lunedì 12 novembre 2018

RICCARDO III

Davide Lorenzo Palla torna al Carcano con Shakespeare




Cari lettori,
nuovo appuntamento con la rubrica “Consigli teatrali”!

Lo spettacolo di cui vi parlo oggi, Riccardo III, mi ha emozionato davvero tanto, ed è con vero piacere che oggi ve lo racconto.


Esso conclude la trilogia shakespeariana di Davide Lorenzo Palla, un giovane attore specializzato in monologhi e nell’uso caratteristico della voce. Dopo Otello, che sfortunatamente non sono riuscita a vedere, ed Il mercante di Venezia, del quale vi ho parlato l’anno scorso, questa volta egli interpreta uno dei re più malvagi e temuti della storia dell’Inghilterra.


Come negli altri due casi, l’attore è solo sul palco, con l’unica eccezione del musicista che lo accompagna.

Ecco tutto quello che mi ha colpito di questa storia!



La cornice




Com’è giusto che sia quando si parla di Shakespeare, siamo al Globe Theatre, ma, contrariamente a quello che lo spettatore potrebbe pensare, non abbiamo fatto un salto indietro nel tempo.

Ci troviamo, infatti, nel 3300, in un’era post-apocalittica, dopo che il mondo come noi ora lo conosciamo si è distrutto e riformato molteplici volte.

In questo contesto di violenza e spaesamento, la storia che viene raccontata sempre più spesso è quella di Riccardo III, il mostro deforme assetato di sangue.


Questa scelta si rispecchia anche nella scenografia: dietro all’unico attore, infatti, c’è una struttura di ferro fatta da pali, scalette, piccoli palchi. Su uno di questi ultimi si trova la postazione del musicista.

Lo sfondo è un telo bianco che, grazie all’illuminazione colorata, conferisce di volta in volta un’atmosfera differente alla narrazione.



La storia di Riccardo III




Siamo in Inghilterra, nel tardo Medioevo, e la Guerra delle Due Rose, ovvero il conflitto di successione tra le due fazioni nobiliari inglesi degli York e dei Lancaster, pur essendo ancora in corso, vive una momentanea tregua, grazie al trionfo degli York.

Il protagonista di quella che è forse la tragedia storica shakespeariana più famosa è Riccardo, ultimo di quattro fratelli York: il primo è morto insieme al padre nel corso di una battaglia contro i Lancaster, il secondo è diventato Re Edoardo IV, il terzo, Giorgio, trama nell’ombra per spodestarlo.

Riccardo è il più piccolo, il meno popolare e di gran lunga il meno affascinante d’aspetto. Nessuno, nemmeno i suoi familiari, gli ha mai rivolto un gesto gentile, e ben presto la sua sofferenza per essere costantemente rifiutato e messo da parte si è tramutata in un odio cieco nei confronti di chiunque, unita al desiderio di comandare.


Egli trama nell’ombra e, a poco a poco, inizia ad avvicinarsi sempre più alla corona: sposa Lady Anna, la figlia di Lord Neville, un ambizioso nobile denominato da tutti “il creatore di re”; non fa nulla per impedire che Edoardo mandi a morte il fratello traditore Giorgio; attende pazientemente che la malattia abbia la meglio sul re.


Nel momento in cui l’Inghilterra resta senza sovrano, egli approfitta della debolezza della classe nobiliare, fiaccata da anni di conflitto, e sale al trono, non senza compiere efferati delitti.
Egli, infatti, si serve dell’infido Lord Buckingham, fa uccidere nel mezzo di una riunione l’influente Lord Hastings (che gli era avverso) e soprattutto fa rinchiudere nella torre del palazzo reale i suoi nipoti di sesso maschile, che purtroppo non usciranno mai più dalla loro prigione, perché verranno eliminati dalle sue guardie.


Il regno di Riccardo III non è però destinato a durare a lungo, a causa della sua insaziabile sete di potere. Un importante nobile inglese, Lord Richmond, raduna infatti un esercito all’interno del quale c’è anche il futuro re Enrico VII Tudor.

Riccardo sottovaluta l’esercito nemico, si batte con foga, offre il suo regno per un cavallo, ma finisce per andare incontro alla sconfitta ed alla morte.



La narrazione ed il coinvolgimento del pubblico



La formula dello spettacolo è la stessa già sperimentata con successo per Otello e Il mercante di Venezia: Davide Lorenzo Palla è il vero ed unico mattatore della scena.
Egli dà vita a tutti i cinque atti shakespeariani della tragedia, fornendo corpo e voce ad ogni singolo personaggio.


I momenti di forte intensità drammatica, come gli atroci delitti commessi da Riccardo nei confronti dei familiari, si alternano ad intermezzi quasi comici, come il surreale incontro tra Lancaster e York fortemente voluto da re Edoardo.

Particolarmente interessante la scena dell’uccisione di Lord Hastings, che sembra quasi tratta da un film thriller.


Inoltre, un’altra importante caratteristica di questo spettacolo è la scelta tipicamente shakespeariana di coinvolgere il pubblico. Ai tempi del Bardo, infatti, gli spettatori erano tutt’altro che tranquilli sugli spalti: mangiavano, bevevano, insultavano i personaggi in scena o si complimentavano con essi.

Davide Lorenzo Palla immagina che anche i frequentatori del Globe Theatre del 3300 si comportino così, e per questo motivo incoraggia noi spettatori ora ad applaudire Riccardo III, ora a creare brusio all’interno della sala, ora ad incitare il re con cori da stadio.

Personalmente ho trovato davvero divertenti questi momenti dello spettacolo, che costituiscono un perfetto esempio di come il teatro non sia assolutamente una sorta di “lezione frontale”, ma sia invece basato su un legame molto stretto tra attori in scena e spettatori in sala.



Riccardo III come seme dell’odio




La grande rabbia e la sete di sangue di Riccardo III hanno avuto inizio dal fatto che egli sia stato sempre rifiutato da una delle persone che avrebbero dovuto essergli più vicine: Lady York, sua madre.
Ella, infatti, non gli ha mai “perdonato” di essere nato brutto e deforme, non ha occhi che per il suo affascinante fratello Giorgio e non perde occasione per rivolgersi a lui con parole di rabbia.

È proprio il fantasma della madre a perseguitarlo ogni volta che egli uccide qualcuno per la sua sete di potere, fino all’ultima comparizione, nel momento in cui egli comprende che la battaglia che sta combattendo gli sarà letale.


È come se l’avversità della donna, che inizialmente è del tutto ingiustificata, avesse piantato una sorta di seme d’odio nel cuore di Riccardo, che cresce sbeffeggiato dalle donne ed isolato dai fratelli.
Secondo alcune interpretazioni storiche, egli era inizialmente piuttosto succube del fratello Edoardo, che ammirava molto, e la sua avversità nei confronti del re era nata quando quest’ultimo aveva mandato a morte il loro fratello Giorgio (mentre nella tragedia shakespeariana egli si compiace di avere un rivale in meno).


Incerta è anche la morte di Lady Anna, moglie del re. Nel corso della tragedia shakespeariana ella viene uccisa brutalmente insieme ai nipoti di Riccardo.
Un’altra versione storica la vuole morta per cause naturali, ma più probabilmente per avvelenamento, in quanto pare che ella avesse scoperto la relazione tra il re ed una delle sue nipoti.


Al di là delle differenti interpretazioni, però, è evidente che il seme d’odio germogliato nel cuore di Riccardo ha portato dolore e disperazione nel cuore di molte persone, ed è proprio questo il pericolo che corre ognuno di noi ogni giorno.

Finché si ha paura dell’altro, ci si guarda con sospetto, si è disposti a fare qualsiasi cosa pur di mantenere i propri privilegi individuali, ci sarà sempre un Riccardo III tra di noi, pronto a gridare Il mio regno per un cavallo ed a fare nascere in noi un seme di odio. Il sanguinario sovrano diventa così uno specchio negativo guardando il quale ognuno di noi può correggersi.




Purtroppo lo spettacolo è rimasto al Teatro Carcano di Milano solo quattro giorni, dall’8 all’11 di novembre!
Davide Lorenzo Palla è però sempre in giro con la sua Tournée da bar e non è escluso che possiate incontrare lui e la sua compagnia in altri teatri della città ed in altri luoghi d’Italia.

Le teorie storiche riguardanti Riccardo III sono tratte dagli appassionanti romanzi di Philippa Gregory, scrittrice e nota storica, alla quale sarò sempre grata per avermi fatto scoprire una parte di storia incredibilmente affascinante (a questo link la recensione della saga dedicata alla guerra delle Due Rose).

Conoscete autore e spettacolo?
Avete visto rappresentata qualche altra opera di Shakespeare?
Spero tanto di avervi incuriosito, sia perché la storia raccontata mi appassiona, sia perché lo spettacolo mi ha davvero emozionato.
Fatemi sapere che ne pensate!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

9 commenti :

  1. Però. Hai capito che tipetto questo Riccardo terzo?
    Io conosco un altro che porta il suo nome, ma che è decisamente più mite.
    Scommettiamo che la indovini con una? ;)
    Buon inizio di settimana.
    Baci.

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    1. Ciao Claudia! Ti riferisci ad un tuo figlio/nipotino...o al Riccardo che ha commentato qui sotto?
      Buona settimana anche a te!

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    2. Il figlio è solo uno e si chiama Lorenzo.
      Mi riferivo a quello qui sotto che fa il finto tonto.. 😜

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    3. ahhaha, il mio regno per una maglia da calcio!

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    4. Ahah, allora ci avevo azzeccato!

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  2. Da come lo descrivi, Silvia, deve essere stato uno spettacolo davvero bello e l'attore è decisamente un bravissimo attore, se sul palco è da solo. La storia è avvincente e fa riflettere su come l'odio, come l'amore, se coltivato produce "molto frutto", anche se negativo. Grazie per questo post che mi fa vivere l'atmosfera del teatro che amo ma che per vari motivi frequento poco.
    sinforosa

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    1. Ciao Sinforosa! Hai ragione, l'attore è bravissimo e dai social sembra anche una persona molto alla mano.
      è vero, Riccardo III è proprio uno dei simboli della Guerra delle Due Rose, il seme dell'odio e del desiderio di potere!
      Io fortunatamente posso usufruire di qualche promozione per insegnanti per via delle varie supplenze che ho fatto, ma immagino che andare regolarmente a teatro non sia sempre facile!

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  3. Non conosco questo attore ed è stato interessante farlo attraverso il tuo post.
    Mi piace l'idea di ambientare la tragedia in un'epoca post apocalittico. L'odio comunque è un facile e pericoloso rifugio.

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    1. Ciao Riccardo! Anche a me piace la cornice "futuristica", è molto originale. L'odio è pericoloso per gli altri e per se stessi, perché torna indietro come un boomerang e moltiplicato per cento...

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