giovedì 4 giugno 2020

SAGGEZZA IN MUSICA

Canzoni e buoni consigli




Cari lettori,
nuovo post dedicato ai nostri “Consigli musicali”!
Oggi ho deciso di proporvi alcuni brani di canzoni che mi hanno colpito e mi hanno fatto riflettere...delle vere e proprie perle di saggezza in musica!
Spero che siate d’accordo con le mie scelte :-)



Credo, Nek


Credo alla gente che è intorno a me
anche se c’è chi pensa solo a sé
credo che il mondo lo facciamo noi
che non vogliamo falsi eroi
perché dovrei sbagliare io
se c’è chi pensa a modo mio?

...credo che quando arriva un giorno no
qualcosa perdo e qualcos’altro avrò
che oltre una strada che non faccio mai
forse c’è quello che vorrei
sarà sbagliato, non lo so, mi va di crederci però

Se a tutto questo io credo credo
è per dare un senso ad ogni mio momento
credo credo
ma non resto fermo, faccio quel che sento



Pieces, Sum 41


Ho provato ad essere perfetta
non ne è valsa per niente la pena
niente potrebbe essere più sbagliato
e prova a credermi, non è mai stato facile,
penso di averlo sempre saputo

Se credi che sia qualcosa nella mia anima
dirò tutte le parole che conosco
solo per vedere se è evidente
che sto provando a farti sapere
...che sto meglio da sola



Keep holding on, Avril Lavigne


Ascoltami quando ti dico che ci credo
Nulla cambierà il destino
qualunque cosa sia destinata ad essere funzionerà perfettamente

Tieni duro, perché sai che ce la faremo,
resta forte, perché sai che sono qui per te,
non c’è niente che tu possa dire, niente che tu possa fare,
non c’è altro modo quando si arriva alla verità,
quindi tieni duro, perché sai che ce la faremo



Il giorno di dolore che uno ha, Ligabue


Quando indietro non si torna
quando l’hai capito che è la vita
e non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vorrà dire vivere
te l’han detto tutti quanti che per loro è facile

Quando batte un po’ di sole dove ci contavi un po’
e la vita è un po’ più forte del tuo dirle “Ancora no”
Quando la ferita brucia la tua pelle si farà
sopra il giorno di dolore che uno ha...



Il mondo che vorrei, Vasco Rossi


Ed è proprio quando arrivo lì che già ritornerei
ed è sempre quando sono qui che io ripartirei
ed è come quello che non c’è che io rimpiangerei
quando penso che non è così il mondo che vorrei

Non si può fare quello che si vuole
non si può spingere solo l’acceleratore,
guarda un po’, ci si deve accontentare,
qui si può solo perdere…
...e alla fine non si perde neanche più.



Famous last words, My Chemical Romance


Ora so che non posso farti restare
ma dov’è il tuo cuore? Ma dov’è il tuo cuore?
E so che non c’è niente che possa fare
per cambiare questa situazione, per cambiare
così tante luci scintillanti che fanno sparire un’ombra
ma posso parlare? Bene, è difficile comprendere che sono incompleta
Una vita così impegnativa, divento così debole
un amore così forte, non riesco a parlare

Non ho paura di continuare a vivere,
non ho paura di camminare in questo mondo da sola,
tesoro, se tu resti, verrò perdonata,
ma nulla di quello che puoi dire potrebbe fermarmi dall’andare a casa



Something beautiful, Robbie Williams


Tutti i tuoi amici pensano che tu sia soddisfatto
ma non possono vedere la tua anima, no,
si sono dimenticati del tempo in cui si sentivano pietrificati
quando vivevano da soli

Se non riesci ad alzarti la mattina
perché il tuo letto è vuoto la notte
se sei perso, ferito, stanco o solo,
non puoi controllarlo, fai del tuo meglio,
che tu trovi quell’amore che non ti lascerà mai,
che lo trovi alla fine del giorno,
non sarai perso, ferito, stanco o solo,
qualcosa di bello arriverà sulla tua strada



Kristy are you doing okay?, The Offspring


Oh, le nuvole del tempo sembrano piovere
sull’innocenza lasciata indietro
e questa sensazione non se ne va mai via…

Riesci ad essere forte? Ad andare avanti?
Kristy, è tutto ok?
Come una rosa che non sboccerà,
perché l’inverno ti ha tenuta con sé,
non sprecare tutta la tua vita provando
a riavere indietro quello che è stato portato via



Hold on, Michael Bublé


Non hanno sempre detto che eravamo fortunati?
Immagino che una volta lo fossimo
ma la fortuna ti lascerà perché è un’amica infedele
ed alla fine, quando la vita ti butterà giù
hai qualcuno qui da abbracciare

Quindi tieniti stretta a me,
tieniti stretta, prometto che staremo bene
siamo più forti qui insieme
di quanto potremo mai essere soli
Quindi tieniti stretta a me stanotte

Ci sono così tanti sogni a cui abbiamo rinunciato
ma dai un’occhiata a quello che abbiamo!



Quello che capita, 883


Chi lo sa se il mio posto è qui o è solo una fatalità
una questione di numeri, di probabilità,
che può decidere chi sarai,
lingue e dialetti che parlerai, accenti ed inflessioni che avrai,
luoghi e profumi che chiamerai “casa mia”…

Forse è che si fa quello che si può
forse è che si fa quello che capita
con più o meno dignità…
Forse è come pescare un numero
e sperare poi in quello che capita
ma ringrazio il Cielo che
tu sei capitata a me...



By the grace of God, Katy Perry


Pensavo di non essere abbastanza,
che non ero poi così forte,
mentre stavo sul pavimento del bagno,
vivevamo su una linea di sensi di colpa
e pensavo che la colpa fosse tutta mia
non potevo più sopportarlo…

...ma ora ogni mattina non c’è più pianto
posso finalmente rivedermi di nuovo
so che sono abbastanza, che è possibile che io sia amata,
che il problema non ero io!

Per grazia di Dio (non c’era altra via)
mi sono rimessa insieme (sapevo di dover restare)
ho messo un piede davanti all’altro
e mi sono guardata allo specchio
ed ho deciso di restare
non avrei permesso che l’amore mi portasse via così



Il cielo ha una porta sola, Biagio Antonacci


Hai smesso di far male ai tuoi fragili pensieri
hai cominciato a fare pace con te stessa
tu, che vivi sempre tutto in ombra!

E non è per farti fretta, e non è per la distanza,
tutto vivo e vive senza te
io ti scrivo per sentire, io ti scrivo senza tempo,
potrei anche non ricevere
perché quello che io sento di te è forte
quello che io sento di te è sempre che
tu mi piaci, tu mi dici: non sono in grado di amarti!

Lì che tempo fa? Tu sarai già al mare
prenditi il tuo tempo e non sentirti in colpa mai
la volontà decide ancora!



Only the young, Taylor Swift


Loro non ci aiuteranno,
sono troppo occupati ad aiutare se stessi,
loro non cambieranno questo,
dobbiamo farlo da noi,
loro pensano che sia finita, ma è solo l’inizio

Solo una cosa ci può salvare
solo i giovani possono correre

Non dire che sei troppo stanco per combattere,
è solo una questione di tempo,
laggiù c’è la linea di fine gara,
quindi corri, e corri, e corri




Ora tocca a voi!
Fatemi sapere se conoscete queste canzoni, se vi piacciono, se vi incuriosiscono.
Consigliatemi pure nei commenti altre “riflessioni in musica”!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

lunedì 1 giugno 2020

NOVITÀ MAURIZIO DE GIOVANNI

Le ultime uscite dell'autore



Cari lettori,
oggi, per la nostra rubrica “Letture...per autori”, torno a parlarvi di uno scrittore i cui libri ho recensito tante volte: Maurizio De Giovanni.

Vi ho già parlato della serie che ha come protagonista il commissario Ricciardi (qui e qui), di quella dei “Bastardi di Pizzofalcone” (a questo link), dei “Guardiani” (qui) e di Sara (in questo post).


Oggi vi presento tre romanzi di questo autore che sono usciti nel corso degli ultimi mesi e che sono riuscita a recuperare in questo periodo: l’ultima avventura dei “Bastardi”, il secondo volume della serie di Sara ed il suo primo libro della Sellerio, con una nuova protagonista femminile.
Vediamoli meglio insieme!



Nozze


L’inverno sta per terminare, ma a Napoli febbraio è insolitamente gelido. Una signora anziana che vive su un palazzo affacciato sul mare si è appena messa sul balcone per prendere un po’ d’aria, quando uno spettacolo stravagante ed un po’ agghiacciante si presenta di fronte ai suoi occhi: uno splendido abito da sposa fluttua tra le onde.

La strana scoperta viene segnalata ai Bastardi, che, in una grotta isolata e poco distante dal palazzo della signora, si trovano di fronte ad una vera e propria scena del delitto: una ragazza nuda giace a pochi centimetri dall’acqua, trafitta da una coltellata al cuore. Si tratta di Francesca, una trentenne che viveva in uno dei quartieri più ricchi della città e proprio il giorno successivo si sarebbe dovuta sposare.

I Bastardi iniziano ad indagare, capitanati, come al solito, dal vicequestore Palma e dal pm Piras, ma si ritrovano ben presto ad affrontare un grosso ostacolo: è probabile che il caso non sia di competenza loro, bensì dell’Antimafia. L’uomo che Francesca stava per sposare, infatti, è il figlio di un boss, e può darsi che l’ingresso della ragazza in “famiglia” non piacesse a qualcuno, oppure che l’omicidio sia stato compiuto al fine di colpire il futuro suocero.

Lojacono ed i suoi, però, una volta conosciuto il ragazzo in questione, si rendono conto che egli ha passato tanto tempo all’estero ed ha preso le distanze dalle sue origini. In effetti, alcuni elementi importanti sembrano condurre le indagini dei Bastardi in un’altra direzione.


Mentre l’inchiesta prosegue, ognuno dei Bastardi porta avanti le sue silenziose battaglie quotidiane. Tutti loro covano un doloroso segreto e sono arrivati ad un punto di svolta delle loro vite. 
Alex vorrebbe andare a vivere con Rosaria, ma la paura di impegnarsi e quella del giudizio altrui la frenano; Palma ed Ottavia continuano a vivere la loro relazione, anche se si sentono in colpa, soprattutto nei confronti del figlio di lei; Romano è tornato con la moglie per amore della bambina che vorrebbe adottare, ma ormai da tempo è innamorato della pediatra della piccola Giorgia; Aragona è rimasto senza i generosi assegni del padre ed è andato a vivere da Pisanelli, che si sta lentamente riprendendo; Lojacono, sua figlia Marinella e la pm Piras stanno iniziando a formare una nuova famiglia; il “nuovo acquisto” Elsa, infine, nasconde un segreto relativo a sua figlia.


Era da circa un anno, dopo "Vuoto", che non mi ritrovavo tra le mani un romanzo dei Bastardi, ed ero davvero curiosa di leggerlo. Le vite piene di difficoltà dei protagonisti stanno iniziando a “sistemarsi”, anche se non nel modo che loro desideravano o immaginavano: chi si sentiva solo sta ricominciando a vivere grazie a nuovi legami, chi si comportava da viziato è stato obbligato dalle circostanze a maturare, chi ha voluto chiudere gli occhi su certe problematiche ormai non può più farlo. L’infelicità, purtroppo, è ancora in parte compagna delle loro vite, ma non li schiaccia più come all’inizio della serie.

L’indagine raccontata è prettamente al femminile, e sarà proprio grazie alle donne della squadra che Francesca avrà giustizia.



Dodici rose a Settembre


Mina Settembre è una donna sui quaranta, divorziata e costretta ad occuparsi dell’anziana madre, che ha un pessimo carattere. Da tempo lavora come assistente sociale in uno scalcagnato palazzo dei Quartieri Spagnoli, e si occupa principalmente di famiglie in difficoltà, tra donne con i mariti in carcere, ragazze madri, adolescenti che restano invischiati nella rete della criminalità organizzata.

Mina divide il pianerottolo dove c’è il suo ufficio con Domenico “chiamami Mimmo”, un ginecologo giovane e simpatico che ha da poco sostituito un collega andato in pensione. Ella è piuttosto dura con lui: lo rimprovera continuamente e lo tiene a distanza. Mimmo, che si sente rifiutato, non comprende il reale motivo dell’atteggiamento di Mina: lei, in cuor suo, si sente molto attratta dal dottore, che è praticamente l’unico che quando le parla la guarda negli occhi… e non osserva attentamente un’altra parte del suo corpo. Già, perché Mina ha un seno molto generoso, che suscita le continue e fastidiose attenzioni del portiere del consultorio, che è oggetto di scherno da parte delle sue amiche e che le impedisce di camminare per strada serenamente se per caso si veste di corsa e s’infila una maglietta troppo accollata.


Un giorno Mina e Mimmo raccolgono la testimonianza di una ragazzina disperata, che, con la grave serietà di un’adulta, chiede di essere aiutata, perché il padre ha sempre picchiato la madre e le violenze si moltiplicano ogni giorno che passa. I due iniziano discretamente ad informarsi sulla famiglia e ben presto comprendono che la fanciulla non sta affatto mentendo.

Nel frattempo, un killer seriale sconvolge i quartieri più alti di Napoli: egli invia alle sue vittime dodici rose, una al giorno, poi, non si sa come, riesce ad infilarsi nelle loro case senza alcuna effrazione e li uccide con un colpo di pistola (i cui bossoli sembrano appartenere ad una strana arma d’epoca). Sulle sue tracce ci sono un pubblico ministero molto determinato ed alcuni carabinieri che temono più il magistrato che i criminali.


Dodici rose a Settembre è il primo romanzo della Sellerio di Maurizio De Giovanni, un “piccolo libro blu”, come egli stesso lo definisce in coda all’opera. Se dovessi definirlo con una parola, direi che è spassoso, parola insolita per un giallo… eppure è così: l’autore, in questo romanzo, dà il meglio di sé in quanto ad ironia, e le battute si susseguono, rendendo la lettura molto piacevole per il lettore. 

Non è la prima volta che Maurizio De Giovanni si “cala nella parte” di una donna (prima c’è stata Sara), ma questo romanzo, in particolare, offre tante simpatiche scene tipiche della commedia al femminile, come gli incontri di Mina con le sue amiche dell’alta società. Il fatto che ci siano incursioni in altri generi non toglie comunque nulla al giallo, che è al tempo stesso terribile e splendidamente raccontato.



Le parole di Sara


Alla fine di Sara al tramonto avevamo lasciato la nostra protagonista completamente cambiata rispetto all’inizio del romanzo: l’ex agente dei Servizi segreti in pensione e sola al mondo è ora tornata al lavoro, anche se in via non ufficiale, ed ha dei nuovi legami affettivi: l’amico poliziotto Davide Pardo (ed il suo esuberante Bovaro del Bernese), la fotografa Viola, ultima compagna del figlio deceduto, e soprattutto Massimiliano, il suo nipotino neonato, che porta il nome del suo amatissimo compagno, morto dopo una lunga malattia mesi prima.


Nelle ultime settimane non ha visto spesso la sua amica ed ex collega, Teresa Pandolfi, detta “La Bionda”, ma crede che la sparizione della donna sia dovuta al fatto che, a differenza sua, lei è ancora in servizio. Inaspettatamente, però, è proprio la donna a convocarla con grande fretta nel solito bar, per raccontarle gli ultimi aggiornamenti e chiederle nuovamente aiuto.

Da tempo, infatti, Teresa ha una relazione con Sergio, un nuovo acquisto dei Servizi, un giovane ancora in posizione di apprendistato. Il ragazzo, però, è inspiegabilmente sparito, e lei crede che le indagini “ufficiali” non verranno svolte con cura, per via delle indagini che egli stava svolgendo prima di scomparire.

Sergio, prima di far parte della squadra di Teresa, era stato per molto tempo al fianco di un esponente del centro destra molto popolare, anche e soprattutto sui social, un personaggio che si è fatto portatore del cosiddetto “nuovo che avanza”. Un politico collegato, non si sa bene come, ad una vecchia conoscenza di Sara e Teresa, un uomo che aveva lavorato con loro e con Massimiliano. Per le due donne è giunto il momento di tirare fuori un vecchio fascicolo e di rendersi conto che i tempi nuovi non sono poi troppo diversi da quelli passati.


Le parole di Sara è un romanzo proprio sull’importanza e sul potere della parola.
Con essa si può creare un’altra realtà, si possono indirizzare la rabbia e lo sconforto degli ultimi, di possono trasformare dei disperati in colpevoli, si può modificare l’opinione pubblica a proprio favore. Ma, parlando, si può anche dare conforto ad un’amica, mettere insieme le idee arrivando alla soluzione di un caso, decidere se seguire la testa o il cuore.

L’originalità della serie di Sara consiste proprio nella capacità della protagonista di rendersi invisibile e di arrivare a scoprire misteri ai quali nemmeno il più solerte dei poliziotti riuscirebbe ad avere accesso. L’autore, durante un firmacopie al quale ho avuto il piacere di partecipare l'anno scorso, ha detto che gli piacerebbe, con Sara, distanziarsi un po’ dal giallo classico e parlare maggiormente di alcune logiche di potere, come quelle relative alla politica ed al controllo dei media, di cui si parla in questo romanzo.

Per quanto vengano trattati temi impegnativi, non mancano, tuttavia, momenti divertenti, legati principalmente al desiderio di paternità di Davide Pardo (che sfoga con il piccolo Massimiliano), agli infruttuosi tentativi di Viola di fare nuove conoscenze maschili ed ovviamente al cagnolone del poliziotto, vera star del romanzo.




Che mi raccontate? Conoscete Maurizio De Giovanni?
Avete letto questi romanzi? Che cosa ne pensate?
Credo che alcuni di voi li abbiano già recensiti, perché ho letto dei post al riguardo, ma… fatemi sapere comunque la vostra opinione nei commenti!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

giovedì 28 maggio 2020

I PREFERITI DI MAGGIO 2020

Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese




Cari lettori,
anche il mese di maggio è giunto al termine! Dopo un marzo ed un aprile molto difficili per tutti noi, qualcosa sta lentamente iniziando a tornare alla normalità, anche se credo che dovremo fare ancora molti passi. Per quanto mi riguarda, la novità più importante è stato il fatto che ho potuto finalmente rivedere i miei cari (o “i congiunti”, come si dice adesso) e passare del tempo con loro. Per il resto, purtroppo non è ancora cambiato molto… ma cerco di restare positiva!

Nel frattempo, ecco tutto quello che mi è piaciuto nelle ultime quattro settimane, dai libri ai film, dalla musica alla poesia!



Il libro del mese


Angela Mazzola, giovane poliziotta di Palermo, è una ragazza tanto bella quanto intelligente, che sta muovendo i primi passi in Questura, tra indagini al momento poco rilevanti e qualche compito di ordinaria amministrazione. La sua vera occasione deve ancora arrivare, ma Angela non si perde d’animo e, al di là del lavoro, cerca il più possibile di godersi la vita: ha un gradevole appartamento al quale tiene molto, si diverte nei locali dell’estate palermitana e cerca l’amore, ma al momento ha soltanto un corteggiatore, un collega da lei definito il “Michael Bublé della Questura”, ad indicare che è un tipo simpatico e brillante, ma che non suscita in lei una grande passione.


Un giorno, un terribile delitto sconvolge la zona di Palermo dove vive Angela. La vittima, brutalmente uccisa e trovata in un lago di sangue, è la titolare di un negozio di parrucche, un posto che era diventato una piccola oasi di tranquillità per tante pazienti oncologiche che, oltre ad affrontare già notevoli problemi, spesso si sentivano in crisi con la loro femminilità. La signora uccisa era gentile, solare, benvoluta da tutti, ed il suo assassinio è un fulmine a ciel sereno.

La madre e la zia di Angela conoscevano la vittima e, tra una chiacchiera di paese ed un pranzo in famiglia, la nostra protagonista inizia a conoscere sempre più dettagli su di lei, sul suo lavoro e sulle sue frequentazioni. Dal momento che il suo capo continua ad affidarle degli incarichi di poca importanza, ella decide di condurre una sorta di “indagine non autorizzata”, cercando di capire da sola l’identità dell’assassino e di mettersi finalmente alla prova.


Stella o croce è il primo romanzo che leggo tra quelli di Gian Mauro Costa. Come ormai saprete, da Camilleri a Recami, da Manzini a Stassi, sono una fan dei giallisti della Sellerio, ognuno dei quali ha una sua cifra stilistica che lo distingue dagli altri. 

Mi è già capitato di leggere dei racconti di Gian Mauro Costa appartenenti alle varie raccolte e mi sembra di aver capito che egli prediliga protagonisti piuttosto ordinari ed una certa leggerezza narrativa che completa l’intreccio di stampo poliziesco. Rispetto a tanti altri protagonisti di romanzi gialli, più introversi, cupi, segnati da un passato difficile, Angela è una ragazza ottimista ed estroversa, ma anche sensibile ed intuitiva, e queste qualità saranno essenziali per la sua prima indagine “da romanzo” e non soltanto “da racconto”.

L’ambientazione siciliana, già casa del commissario Montalbano e del giornalista Saverio Lamanna, è cara ai lettori della Sellerio, ma qui è presentata con grande semplicità, quasi con familiarità.

So che è già uscito un altro episodio delle indagini di Angela Mazzola, Mercato nero, e sicuramente non me lo perderò.



Il film del mese


Ho una confessione da fare: fino a poche settimane fa non avevo mai visto la trilogia de Il signore degli anelli di Peter Jackson. I film sono usciti quando andavo alle scuole medie e, da adolescente, ho provato più volte ad iniziare La compagnia dell’anello, finendo sempre assopita davanti alla tv dopo la prima mezz’ora. Forse per via della lunghezza, forse per il fatto che i fantasy, come ormai avrete intuito, non sono il genere che pratico di più (con l’unica notevole eccezione di Harry Potter), non sono mai stata incuriosita a recuperare la serie.

Questa lunga serie di serate da passare forzatamente a casa, però, mi ha finalmente convinto a riprovarci e, con mia grande sorpresa, non solo sono riuscita a vedere tutta la trilogia, ma l’ho veramente apprezzata.


Sono rimasta molto colpita, innanzitutto, dal mondo fantastico creato da Tolkien, incredibilmente complesso: dalla Contea degli Hobbit al Nero Castello di Mordor, dalle città degli uomini al mitico Gran Burrone degli Elfi, l’autore è stato davvero abile a creare mondi fantastici attingendo a tanti riferimenti diversi. Ho colto elementi appartenenti al medioevo (il regno di Rohan), ai bestiari (dai draghi che cavalcano gli spiriti al demone della miniera), alla fantascienza (la porta di Durin), alle battaglie dell’antichità greca e romana (lo scontro con gli Olifanti ricorda molto da vicino la campagna in India di Alessandro Magno) ed altro ancora.


Ho anche apprezzato il forte simbolismo narrativo, soprattutto per quanto riguarda alcuni personaggi. Il Potere puro, ad esempio, è rappresentato da Sauron, l’antagonista principale, che, essendo totalmente consumato dalla malvagità, non ha più nulla di umano, ma è rappresentato come una vuota armatura nel prologo e come un grande occhio infuocato nel resto della trilogia. 

L’Anello, invece, a mio parere, non rappresenta tanto il Potere, quanto l’Idea di esso, il Desiderio di averlo, ed è per questo motivo che chi ne diventa schiavo non ottiene nulla, anzi, perde se stesso diventando l’ombra di quello che era. Il personaggio che rappresenta questa terribile spaccatura interiore è Smeagol/Gollum, un tempo abitante della Contea come gli eroi Frodo e Sam e diventato poi una pericolosa e schizofrenica creatura. Le scene in cui le sue due personalità dialogano tra loro, secondo me, sono davvero da brividi (e riuscitissime). 



L’amicizia più bella, a mio parere, è proprio quella tra Frodo e Sam: da una parte il protagonista caricato di un terribile peso, un’anima pura scelta dallo stregone Gandalf proprio perché buona e, a differenza del suo mentore, senza desiderio (nemmeno celato) di potere, una persona che ogni giorno porta avanti una lotta per non far sì che il suo cuore venga corrotto dall’anello; dall’altra la sua spalla, saggia e pragmatica, che lo sostiene e lo aiuta a restare positivo. Anche il rapporto che si crea tra Aragorn, Legolas e Gimli (un Re, un Elfo ed un Nano) mi ha stupito e spesso divertito.

La storia d’amore tra Aragorn e la principessa degli Elfi Arwen è davvero romantica, ma credo che il mio personaggio femminile preferito sia Eowyn, nipote del re di Rohan, una ragazza che soffre prima per via di un amore non ricambiato e poi perché nessuno desidera che lei combatta, ma che alla fine trova il suo riscatto in battaglia e la felicità con un uomo che, come lei, ha conosciuto il lutto e l’abbandono.

Gli effetti speciali sono davvero spettacolari, le scene epiche incredibili (soprattutto quelle della battaglia alla fine de Le due torri) e devo ammettere che orchi e mostri vari sono terrificanti, ma se non ho avuto gli incubi nemmeno io credo che possiate farcela tutti.


Ora sicuramente qualcuno di voi mi dirà: bene, il prossimo passo è leggere i libri! Sfida troppo ambiziosa, mi sa… comunque vi terrò aggiornati! 



La musica del mese


Come sicuramente saprete, da fine febbraio palestre, centri sportivi e scuole di ballo hanno chiuso, così molti ballerini in erba come me hanno sentito l’esigenza di reinventarsi e di vivere il proprio sport preferito direttamente a casa propria.

Facendo tesoro delle lezioni di danza e di zumba, ho pensato di creare una mia routine di fitness ballato, tra aerobica, musical e danze caraibiche, che vi ho raccontato nel post dei miei preferiti di marzo.


Ultimamente, per variare un po’, mi sono messa a cercare un po’ di ispirazione su YouTube, ed oggi vi consiglio due canali che mi stanno piacendo molto, con i miei allenamenti preferiti e, ovviamente, musiche annesse.


Il primo canale, MadFit (qui il link), è gestito da una simpatica ragazza canadese che ha studiato per anni danza classica e che si è re-inventata come istruttrice di palestra e workout casalinghi. Io vi consiglio particolarmente:

- I DANCE PARTY, ovvero le sequenze di quattro/cinque canzoni da ballare in stile zumba: il mix degli anni ‘90, davvero divertente e vagamente nostalgico per i miei coetanei, comprende Oops! I did it again di Britney Spears, Everybody dei Backstreet Boys, Boom boom dei Vengaboys, No scrubs dei TLC e Spice up your life delle Spice Girls.
Quello degli anni 2000, molto simpatico, mette invece in sequenza Crazy in love di Beyoncé, Buttons delle Pussycat Dolls, Yeah di Usher e Please don’t stop the music di Rihanna.


- I BALLET WORKOUT, ovvero sequenze di esercizi basate sui passi della danza classica: sono sequenze di esercizi ginnici di 20 minuti circa, con un po’ di musica di atmosfera. Per trasformare plié, arabesque e relevé, di solito passi dei balletti, in un allenamento fitness! Proposto in quattro versioni: una per tutto il corpo, una per le gambe, una per l’addome ed una per glutei e cosce. Piuttosto intensi, ma, secondo me, se si è ballerine, molto più “confortevoli” di un classico corso da palestra.


- I SONG WORKOUT, mini-allenamenti di ¾ minuti sulle note di una canzone: per tutti i gusti e di tutti i generi!



Il secondo canale, invece, Pamela Reif (qui il link), è gestito da una ragazza tedesca più esperta di fitness che di ballo, ma che ha comunque pubblicato dei tutorial davvero carini per chi vuole muoversi divertendosi un po’. 
Io vi consiglio soprattutto questi video:


- 15 minuti sexy dance workout: un mix di zumba e fitness sulle note di Get Busy e Temperature di Sean Paul, When love takes over di David Guetta e Kelly Rowland e One more time dei Daft Punk.

- 15 minuti dance cardio workout: una serie di coreografie accompagnate da Ain’t nobody di Chaka Khan, You can’t hurry love di Phil Collins, Take on me degli A-Ha e Holiday di Madonna.

- “Lonely” di Joel Corry, Happy dance warm up: 4 minuti di ballo perfetti per il riscaldamento!

- “South of the border” di Ed Sheeran, legs work out: un allenamento della durata di una canzone, che però permette di far lavorare moltissimo le gambe.

- 10 min Cool down stretching: classico di fine allenamento.


Nel caso non siate appassionati di danza o zumba, entrambi i canali contengono moltissimi tutorial di ginnastica o varie discipline fitness, per allenare, di volta in volta, specifiche parti del corpo. Vi consiglio soltanto, anche qualora i 15/20 secondi di riposo per recuperare non siano indicati, di bloccare il video e prenderveli lo stesso, perché loro sono indistruttibili… e, non so voi, ma io un po’ meno! :-)



La poesia del mese


Per questo mese ho pensato di proporre un componimento di Julio Cortazar dal titolo Il futuro. La voce narrante di questa poesia ha perduto una persona cara ed immagina come sarà la sua vita d’ora in poi. 
Ho pensato di condividerla con noi, dal momento che in questo mese di maggio abbiamo ripreso cautamente alcune nostre abitudini, ma credo che sia rimasto in noi un senso di privazione difficile da superare.


E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure del gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all’angolo della strada mi fermerò,
a quell’angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
né là fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.



Le foto del mese


Tramonto spettacolare fotografato da casa mia! Una vera esplosione di rosa…



Che maggio sarebbe senza gli iris? Ecco i più belli del giardino!



Per la serie “cucinando per me stessa”, ecco dei maccheroni integrali con pomodorini e buzzonaglia! Per chi non la conoscesse: si tratta di una specialità siciliana di tonno, costituita da ciò che viene scartato dal momento in cui le parti più pregiate del pesce devono essere inscatolate… davvero saporita, e speciale se usata per condire i primi!




Questo è stato il mio mese di maggio!
Per me è stato insolito rispetto agli anni scorsi, e sinceramente non sento ancora di essere tornata alla normalità, ma rispetto a marzo e ad aprile ho avuto molta più libertà di movimento ed ho potuto rivedere un po' di persone a me care, quindi posso considerarmi già fortunata. 
E voi? Come state? Come avete vissuto queste settimane di cauta “ripartenza”? Che cosa mi raccontate a proposito del vostro maggio?
Aspetto i vostri commenti!
Grazie per la lettura, ci risentiamo in giugno :-)