mercoledì 20 febbraio 2019

MI AMAVI ANCORA

Lo spettacolo di Stefano Artissunch al Teatro Agorà




Cari lettori,
per la nostra rubrica “Consigli teatrali”, sono felice di parlarvi, come già successo in novembre e qualche settimana fa, di uno spettacolo che ho visto nel mio paese, Cernusco sul Naviglio, presso il Cinema Teatro Agorà.


La sera di venerdì 8 febbraio, infatti, è andato in scena “Mi amavi ancora”, uno spettacolo per la regia di Stefano Artissunch, basato su un testo di Florian Zeller. 
I protagonisti di questa intensa e drammatica storia sono stati interpretati da Ettore Bassi e Simona Cavallari.

Dopo due spettacoli dal tono comico, molto divertenti, con Mi amavi ancora l’atmosfera in teatro cambia radicalmente. 
Vediamo insieme perché!



Una storia d’amore, lutto e gelosia



Protagonisti di questa storia sono Anne (Simona Cavallari), un medico, e Pierre (Ettore Bassi), un drammaturgo e scrittore. Essi sono sposati da più di dieci anni e vivono a Parigi, conducendo un’esistenza piuttosto agiata, tra soddisfazioni lavorative e cene con amici benestanti.


La serenità della coppia viene sconvolta da una tragedia: Pierre, mentre sta raggiungendo Nizza per una serie di conferenze, ha un incidente automobilistico e muore.

Dopo le prime difficili settimane di vedovanza, Anne decide di reagire ed inizia a sistemare lo studio di Pierre, in modo da poterlo vendere al più presto. Tra le sue carte, però, ella trova la prima stesura di una nuova commedia, che sembra essere dedicata ad un’attrice di nome Laura, della quale trova anche una lettera. 
La scoperta rende la donna improvvisamente gelosa e sospettosa: ella, infatti, inizia a ripensare all’ultimo periodo della sua vita con Pierre ed a quanto egli, nelle ultime settimane prima dell’incidente, le sembrasse lontano, distratto, talvolta persino bugiardo.


Anne cerca di scoprire la verità da Daniel, il migliore amico di Pierre, il quale però non si esprime chiaramente: da un lato la rassicura, ripetendole che il marito amava solo lei, dall’altro fa intendere che qualche “avventura” c’è stata.


La donna, allora, decide di andare direttamente a casa di Laura e di affrontarla, ma non immagina che anche il confronto con lei, invece di essere chiarificatore, darà vita ad ulteriori dubbi…



I due piani temporali



La storia che viene messa in scena si svolge in due diversi momenti, prima e dopo la morte di Pierre. 

I due piani temporali si alternano: all’inizio lo spettatore vede Anne che è appena rimasta vedova, poi assiste al ricordo di una serata dei due coniugi ancora felici sul divano del salotto di casa, poi di nuovo vede Anne che sta cercando di sgombrare lo studio di Pierre, e così via.


Il continuo scambiarsi di questi due momenti della vita della donna, che prima era sposata e poi si è ritrovata vedova, consente allo spettatore di comprendere meglio i suoi dubbi e le sue preoccupazioni. 
A detta di Daniel e di tutti gli amici, infatti, Anne e Pierre sono stati una coppia molto unita ed il loro matrimonio non aveva alcuna ombra; la donna, tuttavia, non può fare a meno di pensare ad alcune frasi sibilline che il marito le ha detto durante le loro ultime serate insieme, le quali, con il senno di poi, le sembrano quasi la confessione di un tradimento.


Lo spettatore riesce ad orientarsi tra i due piani temporali semplicemente osservando l’attrice protagonista, la quale tiene i capelli sciolti quando è ancora una donna sposata e se li raccoglie quando è invece rimasta vedova.



La scenografia, i costumi, le musiche



Questo spettacolo è ambientato nella Parigi odierna, perciò gli abiti indossati dagli attori sono piuttosto ordinari: camicia, pantaloni eleganti e gilet per Pierre; un completo elegante, ma un po’ più colorato, per Daniel; un abito rosso scuro e scarpe con il tacco per Anne; un abitino verde e degli stivaletti neri per Laura.


La scenografia è composta da tre interni, disposti in scena in modo piuttosto originale. C’è infatti un grande spazio ad altezza palcoscenico posto sulla metà del palco più vicina al pubblico, esattamente davanti a due interni più piccoli, che sono invece sopraelevati.
L’interno al piano “inferiore”, più grande, è il salotto di casa della coppia, prima custode della loro intimità e poi luogo del confronto tra Anne e Daniel.
Lo spazio sopraelevato a destra è lo studio di Pierre, ingombro di libri e di carte. 
A sinistra c’è invece la casa di Laura, dotata anche di un pianoforte, che quest’ultima suona brevemente verso la fine dello spettacolo.


Le musiche rivestono una grande importanza all’interno di questo spettacolo: se un sottofondo dal tono più pacato indica i momenti di maggiore armonia tra i protagonisti, infatti, i crescendo improvvisi rispecchiano invece la gelosia di Anne, che vede, a poco a poco, il suo dubbio quasi innocente tramutarsi nella paura che il marito non l’amasse più e la volesse lasciare dopo le conferenze di Nizza.



Il sottile confine tra vita vissuta e rappresentazione



Assistendo allo spettacolo, a mio parere, si ha quasi l’impressione che tutti i personaggi intorno ad Anne, a partire da Laura, passando per Daniel, fino ad arrivare allo stesso Pierre, stiano quasi recitando una parte, a discapito della sfortunata donna.


Laura, infatti, una volta messa alle strette, confessa con reticenza di aver conosciuto Pierre, ma cambia versione continuamente: prima ammette di averlo incontrato a teatro, poi di avergli scritto sì una lettera, ma solo per motivi di lavoro, infine fa intuire di aver avuto una relazione con lui, ma davanti a Daniel nega di averlo mai detto. 
Lo spettatore ha come la sensazione che la ragazza reciti nella vita tanto quanto fa sul palcoscenico, e che quello che stia raccontando ad Anne non sia la verità, ma solo la trama della commedia che Pierre ha scritto prima di morire.


Daniel è molto reticente con Anne, e si comprende che non vuole tradire i segreti dell’amico che ha appena perduto. Personalmente, in alcuni momenti mi è sembrato che il regista volesse sottintendere un sentimento mai dichiarato da parte dell’uomo nei confronti della vedova.


Pierre, infine, resta una figura con luci ed ombre: non si riesce a capire se ha effettivamente mentito alla moglie durante gli ultimi mesi della sua vita, o se è solo la fantasia di Anne che tramuta dei piccoli dettagli in prove di adulterio.


La donna, tuttavia, resta il personaggio più autentico dell’interpretazione, l’unica che non ha paura delle sue emozioni e che cerca in tutti i modi di arrivare alla verità, anche se chiunque intorno a lei cerca di gettarle del fumo negli occhi.




Purtroppo lo spettacolo è rimasto al Teatro Agorà solo una sera, ma gli attori hanno detto di aver iniziato da poco una tournée, quindi, se siete interessati, è possibile che questa rappresentazione si svolga anche nella vostra città!
Spero di avervi incuriosito!
Conoscevate questo testo? Per me è stata una scoperta!
Avevate già visto Ettore Bassi in teatro o, come me, solo in tv fino ad ora?
Fatemi sapere!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

domenica 17 febbraio 2019

L'ANGOLO VINTAGE 2.0 - FEBBRAIO 2019





Cari lettori,
oggi inauguro con voi una nuova rubrica, chiamata, come recita il titolo, “L’angolo vintage”. 

Si tratta di una collaborazione con gli altri bloggers che vedete indicati nel banner soprastante; l’appuntamento è il 17 di ogni mese, anche se la partecipazione è libera e si può contribuire anche solo alcuni mesi dell’anno.


L’angolo vintage nasce dalla necessità di recensire alcune vecchie letture, magari ultimate prima ancora di aprire il blog, oppure di dare spazio a dei romanzi che l’anno scorso o quello prima erano novità da recensire e che poi sono stati messi da parte a favore di altri libri che ci hanno convinto maggiormente.


Ho pensato e ripensato a che cosa inserire in questo primo post, ed alla fine ho pensato di inaugurare questa mia versione della rubrica in modo un po’ originale, inserendo qualcosa che ho letto ben prima di aprire il blog, qualcosa di davvero "vintage".


Poche cose suscitano in noi una sensazione di nostalgia quanto i romanzi che abbiamo amato da adolescenti. Per questo motivo oggi ho deciso di parlarvi di tre libretti della collana Le ragazzine, che andavano molto di moda quando ero alle medie ed alle superiori. 


Ho già parlato di un paio di essi in questoquesto booktag. 

Oggi vi propongo tre storie che mi sono rimaste nel cuore, che parlano di famiglia, amici, primi innamoramenti.
Il primo dei tre è perfetto per la festa di San Valentino, che è appena passata!




SE CUPIDO MI DESSE UNA MANO… LUI MI AMEREBBE ALLA FOLLIA?

Di Joan Bauer



La protagonista di questo romanzo è Allison, da tutte chiamata A.J., una quasi diciottenne all’ultimo anno di liceo. 
Ella ha una grande passione per la fotografia, ereditata dal padre, il quale, però, conosce bene la difficoltà di affermarsi in questo mestiere, ha dovuto da tempo ripiegare su un’altra professione e non vede di buon occhio il desiderio della figlia di iscriversi ad un’accademia per futuri fotografi dopo il diploma.

La fine della scuola, però, è ancora piuttosto lontana: è Febbraio, il mese di San Valentino, e A.J. ha un solo pensiero in testa: il bello della scuola, Peter Terris, che è ovviamente fidanzato con la ragazza più popolare dell’Istituto. Triste e sconfortata, ella è decisa a saltare il ballo della scuola, almeno finché non le accade un evento molto strano ed un po’ soprannaturale.

Una sera, infatti, A.J. trova sul parabrezza della sua automobile un piccolo Cupido di pezza, dall’aria piuttosto rovinata e consunta. Ella decide di provare a rendere il pupazzetto protagonista di un suo scatto, ma, una volta tornata a casa, succede l’incredibile: il Cupido si anima e parla!

Egli propone ad A.J. una scelta: può aiutare la ragazza, ma solo in un campo tra scuola, fotografia ed amore. L’ultimo settore è il più rischioso, ma A.J. si sente così innamorata di Peter che tenta di convincere in tutti i modi il Cupido ad accontentarla ed a far sì che il ragazzo ricambi i suoi sentimenti. 

L’angioletto, suo malgrado, acconsente, ma avvisa la ragazza che le conseguenze e gli effetti collaterali di questa sua decisione saranno molto gravi…!


Ricordo molto bene questo romanzo e mi rendo conto, con il senno di poi, di quanto sia stato istruttivo per me quando non ero che una ragazzina un po’ sdolcinata, che aveva, in sostanza, lo stesso problema di A.J. 
Ella, infatti, come il Cupido le fa notare più e più volte nel corso delle loro discussioni, non si innamora realmente dei ragazzi, ma, da artista qual è, insegue un’immagine e l’idea di essa, trovando così una musa ispiratrice, ma non una persona realmente presente ed interessata. 
Peter, più che un affetto, è per lei una “chiave” per sentirsi più soddisfatta di se stessa ed accettata da quelli che contano all’interno della scuola. L’incontro con il Cupido le permetterà di capire l’importanza di riconoscere le persone che davvero tengono a lei.




ALLA LARGA DAL MIO DIARIO...O SARÀ PEGGIO PER VOI!

Di Pat Moon



Questo libro è presentato come il diario di Finch, una ragazza di tredici anni che vive in Inghilterra con la madre Debby, una ragazza madre di appena trent’anni, e la “nonna adottiva” Nolly, un’ex barista rimasta sola al mondo che si è presa cura prima di sua madre (che era una sua cameriera) e poi di lei. 

Le tre donne, nonostante le tante difficoltà economiche, riescono a vivere più che dignitosamente e in grande armonia tra loro. Finch è serena, grazie anche ai suoi migliori amici: la sua compagna di scuola Cass ed il suo inseparabile coniglio Graeme (versione scozzese di Graham).

Un giorno, però, quest’armonia si rompe: Debby incontra quasi per caso Ian, un operaio che si offre di aiutarla a costo zero per alcuni lavori casalinghi, e ben presto tra i due inizia una relazione. 
Finch, gelosa della madre e diffidente nei confronti del “nuovo arrivato”, elabora ogni genere di piano per far sì che Ian, da lei rinominato simpaticamente “Big Jim”, se ne vada e lasci in pace tutte loro. Ma l’arrivo di una figura paterna nella sua vita non dev’essere necessariamente un male…


Ho letto questo romanzo da ragazzina e, com’è ovvio, ho simpatizzato con Finch. 
Il fine del libro è quello di parlare con ironia e delicatezza delle sensazioni che provano i bambini ed i ragazzi quando si trovano in situazioni tipiche della “famiglia allargata”, e credo che l’obiettivo sia stato pienamente raggiunto. 
Ripensando a questa storia da adulta, tuttavia, credo che la vera eroina della storia sia Debby, che ha praticamente la mia età e deve gestire una serie di gravi problemi: è madre single di una figlia già adolescente, ha una “mamma adottiva” tanto cara ma affetta da problemi di salute, il suo lavoro le frutta ben magri guadagni e quando trova un fidanzato teme il giudizio di sua figlia… Nonostante tutto questo, resta una donna positiva, allegra, buona. Un vero esempio.




PARLIAMONE… NON DOVRESTI ESSERE TU IL MIO ANGELO CUSTODE?

Di Andrew Matthews



Lauren ha sedici anni ed una vita molto ordinaria: un buon rendimento a scuola, una famiglia composta dai genitori e da una sorella minore ancora un po’ infantile, una migliore amica molto diversa da lei con la quale tuttavia ha una grande intesa, un lavoretto al mercato nel corso dei weekend. 
In generale non ha una grande autostima e trova che la sua routine sia abbastanza piatta, ma da qualche settimana ha una relazione con Adam, un ragazzo molto popolare della scuola, e questo le basta per essere felice.

Quando però il ragazzo la lascia, all’improvviso ed accampando delle scuse piuttosto ridicole, a Lauren sembra di non avere più niente. Una sera, ella dice ai suoi genitori di avere un appuntamento e si ritrova al tramonto di fronte al fiume gelido e fangoso, piena di tristi pensieri. 

Proprio in quel momento, si sente chiamare da uno sconosciuto, e per un attimo ha paura che si tratti di un malintenzionato.
L’uomo che le sta davanti, però, è vestito in modo impeccabile, parla educatamente e si presenta a lei dicendole di chiamarsi Pontifex e di essere il suo angelo custode, giunto sulla Terra per aiutarla.

Lauren proviene da una famiglia atea e teme che si tratti soltanto di un distinto gentiluomo che ha bevuto un po’ troppo, ma è costretta a ricredersi quando l’uomo le racconta dei segreti che lei sola conosce. 

Decide di provare ad affidarsi ai consigli del misterioso Pontifex, ma si rende conto ben presto che, così come egli si occupa di lei, così lei deve occuparsi di lui, che non conosce nulla della Terra e commette il pericoloso errore di credere che tutti gli umani siano buoni come lui.
L’amicizia con il suo pasticcione angelo custode, tuttavia, la rende giorno dopo giorno sempre più responsabile e le fa vedere tanti aspetti della sua vita sotto un’altra luce.


Il punto di forza di questo romanzo è indubbiamente l’aver trovato un pretesto originale e fantasioso per far sì che la classica adolescente priva di autostima impari ad essere più consapevole di se stessa e di quello che la circonda. 
Lauren ha già avuto tanto dalla vita...deve solo imparare a rendersene conto.
Pontifex è un personaggio unico al mondo, risate assicurate!
Anche la migliore amica di Lauren, Jess, è quella che tutte noi dovremmo avere.




Conoscete questi romanzi? Li avete letti nel periodo in cui questa collana spopolava?
Con il senno di poi, sono fortemente convinta che per me siano state delle letture davvero educative.
Vi invito a leggere anche “L’angolo vintage” delle mie colleghe bloggers!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

giovedì 14 febbraio 2019

L'ALLIEVA

I divertenti romanzi "giallo-rosa" di Alessia Gazzola




Cari lettori,
per la nostra rubrica “Letture...per autori”, oggi vi consiglio i romanzi di un’autrice di cui tanti di voi avranno sicuramente sentito parlare: Alessia Gazzola.

Chi non ha mai sentito il nome della scrittrice avrà sicuramente sentito parlare della fiction di Rai Uno L’allieva, basata sulla sua serie di romanzi che ha per protagonista Alice Allevi, un’imbranata specializzanda in medicina legale.

Avendo visto la fiction, in questi mesi ho deciso di recuperare la lettura dei romanzi, che si sono rivelati divertenti e scorrevoli da leggere. 


Due sono le componenti principali di questa serie: quella gialla, che non può mancare per un medico legale, e quella rosa. Il cuore di Alice, infatti, non potrebbe essere più confuso, ed ora scopriremo il perché.

Questo post è il mio consiglio speciale in occasione di San Valentino… spero che sia gradito!



Sindrome da cuore in sospeso



Il primo romanzo della serie si apre con il 26esimo compleanno di Alice, che sta per laurearsi in Medicina e sta vivendo una profonda crisi personale. 

Ella, infatti, ha compreso troppo tardi di non essere realmente appassionata di quello che ha studiato e di non voler passare il resto della sua vita in ospedale. È giunto per lei il momento di scegliere una specializzazione e non sa davvero che strada intraprendere.

Alice decide di trascorrere il weekend del suo compleanno a Sacrofano, fuori Roma, dai suoi genitori, dal fratello e dall’amata nonna Amalia.
Durante la notte subito dopo i festeggiamenti, però, accade una tragedia: la badante della nonna, Belinda, viene inspiegabilmente trovata morta. 

Sulla scena del delitto compare subito il dottor Claudio Conforti, stimato professore e medico legale, che si rivela essere un uomo tanto bello quanto burbero.
Alice, affascinata più da CC (soprannome del dottore) che dalla sua professione, e profondamente dispiaciuta per la nonna e per Belinda, inizia ad intrufolarsi nell’Istituto di Medicina legale di Roma con le scuse più disparate, fino a prendere la decisione di fare domanda di specializzazione proprio lì.

I suoi superiori, da CC alla Wally (soprannome della terribile prof.ssa Boschi) non sembrano entusiasti della sua richiesta, ma Alice dimostra tenacia e desiderio di imparare. Chi invece è molto felice di conoscerla è l’ispettore Calligaris, una sorta di figura paterna per Alice, con il quale ella inizia ad indagare di nascosto per comprendere chi possa aver ucciso Belinda.


I successi investigativi della protagonista vanno di pari passo con quelli sentimentali: ella, infatti, conosce un reporter, Arthur, che sembra ricambiare subito il suo interesse.
Ci sono però due problemi: il primo è che egli si rivela essere il figlio del Supremo (il capo del Dipartimento di Medicina legale), il secondo è che Alice non riesce a non pensare a CC…


Sindrome da cuore in sospeso introduce al lettore il mondo di Alice Allevi, una ragazza distratta e sognatrice, capace di combinare grossi guai ma anche dotata di sensibilità ed empatia, doti che la aiuteranno sia come medico legale che come “signora in giallo”.



L’allieva



Alice è da pochi mesi in Istituto, ma i suoi risultati lasciano molto a desiderare a livello didattico. Ella, infatti, viene convocata dalla Wally, la sua terribile professoressa, che le comunica che ella corre il rischio di dover ripetere l’anno.

Delusa e sconfortata, ella si consola come quasi tutte le ragazze fanno: con un po’ di shopping! Una volta entrata in un negozio, però, ella si ritrova indecisa tra due abiti. Viene consigliata da Giulia, un’altra cliente, che si mostra gentile e di buonumore, almeno finché non riceve una misteriosa telefonata e non si nasconde dietro ad un camerino. 


Pochi giorni dopo, Alice viene costretta a seguire un già esasperato CC fuori dall’Istituto per praticare un’autopsia, ma si rende conto, con grande sconcerto, che il cadavere è proprio quello di Giulia. Tutte le persone che l’hanno conosciuta concordano nell’affermare che era una ragazza difficile: una studentessa poco costante, una sorella minore bisognosa da cure, una dipendente da sostanze di vario genere.
Alice, però, non riesce a dimenticare la ragazza gentile che l’ha aiutata con disponibilità, e decide di saperne di più sul suo conto, concentrandosi soprattutto su tre figure chiave: la sorella, la cugina ed il fidanzato di quest’ultima.


Nel frattempo, la sua storia con Arthur, dopo un inizio quasi da favola, inizia a svelare le prime difficoltà: il ragazzo, infatti, si trova costantemente dall’altra parte del mondo per lavoro, e ad Alice sembra quasi di inseguire il fumo. 
Ovviamente la costante presenza di CC accanto a lei non aiuta per niente!


Con L’allieva conosciamo sempre meglio Alice e le persone che, in tanti modi diversi, sono importanti per lei. In questo romanzo emergono soprattutto la sua tenacia nel voler uscire dai guai ed il suo desiderio di fare giustizia.



Le ossa della principessa



Qualche anno dopo la fatidica domanda di internato, Alice è ormai una specializzanda a tutti gli effetti. Ella ha già aiutato Calligaris a risolvere alcuni spinosi casi e sta acquistando sicurezza nel suo lavoro come medico legale.

Se però la sua vita professionale sembra essere abbastanza soddisfacente, non si può dire lo stesso di quella privata: la sua storia con Arthur è ormai ad un punto morto, a causa dell’incapacità del ragazzo di mettere radici e della (forse eccessiva) passione per il suo lavoro, che lo porta costantemente a viaggiare in direzione dei luoghi più pericolosi del mondo.

Anche in Istituto accade all’improvviso un evento che rende il clima molto pesante: una insopportabile collega di Alice, Ambra Negri della Valle, ex storica di CC, sembra sparita nel nulla. 
La polizia è costretta ad indagare sulla sua misteriosa assenza, ma nemmeno la madre sembra sapere qualcosa di lei.


Nel frattempo, Alice e CC sono convocati da Calligaris in un luogo isolato fuori Roma, dove delle recenti manovre edilizie hanno riportato alla luce lo scheletro di una giovane donna, assassinata con una botta in testa, accanto al quale è stata posta una coroncina di plastica da principessa.

I miseri resti appartengono a Viviana Montosi, una laureanda in Archeologia scomparsa più di dieci anni prima. Alice inizia ad indagare con Calligaris come suo solito e fa alcune scoperte interessanti.
Innanzitutto, prima della misteriosa scomparsa, Viviana ha preso parte ad un viaggio a Gerico, insieme al suo professore, all’affascinante figliastro di lui e ad altri dottorandi, e proprio lì sembra essere accaduto qualcosa di misterioso.
Inoltre, Viviana, al liceo, era proprio la migliore amica di Ambra Negri della Valle! 
Come non pensare che le due sparizioni siano collegate?


Le ossa della principessa è un romanzo che ci porta nel mondo della storia e dell’archeologia, sempre affascinante, specie per una come me che adora le storie di Valerio Massimo Manfredi, ma anche infido e pieno di rivalità.
Una storia misteriosa e malinconica, che porta il lettore alla conoscenza di luoghi lontani e tradizioni dimenticate.



Una lunga estate crudele



Il caso della scomparsa di Viviana Montosi è stato appena chiuso e già la sera stessa Alice e CC sono richiamati con urgenza da Calligaris per un nuovo cold case. 
Questa volta si tratta dei resti di un giovane uomo, ritrovati in un teatro, presso uno sgabuzzino dietro una sorta di passaggio segreto. Il luogo della macabra scoperta è tutt’altro che sconosciuto ad Alice: si tratta infatti del teatro elisabettiano dove recita Cordelia, sua coinquilina e sorella di Arthur.


I resti sono identificati come quelli di Flavio Barbieri, un attore quasi trentenne dal grande talento e dal carattere difficile, scomparso nel nulla venticinque anni prima. 
La morte risulta essere per avvelenamento e tra le dita del cadavere viene trovato un frammento di testo di Molto rumore per nulla, la commedia che egli stava preparando al tempo.


Due sono le piste che Alice e Calligaris cercano di seguire nel corso delle loro indagini. 
La prima è quella dell’ultima compagnia teatrale in cui Flavio ha recitato, composta da una fragile prima attrice, da un collega ora diventato molto famoso, da un regista che non andava per niente d’accordo con lo scomparso e da altri personaggi sospetti.
La seconda è quella della storia personale di Flavio, orfano cresciuto in un convento ed amico di altri sfortunati come lui.


Mentre Alice cerca di portare a termine sia le indagini che i suoi compiti come medico legale, Arthur torna sconvolto dall’ennesimo viaggio, confessando alla protagonista la sua intenzione di stabilirsi in Italia.
Alice non sa se fidarsi di lui e non riesce a fare luce sui suoi sentimenti, anche perché, nel frattempo, Sergio, un antropologo forense un po’ maturo ma molto galante, ha iniziato a corteggiarla… con grande rabbia di CC, ovviamente!


Molto rumore per nulla è una delle mie commedie preferite (ne ho parlato qui) e sono stata felice di scoprirla al centro di questo capitolo delle (dis)avventure di Alice, sempre meno imbranata nel suo lavoro ma sempre più confusa nelle faccende di cuore.



Un po’ di follia in primavera



La primavera è alle porte, e così anche la fine della Specializzazione per Alice, che, all’inizio del romanzo, si propone di non aiutare più Calligaris, almeno per un po’, e di concentrarsi esclusivamente sulla tesi, con la quale, naturalmente, è in altissimo mare.


Ovviamente il suo buon proposito va in fumo nel momento in cui viene ritrovato il cadavere di Ruggero D’Armento, uno psichiatra che collaborava con l’Istituto e con la Polizia. L’uomo era molto stimato tra i suoi colleghi, soprattutto dalla giovane assistente Matilde, ma tra i suoi pazienti c’erano persone piuttosto difficili, alcune delle quali con trascorsi criminali.
Egli, inoltre, stava per separarsi, e si vocifera che la moglie abbia avuto una relazione con il giovane insegnante di violino della figlia.
Più Alice aiuta la polizia nelle sue indagini, più comprende di non voler credere all’immagine di uomo perbene di Ruggero D’Armento, che a poco a poco si sgretola.


Se la sua vita professionale non le lascia un attimo di tregua, però, quella privata sembra essere arrivata in un porto sicuro: Arthur, infatti, che sembra trovarsi piuttosto bene nel suo nuovo ufficio di Roma, le chiede di sposarla. Ella accetta, felice di essere riuscita finalmente a diventare la priorità del ragazzo, da sempre sfuggente e “fidanzato” con il suo difficile lavoro. 

Sarebbe tutto perfetto, se Alice non sentisse di avere ancora un conto in sospeso con CC, che è l’unico che ha il coraggio di farle notare che forse i suoi sentimenti per Arthur sono più che altro il frutto di una fantasia romantica…


Un po’ di follia in primavera è un romanzo che segna una svolta per Alice, sia per quanto riguarda la sua temuta ed amata Specializzazione, sia in ambito privato. 
In questo romanzo e nel prossimo la romantica, ingenua, imbranata Alice inizia a prendere coscienza della differenza tra sogni e realtà e sceglie di cercare la propria indipendenza.



Arabesque




La specializzazione è finita ed Alice è, a tutti gli effetti, un Medico legale. 
Ella, per la prima volta, si ritrova ad essere chiamata da un magistrato per compiere da sola un’autopsia, ed il suo primo impulso è ovviamente quello di chiamare CC. Con quest’ultimo i rapporti sono un po’ freddi, anche perché egli ignora che Alice ha finalmente preso delle decisioni per se stessa e per il suo futuro. 
Tuttavia, l’uomo non dice di no alla richiesta di aiuto della sua “allieva” e la aiuta ad esaminare il cadavere.


La morta è Maddalena Vichi, ex ballerina professionista e titolare di una scuola di danza. Il decesso sembra avvenuto per cause naturali, ma ad un più attento esame autoptico Alice comprende che un’importante arteria si è lacerata a seguito di una spinta, e che l’aggressore ha omesso di soccorrere la donna condannandola così a morte.

Per Alice e per Calligaris, appena promosso come Vicequestore aggiunto, si schiudono le porte del balletto classico, tra esibizioni, sacrifici, gelosie, rivalità.

Una macchia, in particolare, sembra segnare il passato di Maddalena: la morte di una sua allieva, Ginevra Bley, avvenuta quindici anni prima in circostanze misteriose, che gli inquirenti hanno un po’ affrettatamente etichettato come suicidio.


Arabesque è (per ora) il penultimo romanzo della serie dedicata ad Alice Allevi. Non ho ancora letto l’ultimo, Il ladro gentiluomo, e spero di farlo presto!

Mi ha fatto piacere questa incursione nel mondo della danza, che, come penso ormai sappiate, è una mia grande passione. La vera domanda che ci facciamo noi lettori, però, è un’altra: riusciranno Alice e CC a confessarsi ciò che ormai hanno capito tutti tranne loro due? ...Per scoprirlo, è necessario leggere!




Come al solito, è giunto il momento del vostro parere!
Conoscete questi romanzi? Che ne pensate?
Avete visto la fiction? 
Fatemi sapere!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)