giovedì 16 luglio 2026

ESTATE E RINASCITA

 Due romanzi di Lorenza Gentile




Cari lettori,

nuovo appuntamento con le nostre “Letture...per autori”!


Oggi vi porto con me nella lettura di due romanzi di un’autrice che avevo in TBR da praticamente un anno: Lorenza Gentile. Non la conoscevo, di fatto, fino all’estate scorsa, quando anche lei ha partecipato a “Parole al femminile”, una rassegna di presentazioni nel cortile della biblioteca di Varazze.


Non so se ricordate, ma l’anno scorso vi avevo parlato di tre dei sei romanzi di questa rassegna: quello di Francesca Pongiluppi a questo link, e la doppietta composta dai racconti di Susy Zappa e dal giallo di Cristina Rava in questo post.


Ecco, tra gli altri tre romanzi c’era proprio Tutto il bello che ci aspetta di Lorenza Gentile, che ho trovato in biblioteca e letto proprio il mese scorso, insieme a un altro suo libro, La felicità è una storia semplice.


E sebbene io, tanto per cambiare, abbia ancora un po’ di recensioni arretrate da smaltire, ho pensato di raccontarvi subito queste due storie, sia per l’ambientazione stagionale – proprio luglio in un caso, tarda primavera nell’altro – che mal si sarebbero adattate al post-feste, sia perché le ferie estive sono un momento di reset, e chissà che queste storie non tocchino qualcuno di voi.


Vi lascio alle recensioni!



Tutto il bello che ci aspetta


Il romanzo ha inizio a Milano, gli ultimi giorni di un giugno afoso, al ristorante “Nuvola”, specializzato in cucina al vapore asiatica. L’ambientazione dai colori pastello è accogliente, eppure gli avventori sono ben pochi.


È il ristorante di Selene, una giovane donna di 34 anni da tempo in crisi con la vita, soprattutto quella lavorativa. Dopo una laurea in Design che è riuscita a portare a termine con fatica – ella pensava di occuparsi di arte, ma si è ritrovata soprattutto a fare calcoli – e dei lavori da dipendente che l’hanno lasciata insoddisfatta e con una sensazione di sfruttamento, Selene ha investito tutto quello che aveva nel ristorante.


Il suo progetto iniziale era quello di creare una trattoria ispirata alla Puglia, regione dove ha passato le estati della sua adolescenza, con un unico grande tavolo a quadretti, pietanze rustiche e un omaggio alla sua tata, bravissima a cucinare. Ma un consulente che le è costato carissimo l’ha convinta che un simile progetto non sarebbe mai stato di successo nella Milano che pensa solo a lavoro, viaggi esotici ed efficienza. Così ora Selene si trova con un locale che non va, due dipendenti molto bravi e gentili che però dipendono da lei e meriterebbero un’occasione migliore, tanti debiti, un quasi scoperto in banca.


Anche una volta tornata a casa la situazione personale non va meglio: il suo piccolo appartamento non le appartiene davvero, i vicini sono sconosciuti, la famiglia (composta dai suoi genitori divorziati e sua sorella) è sparsa per il mondo e non sa niente dei suoi guai finanziari, non ci sono veri amici con cui ella possa essere se stessa.


Una sera, di fronte all’ennesima pizza surgelata, Selene, ascoltando il solito programma notturno alla radio, decide che l’ultimo momento in cui è stata felice è stato durante le sue estati pugliesi, nell’ashram induista dove il papà ex avvocato, cambiata completamente vita, si era rifugiato, portando con sé la moglie e le figlie. Erano state estati felici, in compagnia della tata Flora (che si occupava bambina a Milano e che aveva ritrovato lì) e degli amici dell’ashram. Almeno finché sua madre non si era stancata, sia di quella vita che del suo matrimonio, e Selene si era lentamente riabituata alla vita milanese, iniziando un nuovo capitolo della sua vita.


Selene, presa dal terribile dubbio di aver sbagliato tutto quindici anni prima, prende l’automobile e si mette a guidare verso la Puglia. Dopo un viaggio piuttosto disperato durato tutta la notte, arriva in vista del suo paese al mattino, ma proprio lì, la macchina decide di cedere. Ella viene soccorsa da un tuttofare di paese che le chiama un meccanico. In attesa che la macchina venga riparata, Selene reincontra la tata Flora e, dopo qualche giorno da lei, trova una stanza in affitto da un eccentrico signore di nome Antonio.


A Milano tutti le telefonano, dal suo chef al nuovo consulente che aveva ingaggiato prima di scappare via; ma Selene vuole tornare all’Ashram, ritrovare i suoi amici, capire se la felicità è ancora lì ad aspettarla…



Tutto il bello che ci aspetta è la storia di un indimenticabile luglio nel Salento. Selene, la protagonista, è una ragazza che si sente persa per un semplice motivo: per rincorrere il successo ha seguito tutti i pareri altrui, dimenticando però cosa piace a lei.


Confesso che ho aspettato un po’ prima di leggere questo libro perché l’anno scorso, ascoltando la presentazione, avevo qualche riserva.


Innanzitutto avevo paura di trovare i classici stereotipi sul Sud, soprattutto in estate: la “vita lenta” tanto esaltata sui social. Invece i personaggi che Selene trova in Puglia hanno una vita tutt’altro che idilliaca, e va bene così: non sentendosi più sola, ella comprende che ognuno, nella vita, si porta dietro piccoli e grandi fallimenti, proprio perché non siamo progetti mal riusciti, ma persone. 

A sorpresa, invece, ho trovato una certa quantità di nostalgia per le estati millennial: l’autrice ha solo un anno in più di me e nei ricordi di Selene ho ritrovato quelle abitudini lì, quelle musiche là, quei vestiti che… Insomma, le calde stagioni dei primi anni 2000.


Altra mia riserva era il tema dell’ashram e della religione induista: già di mio non sono proprio praticante della religione con cui sono nata, non credo che avrei molto apprezzato un romanzo molto religioso e/o sulla conversione. 

Ebbene, mi sono ricreduta anche su questo: gli occupanti dell’ashram considerano l’induismo semplicemente come una filosofia di vita alternativa. Tutti loro, come il padre di Selene, si sono sentiti esasperati dai loro lavori super performanti, dalla solitudine delle metropoli, dall’assenza di contatto con la natura. Una comunità nel cuore della Puglia è stata la soluzione ai loro problemi. Per scoprire se questa è ancora la scelta giusta per Selene, non resta che leggere…


Personalmente consiglio di leggere questa storia… proprio a luglio (o agosto, se preferite) vicino al mare, e vedrete che non vi deluderà!



La felicità è una storia semplice


In un freddo giorno di aprile a Londra, Vito Baiocchi, quarantasei anni, ha deciso di morire. Niente, nella sua vita, è andato come doveva. I genitori e il nonno sono morti sotto le macerie del terremoto di Gibellina, ed egli è cresciuto con una nonna che ha pensato fosse meglio portarlo a Milano per avere opportunità migliori, così le sue origini si sono perse.


Il suo grande amore, Patrizia, la sua fidanzata del liceo, lo ha lasciato senza motivo apparente, e, andando poi a studiare e a lavorare all’estero, egli ha perso i contatti anche con i suoi amici di gioventù. 

Egli è estremamente solo, fatta eccezione per l’iguana Calipso, che divide con lui l’appartamento e soffre pure di insufficienza respiratoria. E da qualche tempo ha perso il suo negozio dove lavorava come tecnico del computer e non riesce a trovare nient’altro.


Vito si è sistemato, vestito, sbarbato. Gli manca solo da fare quel passo nel vuoto. Ma in quel momento il telefono inizia a squillare in modo imperioso ed insistente, ed egli sa che una sola persona può essere così insistente anche al telefono: la nonna Elvira.


La donna ha deciso di tornare nella suo vecchio paese, a Gibellina, per trascorrere lì gli anni che le restano. A quanto pare, però, l’aereo è sconsigliato per motivi di salute. Così ha assoluto bisogno di qualcuno che, tra treni, traghetti e macchine a noleggio, parta con lei da Milano e attraversi l’Italia visitando Firenze, Roma, Assisi, Napoli… un vero e proprio viaggio on the road.


Ovviamente nonna Elvira ha pensato a Vito. Egli non sa che fare: con la testa è ancora al suo triste proposito. Ma, in fondo, affidando l’iguana alla donna delle pulizie, che c’è da perdere ormai?


È così che inizia lo stravagante viaggio di nonna e nipote. A Vito, tra il lavoro che bussa alla sua porta proprio quando si è deciso a partire per un po’ (un classico del precariato), l’incontro con discutibili personaggi, la nonna che lo tiene a stecchetto mentre lui vorrebbe almeno consolarsi con il cibo, qualche imprevista rimpatriata, ne capitano di tutti i colori. Però, pian piano, il dolore se ne va…



La felicità è una storia semplice è un libro precedente all’altro romanzo di cui vi ho parlato oggi, e forse per questo è un pochino più acerbo.


L’ho trovato un po’ più veloce, anche proprio a livello di lunghezza della storia, e in tutta onestà avrei tolto qualche scena in cui qualche animale fa una brutta fine (vi avviso, in caso siate sensibili a queste cose).


Però ho apprezzato il fatto che ci sia una forte ironia di fondo. Sarebbe stato troppo scontato far trascorrere al nostro Vito un viaggio meraviglioso che gli fa riscoprire la bellezza della vita. Invece no, in poco più di duecento pagine il nostro protagonista lotta con piccoli e grandi rovesci dell’esistenza, dalla burocrazia all’amore perduto, dalla dieta ai veri rimpianti. Però non è più fermo, e fa tutta la differenza del mondo.


Anche il personaggio di Elvira, secondo me, vi stupirà: anche lei si porta dietro un “pacchetto” difficile, ma lo svelerà con il tempo.


Forse, se non conoscete l’autrice, è meglio partire da Selene e dalla sua storia pugliese. 

Se però la apprezzate e volete conoscere una sua storia dal taglio più pungente, La felicità è una storia semplice è una buona scelta.




Che ne dite? Avete letto l’autrice?

Conoscete questi due romanzi?

Fatemi sapere che ne pensate!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 13 luglio 2026

BOOKTAG: FRUTTI D'ESTATE

 Romanzi... e frutta estiva




Cari lettori,

oggi, per i nostri “TAG… a tema libri”, ho pensato di proporvi un altro simpatico quiz a tema estate e libri.


Il mese scorso abbiamo giocato con la musica (a questo link); oggi parliamo di frutta estiva!


Mi sono divertita ad abbinare un libro ad ogni frutto di stagione. Ho cercato di scegliere romanzi che comunque consiglierei per questo periodo dell’anno, per il mare, per un viaggio, per un po’ di relax casalingo.


Spero che le mie scelte vi piacciano!



Anguria


Un romanzo che fa subito “estate”


La spiaggia segreta di Karen Swan è la storia di un’estate nel Nord Europa.


Bell, ragazza inglese, ha un passato difficile: ha già sepolto il suo giovanissimo fidanzato. Da qualche mese ha accettato un lavoro full time come tata e collaboratrice familiare per Hanna e Max Mogert, famiglia norvegese benestante con un figlio maggiore e due gemelle più piccole.


Sta per iniziare l’estate e la famiglia dei Mogert, come ogni anno, ha affittato un bungalow sui fiordi: la Norvegia, in estate, si riempie di questi piccoli villaggi vacanze tra promontori e calette. Per Bell si prospetta un’estate di lavoro, ma almeno in una bellissima location.


Peccato che Hanna, solitamente madre impeccabile e ottima psicoterapeuta, non sia più la stessa da qualche mese. Una telefonata ha cambiato la sua vita: il suo primo marito, in coma da tempo e ormai dato per morto (almeno dal punto di vista cerebrale), si è risvegliato. L’uomo è il padre naturale del primo dei suoi tre figli e vorrebbe recuperare il tempo perduto.


Per Bell è difficile tenere in piedi una situazione familiare già precaria e badare ai bambini in un contesto che non conosce. Per di più, ella incontra uno sconosciuto che la attrae…


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Melone


Due tipologie, due generi!


Dieci cose che ho imparato da Jessica Fletcher è sia giallo che commedia!


Alice è una ragazza che vive a Mestre e si è inventata un lavoro da content creator in versione comica. L’estate sonnolenta del paesello non è proprio la sua stagione preferita, ma ci pensano la zia Rosanna e le sue amiche a movimentarla con un mistero.


È sparito Luigino, arzillo novantenne di campagna che non avrebbe mai lasciato tutte sole le sue galline… a meno che non sia stato rapito. Non resta che chiedere un aiuto al commissario di Mestre, che però è troppo preso da altri casi più gravi e dalla nostalgia della sua Sicilia. Così Alice decide di provare ad indagare da sola…


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Ciliegie


Una serie in cui… un romanzo tira l’altro!


Tra giugno e inizio luglio vi ho parlato della Rose Hill Series di Elsie Silver, che mi è piaciuta molto. Wild Love è il primo romanzo della serie.


Ford Grant è un giovane imprenditore miliardario che, dopo molti anni di lavoro e successo nelle grandi città, ha deciso di tornare nella cittadina natale di Rose Hill e di aprire una casa discografica indipendente. Lì ritrova la pace di sempre e l’amicizia del suo vicino di casa West.


Due avvenimenti imprevisti, però, sconvolgono la sua ritrovata quiete.


Il primo è la scoperta di avere una figlia adolescente, Cora, avuta dalla sua fidanzata dell’Università. Il secondo è il ritorno in paese di Rosie Belmont, sorella di West, primo amore mai dimenticato di Ford. Rosie è rimasta senza lavoro ed accetta la proposta di collaborazione di Ford, ma i sentimenti ci metteranno lo zampino.


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Fragola


Una storia romantica con qualche scena d’azione


Nick Montecristo è un giovane ladro che è stato chiuso per mesi in un carcere di massima sicurezza. Grazie all’anziano e scaltro José Farias, che gli ha insegnato tutto quello che sa, egli è riuscito ad evadere in modo rocambolesco.


Così Nick, promosso da criminale comune a ladro gentiluomo di opere d’arte, ben presto si trova in Inghilterra dal suo primo committente, che gli chiede di ritrovare la “Bibbia Inglese”: una copia del First Folio di Shakespeare, con tutte le sue opere. La traccia da seguire è lungo il Lago di Como, presso la villa di un collezionista recentemente scomparso.


Una volta arrivato lì fingendosi un perito di libri antichi, Nick conosce Angelica, la figlia del milionario in questione, riconosciuta dall’uomo solo in punto di morte… e si trova invischiato in un complesso mistero familiare.


Amore e intrighi per L’amante perduta di Shakespeare di Felicia Kingsley!


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Pesca


Un romanzo che fa sognare


Maruzza Musumeci di Andrea Camilleri è a metà strada tra la favola e il retelling mitologico.


Siamo a Vigàta a fine 1800. Il contadino e muratore Gnazio Manisco, dopo tanti anni in America, torna a casa stanco nel corpo e nello spirito, con un grande odio per il mare che l’ha diviso dalla sua vera casa.


Egli riesce a comprare una lingua di terra su cui costruisce una casa; poi contatta la sensale di matrimoni e le chiede di aiutarlo a combinare un’unione. Alla fine la donna le presenta Maruzza Musumeci, una ragazza bella e gentile, ma piuttosto misteriosa.


Ella, insieme alla sua famiglia, nasconde un segreto: sono le ultime di una mitica stirpe di Sirene. E Grazio, l’anti-Odisseo che odia il mare, è il marito giusto per lei.


Gnazio e Maruzza vivranno una mitica storia tutta loro, nel cuore di quella che un tempo fu la Magna Grecia.


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Albicocca



Una storia dolce con una punta aspra


La gita in barchetta di Andrea Vitali è ambientata a Bellano negli anni ‘60.


Un ormai ex donnaiolo sta passando i suoi ultimi giorni da malato e da solitario nel bilocale in cui aveva il suo negozio da ciabattino. La responsabile dell’associazione delle Dame di carità ha messo gli occhi sull’appartamento e incarica una ragazza nuova del gruppo, Rita Cereda detta “la scionca” (zoppa), di assistere il malato nei suoi ultimi giorni.


Il piano riesce: prima di morire, l’uomo lascia la sua casa a Rita. La ragazza, però, ha un bisogno disperato di un appartamento: lei, la madre vedova e la sorella minore hanno appena ricevuto uno sfratto, e non si può contare sulla sorella maggiore, malmaritata ad un operaio ubriacone.


Così la famiglia Cereda si trasferisce nel negozio del ciabattino e apre una sartoria: l’inizio di una nuova vita?


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Prugna


Un libro, tante storie


La raccolta di storie Racconti al faro di Susy Zappa è ambientata in Bretagna ed ha come protagonisti Yannick, il guardiano del faro di Bartz, ed il fido cane Tom. Ogni sera egli si ritira nella sua stanza in cima al faro e legge le storie della sua terra: la leggenda del Santo Patrono, le imprese dei pescatori di merluzzo, le scorribande dei pirati, i personaggi storici che hanno dato lustro alla Bretagna… e tanto altro ancora.


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Macedonia con gelato


Un romanzo ambientato in cucina


Due corsi di cucina, uno thailandese e uno siciliano, entrambi finiti male. Un vice chef a Palermo e uno chef a Milano accomunati dalle stelle dei loro ristoranti e da una morte violenta. Un legal thriller che ha per protagonista un secondo piatto. Una gara per la miglior zuppa di pesce in una ben nota Casa di Ringhiera. La morte di un’addetta al catering con tante ombre nel suo passato. Un intreccio all’interno della Facoltà di Chimica, con gli spaghetti all’aglio cinese come chiave di soluzione del mistero.


Queste le storie raccontate nella raccolta Cucina in giallo!


Link recensione




Spero di avervi proposto un TAG… per tutti i gusti!

Fatemi sapere se conoscete qualcuno di questi romanzi e che cosa ne pensate. Oppure ditemi come stanno procedendo le vostre letture estive e che cosa avete in TBR!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 9 luglio 2026

DA ROSE HILL... A CHESTNUT SPRINGS

 Due romanzi di Elsie Silver





Cari lettori,

come premesso, per le nostre “Letture… per autori”; oggi ci occupiamo nuovamente di un’autrice che ho scoperto quest’anno e che mi sta piacendo molto: Elsie Silver.


Nel corso del nostro "Summer Countdown" avevamo visto insieme il secondo e il terzo volume della serie ambientata nella cittadina canadese di Rose Hill, Wild eyes e Wild Side (a questo link).


Oggi concludiamo insieme la serie con Wild Card, l’ultimo volume, e ne iniziamo un’altra, ancora più famosa, ambientata nell’altrettanto immaginaria cittadina canadese di Chestnut Springs. Forse questa seconda serie è più nota a molti di voi; personalmente preferisco la prima, almeno per il momento… ma vediamo insieme perché!



Wild Card


Notte di tormenta all’aeroporto di Vancouver: la neve rende impossibile la partenza di qualunque volo, fino all’alba. Una situazione paradossale per Sebastian “Bash” Rousseau, operaio edile nei mesi freddi e pilota d’aerei antincendio in quelli caldi.


Egli è di ritorno dal viaggio più difficile della sua vita: a quasi quarant’anni ha scoperto di avere un figlio di più di venti, avuto dalla sua fidanzata del liceo, che al tempo era stata portata via dalla ricca famiglia… e ora Bash ha scoperto il perché.


Quasi per caso, egli conosce una ragazza molto più giovane di nome Gwen, un’istruttrice di yoga che si ritiene uno “spirito libero” e ha insegnato un po’ dappertutto: non ha ancora trovato il suo posto nel mondo. I due passano una notte divertente curiosando tra i negozi dell’aeroporto e improvvisando una lezione di yoga.


Bash vorrebbe rivedere Gwen, ma una sola cifra errata nel numero di telefono fa sì che i due perdano i contatti. E, mesi dopo, ad una festa elegante che non c’entra niente con lui ed il suo stile di vita, Bash ha la peggiore delle sorprese: Gwen è la nuova frequentazione del figlio Tripp.


Tempo dopo, Bash si sta riprendendo da una stagione di incendi fin troppo difficoltosa ed ha fatto nuove amicizie grazie al bowling club dei “papà single”. In particolare, egli si è legato molto ad un vecchietto complottista che tutti chiamano Clyde il Pazzo. L’uomo ha seri problemi di salute e inizia a praticare lo yoga per rilassarsi prima di un importante intervento… ma, con grande sorpresa di Bash, la nuova insegnante è proprio Gwen, arrivata da poco a Rose Hill. Tra i due c’è molta ostilità, perché Bash, mesi prima, ha lasciato malamente la festa e non sa che la storiella senza impegno tra Gwen e Tripp è finita com’è cominciata.


È Clyde a far avvicinare i due. Bash, infatti, ha deciso di donare un rene all’uomo, ma per un po’ sarà convalescente, e non potrà aiutare l’amico, che tra l’altro vive in una casa isolata. Chi potrebbe aiutarli meglio di Gwen, che insegna solo part-time, guadagnerebbe altri soldi come collaboratrice familiare e risparmierebbe sull’affitto? Un affare, questa convivenza a tre…



Wild Card è la conclusione della serie di Rose Hill: Bash è l’ultimo dei “quattro papà single” protagonisti. All’uscita del romanzo, il trope ex’s father ha comprensibilmente suscitato un certo scalpore, ma, alla fine, io non l’ho trovato poi questo grande scandalo. Bash e Tripp non si conoscono; quest’ultimo ha un padre che l’ha cresciuto (il marito della madre), e tende a vedere il nostro protagonista come una sorta di amico più vecchio. Per non aggiungere, poi, che quella tra Gwen e Tripp è a stento considerabile una “relazione”…


Questa è più che altro una storia di found family tra solitari. Bash è inspiegabilmente definito “il sogno di tutte” in quarta di copertina e invece nel romanzo è un solitario Brontolo, anche se, tra l’abbandono del padre quando era piccolo e della madre di Tripp quando era ragazzo, un divorzio e un figlio ritrovato tardi, ha buone ragioni per esserlo. Gwen non si è mai sentita amata ed è stata allontanata dalla famiglia per le sue scelte di vita. Clyde, infine, che non è affatto pazzo, ma ha un passato difficile, ed è un padre per entrambi i protagonisti e un inusuale Cupido.


L’unico difetto di questa storia, secondo me, è che mi aspettavo che il personaggio maschile mi piacesse un po’ di più, invece mi sa che è troppo Grumpy per i miei gusti (vabbè che il mio preferito della serie è Weston Belmont…) e in un paio di occasioni ha avuto reazioni discutibili.


A sorpresa, invece, mi sono rivista di più di quel che pensavo in Gwen e nel suo desiderio di essere libera, e di provare nuove esperienze lavorative e di vita.


Il finale, comunque, è bellissimo. Per me, una perfetta conclusione di serie!



Flawless – Senza regole


Rhett Eaton è uno dei più famosi bull rider del Canada. Il suo pericolosissimo sport gli ha già fatto vincere due trofei importanti, ma negli ultimi tempi ci sono stati anche uno scivolone con lo sponsor del latte e un cazzotto a un giornalista.


Stufo delle sue intemperanze, Kip Hamilton, il suo agente, decide di mettergli alle calcagna una baby sitter molto speciale: la sua stessa figlia, Summer, una ragazza di città che non sa niente di bull riding, ma molto di amministrazione e marketing.


Rhett protesta, ma non ha scelta. Così Summer lo accompagna a casa sua: il ranch degli Eaton, nella cittadina di Chestnut Springs. Lì vivono il padre di Rhett, Harvey, e il fratello maggiore Cade, papà divorziato del piccolo Luke. Summer conosce anche il fratello di mezzo, Beau, che va e torna perché soldato; un campione di hockey, Jasper, che la famiglia ha “adottato”; Theo, migliore amico di Rhett e bull rider come lui (tutti e tre, insieme a Cade, protagonisti successivi della serie).


Con il tempo Summer si rende conto che Rhett non è il ragazzo viziato ed arrogante che pensava: i guadagni del bull riding hanno già salvato il ranch di famiglia più di una volta, e quello sport è l’unica cosa in cui egli si senta davvero capace: senza le gare, egli non saprebbe che fare. 

Summer, osservandolo, comprende che la sua vita, a differenza di com’è in realtà quella di Rhett, non è così solida come sembra. Il rapporto con il padre è tutto ciò che ha; è la “figlia di un tradimento” e la moglie di suo padre, nonché la sorellastra Winter, non l’hanno mai considerata; nel suo passato recente ci sono operazioni al cuore e l’uomo sbagliato; forse persino lavorare nell’agenzia del padre non è proprio il suo sogno. 

E così tra Rhett e Summer nasce una imprevista alleanza…



Flawless – Senza regole è il primo romanzo della serie di cinque volumi ambientata a Chestnut Springs, dall’altra parte delle Montagne Rocciose rispetto a Rose Hill. Si tratta della seconda delle sue tre serie (più quella in corso), nonché quella che l’ha resa famosa.


Come primo volume, il romanzo mi è piaciuto molto. Per il momento, però, credo di preferire ancora la Rose Hill Series. Approfondimento dei personaggi, nodi di trama, stile, tematiche: rispetto alla serie di Rose Hill, tutto sembra leggermente più acerbo ed affrettato.


Mi sarebbe piaciuto saperne di più soprattutto sui due protagonisti, il cui potenziale, forse, non è del tutto sfruttato: avrei gradito un po’ meno spicy e un po’ più introspezione. L’impressione è che il successo dell’autrice fosse sì atteso, ma non così tanto, e dunque, per adeguarsi ai consensi da parte di milioni di lettori, le storie successive siano state editate molto più attentamente.


Ma tutti dicono che i romanzi successivi della serie sono i migliori, e il ranch degli Eaton mi incuriosisce. Vorrei davvero proseguire… e in caso vi farò sapere!




Che ne pensate di questi notissimi romanzi? Conoscete l’autrice?

Avete letto qualcuno dei suoi libri? Fatemi sapere!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 6 luglio 2026

OSVALDO CAVANDOLI

 Un uomo che lasciò un segno... anzi, una Linea




Cari lettori,

oggi vi propongo quello che credo sarà l’ultimo appuntamento con i “Consigli artistici” prima della pausa estiva. In autunno, inverno e primavera vi ho portato con me per Milano e dintorni, oggi invece ci occupiamo di un piccolo “evento culturale” in provincia, a Gorgonzola, non lontano dalla mia Cernusco.


Tra maggio e giugno, Palazzo Pirola, un’antica costruzione proprio sul Naviglio, ha ospitato una piccola ma significativa esposizione dedicata a Osvaldo Cavandoli, l’artista e fumettista creatore della Linea, una figura animata che penso molti di voi conoscano.


So che l’esposizione è già finita, ma ho pensato comunque di parlarvene, sia perché mi è piaciuta, sia perché è raro che su questi schermi si parli di fumetto/animazione.


Spero che apprezzerete questa piccola visita virtuale!



Dall’autoritratto…


Osvaldo Cavandoli non si è occupato subito della Linea. Prima è passato da fasi più figurative, soprattutto dei suoi autoritratti. Anche la sua figura con barba, baffi e occhiali è piuttosto famosa.



Ci sono anche dei suoi autoritratti “ibridi”, con viso e occhiali disegnati con il suo vecchio stile e la figura corporea che già ricorda la Linea.



Sulle sue figure umane egli compiva numerosi studi, come dimostrano alcune tele della mostra.



alla Linea


Ben presto, però, egli è passato al disegno della Linea, che lo ha reso famoso. La mostra, oltre a svariate tele, propone anche l’animazione della Linea sullo schermo.



Questa tela, ad esempio, racconta, anche senza parole, un vero e proprio fumetto contro la guerra e la violenza.



È la Linea stessa a diventare pian piano un personaggio. In questa tela finisce per disegnare lo stesso Cavandoli.



Ironia e autoironia


All’artista non è mai mancata la voglia di sorridere alla vita. In questa sequenza di tre tele colorate, ad esempio, i suoi personaggi si trovano in situazioni buffe.



Qui, invece, una macchia rossa si trasforma in una serie di oggetti. Certo, non tutti divertenti, dal momento che ci sono pure un elmetto e una maschera antigas… ma il sorriso enigmatico dell’ometto protagonista continua ad accompagnarci.



Osvaldo Cavandoli è stato molto amato anche dai fumettisti che sono venuti dopo di lui. Ben 30 di essi hanno disegnato un ipotetico “viaggio nell’Aldilà” a vignette per omaggiarlo…



una storia tragicomica di “magia nera” che diventa un modo per salutare un artista importante!



Il mondo della pubblicità e del cinema


Osvaldo Cavandoli ha fatto anche delle incursioni in altri tipi di arte, oltre al fumetto. Per esempio, ha disegnato molti manifesti pubblicitari: questo sponsorizza il detersivo…



Tante sono anche le locandine dei film che hanno per protagonista la sua arte.



L’ultima sala dell’esposizione è dedicata alla serie dei film “puplicitari”: brevi filmati pubblicitari creati con delle marionette, cucite e animate da Cavandoli stesso e dalla sua famiglia. I formati di pasta corta, ad esempio, diventano dei piccoli soldatini in uno di questi film!



Un’altra fonte di ispirazione sono state le favole, come, per esempio, Cappuccetto Rosso.




La mostra, purtroppo, si è conclusa, ma anche se, per vari motivi, ero fuori tempo massimo, ho pensato lo stesso di parlarvi della mia esperienza. La Linea è conosciutissima e credo che queste tele potrebbero interessare molti di voi.

Fatemi sapere se vi ho incuriosito!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)