venerdì 20 aprile 2018

CINEFORUM PRIMAVERA

La recensione dei film che ho visto




Cari lettori,
nuovo appuntamento con i film visti tra il Cinecircolo Bresson di Brugherio ed il Cineteatro Agorà di Cernusco sul Naviglio.

Oggi più che mai, rispetto ai post precedenti, c’è davvero una grande varietà di generi. Alcune di queste pellicole non sono proprio il mio genere, anche se devo ammettere di averle apprezzate.
Vediamole più da vicino!



SUBURBICON, di George Clooney



Stati Uniti, anni ‘60. La tranquilla cittadina di Suburbicon, tra un centro commerciale ed il parco, la scuola e le tante aree residenziali, sembra il luogo perfetto in cui andare a vivere, specie se si ha famiglia.
Quando, però, una delle tante villette del paese viene occupata da un famiglia di colore, essa diventa il bersaglio di tanti crudeli atteggiamenti di razzismo.

L’unica persona che interagisce con loro è il figlio dei loro vicini, Nicky, che vive insieme al padre, Gardner Lodge, alla madre, Rose, rimasta paralizzata in seguito ad un incidente, ed alla sorella gemella di quest’ultima, Margaret, che aiuta in casa.

Una notte, però, due delinquenti fanno irruzione in casa e somministrano troppo cloroformio a Rose, che, già debole e malata, muore.

Per il piccolo Nicky è solo l’inizio di una serie di eventi inspiegabili: il padre e la zia, alla centrale di polizia, si rifiutano di riconoscere gli aggressori; il suo affezionato zio Mitch viene progressivamente allontanato; in famiglia iniziano ad insistere perché egli si iscriva in collegio…


Questa “commedia nera” di George Clooney mette in luce una differenza abissale: quella tra la famiglia Meyers, oggetto di odio irragionevole solo perché di colore, e la famiglia Lodge, stimata di tutti ma in grado di celare dei veri orrori.
Il regista pone anche in evidenza i tanti difetti degli adulti e, in antitesi, la straordinaria maturità dei bambini.

La pellicola è ben costruita e lascia lo spettatore con il fiato in sospeso, proprio perché la tranquillità inizialmente presentata è tutt’altro che reale.


Valutazione: tre stelle e mezza



LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE, di Woody Allen



Anche questa pellicola è ambientata negli anni ‘60 in America, e più precisamente a Coney Island, il famosissimo luna park sul mare non troppo distante da New York.

Siamo nel periodo in cui la fortuna di questo luogo di villeggiatura ha raggiunto il suo apice, e forse per questo motivo la voce narrante è affidata a Mickey, il bagnino, che studia letteratura e teatro per il resto dell’anno ed osserva i bagnanti per tutta l’estate. Egli ha da mesi una relazione con Ginny, ex attrice e attualmente cameriera in uno dei ristoranti. Dopo un primo matrimonio che le ha lasciato un problema con l’alcool ed un figlio difficile, ella si è risposata con Hunty, proprietario di una delle giostre di Coney Island, ma è molto infelice, e solo frequentare Mickey l’ha fatta sentire un po’ meglio.

Un giorno, però, arriva Carolina, figlia della prima moglie di Hunty: il padre ha interrotto i rapporti con lei dopo il suo sconsiderato matrimonio con un gangster, ma ora la donna ha paura del marito, che la vuole morta, e cerca un rifugio.
L’arrivo di Carolina, unito al suo inevitabile incontro con Mikey, creerà una serie di equivoci, gelosie e ripicche. Torneranno così a galla tanti problemi che la famiglia ha sempre cercato di nascondere o di evitare.


Il titolo di questo film di Woody Allen, La ruota delle meraviglie, è fortemente indicativo: esattamente come se fossero su una giostra, tutti i protagonisti tentano di allontanarsi dalle situazioni spiacevoli del passato, ma, come in moto circolare, finiscono sempre per tornarvi.
Così il padre irascibile, la madre fragile, la figlia in cerca di una figura maschile, il figlio piromane ed il bagnino farfallone continuano a ripetere i loro errori.


Valutazione: quattro stelle



THE GREATEST SHOWMAN, di Michael Gracey



Il protagonista di questo spettacolare musical è P.T,Barnum, il figlio di un povero sarto, abituato a lavorare presso le persone abbienti e ad essere trattato con sufficienza. Dopo la morte del padre, egli riesce a guadagnarsi una posizione lavorando come impiegato ed a sposare una ragazza benestante del quale è innamorato da sempre.

Quando, però, l’ufficio nel quale lavora dichiara bancarotta, casa e famiglia sono nuovamente a rischio. A Barnum viene allora una grande intuizione: con i suoi ultimi risparmi affitta un immobile e raccoglie intorno a sé tutte le persone discriminate dalla società.

Egli mette insieme una squadra con persone di colore, uomini altissimi, nani, donne barbute, disabili, e prepara uno spettacolo di canti e balli che ben presto inizia a riscuotere un grande successo.

Con l’aiuto di un giovane e ricco impresario, egli riesce a far conoscere il suo “circo” anche all’alta società.
Le vane promesse del mondo dello spettacolo, però, rischiano di fargli perdere di vista l’autenticità e la bellezza del suo sogno.


The greatest showman, come ogni musical che si rispetti, emoziona e coinvolge lo spettatore. Davvero belle le musiche, che in queste settimane ho risentito più volte.

L’elemento di originalità della pellicola è sicuramente costituito dal corpo di ballo, composto da persone affette dalle più svariate disabilità. Il film non è solo, dunque, una ricostruzione storica della nascita del circo, ma anche una storia di accettazione del diverso. Consigliatissimo!


Valutazione: cinque stelle



MORTO STALIN, SE NE FA UN ALTRO, di Armando Iannucci



Mosca, 1953. La radio nazionale sta trasmettendo in diretta un concerto di musica classica, quando all’improvviso riceve una telefonata da Stalin in persona, che vorrebbe avere una registrazione dei pezzi eseguiti nel corso della serata.

Egli finisce per ricevere, però, non solo il disco, ma anche un bigliettino pieno di insulti e minacce, scritto dalla pianista dell’orchestra, che ha perduto amici e familiari a causa sua. Stalin ride delle accuse che la donna gli rivolge, ma dopo pochi minuti viene colpito da un’emorragia cerebrale e cade a terra.

La mattina dopo, la sua cameriera lo trova moribondo e convoca immediatamente le personalità più di spicco dello Stato. Ministri e segretari chiamano tutti i medici che trovano e fanno il possibile affinché Stalin si risvegli anche solo per un attimo ed indichi il suo successore, ma egli muore senza aver detto una parola.


Ha inizio così la lotta per la successione, che il regista presenta come una farsa grottesca, i cui protagonisti sono personaggi falsi, avidi e violenti. Il peggiore di loro è il ministro Beria, capo dei servizi di polizia ed autore di orribili delitti. Egli minaccia i suoi rivali di avere un dossier che incastra ognuno di loro, ma essi non staranno certo a guardare…


Morto Stalin, se ne fa un altro è un film che racconta la Russia degli anni ‘50 con un tono a metà strada tra la commedia nera e la pellicola storica. Se i fatti sono riportati con grande esattezza, infatti, i personaggi sono raccontati in chiave sarcastica, e la loro sete di potere diventa quasi ridicola.


Valutazione: tre stelle



NAPOLI VELATA, di Ferzan Ozpetek



La protagonista di questo particolarissimo film è Adriana, un medico legale che vive a Napoli, conduce una vita piuttosto solitaria ed ha tante ferite nel suo passato.

Durante una stravagante festa a casa della zia, ella conosce Andrea, un ragazzo molto giovane e bello, e passa una sola notte con lui. I due hanno appuntamento per il giorno dopo, ma egli non arriva mai.
Il lunedì successivo, il primo cadavere a cui Adriana deve fare l’autopsia, riconoscibile solo per via di un tatuaggio, è proprio quello di Andrea.

La donna decide di dire alla polizia il poco che sa, ma è sconvolta e gli incubi la tormentano. Un giorno, per caso, ella incontra Luca, fratello gemello di Andrea, che è venuto per indagare sulla morte del fratello e che presto si rivela inquieto e possessivo. Ad aiutare Adriana sarà un amico poliziotto, che le darà una mano a fare luce sui tanti misteri del suo presente e del suo passato.


Napoli velata è a metà strada tra il film melodrammatico ed il thriller. Lo sfondo napoletano diventa a sua volta protagonista, trascinando i personaggi in tante misteriose avventure. Un film difficile ed intenso, ma sorprendentemente scorrevole.


Valutazione: tre stelle e mezzo




Avete visto questi film? Che cosa ne pensate?
Ce n’è qualcuno che vi è piaciuto particolarmente?
Fatemi sapere!
Non so se questo sarà l’ultimo post a tema “cineforum” prima della fine della stagione o se riuscirò ad inserirne un altro. In ogni caso, penso proprio di parlarvi di cinema anche durante i mesi estivi, con qualche post di altro genere.
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

martedì 17 aprile 2018

MY WORLD AWARD 2018







Cari lettori,
oggi vi propongo un nuovo post dedicato ai “Premi ricevuti”, ed in particolare mi riferisco al “My world award 2018”. Sono stata nominata da Alice, autrice del blog "Some books are", che ringrazio e saluto.



Il conferimento “My world award 2018” è nato per conseguire l’intento di farvi conoscere i blogger che amate e seguite. Questa iniziativa è un ottimo espediente per farvi scoprire chi si cela dietro i canali.



REGOLE:


1) Seguire e taggare il blog che ti ha nominato.

2) Rispondere alle sue 10 domande.

3) Nominare a tua volta 10 blogger.

4) Formulare altre 10 domande per i tuoi blogger nominati. Le domande possono essere su vita privata, viaggi, cinema, estetica, musica, serie tv, libri e cibo.

5) Informare i tuoi blogger della nomination.



DOMANDE DI ALICE:


1) Ami il genere horror? Se sì, quale libro o film ti ha spaventata di più nella tua vita?


Sinceramente non lo amo affatto… ho visto e letto pochissimo, quasi niente. Ricordo però di essermi spaventata molto con alcuni spezzoni di Dracula di Bram Stoker...un grande classico per gli amanti del genere!



2) Quale aspetto di un film ti spinge a dichiararlo uno dei tuoi preferiti?

I motivi potrebbero essere tanti, ma sceglierei l’atmosfera complessiva.
Se un film presenta un “mondo” che visiterei volentieri, una storia che risentirei tante volte e dei personaggi che mi sembrano in qualche modo familiari, allora rientra a buon diritto tra i miei preferiti.



3) Se dovessi farti un tatuaggio a tema cinematografico/libroso/musicale, cosa sarebbe? Una citazione oppure un disegno?

Questa domanda è interessante perché circa cinque anni fa ero convinta che mi sarei tatuata...il titolo del mio blog!

Al tempo, però, era solo una frase di una canzone dei Negramaro e di Jovanotti, Cade la pioggia, per me particolarmente importante.

So che è una interpretazione del tutto personale, ma la passione che muore di cui parla la canzone non era per me una relazione.
Al contrario, si trattava dell’amore per le Lettere, la lettura, la cultura.
Al tempo stavo frequentando l’ultimo semestre della Specialistica e cominciavo a rendermi conto che da quell’estate non avrei più seguito lezioni e che dall’inverno successivo avrei dovuto anche salutare l’Università, che per me è stata molto più di un’esperienza di studio. Ero molto triste e sfiduciata, perché pensavo che con il “cambio vita” forzato avrei perso anche buona parte della mia identità.

Così, due anni dopo, ho deciso di dare questo titolo al blog per dimostrare a me stessa e spiegare agli altri che avevo imparato un’importante lezione: un conto è quello che facciamo, un conto è quello che siamo.
Se un tempo esprimevo la mia passione per il mondo letterario/culturale principalmente attraverso il mio percorso di studi, adesso ho dato altri colori a questo mio interesse: il lavoro quando è possibile, le letture, la libera frequentazione di luoghi culturali, i tanti eventi che offre la zona di Milano e ovviamente il blog insieme a tutte le belle persone che ho incontrato qui :-)



4) Quale cibo non riesci proprio a tollerare, che sia per gusto personale oppure per allergie alimentari?


Per quanto riguarda il gusto personale, sicuramente la coca cola e i popcorn. La prima è dolciastra, i secondi per me sono l’equivalente del cotone salato :-(


Non ho allergie, ma ho qualche problema con il latte. Mangio senza problemi burro/formaggi/yogurt e vari latticini, ma se bevo un bicchiere di latte o una tazza di cappuccino...lasciamo perdere!



5) Se potessi vivere in una serie televisiva, quale sarebbe?


Ricollegandomi alla domanda n°2, sceglierei "Il commissario Montalbano".
Amo l’atmosfera della fiction ed anche tanti aspetti dello stile di vita del commissario, dalle mattinate in riva al mare alle serate in solitudine con una buona cena, passando per le poche ma solide amicizie ed i momenti divertenti.

Io mi accontenterei di interpretare Catarella...tanto il talento per inciampare e sbattere contro le porte non mi manca :-)



6) Quale canzone senti particolarmente “tua”, quasi fosse scritta per te?

Ho già risposto in parte nella domanda n°3, ma ci sono due canzoni alle quali spesso faccio riferimento quando penso alla mia crescita e al mio passaggio dalla tardo-adolescenza alla vita adulta.

La prima è Pieces, dei Sum 41:


Ho provato ad essere perfetta, ma non ne è valsa per niente la pena
niente potrebbe essere più sbagliato
e prova a credermi, non è mai stato facile
penso di averlo sempre saputo

Queste parole mi hanno insegnato che non si vive per aderire ad uno schema, per tagliare dei traguardi, per essere “il meglio” secondo i soliti (e stupidi) canoni della società, bensì per essere autentici e soprattutto felici, senza tradire se stessi.


La seconda è Famous last words, dei My Chemical Romance:


Non ho paura di continuare a vivere
non ho paura di camminare in questo mondo da sola
tesoro, se resti, io sarò perdonata
ma niente di quello che puoi dire può fermarmi dall’andare a casa

Questa canzone mi ha invece mostrato l’importanza di allontanare dalla mia vita le persone negative, quelle sempre pronte a giudicarti per delle stupidaggini, quelle che ti fanno sentire come se amarti fosse un’impresa, quelle che ti danno l’impressione di essere in difetto e di dover chiedere perdono… “perdono” per cosa, poi?
Per essere semplicemente quel che si è? Meglio proseguire da soli!



7) Se potessi acquistare un solo libro in questo preciso momento, quale sarebbe quello che vorresti subito leggere ma che ancora non possiedi?

Fai uno squillo quando arrivi”, di Stella Pulpo. Sono una fan del blog dell’autrice, Memorie di una vagina, così irriverente e riflessivo allo stesso tempo.
Tra una lettura e l’altra, però, mi sono persa il romanzo.



8) Come ti rilassi dopo una giornata particolarmente stressante?


Andare a danzare è sempre l’idea migliore.
Però, se non è una serata dedicata al ballo, in genere mi faccio un bagno caldo (doccia in estate), mi cucino qualcosa di buono e guardo la tv con una tisana (gelato in estate).



9) Qual è uno dei tuoi ricordi più felici?


Posso ritenermi fortunata, perché in effetti ne potrei raccontare tanti. Ma alcuni momenti legati ai pochi viaggi che ho fatto mi sono rimasti nel cuore.


Io non sono per niente una viaggiatrice e spesso preferisco rilassarmi nel mio posto preferito al mare.


Tuttavia, alcune volte ripenso a dei bellissimi momenti in cui sono riuscita a sentirmi “a casa” pur essendo da tutt’altra parte, e riassaporo la felicità che al tempo avevo provato.


Ad esempio, alcuni giorni di una vacanza in Spagna di quasi sette anni fa, con mio fratello e tanti amici in un gruppo organizzato, tra un bagno sulla spiaggia di Valencia ed una passeggiata per il centro di Siviglia.

Oppure un giro in macchina con la mia famiglia lungo la Costa Azzurra, con i colori meravigliosi della Corniche de l’Esterel.

O ancora una volta che io e tre mie amiche ci siamo fotografate dal belvedere di Portovenere.



10) C’è il finale di un libro che vorresti riscrivere?


Vorrei parzialmente riscrivere Harry Potter. Eliminerei la morte di Fred (ingiusta ed inutile) e terrei unita la famiglia Weasley.



I 10 BLOGGERS NOMINATI:













LE MIE 10 DOMANDE:


1) C’è un sogno di quando eri bambino/a che sei riuscito a realizzare?

2) Quali cibi sono per te un sinonimo di “felicità”?

3) C’è un posto nel mondo in cui, se ne avessi la possibilità, torneresti anche domani?

4) C’è una canzone che ti fa venir voglia di ballare?

5) Condividi una citazione che ti ispira particolarmente e spiega perché è importante per te.

6) Hai delle “celebrity crushes” (=personaggi famosi per cui hai una cotta)? Quali sono?

7) C’è un ricordo che ti rende particolarmente fiera di te stesso/a?

8) Ti piacerebbe imparare qualcosa che non sai (una lingua, un’abilità pratica…)? Se sì, che cosa?

9) Che lettura consiglieresti a chi vive il lutto di una persona cara?

10) Quale film ti ha fatto ridere fino alle lacrime?





Spero che le mie risposte vi abbiano interessato. Lo scopo di questo TAG era quello di aprirsi maggiormente con i propri lettori, e credo di averlo fatto.

Aspetto le risposte dei “nominati” alle mie domande!
Grazie per la lettura e al prossimo post :-)

sabato 14 aprile 2018

BUON COMPLEANNO BLOG! +3





Cari lettori,

è di nuovo il 14 aprile, una giornata molto speciale: in questa data, TRE ANNI FA, ho aperto il blog!


Si è trattato di un crescendo che mi ha sempre più entusiasmato: mese dopo mese, infatti, ho imparato il funzionamento della blogosfera, ho organizzato (spero) al meglio il mio spazio, ho creato nuove rubriche e conosciuto tante persone con i miei stessi interessi.

Sono riuscita a mantenere una certa costanza nel postare ed ho visto che sono stata ripagata da un crescente interesse nei confronti del mio blog, sia in termini di visualizzazioni che di commenti.



RINGRAZIO MOLTISSIMO:



- I miei fantastici lettori fissi: non posso credere che siamo a quota 105!


- Tutte le persone che hanno premiato il mio blog:


- Susy de "I miei magici mondi", che nell’ultimo anno mi ha coinvolto in ben 3 progetti “a più mani”: mi sono divertita molto a partecipare!


- Tutti coloro che mi hanno lasciato dei commenti: alcuni di voi sono davvero fedelissimi!


- I miei contatti su FacebookTwitter e Instagram, che hanno messo like ai miei post e che li hanno condivisi. Seguitemi pure, se vi va!


- Gli enti culturali di Milano e dintorni (il Teatro Carcano, il Mudec ed altri) che hanno condiviso le mie recensioni sui loro social network.



DOMANDE PER VOI:



1) Quale argomento trattato nel blog vi piace di più (letture, teatro, cinema, arte…)?


2) C’è qualche argomento del quale non ho mai parlato e che vi piacerebbe vedere pubblicato?




Mi piacerebbe sapere la vostra opinione nei commenti!
Grazie ancora di tutto, sono veramente soddisfatta del percorso compiuto finora!
Ci rileggiamo presto, al prossimo post :-)

lunedì 9 aprile 2018

PILASTRI DEL XX SECOLO

I miei classici contemporanei preferiti




Cari lettori,
nuovo appuntamento con “Il momento dei classici”!

Oggi vi presento quattro opere straordinarie, diversissime tra loro, che hanno in comune solo il fatto di essere considerati dei classici del XX secolo.

La mia scelta è ricaduta su questi quattro pilastri non solo perché sono quelli ai quali mi sento più affezionata, ma anche perché, a mio parere, rappresentano appieno tutte le sfumature e le contraddizioni di quel secolo.


Le opere presentate appartengono a generi ed a mondi differenti: si passa dal racconto giallo al dramma teatrale, dalla narrazione fantastica alla rievocazione di esperienze personali.
Tanti temi, tuttavia, sono in comune: la precarietà, l’insicurezza, il desiderio di giustizia, la paura del futuro, la ricerca di opportunità migliori…

Vediamo queste opere un po’ più nel dettaglio!



IL LUTTO SI ADDICE AD ELETTRA, di Eugene O'Neill



Trasposizione in chiave novecentesca e freudiana dell'Orestea di Eschilo, questa trilogia affronta le dolorose vicende della famiglia americana dei Mannon, che ricalca quella di Agamennone e Clitennestra.

Agamennone è diventato un ufficiale di ritorno dalla guerra, odiato e schifato dalla moglie, ucciso con un meschino tranello.

Clitennestra è Christine, donna bellissima e pericolosa, che ha tradito il marito con un capitano di marina e non si fa scrupoli per raggiungere quello che desidera.

Elettra è Lavinia, una ragazza trascurata e piena di rancore, che ha ricevuto poco amore e, per questo, allontana anche quel poco che le viene offerto.

Oreste è Orin, un fragile ragazzo diventato il burattino delle donne di casa.


La “giusta vendetta” dell'epoca antica si è trasformata in un odio cieco ed implacabile; i legami familiari sono squilibrati e basati sul ricatto; le Erinni, infine, sono gli incubi che i sopravvissuti si portano dentro sé. Saranno, dunque, il lutto ed il senso di morte a prevalere alla fine della tragedia.

Una vicenda sanguinosa e terribile anche solo da pensare, ma che dà di che riflettere, e ci pone dei grandi interrogativi su cui ognuno di noi dovrebbe soffermarsi.



LE CITTA' INVISIBILI, di Italo Calvino



In questo romanzo si immagina che Marco Polo debba raccontare al Gran Khan i risultati delle sue peregrinazioni per l'ampio regno d'Oriente.
Nel corso dei suoi viaggi, Marco Polo si trova a visitare delle città stravaganti, tutte che si chiamano con dei nomi di donna particolari.

C'è una città che è stata costruita con lo scopo di trovare una bellissima donna che di notte si fa inseguire per non farsi poi mai raggiungere; una città dove ognuno recita il ruolo fisso di una commedia greca, per poi cambiare la parte il giorno dopo; una città dove ad ognuno sembra di vedere solo persone che assomiglino ai propri congiunti scomparsi; una città che rischia di affogare nella sua immondizia; una città dove si scambiano racconti come monete; e tante altre ancora.

In queste piccole cartoline, Calvino ci commuove, ci suggestiona e ci fa riflettere.
Una piccola grande opera di letteratura contemporanea.



LA LUNA E I FALO', di Cesare Pavese



Anguilla, un trovatello, torna dall'America dopo diversi anni, e ritrova le Langhe, terra della sua infanzia.
Lì l'amico Nuto, che non si è mosso, gli racconta quello che è successo in questi anni.

Per molti versi, nulla è cambiato. La povertà, la vita difficile, la violenza nelle famiglie, lo sfruttamento dei bambini nelle campagne, l'analfabetismo e la chiusura mentale continuano ad essere i grandi problemi delle Langhe.

Anguilla, però, è tornato soprattutto per ricominciare ad inseguire quelle illusioni che aveva coltivato da ragazzo, e, in modo particolare, per ritrovare tre sorelle, Irene, Silvia e Santa, verso le quali ha sempre nutrito una forte attrazione. Allo stesso tempo, egli fa conoscenza con il figlio dei nuovi proprietari della sua vecchia casa, un ragazzino nel quale gli sembra di rivedere se stesso...


Una storia dura e dolce allo stesso tempo, in cui illusioni e realtà si confondono. La storia di un uomo legato ai riti del suo passato ed alla sua terra, che egli considera come una figura materna, e che però gli riserverà amare sorprese.



IL GIORNO DELLA CIVETTA, di Leonardo Sciascia



Il capitano Bellodi, emiliano abituato a vivere tra le nebbie, si ritrova a dirigere un commissariato in Sicilia.

In una mattina d'inverno, l'onesto imprenditore Salvatore Colasberna viene ucciso con un colpo di pistola. La stessa mattina, un povero incensurato, Paolo Nicolosi, sparisce misteriosamente.

Il capitano, animato da un forte carattere ed un grande senso del dovere, decide di avviare le indagini, ma incontra subito una marea di ostacoli: persone che si rifiutano di testimoniare, versioni discordanti, un clima di sospetto e paura.

Bellodi arriva alla verità, ma capisce anche di trovarsi di fronte ad un delitto di mafia, e di doversi confrontare con don Mariano, il boss locale... Ma quali sono i veri nemici di Bellodi? E come potrà il capitano trasformare queste congetture in prove concrete?


Questa storia non è solo uno dei classici del 900 più amati, ma anche un ottimo giallo e, soprattutto, un romanzo di denuncia, non solo dei privati, ma anche delle istituzioni, della politica e della stampa.
Leggendolo, si sente la forte passione che ci ha messo l'autore nel scriverlo, e quanto questo tema gli stia a cuore.




Avete letto questi romanzi? Li conoscete?
Vi è capitato di vedere qualche trasposizione cinematografica o teatrale?

Personalmente, qualche anno fa ho visto a teatro una bella versione de Il giorno della civetta con Sebastiano Somma.

Fatemi sapere quale di questi classici è il vostro preferito!
Grazie per la lettura ed al prossimo post