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lunedì 12 gennaio 2026

UN ULTIMO SALUTO AL NATALE CON "PRESEPIANDO"

 Un tour virtuale della manifestazione ligure




Cari lettori,

prima settimana intera dopo le feste… e si fa fatica, lo so. Proprio per ovviare alla nostalgia e forse al malumore che alcuni di noi proveranno in questi giorni, oggi ho pensato ad un post che fosse un “ultimo saluto al Natale”.


Il nostro “Christmas Countdown” si è chiuso ormai da un po’, anzi, abbiamo già salutato – con una certa mestizia, per quanto mi riguarda – Natale, Santo Stefano, Capodanno e pure l’Epifania. Però, come immagino saprete se avete dato un’occhiata ai miei preferiti di dicembre o alle mie foto su Instagram, io sono stata nella mia “seconda casa” ligure dal 28 dicembre al 5 gennaio, e quindi solo oggi riesco a parlarvi di un’iniziativa secondo me molto carina a tema presepi!


So che qualcuno di voi lettori non abita nelle mie zone, e forse non avrà occasione di andare a Varazze (o proprio in Liguria in generale) però questo piccolo “Evento culturale” mi sembrava interessante da condividere… per salutare in bellezza il Natale e compagnia!


Piccolo disclaimer prima di procedere: come credo di aver accennato un paio di volte su questi schermi, da circa cinque anni non sono più vicina alla Chiesa per molti motivi e non frequento più. Mi è rimasta la passione per i presepi per motivi familiari (io a casa mia ne ho creato uno gigante unendo quello dei miei nonni a quello della mia prozia) e per motivi artistici (la trovo comunque una forma d’arte del nostro Paese, una bella tradizione). Per questo credo e spero che questo post sarà di gradimento anche a chi di voi, come me, non è più molto osservante, o a chi non è proprio credente.


Detto questo, vi lascio al nostro… ultimo post natalizio!



L’iniziativa “Presepiando”


Per chi non lo sa (immagino la maggioranza di voi): Varazze è ricchissima di chiesette storiche. Alcuni sono solo dei piccoli oratori di fatto sconsacrati, utilizzati per concerti di musica lirica o classica perché comunque restano delle location molto belle. 

E tutt’intorno a Varazze, nelle vicine montagne, ci sono dei minuscoli paesi (le sue frazioni), ognuno dei quali ha a sua volta una piccola chiesetta.


Da anni, nel corso delle vacanze natalizie, ognuna di queste piccole chiese ospita un presepe, fatto con cura dai volontari del luogo, spesso ideato con creatività da qualche associazione.

Quest’anno, però, il Comune ha pensato – forse per far conoscere i presepi e le chiesette meno frequentate, come quelle delle frazioni – di creare una sorta di “tessera del pellegrino”, un po’ come quelle che si utilizzano a Santiago di Compostela o lungo altri cammini.


C’è una sorta di “passaporto” e per ogni presepe visitato i volontari appongono un timbro. Con 7, 10, 15 timbri si riceve un piccolo omaggio dall’Ufficio Turismo del Comune. Personalmente ho ritirato solo il primo dei premi: ho visto solo i presepi in città. Raggiungere le frazioni senza muovere la macchina è un po’ complicato, e nei giorni di vacanza, essendoci di mezzo anche Capodanno, c’erano già tantissime iniziative in città, e poi abbiamo dedicato una giornata alla vicina Celle ed un’altra a Savona (spero di potervi parlare presto anche di questa gitarella).



Il disegno sul passaporto è dell’artista locale Guglielmo Bozzano, nato nel 1913, in attività dal 1941, insegnante e artista, scomparso nel 1999. 

La Fondazione dedicata a lui partecipa alla manifestazione, non con un vero e proprio presepe, ma con dei suoi pannelli a tema natalizio sparsi tra la biblioteca locale (che comunque è una bellissima chiesetta sconsacrata) e qualche piccola nicchia/chiostro a lato delle chiese.



Questo presepe, per esempio, è creato interamente su pannelli posti ad incastro, in modo che stiano verticali.



Un presepe di montagna… al mare


Solitamente il presepe più grande e atteso, uno dei protagonisti di questa manifestazione, è quello della chiesetta di San Bartolomeo, una confraternita molto viva, perché si tratta proprio del Santo Patrono di Varazze. Ogni anno, il 24 agosto, c’è una grandissima festa (che, giorno più giorno meno, coincide con il fanalino di coda delle mie vacanze estive).

Quest’anno i volontari della confraternita hanno voluto fare una sorpresa a tutti noi: dopo qualche anno a tema “marittimo” (in particolare, l’anno scorso, era stato creato un villaggio di pescatori), il presepe di quest’anno è tipicamente montano...e innevato!



Il vivace centro ligure, ricco di botteghe, stavolta ha lasciato il posto a pochi negozi, un’ampia area boschiva intorno alla montagna, e un’atmosfera invernale, molto poetica (specie nel momento “notte”, in cui le luci si spengono).



Non manca un ampio laghetto di montagna, in mezzo alla neve…



...e si dà comunque spazio alla vita locale, tra anziane massaie e uomini di fatica con i loro animali, ancora più carichi dei loro padroni.



Credo che anche questa scelta sia in linea con l’idea di valorizzare le frazioni della vicina montagna, che, lo ammetto, anche io conosco troppo poco, per essere una “mezza varazzina”!



La vecchia Varazze


Un classico degli altri presepi è la “vecchia Varazze”. Nell’oratorio di San Giuseppe (la location per eccellenza di alcuni bellissimi concerti estivi di musica lirica) sono riconoscibili alcune chiese, i campanili, le vecchie mura. 

Quel che è un po’ meno riconoscibile – e che comunque è spesso presente – è un laghetto. Sappiamo che Varazze è solcato dal fiume Teiro, ma ora non ci sono dei laghi. Probabilmente, un tempo il fiume creava delle conche.



In un altro Oratorio utilizzato ormai quasi solo per concerti e iniziative culturali, quello dell’Assunta, si dà spazio anche alla vecchia ferrovia, che un tempo tagliava in due il paese, ed ora è molto più esterna.



C’è anche il vecchio Municipio, un bellissimo edificio dove ora ha sede l’Ufficio del Turismo. È così ben conservato che è un vero peccato che sia stato sostituito da un mega edificio grigio scuro… non troppo bello, ad essere sincera. 

Ma mi rendo conto che un Comune oggi deve ospitare molti uffici e dipendenti, e quindi va bene così.



Le vecchie botteghe sono sempre un grande classico del presepe: i panifici dove la focaccia si faceva tritando acqua e farina sotto una ruota, il frantoio per fare la quantità d’olio necessaria ad una sola famiglia, la falegnameria per lavorare il legno… ed altro ancora!



Soluzioni originali per un presepe


La chiesetta di SS. Nazario e Celso ha pensato ad una capanna direttamente sull’altare…



...e ad un messaggio di pace, di questi tempi più che mai necessario!



L’Oratorio dei Salesiani ha invece creato un presepe fatto a pannelli con un camminamento illuminato…



e un albero di Natale ricavato da una scala dipinta di verde!



E poi ancora c’è spazio per gli artisti locali, per le associazioni, per l’asilo “Piccoli passi” che ha proposto un presepe di carta in onore del Giubileo, e altro ancora.




Concludiamo qui il giretto per “Presepiando”!

Sarebbe stato un peccato, secondo me, non parlarvene, anche se ormai è quasi metà gennaio. Tanto lo so, che avete ancora qualche decorazione natalizia sparsa per casa e un po’ di panettoni da smaltire…

Spero di avervi fatto conoscere meglio anche un po’ della “mia” Varazze.

Fatemi sapere, se vi va, se dalle vostre parti c’è qualcosa di simile!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)



lunedì 5 gennaio 2026

BOOKTAG DELL'EPIFANIA

 7 libri per piangere... e 7 libri per ridere!




Cari lettori,

(quasi) Buona Epifania!


Siamo, ahinoi, all’ultimo post festivo: da giovedì il blog toglierà il suo “vestitino natalizio” e tornerà alle solite rubriche.


Che dirvi? L’Epifania è dolce e amara! Sappiamo che la Befana ci porterà tanti dolci (sperando di essere stati buoni…), però le feste sono finite.


E così ho pensato di proporvi un TAG così, dolceamaro: 7 romanzi che mi hanno fatto piangere… e 7 che mi hanno fatto ridere!



7 LIBRI PER PIANGERE...


1) Risplendo non brucio, di Ilaria Tuti


Un romanzo ambientato nel 1944, due storie commoventi. Un padre professore di Medicina che viene scortato fuori da un campo di concentramento solo per indagare su un fatto inquietante avvenuto nel castello di Hitler. Una figlia dottoressa rimasta in Italia per guadagnare quel che può e mantenere il figlio, tenuto nascosto perché nato con un difetto fisico che significherebbe una condanna a morte.


La lotta contro il nazifascismo, due viaggi disperati, la guerra civile, le foibe. Una storia durissima ma molto bella.


Erano mesi e mesi che non piangevo così tanto per una “ultima pagina”.


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2) Il pianto dell’alba, di Maurizio De Giovanni


La serie del commissario Ricciardi è stata una delle più belle e importanti per me negli ultimi anni, e i personaggi mi resteranno sempre nel cuore.


Il pianto dell’alba è una “conclusione” (anche se poi c’è stata la trilogia composta da Caminito, Soledad e Volver) che credo abbia commosso molti lettori. Me compresa.


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3) Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, di Luis Sepúlveda


Un classico che ho letto per la challenge La donna verde, alla quale avevo partecipato nel 2022. Il tema del bimestre era il realismo magico, ma quello che mi è rimasto più impresso di questa lettura è la lotta tra l’uomo e la natura. Per quanti gesti orribili possa compiere l’uomo nei confronti del resto del mondo, la natura si vendicherà, anche solo facendo sentire un mostro chi è obbligato dalle circostanze ad uccidere un animale.


Con l’ultimo capitolo ho pianto proprio tanto!


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4) Se solo il mio cuore fosse pietra, di Titti Marrone


Un romanzo d’inchiesta sulla storia di Lingfield, una delle tante case fondate da Anna Freud (la figlia dell’inventore della psicologia) dopo la Seconda Guerra Mondiale.


Una “casa senza punizione” per bambini e ragazzi rimasti traumatizzati dai campi di concentramento, che lì venivano ascoltati, accuditi e… abituati a tornare al mondo.


Sfido chiunque abbia lavorato con bambini e/o ragazzi difficili a non piangere leggendo questa storia.


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5) Atlas, di Lucinda Riley


La serie delle “Sette sorelle” di Lucinda Riley ha significato davvero tanto per me. Tramite ognuna delle sorelle D’Aplièse, adottate dal ricco Pa’ Salt, ho viaggiato per il mondo, ho (ri)scoperto l’amore, ho conosciuto pezzi di storia che non conoscevo, ho imparato molto.


Una vera e propria girandola di emozioni, che non poteva non concludersi con Atlas, l’ottavo romanzo, la storia del misterioso Pa’ Salt.


Una lettura indimenticabile che mi ha commosso tantissimo.


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6) L’ombra della perduta felicità, di Roberto Centazzo


I romanzi di Roberto Centazzo sono, come egli stesso dice, delle “commedie gialle”: le vicende personali dei tre protagonisti, poliziotti in pensione, si intrecciano di volta in volta ad un’indagine (non proprio autorizzata, ovviamente). Vi garantisco che tante pagine dei suoi romanzi li farebbero entrare di diritto nella categoria “da ridere”.


Tuttavia, L’ombra della perduta felicità tratta in modo delicato e profondo il tema del burnout, e ci sono pagine che restano proprio impresse. Ho sentito anche l’autore parlarne personalmente, in un incontro dello scorso giugno.


Questa storia, di questi tempi, secondo me è necessaria. Non si sa perché, ultimamente si è diffusa ancora di più la voce – mai del tutto sopita, purtroppo - che se prendi lo stipendio dallo Stato (personale scolastico, sanitario, forze dell’ordine e quant’altro), allora il concetto di burnout “non si può sentire”, è proprio impossibile. Beh, insomma…


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7) Non è tempo di morire, di Leonardo Gori


Non è tempo di morire è uno dei thriller che ha per protagonista il colonnello Arcieri, ufficialmente carabiniere in pensione, in realtà agente dei Servizi che non riesce mai davvero ad andarsene.


Questo romanzo, in realtà, non ha niente di particolarmente commovente rispetto agli altri della serie (almeno quelli che ho letto), ma il mistero raccontato è avvenuto durante l’attentato terroristico di Piazza Fontana, il 12 dicembre del 1969.


E penso che ormai lo sappiate in un po’, perché ve ne ho già parlato, ma i miei prozii sono stati testimoni di questa tragedia, si sono salvati per poco. Quindi insomma, una lettura un po’ difficile per me.


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...E 7 LIBRI PER RIDERE!


1) Un uomo in mutande, di Andrea Vitali


L’ho già detto e lo ripeto: nessuno prende in giro i prepotenti con la leggerezza di Andrea Vitali.


E forse per questo motivo la serie del Maresciallo Maccadò, ambientata in pieno ventennio nella cittadina lacustre di Bellano, continua a riscuotere tanto successo. In ogni romanzo della serie, qualcuno della locale sezione del partito combina un guaio o fa una brutta figura, e per sistemare la sua malefatta crea una serie di irresistibili equivoci: toccherà poi al Maresciallo ed ai suoi sbrogliare la complicata matassa che si è creata.


In questo romanzo, con tutti i problemi che già ci sono in quegli anni, la priorità del partito sembrano essere...I WC. E quindi forse non è un caso che in piena notte, per più volte, venga avvistato Un uomo in mutande…


Sincera? Da piegarsi dal ridere!


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2) Non avevo capito niente, di Diego De Silva


Malinconico: semi avvocato, semi divorziato, semi felice. Un ufficio ammuffito e in mobili Ikea in condivisione con un commercialista non proprio di grido; pochi casi, quasi tutti d’ufficio o di ordinaria (e noiosa) amministrazione; una ex moglie che continua a cercarlo come amante, tradendo così il nuovo marito; due figli che ogni volta che lo cercano tirano fuori dal cappello un’idea stravagante.


Un’esistenza mediocre, la sua, come quella di tanti altri, salvata solo dalla sagace ironia e da una (quasi) allegra rassegnazione. Ma un cliente particolare sconvolgerà la sua vita.


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3) Amo la mia vita, di Sophie Kinsella


Inserire in questo elenco uno dei romanzi di un’autrice che ci ha appena lasciato è difficile, ma io la voglio ricordare così, come una scrittrice che ha fatto ridere tanti di noi.


E davvero è impossibile non divertirsi con Ava, la protagonista di questa storia: una ragazza con un lavoro che non la entusiasma e le dà solo di che vivere, una famiglia che non è più tale da tempo, delle amiche tanto care quanto stravaganti e un adorato beagle che è il suo vero compagno di vita. Niente va come dovrebbe nella sua vita, ma ella si consola con una casa creativa, tanti hobbies stravaganti e il sorriso sempre sulle labbra.


Durante un seminario per aspiranti scrittori in Puglia, ella si innamora di un ragazzo inglese ed i due decidono di tornare a casa come coppia. Ma si conoscono ancora troppo poco… e le conseguenze saranno tragicomiche ed esilaranti!


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4) Questa volta si ride!, raccolta di racconti


Ho trovato quasi per caso questa piccola antologia, pensata per le scuole, nella libreria di famiglia, durante il periodo del Covid… e devo dire che è stata la lettura giusta al momento giusto!


Ci sono estratti da classici e romanzi celebri, scene divertenti della letteratura, racconti brevi, monologhi di personaggi famosi.


Questa volta si ride… per tutti i gusti!


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5) La fabbrica delle stelle, di Gaetano Savatteri


Ho scoperto il piccolo mondo di Saverio Lamanna, giornalista rimasto disoccupato e costretto dalle circostanze a tornare nella casa al mare di famiglia, grazie ai racconti contenuti nelle raccolte Sellerio.


E poi è uscito La fabbrica delle stelle, il primo romanzo di questa serie a tutti gli effetti. E le prime 100 pagine sono piene di battute!


So che il mondo di Màkari è diventato anche protagonista di una fiction (che comunque a me tutto sommato piace) che ha aggiunto qualche sfumatura drammatica in più e molte vicende romantiche. Ma i libri per me restano molto più interessanti: colti, arguti e parecchio ironici.


E poi, Peppe Piccionello non è un personaggio: è uno stile di vita!


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6) Matrimonio di convenienza, di Felicia Kingsley


Jemma proviene da una famiglia di hippies londinesi, vive in un seminterrato ed ha (aveva) un lavoro malpagato. Ashford è un nobile che trascorre le sue giornate nella campagna inglese, tra corse di cavalli, feste ed altri divertimenti appartenenti ad un altro tempo, ma da quando il padre è morto, il bilancio familiare ha rivelato dei buchi preoccupanti.


Un matrimonio di convenienza tra loro permetterebbe a Jemma di entrare in possesso dell’eredità di una zia snob (che ha vincolato il passaggio di denaro al matrimonio con un nobile inglese), e ad Ashford di avere liquidità immediata senza perdere la sua posizione di pregio. Ma la convivenza sarà… da morire dal ridere!


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7) Hai detto trenta?, del blog I Trentenni


Andrea, Lea e Viola sono state amiche negli anni di liceo. Ma ora sono tre trentenni un po’ contente e un po’ insoddisfatte, a giorni alterni come spesso accade da adulti.


Tutte e tre sono molto nostalgiche dei tempi della scuola e decidono di partire insieme per quel viaggio che a diciott’anni non erano mai riuscite a fare… e ne accadranno delle belle!


Una risata speciale per noi millennials, per rivivere insieme “i vecchi tempi”!


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Che ne dite? Vi ispira di più la prima o la seconda parte del TAG? 

Avete letto qualcuno di questi romanzi? Che cosa ne pensate?

Ditemi anche se voi avreste scelto altro, e se qualche titolo vi ha commosso o fatto ridere particolarmente. 

Vi auguro ancora una Buona Epifania! 

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)



venerdì 2 gennaio 2026

BUONI PROPOSITI PER IL 2026

 Le mie intenzioni per l'anno appena cominciato, tra blog, libri ed altro



Cari lettori, 

buon 2026! 

Come state? Come avete iniziato l'anno nuovo? Per me il mood festivo continuerà ancora per qualche giorno, quindi sono fortunata. 

Come ogni anno, nel primo post del 2026 si parla di... buoni propositi! Come sono andati quelli del 2025? Che cosa mi riprometterò di fare per i prossimi 12 mesi? Ho fatto un po' di riflessioni, sia a tema libri e blog che su altro. Oggi le condivido con voi!



REVISIONE DEI BUONI PROPOSITI PER IL 2025:



1. Approfittare della possibilità dello streaming e rivitalizzare un po’ la rubrica “Consigli cinematografici”. Questo proposito è stato rispettato in parte, ma non quanto avrei voluto. Dal punto di vista della visione di film e telefilm, la prima parte dell’anno è andata un po’ meglio della seconda. Quanto ai post sul blog, non sono andata oltre i Preferiti del mese e quattro post specifici sul cinema, ma forse va bene anche così. 

Se ho del tempo disponibile, preferisco dare la precedenza alla lettura e alla scrittura; il cinema mi piace ma è semplicemente incluso nella lista, non è in cima, tutto qui.



2. Ultimare le recensioni arretrate. Ho rispettato questo buon proposito, perché le letture del 2024 sono state tutte recensite e messe online, ma… non si finisce mai! Anche il 2025 mi ha portato in dono tante letture, e non tutte sono ancora state recensite. 

C’è anche il fatto che, dovendo conciliare questo mio hobby con lavoro, famiglia e quant’altro, mi è “comodo” avere una scorta di vecchie letture già fatte e solo da recensire. Pian piano arriveranno tutte…



3. Alternare le letture più impegnative a quelle d’intrattenimento. Questo è stato un proposito piuttosto semplice da rispettare, in realtà. Penso che tutti noi amanti della lettura alterniamo dei momenti in cui vogliamo leggere per apprendere, altri in cui rispolveriamo i classici o i nostri preferiti ed altri ancora in cui vogliamo svagarci.

Dal punto di vista intrattenimento, quest’anno ho spaziato come sempre: romance anche self, commedie gialle, letture umoristiche, libri per ragazzi. Dal punto di vista “letture più impegnative”, invece, mi sono resa conto che quest’anno ho letto veramente tanti romanzi (e non-fiction, e raccolte di racconti) sui totalitarismi del Novecento e su personaggi eroici che hanno lottato per la libertà, la pace ed i diritti di tutti. Se questo non è un segno dei tempi, non so proprio che cosa lo sia…



4. Scegliere almeno una di queste due alternative: o un nuovo progetto letterario, o la continuazione di “un classico per ogni bimestre”. Quando ho scritto questo buon proposito, non sapevo ancora su cosa lanciarmi (anche perché ero in un momento di vacanza), ma appena tornata a casa ho avuto l’illuminazione dando un’occhiata alle librerie di famiglia, e così ho scelto di puntare su Shakespeare.

A questo link trovate l’ultimo post di una serie di sei che mi è molto piaciuto scrivere, comprensivo di recap delle “puntate precedenti”.



5. Portare avanti la serie di racconti iniziata ad ottobre per la rubrica Spazio Scrittura Creativa, ed alternarla ad altre tipologie di storie. Anche quest’anno sono riuscita a portare avanti la rubrica Spazio Scrittura Creativa. Non tutti i mesi, e rielaborando perlopiù materiale che avevo già scritto in altri momenti e non avevo ancora pubblicato.

Purtroppo devo ammettere che non è più come cinque/sei anni fa, quando ho iniziato ad inserire racconti nel mio blog e la mia vena creativa era più sviluppata. 

Evidentemente il periodo della pandemia mi ha spinto molto di più a volare con la fantasia (se proprio dobbiamo trovare un lato positivo a quella difficilissima situazione). 

Il 2025 è stato invece un anno pieno “di vita”, sia nel bene che nel male, e così la mia testa non è andata troppo lontano da quello che stavo vivendo. Però, ad essere sincera, mi piace anche l’idea di editare e pubblicare lavori già fatti: se ne sono accumulati negli anni, e sarebbe un peccato lasciarli nel cassetto. 

Anche solo con questa formula, mi piacerebbe che la Scrittura Creativa facesse parte del blog anche nel 2026.



6. Leggere di più internazionale (se possibile, più extraeuropeo). Internazionale sì, extrauropeo… non sono andata oltre i romance e i gialli statunitensi, direi. 

Mi ero fatta tanti buoni propositi in merito alla narrativa orientale e dintorni, ma ascoltando le tante recensioni online dei romanzi più noti del genere non posso fare a meno di pensare che si tratti di storie raccontate in modo molto diverso da quelle a cui siamo abituati noi lettori occidentali. Sono romanzi che meritano più concentrazione, e… a parte forse l’estate, non so se riuscirò a dar loro il giusto tempo.



7. Interagire di più con i profili che mi piacciono, e non solo su Blogspot. Devo dirvi la verità: pensavo che questo obiettivo sarebbe stato un fail clamoroso. Invece no, anche se con cautela e timidezza, ho fatto qualche mossa in questo senso. Meglio di niente, no?



8. Non perdere le buone abitudini riprese con teatro e mostre, se possibile. E qui devo dire che sono proprio contenta, perché spettacoli e mostre restano sempre i miei angolini felici. Certo, io vorrei sempre fare di più, ma bisogna essere realisti, e quello che ho fatto non è poco.



9. Rivedere una fiera di libri dopo un po’ di tempo che non lo faccio, o almeno qualche firmacopie in libreria/biblioteca in più. Già in un post di quest’estate vi anticipavo che, per quanto riguarda le grandi fiere (Salone, FRI e dintorni) avevo cambiato idea. 

In passato sono stata più volte al Salone e ad altre grandi manifestazioni, ma ultimamente mi sono disamorata, per vari motivi: polemiche varie ed eventuali che sgonfiano un po’ l’entusiasmo, troppa attenzione alle mode del momento ed a poco altro, la quasi impossibilità di assistere agli eventi desiderati perché tanti sono sold out. 

E poi, l’ho già detto e lo ribadisco: va bene che libri e cultura sollevano lo spirito, ma anche il corpo ha le sue esigenze, e squamare in mezzo alla folla facendo la fila per qualsiasi bisogno primario non è il top, specie nel mese in cui hai già giornate frenetiche per motivi di lavoro e le gambe a pezzi per la vicinanza con lo spettacolo di danza.

Dopo essermi detta questo, però, mi sono data da fare e ho trovato comunque dei piccoli eventi: tra Cernusco, i paesi dell’hinterland, Milano e Varazze ho partecipato a un buon numero di presentazioni più raccolte, ho conosciuto autori nuovi e altri che non vedevo l’ora di incontrare, e ho portato a casa un bel bottino!



10. Tenere Gioia al timone. Ho espresso questo proposito, che poi è il più importante di tutti, perché il 2024 mi aveva regalato qualche (non proprio) bella stangata, sia dal punto di vista pubblico che da quello privato. 

Dodici mesi dopo, che dirvi? 

Purtroppo, per quanto riguarda la sfera lavorativa, mi sono fatta una ragione (no, non è vero, ma almeno ci provo) del fatto che ci sarà sempre un ciclo continuo di alti e bassi. Però dal punto di vista più privato sono riuscita a chiudere capitoli dolorosi, mi sono sentita quasi rinascere dopo essermi occupata a lungo di situazioni complicate, e riguardandomi indietro vedo che l’anno è stato pieno di persone e cose belle.

Quindi sì, la perfezione non è di questo mondo, ma direi che Gioia ha fatto il suo mestiere.



BUONI PROPOSITI PER IL 2026:


1. Creare più contenuti in autonomia, senza bisogno di template o simili.


Quest’anno mi sono lanciata un po’ più nel creare qualche contenuto in autonomia: i Booktag, il Calendario dell’Avvento su Instagram, qualche nuova tipologia di post… 

Mi sono resa conto che, dopo anni in cui mi sono ispirata a dei template oppure ho partecipato a qualche challenge, mi è venuta voglia di provare a dare “la mia versione”. Parteciperò comunque a qualche iniziativa altrui perché un mio buon proposito (non dichiarato solo perché l’ho già scritto tante volte) resta comunque quello di fare rete e continuare a farmi conoscere. 

Però voglio anche dare un po’ più di fiducia alla mia creatività.



2. Portare più idee “inedite” alla rubrica Spazio Scrittura Creativa.


Ben vengano le mini fan fiction di Harry Potter che sono state troppo nel cassetto, ben vengano le mie vecchie poesie… ma almeno nei mesi più tranquilli cercherò di ritrovare la vena della scrittura creativa, che ultimamente ha latitato un pochino. Almeno ci provo.



3. Leggere qualche caso editoriale in più.


Ho già detto tante volte che leggere per me è una passione e non un lavoro, e perciò non voglio che il mio blog diventi una vetrina per quei libri “di cui tutti parlano”. Però tra i casi degli ultimi anni c’è qualche titolo che effettivamente mi interessa e, magari anche dopo l’ondata di hype, mi potrebbe interessare recuperarlo.



4. Ultimare le recensioni arretrate del 2025.


Proprio come l’anno scorso. Dovrei riuscire anche stavolta, perché, come dicevo prima, c’è anche un motivo di comodità. Ma me lo prefisso comunque.



5. Andare a più piccole presentazioni di libri, 

magari con autori che avevo in mente da un po’.


Come dicevamo, mi sono resa conto che le piccole presentazioni sono la mia dimensione. 

E quindi, perché non partecipare ancora a qualcuna?



6. Pensare a un nuovo progetto letterario per il 2026.


Non so ancora che cosa sceglierò, ma sapete che tornare ai miei studi è per me una vera e propria “zona di comfort”. Sono sicura che al termine di questo periodo di vacanza mi verrà un’idea!



7. Provare (magari nei mesi estivi) a leggere almeno due titoli di narrativa orientale.


Vero: introdurre questo filone, che mi incuriosisce, nella mia routine di lettura si è rivelato un obiettivo troppo ambizioso. Ma un paio di tentativi isolati nel periodo estivo posso anche farli. Giusto per capire se fa per me.



8. Leggere di più i blog altrui e rispondere con puntualità ai commenti.


Proposito che faccio ad anni alterni, lo so. Ma ci sono periodi in cui faccio fatica a pubblicare i miei post, e invece so che non devo dimenticare questi gesti che fanno la differenza nel creare una rete.



9. Cercare di partecipare a più attività culturali possibili.


Metto nel calderone tutto: cinema, teatro, balletti, mostre, gite. Tutto quello che mi fa bene e che mi aiuta a prendermi del tempo per me o a stare con i miei cari.



10. Avere più fiducia in me stessa e nel futuro.


Come ogni anno, ci sono stati momenti in cui è stato abbastanza facile ed altri in cui è stato tremendamente difficile. 

Però, se ripenso a tutto quello che mi è successo anche solo negli ultimi 5/6 anni, a volte mi capita proprio di dirmi: hai superato tutto questo, perché nutri ancora dei dubbi su te stessa? E poi sono abbastanza "vecchietta" da sapere che ogni brutta esperienza ha una fine, anche quando non sembra. 

Quindi, con la mia amica Gioia sempre al timone, cercherò però di fidarmi un po' di più di me stessa e di un futuro sul quale non si possono fare previsioni (e a volte è proprio un sollievo!).




E questi sono i miei buoni propositi per l'anno appena cominciato! 

Voi che mi raccontate? Com'è andato il vostro 2025? 

Avete anche voi qualche buon proposito da condividere? 

Ditemi nei commenti quello che vi va! 

Grazie per la lettura e... ancora Buon Anno!