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giovedì 4 giugno 2026

LETTURE PER BALLERINI #2

 Due romanzi di Giada Grimaldi e Silvia Carbone




Cari lettori,

come promesso, per le nostre “Letture… a tema”, continuiamo con la nostra settimana dedicata alla danza!


Lunedì vi ho raccontato due storie che mi sono molto piaciute: una novella lunga di Patrick Modiano, La ballerina, e un contemporary romance a tema danza di Lisina Coney, The darkest corner of the heart, capitolo centrale di una trilogia.


Oggi vi parlo di due ebook che ho trovato in promozione quest’inverno, uno appartenente al mondo self, l’altro della Queen Edizioni.


In tutta onestà devo dirvi che i due “protagonisti” del post di lunedì mi sono piaciuti decisamente di più di quelli odierni. Questi due romanzi sono… carini, e non di più, purtroppo. Mi dispiace un po’ perché Giada Grimaldi, l’autrice del primo dei due, mi piace molto: le sue due storie natalizie dal tocco romantasy sono deliziose (e ve lo dico anche fuori stagione perché ne vale davvero la pena), e Un nuovo sorriso è un piccolo capolavoro. Però il libro che oggi vi racconterò è una delle sue prime opere e per certi versi è un po’ acerbo. Quanto al secondo romanzo, nato dalla penna di Silvia Carbone, l’idea è buona, ma non tutto mi ha convinto.


Scendiamo un po’ più nei dettagli!



Take my breath away, di Giada Grimaldi


La storia di Alessia Molinari è a metà strada tra un’avventura ed un sogno: ella ha studiato danza fin da bambina e ben presto le scuole prestigiose d’America l’hanno notata. Così, appena maggiorenne, Alessia si è trasferita nella soleggiata California.


Per qualche anno ha calcato il palcoscenico con soddisfazione, poi si è dedicata all’insegnamento di altissimo livello, infine alle coreografie per cantanti famosi, video musicali, film.


Ormai Alessia è sull’Olimpo delle star americane ed è in lizza per un Grammy per la miglior colonna sonora. Ma proprio la sera della premiazione ella si imbatte, in modo del tutto imprevisto e non proprio gradito, in Lucas Storm, attore inglese che ha collezionato grandi successi, ma negli ultimi tempi è stato più famoso per i vizi e gli eccessi che per la carriera cinematografica.


Lucas ed Alessia, a dispetto della situazione che richiederebbe l’attenzione altrove, si piacciono subito. Ma la fama di Lucas lo precede, e Alessia non può rischiare di perdere concentrazione ed energie per un uomo che notoriamente non sa impegnarsi.


Lucas, tuttavia, inizia ad essere stanco di questa rotta sbagliata che ha intrapreso, così, quando ha l’occasione di rivedere Alessia, decide di dimostrarle che può essere un uomo migliore. I due iniziano una conoscenza cauta, cercando di entrare l’uno nel mondo dell’altra, e ben presto si rendono conto che quello che li lega non è un’attrazione superficiale, bensì qualcosa di più profondo.


Ma tanti ostacoli sono disseminati sulla loro strada. Lucas non riesce a liberarsi dai demoni dell’alcool e della droga, Alessia ha alcune ambizioni lavorative importanti che (giustamente) le fanno desiderare accanto a sé la presenza di un uomo più affidabile, ed entrambi hanno un passato con cui fare i conti.



La storia di Take my breath away, di fatto, è tutta qui, anche se ci sono molti colpi di scena ed imprevisti che arricchiscono il percorso verso la felicità dei nostri protagonisti. Come dicevo, l’autrice mi piace molto. Allora qui che cosa non ha funzionato?


Ho apprezzato tanto Alessia: è una donna forte, caparbia, ambiziosa. Ancora ragazza ha preso un volo intercontinentale, non certo per il viaggio della Maturità come fanno alcuni suoi coetanei, ma per cambiare vita ed entrare in scuole che l’avrebbero fatta lavorare il doppio di qualsiasi Università. Con il tempo è diventata una donna potente, benestante, famosa. Potrebbe avere qualunque uomo. E allora perché Lucas?


Qui siamo in piena “sindrome da Didone” (una donna straordinaria che perde la testa per un uomo qualunque), con l’aggravante che Lucas non è semplicemente “un tizio” che non avrà niente di speciale ma la rende felice – questa potrebbe essere la storia di tante di noi - , ma davvero una ne fa e cento ne pensa. È una persona che ha bisogno di aiuto, aiuto di professionisti, e sì, mi è spiaciuto vedere una persona come Alessia che in troppi momenti si è trasformata in una crocerossina (se non in senso letterale, quantomeno in senso metaforico).


E devo dirla proprio tutta: non ho apprezzato per niente il fatto che la prima notte intima dei due sia avvenuta in seguito ad un “litigio”, chiamiamolo così, con lui ubriaco. Una scena che somiglia davvero troppo ad una molestia, e poi ad una sorta di manipolazione emotiva.


Ecco, forse è il mio lavoro in mezzo alle persone ed alle famiglie, o forse sono diventata un po’ vecchiotta e cinica, ma con queste premesse, purtroppo, io credo che una redenzione completa e un finale romantico siano davvero… una favola. Possiamo apprezzare questo romanzo così com’è e considerarlo di evasione, ma sappiamo tutti che nella stragrande maggioranza dei casi la realtà presenta poi un conto salato. A volte anche anni dopo, quando sembrava che ci fosse un equilibrio consolidato.


Insomma, considerato anche lo stile (non sempre all’altezza dei romanzi successivi dell’autrice), per me è un nì. Salvo il personaggio femminile, il mondo della danza, qualche momento glamour. Ma vi consiglio di puntare su altre letture di Giada Grimaldi… e vedrete che non ne sarete delusi!



Dancing in the wind, di Silvia Carbone


A vent’anni, Dakota Johnson ha già vissuto una vita fin troppo intensa… ed ha anche rischiato di perdersi.


Studentessa di danza di altissimo livello, per anni ella ha considerato il ballo tutta la sua vita. Ma l’adolescenza ha portato con sé il corpo in cambiamento, il perfezionismo, la mania di controllo, il rapporto malsano con la madre, i disturbi alimentari.


Dakota è diventata il fantasma di se stessa e il padre Patrick, sentendosi in colpa per essere stato piuttosto assente, ha deciso di cambiare rotta e di dedicarsi completamente alla salute della figlia.


Dopo qualche tempo, però, il lavoro chiama nuovamente, così Patrick pensa ad una soluzione che potrebbe aiutare la figlia non solo a guarire, ma anche a vivere per un po’ la vita della ventenne ordinaria. Egli la iscrive all’Università, a poca distanza da dove abita sua sorella Rachel, psicologa, e chiede a quest’ultima di ospitarla.


Rachel, che accetta subito con entusiasmo, è sposata con George, un professore di storia e letteratura antica. La coppia ha due figli, Cassandra e Ares. L’uomo, però, ha altri due ragazzi, Hades e Zephyr, avuti da un matrimonio precedente.


È proprio con Zephyr e con il suo caratteraccio che Dakota si scontra fin da subito. Il ragazzo è molto protettivo nei confronti dei suoi fratelli minori e scambia il grumo di paure e insicurezze che attanaglia Dakota per semplice snobismo. I primi tempi di convivenza sono difficili per entrambi.


Poi, pian piano, Dakota si rende conto di stare vivendo, per la prima volta, all’interno di una famiglia dove le persone si vogliono bene veramente e si supportano. Lontana dalle parole crudeli della madre e dall’assenteismo del padre, ella si apre e ricomincia a considerare la danza come una parte della sua vita, non un mostro che pian piano la stava divorando.


Anche i rapporti tra lei e Zephyr cambiano, prima con calma, poi completamente. Ben presto tra i due nasce un sentimento imprevisto. Ma il resto della famiglia potrebbe non approvare, e Dakota non sa ancora se riprendere la sua vecchia vita o restare…


Dancing in the wind, almeno nell’intenzione, ha tutte le carte in regola per essere l’incoraggiante storia di rinascita di una ragazza e ballerina.


Purtroppo, però, nell’esecuzione ci sono aspetti che non mi hanno convinto.


Innanzitutto, odio ripetermi, ma, accidenti, il protagonista maschile. Una ragazza come Dakota avrebbe avuto bisogno di una persona rassicurante, tranquilla, una “green flag” come si suol dire ora. Basta con questi ragazzacci tormentati, donnaioli, pure scurrili. Anche gli ultimi successi televisivi lo confermano: il golden boy va alla grande, il bad boy ha stufato pure le giovincelle. Figuratevi me.


Poi, i due sono in qualche modo… cugini acquisiti. E come diceva l’indimenticabile Humphrey Bogart, “in fondo resta tutto in famiglia”. Ok, tecnicamente i genitori di entrambi sono diversi e non c’è parentela. Però io continuo a trovarlo un pochino strano.


Infine la seconda parte del romanzo è un pochino tirata in lungo, con un colpo di scena molto drammatico che mette in difficoltà la famiglia di Rachel e George e che secondo me… si sarebbe anche potuto risparmiare, dal momento che c’è già parecchio angst tra i due protagonisti.


Mi piacciono comunque tanti personaggi (oltre a Dakota, anche Rachel e Hades, per esempio), il trope della found family che è gestito bene, il lento avvicinarsi della nostra protagonista a Zephyr, il cambiamento importante che fanno i nostri due innamorati in virtù del sentimento che li unisce.


È una storia carina, come dicevo. Resto però dell’idea che sarebbe potuta essere ancora meglio. Fatemi sapere che ne pensate se la leggete…




Che ne dite? Conoscete queste autrici?

Avete letto questi libri? Che cosa ne pensate?

Attendo i vostri commenti…

Ci rileggiamo settimana prossima con il TAG per la fine della scuola e l’inizio del nostro countdown estivo!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 1 giugno 2026

LETTURE PER BALLERINI #1

 Due romanzi di Patrick Modiano e Lisina Coney




Cari lettori,

diamo insieme il benvenuto a giugno!


Spero che il vostro ponte per la Festa della Repubblica stia andando bene. Per me, penso che ormai lo sappiate, la prima decade di questo mese è uno dei momenti più importanti ogni anno: questa settimana concludiamo il nostro anno ballerino, lunedì finirà anche quest’anno scolastico.


Di questo secondo momento ci occuperemo lunedì prossimo con un TAG di “fine scuola” che inaugurerà il nostro solito Countdown verso l’estate. Oggi e giovedì, invece, ci dedichiamo alla danza.


Nel corso della primavera ho letto ben quattro romanzi a tema danza: una novella di un autore internazionale pluripremiato e tre ebook romance con ballerine protagoniste. 

Ho pensato di presentarveli tra oggi e giovedì, in una sorta di “settimana della danza”.


Vediamo i primi due!



La ballerina, di Patrick Modiano


I due protagonisti di questa breve storia non hanno nome. Il primo è un giovane uomo, una voce narrante di cui non sappiamo molto. È arrivato a Parigi in un inverno freddo e nebuloso, prendendo una stanza in affitto da un certo Verzini, un uomo che possiede un locale per artisti, in pieno spirito “vecchia Montmartre”. Anche lui insegue un suo sogno: diventare uno scrittore. La sua incostanza e la complessità dei suoi stessi pensieri, tuttavia, spesso lo fanno sentire bloccato:


Era il periodo più incerto della mia vita. Non ero nulla. Giorno dopo giorno avevo l’impressione di fluttuare per le strade e di non riuscire a distinguermi dai marciapiedi e dalle luci, tanto da diventare invisibile.

Eppure avevo l’esempio di qualcuno che praticava un’arte difficile […] e credo proprio che l’esempio della ballerina, senza che me ne rendessi davvero conto, mi abbia spinto a modificare a poco a poco il mio comportamento, e a uscire dall’incertezza e dal nulla che facevano parte di me”.


La ballerina” è una vecchia amica di Verzini, che abita anch’essa nel quartiere. Ella fa parte della compagnia di ballo di uno stimato ex ballerino russo, il leggiadro ed enigmatico Kniaseff, e cerca di barcamenarsi tra il tentativo di fare carriera nella danza e l’essere una madre single del piccolo Pierre.


La donna non racconta molto del suo passato al suo protagonista: parla del padre di Pierre come un errore di gioventù e sembra decisa a dimenticare il luogo da cui viene. L’unico accenno a quella che potrebbe essere una fuga spunta in un solo capitolo, quando ella ha uno sgradevole incontro con un uomo che in passato la aveva molestata più volte.


Il rapporto che nasce tra i due protagonisti è indefinibile: è più che amicizia, non è ancora amore, ma è sicuramente fiducia, al punto che l’uomo inizia a prendere il piccolo Pierre a scuola, ad aspettare con lui la ballerina a casa, a diventare un punto di riferimento importante.



La storia è su due piani: la gioventù dei due protagonisti, vissuta in modo tanto intenso quanto malinconico in quell’inverno parigino, ed i ricordi dello scrittore ormai maturo, che torna a Parigi dopo tanto tempo e cerca di affrontare un viaggio nella memoria, ritrovandosi però molto in difficoltà:


Per il momento non vorrei perdermi in deviazioni, ma seguire una strada ben dritta che mi permetta di vederci più chiaro. Bisogna procedere con cautela per contrastare il disordine e gli inganni della memoria.”


Ed è proprio la disciplina della ballerina ad insegnare al nostro protagonista a diventare un vero scrittore, a farsi coraggio, a partire da qualunque parte pur di non restare più fermo (accettando, per esempio, incarichi di traduzione o collaborazioni).

Una disciplina rigidissima che, paradossalmente, regala la libertà.


Ecco cos’era la danza, era solito dire ai suoi allievi. Tanto impegno per dare l’illusione di prendere il volo senza sforzo a qualche metro da terra… “



Una storia che unisce scrittura e danza non poteva non chiamarmi, ed immaginerete che 96 pagine sono state fin troppo poche, e no, non tutto vi si chiarirà. Ma credo che l’autore abbia voluto dare l’idea, anche tramite la scrittura, di un viaggio nella memoria. 

Quest’anno stiamo rileggendo insieme Montale per un mio progetto letterario (a questo link trovate il post di maggio) e non ho potuto fare a meno di pensare alle sue poesie sul ricordo, come per esempio Cigola la carrucola nel pozzo e Non recidere, forbice, quel volto: anche in questa novella il ricordo si fa sempre più confuso, è “riveduto e corretto” dai nostri desideri e dalle nostre speranze. (Su questo tema consiglio anche Vuoti di memoria di Valerio Varesi, che ho recensito a questo link). 

In questo caso, è possibile che l’autore abbia considerato come un amore quella che era un’attrazione platonica per una persona che per lui è stata un esempio, ma… ogni lettore è libero di pensarla come vuole.


È un lungo racconto scritto benissimo, con estratti secondo me indimenticabili sia per chi ama la scrittura che per gli appassionati di danza.


L’ho trovato al banco delle novità in biblioteca e… certe volte è proprio bello lasciarsi sorprendere!



The darkest corner of the heart, di Lisina Coney


La ballerina che ci porta nel mondo della danza è Maddie Stevens, una ragazza che ha poco più di vent’anni e studia balletto tutto il giorno, in attesa della sua grande occasione.


Proprio il giorno prima di fare un’audizione – insieme al suo migliore amico – per una scuola di altissimo livello che le garantirà un ingresso quasi sicuro nelle compagnie professionistiche, la sua gamba cede.


Per Maddie è una vera e propria tragedia: la danza è tutto quello che ha. Il padre è fuggito anni fa, con la madre (ex alcoolista) i rapporti sono complessi, suo fratello maggiore Cal è stato il suo vero padre e la moglie di lui, Grace, la sua vera madre, nonché prima insegnante di danza. 

Ella però è stanca di pesare economicamente su fratello e cognata e di essere una sorta di “primogenita” per loro (i due hanno anche una figlia). E senza la danza rischia di non esserci il futuro dei suoi sogni, solo un lavoro part time in un bar che le serviva giusto per pagarsi le lezioni. Il suo amico è stato preso nella scuola, l’amore è un miraggio da molto tempo e Maddie si sente davvero sola.


Dopo qualche difficile settimana di convalescenza, però, arriva una buona notizia: forse non tutto è perduto. Il recupero potrebbe essere possibile, ma solo con una fisioterapia rigorosa. Per sei settimane Maddie dovrà sottoporsi ad un trattamento molto intenso, e poi fare il dovuto mantenimento mentre cerca di rimettersi in piedi e capire se per lei ci sarà un futuro nella danza.


Il dottor James Simmons ha dieci anni in più di Maddie, ha alle sue spalle a sua volta una storia di sport abbandonato dopo un infortunio ed è un classico brontolone di poche parole. Maddie all’inizio non si trova a suo agio, poi inizia ad apprezzare non solo la sua competenza, ma anche la sua tranquillità.


Con il tempo i due iniziano a sentire un’evidente attrazione durante le sedute, ma entrambi sanno che finché sono medico e paziente una relazione non è possibile, e c’è anche la differenza d’età.


Nel frattempo, due eventi imprevisti sconvolgono la vita di Maddie: innanzitutto la scuola alla quale mirava, a giudicare dai racconti dell’amico, si rivela una mezza delusione, ed ella inizia a chiedersi se non sarebbe il caso di considerare altre strade per esprimere il suo amore per la danza; e poi un uomo misterioso inizia a seguirla, dicendo di essere suo padre.



The darkest corner of the heart è il sequel di The brightest light of sushine, che altro non è che la storia di Cal e Grace, fratello e cognata di Maddie.


Per via di una di quelle (benedette) giornate di promozione che propongono moltissimi ebook romance da scaricare gratis, ho preso solo questo romanzo, ma vi assicuro che è tranquillamente leggibile senza il precedente. Certo, ora che l’ho letto, non escludo di dedicarmi anche agli altri (si tratta di una trilogia, c’è anche una storia sulla figlia di Cal e Grace), perché l’ho trovata una storia molto piacevole e godibile.


Non è proprio un “grumpy x sunshine” da manuale: James è brontolone solo all’inizio, poi si rivela semplicemente una persona introversa che preferisce conoscere le persone a poco a poco. E poi in privato alleva gattini, non so se mi spiego. 

Maddie è una persona estroversa e solare di suo, ma attraversa un periodo difficile e, anche se è fatta di carta di inchiostro, la ammiro molto: per me è stato già sufficientemente duro lo stop forzato dovuto al Covid, e almeno lì era un “mal comune”. Scendere dal treno che per anni è stato più che una passione è qualcosa di durissimo, eppure lei, pian piano, riesce ad affrontarlo con l’ottimismo che la contraddistingue. E la sua natura solare è ancora più apprezzabile se si pensa alla difficile storia familiare dalla quale proviene.


Non si parla solo di danza e di amore, dunque, ma anche di famiglia, amicizia, rinascita.


L’unico trope che ho trovato un filo forzato è quello del “forbidden romance”: si parla solo di sei settimane di fisioterapia, giusto il tempo di conoscersi al di là delle sedute, e poi Maddie è liberissima di rivolgersi ad un altro specialista per il mantenimento e iniziare una relazione con James. Anche la differenza di età, considerato che stiamo parlando di due persone giovani ma adulte, è superabile, secondo me. Quanto al fratello geloso, beh, la sorellina è ormai grande, facciamocene una ragione…


Vi farò sapere se leggerò gli altri volumi della trilogia!




Ecco i miei due “consigli ballerini” per oggi!

Due modi molto diversi di considerare la danza e anche di scriverne, come vedete.

Conoscete questi romanzi o questi autori? Che cosa ne pensate?

Fatemi sapere! Ci riaggiorniamo giovedì con altri consigli ballerini…

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 20 ottobre 2025

GALA TCHAIKOVSKY

 Il mio regalo di compleanno... con il Centre Du Ballet




Cari lettori,

dopo qualche mese, ricominciamo a parlare anche di “Consigli per gli amanti della danza” con un appuntamento super speciale!


Nei miei preferiti di settembre vi avevo raccontato del mio 36esimo compleanno, che è stato domenica 28, e dello speciale regalo che avevo ricevuto: un biglietto per questa serata ballerina!


Sono al terzo spettacolo del Centre Du Ballet, la compagnia diretta dalle sorelle Valerie e Nicole Ferrazzino che ha scelto il Teatro Agorà di Cernusco sul Naviglio – il mio paese – per le sue tournée, ed ormai so di andare sul sicuro con loro.


Su Instagram qualcuno della compagnia ha scritto che il Teatro Agorà è per lui ormai un pezzo di casa, e non posso che comprenderlo, perché è lo stesso palcoscenico sul quale faccio il saggio di fine anno da più di vent’anni.


Questo Gala è un mix dei loro due balletti più recenti (Il lago dei Cigni e Lo Schiaccianoci), più un terzo grande successo di Tchaikovsky, La bella Addormentata, che finora io avevo visto solo in video su RaiPlay. Il filo conduttore è l’autore, la sua ricerca di una storia, la sua immaginazione.


Oggi ve ne parlo meglio!



Un autore dalla storia tormentata



Cornice di questo gala, che è suddiviso in tre parti più un gran finale, è lo studio di Tchaikovsky, che, tra il pianoforte ed il tavolo dove scrive, cerca l’ispirazione, la trova, la insegue.


Egli prima si ritrova solo, a suonare il suo pianoforte. Poi l’ispirazione lo fa volare fino ad un lago pieno di cigni, dove una creatura in tutto e per tutto simile alle altre, ma animata da uno spirito che sembra umano, ingaggia una lotta con un malvagio stregone. Immaginando che oltre al lago ci sia un castello dove si tiene una festa e c’è un principe che salverà la donna/cigno… egli si ritrova all’improvviso in un palazzo reale ancora più sfarzoso, nel pieno di una festa, in mezzo a tanti invitati che danzano in mezzo ai fiori perché è il sedicesimo compleanno della principessa Aurora, la Bella Addormentata.


All’inizio del secondo tempo, invece, egli si figura una bambina con il suo pupazzo – Schiaccianoci a forma di soldatino, e si ritrova a difenderla da un perfido Re dei Topi.


La conclusione del Gala è affidata ad un travolgente finale in bianco e nero – su un ritmo molto difficile da seguire, tra l’altro -, esattamente come i tasti del suo pianoforte.



Tchaikovsky è un esempio di come una vita difficile abbia trasformato, nel modo più duro, l’uomo tormentato in un artista. Dell’autore, infatti, sappiamo che è stato terzo di sette fratelli, tutti piuttosto cagionevoli di salute; che la madre è morta presto per un’epidemia di colera; che il padre non si è mai più ripreso da quel lutto improvviso e che ha avuto a sua volta molti problemi di salute; che una delle sue sorelle è morta prestissimo, ed è stata “resa immortale” dalla creazione del personaggio di Clara.


Sappiamo anche che nascondere la sua omosessualità è stato un grande problema, non solo per la società del tempo, ma anche perché aveva paura che lo scandalo compromettesse la sua carriera per sempre. Questo – ahinoi fondato – terrore di essere discriminato, unito ai tanti problemi familiari, lo ha portato sull’orlo di un collasso psicologico, ma da questa ulteriore batosta è arrivata anche una luce di speranza: egli, infatti, ha finito per contrarre un matrimonio di convenienza con la sua psichiatra, che sapeva tutto di lui. In questo modo egli ha tenuto nascosto il suo segreto per tutta la vita e la donna, che non aveva alcuna intenzione di fare la moglie e la madre, ha potuto continuare a fare il medico.


La sua immaginazione, unita all’affetto dei pochi cari superstiti, lo ha salvato. E i suoi mondi hanno regalato gioia a tanti di noi…



La suite da “Il lago dei cigni”


Ho visto per intero Il lago dei cigni nell’aprile del 2024 (trovate la recensione a questo link).


In questa riproduzione parziale non è compresa la parte ambientata nel castello, tra la festa, l’arrivo del Principe, la comparsa del Cigno Nero.


L’azione si svolge nel luogo più significativo del balletto, sul lago dei cigni, anche se, sia per questa suite che per le altre due, non è stato previsto un fondale (e non credo sarebbe stato possibile, l’azione cambia troppo rapidamente).


Ci sono i classici dell’opera, come il lungo passo a due tra Odette e il Principe, la sempre presente variazione dei quattro cignetti e quella dei tre grandi cigni.


Solo verso la fine tutti i cigni si riuniscono alla coppia protagonista per concludere insieme la suite.



Anche io, nel 2009, ho interpretato questo balletto! Pure noi avevamo selezionato l’essenziale per una suite e l’avevamo inserita all’interno del saggio, alla fine del primo tempo. Avevamo pensato, però, di mediare tra le scene sul lago e quelle nel castello, e così io ho fatto la parte del Giullare di Corte (parte da uomo e quindi senza punte… perché, anche se ormai ho interpretato un po’ tutti i generi in questi anni, parto pur sempre dal moderno). Avevo quasi vent’anni e non erano molti che ballavo, sei/sette… e nelle foto mi rivedo così “piccola”!



La suite da “La bella Addormentata”


A differenza del Lago dei Cigni e dello Schiaccianoci, non avevo mai visto La Bella Addormentata. Non dal vivo, almeno.


In pieno lockdown mi ero “consolata” vedendo su RaiPlay la versione della Scala… che comunque è bellissima. Trovate la mia recensione a questo link.


La suite ha inizio con un valzer di gruppo che è un tripudio di rosa e fiori. Vi accorgerete subito che da un pezzetto del ritornello la Disney ha preso ispirazione per la celeberrima canzone So chi sei. Lo ammetto, per me è sempre un’emozione… amo tutte le principesse Disney, ma, per vari motivi legati alla mia infanzia, credo che Aurora sarà sempre la mia preferita.


Del valzer, anche se ho visto lo spettacolo in tv ormai anni fa, ricordavo piuttosto bene l’idea. Non ricordavo invece quel che è seguito, ovvero il passo a due degli “uccellini azzurri” (molto grazioso) e il quartetto di Pietre Preziose.

Non sono sicura, ma credo che sia da questo quartetto che la Disney ha preso ispirazione per creare le tre fatine … più una quarta che fa di testa sua, ovvero Malefica. Sembrerà una contraddizione – o forse no – però anche tra i live action il mio preferito è proprio Maleficent. Una parte della musica che le accompagna è proprio utilizzata nel cartone Disney per una scena che ha per protagoniste le fatine.


La suite si conclude con il passo a due della principessa Aurora e del Principe, che qui si chiama Desiré. Credo che il nome Filippo sia stato scelto in onore del Principe Consorte, il marito della Regina Elisabetta.



Personalmente coltivo la segreta speranza che, dal momento che le altre due opere sono già state eseguite integralmente, la compagnia sia al lavoro per portare sul palcoscenico La Bella Addormentata, magari il prossimo inverno o primavera. Vi farò sapere…!



La Suite de Lo Schiaccianoci


Lo Schiaccianoci è uno dei balletti più celebri non solo tra quelli dell’autore, ma, in generale, nel mondo della danza classica.


È anche uno dei più noti spettacoli di stampo natalizio, e forse per questo motivo la suite non comprende quei pezzi dalle vibes festive ed invernali che lo hanno reso famoso in tal senso, come, per esempio, l’intramontabile Danza dei Fiocchi di Neve.


La direzione artistica ha preferito puntare sui passi a due; Clara e lo Schiaccianoci, tanto per cominciare, e poi le danze provenienti da tutto il mondo: spagnola, araba, cinese, russa e francese.


Tra tutte, la più tradizionale resta l’ultima. Quella araba, invece, è secondo me la più lunga e difficile, nonché una sorta di prova di contorsionismo.


La cinese e la spagnola sono brevi ma molto rapide, mentre la russa è solo apparentemente più lenta, ma molto impegnativa (quasi acrobatica) per l’uomo.


Solo alla fine tutti i partecipanti alla suite si uniscono in un breve finale. Poco più di un assaggio per chi non ha mai visto l’opera o non la vede da un po’, ma comunque molto soddisfacente.


Io, poi, lo scorso Natale ho visto quest’opera per intero… trovate la recensione a questo link.




Questo balletto è stato un bellissimo regalo di compleanno per me… e spero di essere riuscita ad interessare anche voi.

Fatemi sapere se avete visto queste opere da qualche parte e se vi sono piaciute!

Inutile che ve lo dica: se in questo periodo si aprono le prenotazioni per qualche rappresentazione prenatalizia dello Schiaccianoci vicino a casa vostra, non tenetevi il dubbio… date all’opera una chance!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


venerdì 6 giugno 2025

"LO SCHIACCIANOCI" BOOKTAG - LETTURA E DANZA!

 Un romanzo per ogni personaggio del balletto




Cari lettori, 

quando leggerete questo post, io sarò alle prese con l'ultimo giorno insieme ai miei studenti ed avrò appena superato la serata più bella dell'anno: quella dell'annuale spettacolo con la scuola di danza. Per celebrare insieme a voi questa settimana speciale, ho pensato ad un "Tag... a tema libri" che comprendesse anche la danza. 

Ho trovato su internet un questionario a tema "Letture e Schiaccianoci" ed ho pensato che fosse perfetto! Anche la foto di copertina di questo post mi sembra in linea con l'intento odierno: due anni fa, in occasione di una serie di variazioni per "Un americano a Parigi", ho danzato... con un libro in mano!


Clara


(La mia variazione come protagonista di West Side Story)

Il tuo protagonista preferito in una storia che

hai letto quest’anno


Cosa si prova di Sophie Kinsella è la storia di Eve Monroe, una sorta di alter ego dell’autrice, e della sua lotta contro il glioblastoma, un raro tumore al cervello.


Tra le varie protagoniste che ho incontrato in questa prima (quasi) metà del 2025, lei è sicuramente tra le più forti e coraggiose, quella che più mi ha insegnato nelle poche pagine di questa novella.


Link recensione



La bambola Arlecchino


(Il giullare di corte del Lago dei Cigni è "amico" di Arlecchino!)

Questo libro ti ha fatto cadere sul pavimento, ridendo!


Una ragazza d’altri tempi è la storia di Rebecca Sheridan, una ragazza che vive a Londra, dove frequenta l’Università, e che non si è più ripresa dal lutto dei suoi genitori.


La sua esistenza è solitaria e trascorsa soprattutto tra i libri: nel tempo libero, Rebecca immagina di vivere in epoca regency e di godersi i mille divertimenti della “stagione matrimoniale”.


Un giorno Rebecca ha l’opportunità di partecipare ad un evento regency alla biblioteca di Londra, ma si perde e sviene. Quando si risveglia, ella è… nel 1816, e tutto è proprio come nel suo sogno ad occhi aperti. Non sapendo come fare a tornare nel presente, Rebecca decide di provare a vivere il suo passato ideale. Ma l’epoca regency non è proprio come la immaginava… e non mancano gli episodi tragicomici!


Link recensione



Il principe


(La "principessa" del gruppo dei fiori, 

in Alice nel Paese delle Meraviglie)

Qual è un personaggio che ha lottato

contro tutti i pronostici?


Volver di Maurizio De Giovanni è l’ultimo romanzo (per ora) che ha per protagonista il commissario Ricciardi.


Fuggito da Napoli con la famiglia, perché la figlia ed i suoceri sono di origine ebraica, egli ha dovuto lasciare la polizia, è ritornato a Fortino ed è tornato ad essere il barone di Malomonte.


Anche se egli sembrerebbe aver trovato la sua pace tra i monti del Cilento, c’è un mistero che lo tormenta: l’omicidio del primo uomo che ha visto morto, un contadino trovato proprio tra le vigne di suo padre, è rimasto senza soluzione.


Nel frattempo Maione e Modo, gli amici di sempre, cercano di sopravvivere a Napoli in piena guerra, e la piccola Marta, figlia di Ricciardi, ascolta un’incredibile storia – forse vera – dall’anziana zia Filomena.


Penso che ormai l’autore sia consapevole di aver dato vita alla storia di un eroe dei suoi tempi… Speriamo che non ci lasci senza di lui!


Link recensione



Il re dei topi


(Costume tutto nero per "Momenti di gloria")

Qual è il personaggio più oscuro che hai trovato tra le pagine

di recente?


Colosseum – La promessa è il primo romanzo di una tetralogia di Mauro Marcialis, a cura di Valerio Massimo Manfredi.


I tre protagonisti (Arild, Derek e Brynja) nascono schiavi, vengono salvati da morte certa dal centurione Livio e si nascondono, venendo divisi per molti anni.


Arild cresce con un lanista, lavorando come muratore nell’arena; Derek è alle dipendenze di un mercante che ben presto scopre il suo talento artistico; Brynja è schiava di un potente senatore e viene protetta solo dalla sua padrona, la matrona Flaminia.


Ecco, io credo che nessun grandioso “villain” di fantasia possa farvi saltare i nervi più di quel senatore, che poi probabilmente incarna tutta la sua categoria del tempo.


E potete non credermi, ma nel secondo volume è ancora peggio…


Link recensione



Lo zio Drosselmeyer


(Questo costume color oro - poi rovesciato e 

diventato oro e nero - ha avuto tante vite...)

Nomina una storia che non è andata

nel modo che ti aspettavi


Maria ha tredici anni e non ha mai visto il mare, almeno finché i suoi genitori non organizzano un viaggio in Puglia. Tra casupole appena ristrutturate, scogliere e boschi, Maria si innamora della bellezza selvaggia del luogo.


Ella inizia a frequentare i ragazzi del posto, ma tra loro ce n’è uno che, senza apparenti motivi, viene escluso: Giovanni. Qual è il mistero che cela il suo carattere schivo?


Le scarpe di Giovanni è un piccolo thriller che penso vi stupirà!


Link recensione



Fata Confetto


(Niente di più bello che tornare sul palco

dopo due anni di spettacoli saltati per via del Covid!)

Descrivi la storia più bella che tu abbia mai letto


Non posso non rispondere con Molto rumore per nulla, una delle mie opere teatrali preferite di sempre.


Dopo anni che me lo ripromettevo, questa primavera sono riuscita a leggere l’opera per il mio progetto letterario su Shakespeare!


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Bambole cinesi, ungheresi, arabe


(Eccomi in versione "orientale"!)

Un libro ambientato in un paese dove non vivi


Poppy Carmichael è la pecora nera della famiglia.


Tutti gli altri si occupano di piante e floricoltura; lei, invece, ha cambiato più volte impiego senza trovare quel che davvero le interessa, si sente arrabbiata con il mondo ed isolata.


Un giorno, però, viene a mancare l’amatissima nonna Rose, che gestiva un negozio di fiori a Saint Felix, paesino marittimo della Cornovaglia. Dopo anni, Poppy si ritrova di nuovo su quella riviera che era stata protagonista di tante estati felici della sua adolescenza, insieme a Rose ed al fratello Will.


A sorpresa, ella scopre che Rose ha lasciato a lei il negozio di fiori. Dopo qualche titubanza, ella accetta questa nuova avventura, anche perché scopre di non essere sola: con lei c’è tutto il villaggio, ed in particolare la commessa Amber, che le ha mandato la madre dall’America, e Jake, un grossista di fiori burbero ma di buon cuore...


Il piccolo negozio di fiori in riva al mare ci porta in Cornovaglia tra castelli e scogliere!


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Il cavaliere


(...con loro ho affrontato tante avventure!)

Un personaggio con cui trascorreresti la giornata


Tra le letture del 2025, sceglierei senz’altro… uno dei venti protagonisti della raccolta Come fiori che rompono l’asfalto di Riccardo Gazzaniga.


Venti storie del Novecento che hanno per protagoniste persone comuni e straordinarie allo stesso tempo, tutte unite dal desiderio di giustizia e libertà. Dalla lotta al nazifascismo all’organizzazione dei primi scioperi tra Inghilterra e Irlanda, dai diritti degli Aborigeni ai colpi di Stato in Argentina, dalla Ruanda nel 1994 alla Corea del Nord nei giorni nostri, tanti sono i temi importanti che vengono toccati.


Dei veri e propri esempi, per me!


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Danza dei fiocchi di neve


(Questa mantellina color neve non era per lo Schiaccianoci,

anche se magari ci sarebbe stata bene...)

Nomina una storia che è una perfetta lettura “coccola”


So che ci sei di Elisa Gioia è un contemporary romance, la prima opera di un’autrice self tra le più apprezzate.


La storia di Gioia Caputi, appena tornata dall’Italia dopo uno stage in Inghilterra (e dopo essere stata lasciata dal fidanzato, che è diventato un cantante famoso e si è montato la testa), subisce una svolta quando, durante un weekend a Barcellona, incontra un uomo affascinante, Christian Kelly.


Tornata al lavoro, però, ella scopre che Kelly è un multimiliardario, proprietario di una casa discografica, e… nuovo cliente dell’agenzia pubblicitaria per cui lavora!


Oltretutto, egli è nipote della sua capa e sta per mettere sotto contratto la band del suo ex. Un bel pasticcio, no?


Una lettura che regala serate spensierate, ma anche emozionanti!


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Gran finale


("Arlesiana" in conclusione dello spettacolo

per i 40 anni della scuola!)

Un libro che pensi ognuno dovrebbe leggere


La guerra dei Traversa è un romanzo storico di Alessandro Perissinotto che racconta una pagina dimenticata della nostra storia : la strage di Torino, perpetrata dal regime nel dicembre 1922.


Dopo una notte di violenze e soprusi, gli squadristi mettono in atto un vero e proprio rastrellamento di tutti coloro che fanno parte di un movimento operaio cittadino.


Tra di loro ci sono anche l’ultimo dei tre figli della famiglia Traversa ed un suo amico, che è anche il cognato (il fidanzato della sorella). Il primo dei due riesce a fuggire, mentre per il secondo non c’è niente da fare.


Da quel giorno la famiglia Traversa si spaccherà per sempre: una parte lotterà contro il totalitarismo, un’altra si legherà a chi lo sostiene.


E si scatenerà una rivalità lunga decenni…


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Ogni anno mi rendo conto di quanto la danza sia fondamentale per me, di quanto questa settimana resti una delle più importanti, anche perché da tanti anni, ormai, si associa anche alla fine della scuola, e tutto mi sembra una grande festa. 

Quanto ai romanzi scelti per questo post, questa volta non mi sono spinta troppo indietro, ma ho scelto tra quello che ho letto finora nel 2025, e devo dire che si sta rivelando un anno di buone letture. Fatemi sapere se avete apprezzato le mie scelte! 

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)