giovedì 9 novembre 2017

DENTRO CARAVAGGIO

Michelangelo Merisi a Palazzo Reale




Cari lettori,
oggi abbiamo un nuovo appuntamento con i nostri “Consigli artistici”. Dopo la parentesi estiva dedicata agli artisti contemporanei (parlo qui di Giancarlo Vitali), Palazzo Reale torna ad ospitare nelle sue sale i più grandi nomi dei secoli scorsi.

In particolare, oggi vi vorrei parlare della mostra “Dentro Caravaggio”, dedicata alla vita ed alle opere del celeberrimo artista Michelangelo Merisi.


Palazzo Reale ci ha abituato alla varietà delle sue esposizioni: ci sono quelle che mettono in luce artisti minori, quelle che hanno un tema al centro della scena e quelle che omaggiano senza riserve un grande maestro del passato. “Dentro Caravaggio” rientra senza dubbio in quest’ultima categoria, ed è davvero un appuntamento imperdibile, non solo per gli appassionati di storia dell’arte.
Vediamo insieme perché.



L’esposizione


La mostra apre subito con una sezione introduttiva che racconta ai visitatori la vita breve e travagliata di questo personaggio, morto per un’improvvisa malattia a quasi 39 anni dopo un’esistenza di avventure, fughe rocambolesche, risse, litigi ed ubriacature.

L’esposizione traccia una linea netta tra l’uomo, Michelangelo Merisi, e l’artista, il Caravaggio, mostrando con chiarezza la fragilità e la facile collera del primo e l’estro e lo scrupoloso lavoro del secondo.


Sicuramente qualche volta vi sarà capitato di rimanere delusi, visitando la mostra dedicata ad un grande artista e scoprendo poi che l’esposizione aveva solo dei disegni o delle opere minori. Questo non è il caso della mostra di cui stiamo parlando: vi sono tanti dipinti famosi, che il visitatore può facilmente riconoscere.

Nella prima sala, infatti, troneggia il celeberrimo Giuditta che stacca la testa a Oloferne, dipinto che con i suoi colori vibranti e la sua forza comunicativa immerge subito il visitatore nelle atmosfere care a Caravaggio.



Le proiezioni dei dipinti al computer


La mostra ospita una ventina di tele di Caravaggio, tutte grandi o medio – grandi. Ognuna delle opere è collocata su un pannello al centro delle sale, e non appesa alle pareti, come si potrebbe facilmente immaginare.
Questo perché sul retro di ognuno di questi pannelli è collocato uno schermo che riproduce il dipinto al computer e lo scompone nelle sue varie parti, mostrando al visitatore il metodo di lavoro dell’artista.

Si scopre così che Caravaggio era un artista scrupoloso, che meditava sul suo lavoro e cambiava più volte idea in proposito.


Una delle sue particolarità più evidenti è la preparazione a fondo scuro o rossiccio, che lo differenzia dalla maggior parte degli artisti rinascimentali o contemporanei, che prediligono i colori chiari.


Un’altra sua abitudine è quella di tracciare molti segni preparatori e addirittura delle piccole incisioni. Si tratta, però, di idee sommarie, in quanto spesso, nella stesura finale, oggetti e persone cambiano inclinazione o addirittura posizione.


Un elemento che spesso viene rimesso in discussione, infine, è l’abbigliamento dei personaggi: moltissime volte Caravaggio viene costretto a dipingere dei panneggi al di sopra di figure umane nude o seminude, forse a causa di alcune norme presenti durante il periodo della Controriforma.



La figura femminile


Pur avendo spesso come committenti nobili e personaggi del clero che gli impongono soggetti di tipo religioso, Caravaggio riesce comunque a rendere ogni figura femminile in modo differente. Bastano uno sguardo, un atteggiamento, un sorriso, e la protagonista del dipinto cambia completamente.


Maria Maddalena, per esempio, è una figura bifronte per Caravaggio.
In un dipinto che la ritrae insieme alla sorella Marta, ella è ancora lontana dalla sua conversione, ed ha l’aspetto di una ricca donna in vesti rinascimentali, dallo sguardo fiero e circondata da oggetti che indicano la sua vanitas, come uno specchio o un pettine.
Nella Maddalena penitente, invece, la stessa donna appare seduta stancamente, come prostrata dalla vita che ha condotto finora. Lo sguardo è basso, i colori delle vesti tenui, e quegli stessi beni materiali che nell’altra tela ella amava tanto giacciono come abbandonati sul pavimento.


L’artista non manca, come suo solito, di dare scandalo: famoso è il caso della tela dedicata alla Madonna di Loreto, nella quale egli ritrae una prostituta sua amante ed il bambino che egli ha avuto da lei.



Le figure maschili e l’identificazione


Come già detto, moltissime opere di Caravaggio hanno soggetti religiosi come protagonisti. Ciò nonostante, colpisce il fatto che i personaggi ritratti finiscano sempre, in qualche modo, per ricordare l’artista che li ha dipinti.

Le varie versioni di Giovanni Battista, per esempio, rivelano un temperamento insolitamente fiero, a partire dal modo in cui l’uomo tiene in mano la croce del martirio, passando per il panneggio rosso vivo, fino ad arrivare allo sguardo insolitamente fermo per un santo.


In moltissime altre tele, però, Caravaggio sembra avere una predilezione per i santi più umili, più poveri, spesso anche fuggiaschi ed abbandonati dalla civiltà.
Esemplari sono le varie versioni di S.Francesco, un soggetto da lui particolarmente amato.
Anche S.Girolamo in versione penitente, tuttavia, è di rara intensità.



La ricerca del realismo


Consiglio ai futuri visitatori della mostra di soffermarsi su due tele molto interessanti, La buona ventura e il Ragazzo morso da un ramarro.


Nella prima, una zingara, con un sorriso falso e la scusa di voler predire il futuro, afferra la mano di un ricco ed ingenuo giovanotto, portandogli via così un prezioso anello.


Nella seconda (che potete ammirare nell'immagine a inizio post), invece, un ragazzo si spaventa dopo essere stato morso ad un dito da una grossa lucertola, e si ritrae dal tavolo, agitando così un vaso pieno d’acqua.


Ciò che mi piace di queste tele è il desiderio dell’artista di cogliere un istante rapido e fuggevole, fermando sulla tela l’impressione di un momento.
Questa ricerca di realismo, a mio parere, è uno degli aspetti più moderni e rivoluzionari di questo artista.

Egli sicuramente viveva di passioni ed ha messo tutto se stesso nelle sue opere, in un periodo in cui, per via della Controriforma, non era poi così semplice esprimersi liberamente.




La mostra rimarrà a Palazzo Reale fino al 28 gennaio!
Al di là della vostra passione più o meno grande per la storia dell’arte, vi consiglio con tutto il cuore di fare un salto, perché vale davvero la pena di vedere delle opere così famose ed importanti.
Alcune di queste tele provengono da Roma… qualcuno di voi le ha già viste?
Oppure avete visitato qualche mostra dedicata a Caravaggio in qualche altra regione?
Fatemi sapere!
Grazie per la lettura e al prossimo post :-)


8 commenti :

  1. Hai scritto un post molto approfondito e mi hai incuriosita molto. Mia madre adora Caravaggio quindi non escludo di riuscire ad andarci con lei, ma ho visto che c'è anche un altra mostra interessante a Bologna perciò magari preferiremo quella :)

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    1. Ciao Emili! Per me Bologna in giornata forse è un po' troppo lontana! Di solito vado alle mostre milanesi, qualche volta ho fatto un'eccezione con Brescia e/o Pavia :-)

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  2. Cara Silvia, il tuo post molto curato mi ha incuriosita molto. Passando ogni giorno davanti al Palazzo Reale per andare in università vedo spesso le insegne che invitano a visitare la mostra! Data la tua recensione positiva e le tu descrizioni dettagliate, penso proprio che andrò a vederla. Ti farò sapere come è andata!

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    1. Ciao Erica, sono contenta di averti incuriosita! Non sapevo che anche tu appartenessi alla zona Milano&co.! Fammi sapere se la mostra ti è piaciuta :-)

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  3. Amo Caravaggio... quanto vorrei godermi una mostra delle sue meravigliose opere d'arte*_*

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    1. Ciao Angela! Allora spero che prima o poi riuscirai a fare un salto a Milano :-)

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  4. Amazing Arts - love classic paintings!
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