lunedì 24 aprile 2017

TEMPO DI LIBRI

Prima edizione della Fiera milanese: le mie impressioni





Cari lettori,
sono davvero felice di inserire nella rubrica “Eventi culturali” un post dedicato alla prima edizione del Salone milanese “Tempo di libri”, che ha occupato due padiglioni degli spazi di Rho fiera dal 19 al 23 aprile.


L’ideazione, la creazione e l’organizzazione di una manifestazione tutta milanese dedicata ai libri sono state oggetto, quest’inverno, di un lungo e piuttosto aspro dibattito, che ha visto il coinvolgimento di sindaci, assessori alla cultura, case editrici ed autori. Il rischio che tematiche ed eventi richiamassero fin troppo l’ormai tradizionale Salone del Libro di Torino, creando così una divisione del pubblico e sottraendo visibilità agli espositori (specie alle piccole case editrici) era effettivamente tangibile. Voi avete seguito la questione sui giornali ed in tv? Che ne pensate?


Io ho visitato l’esposizione ieri con due mie amiche (una delle quali è Francesca/Ariel de "L'angolo di Ariel", che molti di voi già conoscono!) ed ora vi racconto le mie impressioni!





La fiera occupava due grandi padiglioni degli spazi di Rho che, forse, alcuni di voi avranno già visitato in occasione della Fiera dell’Artigianato natalizia o di altre esposizioni. 

I due spazi erano organizzati in maniera semplice ma piuttosto funzionale: le grandi case editrici (Mondadori, Feltrinelli, Giunti, Rizzoli…) erano al centro dei padiglioni, mentre le realtà più piccole erano disposte lateralmente.

In questo modo, se il visitatore desiderava trovare lo spazio dedicato ad un grande nome dell’editoria (magari per qualche firmacopie o per una presentazione) poteva farlo con facilità, perché essi erano in posizione centrale, di dimensioni notevoli e facilmente riconoscibili.

In questo contesto, secondo me, anche i piccoli editori sono riusciti ad avere la loro visibilità: le aree laterali dei padiglioni, infatti, erano più tranquille, e si creava un’atmosfera da mercatino che dava al visitatore l’impressione di girare tra tante interessanti bancarelle.

Nella foto lo stand del Libraccio, molto visitato e caratterizzato da alcuni pannelli di legno con i nomi delle città italiane dove si possono trovare i vari punti vendita.






Molti stand erano graficamente curati, simpatici, persino interattivi. Alla Baldini&Castoldi, per esempio, era possibile fare un selfie con Lucy, con Snoopy o con entrambi, a seconda dei propri gusti!





Il visitatore è stato liberissimo di girare per gli stand, osservare l’esposizione, prendere in mano le nuove uscite, sfogliarle. Si poteva trovare di tutto, dalla narrativa alla saggistica, dalle biografie dei personaggi famosi ai fumetti.

Per gli appassionati di questi ultimi, poi, si è rivelato davvero imperdibile lo spazio dedicato a Sergio Bonelli editore. Domenica c’era anche il vignettista Fabio Civitelli che firmava i numeri di Tex Willer di tanti entusiasti fan.
Il ranger mezzo indiano è il mio personaggio preferito della Bonelli, forse perché mio padre conserva in cantina tutti i numeri, dall’1 al 678. Io ne avrò letti sì e no una ventina, ma il western ha il suo fascino :-)





In posizione marginale, ai lati dei padiglioni, erano collocate alcune sale di dimensioni differenti all’interno delle quali è stato possibile sedersi ed ascoltare conferenze, presentazioni, interventi.

Personalmente ho trovato molto carino che questi spazi siano stati chiamati con il nome dei caratteri tipografici (Tahoma, Arial, Helvetica…).

Il programma dei personaggi ospitati si è rivelato davvero vastissimo e credo che abbia soddisfatto tutti i gusti.
Ieri, probabilmente, tre dei nomi più attesi sono stati quelli delle signore del romanzo Sophie Kinsella (che abbiamo mancato per un pelo), Clara Sanchez e Silvia Avallone.

Non sono mancate, però, le contaminazioni tra la lettura ed altre arti: in uno spazio dedicato ai libri di cucina lo chef Davide Oldani ha raccontato la sua esperienza, mentre, in un altro open space, il rapper uscito da Amici Mattia Briga ha presentato il suo primo romanzo Novocaina.





Per tutti coloro che hanno lavorato o lavorano nel campo scolastico: gli spazi dedicati alla didattica non erano purtroppo ampi come quelli del Salone torinese, ma erano comunque presenti e ben forniti. 

Case editrici come il Mulino o altre che propongono testi scolastici hanno avuto il loro spazio, e c’era persino uno stand dedicato agli Alpha test. 

Per gli universitari a caccia di testi, oltre al classico Libraccio c’erano spazi dedicati a chi studia alla Cattolica: Interlinea e Vita&Pensiero. Inutile dire che, girando per quegli stand, a me ed alle mie amiche sono tornati alla mente un po’ di aneddoti di quegli anni :-)





La fiera non si è dimenticata dei più piccoli! Tanti erano i coloratissimi spazi dedicati a loro, con una proposta più variegata che mai, a partire dai libri-gioco per i bambini al di sotto dei 5 anni, passando per le più classiche favole (alcune magnificamente illustrate), fino ad arrivare ad alcuni libri con scenografie di carta davvero spettacolari.




Come potrete intuire dalla mia recensione, il mio bilancio di questa fiera è decisamente positivo.
Dovendo trovare qualche pecca, devo riconoscere che, per quanto lo spazio dedicato ai piccoli autori non sia trascurabile, esso è comunque minore rispetto a quello del Salone torinese. Stesso discorso per le proposte per bambini e ragazzi, che, pur se interessanti e valide, non hanno un padiglione dedicato come a Torino, per questioni di spazio, ma finiscono per essere un po’ sparpagliate. L’esposizione è, dunque, sicuramente più piccola della sua rivale, ma non per questo non l’ho trovata ricca ed interessante.


Mi permetto di segnalare un solo, macroscopico errore, che (a quanto ho letto) hanno fatto notare anche alcuni giornali: la scelta dei giorni!
Se c’è una verità saputa e risaputa è il fatto che i milanesi approfittano delle festività per fuggire via dalla metropoli: che senso ha un’esposizione a Milano in pieno ponte del 25 aprile? Io stessa ho rischiato di non esserci, anche se poi non sono partita, visto che, a causa della Pasqua bassa, ero proprio appena tornata dal mare. Visto che il sindaco ha dichiarato che ci sarà una seconda edizione, spero tanto in un cambiamento di date.


Adesso tocca a voi! Avete visitato l’esposizione?
Quali sono state le vostre impressioni?
Siete riusciti ad assistere a qualche conferenza?
E che ne pensate della problematica questione Milano/Torino?
Fatemi sapere!
Nel frattempo vi ringrazio e vi do appuntamento al prossimo post :-)

giovedì 20 aprile 2017

25 DOMANDE SULLA LETTURA





Cari lettori,
oggi, per la nostra rubrica “Tag&Booktag”, vi propongo un questionario per il quale sono stata taggata dalla mia amica Ariel (langolodiariel.blogspot.it).




1-Nomina almeno 5 blog a cui fare le domande.  
2-Cita sempre chi ha creato il Book Tag: Racconti dal passato. 
3-Nomina e ringrazia il blog che ti ha nominato: L’angolo di Ariel
4-Usa come immagine quella in cima a questo post.


Ecco le mie risposte a queste 25 domande a tema libri!


1. Come scegli i libri da leggere?

Sicuramente parto dall’autore: o mi è già noto, o ne ho sentito parlare bene. Non si tratta, però, di una regola fissa: talvolta mi faccio incuriosire dalla trama, qualche volta addirittura dalla copertina.


2. Dove compri i libri: in libreria o on line?

Compro ben pochi libri: ormai da anni sono un’affezionata frequentatrice della biblioteca, per motivi di costi e di spazio. Comunque, quando mi capita di acquistarli, mi piace andare in libreria.


3. Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

Prendo sempre 2/3 libri in biblioteca. Quando li finisco, li riporto, e poi ne prendo altri!


4. Di solito quando leggi?

Nel weekend, se non ci sono particolari impegni (specie la domenica) o di sera. Qualche volta leggo anche nel tardo pomeriggio, ma solo se non devo andare a scuola di danza o se non sono troppo stanca dopo il lavoro.


5. Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

Sinceramente no.


6. Genere preferito?

I tre generi che leggo maggiormente sono i romanzi rosa, i gialli e gli storici, ma non sono gli unici a cui mi dedico.


7. Hai un autore preferito?

Tra gli italiani: Elena Ferrante, Sveva Casati Modignani, Andrea Camilleri, Valerio Massimo Manfredi, Andrea Vitali, Marco Malvaldi. 
Tra gli stranieri: L.M.Alcott, Sophie Kinsella, Melissa Hill, Camilla Lackberg, Philippa Gregory. 
Lo so, è una lunga lista…


8. Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Fin da quando ero una bambina piccolissima e leggevo le favole a mio fratello.


9. Presti libri?

Mi capita raramente, anche per l’abitudine di frequentare la biblioteca di cui parlavo prima.


10. Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

Uno alla volta. Sono metodica!


11. I tuoi amici/familiari leggono?

Mia mamma legge, mio papà abbastanza, mio fratello poco. Ho tante appassionate tra le mie amiche storiche che hanno condiviso con me l’Università!


12. Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?

Se mi piace ed ho tempo, anche un giorno. Se no, dipende. Se ci metto più di 10 giorni, però, o si tratta della Divina Commedia oppure inizia ad essere un brutto segno per l’autore.


13. Quando vedi una persona che legge, ad esempio sui mezzi pubblici, ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Ovviamente. La considero una sorta di deformazione professionale!


14. Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvare uno soltanto quale sarebbe? 

Forse salverei “I promessi sposi”, perché è grazie a quell’opera che è nato l’italiano contemporaneo, almeno in forma scritta.


15. Perché ti piace leggere?

È una delle mie più grandi passioni fin da quando ero molto piccola. Sono cresciuta con la lettura, per me è naturale!


16. Leggi libri in prestito (dagli amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?

Quasi solo libri della biblioteca!


17. Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?

Non ne ho finiti ben pochi. Lasciando però perdere quelli che ho piantato in asso perché indecenti, provo un po’ di rimpianto solo per due classici: “Se questo è un uomo” di Primo Levi e “L’istruttoria” di Peter Weiss. Sarò troppo sensibile, ma non ce l’ho proprio fatta.


18.  Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae in una copertina di un libro? 

Qualche volta mi capita di essere attratta dalla copertina. In particolare mi piacciono le belle foto a colori vivaci, oppure pastello.


19.  C'è una casa editrice che ami particolarmente e perché? 

Sono affezionata ai gialli con “copertina blu” della Sellerio e vado sempre a sbirciare i romanzi rosa della Newton Compton, però non le definirei delle vere e proprie preferenze. Non ho una casa editrice “del cuore”.


20.  Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni al sicuro dentro casa? 

In genere li porto in treno o in spiaggia senza problemi. Ci sto attenta e finora non è mai successo niente…speriamo! :-)


21.  Qual è il libro che ti hanno regalato e che hai gradito maggiormente? 

A 11 anni mi hanno regalato Harry Potter e la Pietra Filosofale…non dico altro!


22.  Come scegli un libro da regalare? 

In base ai gusti di chi lo riceverà ed ai miei. A volte vado anche un po’ ad istinto :-)


23.  La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso? 

Per ora non ho molti libri nella casa nuova, però li ho ordinati per genere: da una parte i gialli, da un’altra i classici, da un’altra i vecchi romanzetti rosa di quando andavo a scuola…


24. Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti? 

Le leggo, ma un po’ di fretta.


25. Leggi eventuali introduzioni, prefazioni o postfazioni del libro o le salti? 

Il più delle volte sì.



Questi sono i blog che nomino:

1. Il mondo di Cry
2. Biblioteca al femminile
3. Capitolo zero
4. L per libro
5. The Connor Nation

e chiunque altro voglia rispondere a queste domande :-)


Vi ringrazio molto per aver letto il questionario...spero che i miei pareri in merito vi abbiano interessato!

Al prossimo post :-)

venerdì 14 aprile 2017

BUON COMPLEANNO BLOG! +2

Grazie a tutti voi!




Cari lettori,
oggi, 14 aprile 2017, per me è un giorno davvero importante: sono passati ben DUE ANNI dal giorno in cui ho aperto questo blog!


L’idea di uno spazio personale in cui scrivere di libri e di cultura era nella mia testa già dall’inverno precedente, ma ci avevo messo un po’ per informarmi sulla blogosfera, per pensare un’impostazione, per scegliere una piattaforma adatta.

Avendo già un account gmail, la mia decisione finale è ricaduta su Blogspot, e, col senno di poi, sono ancora molto soddisfatta di questa scelta. È una piattaforma attiva, frequentata da persone molto attente, costanti e partecipative, ed io mi sono sentita, giorno dopo giorno, sempre più parte di questa community virtuale di bloggers.


In questi due anni il mio spazio si è evoluto, e, spero, organizzato meglio. Per i primi sei mesi, infatti, l’ordine dei post è stato piuttosto casuale, ed ognuno di essi puntava a raccontare un argomento che in quel momento mi stava particolarmente a cuore.
Spero che la riorganizzazione in rubriche, la suddivisione degli argomenti e la frequenza sempre maggiore degli aggiornamenti (specie dallo scorso settembre) vi abbia fatto apprezzare di più questo sito.



RINGRAZIO DI CUORE:



-     I miei meravigliosi lettori fissi (siamo a quota 73!). Tanti di voi sono bloggers come me, ed io tento ogni volta di ricambiare le vostre visite. Spero di esserci riuscita!


-         Le mie amiche, che mi hanno incoraggiato ad aprire lo spazio, mi hanno sempre scritto per dirmi che apprezzavano i miei post ed hanno anche seguito i miei consigli in materia di letture. Un ringraziamento particolare va ad Ariel (L'angolo di Ariel), collega nella blogosfera ed amica nella vita!


- Tutti coloro che conosco di persona e che hanno messo “Mi piace” ai miei post su Facebook, o che li hanno condivisi.


-  Tutti coloro che non conosco di persona, o che ho contattato solo su internet, e che hanno seguito il mio blog dai link di Twitter e di Instagram. Se qualcuno di voi vuole seguirmi, c’è un’apposita finestrella in alto a destra!


-    Gli enti culturali milanesi (in particolare il Teatro Carcano) che hanno dato visibilità alle mie recensioni.



DOMANDE PER VOI:



1)    Quale delle mie rubriche apprezzate di più? 
Di quale vorreste vedere più post?

2)    C’è qualcosa che non ho mai pubblicato e che vi piacerebbe vedere sul blog (es. recensioni di determinati eventi culturali, rubriche a tema libri…)?

3)    Questa non è proprio una domanda, ma…se siete dei “lettori silenziosi”, fatevi sentire almeno qua sotto! Almeno ci facciamo gli auguri :-)






Vi faccio anche i miei migliori auguri di Buona Pasqua, a voi ed a tutti i vostri cari! Come trascorrerete le feste?
Io sono riuscita a ritagliarmi quattro meritatissimi giorni con la mia famiglia nella nostra casa al mare in Liguria. Spero che anche per voi questo periodo sia rilassante e divertente.


Grazie ancora per il vostro contributo a quest’avventura che va avanti ormai da due anni!! Al prossimo post :-) 

lunedì 10 aprile 2017

A TU PER TU CON GLI SCRITTORI

Incontro con gli autori al “Book Festival Bar” di Cernusco sul Naviglio




Cari lettori,
oggi sono molto felice di riaprire la rubrica “Eventi culturali” e di parlarvi di un’iniziativa a cui ho partecipato nel corso del weekend dell’8 e 9 aprile: il “Book Festival Bar” di Cernusco sul Naviglio, il paese in cui abito (in provincia di Milano).

Nel corso del fine settimana, infatti, c’è stata una serie di incontri con alcuni scrittori italiani molto amati. La particolarità del Festival è stata l’ambientazione: i bar del centro storico, nei quali era possibile prendersi un aperitivo o un gelato e nel frattempo godersi il confronto tra due autori diversi, moderati dalle appartenenti all’associazione culturale cernuschese C.L.I.O. (Cultura, Libri, Idee, Opportunità). Una delle personalità più note di questo gruppo è la scrittrice Loredana Limone, che credo molti di voi già conoscano.


Sono riuscita ad assistere ai due incontri di domenica pomeriggio ed ho potuto così ascoltare e conoscere quattro autori: Federica Bosco, Roberto Centazzo, Sara Rattaro e Guido Conti.
Dovendo ancora leggere i romanzi che questi autori hanno presentato, oggi cercherò di riportarvi le mie impressioni ed il messaggio che, secondo me, questi scrittori hanno voluto comunicare.
Questi sono i libri che sono stati al centro della scena!



DIMENTICARE UNO STRONZO – IL METODO DETOX IN 3 SETTIMANE
Di Federica Bosco



TRAMA (dalla quarta di copertina):

Smettere di pensare allo stronzo che ci ha lasciato richiede un percorso di disintossicazione, come qualsiasi altra dipendenza. I primi tempi saranno durissimi, sarai fisicamente e moralmente a terra, e socialmente impresentabile. Dovrai sforzarti e impedirti di farne altre. Giorno dopo giorno ti sentirai meglio, inizierai a volerti più bene, a dimenticarlo ed a pensare, dopo le tre settimane di detox, che forse, in fondo, non era che il solito stronzo. Federica Bosco ha elaborato questo metodo sulla propria pelle e lo illustra con acume e brillantezza di scrittrice. Dalla "mindfullness" alla corsa, dalla tecnica della "superhero" alla meditazione, dal gioco del "ma è ganzissimo!" allo yoga, mettendo in atto alcune semplici ma efficaci strategie saremo in grado di interrompere il pensiero ossessivo e riprendere il controllo della nostra vita. "Ti aiuterò a cercare alternative ai comportamenti distruttivi, a interrompere la spirale pericolosa in cui sei caduta, a capire perché il nostro cervello si comporta come il nostro peggior nemico ed a riprendere in mano la tua vita. Ma se ti aspetti pietà e compassione non è questo il posto giusto. Questo è un vero e proprio bootcamp, un centro addestramento reclute, perché la pietà non rende più forti, ma solo le facili prede del prossimo stronzo di turno. E tu sai benissimo che è arrivato il momento di voltare pagina. Perché un giorno, ripensando a questa storia, dirai a te stessa: 'Ma davvero credevo di essere innamorata di uno così? E ho sopportato tutto questo???' Prima o poi succederà, te lo garantisco per iscritto, dunque non è meglio accelerare il processo? Non è meglio spezzare l'incantesimo? Fanciulle, c'è una via d'uscita. Non morbida ma c'è. Dobbiamo assolutamente cambiare il nostro atteggiamento, smettere di credere alle favole, al principe azzurro, a tutte quelle minchiate dei film e dei libri (sì, anche i miei!) e afferrare la vita per le palle. E stringere!!"

Dopo tanti (secondo me splendidi) romanzi, Federica Bosco ci propone una sorta di manuale di self help per superare quella che, forse, è la difficoltà più seria che incontrano tutte le protagoniste delle sue storie: l'abbandono da parte di persone (soprattutto uomini) che non ci amano. 

Nel corso dell'incontro, Federica ha spiegato come, secondo lei, la ricerca della relazione tira - e - molla con lo stronzo di turno abbia spesso radici profonde e rischi di essere la conseguenza di una situazione familiare tesa e di una figura paterna fragile, se non assente. Grazie ai consigli ed alle esperienze di Federica, tutte le ragazze e donne che spesso si sono sentite come una delle sue protagoniste (messe da parte, alla ricerca disperata di un briciolo d'amore, perennemente desiderose di accontentare gli altri) possono imparare, a poco a poco, a volersi bene.


Essendo una grande fan dei romanzi di Federica Bosco, non ho potuto fare a meno di farmi autografare da lei il mio preferito, L'amore mi perseguita. Ecco qua la sua dedica:




OPERAZIONE PORTOFINO
di Roberto Centazzo



TRAMA (dalla quarta di copertina):

Sono stati congedati per raggiunti limiti di età, ma hanno ancora ben più di una cartuccia da sparare. Così, l'ex sostituto commissario e vice dirigente della Squadra Mobile, Ferruccio Pammattone, l'ex sovrintendente della scientifica, Eugenio Mignogna, e Luc Santoro, già assistente capo all'immigrazione, decisi a proseguire nel rendere difficile la vita ai malviventi e pronti a sfidare le regole, hanno dato vita alla "Squadra speciale Minestrina in brodo". E se all'inizio i loro ex colleghi alla Questura di Genova li hanno guardati storto, una volta brillantemente chiusa la prima indagine, i tre temibili vecchietti sono stati ufficiosamente "arruolati" per risolvere quei casi che, per mancanza di tempo o di risorse, gli inquirenti sono costretti a trascurare. Ecco perché, di fronte a una serie di furti di auto di lusso, che richiamano da vicino un caso relegato nello schedario delle cause perse, il nuovo commissario Lugano non ha dubbi: se ne occuperanno loro, Pammattone, Mignogna e Santoro, in arte Semolino, Kukident e Maalox. Tra uno schema di parole crociate ed una passeggiata sul lungomare di Portofino, una fiera di paese e una gita a Saint - Tropez, i tre si mettono all'opera per smantellare l'organizzazione criminale che da anni metteva in croce Carabinieri e Polizia della Riviera. Mescolando con abilità i toni della commedia alle atmosfere del giallo, il secondo romanzo della serie diverte ancora di più del primo.

Roberto Centazzo ci presenta, come lui l'ha definito, una "commedia gialla", il secondo episodio di una serie di romanzi con dei personaggi che sicuramente sono già entrati nel cuore dei lettori. I protagonisti sono tre sessantenni appena congedati dal Corpo di Polizia perché lo Stato li ritiene "troppo anziani". Essi, però, si sentono ancora molto giovani e non si rassegnano ad una vita fatta di chiacchiere da bar e di passeggiate col cane, così, testardamente, portano avanti delle indagini tutte loro.

Quello che mi attira maggiormente di questo romanzo, oltre alla trama sicuramente spassosa ed ai protagonisti piuttosto originali, è l'ambientazione ligure. 
Se mi conoscete almeno un po', sapete ormai che la Liguria è la mia seconda casa dopo Milano, una sorta di terra d'adozione. Sarei davvero curiosa di scoprire come ce ne parla questo scrittore!



L'AMORE ADDOSSO
di Sara Rattaro



TRAMA (dalla quarta di copertina):

Una giovane donna attende con ansia fuori da una stanza d'ospedale: è stata lei ad accompagnare lì d'urgenza l'uomo che ora è ricoverato in gravi condizioni; è stata lei a soccorrerlo in spiaggia, mentre passava per caso, dice. Non dice - non può farlo - che invece erano insieme, che sono amanti. Lo stesso giorno, in un'altra ala dell'ospedale, una donna è in attesa di notizie sul marito, vittima di un incidente d'auto. Non era con lui al momento dell'impatto; non era rintracciabile mentre la famiglia, da ore, cercava di mettersi in contatto con lei. E adesso, quando la informano che in macchina con il marito c'era una sconosciuta, non sembra affatto stupita. La prima donna è Giulia. La seconda è ancora Giulia. E il destino, con la sua ironia, ha scelto proprio quel giorno per far entrare in collisione le due metà della sua vita: da una parte, quella in cui è, o sembra, una moglie fortunata e una figlia devota; dall'altra, quella in cui vive di nascosto una passione assoluta e sfugge al perbenismo di sua madre - alle ipocrisie, ai non detti, a una verità inconfessabile. Una verità che perseguita Giulia come una spina sotto pelle; un segreto che fa di lei quell'essere così tormentato e unico, luminoso e buio; un vuoto d'amore che si porta addosso come una presenza ingombrante, un caos che può soltanto esplodere. Perché l'amore è una voce che non puoi zittire e una forza che non puoi arrestare. L'unica spinta che può riportarti a ciò che sei veramente. Sara Rattaro torna con "L'amore addosso", una storia potente e sincera, che parla di famiglia e amore, amicizie e desideri inafferrabili. Una storia che mette a nudo gli alibi dietro cui ci nascondiamo per paura di ferire o essere giudicati, le bugie che diciamo per amore ma che solo un amore vero potrà poi perdonare. "L'amore addosso" è un romanzo in cui è la nostra stessa vita a raccontarsi tra le pagine e le emozioni ci arrivano dritte al cuore.


Ho conosciuto Sara Rattaro con il romanzo "Non volare via" e l'ho trovata una scrittrice di rara sensibilità, capace di veicolare emozioni anche complesse con una grande facilità di narrazione ed un ottimo impatto comunicativo. 

L'amore addosso è la storia di Giulia, una donna che, secondo la descrizione dell'autrice, rappresenta la generazione dei quarantenni di oggi, la prima ad affrontare lo sgretolamento del nucleo tradizionale, la creazione di situazioni familiari "allargate" ed il cosiddetto "fallimento sentimentale". Donne come Giulia rappresentano l'anello di congiunzione tra un passato tradizionalista ed un presente più libero, e spesso ne pagano le conseguenze vivendo tre esistenze in contemporanea: una pubblica, una privata ed una segreta. Cosa succede, però, nel momento in cui queste tre vite chiedono il conto nello stesso istante?



LA PROFEZIA DI CITTASTELLA
di Guido Conti



TRAMA (dalla quarta di copertina):

Novembre 1510. Piove da giorni e il Po è in procinto di allagare le terre che circondano la casupola di Frate Berardo, isolandolo completamente, quando alla sua porta si presenta un cavallo sfiancato, che porta con sé un neonato. Berardo, che vive solo e conosce le virtù delle piante curative, lo accoglie e gli insegna tutto ciò che sa: gli effetti prodigiosi della medicina naturale, i segreti della caccia e della pesca ed i trucchi della navigazione sul Po. Ma soprattutto gli insegna ad avere rispetto per il Grande Fiume, ad amare ogni essere vivente, a vivere in armonia con ciò che lo circonda. Nella vicina Cittastella, intanto, regna il Duca Filippo, sovrano sanguinario che trascorre le proprie giornate tra astrologhi, giullari e buffoni, mentre i sudditi reclamano pane e giustizia ed i nobili locali tramano per spodestarlo. Quindici anni dopo, il bambino che conosce tutti i recessi del bosco ma non ha mai sperimentato la frenesia e i pericoli della città è diventato un ragazzo vivace e sicuro di sé, legato a Berardo da un affetto profondo. Sarà l'amore per la bellissima Eleonora che porterà Ruggero a Cittastella, su cui incombe una profezia che sta per avverarsi. Tra la minaccia della peste, il tradimento dei compagni di viaggio e il prezioso aiuto dell'amico Francesco, Ruggero si troverà a compiere scelte importanti per la propria vita ed il destino del regno.


Questo romanzo storico di Guido Conti, scrittore che si definisce "legato alle tradizioni", presenta una versione del Rinascimento molto diversa da quella che fa parte dell'immaginario comune.

Come l'autore stesso ci ricorda, la maggior parte di noi ha un'idea molto edulcorata di quel periodo storico, ricordandone le innovazioni scientifiche, le opere d'arte, la letteratura. Il romanzo si concentra invece su ciò che spesso i romanzi storici mancano di illustrare nel dettaglio: l'oppressione dei potenti, il valore quasi nullo che aveva la vita, il ruolo fondamentale dei cosiddetti "buffoni di corte", il conflitto tra potere temporale ed una religione che spesso sfociava nella superstizione.

Partendo da questa ambientazione, Guido Conti costruisce una storia d'amore e di guerra, ma anche di amicizia, che promette di essere molto appassionante.




Sono stata molto felice di conoscere questi scrittori e di ascoltare le loro presentazioni. Ovviamente cercherò di leggere al più presto questi romanzi, dal momento che mi hanno incuriosito.
Voi avete letto qualche libro di questi autori? Che cosa ne pensate?
Fatemi sapere!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)