Due romanzi di Elsie Silver e Felicia Kingsley
Cari lettori,
nuovo post per le nostre “Letture...a tema”! Come già fatto lunedì scorso in questo post con due romance di Felicia Kingsley, anche oggi, che inizia la settimana di San Valentino, continuiamo con altri due consigli di lettura del medesimo genere.
Felicia Kingsley ci fa compagnia anche oggi, però con un mistery romance un po’ diverso dagli altri suoi romanzi. Prima, però, vi racconto il primo romanzo di una serie che è un vero “tormentone” dell’ultimo anno.
Entrambi i libri non solo parlano d’amore in tante forme differenti, ma presentano anche una bella copertina rosa pastello: mi sono sembrati perfetti per questo momento dell’anno!
Wild love, di Elsie Silver
La pacifica cittadina di Rose Hill, tra le montagne e i laghi canadesi, sembra un piccolo angolo di Paradiso. Lì il tempo si è fermato: è ancora l’America dei ranch, degli spazi sconfinati, delle lunghe strade da attraversare in pick up, della musica country e dei ritmi lenti.
Il luogo di nascita di Ford Grant, ora miliardario e uomo d’affari, che però non ha mai dimenticato la pace di Rose Hill. Egli, dopo un decennio di folgorante carriera nelle grandi città, ha deciso di tornare nella sua cittadina d’origine, per sfuggire alla pressione mediatica e lavorativa e per poter seguire da vicino un suo nuovo progetto: la nascita di uno studio di registrazione con artisti locali.
Ford ha a disposizione un grande terreno, che i genitori, trasferitisi nelle vicinanze e in una casa più modesta, hanno lasciato a lui e alla sorella Willa, che però sta costruendo la sua famiglia altrove.
Lì egli inizia a ristrutturare sia casa sua che la struttura che ospiterà lo studio di registrazione; sa di poter contare sull’aiuto del suo storico migliore amico, Weston detto “West” Belmont, padre separato di due figli, proprietario del ranch adiacente al suo terreno e grande appassionato di musica country.
Poche settimane dopo l’arrivo di Ford a Rose Hill, però, due avvenimenti sconvolgono la sua ritrovata quiete.
Un giorno bussa alla sua porta una ragazza di dodici anni di nome Cora, che chiede di lui e afferma di essere sua figlia. Ford, sulle prime, pensa a un inganno o una truffa da parte di qualcuno che vuole i suoi soldi; poi, però, egli svolge i dovuti accertamenti e scopre che Cora è davvero la figlia sua e di una sua fidanzata del college, che ora però è nei guai: tra difficoltà economiche e depressione, ella non riesce proprio a badare alla ragazza.
Ford deve ancora rendersi conto a tutti gli effetti di essere diventato padre da un giorno all’altro, ma sente già di voler bene a Cora e comprende di non poter lasciare la madre di sua figlia in guai così grossi. Così propone alla ragazza di cambiare scuola e di vivere con lui a Rose Hill per un po’, sia per lasciare qualche mese di respiro alla madre, sia per avere finalmente la possibilità di costruire un rapporto.
Su consiglio di West, poi, egli viene introdotto al “Club del Bowling per padri single”, una sorta di serata libera settimanale tra uomini accomunati dalla stessa esperienza. Oltre a lui ed all’amico del cuore ci sono anche uno sportivo piuttosto introverso di nome Rhys, un pompiere e pilota di elicotteri quarantenne (Sebastian detto “Bash”) e Clyde, un anziano signore un po’ ipocondriaco e un po’ complottista di cui tutti sanno ben poco.
Le novità nella vita di Ford, però, non sono ancora finite. Da un giorno all’altro, Rosie Belmont, sorella di West, il suo amore giovanile mai dimenticato, torna a Rose Hill. Proprio come Ford, anche Rosie ha fatto carriera, ma qualcosa si è rotto: l’azienda per la quale si è fatta in quattro non solo non l’ha mai valorizzata, ma l’ha licenziata dopo che ella ha denunciato le molestie da parte di un suo superiore. E il fidanzato Ryan, saputa la brutta notizia, invece che arrabbiarsi come ogni partner che si rispetti, ha osato persino dar ragione all’azienda.
Senza più lavoro né casa, con una relazione in situazione di stallo e la mezza idea di rivolgersi ad un avvocato per l’ingiustizia subita, Rosie è tornata a Rose Hill per un periodo di riflessione.
L’incontro con Ford, dopo tanti anni, è pieno di affetto, ma anche molto prudente: entrambi ricordano bene i sentimenti provati da ragazzi, sentimenti accantonati in fretta, sia per il desiderio di entrambi di fuggire da Rose Hill dopo le scuole superiori, sia per la presenza di West, ovviamente importantissimo per entrambi.
Vedersi tutti i giorni, però, è inevitabile: nonostante i ranch di entrambe le famiglie siano molto ampi, il terreno è adiacente, e poi c’è il pontile che li divide, simbolo dell’adolescenza di entrambi, luogo dove sia Ford che Rosie amavano – e amano ancora – sedersi per rilassarsi e non pensare più a niente (sì, un pontile millennial, grazie Elsie Silver per queste vibes).
Ford non sopporta di vedere Rosie così in crisi per la sua disavventura lavorativa – anche se, in un primo momento, sa solo dei trattamenti ingiusti e non della molestia – e le propone una soluzione che, almeno per qualche mese, sembra ideale: lavorare per lui proprio lì, a Rose Hill. C’è una casa discografica da lanciare, Rosie ha studiato Economia e sa come amministrare una start up.
Rosie ha tutti i dubbi del caso, ma la vita di città l’ha stancata e la relazione con Ryan sembra non avere più alcun senso, così accetta. E, giorno dopo giorno, il legame con Ford e quello con la giovanissima Cora si fanno sempre più stretti…
Chi frequenta almeno un po’ il Booktok non può non conoscere Elsie Silver, un’autrice che negli ultimi due/tre anni è stata davvero super chiacchierata.
Per chi ancora non la conoscesse: si tratta di una scrittrice dei cosiddetti cowboy romance, i romanzi rosa che hanno per protagonisti personaggi che vivono e lavorano o nei ranch o come bull rider (sì, gli americani si sono inventati pure il mestiere del “cavalcatore di tori”) e come ambientazione la periferia americana, tra campagne e spazi immensi.
La sua serie più famosa, ambientata nella cittadina di Chestnut Springs, è composta da cinque volumi e resta la più chiacchierata. Wild Love è invece il primo volume della sua nuova serie, ambientata, come dicevamo, a Rose Hill. La trope “chiave” dei quattro volumi, che sono già usciti tutti, è il single dad: i quattro protagonisti sono proprio i quattro appassionati di bowling, ovvero Ford, West, Rhys e Bash (credo che al buon Clyde sia stata lasciata la parte di spalla comica).
Come vi dicevo già settimana scorsa con Felicia Kingsley, credo che su questa serie si sia detto tutto e il contrario di tutto.
Per esempio, lo stile di scrittura: c’è chi ha detto che Wild Love è lento e un po’ noioso rispetto alla serie ambientata a Chestnut Springs, e chi invece pensa che sia uno stile migliore e meno affrettato. Personalmente l’ho trovato un buon compromesso: un romanzo scorrevole e appassionante, che non necessita della concentrazione di un libro impegnato, ma che nemmeno “passa e va” in fretta come quegli ebook che scelgo per i viaggi in treno proprio perché di facile lettura.
Poi, sembra che Wild love sia stato apprezzato, ma non quanto i tre volumi successivi. Personalmente la sensazione è che questo romanzo, essendo il primo della serie, sia stato pensato come una storia che potrebbe mettere d’accordo tutti, con delle trope molto classiche: il ritorno nella piccola cittadina dopo anni di carriera nella grande città, gli amici d’infanzia che si ritrovano, la sorella dell’amico del cuore, il milionario e la ragazza in difficoltà. Un mix tra Cenerentola e le rom-com natalizie, insomma.
I tre romanzi successivi, a quanto ho capito, sono basati su trope un po’ più settoriali, dalla musica allo sport, dalla morte di un familiare al matrimonio di convenienza… ma per ora non so dirvi di più.
Infine,
la vexata quaestio dello spicy, che insomma è troppo, ma non
si può, ma dove andremo a finire, questa autrice esagera eh, però
intanto fa vendere milioni di copie. Sincera? La prima parte non è
spicy neanche un po’. La seconda sì, ma nei limiti della norma:
non mi pare di aver letto niente di insolito o così scandaloso, se
si è adulti, a meno di non essere appartenenti a una nazione
che non si è mai liberata dai puritani, e
oltreoceano ce n’è una che ultimamente dà da pensare,
e comunque quel che si descrive è la nascita di una relazione da
vari punti di vista, ci sta.
Sarei curiosa di proseguire la serie, ma al momento la TBR è davvero troppo fitta.
Vedremo più in là!
L’amante segreta di Shakespeare, di Felicia Kingsley
Il protagonista di questa storia è Nick Montecristo, un ragazzo di soli ventisei anni che ha già avuto una vita molto travagliata.
Nato orfano (e con un altro nome, che qui non viene specificato), dopo anni turbolenti in vari collegi, egli ha subito l’inevitabile tentazione della vita da fuorilegge, prima per sopravvivere, poi per migliorare le proprie condizioni di vita.
Il romanzo, però, ha inizio in un carcere di massima sicurezza, dove egli è rinchiuso da anni e sta passando il periodo peggiore della sua vita. La sua intelligenza e la sua scaltrezza, però, attirano l’attenzione di José Farias, un astuto e colto ladro di opere d’arte, che ha individuato in lui il suo successore.
Per mesi e mesi Nick segue le lezioni di Farias, che non solo insegna in carcere, ma lo istruisce anche personalmente. Quando egli è pronto, viene fatto evadere in modo rocambolesco (da qui la nascita del suo nuovo nome, in onore del Conte di Montecristo e della sua fuga letteraria).
Egli si ritrova in quello che sembra un convento, ma evidentemente… non lo è. Le suore, infatti, lo addestrano da diversi punti di vista: c’era chi si occupava dei suoi allenamenti, chi dell’alimentazione, chi ancora della fisioterapia…
Prima ancora che Nick possa rendersene conto, egli si ritrova in un castello in Inghilterra, al servizio del suo primo committente, che vive da solo nel seminterrato della sua grande e ricca casa, in compagnia di quella che per lui è una ragione di vita: i libri antichi.
Il desiderio dell’uomo non è da poco: Nick dovrà consegnargli la “Bibbia inglese”, ovvero una copia del First folio di Shakespeare: la raccolta (quasi) completa di tutte le sue opere, la prima edizione delle opere del Bardo.
Esistono pochissime copie del First Folio in tutto il mondo, e la maggior parte di esse è già catalogata e iper protetta in qualche museo. Esiste, però, una copia che anni prima il committente inglese si è vista soffiare sotto il naso da un nobile italiano.
Pochi giorni dopo, Nick Montecristo è sul Lago di Como, pronto ad incontrare il proprietario del First Folio ed a proporsi come consulente. L’uomo che al tempo portò via la copia al suo cliente è venuto a mancare da poco, ma il figlio, Roberto, ha assoluta necessità di far valutare i beni del padre: egli confida a Nick di avere una vita a Milano e di non attribuire un grande valore affettivo alla villa sul lago, che è per lui il simbolo di un padre che ha pensato sempre più ai beni materiali che alla famiglia.
Mentre Nick è impegnato a portare avanti la sua commedia da “consulente di arte e libri antichi”, lui e Roberto vengono interrotti dall’imprevista visita di una ragazza di nome Angelica. L’ospite di Nick la allontana definendola una “scocciatrice”, ma al ladro gentiluomo questa ragazza che si è accampata al di fuori della villa fa una certa tenerezza.
Egli, allora, immaginando che alla fanciulla farebbe piacere un pranzo di pesce offerto in riva al lago, invita Angelica, sperando di scoprire qualche dettaglio in più sulla situazione che sta affrontando. Angelica lo sorprende: ella, infatti, confessa a Nick di essere l’altra figlia del nobile venuto a mancare poco tempo prima, e di essere il frutto della relazione dell’uomo con una musicista.
Angelica studia musica, ha grande talento, e negli ultimi anni si era avvicinata molto al padre che non aveva mai conosciuto, condividendo con lui la passione per le arti e lo spettacolo. Il ritratto che restituisce Angelica non ha niente a che vedere con quello che ha tracciato Roberto: si parla di un uomo colto, sensibile, che aveva pensieri affettuosi per la famiglia, nonostante la separazione dalla prima moglie, l’allontanamento dal primo figlio e la scoperta imprevista di una secondogenita.
Anche la morte dell’uomo sembra essere piuttosto misteriosa: nessun medico è riuscito a determinare con esattezza la natura della “malattia degenerativa” che l’ha colpito nell’ultimo tempo.
Mentre Nick Montecristo frequenta sempre più spesso Angelica e inizia a chiedersi se non possa fidarsi di lei più che di Roberto, il First Folio salta fuori… all’interno di una scacchiera. Insieme ad una strana iscrizione numerica. Come se il caro estinto stesso volesse nascondere ai suoi eredi il capolavoro. O forse solo ad alcuni di essi?
Ciò che è certo è che il nostro “ladro gentiluomo” si è ritrovato in un mistero molto più grande di lui. Ed egli non si sente di prendere il First Folio e di portarselo via, come farebbe qualunque suo collega: sente, infatti, che in gioco c’è molto di più di una preziosa opera d’arte…
Il contesto de L’amante perduta di Shakespeare è piuttosto originale. Proprio come la sopracitata Elsie Silver e le autrici internazionali di romance più note, anche Felicia Kingsley ha messo in relazione i suoi personaggi in una sorta di “piccolo Universo”. Forse qualcuno di voi ricorderà lo scrittore Blake Avery e la sceneggiatrice Summer, protagonisti di Due cuori in affitto, uno dei più grandi successi dell’autrice (a questo link trovate la mia recensione).
Ecco, Nick Montecristo… è il personaggio creato da Blake Avery, un ladro gentiluomo protagonista di una serie di mistery romance. In Prima regola: non innamorarsi, romanzo che purtroppo mi manca ancora, Nick ha già alle spalle molti colpi di successo e si imbatte in Silvye, un suo alter ego femminile di cui si innamora.
L’amante perduta di Shakespeare è il prequel di Prima regola: non innamorarsi, la primissima storia di Nick Montecristo. È una storia che, a mio parere, mescola abilmente storia, mistero e romanticismo, tra un omaggio letterario e l’altro: i riferimenti al Conte di Montecristo, la protagonista femminile che si chiama Angelica come ne L’Orlando Furioso, e ovviamente Shakespeare.
In questo romanzo si tenta di dare una risposta a uno dei quesiti più misteriosi della storia della letteratura: chi era veramente il Bardo? Era davvero l’uomo protagonista di molti ritratti, prima attore e poi drammaturgo? Oppure dietro di lui c’era qualcun altro, forse… una donna?
Lo stile dell’autrice, secondo me, è comunque riconoscibile, ma si sente che in questa storia ella sta cercando di “interpretare” Blake, e, a mio parere, si tratta di un esperimento riuscito.
Come
tutti i titoli più chiacchierati, anche in questo caso non è
mancata la polemica, che però, secondo me, sarà
che sto diventando vecchia,
ma non ha poi molto senso. A quanto pare, al centro della discussione
ci sono stati sia la “paura”
che Felicia Kingsley potesse cambiare genere, sia il fatto che Nick
abbia “tradito” Silvye con Angelica.
Per quanto riguarda la prima questione, l’autrice ha più volte ribadito che alternerà i mistery romance di Nick Montecristo ai contemporary che tanto ci piacciono, e, considerato il successone che stanno riscuotendo, direi che possiamo dormire tra due guanciali.
La seconda mi ha lasciato un po’ stupita: se questo romanzo è un prequel giovanile di quello in cui Nick incontra Silvye, mi sembra giusto che ci sia spazio anche per un “interesse amoroso dei vent’anni”. Dopotutto Nick Montecristo è fatto di carta e inchiostro, non certo di pietra…
Non ci resta che aspettare marzo per la sua prossima avventura!
Oggi ho scritto un po’ più delle mie solite recensioni, ma si tratta di due titoli chiacchieratissimi, quindi mi è sembrato giusto spiegare il contesto in cui si muovono e dire la mia a proposito di alcuni dibattiti che si sono creati.
Voi che ne pensate? Conoscete le autrici? Avete letto i romanzi?
Fatemi sapere la vostra opinione, se vi va…
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)
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