giovedì 1 ottobre 2026

LETTURE SPOOKY 2026 #1

 Gialli con protagonisti ombrosi




Cari lettori,

iniziamo ottobre con una serie di post speciali!


Gli scorsi autunni ho visto spesso, tra blog, Instagram e Tik Tok, tanti post con consigli di lettura “spooky” in vista di Halloween. Solitamente io mi limitavo a un post, spesso su qualche thriller, la settimana della festa. Non facevo di più perché non sono mai stata lettrice di horror (da brava fifona).


Quest’anno, però, ho accumulato un po’ di libri da recensire che secondo me andrebbero benissimo per le atmosfere ottobrine. Così vorrei proporvi quattro post, sparsi nel corso del mese, di “letture spooky” per chi vuole comunque un brivido anche se non è lettore di storie di paura. 

Parleremo di romanzi gialli con protagonisti misteriosi, di dark romance e romantasy, di spy stories e di thriller. 

Metto in pausa le letture autunnali più cozy, ma spero di avere tempo e modo in novembre.


Oggi partiamo da due romanzi gialli della Sellerio, opera di due autori molto conosciuti: Antonio Manzini e Alessandro Robecchi.


L’ombroso vicequestore Rocco Schiavone non poteva non rientrare in questa raccolta di post. L’altro romanzo ha addirittura per protagonisti due serial killer.


Vi lascio alle recensioni!



Sotto mentite spoglie, di Antonio Manzini


Per il vicequestore Rocco Schiavone è una stagione prefestiva molto amara. Ovunque ci sono luci di Natale, musiche e canti, persone che chiacchierano e si fanno gli auguri.


Egli, invece, si sente più malinconico che mai. La sua storia con la giornalista Sandra è finita prima di iniziare davvero, e, dopo la brutta avventura che le è capitata, la donna è tornata felice tra le braccia del suo fidanzato.

Il fantasma di sua moglie Marina non si presenta più, forse perché offeso, forse perché sta cercando di convincere il marito ad andare avanti una volta per tutte. Eppure lui non riesce a dimenticare né la moglie perduta né il suo migliore amico, Sebastiano, che lo ha tradito ed è fuggito in America latina.


In questo contesto già difficile, Rocco si ritrova di fronte ad una banca, cercando di trattare con dei rapinatori che si sono asserragliati con degli ostaggi. Fortunatamente non ci sono vittime, ma la polizia viene buggerata da una serie di inganni degni di un attore di teatro, e i ladri fuggono con il bottino.


L’omicidio si verifica poco tempo dopo: un cadavere in un laghetto, forse quello di un chimico stimato. Un già sconfortato Rocco si ritrova a indagare nell’ambiente delle case farmaceutiche: luoghi in cui lo studio scientifico si pratica ad altissimo livello, ma ci sono anche molti segreti, tenuti nascosti con grande abilità.


In un secondo momento, egli si rende conto che la morte dell’uomo è collegata, per vie traverse, alla rapina in cui lui ed i colleghi erano stati fregati. Quello che si svela agli inquirenti, giorno dopo giorno, è un intrigo sempre più complesso: un’indagine il cui cuore è qualcosa che sembra sfuggire al vicequestore…



La trama di Sotto mentite spoglie è tutta qui, non perché non ci sia altro da dire, anzi, il romanzo è molto corposo (ben più di altri della stessa serie), ma proseguire nel racconto significherebbe disvelarvi l’intrigo.


Come già successo con E.L.P. e con Il passato è un morto senza cadavere, due dei capitoli precedenti della serie, anche questa volta il vicequestore Rocco Schiavone si ritrova al centro di indagini molto complesse. I primi casi del burbero poliziotto di Aosta erano più lineari, dei gialli classici: ultimamente, invece, sembra che l’autore abbia puntato più su storie d’inchiesta, che coinvolgono realtà differenti tra loro, solitamente poteri forti che si mettono d’accordo per un interesse comune.


Dopo la questione ecologica e l’esercito, questa volta è il mondo farmaceutico al centro dell’attenzione: un universo su cui si sono accese le luci durante la pandemia e sulle quali forse non è stato detto tutto (o sono state dette solo falsità complottiste).


I principali alleati di Rocco, questa volta, sono il medico legale Alberto Fumagalli e la sovrintendente della Scientifica Michela Gambino, coppia inossidabile (per quanto litigiosa) nel lavoro e nella vita. Tutti e tre insieme saranno protagonisti di scene rocambolesche e anche divertenti.


Se il giallo proposto è intrigante e spesso anche istruttivo, un po’ più piatta, e spiace dirlo, è la vita personale del nostro vicequestore. 

Con lui abbiamo affrontato emozioni grandissime, sia in amore che in amicizia, e quest’ultimo tema non è sempre scontato: mediamente ha molto meno spazio rispetto alle relazioni amorose. Ultimo ma non meno importante, il salvataggio di una donna con la quale Rocco ha avuto un trascorso serio.


Invece stavolta ce lo troviamo più immusonito del solito, con Sandra che ormai è lontana da lui. Il vicino Gabriele è ormai a Milano da tanto, con i colleghi i rapporti sono migliorati ma non c’è confidenza, Sebastiano è ormai un brutto e ricordo. Solo con Furio e Brizio, gli altri due amici romani, resiste un’alleanza che questa volta, a sorpresa dei due vecchi fuorilegge, è utile persino alla polizia.


Insomma, torno sempre volentieri da Rocco Schiavone, però ammetto che sono più contenta di tornarci quando c’è qualche guizzo di positività, qualche sprazzo di felicità, e devo dire che a questo giro ce ne sono stati veramente pochi.


Quindi direi che è la lettura giusta per un periodo spooky…



Il tallone da killer, di Alessandro Robecchi


Chi conosce Carlo Monterossi, autore televisivo pentito, e il suo amico/socio detective Oscar Falcone, forse ricorderà che nei primi romanzi della sua serie, e in molti racconti delle raccolte Sellerio, c’erano due antagonisti ricorrenti, due killer: il Biondo e Quello con la cravatta (i nomi di battesimo non sono noti).


In effetti i due sono due soci molto ben affiatati, che lavorano moltissimo e il più delle volte volentieri. Qualche volta c’è qualche intoppo che rischia di mandare a monte un lavoro, ma non capita forse ovunque?


Si potrebbe pensare che il loro sia un lavoro pericoloso, ma non è propriamente così. 

La malavita organizzata ha già i suoi killer, fedeli a vita (o meglio, fino alla morte). Le persone che si rivolgono alla loro agenzia sono principalmente individui che vorrebbero fare del male a qualcuno, ma non hanno idea di come farlo. Tutto quello che hanno a disposizione sono dei soldi. 

Così, tanti target di cui si occupano il Biondo e Quello con la cravatta non sono pericolosi criminali: sono persone che, nella stragrande maggioranza dei casi, si sono macchiati di colpe piuttosto banali, che però qualcuno non ha perdonato. 

Gli imprenditori truffaldini vanno per la maggiore a Milano.


Un giorno, però, i nostri due protagonisti si trovano ad accettare un incarico di prestigio. A chiedere loro aiuto è Serena Bertamé, una bellissima donna di trentacinque anni che ha un passato nel bel mondo milanese e ora vive come “mantenuta”.


Chi la mantiene è Andrea De Carli, un uomo d’affari miliardario, che non ha potuto scaricare Serena come già fatto con tutte le sue relazioni extraconiugali, perché da lei ha avuto un bambino. 

Convinto di aver scelto un compromesso accettabile, l’uomo mantiene sia la moglie che l’amante con figlio, portando avanti due vite parallele. Serena, però, non sopporta di non essere stata scelta, di non essere stata preferita alla moglie. 

Di tenersi De Carli come amante non le importa più nulla: sono lontani i giorni della passione. E, per una serie di motivi burocratici, a suo figlio converrebbe molto di più avere un padre defunto.


I due killer, per quanto stupefatti dalla decisione della signora (il loro cliente medio è consumato dal dubbio), accettano di uccidere l’imprenditore. Ma, ad anticipo incassato, per loro ha inizio una settimana infernale.


Non è facile uccidere una persona, per quanto si possa essere esperti in materia, e questo caso glielo dimostra ogni giorno di più. Ma il lavoro va portato a termine, e non ci sono scuse che tengano…



Alessandro Robecchi è, secondo me, una delle penne satiriche migliori della nostra contemporaneità. Autore di alcuni programmi televisivi (proprio come la sua creatura, il Monterossi) e di rubriche di attualità come “Piovono pietre”, è sempre sul pezzo. 

A mio parere lui è uno di quegli autori da portare ad esempio quando qualcuno vi dirà – a me lo hanno detto – che ormai il giallo è un genere per pensionati, perché che c’è da dire ormai di più su commissari e morti ammazzati?


C’è che, visto che il mondo cambia ma purtroppo non sempre in meglio, insieme agli anni nuovi arrivano anche reati che fino a qualche tempo fa non esistevano e indagini molto più sfaccettate di quelle del giallo classico. E Robecchi, come il già citato Manzini, ne parla in romanzi come questo.


Qui i protagonisti sono quelli che in altri volumi della serie erano gli antagonisti: con un’ironia nera, l’autore ci chiede di metterci dalla parte dei “cattivi” e di constatare che, insomma, anche la loro è una vitaccia. 

Anche per i killer c’è crisi, ci sono i clienti da non perdere, i lavori difficili che però vanno accettati perché bisogna pur mangiare, gli imprevisti che sottraggono fin troppo tempo alla vita privata, e persino le gabole burocratiche e gli obblighi di sicurezza sul lavoro. 

Non è mica facile fare il sicario prezzolato…!


Quella il cui si muovono il Biondo e Quello con la cravatta è una Milano cattiva, che nasconde sentimenti di odio feroce non solo sotto il glamour e la ricchezza (e quello ce lo potevamo pure aspettare), ma anche al di sotto delle relazioni umane più care.


Chi potrebbe togliere un padre al proprio figlio, per quanto imperfetto e spesso altrove impegnato… solo per soldi? Non sarebbe più onesto, nonché salvavita per uno dei due, separarsi come “coppia”, anche clandestina, perché non c’è più sentimento, ed accettare soltanto un minimo assegno di mantenimento, che comunque è pur sempre una cifra elevata proveniente da un uomo potente? 

Eppure Serena non ha dubbi: è così sicura da far vacillare persino due killer.


I vari imprevisti che i due affrontano nel tentativo di uccidere il malcapitato hanno il sapore della tragicommedia: fanno ridere, ma in fondo resta tanto amaro.

E di sicuro, anche se non si tratta di una storia horror, i brividi ci sono.


So che l’autore ha continuato a parlare del Biondo e di Quello con la Cravatta nel suo (per ora) ultimo romanzo, Omicidi Srl. , ma non l’ho ancora letto.

In caso vi farò sapere!




Questi sono i consigli “spooky” di oggi!

Che ne pensate? Conoscete gli autori? Avete letto qualcosa?

Fatemi sapere!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)