giovedì 30 luglio 2020

I PREFERITI DI LUGLIO 2020

Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese




Cari lettori,
anche il mese di luglio sta per terminare!

Non vi nego che per me è un mese passato in frettissima. Dopo i mesi primaverili forzatamente statici per tutti, a giugno ho ricominciato gradualmente a tornare alla normalità (come, credo, tanti di noi) e in queste settimane mi è parso di riassaporare davvero un po’ di libertà. Tra posti che ho finalmente rivisto dopo un po’ troppo tempo, compleanni importanti, piccoli e grandi cambiamenti in famiglia, i giorni sono volati. Come direbbero i Peanuts, le estati “corrono” rispetto agli inverni (o almeno, io a volte ho questa sensazione), ma giugno e luglio mi hanno regalato relax ed emozioni al tempo stesso, e abbiamo ancora davanti tutto agosto!

Nel frattempo, ricapitoliamo insieme tutto quello che mi è piaciuto, dai libri ai film, dalla musica alla poesia!



Il libro del mese


Una delle mie letture in riva al mare è stata una raccolta di racconti che mi ha portato in un mondo che non conoscevo. Si tratta di Gente in Aspromonte, un libro del 1930 di Corrado Alvaro, scrittore vissuto tra il 1895 e il 1956.

Questa raccolta di racconti, considerata la datazione e l’importanza dell’autore, che è stato anche giornalista e poeta ed ha vinto il premio Strega nel 1951, è considerabile un classico, ma ammetto che, nonostante i miei studi umanistici, ho colmato solo ora questa mia lacuna.

Corrado Alvaro, con questo romanzo, omaggia la sua terra e le sue origini: egli, infatti, è di San Luca, un piccolo paese nell’entroterra ionico calabrese, ai piedi dell’Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria.


La raccolta è composta da tredici racconti: il primo, nonché il più lungo, è quello che dà il titolo. In queste storie, ambientate all’inizio del XX secolo, si delinea l’affresco di un’umanità varia, spinta però dal desiderio di sopravvivere nonostante le difficoltà della vita e da un senso di disperazione, di tragedia imminente che deve essere evitata, ma dalla quale non sempre si riesce a sfuggire.

Una famiglia di pastori sottomessa ai signorotti locali decide di far studiare uno dei suoi figli come prete, pensando che solo l’istruzione possa contrastare la loro prepotenza; alcune donne lottano per la loro indipendenza, anche se sono compagne non legittime, figlie non ascoltate, mogli timorose; dei poveracci in cerca di fortuna sperano di trovare un tesoro e quando l'hanno sotto gli occhi non se ne rendono nemmeno conto; alcuni amici e concittadini si sfidano in esibizioni di virilità che diventano gare mortali.


Sullo sfondo di queste vicende c’è il panorama dell’Aspromonte, tanto impervio quanto affascinante. Le descrizioni sono meravigliose: dettagliate, poetiche, quasi liriche.

Forse non è una delle letture più semplici per qualche pomeriggio estivo, ma ne vale assolutamente la pena, perché, come già detto, è un classico meno studiato di altri. 
Per chi ama l’estate in montagna, poi, è una lettura irrinunciabile!



Il film del mese


Avevo letto la trilogia di Divergent di Veronica Roth (composta dal romanzo omonimo e dai seguiti Insurgent e Allegiant) qualche anno fa e, pur non essendo una lettrice assidua di young adult, ricordo di averlo davvero apprezzato.

Tuttavia, in questi anni non ho mai visto il film tratto dal romanzo, soprattutto perché più di una persona mi aveva detto che sarei rimasta delusa. In queste settimane sono riuscita a recuperarlo e, a sorpresa, sono contenta di averlo fatto.


La storia è fedele a quella del romanzo: ci troviamo negli Stati Uniti, in un futuro post-apocalittico, dopo una guerra che ha sconvolto il mondo occidentale ed ha isolato le città americane più importanti all’interno di altissime recinzioni.

Beatrice Prior, la protagonista della storia, vive in una di queste metropoli, i cui abitanti sono stati divisi in cinque fazioni, a seconda della principale caratteristica della persona. I Candidi, schietti e sinceri, amministrano la giustizia; i Pacifici, tranquilli come il loro nome, si occupano di agricoltura e allevamento; gli Eruditi, i più portati per lo studio, lavorano come insegnanti e ricercatori; gli Abneganti, fazione di Beatrice e della sua famiglia, sono generosi, quindi compiono opere di carità, ma a loro è stato affidato anche il governo (secondo me, sono una sorta di metafora della Chiesa); gli Intrepidi, infine, sono i soldati ed i poliziotti della città, spinti dal coraggio.

Il motto della città è “la fazione prima del sangue” ed i figli, una volta compiuto il sedicesimo anno di età, si ritrovano a scegliere la loro destinazione definitiva in una pubblica cerimonia, allontanandosi anche dai genitori, se necessario.


Il giorno del test attitudinale, però, Beatrice ha una brutta sorpresa: il suo risultato...non c’è. Ella è una dei cosiddetti Divergenti, ovvero le persone che non hanno una caratteristica dominante, ma hanno tante qualità differenti: nello specifico, Beatrice risulta in parte Abnegante, in parte Erudita, in parte Intrepida.

La sua prima decisione è quella di continuare a nascondersi nella fazione degli Abneganti, la più semplice in cui restare, la più accogliente. Quando il fratello, durante la cerimonia, sceglie gli Eruditi, rivali storici della sua fazione d’origine, si convince sempre più di dover essere la “figlia che deve restare”… ma all’ultimo secondo non può fare a meno di pensare che, se rimane dov’è, non capirà mai chi è veramente, ed alla fine opta per la sua terza scelta: gli Intrepidi, che ha sempre segretamente ammirato.

C’è un solo problema: non si tratta di una fazione come le altre, in cui si viene semplicemente accolti. Le selezioni per diventare un vero Intrepido sono durissime: c’è un lungo allenamento fisico e mentale da superare, tra ore massacranti di palestra, combattimenti, prove di coraggio, simulazioni delle proprie paure da sconfiggere.
Beatrice, ribattezzata Tris, si fa dei nuovi amici ed inizia a provare una forte attrazione per il suo istruttore Quattro, ma deve anche affrontare la cattiveria dei capi, le gelosie di alcuni compagni di fazione e soprattutto la paura di non passare la selezione e di diventare una degli Esclusi, i vagabondi senza fazione.

Inoltre, gli Eruditi tramano nell’ombra per rovesciare il governo degli Abneganti e il loro capo, Jeanine, inizia a studiare un piano per eliminare i Divergenti come Tris, che sono ritenuti poco controllabili e quindi pericolosi.


Volendo trovare un difetto a questo film, potremmo dire che, in effetti, alcune scene d’azione non possono essere definite in altro modo se non americanate. La stessa Tris, che nei primi dieci minuti del film, tra vestitone grigio, cappotto, scarponi e chignon sembra una delle nostre prozie negli anni ‘30 e poi all’improvviso diventa una super bella tatuata e muscolosa, forse non risulta sempre credibile.

Tuttavia, al di là degli elementi di puro intrattenimento, i messaggi importanti del romanzo vengono resi bene nel film. 

Resta l’idea di base: chi non appartiene ad una sola categoria, chi è una persona formata da tante diverse caratteristiche, sfugge al controllo del sistema che lo/a vuole intrappolare e si rende conto che le manipolazioni a cui è sottoposto non sono reali. Interessante anche la scelta degli Eruditi come nemici (anche se in Insurgent e in Allegiant le cose si complicheranno): chi studia in modo nozionistico, senza meditare ciò che apprende nella mente e nel cuore, presto o tardi metterà la propria erudizione al servizio di poteri più grandi. Gli Intrepidi, dal canto loro, risultano ciechi nella loro ricerca di un coraggio assoluto, che non tenga conto della normalità dell’avere paura, della legittima fragilità dell’essere umani. Gli Abneganti, infine, proprio come l’istituzione che sembrano richiamare, pur di preservare la loro immagine innocente e generosa, nascondono al loro interno persone che si sono macchiate di abusi vergognosi.


Vorrei recuperare anche gli altri film ispirati dai romanzi (anche se mi hanno detto che la seconda parte di Allegiant è stata purtroppo cancellata): vi farò sapere se la mia impressione resterà positiva!



La musica del mese


Nei preferiti di giugno ho inserito una parte dedicata al nuovo disco di Nek, cantante che, come ormai saprete, adoro (trovate il link qui). 

Di certo, però, non mi aspettavo che il 24 luglio sarebbe arrivata una sorpresa dall’altra mia preferita di sempre: Taylor Swift. Contrariamente al suo solito, senza alcuna promozione, con un solo giorno di preavviso, è uscito il suo ottavo album, Folklore, concepito e creato durante la quarantena primaverile. Come forse ricorderete, io avevo apprezzato moltissimo il suo settimo album, Lover (del quale ho parlato qui), perché lo avevo sentito come un ritorno alle sue canzoni “vecchia maniera” e perché mi erano piaciuti tanto i testi. Posso però tranquillamente dire che con Folklore Taylor ha, per l’ennesima volta, superato se stessa.


Innanzitutto, con questo disco si è accostata al terzo genere della sua carriera: dopo due dischi country, due country-pop e tre puramente pop, è iniziata una sua transizione verso il folk e l’alternative, ma sempre con la dolcezza nelle melodie che la contraddistingue. Inoltre, io, viste le premesse (assenza di pubblicità e di singoli radio-friendly) mi aspettavo qualcosa di più acustico ed intimo di altri suoi lavori, ma davvero non avrei sperato in un simile estro creativo nei testi.

Taylor ha raccontato, nella lettera introduttiva che accompagna ogni suo album, che tutto è nato da una serie di immagini e di sogni, e che dopo tanti dischi in cui ha parlato prevalentemente di sé è nato in lei il desiderio di inventare delle storie, con protagonisti reali o di fantasia.


Come già fatto con Lover, ho pensato di dividere le sedici tracce del disco in più categorie, in modo da dare un’idea dei temi che vengono trattati. Spero di incuriosirvi!


Storie più intime: anche se tante storie che Taylor racconta in questo disco non la riguardano direttamente, un suo album non può considerarsi tale se non ci sono tracce in cui ella può raccontarsi direttamente. Stavolta la modalità “diario segreto” che tanto piace a noi fan della prima ora ha lasciato il posto a una narrazione più sfumata, ma l’intensità delle riflessioni e dei messaggi resta invariata. Mirrorball, per esempio, è un brano in cui ella analizza il suo comportamento nelle relazioni ed ammette di non essere una persona a cui viene naturale viverle con serenità, ma che almeno prova a farlo. Riflessioni di questo tipo ci sono anche in This is me trying, una canzone in cui la protagonista afferma di essersi creata da sola delle gabbie mentali e di aver imprigionato il suo potenziale. Invisible string è invece una canzone più allegra, che gioca con il significato dei colori e pone l’accento sui piccoli miracoli che può fare il tempo. Peace, infine, presenta il contrasto tra pensieri ed aspettative in una relazione (di amicizia o d’amore) e la realtà, che non permette mai di essere davvero “in pace” al 100%.


Storie di bambini ed adolescenti: Tre canzoni del disco sono legate tra loro e raccontano la storia di due diciassettenni, Betty e James, del loro amore, dei loro errori dettati dalla giovane età e del loro desiderio di restare insieme. Cardigan, il brano che è stato scelto come singolo, narra la loro storia dal punto di vista di lei, per simboli ed immagini. August, un intenso brano estivo, racconta la vicenda dal punto di vista della ragazza che si è intromessa tra loro, mentre Betty, una canzone che strizza l’occhio al vecchio stile country di Taylor, è la versione di lui. In questa categoria inserirei anche Seven, la storia di una bambina che vive una difficile situazione familiare, raccontata però dal punto di vista di una sua amichetta.


Storie d’amore “stracciacuore”: Che cosa faremmo noi fan se Taylor un giorno saltasse a pié pari questa categoria? Non saprei davvero. Ciò che è certo è che in questo disco ha deciso di darci delle belle soddisfazioni. Exile, che è una collaborazione con un gruppo che non conosco ma che già mi piace, è uno struggente confronto tra un uomo e una donna che non si trovano più l’uno con l’altra. Hoax è il giuramento di una donna che piange il suo uomo su una scogliera. Illicit affairs racconta il più classico degli amori clandestini e le sofferenze che ne derivano. Mad woman narra di un tradimento e dei sentimenti contrastanti che prova una donna che è stata ferita. Tuttavia l’esperimento più interessante, secondo me, è My tears ricochet, una storia raccontata da un punto di vista del tutto originale: il fantasma di una donna che vede arrivare alla sua commemorazione funebre un uomo che in vita le ha fatto del male. Non a caso è la “traccia 5” del disco (quella più drammatica, per implicito accordo tra Taylor e noi).


Storie vere: Credo che tre tracce del disco possano rientrare in questa categoria. Una è The 1, la narrazione di una storia d’amore vissuta con leggerezza ma finita in modo imprevisto, che però fa parecchi riferimenti ai “ruggenti anni ‘20” e al lanciare monetine in una fontana, forse a Roma. Non sono sicura che parli di persone realmente esistite ma mi piace pensarla così. Nessun dubbio, invece, su Epiphany, che racconta, in modo romanzato, la storia del nonno di Taylor, che si è trovato in una zona di guerra nel ‘42.  I questo brano ci sono anche dei riferimenti all'emergenza Covid, che viene considerata come un altro genere di guerra. Infine c’è The last great American dynasty, canzone che per ora è la mia preferita del disco: è la storia degli ex proprietari della casa al mare di Taylor in Rhode Island, e devo ammettere che, nonostante tutte le canzoni stracciacuore del disco, da proprietaria di casetta che prima era dei miei zii e da cultrice della casa di famiglia al mare ho finito per commuovermi con questa. 
Vi lascio un pezzetto di testo:


Loro avevano comprato una casa
l’avevano chiamata “Casa vacanze”
le loro feste erano piacevoli, forse un po’ chiassose
Cinquant’anni sono un tempo lungo,
la Casa Vacanze restava seduta quietamente su quella spiaggia
libera da donne folli, dai loro mariti, dalle cattive abitudini
e poi è stata comprata da me!
Chissà, se non mi fossi mai presentata, che cosa sarebbe successo
così ecco arrivata la più donna più rumorosa
che questa città abbia mai visto
mi sono divertita tanto a rovinare tutto



La poesia del mese



Per il mese di luglio ho scelto un componimento del poeta Sandor Petofi dal titolo Io sarò albero. In questa poesia l’amore è narrato tramite delle immagini legate alla natura, con un tono lirico, che vira verso il drammatico solo alla fine.


Sarò albero se ti farai
fiore d’un albero:
se rugiada sarai mi farò fiore.
Rugiada diverrò se tu sarai
raggio di sole:
così, mio amore, noi ci uniremo.
Se, mia fanciulla, tu sarai cielo,
io diverrò, allora, una stella:
se, mia fanciulla, tu sarai inferno,
io per amarti mi dannerò.



Le foto del mese


A partire dagli ultimi giorni di giugno, e poi per un po’ di giorni in luglio, sono riuscita a tornare in un posto che non vedevo dal 7 gennaio e che mi mancava decisamente troppo. Sto parlando della “mia” Varazze, un luogo del cuore che ormai vi ho ampiamente descritto nei miei post e che ho perfino omaggiato, insieme al resto della Riviera ligure, nel mio racconto di giugno. Stessa spiaggia stesso mare, lo so. Però quest’anno la guardavo e non ci credevo…



Rivedere Varazze ha significato anche tornare alla mia amata Passeggiata Europa, che ho percorso in una mattinata che mi sembrava grigia e poco promettente. Poi il sole ha fatto capolino tra le nubi…



Così come giugno, anche luglio è stato un mese ricco per me e per le persone che mi sono più care. Il mio papà neo-pensionato è arrivato al traguardo dei 60 anni; le mie tre amiche più strette hanno compiuto tutte gli anni tra gli ultimi giorni di giugno e la scorsa settimana; la nuova casa di mio fratello ha preso forma quasi del tutto… Qualche pasticcino ci sta, no? (Vi pregherei di notare i pregevoli cannoli al pistacchio… ho scoperto che esistono!)



Vi ricordate Dora e Panna, le conigliette di mio fratello e della sua fidanzata? Ve le avevo presentate in questo post! Sono tornate a farci visita… cresciute e affamate!




Ecco il mio luglio in un post!
Voi che mi raccontate? Siete in vacanza o ci andrete?
Quali libri, film, canzoni, serie tv vi hanno tenuto compagnia in queste settimane?
Spero che tutti voi stiate bene e che vi stiate pian piano riappropriando della vecchia quotidianità, o che, perché no, stiate scoprendo nuove libertà.
Grazie per la lettura, ci risentiamo brevemente in agosto per augurarci buone vacanze e poi il blog andrà in pausa estiva come ogni anno! 
Nel frattempo vi auguro buon weekend :-)

12 commenti :

  1. Ciao Silvia, ricordo di aver studiato "Gente in Aspromonte" per l'esame di letteratura italiana moderna e contemporanea ma non l'ho mai letto... mi fa piacere che tu lo abbia apprezzato! La foto con i pasticcini mi sta facendo venire fame, mentre i coniglietti sono tenerissimi! :-)

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    1. Ciao! Se ti riferisci al corso di Langella che abbiamo fatto insieme, sai che non ne ho ricordo? Probabilmente era nella lista di romanzi da leggere, tra cui sceglierne 2, e se non erro io ero andata su Il giorno della civetta e La luna e i falò... Quei pasticcini sono super :-)

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  2. Ciao Silvia! PEr me ieri è stato il primo giorno di mare, credo di farmene qualche altro :-D

    Divergent: il libro mi era piaciuto davvero molto, il film abbastanza; confesso di non aver proseguito con la lettura degli altri volumi perchè scoraggiata dai pareri ndi chi è rimasto deluso dai sequel. Ho visto invece INSURGENT, carino ^_^

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    1. Ciao Angela! Bene, sono contenta che anche tu abbia visto il mare :-) A me i libri della Roth erano piaciuti tanto... forse anche più di quelli di Hunger Games, a cui vengono spesso paragonati (secondo me un po' inutilmente, perché i messaggi di fondo sono diversi). Alla fine in questi giorni ho visto anche Insurgent e Allegiant: carini, ma il primo film resta il migliore e il più fedele al contesto!

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  3. Ciao! Ti capisco, anche per me luglio è passato troppo in fretta! Purtroppo fino alla metà del mese sono stata impegnata con la sessione estiva, quindi alla fine mi sono goduta soltanto una quindicina di giorni! Conto, però, di vivere al meglio agosto! :)

    "Divergent" l'avevo visto qualche anno fa, ma non ricordo molto del film! Dovrei rivedermelo! Potrei addirittura averlo visto prima di leggere il libro!

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    1. Ciao Sara! A me l'estate piace molto e giugno e luglio sono passati così in fretta... certo, ricordo che la sessione estiva era molto impegnativa. Sono sicura che agosto ci porterà tante cose belle :-) Io ho visto il film di Divergent a 6 anni di distanza dalla lettura del libro, figurati!

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  4. Quei pasticcini mi fanno infrassare anche solo guardandoli.
    Non mangio la ricotta, però, ma per quei cannoli al pistacchio farei quasi un'eccezione.
    Anche per me luglio è volato, e adesso non vedo l'ora che arrivi settembre, sperando di tornare alla normalità senza intoppi.

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    1. Ciao Claudia! In realtà sono piiccoli... uno non può fare male, dai! So che da voi al Sud anche le cosiddette "pasterelle" hanno dimensioni maggiori, da noi invece vanno più i mignon. Io per ora a settembre (e al mio anno in più che si avvicina) non penso...mi concentro su agosto, dai!

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  5. Il romanzo Divergent mai letto, quindi non so se la trasposizione è consona, cinematograficamente parlando però, diciamo che a deludere potrebbero essere i seguiti, ma questo primo non è male ;)

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    1. Ciao Pietro! In effetti, dei tre, il primo resta il più carino e il più fedele al romanzo :-)

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  6. Caspita, cara Silvia, un mese molto indaffarato dico sei brava!!!
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso! Hai ragione, è stato un mese "indaffarato", ma principalmente per via di cose belle, quindi non avrei potuto chiedere di meglio. Buona serata anche a te :-)

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