.


Insomma, non mi sono annoiata per niente, anzi…!


Oggi vi racconto un po’ che cosa mi è piaciuto in questo periodo!



Il libro del mese


Poppy Carmichael è la pecora nera della sua famiglia.


Come tutte le donne del suo clan familiare, porta il nome di un fiore (nel suo caso, il papavero), ma, a differenza delle altre, non ha alcuna intenzione di occuparsi di botanica. Al contrario, i fiori – in particolare le rose – sono per lei sinonimo di brutti ricordi e di un trauma adolescenziale che non è mai più riuscita a superare.


Poppy ha passato i suoi vent’anni, ed una parte dei suoi trenta, a sentirsi isolata e diversa dagli altri. Non ha concluso gli studi, è passata da un lavoro all’altro (e quasi sempre se n’è andata dopo aver litigato furiosamente con il proprio superiore), i rapporti con il resto della famiglia sono altalenanti.


Ma proprio alle porte di una nuova primavera qualcosa cambia per sempre. Viene a mancare l’amatissima nonna Rose, che ha sempre vissuto in Cornovaglia ed è stata protagonista delle bellissime estati dell’infanzia di Poppy e di suo fratello Will.


A Poppy ed al resto della sua famiglia non resta che raggiungere la cittadina portuale di Saint Felix, dove Rose viveva e, fino a pochi anni prima, ancora lavorava. Era la padrona di un negozietto di fiori, il The Daisy Chain, che sotto la sua guida riscuoteva grande successo. Da qualche anno, però, il negozio è passato nelle mani di un’associazione di dame di carità che, pur con tutto l’impegno, hanno tante questioni di cui occuparsi, così ha perso un po’ la sua nomea.


Con sua grande sorpresa – ed un certo sconcerto -, Poppy scopre che nonna Rose ha intestato il negozio a lei. Anche la sua famiglia, nonostante tutto, la trova una buona idea: la madre gestisce da anni una grande fioreria in America e non potrebbe proprio dividersi tra due attività che hanno in mezzo un oceano. Per non parlare del fatto che Poppy è rimasta nuovamente disoccupata.


I primi giorni in Cornovaglia sono piuttosto caotici per la nostra protagonista, ma ben presto ella si rende conto che la popolazione di Saint Felix è molto accogliente e non vede l’ora di dare una mano alla nipote della popolarissima Rose. Inoltre, sua madre le invia dall’America Amber, un’ottima commessa che però ha bisogno di cambiare aria per ragioni personali.


Tra tutte le persone che Poppy ha iniziato a conoscere e giorno dopo giorno la fanno sentire meno sola, c’è Jake, un grossista di fiori, un vedovo con due figli adolescenti, un po’ ruvido ma molto di buon cuore. Poppy si sente attratta da lui, ma ha anche un altro giovanissimo corteggiatore e non sa se l’uomo si senta pronto per una relazione, considerata la recente vedovanza.


I problemi sentimentali, però, non sono gli unici che ella si ritrova ad affrontare. Innanzitutto, dopo qualche settimana al The Daisy Chain, lei ed Amber scoprono che il segreto del successo del negozio sta tutto in un libricino sul “Linguaggio dei fiori” che nonna Rose conservava gelosamente. Alcuni fiori portano un messaggio ben preciso; altri, a quanto pare, favoriscono il succedere di alcune situazioni nel futuro.

Così, la fama dei bouquet magici che fanno incontrare l’amore e ritrovare un amico perduto inizia a diffondersi per tutta la Cornovaglia.


C’è anche un altro mistero da risolvere. Qualcosa che ha a che fare con dei quadretti di fiori essiccati sparsi per Saint Felix, il castello che sorge sulla collina poco distante (altro mitico luogo dell’infanzia di Poppy) e Stan, un vecchio amico di nonna Rose. Insieme a Jake e ad Amber, Poppy cerca di venire a capo dell’enigma… ma non sa che si troverà faccia a faccia con un passato che ha cercato di dimenticare.



Ho trovato Il piccolo negozio di fiori in riva al mare tra le bancarelle dei libri a pochi euro e devo dire che questa volta il mio istinto non ha sbagliato.


Ali McNamara è un’autrice che andava molto di moda durante i primi anni di vita di questo blog. Era tanto che non leggevo qualcosa di suo, almeno finché, la scorsa estate, non ho trovato in biblioteca Colazione a Notting Hill (trovate la recensione a questo link).


Come molti di voi sicuramente sapranno, il romance è un universo ormai estesissimo (e negli ultimi anni si è ampliato particolarmente), però questo romanzo rientra appieno tra i sottogeneri rosa che preferisco: un posto che sembra un piccolo angolo di Paradiso (anche se non sempre lo è davvero), una donna in cerca della sua occasione, amicizie e buoni sentimenti, una relazione che nasce dopo aver messo solide basi.


Queste storie un po’ cozy, a metà tra la storia d’amore e l’evasione in luoghi idilliaci, andavano molto di moda qualche anno fa, ora sicuramente meno, però io continuo a preferirle a quei sottogeneri romance che vanno tanto ora, tipo il romantasy o il dark.


La storia di Poppy è perfetta per accogliere la primavera: non solo l’ambientazione floreale è perfettamente in stagione, ma quella che viene raccontata tra le pagine è a tutti gli effetti una rinascita di una persona che si è chiusa in se stessa per un motivo molto valido e non è mai stata realmente compresa da chi aveva intorno. Prendersi cura del negozio della nonna e trovare amici veri consentiranno a Poppy di cambiare vita.


Lo stile non è esattamente “page-turner”, ma è molto piacevole, e consente di leggere il libro in modo tranquillo senza proprio divorarlo. È una storia da gustare a poco a poco… come i fiori di primavera che si schiudono!



Il film del mese


Il film che ho scelto per questo mese di marzo è una storia biografica tratta dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi, Il Colibrì.


Protagonista di questa pellicola è Marco Carrera, un medico e padre di famiglia, una persona apparentemente “di successo” che però ha dovuto affrontare prove titaniche.


La sua adolescenza è tutta legata alla casa al mare di famiglia: le liti tra i genitori, incapaci di stare lontani nonostante il carattere difficile di entrambi; il rapporto altalenante con il fratello Giacomo, di poco più giovane di lui ma molto diverso; il sentimento per Luisa Lattes, la figlia dei loro vicini; l’amicizia con Duccio, conclusasi malamente quando – dopo un incidente aereo schivato per un pelo – il ragazzo acquista la fama di “iettatore” e non si fa più vedere; il drammatico suicidio di Irene, la sorella maggiore, ribelle e sicuramente incompresa.


Marco accusa il fratello di aver lasciato sola Irene, i rapporti tra i due si guastano, Giacomo si allontana dalla famiglia, Marco resta l’unico ad occuparsi dei genitori sempre più anziani e bisognosi.


Anche la vita adulta pone il nostro protagonista di fronte a tante prove. Egli insiste per conoscere Marina, una delle hostess che avrebbe dovuto stare sul volo che anche lui ha evitato per un pelo, e la convince a sposarlo perché “due sopravvissuti devono stare insieme”. Ma la donna è affetta da problemi psichici gravi – al punto che persino lo psichiatra di lei è preoccupato per l’incolumità di Marco - , lo tradisce continuamente e non gli darà mai la felicità. L’amore platonico per Luisa continua, ma è un’illusione che sembra non dare mai la felicità promessa. La figlia Adele è l’unica vera gioia di Marco, ma morirà tragicamente, lasciandolo solo con una nipotina dal padre sconosciuto.


Di fronte a tutte queste disgrazie, Marco si dibatte, fa “il colibrì”, come lo avevano soprannominato fin da bambino: spende moltissime energie per cercare di resistere, di restare sempre fermo, di ancorarsi ad un passato che non esiste più o ad un presente che muta continuamente.



Questa è la classica pellicola che ha fatto il giro di tutti i cineforum di zona, che ha suscitato lunghe discussioni e che, come tutti i film “riconosciuti di interesse culturale”, è stato analizzato sia dal punto di vista dei pro che dei contro.


Ma trattandosi del mio blog, sarò sfacciatamente emotiva e di parte: questo è un film bellissimo. È la storia di una persona che non si arrende mai, che si tiene stretto quel che ama, che agisce al meglio che può mentre tutto va a pezzi.


Da quando l’ho visto non riesco a smettere di pensare al momento (quasi) finale, quando Marco si fa prendere dal vizio del gioco e poi, proprio quando vince, si ravvede, rifiutando i soldi e dicendo agli altri partecipanti alla serata che se ci si abbandona ai vizi ed all’abbrutimento si “disprezza la propria vita”. Ed è così, mi ci metto dentro anche io: ognuno di noi in alcuni momenti disprezza la propria esistenza, vorrebbe sempre di più, e non si rende conto di quel che ha (se ne accorge solo, magari, quando non c’è più). Fermarsi in tempo, prima di rovinare tutto per sempre, è fondamentale.


Un film davvero da vedere, ve lo consiglio di cuore!



La musica del mese


Dopo i vecchi successi di Max Pezzali e di Cesare Cremonini, continua il nostro viaggio in macchina un po’ vintage. Per la primavera, stagione delle gite fuori porta, ho pensato al mio carissimo Filippo Neviani in arte Nek, alla sua Angeli nel ghetto ed alle uscite piene d’amore di due adolescenti. Potete ascoltarla qua.


Angeli nel ghetto

anime da gatto

la vita addosso

il cielo su di noi

gireremo a vuoto

due sopra una moto

coi capelli quando guiderai

piano il viso mi schiaffeggerai


Angeli nel ghetto

anime da gatto

nessuno mai ci deruberà

della nostra età

e sotto le stelle

pelle contro pelle

le carezze inventeremo noi

quelle che non ci hanno dato mai...


Angeli nel ghetto

io ti sento addosso

sopra una panchina scriverai

oggi qui ci siamo stati noi...



La poesia del mese


Per il mese di marzo ho pensato ad un canto popolare finlandese intitolato Ho visto la primavera. Mi sembra ideale per il periodo!


Ho visto la primavera:

è verde

come una mela selvatica,

è allegra

come la coda

di uno scoiattolo.

Parla

con le parole

del vento.

Sorride

col rosa delle rose.

Se ti sembra che piova

è solo una goccia

di pioggia.



Le foto del mese


Come vi ho raccontato nell’introduzione a questo post, tra la sera di giovedì 6 e domenica 9 sono riuscita a fare una piccola scappata a Varazze per il Carnevale Ambrosiano. Il clima è stato spettacolare e le ore centrali del giorno erano caldissime. Ho fatto lunghe passeggiate e mangiato le mie specialità preferite :-) 

Ecco una foto della passeggiata Europa con tanto di mimose fiorite!



Nonostante il clima quasi estivo, i colori dell’acqua erano ancora quelli del mare d’inverno, tendenti all’azzurro chiaro/verde acqua. Per me questo sarà sempre uno spettacolo che rimette al mondo!



Sarebbe marzo senza un’esplosione di magnolie in fiore? Questo rosa così delicato per me segna sempre la fine dell’inverno…



Il weekend di San Giuseppe abbiamo festeggiato i papà (ma soprattutto il mio) con la zeppola, un classico sempre gradito a noi golosi :-)



Purtroppo quest'anno la festa del Santo Patrono è stata sotto l'acqua per quasi tutto il tempo, però abbiamo potuto rifugiarci in Filanda per una bella mostra sull'arte del bonsai! Questo piccolo melo era davvero magnifico... 




Questo è stato il mio ricchissimo marzo! 

Se vi va, raccontatemi com'è stato il vostro... ditemi un po' come state in questo periodo!

Grazie per la lettura, ci rileggiamo in aprile :-)