giovedì 2 aprile 2026

I MACCHIAIOLI

 Un tour guidato della mostra a Palazzo Reale




Cari lettori,

iniziamo aprile con i nostri “Consigli artistici”!


Nel corso del mese di marzo ho visto due mostre, entrambe a Palazzo Reale, diversissime tra di loro. Oggi vediamo insieme la più classica, quella dedicata ai Macchiaioli, mentre alla fine di questo mese o all’inizio del prossimo vi parlerò di “Metafisica e metafisiche”.


I Macchiaioli, movimento nato e cresciuto a Firenze nella seconda metà dell’Ottocento, hanno purtroppo avuto una vita artistica breve, ma sono rimasti nel cuore di un vastissimo pubblico e hanno avuto grande influenza sull’arte degli ultimi decenni del 1800.


La mostra ospita tele meravigliose e sono felicissima di parlarvene!



Prima dei Macchiaioli


Una parte dell’arte del XIX secolo racconta gli avvenimenti politici di quel periodo: i moti, la lotta per “fare l’Italia”, il desiderio di cacciare l’oppressore austriaco. Prima dell’avvento dei Macchiaioli, però, molte tele hanno ancora un gusto neoclassico: la Vittoria personificata e le Virtù al suo servizio.



Ci sono anche molti artisti che, non sentendosi compresi dallo spirito del tempo, tornano ancora più indietro del Neoclassicismo, ripartendo addirittura dal Medioevo: ecco che torna in voga la figura del menestrello.



Questa tela sembra ispirarsi al Decameron di Boccaccio: un gruppo di giovani che si è rifugiato in campagna (forse anche loro per sfuggire alla peste?) e che si racconta delle storie, accompagnate dalla musica, per trascorrere insieme una piacevole giornata… ed attendere tempi migliori. Nel 1300 si fuggiva a una pandemia (oggi come ieri…), nel 1800 si cerca la pace dal clima di guerriglia che hanno provocato le insurrezioni. In entrambi i casi, si ricerca una vita quieta, se non nella realtà, almeno nell’arte.



Il Risorgimento


Questo scatto ritrae il gruppo dei Macchiaioli al gran completo e in quello che era il loro rifugio: un locale in via Larga, a Firenze. È un ritratto collettivo che assomiglia molto a quelli dei gruppi carbonari o mazziniani, ed è proprio a questi ultimi che essi si ispirano, almeno per i primi tempi.



Una serie di primissime opere di Giovanni Fattori riprende proprio gruppi di soldati o accampamenti. La guerra viene presentata come un’esperienza collettiva, qualcosa che si vive insieme, per raggiungere uno scopo eroico. C’è un grande idealismo nelle prime opere dei Macchiaioli. Purtroppo, dopo il fallimento di tanti moti, l’amarezza e la delusione si faranno strada nel gruppo, che opterà per altri soggetti.



Questo celebre ritratto di Garibaldi in camicia rossa non ha davvero bisogno di presentazioni: è il momento dell’impresa dei Mille, quello in cui realmente si “fa l’Italia”.



Persino le prime bandiere italiane sono protagoniste di alcune tele, come questa che mi piace molto.



Vita di campagna


Come dicevamo, dopo i primi anni di entusiasmo, i moti risorgimentali cedono il passo ad altri soggetti. Anche i Macchiaioli cercano qualche angolo di pace, come questa bellissima tela che ritrae un chiostro… e che sembra una foto!



La campagna è sicuramente uno dei soggetti protagonisti del movimento dei Macchiaioli. La tela Pascoli a Castiglioncello di Telemaco Signorini è stata molto criticata alla sua prima esposizione: c’è stato un critico che lo ha definito “una frittata ripiena di vacche in gelatina”. Eppure il giallo vibrante di questa composizione riempie il cuore. Senza colori vivaci sulle tele, non si parlerebbe di “Macchiaioli”…



La zona di Piagentina diventa il rifugio privilegiato di tanti esponenti del movimento artistico, che ritraggono tele dalle tonalità delicate e piene di pace.



Come gli Impressionisti, anche i Macchiaioli spesso dipingono dal vivo, e chi ritrarre, se non i contadini intenti nelle loro quotidiane occupazioni? La tela che ha per protagonista questa ragazza è sicuramente uno dei più belli della mostra…



così come questo Dopopranzo, che io in realtà avevo già visto a Genova visitando un’altra mostra (ve ne parlo meglio a questo link), ma che ho rivisto volentieri. Sembra quasi di sentire la calura di un pomeriggio estivo…



La ritrattistica


Non solo la politica e la natura, ma anche le persone, dunque, sono protagoniste. Questa tela è forse la mia preferita della mostra: c’è qualcosa che mi colpisce. Sarà che mi rivedo in questa giovane donna che legge?



Come spesso accade, i primi ad essere ritratti sono i figli. Per tanti sono le prime muse ispiratrici…



Tanti sono anche i ritratti di famiglia. In questo quadro, per esempio, una madre abitua la piccolissima figlia a maneggiare fili e gomitoli. Le arti della maglia e del cucito, a quel tempo considerate ancora prettamente femminili, si tramandavano di generazione in generazione.



...e per una famiglia, nessuna chiamata al fronte è una buona notizia, nemmeno se la causa è quella dell’Unità d’Italia. Anche i Macchiaioli, passati i furori eroici, sembrano averlo capito.



Il mare


Voi ormai mi conoscete e sapete che, se una mostra (come per esempio la Wildlife Photographer of the year, di cui vi parlo a questo link) contiene molte tele o scatti che ritraggono il mare, io devo scrivere un paragrafo apposito sul blog. E sono stata felice di scoprire che Castiglioncello (dove sono stata la bellezza di vent’anni fa, help) è un luogo molto amato dai Macchiaioli!



Proprio come le contadine, anche le lavandaie vengono ritratte. Il mare sullo sfondo e il sole al tramonto creano un’atmosfera fortemente nostalgica.



Di fronte al mare si pesca, ci si riposa, si passeggia, ci si incontra. E anche se il cielo è pieno di nuvole, l’ombrellino da sole ed i cappelli fanno immaginare che l’estate sia comunque al suo culmine.



E sempre in riva al mare, ovviamente, si dipinge. Potrebbe anche capitare di darsi appuntamento con un amico e collega pittore per ritrarre le onde, ma di ritrovarsi poi a comporre un quadro… che abbia per protagonista proprio l’amico in questione.

Come nel caso di questa tela!



La fine del sogno


Il movimento dei Macchiaioli, ormai disillusi perché anche dopo l’Unità d’Italia tanti problemi della nazione non si sono risolti (siamo sorpresi? Loro forse sì, noi molto meno), pian piano si esaurisce naturalmente. Da Firenze, gli ultimi guizzi del movimento artistico si spostano a Milano. Questo dipinto, per esempio, è stato d’ispirazione a Luchino Visconti per il celeberrimo film Il Gattopardo.



La morte di Mazzini, dipinta in modo così crudo e realistico, simboleggia la morte degli ideali del gruppo. Il tempo dei pensatori del Risorgimento sembra essere finito: come spesso capita nella storia, i prepotenti hanno guastato il sogno politico.



Così come i soldati di Giovanni Fattori, da gruppo entusiasta e organizzato, sono rimasti soli. Credo che in molti conosciate questa vedetta solitaria. Probabilmente un simbolo di ogni componente dello storico gruppo di via Larga, costretto dalle circostanze ad intraprendere la propria strada. Dopo aver lasciato, però, un segno indelebile.




Avete tempo fino al 14 giugno per visitare la mostra!

Spero di avervi incuriosito… perché, credetemi, è un’esposizione bellissima e ne vale davvero la pena.

Fatemi sapere che cosa ne pensate, se qualcuno di voi c’è stato e se qualcun altro ci andrà in primavera!

Nel frattempo auguro una serena Pasqua e Pasquetta a voi ed ai vostri cari! Godetevi queste giornate, riposatevi e divertitevi, ce lo meritiamo…

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)