sabato 9 luglio 2016

PROF...ANCHE AL CINEMA

Film sulla scuola da non perdere

 

Cari lettori,
oggi affrontiamo insieme un tema che sul mio blog è piuttosto nuovo: il cinema.
Pur non essendo espertissima, mi sono convinta a scrivervi qualcosa dopo diverse osservazioni fatte da miei amici, che mi hanno più volte invitata a pubblicare qualche post in tema. Nota a quasi tutti quelli che mi conoscono, poi, è la mia passione per il cineforum, che quest'anno, purtroppo, ha trovato molto meno posto del solito nel corso della settimana (lavoro dall'altra parte di Milano, doppio corso di danza e casa nuova non hanno aiutato), ma che mi piace sempre.


Esaurite le premesse, veniamo a noi. Per questo primo post da cinefili ho deciso di buttarmi sul classico e di partire da quei film guardando i quali tutti noi insegnanti – di ruolo, pensionanti, pensionati, precari e tirocinanti – decidiamo di rivedere noi stessi e di fare un po' di sana autoanalisi.



Questi sono i quattro titoli che mi sento di consigliare, e spero che tutti voi concediate loro almeno un'opportunità.






La scuola (1995), di Daniele Luchetti





Classica pellicola sul mondo dell'istruzione, vista e rivista, merita comunque una menzione. 
Siamo a Roma, e non certo nella Roma bene: tutto, in questo film, fa intuire che ci troviamo decisamente in periferia, e, com'è ovvio, in una scuola pubblica.


Assistiamo ovviamente al più classico scenario che ci presenta l'istruzione statale: crepe sui muri, bagni mal funzionanti, persino pareti che crollano (e si sospetta che un'insegnante sia rimasta coinvolta, visto il ritrovamento di una sua scarpa sul luogo del delitto). 
 

In questa (a)tipica scuola, nessuno è esemplare: gli studenti tirano a campare, fanno modesti tentativi di arrivare alla sufficienza, non si presentano neanche; il preside si disinteressa dei problemi disciplinari e di rendimento e punta alla promozione di tutti quanti solo per non avere problemi; i docenti, infine, sono arrabbiati, spesso stanchi e frustrati, e qualche volta troppo presi da problemi personali per concentrarsi sull'attività scolastica.



Gran parte del film è ambientato nel corso dell'ultimo giorno di scuola e di un consiglio di classe per le pagelle finali (che diventa quasi una rissa), anche se, ovviamente, assistiamo a numerosi flashbacks che ci raccontano com'è stato l'anno scolastico.


L'unico “eroe per caso”, tutt'altro che perfetto ma onesto e volenteroso, risulta essere il professor Vivaldi, interpretato da un sempre interessante Silvio Orlando (a proposito, andatelo a vedere in “Un paese quasi perfetto”, ne vale la pena!). 

 

“La scuola” è un film che, quando è stato fatto, voleva forse immaginare un'utopia negativa di come sarebbe stata la scuola del futuro.

È amaro constatare che molte di queste predizioni si sono avverate. 
È anche però consolante notare quanti Vivaldi esistano ancora.





Bianca come il latte rossa come il sangue (2013), di Giacomo Campiotti





Questo film, tratto dal primo romanzo omonimo di Alessandro D'Avenia, è stato molto discusso per le tematiche trattate. Da molti detrattori, infatti, è stato giudicato un semplice prodotto adolescenziale “mascherato” da storia più impegnativa.


Personalmente mi sento invece di consigliare a tutti la visione di questa pellicola (e ovviamente la lettura del libro), che trovo una delle classiche storie che si possono usufruire a più livelli: è godibile per i ragazzini tanto quanto per gli adulti.


La storia di Leo, che ha 16 anni ed è in guerra con la scuola e con il mondo, si intreccia con quella di due ragazze. 
Una è Beatrice, più grande di Leo ed irraggiungibile, bianca e rossa come i due abiti preferiti della sua omonima della Vita Nova, in grado, con il suo saluto, di “miracol mostrare” (leggi: far squagliare il povero Leo con uno sguardo). 
L'altra è Silvia, la migliore amica di Leo, che, d'accordo con l'omonima della poesia, rappresenta la Speranza che per lui ci sarà sempre qualcuno ad ascoltarlo e sostenerlo.

 

Il percorso di crescita di Leo, che sarà difficile e doloroso, prevede un aiutante d'eccezione: “il sognatore”, ovvero il suo professore.

Mi è piaciuto molto come, nel libro e nel film, è stata presentata questa figura.
 

Troppo spesso i professori vengono immaginati come dei personaggi rigidi, intransigenti, anche un po' troppo metodici e pedanti.

Io credo che la maggior parte dei prof invece sia proprio quello che afferma il film: un gruppo di sognatori che insegue un ideale (nel mio caso, quello di dedicare una vita alle Lettere) ed ha la simpatica ed un po' pretenziosa idea di trascinare sulla medesima strada quante più persone sia possibile. 

Molti dicono che la storia di Dante che scrive poemi per un saluto di Beatrice oppure quella di Silvia che fa sempre ogni giorno la stessa strada di fronte alla casa di Leopardi sono racconti ormai sorpassati, e che noi siamo dei pazzi a volere insegnare ancora tutto ciò. Ebbene, questo film dimostra ampiamente il contrario…






Mona Lisa Smile (2008), di Mike Newell





Questa pellicola tutta al femminile affronta il tema dell'istruzione negli anni '50 in America. 
La giovane Katherine (Julia Roberts, per me una delle migliori di sempre), professoressa trentenne e nubile, si ritrova ad essere una delle più giovani insegnanti di un collegio femminile molto rigido e restrittivo. 

Inutili sono i suoi primi tentativi di appassionare le ragazze alla storia dell'arte, la sua materia: Katherine si trova davanti un muro di spocchiose giovani donne il cui unico interesse è terminare gli studi il prima possibile, trovare un buon partito e fare la brava moglie americana.


Il film è la storia di una lotta paziente e costante, giorno dopo giorno e poi mese dopo mese, nel corso dell'anno scolastico.

Katherine si scontra con la dirigenza del collegio, che chiaramente la considera un elemento poco valido; si inimica buona parte del corpo docenti per i suoi metodi così differenti dalla maggioranza dei colleghi; ha, infine, non pochi problemi con le sue stesse studentesse, che si rifiutano di vedere la vita da un'altra prospettiva.


Il lavoro straordinario che Katherine fa è quello di promuovere la dignità e la bellezza interiore di ogni singola ragazza, spingendo tutte quante a lavorare su se stesse, invece di considerarsi solo un bel premio per un uomo ricco.



Questo film mi ha toccato nel profondo proprio per questa attenzione al rapporto prof-alunni, sull'importanza che questo può arrivare ad assumere e su cosa accade quando c'è un inevitabile distacco. 
Ho vissuto questa esperienza da entrambe le parti.

Dalla “parte” della studentessa, posso dirvi che si sopravvive bene: si può sempre rivedere/risentire l'insegnante in questione, la vita prosegue e ci sono tante nuove opportunità da cogliere e maestri di vita da seguire…

Dalla “parte” della neo-prof, invece, posso tranquillamente confessarvi che la questione diventa devastante e che ho ancora parecchia strada da fare.





Il rosso e il blu (2012), di Giuseppe Piccioni




Di solito si dice che “il meglio resta per ultimo”, ed è per questo motivo che, in ultimo, mi sento di consigliare il film sulla scuola che forse preferisco.


“Il rosso e il blu” affronta tre storie parallele che si svolgono in un liceo romano.


La preside, interpretata da Margherita Buy, è una donna ancora giovane e completamente dedita alla scuola. La sua serietà, che a tratti diventa rigore, è messa seriamente in crisi nel momento in cui un ragazzo della sua scuola viene di fatto abbandonato dalla famiglia e lei si trova ad occuparsene.


L'anziano professore di storia dell'arte Fiorito, ormai sull'orlo della pensione, scettico e disincantato, non crede più nel valore della scuola, e conta i giorni che gli mancano prima di andarsene, fino al momento in cui una sua ex alunna inizia a cercarlo insistentemente.


Il giovane supplente Prezioso, infine, vorrebbe insegnare Lettere con tutta la passione di cui è capace, ma si scontra con la mollezza di molti dei suoi alunni, la piattezza dei discorsi di tanti suoi colleghi e tanti problemi di burocrazia e gestione della scuola che poco hanno a che fare con la cultura. Fortunatamente alcuni suoi alunni sono meglio di quello che crede…



“Il rosso ed il blu” non idealizza la scuola, né fa satira, ma racconta con semplicità ed attenzione tante sfumature dell'animo umano, lasciando un implicito messaggio: si può sempre ricominciare, e, come Odisseo (citato nella storia), arrivare alla propria Penelope alla fine di tanti tormenti.






E voi… che cosa ne pensate?

Avete visto questi film? Vi piacciono? Ne avete altri da consigliare?

E che ne pensate di un eventuale spazio cineforum sul blog?




Troppe domande, eh? Non vi preoccupate, non vi metto il voto… per stavolta, eheh!

Grazie per la lettura e al prossimo post :-)







giovedì 30 giugno 2016

DOPPIO APPUNTAMENTO CON I BOOK TAG




Cari lettori,

oggi vorrei condividere con voi due simpatici book tag per i quali sono stata nominata dalla mia amica Ariel, che gestisce il blog langolodiariel.blogspot.it . 

Colgo l'occasione per ringraziarla, visto che mi fa nomina sempre in tanti tag simpatici, e per consigliare a tutti voi di visitare il suo blog, ricco di temi e di spunti interessanti. 
 



Ecco a voi le mie risposte a questi due questionari!






HAPPY BOOK TAG:






1. Cosa ami nel comprare nuovi libri?




La possibilità di conoscere una storia completamente nuova, di cui, all'inizio, noi conosciamo solo le poche parole di una quarta di copertina.





2. Quanto spesso compri libri?




Sinceramente ben poche volte, perché, sia per motivi economici che di spazio, mi affido alla biblioteca da qualche anno.






3. Libreria o negozio online. Quali dei due preferisci?




In genere preferisco la libreria. Al negozio on-line mi rivolgo solo se ho una necessità impellente e specifica.





4. Hai una libreria (bookstore) preferita?




No. Tutte quante sono dei luoghi magici per me!





5. Pre-ordini i libri?




No. Ci sono così tanti vecchi libri da leggere… non è necessario volere per primi a tutti i costi quelli nuovi!





6. Hai un limite di libri acquistabili in un mese?




Come ho già detto, vado in biblioteca, ed ogni volta mi porto a casa esattamente quello che mi pare e piace :-)





7. I divieti di acquisti di libri fanno per te?




In che senso? Chi mi vieterebbe di comprare un libro? Farebbe bene a scappare lontano...





8. Quanto è lunga la tua wish list?




Non ho una vera e propria wish list. Quando qualcosa mi ispira, lo leggo. Del resto, “quando penso a tutti i libri ancora da leggere che esistono al mondo, mi sento felice”.





9. Nomina tre libri che vorresti possedere ora (tra quelli della wish list)




1. L'altro capo del filo (Camilleri)

2. I love shopping a Las Vegas (Kinsella)

3. La strada del sole (Corona)





10. Chi tagghi?




Vedi la fine del prossimo tag!









TAG DEI BOOK







1. Chiedervi il titolo del libro sarebbe un controsenso. Quindi voi avete libri segreti? Libri che avete letto e tenete gelosamente nascosti? Di cui non parlate mai? Cosa rende loro così speciali?




Non ho libri “segreti”. In genere condivido le mie letture.




2. Qual è la citazione di un libro che amate particolarmente? Una citazione che vi è entrata nel cuore, che vi ha travolto, che vi ha fatto dire "Sono io, sono proprio io!" con euforia? Riportatela e spiegate il motivo per cui è tanto importante.




“Volli uccidermi 100 volte, ma amavo ancora la vita. Questa ridicola debolezza è forse una delle più funeste delle inclinazioni umane: infatti può darsi una cosa più sciocca che ostinarsi a portare il fardello che si vorrebbe continuamente buttare a terra?"
(Candido, Voltaire)

Questa citazione rappresenta ciò che, sono sicura, nessuno potrà mai spegnere in ognuno di noi: la voglia di rifarci, di ricominciare, di vivere. Per quante difficoltà potremo incontrare, per quanti ostacoli cercheranno di buttarci addosso, avremo sempre un desiderio di vedere ancora che cosa ci riserva la vita.
è una convinzione che, nei momenti peggiori, aiuta molto. 

 



3. Qual è il libro che ti ha fatto innamorare della scrittura? Raccontatemi della vostra prima lettura, del perché leggete. Sono curiosissima di sapere ogni cosa.




Quando ero piccola ero solita leggere dei libricini per l'infanzia a mio fratello, che mi ascoltava abbracciandomi sul divano. I miei dicono che ho sempre amato leggere, e che, a differenza di altri miei coetanei, già all'asilo amavo sedermi in giardino con qualcosa da sfogliare, piuttosto che correre o giocare.

Poi in prima elementare ho letto per la prima volta Piccole Donne (libro riletto per ben 6 volte in 5 anni) e da lì non c'è stato più niente che mi potesse fermare.

Non so ancora quale sia il motivo prevalente che mi ha spinto a leggere fin da piccolissima: credo che l'amore per la lettura, così come quello per gli studi umanistici, sia sempre stato una parte essenziale di me, anzi, un bisogno primario, come respirare. Quando si tratta di passioni di una vita, alcuni di noi sono così spinti in una direzione che è come se non avessero scelta.




4. Ultima ma non meno importante. Cos'è per voi un libro? Cosa vuol dire leggere e quali emozioni vi suscita? 




Un libro è la porta per un nuovo mondo, fatto di personaggi, di storie, di riflessioni, di consigli. Per me leggere e danzare saranno sempre due dei modi migliori in assoluto per occupare il tempo libero.

Quanto alle emozioni suscitate, dipende decisamente dalla lettura in questione, ma, anche se in certi casi è subentrato il disgusto per vari motivi, ne è sempre valsa la pena.





5. E ora i Tag!




Queste sono le mie nomine:



- La balena parlante ed io rosaleggoescrivo.blogspot.it


- Due lettrici quasi perfette duelettriciquasiperfette.blogspot.it


- What we talk about when we talk about books? whenwetalkaboutbooks.blogspot.it






Grazie mille a chi leggerà e vorrà dire la sua!

Aspetto i vostri commenti!

Al prossimo post :-)


mercoledì 15 giugno 2016

ALLA SCOPERTA DI MILANO... INDAGANDO!

Perché leggere i romanzi di Dario Crapanzano

 

 Cari lettori,come già anticipato nel post riguardante il Liebster Award, eccomi con qualche consiglio per alcune letture “da ombrellone”, ovvero piuttosto scorrevoli e gradevoli, vista la stagione in corso e la conseguente speranza di riuscire ad andare al mare.
 
Non potevo non cominciare da uno dei generi principi della spiaggia: il giallo.
In questo periodo mi sono appassionata quasi per caso ai romanzi di Dario Crapanzano, pubblicati da Fratelli Frilli Editore, nella collana I Tascabili.




Il commissario Mario Arrigoni, protagonista indiscusso di questa serie, è un uomo sui cinquanta che vive l'immediato Dopoguerra a Milano. 
A quei tempi, alla sua età (a stragrande differenza nostra) si era già ad un passo dalla pensione, ma egli ha troppa passione per il suo lavoro e continua a dirigere con energia ed arguzia il commissariato di Porta Venezia, affiancato dai simpatici sottoposti Giovine e Di Pasquale e dal molto meno affabile vice Mastrantonio.

È un uomo che ha avuto tardi la sua occasione di farsi una famiglia, ma che da diversi anni vive ormai serenamente con la moglie Lucia, molto più giovane e bella di lui, e con la figlia Claudia, una ragazzina molto lontana dal prototipo dell'adolescente ribelle a cui ci hanno abituato i romanzi contemporanei.



La seconda protagonista di questa collana è indubbiamente la città di Milano, in ogni suo angolo e sfumatura. Chi si aspetta però la città della moda, dei locali notturni e del benessere resterà deluso: la Milano degli anni '50 è una città in via di ricostruzione, tenacemente attaccata ai suoi costumi ed alle sue tradizioni, e caratterizzata da una fisionomia ben diversa da quella attuale. 

 



Vi propongo di seguito un breve riassunto di trame e tematiche dei primi quattro romanzi della serie, sperando di incuriosirvi (anche e soprattutto se non siete milanesi!).





Il giallo di via Tadino





Una traversa poco conosciuta della zona di Porta Venezia è proprio via Tadino, piccola viuzza caratterizzata da una serie di case a ringhiera.


È lì che, una sera fredda e piovosa, gli abitanti di uno dei complessi sentono un urlo, per poi ritrovare, al di sotto di uno dei balconi, il cadavere di una madre di famiglia che abitava in quello stabile e che tutti conoscevano.


L'ipotesi del suicidio è la più ovvia ed immediata.

Solo il commissario capo Arrigoni non è convinto di questa ipotesi, e prova a condurre le indagini ipotizzando che si tratti di un omicidio…


Questo primo giallo affronta il tema di quella che era, nel 1950, la vita nelle case popolari di Milano.

Forse qualche lettore, come me, si stupirà di quanti aspetti della vita, anche i più intimi, fossero invece in comune in tali complessi. Dal bagno condiviso ai ballatoi pubblici, passando per i corridoi che collegavano un appartamento ad un altro, gli spazi da dividere erano tanti e tali che ogni casa “a ringhiera” diventava una sorta di famiglia allargata, con le sue gioie, ma anche con i suoi segreti.






La Bella del Chiaravalle





Il secondo romanzo della serie tratta il delicato tema delle case chiuse, popolarissime negli anni '50 in Italia, ben prima della loro chiusura e molto prima del triste fenomeno delle minorenni straniere costrette a prostituirsi in strada.


Frequentare un simile ambiente era, ai tempi, quasi di routine per i giovani scapoli ed anche per molti sposati, ma non certo per il commissario Arrigoni, il quale, suo malgrado, si trova coinvolto in questo mondo.


Viene ritrovato, infatti, il cadavere di una giovanissima e bella ragazza che esercitava la professione, orribilmente squarciato sul ventre da una serie di coltellate.

La ragazza, com'è facile immaginare, era circondata, in vita, da una serie di personaggi poco raccomandabili: parenti desiderosi di approfittarsi di lei, un “fidanzato” che la cercava solo per soldi, alcune colleghe invidiose della sua avvenenza…


Il commissario capo si sente un pesce fuor d'acqua in questo contesto, ma, con tenacia e pazienza, riesce ad arrivare anche alla fine di questo caso.






Il delitto di via Brera





Siamo nell'afoso luglio del 1952 ed il commissario Arrigoni si annoia più che mai. Madre, moglie e figlia sono in montagna e lui può raggiungerle solo nel weekend. Durante la settimana, infatti, egli deve restare in commissariato, ma sembra che a Porta Venezia persino il crimine sia andato in vacanza. 
 

È per questo motivo che i suoi superiori gli affidano un caso riguardante tutt'altra zona di Milano: via Brera.

Il morto è, questa volta, un direttore di una delle prime agenzie pubblicitarie d'Italia, aspirante artista sull'orlo del fallimento per via delle sue rovinose passioni: donne e gioco d'azzardo.


Questa volta, l'indagine del commissario si concentra su quello che nell'immediato Dopoguerra era, ad ogni effetto, il quartiere degli artisti: egli si addentra in un mondo ormai perduto, nel quale le pubblicità venivano fatte da pittori e non da moderni “creativi”, in cui era possibile millantare una laurea in Architettura senza averla e bastavano un paio di bar sulla via dei Fiori Chiari per creare circoli artistici.





Il caso di Piazzale Loreto





In questo quarto romanzo, la grande protagonista è la festività che sta più a cuore ai milanesi: Sant'Ambrogio. 
Tra l'annuale fiera intorno alla Basilica, il tradizionale acquisto del primo panettone ed il tanto sospirato ponte, Arrigoni si trova ad avere a che fare con un caso imprevisto: il ritrovamento, nella sua auto, di una giovane ragazza morta, proprietaria di un bar tabacchi. L'ipotesi di un malore viene scartata quasi subito, in seguito alla scoperta di cianuro nel corpo.


Gilda, la ragazza assassinata, aveva moltissimi conoscenti, ed ognuno di essi racconta al commissario una verità differente. Il ritratto della ragazza che ne vien fuori è complesso e tutt'altro che edificante, ed il commissario sta quasi per rinunciare e chiudere le indagini… quando sono i suoi sottoposti a venirgli in soccorso ed a condurlo alla risoluzione del caso.






Molti sono i motivi che mi hanno spinto a leggere ben quattro romanzi di questa serie (e sicuramente leggerò anche i successivi), a partire dall'ambientazione milanese, davvero realistica e ricca di spunti istruttivi, passando per l'ironia di molte scene, fino alla semplicità ed alla piacevolezza dello stile.




Ora tocca a voi! Avete letto questi libri? Cosa ne pensate? Avete qualche altro giallo da consigliarmi?

Come sempre, grazie ed al prossimo post :-)

giovedì 2 giugno 2016

LIEBSTER AWARD 2016


Cari lettori,
sono stata nominata al Liebster Award ed ho deciso di partecipare! Ecco tutte le indicazioni da seguire per partecipare:


1) Ringraziare i blog che ti hanno nominato e assegnato il premio

Ringrazio di cuore:





2. Scrivere qualche riga (max 300 parole) per promuovere un blog interessante che seguite

Se vi va, passate a dare un'occhiata al blog Angolo Lettura (angololettura.com) ! È un sito gestito da più persone, alcune delle quali sono mie amiche da anni. Gli argomenti trattati riguardano il mondo dei libri, a partire dalle novità, passando per l'editoria, fino ad arrivare ad iniziative legate al mondo della cultura. È uno dei blog più professionali che conosco, ed è curato con molta serietà. Merita una vostra visita.



3. Rispondere alle 11 domande poste dal blog o dai blogger che ti hanno nominato 
 

SOFASOPHIA:


1. Il film cult che a te proprio non è piaciuto. Titanic. Ok, non prendetemi a padellate, vi prego… è che proprio non mi ha colpito. L'ho trovato noioso ed un po' troppo sdolcinato.
 
2. Il programma tv che vorresti eliminare all'istante dalla faccia della terra. Uomini e donne… ma per carità, facciamo qualcosa!
 
3. Il primissimo libro letto per diletto personale. Si intitolava “La formichina scansafatiche” ed io avevo più o meno 4 anni...
 
4. La serie tv che maggiormente ti ha deluso. Sinceramente ne ho viste ben poche e tutte mi sono abbastanza piaciute...
 
5. Tre film per tre stati d'animo (per empatia e/o dispatia)  
1- Sfiducia in se stessi: Quando meno te lo aspetti 
2 – Allegria : I love shopping 
3 – Tristezza: Harry Potter ed il Principe Mezzosangue
 
6. Un libro di cui hai sempre sentito parlare ma che non hai ancora letto o non leggerai mai. Le varie “biografie” di youtuber e calciatori… mi dispiace, non ce la faccio.
 
7. Un programma tv, non attualmente trasmesso dalle tv italiane, che vorresti vedere o rivedere in tv. Ci vorrebbe un'altra stagione dell'Ispettore Coliandro, ma non so se la faranno!!
 
8. Il finale di stagione di una serie tv che più ti ha stupito (in negativo e/o positivo) Il finale della prima stagione di Gomorra… mi ha proprio stupito e basta.
 
9. Progetti futuri per il tuo blog. Un po' di consigli per letture sotto l'ombrellone, vista la stagione!
 
10. Tre buoni motivi per seguire il tuo blog.
1) Rispondo e ricambio sempre tutti!
2) Parlo di un po' di tutto… spero che ci possa essere qualcosa che vi piaccia!
3) Cerco di aggiornare il più possibile con costanza :-)
 
11. Alza gli occhi dal computer e descrivi la prima cosa che vedi senza rivelarne il nome. È basso, fatto di legno chiaro e di vetro, con sopra un centrino ed uno svuota tasche colorato.



L'ANGOLO DI ARIEL:
 

1 quale libro avresti voluto scrivere tu? Innamorarsi a New York di Melissa Hill
 
2 oltre a leggere ti piace anche scrivere?
Sì, moltissimo
 
3 chi è il tuo scrittore/scrittrice preferita italiano/a?
Sveva Casati Modignani
 
4 chi è il tuo scrittore/scrittrice preferita straniero/a?
L.M. Alcott
 
5 quale altro hobby hai oltre la lettura?
La danza
 
6 quale film tratto da un romanzo è il tuo preferito?
Piccole donne del '49
 
7 se dovessi scegliere un personaggio come amica o amico chi sceglieresti?
Elizabeth Bennet (Orgoglio e pregiudizio)
 
8 quale personaggio letterario ti piacerebbe avere come fidanzato?
Più che letterario, è da libro. Comunque, Ed di “La compagna di scuola” (della Kinsella).
 
9 in quale periodo storico ti sarebbe piaciuto vivere e perché?
A Parigi negli anni '20, in mezzo al charleston, ai pittori ed agli scrittori. Qualcuno mi teletrasporti dentro il film “Midnight in Paris”!
 
10 chi è il tuo pittore preferito?
Tanti, ma… Van Gogh
 
11 di quale cantante sei andata o ti piacerebbe andare a un concerto?
Ho visto un po' di concerti, ma aspetto sempre quello di Filippo (Nek).




4. Scrivere a piacere 11 cose di te 
 

1. Amo cucinare. Ho imparato copiando le ricette di mia madre, ma spero di migliorare sempre più!

2. Mancano 8 giorni al mio saggio di danza e come al solito mi sento un po' super felice ed un po' sull'orlo di un burrone.

3. Ho un gusto un po' retro in alcune cose, tipo le decorazioni. Ho riempito la mia casa nuova di cose come vecchi ventagli, servizi da the vintage, alzate decorate a fiori e statuette di ballerine.

4. Guido una Ford Fiesta del 2005. E no, non la voglio cambiare.

5. Sono una delle persone più freddolose del mondo.

6. Le mie piccole ossessioni, per quanto riguarda lo shopping, sono: le ballerine, gli orecchini, le borse (a poco prezzo e meglio se floreali), i vestitini (idem) ed i costumi da bagno (soprattutto di Calzedonia e di Tezenis).

7. Ho una fissa per il colore rosso. Per me è un po' più di un colore: è un po' una filosofia di vita.

8. A proposito di RED, la mia cantante preferita è Taylor Swift, che si divide la palma di “musicista del cuore” insieme a Filippo/Nek.

9. Nonostante abbia studiato teatro di tutte le epoche ed i generi, le tragedie greche resteranno sempre le mie opere preferite.

10. Oltre a “La nostra passione non muore ma cambia colore” (da una canzone dei Negramaro), altre due frasi di canzoni di cui sono innamorata sono “Whatever's meant to be will work out perfectly” ('Tutto quel che è destinato ad essere funzionerà perfettamente', Avril Lavigne) e “It's easier to live alone than fear the time is over” ('è più facile vivere da soli che aver paura che il tempo sia finito', Sonata Arctica).

11. Nel caso ve lo steste chiedendo – perché sì, lo so che qualcuno se l'è chiesto, succede sempre! - quella che sfoggio nella foto profilo e negli scatti di Instagram non è una permanente. Sì, sono una leoncina. E sono vagamente orgogliosa della mia chioma.



5. Premiare a tua volta 11 blog  
 

Ecco gli 11 blog premiati:

1 – Libri al caffè librialcaffe.blogspot.it
2 – Il piacere della lettura leggiamo-blog.blogspot.it
3 – Bookish Brains bookishbrains.blogspot.com
4 – Chicchi di pensieri chicchidipensieri.blogspot.com
5 – Chocolate and books chocoandbook.blogspot.com
6 – Il salotto del Gatto Libraio ilsalottodelgattolibraio.blogspot.com
7 – La biblioteca di Eika labibliotecadieika.blogspot.com
8 – Sara tra i papaveri (e tra le nuvole) saratraipapaveri.blogspot.com
9 – The avid reader avidolettore.blogspot.it
10 – She was in Wonderland shewasin-wonderland.blogspot.com
11 – La biblioteca del libraio labibliotecadellibraio.blogspot.com




6. Formulare 11 domande per i blogger che si nomineranno 
 
1. Come mai hai deciso di aprire un blog?
2. Hai dei progetti a breve termine per il tuo blog?
3. Scegli una frase di una canzone che ti piace particolarmente.
4. Scegli una poesia che resterà sempre nel tuo cuore.
5. Per quale personaggio inventato hai una cotta gigante?
6. Oltre al tuo blog, scrivi anche qualcosa di creativo (racconti, poesie…)?
7. Qual è il tuo dolce preferito?
8. Che lettura consiglieresti a qualcuno che non crede più nell'amore?
9. Quale luogo del mondo rappresenta la tua idea di Paradiso?
10. Di quale scrittore/scrittrice vorresti essere amico/a?
11. Qual è il film che ti strappa sempre una lacrima?

7.informare i blogger del premio assegnato.

Sarà fatto…! :-)




Ecco il mio personale contributo a questo award! Spero che vi siate divertiti nel leggerlo almeno quanto io mi sono divertita nello scriverlo.

Aspetto i vostri commenti, i vostri pareri ed ovviamente le risposte di chi è stato nominato!

Grazie ancora ed al prossimo post :-)