domenica 17 gennaio 2021

L'ANGOLO VINTAGE 2.0 - GENNAIO 2021

 


Cari lettori,

primo appuntamento dell’anno con la rubrica del 17 del mese “L’angolo vintage”!


Oggi vi racconto due romanzi che ho letto in queste ultime settimane d’inverno; due storie nate dalla penna di due autori di cui vi ho già parlato più volte, Massimo Carlotto e Francesco Recami.


Si tratta di due narrazioni piuttosto particolari: in entrambi i libri i protagonisti sono dei personaggi che, in qualche modo, si sentono esclusi dalla società e vengono coinvolti loro malgrado in vicende surreali, grottesche, di sicuro non piacevoli. Ciò nonostante, i nostri protagonisti non si perdono d’animo e lottano per conservare quel poco che hanno, anche se la vita non è stata molto generosa con loro.


Sono due letture insolite, ma interessanti; ormai conoscete il mio parere sugli autori in questione, e spero che, tramite le mie recensioni, qualcuno di voi si sia almeno un po’ incuriosito. Analizziamo meglio insieme queste due letture!




La signora del martedì, di Massimo Carlotto


Il protagonista di questa storia è Bonamente Fanzago, un uomo che è stato piuttosto sfortunato fin dalla nascita: i suoi genitori, infatti, dei ricchi borghesi che avevano acquistato un terreno che un tempo era nobiliare, hanno pensato bene di dargli un nome aristocratico che ormai non ha più nessuno. Bonamente, però, già da ragazzo non aveva alcuna intenzione di seguire la carriera paterna o, più in generale, di avere un’esistenza ordinaria e conforme alle regole della società. Per questo motivo, ormai da quasi un ventennio il suo mondo è quello del cinema per adulti. Per lui sono stati anni relativamente sereni, ma a quarant’anni, dopo un ictus, la sua carriera si è fatta stentata, nessuno lo considera ed è giunto il momento di cambiare vita… ed egli non sa proprio che cosa fare.

Il centro della sua settimana è diventato l’incontro del martedì pomeriggio con una misteriosa signora, che si fa chiamare così proprio perché non vuole rivelare nulla di sé, nemmeno la sua vera identità. Per Bonamente ormai l’iniziale divertimento si è trasformato in un innamoramento vero e proprio, ma la donna è molto fredda con lui, e solo ogni tanto gli porta qualche liquore pregiato da condividere prima di andarsene.


Il piccolo regno dei due è la pensione Lisbona, un tempo ritrovo di personaggi singolari, ora, invece, quasi deserta. A gestirla è il signor Alfredo, un uomo anziano, sensibile e protettivo, che da sempre si sente donna e come tale si veste. Egli si fa aiutare soltanto da un’attempata coppia di domestici e considera Bonamente come una sorta di figlio adottivo, dal momento che l’uomo non ha una casa, ma vive lì in pianta stabile. Proprio per questo motivo, egli non ha in nessuna simpatia la “signora del martedì”, che considera intrigante e bugiarda. Teme che Bonamente lascerà la pensione e che il suo destino sarà una vecchiaia solitaria.


Un giorno in cui il signor Alfredo non riesce più a tacitare i propri sospetti decide di seguire la signora, e scopre che ella convive con un maturo avvocato, del quale sembra che sia l’amante. Questa rivelazione condurrà i nostri protagonisti ad un evento tragico, al quale ne seguiranno altri, in una terribile catena. I tre, per tentare di evitare un triste destino, dovranno ricorrere a tutte le loro risorse e fare scelte drammatiche.



Scegliere personaggi in qualche modo esclusi dalla società (ex carcerati, persone che sono cresciute in ambienti violenti, oppositori politici che hanno pagato cara la loro posizione…) è un classico di Massimo Carlotto. Nel caso de La signora del martedì, tuttavia, la scelta di tre personaggi così surreali è quasi emblematica. È come se l’autore volesse dirci: noi, che siamo più o meno tutti inseriti nella società, spesso evitiamo di guardare chi ha scelto un mestiere che non piace ai benpensanti, chi ha un sesso biologico ed uno che sente nella mente e nel cuore, chi ci tiene a restare un invisibile ed ha un ottimo motivo per farlo. Eppure, per quanto noi ci sforziamo di far finta di niente, queste persone esistono, ed hanno un’esistenza tremendamente difficile.


I nostri tre protagonisti, infatti, sono fin troppo spesso vittime di forze dell’ordine che cercano un facile capro espiatorio, giornalisti a caccia di scoop sulla pelle delle persone, approfittatori di ogni genere. Non sono stati amati nemmeno dalla loro famiglia d’origine; non hanno nessuno se non loro stessi, ed è per questo che finiranno col proteggersi a vicenda.


Nessuna lettura di Carlotto si può definire facile, nemmeno un romanzo così scorrevole e ricco di colpi di scena come questo. L’autore sembra inserire sempre qualche riferimento autobiografico quando parla di esclusi, perché lui stesso è stato in carcere per anni, prima di essere assolto alla fine di un lunghissimo processo. Sicuramente un romanzo di questo tipo invita il lettore ad una profonda riflessione.




Commedia nera n°3/ L’atroce delitto di via Lurcini, di Francesco Recami


A Firenze è ormai autunno inoltrato e per chi occupa la palazzina accanto alla stazione di Santa Maria Novella stanno per arrivare i momenti peggiori dell’anno.

Da tempo, ormai, l’edificio è diventato sede di una sorta di accampamento abusivo per disperati: stesi sul gelido pavimento del piano terra, infatti, ci sono senzatetto di ogni genere, italiani e stranieri, giovani fuggiti di casa e anziani senza più niente, persone affette da malattie psichiatriche che nessuno ha voluto ed altre che un tempo erano benestanti e felici ma hanno perso tutto.


Il “direttore” della struttura è un certo Franzes: nessuno sa il suo vero nome, anche se la sua vena amministrativa e vagamente imprenditoriale è innegabile. Ciò che è certo è che egli prende le decisioni per tutti, è dotato di una comoda e calda tenda (e quando può si scalda con alcool di pessima qualità) e fa pagare agli altri un affitto che, considerato che l’unica fonte di reddito è l’accattonaggio, è piuttosto caro.


Una mattina, però, dopo una delle sue ubriacature colossali, egli si sveglia tutto coperto di sangue, con in mano un coltellaccio e nessun ricordo della serata precedente. Egli rammenta solo di essersi aggregato a dei ragazzi che facevano confusione in un bar, e che tra loro c'era una donna dai vivaci capelli rossi. Con orrore, egli si rende conto di avere con sé proprio una parrucca dalla capigliatura di questo tipo.


L’orrore si moltiplica nel momento in cui il suo “vice” gli legge il giornale: proprio durante la nottata precedente, in via Lurcini, è stato rinvenuto il cadavere di una donna, una paziente oncologica che è stata trovata calva, senza alcuna traccia della sua parrucca rossa.


Franzes inizia a sospettare di aver commesso l’orribile delitto, ma non ne ha alcun ricordo. Mentre egli, sempre più disperato, cerca a modo suo di occultare le prove e di uscire “pulito” dall’atroce vicenda, la palazzina entra nel mirino di un coreografo di danza contemporanea, che vuole creare una performance proprio nello stabile, ingaggiando addirittura i senzatetto come attori…



Francesco Recami ha già raccontato più volte delle storie surreali, un po’ grottesche, che narrano una realtà al contrario rispetto a quella che solitamente si immagina. In quest’opera egli mette in scena un teatro dell’assurdo a tutti gli effetti, con poveri e disperati che per un giorno diventano attori, cantanti, ballerini. Certo, il risultato dei loro tentativi è davvero tragicomico; più però il lettore prosegue con la narrazione, più ha l’impressione che siano loro a fare la figura migliore. Sono gli altri ad essere messi alla berlina: i turisti stranieri che vanno a dormire nella palazzina per vivere il brivido di una “esperienza estrema”, e si lamentano pure se sparisce qualche loro oggetto di valore; i lavoratori dello spettacolo che accettano l’ingaggio per il cachet ma poi sono schifati anche solo all’idea di condividere il proprio spazio con chi non ha nulla; i ricchi annoiati, per cui la povertà disperata è solo lo spettacolo di un giorno.


Questo sfondo accompagna la disavventura di Franzes, un non-giallo crudelmente ironico, un classico dell’autore, che è facile ritrovare in altre sue storie, come, per esempio, quelle ormai piuttosto note della serie ambientata nella Casa di Ringhiera.


Inutile girarci troppo intorno: questo romanzo mette un bel po’ di tristezza, e lascia anche una certa amarezza, perché dipinge un incubo che, credo, appartiene a quasi tutti noi: quello dell’indigenza. Come sempre, però, Recami si dimostra acuto e colto, e tratta problematiche serie in modo tutt’altro che retorico o banale.

Sono certa che il libro non vi deluderà, specie se già avete avuto modo di apprezzare l’autore.




Ecco il mio contributo del mese a questa rubrica!

Fatemi sapere se conoscete questi autori, se i romanzi vi potrebbero interessare, se magari ne avete già letto uno (o entrambi).

Come sempre, vi invito a leggere i post delle altre colleghe blogger che hanno partecipato alla rubrica per il mese di gennaio (i blog sono indicati nel banner in alto).

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 14 gennaio 2021

TAYLOR SWIFT: POESIA IN MUSICA - 3

 Tematica #3 : l'amore felice




Cari lettori, 

per la nostra rubrica "Consigli musicali", ecco il terzo appuntamento del nostro progetto dedicato ai testi delle canzoni di Taylor Swift!

Negli scorsi post abbiamo parlato prima di infanzia e famiglia, poi di adolescenza e liceo. Oggi invece ci facciamo prendere dall'ottimismo e dal romanticismo e parliamo di amore felice! A dispetto di quello che sostengono i detrattori di Taylor, ovvero che ella scriva brani soltanto sulle rotture e sugli amori finiti, c'è un buon numero di canzoni gioiose nel suo repertorio: i primi amori, il colpo di fulmine, la gioia di una relazione serena, i progetti per il futuro, i matrimoni degli amici e tanto altro ancora. 

Il post era già pronto per metà quando Taylor, come suo solito, ha fatto una sorpresa a tutti noi: l'11 dicembre, a soli cinque mesi dal suo ultimo disco Folklore, è uscito Evermore, una sorta di "album gemello" del precedente, di cui nessuno immaginava la pubblicazione. Le ultime due canzoni del post, Willow e Long story short, sono new entries appartenenti proprio a questo disco! 

Vi lascio ai testi, sperando, come sempre, che vi piacciano!



Stay beautiful, 2006


Cory trova un altro modo per essere la luce del mio giorno

sto scattando fotografie nella mia testa

così posso conservarle per un giorno di pioggia

è difficile chiacchierare quando lui mi porta via il respiro

dovrei dire, comunque


Sei bello in ogni piccolo pezzo, amore, non lo sai

diventerai davvero qualcuno, chiedilo a tutti

quando trovi tutto quello che cercavi

spero che la vita ti conduca di nuovo alla mia porta

oh, ma se non lo fa, resta bello


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Untouchable, 2008


Intoccabile, come un lontano cielo di diamante

mi sto sporgendo verso te, e non so proprio dirti perché

sono presa da te, sono presa da te

intoccabile, bruciando più forte del sole

e quando sei vicino, sento che mI mandi in rovina


In piena notte, quando sono dentro questo sogno

è come se un milione di piccole stelle dicessero il tuo nome

devi venire qui, venire qui

dire che saremo insieme

vieni qui, vieni qui,

un piccolo assaggio di Paradiso


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Fearless, 2008


C'è qualcosa nel modo in cui si presenta la strada

quando ha appena piovuto

c'è come un bagliore per terra

tu mi accompagni alla macchina

e sai, voglio chiederti di ballare proprio qui

nel bel mezzo del parcheggio, sì


Guidiamo giù per la strada, mi chiedo se tu sai

sto cercando più che posso di non essere coinvolta ora

ma tu sei così carino, fai passare le mani tra i capelli

e, senza accorgertene, fai sì che io ti voglia


E non so come possa andar meglio di così

mi prendi per mano ed avvicini la mia testa alla tua per primo

senza paura

e non so perché, ma con te ballerei

in una tempesta, nel mio vestito migliore, senza paura


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Enchanted, 2010


Ero di nuovo lì stasera

forzando risate, fingendo sorrisi

il solito vecchio, stanco, solitario posto

muri di falsità

occhi che si guardano intorno e noia

tutto è sparito quando ho visto il tuo volto

tutto quello che posso vedere, è che è stato incantevole incontrarti


[…]


Queste sono le parole che ho trattenuto

mentre me ne stavo andando, troppo presto

sono stata incantata di averti conosciuto


Per favore, non essere innamorato di qualcun'altra.

Per favore, non avere qualcuno che ti sta aspettando.


Questa notte è scintillante, non lasciarla andare

sono stupefatta, arrossisco per tutto il tempo del ritorno a casa

passerò tutto il tempo a chiedermi se sai

che sono incantata di averti conosciuto

questa notte è perfetta, non lasciarla andare

sono stupefatta, danzo tutt'intorno alla stanza

passerò tutto il tempo a chiedermi se sai

che sono incantata di averti conosciuto.


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Stay stay stay, 2012


Prima di te ho frequentato solo tipi indulgenti con se stessi

che scaricavano tutti i loro problemi su di me

ma tu mi porti la spesa, ed ora rido sempre


[…]


Tu ti sei preso il tempo per imparare a memoria

me, le mie paure, le mie speranze ed i sogni

ed io amo proprio starmene con te tutto il tempo

tutte quelle volte In cui non te ne sei andato

sono bastate a farmi capire che

voglio starmene con te per tutta la mia vita


Quindi resta e ti amerò per molto tempo

nessun altro mi amerà quando sono arrabbiata, arrabbiata, arrabbiata

quindi penso che la cosa migliore sia che entrambi restiamo


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Begin again, 2012


Ho fatto un bel respiro davanti allo specchio

a lui non piaceva che indossassi tacchi alti

ma a me sì

chiudo la porta e metto le cuffie

lui diceva sempre che non apprezzava questa canzone

ma io sì


Ho camminato, aspettandomi che tu fossi in ritardo

ma tu sei arrivato prima, stai lì, e saluti

io vado verso di te

tiri fuori la mia sedia e mi aiuti a sedermi

e non sai quanto questo sia carino

ma io sì


E tu tiri indietro la testa ridendo, come un bambino

penso che sia strano che tu mi trovi divertente,

perché lui non l'ha mai fatto

ho passato gli ultimi 8 mesi a pensare che

tutto quello che fa l'amore è spezzare, e bruciare, e finire

ma un mercoledì, in un bar,

ho visto tutto ricominciare da capo


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You are in love, 2014


Va così

voi due state ballando in un ballo incantato, tutt'intorno

e lui tiene una foto di voi nel suo ufficio in città

tu capisci ora perché loro hanno perso la testa e combattuto le guerre

e perché io ho passato tutta la mia vita a provare a mettere questo in parole

[...]


Tu puoi sentirlo nel silenzio, silenzio

puoi sentirlo sulla via di casa, di casa

puoi vederlo a luci spente, luci spente

voi siete innamorati, vero amore

voi siete innamorati


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New Year’s Day, 2017


Ci sono glitter sul pavimento dopo la festa

ragazze che portano giù le loro scarpe nell’atrio

cera di candele e polaroid sul parquet

tu sei con me dalla notte prima, ma…


Non leggere l’ultima pagina, ma resterò

quando sei perso e spaventato e stai andando via

voglio le tue mezzanotti, ma pulirò le bottiglie con te

il 1 gennaio


[…]


Tieni stretti i tuoi ricordi e loro terranno stretta te

Tieni stretti i tuoi ricordi e loro terranno stretta te

ed io terrò stretto te


Per favore, non diventare mai uno sconosciuto

dalla risata che potrei riconoscere ovunque


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Lover, 2019


Signori e signore, potreste per favore alzarvi,

con ogni cicatrice della chitarra sulle mie mani,

prendo quest’uomo e la sua forza magnetica come amante,

il mio cuore è stato dato in prestito ed il tuo è stato blu,

tutto è bene quel che finisce con te,

giuro di essere iper - drammatica e fedele al mio amante,

e tu conserverai tutte le tue barzellette più sporche per me,

e per ogni tavolo ti conserverò una sedia


Posso andare dove vai tu? Possiamo essere sempre così vicini?

Da sempre e per sempre!

E portami fuori, portami a casa,

sei il mio, mio, mio amante


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Paper rings, 2019


La luna è alta, com’erano i tuoi amici

la notte che ci siamo incontrati per la prima volta

sono tornata a casa e ti ho cercato su Internet,

ora ho letto tutti i libri accanto al tuo letto.


Il vino è freddo, come la spalla che ti ho offerto per strada,

gatto e topo per un mese, due o tre,

ora mi sveglio nella notte e ti vedo respirare…


[...]


Amo le cose brillanti, ma ti sposerei con anelli di carta,

esatto, caro, tu sei quello che voglio, e

odio gli incidenti, a parte quando siamo passati da amici a questo,

esatto, caro, sei quello che voglio, e

anelli di carta e cornici per fotografie e sogni sporchi,

oh, sei tu quello che voglio


Link video per l'ascolto



Peace, 2020


Tutte queste persone pensano che l’amore sia uno spettacolo

ma io morirei per te in segreto

il diavolo è nei dettagli, ma tu hai un amico in me

sarebbe abbastanza se non ti dessi mai pace?

[…]


Vorrei darti la mia parte più selvaggia, darti un bambino,

darti il silenzio che arriva soltanto

quando due persone si capiscono,

la famiglia che ho scelto,

ora che vedo tuo fratello come il mio,

sarà abbastanza?


Link video con testo



Willow, 2020



La vita era un salice, e si è piegata al tuo vento

testa sul cuscino, potevo sentirti entrare

come se tu fossi un’entità mitica

come se tu fossi un trofeo o un anello per campioni

ma c’era un premio per ottenere il quale avrei barato


Più parli, meno cose so,

dovunque tu vagabonderai, ti seguirò,

ti sto pregando di prendermi per mano, sconvolgere i miei piani,

questo è il mio uomo.

Sai che il mio treno può portarti a casa

qualunque altro posto è vuoto

ti sto pregando di prendermi per mano, sconvolgere i miei piani,

questo è il mio uomo.


Link video ufficiale



Long story short, 2020


Cara me del passato,

vorrei dirti di non perderti in queste cose infantili,

perché le tue nemesi si auto distruggeranno

prima che tu abbia l’opportunità di colpire

e sta passando lui,

raro come lo scintillio di una cometa nel cielo

e sa di casa: se la scarpa va,

camminaci ovunque vai


E sono caduta dal piedistallo

dritta nella tana del coniglio

per farla breve, è stato un brutto periodo

spinta dal precipizio

mi sono arrampicata di nuovo sulla scogliera

per farla breve, sono sopravvissuta


Link video per l'ascolto



Allora, sono riuscita a farvi sognare fiori d'arancio oppure no? 

Scherzi a parte, spero che questi testi, che io considero come delle piccole poesie, vi stiano emozionando quanto hanno emozionato me. Il nuovo album a dicembre è stato un vero regalo ed a me, da fan, non resta che sperare che Taylor scriva ancora per un buon numero di anni! 

Avete ascoltato i brani cliccando sui link? Quale canzone avete preferito? 

Aspetto le vostre opinioni! Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

lunedì 11 gennaio 2021

LA GUERRA RACCONTATA DAL COLONNELLO ARCIERI

 Due romanzi di Leonardo Gori




Cari lettori,

per la nostra rubrica “Letture...per autori”, sono davvero contenta di farvi conoscere un nuovo personaggio le cui splendide storie mi hanno tenuta avvinta tra l’autunno inoltrato e l’inizio dell’inverno.


Si tratta del Colonnello Arcieri, il protagonista dei romanzi del giornalista e scrittore Leonardo Gori. Ho scoperto la sua esistenza in modo un po’ originale: come sapete, sono una grande fan dei romanzi di Marco Vichi che hanno per protagonista il commissario Bordelli (vi ho presentato la serie in questo post) e in alcuni di essi il colonnello Arcieri era presente come amico ed aiutante… una sorta di cross-over narrativo!


All’inizio non avevo capito che anche Arcieri fosse protagonista di romanzi tutti suoi, ma poi ho notato che alla fine dei volumi Marco Vichi citava esplicitamente l’autore. Ero incuriosita da questo personaggio così particolare, così ho deciso di provare a leggere una storia tutta sua… e sono rimasta tutt’altro che delusa!



Proprio come il suo amico Franco Bordelli, anche il Colonnello Bruno Arcieri vive e lavora a Firenze, anche se ha dei legami importanti con Milano e Roma. Non è soltanto un carabiniere che ricopre importantissimi incarichi: è anche un “agente segreto” del SID, i Servizi Italiani.


Questa sua doppia identità rende i romanzi che lo vedono protagonista davvero particolari e appartenenti a più generi: c’è il classico giallo, il delitto compiuto su cui indagare; c’è la spy story, perché spesso egli si trasforma in un vero e proprio 007 italiano (atletico ed instancabile anche quando età e circostanze non lo aiutano!); c’è, infine, tantissima storia del XX secolo, con informazioni, documenti, dettagli.


L’autore Leonardo Gori sa essere, al tempo stesso, giornalista, romanziere e storico, senza contare che conosce benissimo Firenze (sia quella del periodo della Seconda Guerra Mondiale che quella più recente) e il territorio che la circonda.



Ho pensato di raccontarvi i romanzi del Colonnello Bruno Arcieri dividendoli in due post, proprio perché le sue storie appartengono a due tempi diversi: alcune sono ambientate prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, altre nella seconda metà degli anni Sessanta.


Oggi vi parlerò di due “storie di guerra” del Colonnello, Nero di maggio e Il passaggio. In queste storie, egli è ancora un giovane Capitano che vorrebbe fare carriera… e non gli mancheranno le occasioni per mettersi alla prova. Come sicuramente avrete intuito, non si tratta di letture sempre semplici, da vari punti di vista, ma sono proprio quelle difficoltà a far apprezzare maggiormente il romanzo a lettura conclusa. 

Vi lascio alle recensioni!



Nero di maggio


È il maggio del 1938 e Firenze sta vivendo quello che sarà ricordato come un momento davvero tragico della sua storia: il Duce e il Fuhrer stanno per giungere in visita, con una parata trionfale per le vie della città che sancirà la definitiva alleanza tra i due totalitarismi, il fascismo e il nazismo.


Il Capitano Bruno Arcieri è un uomo di quasi quarant’anni che mal sopporta le imposizioni del fascismo, ma, per via dei doveri che impone il suo ruolo, non ha altra scelta se non obbedire.


Da un giorno all’altro, i suoi superiori gli ordinano di abbandonare le sue consuete indagini e gli affidano un incarico che lui inizialmente considera quasi ridicolo: fare da guardia del corpo ad un non meglio identificato “gerarca” fascista, che, a differenza dei colleghi, è già a Firenze da qualche giorno e vuole godersi la città prima del tanto atteso evento istituzionale.


Il gerarca si rivela un giovane damerino cultore dell’arte, della storia e delle bellezze di Firenze. Arcieri, colpito dal carattere e dall’atteggiamento dell’uomo, si impone di non giudicarlo male per le sue scelte politiche e di provare ad ascoltarlo e ad avere rapporti civili con lui. Il gerarca, però, a dispetto delle apparenze, ha un’importante richiesta da fargli: egli, infatti, vorrebbe che il Capitano scavasse nel passato per lui, accedendo ad alcuni importanti documenti risalenti all’inizio degli anni ‘20, quando Mussolini è salito al potere.


Il Capitano tentenna, ma intuisce che il gerarca è in cerca di giustizia arbitraria, se non di vendetta, e comprende che non può evitare di mettersi in mezzo e sporcarsi le mani. Leggendo quei documenti che solo a lui e pochi altri è consentito osservare, egli riporta alla luce un gravissimo fatto di sangue avvenuto in una casa privata circa quindici anni prima, e capisce che, proprio durante la parata celebrativa, qualcuno potrebbe cogliere l’occasione per vendicarsi.


In più, egli è preoccupato anche per la sua vita privata: la sua fidanzata, Elena Contini, studentessa all’Università di Firenze, è ebrea, ed è rimasta sola in città dopo che la madre è stata uccisa in un “incidente” voluto dagli antisemiti ed il padre è scappato all’estero. Ella è sempre più sfuggente, ed il Capitano non capisce se è solo sconvolta per ovvi motivi personali o se c’è sotto dell’altro.



Nero di maggio è l’esordio del Capitano (poi Colonnello) Bruno Arcieri sulla carta stampata, ed il primo romanzo che ho letto dell’autore. La lunghezza è minore rispetto a volumi successivi, più corposi, ma si tratta comunque di una lettura densa e molto ricca di informazioni. Il romanzo, infatti, fa molto di più che raccontare un semplice cold case che il protagonista si trova a risolvere per conto terzi: esso mette in luce in modo molto dettagliato il clima che pervade l’Italia nel ‘38.


Il popolo che guarda con preoccupazione ad una nuova guerra ormai inevitabile; le forze dell’ordine che sono costrette a servire un padrone sempre più prepotente e faticano a tenere a bada una folla agitata; le persone di origini ebraiche che vivono costantemente nell’ansia.


Più di tutto, però, al centro dell’attenzione ci sono le divisioni interne al partito fascista, tra idealisti “duri e puri”, persone moderate e di cultura che credono con convinzione che questa scelta politica possa essere la strada giusta, violenti che hanno fatto carriera nel partito con una serie di soprusi ed opportunisti che si sono schierati con il fascismo per avere importanti vantaggi sociali ed economici.


Queste divisioni rischiano non solo di creare squilibri all’interno del sistema totalitario di Mussolini, ma anche di provocare disordini (e delitti) tra la gente comune. Toccherà al Capitano Bruno Arcieri scoprire le trame nascoste dei potenti per difendere il popolo di Firenze, che sta vivendo un terribile momento storico.



Il passaggio


L’armistizio dell’8 settembre 1943 ha trasformato l’Italia in un campo di guerriglia civile. È l’estate del ‘44 e da quasi un anno a Firenze si combatte, partigiani contro fascisti, italiani contro nazisti, in una lotta feroce e senza esclusione di colpi.


Nel mese di agosto, i nazisti prendono possesso di una parte della città, abbattendo gli storici ponti sull’Arno e dividendo Firenze in due. Da una parte c’è la metà che appartiene ai tedeschi e che funge da presidio contro gli attacchi sempre più insistenti degli Alleati. Dall’altra c’è una Firenze ancora libera, fatta di sfollati e disperati che cercano in qualche modo di collaborare con i partigiani.


Proprio qui, dopo una rocambolesca fuga per le campagne, arriva il Capitano Bruno Arcieri, del Regio Esercito. Egli, ormai da mesi, si è alleato con i badogliani, militari italiani che hanno deciso di non obbedire più al fascismo, e con lui c’è Daniel Dunn, un reporter di guerra americano che lo informa regolarmente dei progressi degli Alleati suoi connazionali.


Entrare a Firenze è pericolosissimo, per via dei cecchini fascisti che non si arrendono alla sconfitta e che, anche nella parte libera, sparano senza pietà ai “traditori” (non solo ai partigiani, ma anche ai civili che li aiutano). In modo un po’ fortunoso, però, i due riescono a rifugiarsi a Palazzo Pitti, che si è trasformato in una sorta di ospedale/alloggio di fortuna.


Lì essi incontrano due persone: Bianca Marciani, studentessa di Storia dell’Arte, amica di Elena Contini, la fidanzata di Bruno, che egli non vede e sente da ormai troppo tempo, e Rinaldo Sant’Elia, un esponente di spicco del Comitato di Liberazione Nazionale (partigiano) che si è occupato di tutela dei Beni Artistici a livello locale. I due, insieme all’anziano professore di Bianca, rivelano ad Arcieri di aver fatto un’importante scoperta: l’opera di un celeberrimo artista si nasconderebbe nella metà occupata di Firenze, e sarebbe al centro di sporchi giochi di potere tra nazisti, fascisti e gruppi di servizi segreti.


Arcieri è inizialmente meravigliato, ma quando viene a sapere della morte misteriosa di un antiquario poco onesto, della scomparsa di un collezionista e dell’arresto di un ragazzo fascista che porta con sé delle foto inequivocabili (e che poi viene ovviamente ucciso in carcere al primo momento di “distrazione” delle guardie) si convince che c’è effettivamente un mistero.


Lui, Daniel Dunn, Bianca Marciani e Rinaldo Sant’Elia decidono di tentare un’impresa nella metà occupata di Firenze, passando attraverso il corridoio vasariano, un passaggio di origine rinascimentale all’interno degli Uffizi che conoscono solo gli italiani ed è controllato dai partigiani. Arcieri è consapevole che si tratta di una missione mortale, ma sa anche che è il suo dovere fermare questo genere di sporche trattative.



Il passaggio è una vera e propria spy story in cui la guerra da una parte, l’arte e la cultura dall’altra muovono le azioni dei personaggi. Nessuno di loro è al 100% chi dice di essere: ci sono sotterfugi, ricatti e contro-ricatti, alleanze inaspettate, colpi di scena sorprendenti.


È anche un romanzo molto descrittivo, e l’autore stupisce con la sua profonda conoscenza di Firenze e della situazione storica di quel tempo, che era… più che tragica, direi.


Un libro da leggere d’un fiato per quanto riguarda alcuni capitoli, con calma ed attenzione per quanto concerne altri. Il Capitano Bruno Arcieri sa essere sia l’agente segreto perfetto, impavido ed instancabile, che un uomo intelligente e riflessivo, dotato di grande sensibilità. Un personaggio che non ha paura di sbagliare e sporcarsi le mani ma non perde mai di vista i suoi nobili ideali ed obiettivi.




Come al solito, ora tocca a voi! Conoscete questi romanzi?

Avete mai sentito parlare del Colonnello Arcieri (magari nei romanzi di Vichi)?

Avete letto altro di Leonardo Gori?

Fatemi sapere!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)