giovedì 21 dicembre 2023

DECALOGHI D'INVERNO - CHRISTMAS COUNTDOWN 2023 #4

Film, libri, musiche ed attività che vi consiglio per il periodo

 


...mancano quattro giorni a Natale!



Cari lettori,

ultimo appuntamento con il “Christmas Countdown” di questo 2023!

Oggi, come già fatto all’inizio dell’autunno in questo post, ho pensato di proporvi quattro decaloghi per il Solstizio d’Inverno! 10 film, 10 libri, 10 canzoni e 10 attività per vivere al meglio questa stagione.


Sapete che non sono proprio una persona invernale e che non sopporto molto il freddo, ma con il tempo ho imparato ad apprezzare un po’ di cose. Oggi ve le racconto!



10 film d’inverno


1) Il mio “film delle feste” dell’anno scorso è stato Il grande giorno di Aldo, Giovanni e Giacomo. Un matrimonio tra figli di amici che si rivelerà un’occasione di riflessione sulle differenze generazionali e sui rapporti che cambiano nel tempo. Link


2) Sono già due anni che sotto Natale mi emoziono e mi diverto con un film della trilogia di Diabolik dei fratelli Manetti. Purtroppo quest’anno non ho ancora visto il terzo capitolo, ma spero di recuperare al più presto! Link


3) L’inverno è una stagione durante la quale la stagione teatrale procede a pieno ritmo. Un bellissimo film su Pirandello è La stranezza . Link



4) Che feste sarebbero senza i cartoni animati? Un’opzione divertente è sicuramente Minions 2. Link


5) Più commovente è invece Frozen 2, il sequel di quello che è ormai un classico natalizio per i nostri bambini. In attesa del terzo capitolo, che, a quanto pare, uscirà l’anno prossimo! Link


6) L’epoca del romanticismo anglosassone si sposa sicuramente meglio con i mesi freddi che con quelli caldi! Non perdetevi Emily, l’ultimo biopic sulla più tormentata delle sorelle BrontëLink



7) Non può mancare un consiglio per la Giornata della Memoria, il 27 gennaio. Qualche anno fa mi era piaciuto Un sacchetto di biglie. Però vi avviso: se lavorate con i ragazzi più grandi, anche se siete sensibili come me, “potete farcela” pure a proporlo a scuola ed a parlare con loro. Da quando, negli ultimi anni, la vita mi ha portato a lavorare di più coi piccoli, io non ce la faccio proprio a rivederlo, sto male. Il tema è quello che è, purtroppo, ma la qualità è ottima, quindi nel dubbio lo consiglio. Link


8) Che inverno sarebbe senza essere bloccati in casa per via della neve? E se la neve fosse l’albergo più stravagante del mondo, Hotel Gagarin? Link



9) Anche “l’inverno” della propria vita può essere, a sorpresa, il momento di scelte che cambiano la vita e che fanno sentire di nuovo giovani. Quartet è per me un film coccola. Link


10) Sotto le feste, infine, non possono mancare i musical. Secondo me The greatest showman è il più bello degli ultimi anni. Link



10 libri d’inverno


1) La stagione natalizia è per molti il momento del tempo per la famiglia. La famiglia prima di tutto! di Sophie Kinsella racconta molte “verità tabù” e dinamiche familiari che giustamente ognuno tiene per sé… consola e diverte. Link


2) Il romance a sfondo natalizio è uno dei miei sottogeneri preferiti per l’inverno. Uno dei titoli che mi sono piaciuti di più ultimamente è Un regalo sotto la neve di Karen Swan. Link


3) Sui ghiacciai è inverno tutto l’anno, giusto? Una delle mie letture preferite dell’anno scorso è stata La felicità del lupo di Paolo Cognetti. Non solo per gli amanti della montagna! Link



4) Il talento del cappellano è il capitolo natalizio della serie gialla di Cristina Cassar Scalia che ha per protagonista la poliziotta Vanina Guarrasi. Tra un panettone di manna palermitano ed un vassoio di rosticceria catanese, la famiglia da una parte e gli amici dall’altra, può non capitare il delitto? Link


5) Scolpitelo nel vostro cuore di Liliana Segre è la lettura che vi consiglio per la Giornata della Memoria. È adatta a tutti, ma non la dimenticherete, ve lo assicuro. Link


6) Ormai lo sapete: per me non ci sono festività senza l’annuale rilettura di Canto di Natale di Dickens! Link booktag



7) Un gradito regalo di qualche anno fa, ideale per chi ama i “pelosetti”, è Il cane che arrivò per Natale di Megan Rix. Link


8) Non so perché, ma secondo me l’inverno è la stagione ideale per quei romanzi un po’ fiabeschi, quelli ambientati in paesi lontani con monarchie del passato oppure immaginarie, tra balli di corte e amori che sembrano provenire da un’altra epoca. Un titolo molto carino di questo tipo è Chloe di Leila Awad. Link



9) Per me la raccolta di racconti della Sellerio più bella di sempre è Storie di Natale . Storie bellissime, lacrime vere anche dopo anni. Da non perdere. Link


10) Last but not least, quest’anno sono entrata nello spirito natalizio grazie alle raccolte della serie Natale a Milano a cura di Fiorenza Pistocchi! Link



5 più 5 musiche ideali per Natale e poi per l’inverno


1) La mia canzone natalizia preferita di sempre è God bless us everyone di Andrea Bocelli. Mi piacciono sia la versione italiana che quella inglese! Link


2) Merry Christmas everyone di Ed Sheeran ed Elton John è la colonna sonora dei miei ultimi Natali! Link


3) Tra tutte le canzoni di Taylor Swift che potrei nominare,‘Tis the damn season parla proprio delle vacanze di Natale. Link



4) Non posso non consigliarvi Michael Bublé, compagno fedele dei miei Natali da tantissimi anni (come per molti di voi, credo) ed in particolare Cold December night. Link


5) Best Christmas ever è uno dei miei pezzi preferiti del doppio album di Natale di Robbie Williams. Mi ha aiutato tanto tre anni fa, durante il “Natale con Covid” che ci è toccato passare. Link



1) Il lago dei cigni per me è sempre stato un balletto invernale, forse per via delle coroncine di piume. Come non consigliarvi la Variazione dei quattro cignetti? Link


2) La Danza dei fiocchi di neve dello Schiaccianoci è una di quelle musiche che mi commuoverà sempre, sempre, sempre. E poi è un simbolo di questo periodo dell’anno! Link


3) Spark di Ed Sheeran racconta un momento che sembra proprio il Capodanno dopo un anno storto: la sera in cui si fa un metaforico falò di tutto quello che non ha funzionato, e si spera resterà la scintilla delle cose belle… Link



4) Alla fine dell’inverno c’è San Valentino! L’amore è una cosa semplice di Tiziano Ferro è una delle mie canzoni romantiche preferite. Link


5) Come deve andare di Max Pezzali non è proprio una canzone delle feste, però, secondo me, è ideale da ascoltare in macchina in quelle mattine d’inverno che precedono giornate fatte di mille incombenze. La strada è in salita, il vecchio Peugeut arranca nella neve, però pian piano ce la faremo, dai… Link



10 attività belle da fare in inverno secondo me


1) Quest’anno, per la prima volta, ho potuto visitare i mercatini di Natale del Trentino. Sono stata a Rango ed a Canale di Tenno e mi è piaciuto tantissimo! Era una giornata ideale di fine novembre, fredda ma soleggiata. Sono sicura che durante le vacanze di Natale l’atmosfera sarà bellissima!


2) Giretti di shopping, prima per trovare i regali di Natale, poi per i saldi! Quest’anno mi si sono spaccate tutte le scarpe invernali, che vi devo dire, ho “dovuto” provvedere…


3) Godermi la neve! Ammetto che negli ultimi anni ho fotografato solo il parco di Cernusco e i dintorni, quando è caduta la neve. Ormai è davvero una vita che non vado in alta quota, mi era sempre successo con gruppi organizzati e tempo fa. Sarebbe da rifare…



4) Come per tantissime altre persone, anche per me il periodo natalizio e, più in generale, la stagione invernale, è un momento speciale per la famiglia. Mi piacciono le nostre tavolate da cui non ci si alza più!


5) Godersi i pomeriggi un po’ bui del weekend, o immergendosi nella lettura, o andando al cinema e – se si riesce – a teatro!


6) Decorare tutta la casa per Natale… ma non credo che questa sia una sorpresa!



7) Approfittare delle vacanze di Natale per stare un po’ nella casina al mare. È una vita diversa da quella che si fa in estate: ci si gode più che si può le ore centrali del giorno, il tardo pomeriggio si esce per passeggiare tra le luminarie, ovviamente si mangiano pietanze diverse e quando c’è una brutta giornata c’è anche tanto riposo casalingo. Però è rilassante, e poi alcune mattine sembra quasi di intravedere la primavera che fa capolino…


8) Come dicevo nel post dei decaloghi d’autunno, con l’arrivo di questa stagione riapre per me la scuola di danza. Ecco, dopo un autunno di lezioni “tradizionali”, tra stretching, allenamento e studio di nuovi passi, a cavallo del Natale iniziamo a preparare un primo balletto per il nostro spettacolo di fine anno. È un momento che ci emoziona sempre, anche se sono passati tanti anni… e poi pensare alle emozioni di giugno nel bel mezzo dei gelidi mesi invernali dà una carica d’allegria pazzesca!



9) I tardi pomeriggi e serate di relax dopo il lavoro. A volte basta davvero poco: una doccia calda, una tisana, un dolcetto, la lettura oppure il blog… fa proprio la differenza in una stagione in cui il freddo ti stanca ancora di più.


10) Aiutare la mia famiglia con la preparazione per i menù delle feste: spesa, ritiro, cucina… e poi sfoggiare dei bei look festivi! Se non in questo periodo, quando?




Ecco i miei “consigli d’inverno/per le feste”!

Giunti alla fine di questo Countdown che mi è sempre tanto caro, non posso far altro che augurarvi un buon Natale. Che sia un giorno speciale, proprio come lo sognavate e lo avete organizzato!


Il blog non va in vacanza: dopo Natale vorrei proporvi dei post per me speciali. Settimana prossima ci sarà il recap delle letture del 2023 e poi i preferiti di dicembre e gli auguri di fine anno. Poi ci occuperemo dei buoni propositi per il 2024!


Un passo alla volta, dai… intanto godiamoci l’inizio delle vacanze di Natale!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 18 dicembre 2023

LA CITTÀ INCANTATA - CHRISTMAS COUNTDOWN 2023 #3

Spazio Scrittura Creativa: dicembre 2023



...mancano sette giorni a Natale!



Cari lettori,

benvenuti all’appuntamento con la rubrica Spazio Scrittura Creativa di dicembre!

Questo racconto è nato in un pomeriggio di pioggia del ponte di Sant'Ambrogio mentre ero nella casetta al mare, e quindi è stato ispirato da due delle cose che amo di più, la Riviera ed il Natale.


Mi piaceva ricreare il countdown che ricorre anche nei post della rubrica, e ho pensato di portarvi insieme in una cittadina immersa nella tipica atmosfera natalizia.

Vi lascio alla lettura!



La città incantata


Mancavano sette giorni a Natale e la cittadina era tirata a lucido per le feste imminenti. Le luminarie erano già tutte accese, anche se era soltanto ora di di merenda ed il buio non era ancora calato del tutto. Ogni via del centro storico era uno sfavillare di bagliori rosso, oro, argento e blu, ed il grande albero illuminato al centro della piazza sembrava raccogliere su di sé tutti i colori dei vicoli e poi restituirli alla cittadinanza, che restava a guardare ammirata ogni volta che ad un gioco di luci se ne sostituiva un altro in tonalità differenti.


Ben coperta sotto il cappotto blu cobalto, con i capelli corti e biondi freschi di messa in piega, una donna passeggiava con le mani affondati nelle tasche. Di tanto in tanto si fermava a guardare le vetrine, assorta. Da brava previdente, aveva già acquistato la quasi totalità dei regali di Natale, ma sapeva che c’era un dono a proposito del quale sarebbe stata combattuta fino all’ultimo.


Si trattava del possibile regalo da fare all’uomo che aveva sempre amato, e che mai, in tutti questi anni, l’aveva ricambiata. Parenti ed amici non facevano che ripeterle di lasciar perdere, di dimenticare quell’uomo che mai l’aveva realmente meritata, di ricominciare a vivere per se stessa.


Eppure lei non era mai riuscita a voltare pagina: lui ormai era come una parte di sé, ed era sicura che anche lui, sebbene con quel suo terribile carattere non lo avrebbe mai ammesso, fosse in qualche modo affezionato a lei. In fondo aveva sempre accettato i suoi regali di Natale, no?


La donna sospirò, sorrise e proseguì nella ricerca del dono perfetto.


* * *


Mancavano sei giorni a Natale ed era quasi ora di pranzo. Il timido sole invernale si era fatto più coraggioso ed aveva sciolto la brina mattutina, lasciando intirizzire le ultime foglie autunnali che giacevano per terra e che fino a qualche ora prima erano piccole statue di ghiaccio.


Uno spettacolo incantevole… peccato che il proprietario di quel giardino avesse ben altro a cui pensare. Era chino sul suo lavoro fin dalle prime luci dell’alba.


Operaio, ingegnere, scienziato: egli era stato definito in molti modi dai suoi concittadini e tutti gli piacevano. In realtà per lui le etichette non avevano importanza: sapeva solo che amava occuparsi degli oggetti, smontarli, ricostruirli in modo più efficace, crearne di nuovi.


Quel giorno, però, egli era insolitamente preoccupato. Il Sindaco in persona gli aveva commissionato la creazione di una grande slitta natalizia per uno spettacolo prefestivo con un “Babbo Natale” comunale. L’ingegnere sapeva che non sarebbe stato facile dare vita ad otto renne robotiche, ma non pensava che gli avrebbe richiesto così tanto tempo.


Alzò la testa solo per incontrare quella del suo assistente, che mai lo abbandonava. Non era un tipo da grandi discorsi, ma un suo cenno d’incoraggiamento valeva più di mille parole.


* * *


Mancavano cinque giorni a Natale, ed il tempo sembrava quello di Halloween: una continua serie di acquazzoni aveva trasformato una promettente giornata in una notte senza fine.


Da dietro le tende della sua casa di campagna, un’anziana signora osservava il diluvio sconsolata. Con il maltempo molte attività in fattoria non sono consentite, pensò.

Aveva spedito fuori (per modo di dire, considerata la rapidità del soggetto) il suo aiutante per dare da mangiare agli animali, e non era sicura che avrebbe finito presto.


Nel frattempo ella si era seduta al tavolo in cucina ed aveva iniziato a ragionare sul menù di Natale. Sarebbero venuti tutti da lei, come al solito. Nipoti, bisnipoti ed amici di famiglia. Sapeva che la consideravano un’istituzione, e che nessuno avrebbe rinunciato alla sua cucina se non per un motivo più che serio.


Quell’anno, però, ella si sentiva incredibilmente scarica. Si parla sempre di chi ha bisogno di aiuto, e dell’importanza – specie sotto le feste – di occuparsi di chi è in difficoltà… ma chi pensa a quelle persone che si dedicano con generosità agli altri senza mai pensare a se stesse?


In quel dicembre umido la schiena le doleva e la stanchezza si faceva sentire. Il suo aiutante era più un nipote adottato che un vero e proprio sostegno e di certo era il commensale che più faceva onore alla tavola.


Ma lei era una contadina vecchio stampo, anzi, una pioniera. Accese la luce e pian piano completò la lista. Timballo di pasta. Ravioli di magro con burro e panna. Tacchino ripieno. Torta di mele di Biancaneve. E per Capodanno avrebbe preparato un dolce speciale, con una candelina che sarebbe esplosa a mezzanotte.


L’indomani sarebbe andata a fare la spesa. Non c’era spazio per il cattivo umore.


* * *


Mancavano quattro giorni a Natale e la pioggia aveva lasciato il posto ad una colata di nubi grigio ferro. Il tempo ideale per lavorare e non farsi distrarre dalle sciocchezze prenatalizie, almeno secondo l’uomo d’affari che era già nel suo studio da diverse ore.


In linea con il suo idolo, Ebenezer Scrooge de Un canto di Natale di Dickens, che però commette l’imperdonabile errore di cambiare idea alla fine, egli detestava le festività. Il Natale era una buona scusa per i suoi dipendenti: si prendevano sempre un giorno di vacanza, ed egli era costretto a rimetterci del denaro (non era già abbastanza la paga saltuaria che ricevevano?). Un’ulteriore occasione di nullafacenza per i suoi nipoti pelandroni. Una terrificante minaccia per il suo portafoglio, considerata la riprovevole abitudine di tutti quanti di farsi regali; un’infinita agonia fatta di pranzi, cene, merende, colazioni e chi più ne ha più ne metta.


Non riusciva a capire che cosa le altre persone vedessero di tanto terribile in una dieta equilibrata e leggera, una colazione con the dietetico ed una fettina di zolletta, indossare tutti i giorni lo stesso abito di lavoro, fare un po’ di economia. È con i centesimi che si fanno i miliardi, era il suo motto da sempre.


Per questo motivo era seduto alla sua solita scrivania, ma non era immerso nelle consuete attività. Stava studiando un modo per trascorrere il più possibile indenne il Natale che stava per arrivare. Per quanto riguardava pranzi e cene, sapeva già bene a chi scroccare conforto e compagnia, nella vicina campagna.


Ma come fare per i regali? Idea! Perché non restituire ai propri cari quello che loro avrebbero regalato a lui? In fondo si trattava di un’utilissima operazione di riciclo.


Con una più alta opinione di se stesso, l’uomo d’affari si rimise al lavoro.


* * *


Mancavano tre giorni al Natale e la neve cadeva fittissima da ore. I tre gemellini non avrebbero potuto sognare un tempo migliore per il loro ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie. Sembrava che le ore non passassero mai, ma alla fine la campanella suonò.


La neve aveva smesso di cadere e tutt’intorno l’atmosfera era fatata: alberi, prati e case erano ricoperti da un sofficissimo e gelido mantello bianco.


I tre gemellini si strinsero nei loro cappotti e cappelli quasi uguali. Bastò loro un’occhiata per capire che nessuno dei tre aveva voglia di tornare subito a casa, non il primo pomeriggio di libertà e non con quell’atmosfera meravigliosa.


A pochi metri di distanza dalla scuola c’era il parchetto comunale. Un chiosco con la cioccolata calda. L’incontro con un gruppetto di amici di una scuola vicina. Una battaglia a palle di neve. Un curioso gioco di una rivista enigmistica specializzata in matematica: una storia con protagonisti Babbo Natale, la sua slitta, gli elfi, le renne e tanti regali da trasportare nella giusta proporzione.


La felicità, da bambini e l’ultimo giorno di scuola prima di Natale, è davvero una cosa semplice.


* * *


Mancavano due giorni a Natale e la neve del giorno prima si stava ghiacciando. Un nevischio insistente continuava a cadere, mescolandosi alla pioggia e rendendo l’aria più che pungente e le strade molto più che scivolose.


Un giovane fattorino avanzava con cautela lungo le strade dei quartieri residenziali della cittadina. Il suo furgoncino era imbottigliato nel traffico prenatalizio, presto sarebbe calato il buio e gli mancavano più della metà dei pacchi da consegnare. L’abitacolo era sempre più freddo, il lavoro non era semplice in quel periodo e, soprattutto, non sapeva ancora quanto sarebbe durato il contratto.


Era il suo centesimo lavoro precario ed ormai aveva rinunciato a sperare in un’assunzione a tempo indeterminato. Avrebbe voluto di più per quel Natale.


Pensava a sua nonna, che era sempre più affaticata ma ci teneva ancora moltissimo ad organizzare il pranzo per tutti. Ai suoi piccoli, per i quali aveva comprato i regali con grande fatica e risparmio. A quel burbero di suo zio, chiuso in una fortezza lavorativa a rifiutare ostinatamente la corte dell’unica donna che gli fosse mai interessata.


Gli sarebbe tanto piaciuto sentirsi di nuovo come molti anni prima, quando viveva dalla nonna e vagava per campi e boschi innevati con i suoi amici. Avrebbe voluto di nuovo pensare a com’è Il bello del Natale per tutti.


* * *


Mancava un giorno a Natale, era la Vigilia e tutta la cittadinanza era riunita davanti al grande albero della piazza, in attesa del Sindaco che avrebbe pronunciato il suo rituale discorso d’auguri.


Le campane batterono la mezzanotte, era ufficialmente Natale. Il Sindaco stava per salire sul palchetto, quando, ad un tratto, ricominciò a nevicare. Solo che non si trattava di neve qualunque. Era color oro!


I cittadini stavano ancora cercando di comprendere il come ed il perché di questo prodigio, quando ne accadde un altro. Prima un allegro scampanellio. Poi un “Ho! Ho! Ho!” felice. Infine la slitta che solcava il cielo. Era Babbo Natale, e non quello del Comune che aveva attraversato il paese la sera prima. Era proprio lui, e portava doni per tutti.


Un vestito nuovo per Brigitta, che aveva bisogno di pensare a se stessa un po’ di più.

Un kit di attrezzi per Archimede e Edi, che avevano lavorato tanto da distruggere quello vecchio.

Il dolce preferito di Nonna Papera, abituata a cucinare sempre per gli altri.

Una nuova palandrana per zio Paperone, l’unico regalo che non avrebbe potuto riciclare.

Tre mountain bike nuove fiammanti per Qui, Quo e Qua.

Ed il kit di sciarpa, paraorecchi ed occhiali “Himalaya” di Paperino, lui sapeva perché.


Era Paperopoli, la città incantata.

E lì i miracoli di Natale accadevano davvero.



FINE




Ta -daan! Sorpresa!

Insomma, non ne sono sicura. Credo che chi, come me, è cresciuto con Topolino abbia riconosciuto quasi tutti i personaggi al primo colpo. Da bambina e ragazza adoravo i numeri prenatalizi, quindi ho pensato di omaggiarli così.

Forse i più esperti di voi avranno notato che ci sono un po’ di citazioni:


1) La scena iniziale è ispirata alla copertina del n°2665, di dicembre 2006, che vedete qui sopra.


2) Archimede deve costruire una slitta per uno spettacolo del Sindaco in Archimede e la slitta natalizia, n°2509, dicembre 2003.


3) Le pietanze che cucina Nonna Papera sono ispirate ad una storia di un vecchio numero di Capodanno, con Ciccio furibondo perché Paperone avrà un ospite orientale che mangia solo alghe e quindi le tradizionali ricette della nonna verranno accantonate ed il Cenone, ovviamente, sarà rovinato, almeno dal suo punto di vista. Qualcuno di voi ricorda il titolo?


4) L’idea “geniale” di Paperone è tratta dalla storia Zio Paperone e l’arte del riciclo, n°2509, dicembre 2003.


5) Il fatto che zio Paperone si rimetta al lavoro “con una più alta opinione di se stesso” è una citazione da Un canto di Natale di Dickens.


6) Il gioco matematico che Qui, Quo e Qua fanno con i loro amici è tratto dalla storia – gioco Paperino Paperotto e i passatempi di Quack Town – Terzo episodio: missione Babbo Natale, n°2665, dicembre 2006.


7) Il bello del Natale per tutti è una storia di Paperino Paperotto del n°2613, dicembre 2005. Da lì proviene anche il kit “Himalaya”.


8) La neve dorata è presente nella storia Premiata ditta Filo&Brigitta – Il Natale chiacchierato, n°2509, dicembre 2003.




Per saperne di più sulle storie che ho citato, vi rimando a questo mio vecchio post. Vi lascio anche il link dei miei altri tre racconti natalizi:


Il cappotto rosso


La libreria di Matteo


Natale a Hogwarts


Credo che questo sia tutto! Aspetto i vostri commenti…

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 14 dicembre 2023

NATALE A MILANO... IN GIALLO, VERDE E ROSSO - CHRISTMAS COUNTDOWN #2

 Tre raccolte di racconti ideali per il periodo



...mancano 11 giorni a Natale!



Cari lettori,

secondo appuntamento con il nostro “Christmas Countdown” del 2023!

Lunedì vi ho proposto un Booktag a tema canzoni natalizie. Oggi, per le nostre “Letture… a tema”, non poteva mancare qualche consiglio su cosa leggere durante il periodo festivo.


Devo confidarvi che oggi sono particolarmente soddisfatta di presentarvi tre raccolte di racconti che sono state il cuore delle mie letture di novembre e che sono riuscite in un duplice intento: farmi entrare nel mood natalizio ed aiutarmi a leggere in un mese che per me è sempre stato uno dei più pesanti dell’anno, tra impegni lavorativi e non.


Queste tre raccolte, a cura della professoressa e scrittrice Fiorenza Pistocchi (in compagnia di Gian Luca Margheriti per la versione “in giallo”), sono molto interessanti da vari punti di vista: raccolgono insieme tanti autori del panorama narrativo del Nord Italia; rendono omaggio a Milano, che per me e tanti altri è sempre la mia città; contengono, oltre ai racconti, delle gustose ricette di Carlo Enrico Venturi, detto Il Cuoco in cravatta; sono pratici e maneggevoli, e possono essere letti un po’ alla volta, anche durante le super frenetiche feste natalizie.


I tre colori (giallo, verde, rosso) indicano dei temi di volta in volta diversi, che ora vi racconterò!



Natale a Milano – Libro giallo


Delle tre raccolte che vi presento oggi, questa è forse la più ricca, nonché la più rappresentativa di Milano.


Il giallo, infatti, è un colore importante per la città meneghina, e per due motivi diversi. Il primo è la presenza massiccia di questa tonalità in giro per Milano: il giallo era considerato un colore resistente per tingere i palazzi, sicuramente meno delicato di altri toni pastello che presto si sarebbero compromessi, e per secoli è stato utilizzato soprattutto per gli edifici pubblici, per dipingere i quali era necessario un bando (e di certo anche un budget contenuto). Il secondo è la fiorente tradizione giallistica milanese, da autori ormai considerati classici del genere come Giorgio Scerbanenco ad esponenti contemporanei come Alessandro Robecchi o Rosa Teruzzi (che sono già finiti più volte su questo blog).


Per questo motivo i racconti di questa raccolta puntano soprattutto sul crime o sul mystery, anche se con diverse declinazioni e qualche “licenza poetica”.


Alcune storie sono una fuga nel passato o nella letteratura. Le ultime gesta di un esponente della Scapigliatura milanese un po’ sopra le righe. Una storia di cronaca nera ambientata negli anni ‘20. Un disastro in una parrocchia di qualche decennio fa, proprio prima della cena della Vigilia. Un’agenzia investigativa negli anni ‘50. Quasimodo, il Gobbo di Notre Dame, che si gode un periodo di villeggiatura forzata a Milano. Dei giovani poliziotti che, nel Natale 1994, arrivano a Milano da altre parti d’Italia per seguire un corso obbligatorio.


La maggior parte dei racconti, però, è ambientata nella Milano di oggi. Un uomo adulto che scrive una letterina insolitamente minacciosa a Babbo Natale. Un condominio dove certo non regna l’armonia natalizia. Un atto vandalistico nei pressi della Scala che si rivela quantomeno stravagante. Una disavventura sui tram gialli milanesi. Un terrificante “drago” che si aggira a Chinatown. Un mistero ed una visione onirica proprio la notte di Natale. La “commedia investigativa” messa in scena da un vice ispettore che parla da solo. Una ragazza che non riesce a dimenticare il suo ex fidanzato e diventa ancora più malinconica sotto le feste. Una curiosa parodia di Buffy l’Ammazzavampiri. Un enigma vicino ai Bagni Misteriosi. Un imprenditore che insegue un amore di serie B con un’ostinazione tutta milanese. La bruciante attualità, con Milano in “zona gialla” durante la pandemia.



Anche le ricette, inserite tra un racconto e l’altro, sono forse le più rappresentative della tradizione milanese. C’è la zucca, ingrediente principe della Pianura Padana in autunno, in più versioni. Ci sono la polenta, il risotto alla milanese, lo zabaione. Non mancano però ingredienti più esotici, come l’ananas, il mango, il curry, la curcuma.



Natale a Milano – Libro verde


Se associare Milano al giallo era più semplice, e per almeno due importanti ragioni, fare la stessa cosa con il verde è un pelino più complicato.


Milano non è la città del verde, si sa. La metropoli meneghina spesso viene vista come grigia, tra nebbia e smog, e pochissimo spazio per la natura.


Eppure, pensa che ti ripensa, credo che gli autori che hanno preso parte alla raccolta abbiano trovato in qualche modo una quadra.



Ci sono alcune storie dedicate ai “draghi verdi”, le fontanelle che si possono trovare ovunque a Milano. Un uomo solitario che indirizza un altro disperato verso una di esse, sperando di fornire un aiuto ed agevolando invece l’incontro con una signora dal cappotto verde. La scomparsa di tutti i draghi di Milano, che poi ricompaiono, ad opera di un misterioso personaggio di nome Elfio.


Non manca l’attenzione per l’ambiente, un tema molto dibattuto negli ultimi anni. Un elenco di tutto ciò che di verde si può trovare a Milano. Una studentessa di Ecologia che ha perso lo slancio e vuole ritrovarlo. Un abete in miniatura che è testimone di ogni piccola e grande epoca del Novecento milanese.


E poi il verde in altre declinazioni. Il panno di stoffa che è l’ossessione dei giocatori incalliti. La verde Irlanda che diventa simbolo di un sogno da inseguire. Un albero di Natale da portare via ad un ex fidanzato tirchio. Le statuette di giada che legano la protagonista di un racconto al padre. La zolla erbosa che – si racconta – avrebbe dovuto portare in dono un quarto Re Magio. La vestaglia di una persona cara. I costumi di tre personaggi che ricordano molto da vicino gli spiriti del Canto di Natale di Dickens. L’abito con cui venivano rivestite le donne considerate “streghe”. Le lettere scritte da chi non c’è più. Una busta rimasta nel cassetto per troppo tempo. Le celeberrime mele di Magritte.



L’antologia culinaria è forse tra tutte la più inusuale. Sappiamo che il mondo ortofrutticolo ci offre tanto “verde”, ma per farlo risaltare a dovere ci vuole comunque un po’ di fantasia, o almeno è quella che ci mette il nostro chef. Alcune proposte sono più classiche: l’insalata di avocado, la torta salata di erbette e riso, pasta al prezzemolo, risotto con spinaci e salsiccia, una giardiniera tutta verde, il sorbetto alla mela. Altre idee, invece, sono davvero sorprendenti: una cheesecake con gli asparagi, una maionese verde, un polpo in insalata con i capperi, salsa di pomodori verdi, addirittura una torta dolce con zucchine!



Natale a Milano – Libro rosso


Personalmente non avrei associato subito il colore rosso a Milano! In effetti, però, pensandoci bene, questa tonalità non è così lontana dalla città meneghina. Di sicuro il giallo è più rappresentativo, ma con il verde è ben più difficile.



Il rosso è il colore natalizio per eccellenza. Per un vampiro buono che ama portare con sé la sua famiglia per delle meritate vacanze in terra milanese. Per un quasi papà che cerca ovunque le fragole per la moglie incinta. Per una famigliola capitanata da un uomo che per necessità deve trasformarsi in un Babbo Natale salariato. Per i gestori di un tram rosso molto speciale. Per un giovane uomo che riconosce in una senzatetto una persona che conosce. Per una ragazza che ne ha abbastanza di fare l’amante. Per una domestica ed un medico che sognano un Natale migliore per chi è in difficoltà.


Il rosso rappresenta un mondo di passioni. Quella politica di un nonno che da giovane aveva creato un presepe molto originale. Quella per il lavoro di fotografo, ancora forte nel cuore di un uomo la cui mente è annebbiata dalla demenza senile. Quella per l’arte di un giovane poliziotto che si ritrova stranamente affascinato dal writer su cui sta indagando. Quella per la vita di un uomo in coma.


Il rosso può essere abbinato a Milano in molti modi interessanti. Dei delitti truculenti avvenuti proprio sotto Natale. Il contrasto tra Fede e Ragione, tra Sant’Ambrogio e l’imperatore Teodosio. Un personaggio fantastico che evoca atmosfere più da Halloween che da Natale. Un quarantenne insoddisfatto che riscopre i colori di Milano proprio quando crede di aver toccato il fondo. Una signorina di Milano centro che per amore scopre il quartiere popolare dell’Ortica.



Le ricette del Cuoco in Cravatta anche questa volta non deludono: vellutata salata di fragole, paccheri ripieni con sugo di pesce, risotto alla barbabietola, spiedini di gamberi, pomodori al forno, sorbetto di melagrana ed altro ancora. Però devo avvisarvi che questa volta, a parte poche eccezioni come l’insalata di arance rosse, le bruschette agrodolci di ciliegie e la Tarte Tatin salata con sfoglia pronta e pomodori, tante proposte mi sembrano difficiline. Non so se avrò il coraggio di sperimentare qualcosa prossimamente. Nel caso vi farò sapere!





Che ne dite? Quale raccolta potrebbe interessarvi di più?

Fatemi sapere che cosa ne pensate!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)