Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese
Cari lettori,
proprio in tempo per l'ultimo giorno di agosto... ecco che riapre il blog!
Ultimo preferito estivo: alla fine di settembre sarà già autunno.
Come a luglio, anche questo post di “Preferiti del mese” è dai toni decisamente vacanzieri! È stato un mese speciale, il che, considerata qualche difficoltà che si è messa di traverso negli ultimi mesi, è quasi sorprendente. Sole e mare fanno magie…
Oggi, dopo la classica pausa agostana, vi racconto tutto!
Il libro del mese
Il romanzo che ho scelto per i Preferiti odierni, e per riaprire il blog dopo la pausa estiva, è un libro molto speciale, e ci tenevo proprio a parlarvene.
Dopo esattamente tre anni, e la lettura di The Essex Serpent (trovate la recensione a questo link), sono riuscita a ultimare una nuova lettura in lingua inglese!
Come già successo tre anni fa, devo ringraziare la mia amica Luana, che, come forse qualcuno di voi saprà, vive in Inghilterra e talvolta mi “persuade” a migliorarmi nella lingua inglese. The Queen’s Lady di Joanna Hickson è un suo regalo dello scorso Natale: io però che ho preferito leggerlo in estate perché avevo più tempo, e mi pare giusto inserirlo nell’ultimo dei tre preferiti “estivi”.
Questo splendido romanzo storico è ambientato in Inghilterra, negli anni in cui la Guerra delle Due Rose termina e ha inizio la dinastia dei Tudor. Enrico VII, nato Lancaster, ed Elisabetta, nata York, hanno sancito la pace con il loro matrimonio ed ora sarebbero pronti a lasciare posto al loro primo figlio, Arturo, che ha sposato Caterina D’Aragona. Ma il ragazzo muore improvvisamente, forse del temutissimo sudor anglicus.
La regina Elisabetta trova conforto in Joan Guildford, nata Vaux, la prima delle sue dame di compagnia. Il destino della donna è strettamente legato alla corona: il marito Richard Guildford è consigliere del re, il figlio Hal è il più caro amico dell’adolescente Enrico VIII ed anche le sue figliastre, frutto del primo matrimonio di Richard, sono sposate – o stanno contraendo matrimonio – con personalità importanti d’Inghilterra.
Elisabetta, disperata all’idea che l’unico erede che le è rimasto sia Enrico, prova a concepire nuovamente un maschio, sia per trovare conforto dopo il terribile lutto che per rinsaldare la corona. Joan glielo sconsiglia fortemente, ma la regina resta comunque incinta. Ella, tuttavia, è vicina ai quaranta, un’età in cui ai tempi le gravidanze erano già da evitare, e così, dopo aver partorito una bambina malata, esala l’ultimo respiro per sfinimento.
Da quel momento, tutto cambia per Joan. Il re vedovo, sospettoso, allontana tutti, anche gli amici più cari, e nomina un “inquisitore” che purtroppo è un uomo che Joan aveva rifiutato da ragazza, e che ovviamente prende subito di mira Richard. Con il marito che rischia un’accusa formale per alto tradimento, Joan ha solo due armi.
La prima è avvalersi della protezione della regina madre, Margaret, la ex “Regina rossa”, nonché mamma di Enrico VII e vecchissima amica di famiglia.
L’altra è rivolgersi ad un avvocato giovane e preparato: Sir Anthony Poyntz, figlio di una sua amica più anziana, ora ragazzo di belle speranze che suscita in lei un sentimento imprevisto…
Chi c’è con me da un po’ di tempo sa che ho letto tanti dei romanzi di Philippa Gregory ambientati tra la Guerra delle Due Rose e la dinastia Tudor. A questo link trovate la recensione dei romanzi che trattano proprio la fase della guerra, raccontata ogni volta dal punto di vista di una regina o principessa diversa. Ricordo ancora le emozioni che ho provato nel leggere questi romanzi e non vi nego che qualche volta vorrei tornare da questa autrice (che però credo che ora si stia occupando di altri periodi storici).
Rituffarmi tra questi personaggi anni dopo è stato bellissimo! Soprattutto mi è piaciuto rivedere Margaret, la “Regina rossa”, che quasi dieci anni fa era la mia preferita e… mi sa che lo è ancora adesso. I romanzi di Philippa Gregory, o almeno quelli che ho letto, non avevano parlato dei suoi ultimissimi anni di vita: mi sono tolta anche questa curiosità.
Joan è una protagonista forte, coraggiosa e anche moderna: non era facile, ai tempi, né difendere un marito accusato (a rischio di incorrere a propria volta in una pena severa), né gestire l’attrazione – e poi l’amore – per un uomo molto più giovane.
La sua passione per i corvi (e i vaticini che essi portano con sé, forse un’antica tradizione inglese) conferisce un tocco di realismo magico ad un romanzo che, di per sé, è una meravigliosa lezione di storia, un affresco di un periodo che non finirà mai di affascinarmi.
Certo, è stato un po’ difficile fare questo viaggio in inglese, ma visto che ce l’ho fatta, lo considero un piccolo traguardo personale…
Il film del mese
A distanza di quasi vent’anni dal suo terribile stage con Miranda Priestley, Andy Sachs è una giornalista d’inchiesta affermata. La sua situazione economica, però, è difficoltosa: c’è tanto precariato nel settore del giornalismo e i soldi non bastano mai. Andy è coinquilina di una gallerista, prende a pugni il lavandino per far uscire acqua pulita e, proprio la sera in cui sta per vincere un premio prestigioso, lei ed i suoi colleghi vengono licenziati in tronco con un messaggio.
Dall’altra parte di New York, l’infaticabile leonessa Miranda Priestley sta perdendo qualche colpo. Un suo articolo troppo “fuori dalle righe” ha causato scalpore sui social e l’amministratore delegato della collana editoriale medita di affiancarle qualcuno di più giovane e moderno. È proprio il figlio di quest’ultimo a trovare un video di Andy, quello della premiazione, in cui si sfoga per il licenziamento appena subito.
Alla nostra protagonista viene proposto di tornare proprio a Runway, non più come assistente, bensì come caporedattrice. Andy accetta, sia per la posizione che per uno strano senso di nostalgia, ma, quando arriva, scopre che Miranda non ne sapeva niente e che è molto ostile, che la rivista è completamente cambiata (ormai è un profilo Instagram) e che l’unico felice di rivederla – nonché l’unico rimasto dei “vecchi tempi” – è Nigel, sempre spalla destra di Miranda.
La sua amica-nemica Emily è passata al retail per Dior ed ora è lei, insieme a tutti gli sponsor, a dettare legge, persino a Miranda. Gli articoli di Andy piacciono alla critica ma non vengono letti dal popolo dei social. Almeno finché ella non ottiene l’esclusiva di una celebre filantropa, appena divorziata da un magnate dell’informatica… e forse questo è l’inizio di un possibile rilancio, sia per la sua carriera che per una rivista alla quale, nonostante tutto, è legata.
In una delle poche serate piovose di questo caldissimo agosto ho visto Il diavolo veste Prada 2, che era uscito al cinema in un periodo davvero troppo complicato. E poi, diciamolo pure: non avrei speso i soldi del biglietto perché… il primo film non mi piace. Eh sì, ho questa grandissima unpopular opinion.
Il problema è che io ho sempre visto Il diavolo veste Prada come un film sul mobbing, che presenta (con un’interpretazione magistrale, questo non è in dubbio) la figura di una vera iena manipolatrice che tutti adorano perché è di successo. La contrapposizione tra un mondo fatto di apparenza e spietatezza e l’idealismo della protagonista, che si adatta per “fare gavetta” ma soffre molto, portava, secondo me, ad un giusto finale: accannare la simpaticona lanciando il telefono nella fontana, ascoltare i consigli dell’ormai ex fidanzato e degli amici (che non erano più in linea con lei, ci può stare, ma stavano pur sempre cercando di farle capire che stava diventando una vittima di sfruttamento e stava sragionando) e trovare un lavoro più adatto. Tra l’altro avevo letto anche il libro, dove Miranda non aveva nemmeno la raffinatezza che le ha dato Meryl Streep, anzi, era proprio una cafona, e mi pareva chiaro quel che voleva raccontare.
Solo che poi tutti sui social hanno cominciato a dire che Andy sbagliava, che era il lavoro dei sogni, che loro al posto suo non avrebbero “mai abbandonato” Miranda (see… come no, vorrei vederli) e che, ciliegina sulla torta, il fidanzato e gli amici erano i veri cattivi. Ho cominciato a chiedermi se avevamo visto lo stesso film, e ho lasciato perdere, anzi, mi è proprio passata la voglia di rivederlo.
Invece questo film nel complesso mi è piaciuto, soprattutto perché racconta bene quante cose siano cambiate in 20 anni. Il passaggio da analogico a digitale; la fotografia della crisi di settori come l’editoria e il giornalismo; la necessità per le riviste (anche quelle online) di adottare un nuovo stile di scrittura, perché il vecchio, un tempo “ironico”, è ormai visto come politicamente scorretto; la “dittatura” del retail, perché ormai si vive in una costante campagna pubblicitaria; il congelamento degli ovuli di donne prossime ai quarant’anni, perché una carriera stabile non arriva mai; la fine delle illusioni, sia quelle relative a un giornalismo “ideale”, a costo di vivere d’aria, sia quelle che hanno a che fare con settori un tempo glamour e redditizi (come la moda) ed ora non più così sicuri.
Il che ci porta a quello che potrebbe non piacervi di questo film: la sensazione che gli angoli si siano “smussati”, che i personaggi siano un po’ stanchi di fare la loro parte e siano un po’ più persone… che, in definitiva, finisca tutto a tarallucci e vino.
Tra Miranda ridimensionata e redarguita dalle risorse umane, Emily che continua a soffrire di solitudine anche in mezzo alla gente (e lo dimostra nei modi peggiori), Andy che accetta di tornare proprio dov’è stata male e Nigel che sembra un po’ Babbo Natale in stile Vogue… il sapore della rimpatriata c’è.
A me tutto sommato non è dispiaciuto. Fatemi sapere che ne pensate!
La musica del mese
Avete presente quei tardi pomeriggi in spiaggia, quando non avete nessuna voglia di tornare a casa perché è iniziata l’ora più bella, e decidete di accendere Spotify per un po’? Una playlist che non fate partire da un po’, la riproduzione casuale… e all’improvviso siete di nuovo a qualche estate fa, con quella canzone che avevate dimenticato. Eppure vi piaceva! E il motivetto non vi abbandona più.
Ecco, è quello che è successo a me in questo agosto con Sold out dei Thegiornalisti, che potete ascoltare a questo link.
Vorrei che in Paradiso
fosse Sold out
mentre in cielo risuona forte ancora
questa canzone
Ti lascio il mio inno
in un silenzio profondo
per quando non ti viene sonno
in una notte leggera
Ti lascio il mio inno
dentro il mare profondo
Per quando corri in macchina alle due di notte
senza una meta
senza una strada
con gli occhi lucidi
e la sigaretta
e mi avrai perdonato
e mi avrai consolato
tienimi ancora
tienimi ancora…
tra le tue dita di seta.
La poesia del mese
Mi sembra carino salutare l’estate e il periodo di ferie con Il Paese delle Vacanze di Gianni Rodari:
Il Paese delle Vacanze
non sta lontano per niente:
se guardate sul calendario
lo trovate facilmente.
Occupa, tra Giugno e Settembre,
la stagione più bella.
Ci si arriva dopo gli esami.
Passaporto, la pagella.
Ogni giorno, qui, è domenica,
però si lavora assai:
tra giochi, tuffi e passeggiate
non si riposa mai.
Le foto del mese
La foto in copertina cattura un momento bellissimo della mattina del 2 agosto: il concerto all’alba. È stata un’emozione ascoltare della musica jazz, suonata da giovani e bravissimi ragazzi, mentre il sole sorgeva!
Sempre nei primi giorni del mese abbiamo partecipato ad una “passeggiata storica” nel quartiere varazzino della nostra spiaggia. Ci sono state raccontate molte cose storiche interessanti che non conoscevamo. Qui, per esempio, ha vissuto il primo uomo che è andato in spedizione al Polo Nord…
Interessanti anche gli scatti marittimi di una mostra naturalistica, purtroppo un po’ relegata nel centro commerciale. In paese avrebbero avuto forse più risonanza…
Le decorazioni pseudo-natalizie per le “Notti in blu” sono ormai un grande classico varazzino. Quest’anno ho voluto la foto con il polpo!
A Ferragosto non può mancare una bella tavola imbandita, con antipasti che fanno concorrenza al Natale: una torta di erbette con uovo al centro, insalata di mare, insalata russa, acciughe marinate, focaccia in tre gusti…
… e un altro classico di Ferragosto sono i fuochi d’artificio!
Il calore fuori norma ci ha accompagnato per buona parte di agosto. È stata un’estate piuttosto preoccupante che speriamo di non “pagare” con un autunno di nubifragi. Il mare è stato bellissimo, ma spesso un po’ troppo caldo…
Comunque il vero evento di questo agosto 2026 è che abbiamo una nuova foto di famiglia!
Eccoci arrivati alla fine di questo lungo post!
Fatemi sapere com’è stato il vostro agosto e come sono andate le vostre vacanze!
L’estate è stata una gran bella sorpresa, ma è piacevole anche tornare alle care vecchie abitudini… compreso questo blog!
Aspetto i vostri commenti…
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)