giovedì 29 giugno 2017

INDICAZIONI POETICHE PER L'ESTATE

I consigli dei più grandi autori per vivere al meglio la stagione calda

Poesie a tema #2




Cari lettori,
il 21 giugno è ufficialmente iniziata l’estate, stagione amata da molti di voi e – ci scommetto – piuttosto mal tollerata da altri.

Io stessa devo ammettere che i miei sentimenti nei confronti di questo periodo dell’anno sono piuttosto ambivalenti.

Da un lato adoro il sole, il caldo, il mare, il relax. Mi piace tanto passare più tempo possibile nella casa al mare di famiglia, in Liguria (in foto, la vista che si gode dal molo Santa Caterina di Varazze, davvero impagabile durante le belle giornate.)
In questo periodo, poi, il tempo sembra dilatarsi e le giornate si allungano; le serate piene di luce fino a tardi sono ciò che amo di più di questa stagione. In estate, infine, posso leggere di più, mangiare i cibi che preferisco (il gelato su tutti) ed andare a fare shopping in cerca di abitini estivi e bikini (i miei punti deboli).

D’altra parte, però, non è possibile andare al mare sempre; vivo in provincia di Milano e l’afa in alcuni giorni è davvero insopportabile; sto lavorando, e credo che quasi tutti noi, per ora, siamo ancora al lavoro o stiamo studiando per la sessione estiva; gli amici ed i conoscenti vanno in ferie a turno e più l’estate va avanti più capita di sentirsi un po’ soli; per quel che mi riguarda, la pressione è in caduta libera (ditemi che non sono l’unica a soffrirne!) e, ovviamente, mi manca un po’ la scuola di danza, che è in meritatissima pausa estiva.

Voi che ne dite? Condividete i miei pensieri contrastanti? Come vivete l’estate di solito?


Proprio per parlare un po’ insieme dell’estate che verrà, per la nostra rubrica “L’angolo della poesia”, oggi ho deciso di leggere insieme a voi alcuni componimenti che i grandi autori del passato hanno scritto per celebrarla.
Mi piace considerarle come una sorta di “istruzioni per l’uso”, dei consigli per vivere appieno la stagione più calda.
Che cosa dovremmo fare, dunque, in questo periodo dell’anno, secondo i poeti?



Goderci un momento di relax nel primo pomeriggio


 (Dipinto: La siesta, Van Gogh)


“Meriggio d’estate”, di Umberto Saba

Silenzio! Hanno chiuso le verdi
persiane delle case.
Non vogliono essere invase.
Troppe le fiamme
della tua gloria, o sole!
Bisbigliano appena
gli uccelli, poi tacciono, vinti
dal sonno. Sembrano estinti
gli uomini, tanto è ora pace
e silenzio… Quand’ecco da tutti
gli alberi un suono s’accorda,
un sibilo lungo che assorda,
che solo è così: le cicale.



Andare in campagna ed osservare i colori della natura



(Dipinto: “Pagliai alla fine dell’estate”, di Claude Monet)


“L’estate sui campi”, di Alfonso Gatto

Splende a distesa il giorno
rosato alla pianura,
la tremula calura
richiama a lungo intorno
dall’alto il visibilio
dei passeri nel sole.
…Il grano trema e nere
si schiudono farfalle
all’afa azzurra; d’oro,
riversa a quel ristoro
di luce, nelle gialle
stoppe bisbiglia l’aria…
…Così morbido e solo
scorre sul fiume il verde
silenzio che alle valli
odoroso si perde.
Restano i campi gialli,
monotona campagna
dei grilli e della sera…



Ascoltare il suono delle conchiglie



(Dipinto: “Barca sulla Senna”, di Auguste Renoir)


“Conchiglie”, di Katherine Mansfield

Eternamente giace e splende piano
sotto l’enormi tempestose ondate
e sotto le minute onde beate
che il Greco antico un tempo ha nominato
crespe di risa.
Ascolta: la conchiglia iridescente
canta nel mare, al più profondo.
Eternamente giace e canta silenziosa.



Goderci ogni singolo aspetto di questa stagione



(Dipinto: “Una domenica pomeriggio alla Grande Jatte”, di Georges Seurat)


“Sarà estate”, di Emily Dickinson

Sarà estate – finalmente.
Signore – con ombrellini
Signori a zonzo – con bastoni da passeggio
E Bambine – con Bambole
Coloreranno il pallido paesaggio –
Come fossero uno splendente mazzo di fiori –
Sebbene sommerso, nel Pario –
Il villaggio giaccia – oggi-

I lillà – curvati da molti anni –
Si piegheranno sotto il purpureo peso –
Le api – non disdegneranno la melodia –
Che i loro antenati – ronzarono –

La Rosa selvatica – diventerà rossa nella Terra palustre –
L’Aster – sulla collina
Il suo perenne aspetto – fisserà
E si assicureranno le genziane – collari di pizzo –

Finché l’Estate ripiegherà il suo miracolo –
Come le Donne – ripiegano – le loro Gonne
O i Preti – ripongono i Simboli
Quando il Sacramento – è terminato.



Incantarci durante la notte



(Dipinto: “Carnevale notturno”, di Marc Chagall)


“Notte d’estate”, di Federico Garcia Lorca

L’acqua della fonte
suona il suo tamburo
d’argento.
Gli alberi
tessono il vento
e i fiori lo tingono
di profumo.
Una ragnatela
immensa
fa della luna
una stella.



Ascoltare tutti i rumori, in ogni momento del giorno



(Dipinto: “Viaggio verso l’esotismo”, di Paul Gauguin)


“Estate”, di Pablo Neruda

Ardono i seminati,
scricchiola il grano,
insetti azzurri cercano ombra,
toccano il fresco.
E a sera
salgono mille stelle fresche
verso il cielo cupo.
Son lucciole vagabonde.
Crepita senza bruciare
la notte dell’estate.



Farci conquistare dalla calma della sera



(Dipinto: “Tramonto sulla ferrovia”, di Edward Hopper)


“Sera d’estate”, di Rainer Maria Rilke

S’è sciolto in spruzzaglia il gran sole.
La sera d’estate divampa;
riarde di febbre nel volto.
Sospira di schianto: “Vorrei…”;
ma quindi ripete: “Son stanca…”

Sussurran preghiere i cespugli.
Nel folto, una lucciola splende
(eterna fiammella) a mezz’aria.

Recinge ogni candida rosa,
vermiglia raggiera – il tramonto.



Apprezzare perfino un po’ di calura



(Dipinto: “Campo di papaveri a Vétheuil”, di Claude Monet)


“Vento di prima estate”, di Giorgio Caproni

A quest’ora il sangue
Del giorno infiamma ancora
la gota del prato,
e se si sono spente;
le risse e le sassaiole
chiassose, nel vento è vivo
un fiato di bocche accaldate
di bimbi, dopo sfrenate
rincorse.



Restare riparati ad osservare il maltempo



(Dipinto: “Temporale sulle Rocky Mountains”, di Bierstadt Albert)


“Temporale d’estate”, di Federigo Tozzi

Le nuvole grigie e nere si urtano,
si pigiano spinte dal vento, nascondono
il sole, oscurano il cielo.
Ci son ancora, qua e là, lembi d’azzurro,
ma vanno facendosi sempre più piccoli,
sempre più radi.
Ecco un lampo: guizza, abbaglia,
sembra incendi il cielo.
Poi scoppia il tuono.
Un tonfo forte, un brontolio lungo.
I passeri si rifugiano
sotto i tegoli, le rondini volano basse,
senza stridi.
                                Cadono le prime gocce d’acqua, si fanno
fitte, sembrano grossi aghi lucenti.
Poi la pioggia scroscia impetuosa.



Fare caso alle realtà più piccole



(Dipinto: “La récolte”, di Camille Pissarro)


“D’estate”, di Giovanni Pascoli

Le cavallette sole
sorridono in mezzo alla gramigna gialla.
I moscerini danzano al sole
trema uno stelo sotto una farfalla.



Godersi un po’ di solitudine



(Dipinto: “Campo di grano con corvi”, di Vincent Van Gogh)


“Notte d’estate”, di Antonio Machado

È una bella notte d’estate.
Tengono le alte case
aperti i balconi
del vecchio paese sulla vasta piazza.
Nell’ampio rettangolo deserto,
panchine di pietra, evonimi e acacie
simmetrici disegnano
le nere ombre sulla bianca arena.
Allo zenit la luna, e sulla torre
la sfera dell’orologio illuminata.
Io in questo vecchio paese vo passeggiando
solo, come un fantasma.



Godersi il mare e fare delle belle nuotate



(Dipinto: “Le port de Saint-Tropez”, di Paul Signac)


“Il nuoto”, di Giosué Borsi

Godo se arditamente in te mi tuffo,
o mare che sciabordi e che scintilli
e se di perle onusto e di berilli
scuoto emergendo il gocciolante ciuffo.
Godo se co’ tuoi flutti aspri m’azzuffo
alternando e mescendo risa e strilli,
e se le gocce amare che mi stilli
col mio labbro salato allegro sbuffo.
Godo se il braccio con un gesto largo
e il piede nell’alterna vece istrutto
muovo sì, che le schiume intorno spargo,
e ad imo e in cresta all’ampio cavallone
glauco, trascorro lo squamoso flutto,
pari al salso tubicine Tritone.




Queste sono le proposte poetiche che ho scelto per festeggiare al meglio l’arrivo dell’estate. Adesso sono curiosa di sentire i vostri pareri!
Quale poesia vi è piaciuta di più? Avete apprezzato i dipinti che ho abbinato ad ogni componimento? E cosa amate di più (e di meno) dell’estate?
Grazie per la lettura e al prossimo post! :-)




venerdì 23 giugno 2017

IL FASCINO DEL GENTILUOMO

Rhett Butler




Cari lettori,
è con grande gioia che oggi inauguro una nuova rubrica di questo blog: quella dedicata ai progetti condivisi con altri bloggers.

La collaborazione in questione, dal titolo “Il fascino del gentiluomo", è stata ideata dalla mia amica Susy de I miei magici mondi. A partire dal 12 giugno, infatti, ogni blog partecipante ha scritto un post dedicato ad uno dei più famosi gentiluomini della narrativa e, spesso, anche del cinema. Ecco il calendario completo:




Il personaggio che ho scelto è Rhett Butler, il protagonista maschile di Via col vento, lo sfrontato ed irriverente capitano innamorato della presuntuosa e determinata Rossella O’ Hara.

La tormentata storia d’amore dei due ha fatto sognare prima i tanti lettori del romanzo del 1936 di Margaret Mitchell e poi i tantissimi che hanno visto il kolossal del 1939 con Vivien Leigh e Clark Gable.


Susy ci ha lasciato liberi di gestire il post dedicato al nostro “gentiluomo” come meglio crediamo. Ormai la maggior parte di voi conosce il mio stile di scrittura, e sa che, generalmente, preferisco procedere per impressioni.

Quando ho accettato di scrivere un post su Rhett mi sono chiesta: che cosa può renderlo un vero gentiluomo? Per quale motivo questo personaggio così impulsivo, poco diplomatico, tutt’altro che affidabile può essere incluso in questa lista?
Ecco le mie personalissime motivazioni!



Rhett è un principe presentato come un pirata



“Le sembrò tutt’altro che giovane, almeno trentacinque anni; alto e ben costruito. Rossella si disse che non aveva mai visto un uomo con le spalle così larghe e con muscoli così vigorosi, quasi troppo vigorosi per un signore. Quando lo sguardo di lei incontrò il suo, egli sorrise mostrando una dentatura candida da animale da preda sotto i baffi neri tagliati corti.
Era bruno di pelle, abbronzato come un pirata, ed i suoi occhi erano arditi e neri, appunto come quelli di un pirata che abborda una galera per depredarla, o una fanciulla per rapirla. Il suo volto era freddo e indifferente e la bocca aveva un’espressione cinica mentre egli sorrideva.
E Rossella trattenne il fiato. Sentiva che quello sguardo era insultante e si irritava di non sentirsi insultata.”


Il romanzo di Margaret Mitchell ci catapulta subito nel profondo Sud degli Stati Uniti, nella seconda metà del 1800, e ci illustra con dovizia di particolari la vita quotidiana delle classi agiate di quel tempo. Il lettore si trova a far parte di un mondo fatto di calde e lunghe giornate sotto il portico, di serate mondane trascorse a ballare e chiacchierare di politica, di fanciulle capricciose che rendono la vita impossibile a generose serve di colore (su tutte l’indimenticabile Mammy di Rossella).

Nonostante l’apparenza, alla salvaguardia della quale ogni cittadino sudista tiene molto, la vita è tutt’altro che serena: la Guerra di Secessione è appena iniziata, ed ogni uomo è costretto ad andare in guerra, così come ogni donna si trova ad attendere con impazienza il suo ritorno.

I tanti gentiluomini sudisti che fanno la corte a Rossella sembrano tutti molto simili tra loro come interessi ed aspirazioni: sono integri, parlano dei loro valori, si dichiarano pronti a tutto pur di non tradire la Causa sudista, “Causa” che non a caso Margaret Mitchell denomina con la lettera maiuscola, quasi fosse essa stessa una protagonista del romanzo. Il più solido ed irreprensibile di questi uomini è Ashley Wilkes, amato da sempre da Rossella.


In mezzo a questa fila di distinti signori, però, c’è un elemento che stona: un personaggio che, all’inizio, dà le spalle alla protagonista, che osserva tutti con uno sguardo obliquo, che attira su di sé tante chiacchiere. E chi altri potrebbe essere, se non il nostro “gentiluomo per caso” Rhett Butler?
A Rossella viene subito consigliato di non dare confidenza ad un simile personaggio: gira voce, infatti, che egli sia stato cacciato da Charleston, la sua città natale, e che la famiglia l’abbia ripudiato per una sgradevole questione di donne e di denaro.
L’aspetto fisico, poi, non aiuta il nostro protagonista: egli è più anziano degli altri gentiluomini, ha uno sguardo da predatore ed i capelli neri, insieme allo stravagante gusto nel vestire, gli conferiscono l’aspetto di un pirata appena sceso dalla nave.

Rossella continua ad avere nel cuore Ashley, ma non può fare a meno di volgere lo sguardo verso il pericoloso sconosciuto. E questo è solo l’inizio…!



Rhett non sa che cosa sia l’ipocrisia



“Dai volti di coloro che lo circondavano, comprese che erano furibondi per ciò che Butler stava dicendo. Rossella si aperse un varco tra la folla e, in uno di quegli strani silenzi che piombano a volte su una riunione, udì Guglielmo della Milizia dire semplicemente:
«Debbo comprendere, signore, che intendete dire che la Causa per la quale sono caduti i nostri uomini non è sacra?»
«Se voi foste maciullato da un treno in corsa, la vostra morte non santificherebbe la compagnia ferroviaria, non è vero?» rispose Rhett; e la sua voce sembrava che chiedesse umilmente un’informazione.”


Rhett non è solo un ricco uomo d’affari, ma è anche e soprattutto un capitano dell’esercito, al quale è stato dato il compito di andare, a suo rischio e pericolo, negli Stati Uniti del Nord per commerciare e per riuscire a far avere ai soldati sudisti cibo, munizioni, abiti ed ogni genere di bene necessario.

Quando, però, Rossella e Melania Hamilton (la donna che Ashley ha poi scelto di sposare) gli chiedono educatamente di raccontare come egli si senta a compiere un’impresa così pericolosa, la risposta dell’uomo non è quella che ci si potrebbe aspettare.

Egli, infatti, rivela senza troppi preamboli di aver girato tranquillamente gli Stati Uniti del Nord e di aver soggiornato a New York City senza essere disturbato, semplicemente perché ha pagato profumatamente e nessuno yankee, di conseguenza, si è permesso di fargli del male.

Le sue dichiarazioni poco diplomatiche e politicamente scorrette, com’è facile immaginare, danno vita, nel corso della prima parte del romanzo, a tante discussioni con altri personaggi della storia.
Gli altri gentiluomini sudisti, infatti, mal sopportano l’atteggiamento dissacrante di Rhett e provano più e più volte a convincerlo della bontà della Causa, risultando, però, decisamente troppo impostati e piuttosto ridicoli.


Il lettore non può fare a meno di simpatizzare con il protagonista e di pensare che egli sia l’unico ad aver capito che, come sempre, anche questa guerra è unicamente a servizio dei potenti e di chi, da entrambe le parti, riesce a fare soldi sulla pelle di tanti poveri soldati (nordisti e sudisti) che perdono la vita per una tanto glorificata Causa.

Rhett non è un signore, ma non finge nemmeno di esserlo, e la sua propensione alla sincerità lo rende, al tempo stesso, insopportabile ed autentico.

Qui è necessario sottolineare una differenza tra il protagonista del romanzo e quello del film: il primo è più verboso, quasi filosofico nelle sue argomentazioni, mentre il secondo è molto più ironico e sagace. Probabilmente si tratta di una scelta dovuta alla differenza tra il linguaggio della narrativa e quello del cinema; ciò che è certo è che le due versioni sono entrambe molto ben riuscite.



Rhett riesce ad essere un buon amico per Melania



“Le mani di Melania tremavano, ma ella continuò in fretta come se avesse paura che l’ardire le venisse meno.
«Non sarò scortese con lui a causa di ciò che h detto, perché…ha avuto torto a dirlo forte… è stato sconsiderato…ma…è la stessa cosa che pensa Ashley. E io non posso vietare la mia casa a un uomo che la pensa come mio marito. Sarebbe un’ingiustizia.»”


Un aspetto della caratterizzazione di Rhett che mi ha sempre incuriosito è il suo rapporto con Melania, cognata di Rossella.

Ci tengo a introdurvi questo personaggio perché è, secondo me, davvero interessante. Ella, infatti, è tutto il contrario della protagonista femminile: una donna buona, sincera, gentile con il prossimo, che cerca sempre di vedere il bene in ogni persona e il lato positivo di ogni situazione. Già solo questo la renderebbe un personaggio adorabile, ma non è questo, a mio parere, l’aspetto più interessante.

Melania diventa veramente speciale, infatti, proprio agli occhi di Rossella e Rhett, così lontani da lei, eppure a lei così legati.

Per Rossella, ella è, solo in apparenza, la donna più odiata, la rivale in amore: è la moglie di Ashley e la sorella di un uomo che lei non amava e che l’ha lasciata vedova dopo un brevissimo matrimonio. Rossella non fa che spendere cattive parole sull’ingenuità di Melania, che per lei è semplice stupidità. Ciò nonostante, i fatti dimostrano il contrario: le due donne restano sempre l’una a fianco dell’altra, sostengono insieme situazioni terribili, diventano quasi sorelle (e decisamente Rossella mostra molto più affetto nei confronti di Melania di quanto non ne abbia mai dimostrato alle sue sorelle biologiche).

Tutta la vita di Rossella è una costante contraddizione tra quello che crede ed afferma e quello che poi, in effetti, fa: ella sostiene di amare Ashley, ma è un’illusione giovanile; ritiene che Rhett sia un corteggiatore di ripiego e non riesce ad ammettere di essere innamorata di lui; finge di stare accanto a Melania solo per dovere, ma è la sua migliore amica.


Ancora una volta, è Rhett a ricoprire il ruolo di “voce della verità”, e lo fa in un modo del tutto inaspettato. Anziché persuadere Rossella della bontà del suo legame con Melania, instaura lui stesso una curiosa amicizia con la donna, da lui ritenuta “una vera signora”. 

È grazie a lui se, per la prima volta, Melania riesce ad imporsi sui suoi parenti ed a chiedere loro di non scacciare Rhett da casa loro, perché le sue idee sono le stesse del marito Ashley, anche se quest’ultimo non ha la stessa franchezza nell’affermarle.

Melania diventa poi la confidente privilegiata di Rhett quando egli sposa Rossella, e l’unica a comprendere l’unicità del sentimento che lega i suoi personaggi.

Rossella si rende conto del valore di Melania – anche se non lo ammetterà mai – tramite le parole di Rhett, e comprende ciò che la lega al suo ultimo marito grazie alle parole dell’amica ormai morente.


A mio parere questo legame resta una delle trovate più originali ed interessanti della narrativa novecentesca.



Rhett ama Rossella per quello che è e perché gli somiglia



“Ora sapeva qual era il rifugio che aveva sempre cercato nei suoi sogni, il luogo caldo e sicuro che le era stato celato dalla caligine folta. Non era Ashley… oh, no, mai Ashley! Non vi era in lui maggior calore che in un pantano, maggior sicurezza che sulle sabbie mobili.
Era Rhett. Rhett che aveva delle braccia forti per sorreggerla, un petto largo per farle appoggiare la testa stanca, una gaia risata per farle vedere le cose nella giusta luce. E una assoluta comprensione, perché egli pure, come lei, vedeva la verità senza veli, non celata da malpratiche nozioni di onore, di sacrificio, di fede eccessiva nell’umana natura. Egli l’amava!”


Se c’è qualcosa che mi ha colpito di Via col vento la prima volta che, anni fa, ho visto il film, e che mi ha continuato recentemente a sorprendere leggendo per la prima volta il romanzo, è il fatto che Rossella sia tutt’altro che un personaggio simpatico o ammirevole. È molto più facile che l’affetto dello spettatore/lettore vada alla premurosa Mammy, alla dolce Melania, perfino alle maltrattate sorelle di Rossella, con le quali ella è molto arrogante.

Nessun personaggio del romanzo (e del film), però, ha il coraggio di parlare schiettamente alla protagonista e di dirle chiaramente che spesso si comporta come una presuntuosa e capricciosa aristocratica sudista. Melania la adora, Ashley la evita il più possibile e se ne mostra quasi intimidito, Mammy la redarguisce sempre un po’ bonariamente.


L’unico che la valuta con oggettività è proprio Rhett. È egli stesso a dire a Rossella che ella può recitare quanto vuole la parte della dama compassata, ma, sotto sotto, ella non è affatto una signora, e lui se n’è accorto.

Credo che dietro a questo “non-complimento” di Rhett si celi una lode piuttosto irriverente, com’è nel suo stile. Egli, infatti, trova assolutamente noiose le altre dame dell’alta società, dedite all’apparenza, ad un finto sostegno della Causa, ad una falsa contrizione di fronte a lutti ed a perdite (con l’unica eccezione di Melania, da lui ritenuta sinceramente buona). 

Rossella è l’unica donna che ha il coraggio di non piangersi addosso per una vedovanza di cui non le importa, che danza e non porta il lutto anche se dovrebbe, che si mette a lavorare la terra per non morire di fame anche se è umiliante, che fa partorire Melania con le sue mani anche se sa poco e nulla di bambini. Egli ama la sua spontaneità perché rivede in ella una sua versione al femminile, e non manca di dirlo a lei più volte, anche se Rossella prende le sue parole come una provocazione e non come una contorta dichiarazione d’amore.



Rhett è un padre particolare ma autentico e presente



“«Mi piaceva pensare che Diletta eri tu, nuovamente bambina, prima che la guerra e la povertà ti avessero indurito. Ti somigliava tanto, era così volitiva, così gaia e coraggiosa e piena di spirito; e potevo accarezzarla e viziarla…come desideravo accarezzare e viziare te. Ma lei non era come te… lei mi voleva bene. Era una fortuna che io potessi prendere tutto l’amore che tu non desideravi e darlo a lei. E quando se ne andò, portò via tutto con sé.»”


Rhett in vesti paterne è esattamente come ce lo si potrebbe aspettare: eccessivo, appassionato, presente. Egli ama Wade ed Ella, i figli che Rossella ha avuto dai primi due mariti (anche se questa parte nel film è di fatto tagliata) e, quando lui e Rossella hanno una bambina, Diletta, quest’ultima diventa il centro del suo mondo.

La piccola cresce piuttosto viziata ed impertinente, probabilmente perché, mentre Rhett è fin troppo dolce e comprensivo, Rossella è spesso dura e sbrigativa con lei.

La sua tragica morte romperà definitivamente il matrimonio tra i due protagonisti, già messo a dura prova dal ritorno di Ashley e dalla confusione della donna riguardo ai propri sentimenti.




Tocca a voi!
Che cosa pensate di questo personaggio? Vi piace Via col vento?
Qual è il vostro parere sul progetto “Il fascino del gentiluomo”?
Fatemi sapere!


Nel caso vi siate persi le “puntate precedenti”, ecco i link!

-    Mr Darcy (Orgoglio e pregiudizio): La spacciatrice di libri

-         Frederick Wentworth (Persuasione): Gli alberi da libro

-         John Thornton (Nord e Sud): Romance e altri rimedi

-         Heathcliff (Cime tempestose): Some books are

-         Edward Rochester (Jane Eyre): La contessa rampante

-         Ross Poldark (dal romanzo omonimo): The avid reader

-         Jamie Fraser (Outlander): New adult Italia

-         Colonnello Brandon (Ragione e sentimento): Anima in penna

-         Edward Ferrars (Ragione e sentimento): Felice con un libro



Vi do appuntamento a domani sul blog Twins books lovers con un post dedicato a Edmond Dantès, "Il conte di Montecristo"!
Grazie per la lettura ed al prossimo post 😊