Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese
Cari lettori,
ecco che si è concluso anche giugno! Questo per me è uno dei più bei mesi dell’anno: amo l’estate, e le possibilità di svago che luglio e agosto mi offrono, ma alcuni momenti del mese di giugno sono veramente importanti per me.
Anche quest’anno non ha fatto eccezione. La prima metà del mese mi ha un po’ stravolto, tra tutte le emozioni, ma mi ha anche dato delle gran belle soddisfazioni. La seconda metà è stata invece (volutamente) tranquilla, e finalmente di stacco.
Non è stato un mese molto produttivo tra lettura e scrittura, ma dopo tutto quel che è successo da Pasqua in avanti, le batterie avevano (e mi sa che hanno ancora) davvero bisogno di ricaricarsi con relax, aria aperta ed attività pratiche.
Vi racconto però tutto quello che mi è piaciuto!
Il libro del mese
Questo contemporary romance ha inizio in un freddissimo inverno svedese. Bell, ragazza inglese che da qualche tempo si è trasferita in Scozia, sta andando come sempre a lavorare a casa di Hanna e Max, per i quali fa da collaboratrice familiare. Ufficialmente il suo impiego sarebbe fare da tata a Linus, che ormai è un po’ cresciuto, ed alle piccole gemelle Elise e Tilde, ma in realtà ella aiuta la famiglia in moltissimi modi. Nonostante le giornate molto piene, l’impiego le piace, e le fa dimenticare un passato doloroso lasciato in Inghilterra.
Quella mattina, però, anche Hanna, la sua datrice di lavoro, deve affrontare un segreto del passato che ritorna. Il suo primo marito, padre di Linus, considerato da tutti cerebralmente morto, è uscito dal coma. Bell, sconvolta dalla rivelazione, accompagna Hanna e Linus a visitare l’uomo, ma si spaventa ancora di più nel vedere le sue condizioni di salute. Hanna promette a Bell ed al resto della famiglia che si occuperà della faccenda personalmente e per un po’ non si sente più parlare di quell’uomo.
Qualche mese dopo, Bell sta per partire con tutta la sua famiglia acquisita per andare a vivere la solita estate tra i fiordi: una “bella stagione” di baby sitting per lei, ma pur sempre un soggiorno spesato in un bel posto. I primi giorni, nel bungalow di Hanna e Max, sembrano sereni, così Bell si prende un weekend libero per andare sull’isoletta dove stanno i suoi amici. Lì ha anche un’avventura di una notte sulla barca di un certo Emil.
Subito dopo il suo ritorno, però, ella trova Hanna e Max in grande agitazione: il primo marito di lei, l’uomo uscito dal coma, si sta lentamente riprendendo e vorrebbe instaurare un rapporto con Linus: lo ha addirittura invitato a passare alcuni giorni sulla sua isola privata, che fa parte di quello stesso arcipelago. Hanna prega Bell di accompagnare Linus, ma, una volta arrivata, la ragazza fa una scoperta scioccante: si tratta proprio di Emil.
L’atmosfera sull’isola è fin da subito pesante. Bell si sente in imbarazzo e in colpa. Emil sta ancora cercando di comprendere chi è stato ad investirlo ed a mandarlo in coma. Molti segreti stanno per essere portati alla luce…
La spiaggia segreta è un romanzo che ho trovato sulle bancarelle del Libraccio e… posso dire che non era un acquisto programmato, ma quando l’ho visto ho pensato che ormai con Karen Swan vado sul sicuro.
Ho letto un buon numero delle sue storie e non me ne sono mai pentita. Diciamo che i suoi romanzi non appartengono ai sottogeneri romance che vanno di moda adesso: sono dei rosa tradizionali, con protagonisti adulti e uno stile inizialmente più lento e descrittivo, che poi però finisce per coinvolgerti molto, anche perché alla trama principale, che solitamente appartiene al filone del contemporary romance, si sovrappongono quasi sempre un po’ di historical e un po’ di mistery.
In questo caso, rispetto ad altri libri dell’autrice, il salto indietro nel tempo è piccolo: si torna al passato che sia Bell che Hanna hanno voluto rimuovere perché troppo doloroso, ricostruendosi una vita altrove e con nuove persone. Emil, invece, vorrebbe fare luce su quel passato, e questa è la componente mistery.
Un’altra componente che non manca mai nei romanzi di Karen Swan, nonché uno dei motivi che mi spingono a leggere le sue storie, è l’ambientazione da sogno. Ho letto altre sue due storie ambientate nel Nord Europa, ma in inverno; poi un’altra che ci porta a spasso per le strade di Roma, una ancora che ci fa sognare l’estate greca…
In questo caso andiamo tra isolette e bungalow per una tipica estate svedese, che a noi italiani, abituati alle ondate di calore, sembrerà più che altro una quieta primavera, ma ha il suo fascino.
Devo anche avvisarvi che siamo in presenza del trope del grey MMC: Emil non è proprio il classico principe da romanzo rosa, anzi, è una persona piena di rabbia e di dolore per quello che gli è successo, e per questo motivo alcune sue scelte sicuramente non vi piaceranno. Ma c’è tutta una storia dietro…
Davvero un bel romanzo per l’estate appena iniziata!
Il film del mese
La storia è ambientata a Roma, nell’estate del 1943.
Mentre la Seconda Guerra Mondiale attraversa la sua fase più crudele, quattro bambini fanno amicizia. Italo è il figlio di un gerarca; Cosimo vive con fratello e nonno perché i genitori, rei di aver insultato Mussolini, sono stati cacciati via; Vanda vive in un convento e si allontana ogni volta che può; Riccardo è un bambino di origine ebrea.
Quando quest’ultimo sparisce, gli altri tre sono disperati. Poi Italo, che si sente poco apprezzato dal padre e controlla costantemente dallo spioncino del suo ufficio, ascolta una strana storia a proposito di certi campi dove vengono mandate persone ebree “povere” e “che hanno bisogno di lavorare”.
Nessuno dei tre bambini ha mai visto Riccardo come appartenente ad una famiglia bisognosa, anzi, egli stava in una casa molto bella ed i suoi genitori avrebbero voluto adottare Vanda. Ma se da qualche parte verso la Germania c’è un campo e bisogna seguire la ferrovia per arrivarci, allora questa è la strada giusta da percorrere.
I tre fuggono di soppiatto, convinti di iniziare il cammino a piedi e di trovare un treno più in là, magari proprio quello su cui ci sono Riccardo e la sua famiglia.
Quando i familiari dei bambini scoprono la loro fuga, anche Vittorio, fratello di Italo, e la giovane suor Agnese, molto legata a Vanda, si mettono sulle loro tracce.
Ma il viaggio sarà molto più difficile del previsto e porterà bambini e giovani a scontrarsi con realtà che non avrebbero mai immaginato, o che non pensavano fossero così gravi…
L’ultima volta che siamo stati bambini, da un certo punto di vista, ricorda il celeberrimo Stand by me: anche qui c’è un’estate, anche qui un gruppo di ragazzini molto amici fugge a piedi per trovare uno di loro… per quanto essi sappiano che lo troveranno morto. Quel che fa la differenza è lo sguardo ottimistico dell’infanzia, che fa credere ai protagonisti che Riccardo non sia finito in un campo di sterminio, bensì in un luogo lontano e forse mitico dal quale prima o poi ritornerà.
È un film di denuncia sulla fine anticipata dell’infanzia, provocata dalla guerra e da traumi indicibili. Sono sicura che non vi aspettate i colpi di scena che questa pellicola ha in serbo per voi: avrete i brividi fino alla conclusione.
È anche l’esordio alla regia di Claudio Bisio, che qui fa la parte di un gerarca che finge di essere forte, in realtà sottomesso ai superiori, vagamente interessato al figlio maggiore solo perché fa tutto “come dovrebbe essere” e completamente indifferente al minore… un ruolo decisamente insolito rispetto alle commedie di cui spesso è protagonista.
La musica del mese
Scelta piuttosto obbligata questo mese: vi racconto le musiche su cui ho danzato durante la serata del saggio di fine anno, il 5 giugno.
Innanzitutto abbiamo scelto due musiche da fare noi “grandi” tutti insieme, sia classico che moderno: l’intramontabile Bohemian Rhapsody dei Queen per il finale del primo tempo (che potete ascoltare qui) e la travolgente Notte della Taranta con Elodie come finalissimo (la trovate a questo link).
Con il moderno del lunedì ho affrontato il balletto più difficile di quest’anno, Skyfall nella versione sanremese di Giorgia e Annalisa (a questo link).
Con il moderno del giovedì mi sono invece cimentata in un mix di musiche un po’ piratesche e un po’ campagnole, Sea Shanty, che abbiamo interpretato in versione country (lo trovate qui).
Per quanto riguarda la mia variazione, avevo il desiderio di cimentarmi in una musica che raccontasse il mio amore per il mare, così ho scelto Le onde di Ludovico Einaudi (a questo link).
Infine, per il duetto con una mia compagna abbiamo puntato su un’altra musica strumentale, Courant d’air (a questo link).
La poesia del mese
Per questi giorni ho trovato una poesia che si intitola proprio Giugno, di Attilio Bertolucci.
Stan le ciliegie rosse tra le foglie
nella calma sera estiva
vedo il mio amore che le coglie
seria come una bambina, e così sola e schiva.
Non oso chiamarla, tanta grazia
è nella mano bruna che spicca…
Qualcuna ne mangia, ma come sazia,
movendo la capigliatura nera e ricca.
Le foto del mese
Come sempre, i primi giorni di giugno sono dedicati alla scuola di danza ed al nostro amato spettacolo di fine anno, che è stato la sera di venerdì 5 giugno. Quest’anno ero particolarmente stanca dopo l’anno scolastico tosto e il maggio pesante, ma una volta di più la danza mi ha sollevato. Ed è andata benissimo! Questo è uno scatto della “Notte della Taranta”, sicuramente uno dei nostri finali più belli.
Vi lascio anche uno scatto della mia variazione, tratta da Le onde di Ludovico Einaudi. A mani basse, tra i momenti più felici di quest’anno. Tra i sei pezzi che dovevo fare, ho esordito proprio con questo: quello che provi quando finalmente sei sul palco non si può spiegare…
Tra il 6 e l’8 giugno ho salutato anche questo anno scolastico. Tra cena di classe, ultimo giorno, spettacolino per la fine del ciclo di studi, scrutini e serata di festeggiamenti subito dopo… c’è stato da fare, ma alla fine le soddisfazioni sono arrivate.
Dopo Pasqua mi è stato praticamente impossibile tornare al mare. Il resto di aprile aveva già i weekend impegnati. Poi un infortunio in famiglia ha richiesto la mia presenza nel mese di maggio, che, come vi dicevo, è stato molto impegnativo. Infine, la casa non è stata agibile per delle settimane per dei lavori nel bagno che sono andati un po’ lunghi. Ma a metà giugno, complice qualche giornata di ferie obbligate, ce l’ho fatta!
Vi metto anche una foto di Varazze by night, in una serata particolarmente calda!
Incredibile ma vero, io e mio fratello abbiamo una nuova foto insieme dopo una vita!
Un giugno niente male, eh? Ci voleva proprio, dopo un maggio complesso.
Credo che luglio ed agosto saranno più lenti, ma... vi porterò comunque con me! Se vi va, raccontatemi il vostro giugno.
Grazie per la lettura, ci rileggiamo in luglio :-)