lunedì 19 novembre 2018

NON TOCCATEMI ROSSINI

Una divertente commedia di Massimo Bagliani al Teatro Agorà




Cari lettori,
anche quest’anno novembre è un mese molto ricco per la stagione teatrale e, pochi giorni dopo aver assistito alla rappresentazione di Riccardo III, mi trovo nuovamente qui a presentarvi uno spettacolo.


Se avete letto con costanza i miei post negli ultimi mesi, conoscerete di sicuro il personaggio che anche questa volta è al centro della scena: il compositore Gioachino Rossini.
Come ormai molti di voi sapranno, nel 2018 ricorre il 150esimo anniversario della sua morte, ed è per questo motivo che i teatri di tutta Italia hanno proposto al pubblico tantissimi spettacoli per commemorarlo.


Su questo blog ho già parlato di un balletto contemporaneo che ha come sottofondo musicale le più famose ouvertures del compositore, di una breve opera intitolata “La cambiale di matrimonio” e di una spiritosa versione del balletto Cenerentola.


Lo spettacolo di cui vi parlo oggi è invece una commedia davvero garbata e divertente, di e con Massimo Bagliani, per la regia di Jeff Bloomy.
Ho visto questa rappresentazione al Teatro Agorà di Cernusco sul Naviglio, il mio paese.

Molti sono gli aspetti interessanti e ben congegnati di questa pièce teatrale, dalla trama ai personaggi, dalla scenografia al modo originale di omaggiare il musicista. Vediamoli più da vicino!



Rossini nel limbo



L’intera commedia si svolge all’interno di quello che potrebbe essere definito un “non-luogo”: Gioachino Rossini, ormai anziano e stanco, si ritrova in una sorta di sala d’attesa insieme ad uno stravagante personaggio con una maschera da medico della peste, che lo invita ad attendere il suo turno.

Egli si siede su un divano, all’interno di quello che sembra essere un salotto elegante, con un pianoforte, alcune bibite su un tavolino ed un quadro con un suo ritratto.

Lo spazio si rivela essere una sorta di limbo, nel quale Rossini prende posto insieme ad un uomo che dice di chiamarsi “Basta” (nome, a suo dire, dato dal padre che era stufo di mettere al mondo figli) e che, con il suo pianoforte, sarà l’accompagnatore musicale della serata.


Questo misterioso limbo sembra essere ad ingresso libero, e forse per questo motivo continuano ad entrare dei personaggi che appartengono alla realtà ed alla fantasia del compositore.

Dalla sua seconda moglie al cuoco con il quale egli condivide la passione per la gastronomia, da Don Bartolo ad un soldato dell’esercito garibaldino passando per la celebre contessa di Castiglione, tutti porgono un saluto a Gioachino Rossini, aiutandolo a ricordare qualcosa del suo passato ed a fare un bilancio della sua esistenza.


Ma perché il famoso compositore si trova in quel “non-luogo”?
E come mai tutti coloro che fanno parte della sua vita reale e hanno popolato le sue fantasie si stanno presentando di fronte a lui?
Non resta che vedere lo spettacolo per scoprirlo…



Rossini e… I personaggi delle sue opere



Uno degli intenti principali dello spettacolo sembra essere quello di presentare in chiave ironica vita ed opere dell’autore.

Un bravissimo attore e cantante, infatti, interpreta sulla scena due personaggi nati dalla penna di Rossini.


Il primo dei due è il celeberrimo Don Bartolo, l’antagonista de Il barbiere di Siviglia. Com’è noto, infatti, Figaro è al servizio di un giovane nobiluomo innamorato della bella Rosina. Il sentimento è ricambiato dalla ragazza, che però, essendo orfana, è tenuta sotto chiave proprio da Don Bartolo, che è il suo tutore e desidera sposarla per poter entrare definitivamente in possesso di tutte le sostanze della sua famiglia.
L’adirato tutore entra sulla scena vestito di nero ed armato di pistola, deciso a farla pagare al compositore, reo di averlo fatto passare per ciò che effettivamente è, ovvero un uomo meschino e desideroso di soldi e potere.


Il secondo è un soldato dell’esercito garibaldino.
Rossini è un uomo del suo tempo e non manca, nelle sue opere, di esaltare le gesta patriottiche dei suoi contemporanei e di seguire con entusiasmo gli eventi che hanno portato all’Unità d’Italia.
Questo soldato zoppo ed affaticato, però, sembra voler mettere alla berlina tutti gli eventi diventati leggendari, dall’incontro tra Garibaldi ed Anita all’impresa dei Mille, e ripete, in modo un po’ anacronistico ma molto divertente, che “la stampa ci ha ricamato sopra”.
Ancora una volta, è evidente l’intento di ironizzare sulle grandi opere del compositore.



Rossini e...le donne



Così come due erano i personaggi appartenenti al mondo della fantasia di Rossini, due, anche se interpretate dalla stessa attrice, sono le donne che entrano nel limbo e parlano all’anziano compositore.


La prima è la sua seconda moglie, Madame Olympe Pellissier. Ella si mostra fin da subito preoccupata per qualcosa e, come il musicista non manca di sottolineare, “moglie agitata, brutta giornata”.
Il motivo dell’ansia della donna è piuttosto surreale: ella non ha idea di come si dovrebbe comportare nel caso rimanesse vedova, e costringe lo stupefatto compositore a mettere in scena proprio la sua stessa morte.
Tra assurdi cappellini dotati di velo nero e buffe simulazioni, il povero Rossini è costretto a rendersi conto che la sua consorte non è poi così dispiaciuta di fronte all’eventualità di restare vedova.


L’altra donna che omaggia il compositore è la celeberrima contessa di Castiglione, passata alla storia per essere stata l’amante di Re Napoleone III ed averlo convinto a sostenere la causa dell’Unità d’Italia.
La nobildonna è ovviamente molto amata dagli uomini, costantemente corteggiata e considerata dal musicista una sorta di sogno impossibile. Inaspettatamente, però, ella viene a trovarlo, ricordando i tempi in cui, grazie alla sua relazione amorosa, ha “fatto l’Italia”.

Il colloquio tra Rossini e la contessa mostra allo spettatore un lato dell’artista che forse egli non si sarebbe aspettato: la sua fortuna con il gentil sesso.



Rossini e...la cucina



Già vedendo altri spettacoli dedicati al musicista ero venuta a conoscenza di quella che, musica a parte, è stata la sua più grande passione: la gastronomia.

Anche in questa rappresentazione Rossini mostra di avere un debole per i piatti calorici ed elaborati, come i maccheroni al forno accompagnati da moltissimi ingredienti diversi, o il filetto di carne al burro con tartufi.


È per omaggiare questo suo interesse che un altro personaggio che fa la sua comparsa nel limbo è Monsieur Carème, suo cuoco di fiducia e, a detta di Rossini, “colui che mi ha amato di più”. Insieme, i due ricordano i piatti che lo chef ha preparato al compositore, dalla gigantesca torta di mele in onore del Guglielmo Tell alle molte Saint Honoré.


Purtroppo per il nostro protagonista, però, Monsieur Carème ha appena avuto una sorta di “conversione” ed ha abbandonato tacchini, burro e tartufi a favore di una cucina vegana e crudista. Inutile dire che questa è di gran lunga la sorpresa meno gradita tra quelle ricevute dal musicista all’interno del limbo…!




Lo spettacolo è stato messo in scena per una sola serata al Teatro Agorà, ma so che la compagnia si esibisce regolarmente in zona, quindi sono certa che ci saranno repliche! 
Vi consiglio di cuore questa rappresentazione che, ne sono certa, vi divertirà molto.
Voi ne avevate sentito parlare? Vi ho incuriosito?
Conoscevate questi aspetti della vita di Rossini?
Grazie per la lettura e al prossimo post :-)

2 commenti :

  1. Che bello il teatro. Una passione intramontabile.
    Grazie per questo articolo con cui fai vedere la bellezza degli spettacoli contemporanei. Da quando mi sono trasferita risento un po' della mancanza di un teatro vicino casa. Rimedierò!
    Un caro saluto, a presto.

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    1. Ciao Diana! Per me il teatro è proprio una passione, nonché parte delle mie 2 tesi. Cerco di andare il più possibile e l'autunno è un buon momento!

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