sabato 9 luglio 2016

PROF...ANCHE AL CINEMA

Film sulla scuola da non perdere

 

Cari lettori,
oggi affrontiamo insieme un tema che sul mio blog è piuttosto nuovo: il cinema.
Pur non essendo espertissima, mi sono convinta a scrivervi qualcosa dopo diverse osservazioni fatte da miei amici, che mi hanno più volte invitata a pubblicare qualche post in tema. Nota a quasi tutti quelli che mi conoscono, poi, è la mia passione per il cineforum, che quest'anno, purtroppo, ha trovato molto meno posto del solito nel corso della settimana (lavoro dall'altra parte di Milano, doppio corso di danza e casa nuova non hanno aiutato), ma che mi piace sempre.

Esaurite le premesse, veniamo a noi. Per questo primo post da cinefili ho deciso di buttarmi sul classico e di partire da quei film guardando i quali tutti noi insegnanti – di ruolo, pensionanti, pensionati, precari e tirocinanti – decidiamo di rivedere noi stessi e di fare un po' di sana autoanalisi.


Questi sono i quattro titoli che mi sento di consigliare, e spero che tutti voi concediate loro almeno un'opportunità.




La scuola (1995), di Daniele Luchetti




Classica pellicola sul mondo dell'istruzione, vista e rivista, merita comunque una menzione. 
Siamo a Roma, e non certo nella Roma bene: tutto, in questo film, fa intuire che ci troviamo decisamente in periferia, e, com'è ovvio, in una scuola pubblica.

Assistiamo ovviamente al più classico scenario che ci presenta l'istruzione statale: crepe sui muri, bagni mal funzionanti, persino pareti che crollano (e si sospetta che un'insegnante sia rimasta coinvolta, visto il ritrovamento di una sua scarpa sul luogo del delitto). 
 
In questa (a)tipica scuola, nessuno è esemplare: gli studenti tirano a campare, fanno modesti tentativi di arrivare alla sufficienza, non si presentano neanche; il preside si disinteressa dei problemi disciplinari e di rendimento e punta alla promozione di tutti quanti solo per non avere problemi; i docenti, infine, sono arrabbiati, spesso stanchi e frustrati, e qualche volta troppo presi da problemi personali per concentrarsi sull'attività scolastica.


Gran parte del film è ambientato nel corso dell'ultimo giorno di scuola e di un consiglio di classe per le pagelle finali (che diventa quasi una rissa), anche se, ovviamente, assistiamo a numerosi flashbacks che ci raccontano com'è stato l'anno scolastico.

L'unico “eroe per caso”, tutt'altro che perfetto ma onesto e volenteroso, risulta essere il professor Vivaldi, interpretato da un sempre interessante Silvio Orlando (a proposito, andatelo a vedere in “Un paese quasi perfetto”, ne vale la pena!). 

 
La scuola” è un film che, quando è stato fatto, voleva forse immaginare un'utopia negativa di come sarebbe stata la scuola del futuro.
È amaro constatare che molte di queste predizioni si sono avverate. 
È anche però consolante notare quanti Vivaldi esistano ancora.



Bianca come il latte rossa come il sangue (2013), di Giacomo Campiotti



Questo film, tratto dal primo romanzo omonimo di Alessandro D'Avenia, è stato molto discusso per le tematiche trattate. Da molti detrattori, infatti, è stato giudicato un semplice prodotto adolescenziale “mascherato” da storia più impegnativa.

Personalmente mi sento invece di consigliare a tutti la visione di questa pellicola (e ovviamente la lettura del libro), che trovo una delle classiche storie che si possono usufruire a più livelli: è godibile per i ragazzini tanto quanto per gli adulti.

La storia di Leo, che ha 16 anni ed è in guerra con la scuola e con il mondo, si intreccia con quella di due ragazze. 
Una è Beatrice, più grande di Leo ed irraggiungibile, bianca e rossa come i due abiti preferiti della sua omonima della Vita Nova, in grado, con il suo saluto, di “miracol mostrare” (leggi: far squagliare il povero Leo con uno sguardo). 
L'altra è Silvia, la migliore amica di Leo, che, d'accordo con l'omonima della poesia, rappresenta la Speranza che per lui ci sarà sempre qualcuno ad ascoltarlo e sostenerlo.

 
Il percorso di crescita di Leo, che sarà difficile e doloroso, prevede un aiutante d'eccezione: “il sognatore”, ovvero il suo professore.
Mi è piaciuto molto come, nel libro e nel film, è stata presentata questa figura.
 
Troppo spesso i professori vengono immaginati come dei personaggi rigidi, intransigenti, anche un po' troppo metodici e pedanti.
Io credo che la maggior parte dei prof invece sia proprio quello che afferma il film: un gruppo di sognatori che insegue un ideale (nel mio caso, quello di dedicare una vita alle Lettere) ed ha la simpatica ed un po' pretenziosa idea di trascinare sulla medesima strada quante più persone sia possibile. 

Molti dicono che la storia di Dante che scrive poemi per un saluto di Beatrice oppure quella di Silvia che fa sempre ogni giorno la stessa strada di fronte alla casa di Leopardi sono racconti ormai sorpassati, e che noi siamo dei pazzi a volere insegnare ancora tutto ciò. Ebbene, questo film dimostra ampiamente il contrario…




Mona Lisa Smile (2008), di Mike Newell



Questa pellicola tutta al femminile affronta il tema dell'istruzione negli anni '50 in America. 
La giovane Katherine (Julia Roberts, per me una delle migliori di sempre), professoressa trentenne e nubile, si ritrova ad essere una delle più giovani insegnanti di un collegio femminile molto rigido e restrittivo. 

Inutili sono i suoi primi tentativi di appassionare le ragazze alla storia dell'arte, la sua materia: Katherine si trova davanti un muro di spocchiose giovani donne il cui unico interesse è terminare gli studi il prima possibile, trovare un buon partito e fare la brava moglie americana.

Il film è la storia di una lotta paziente e costante, giorno dopo giorno e poi mese dopo mese, nel corso dell'anno scolastico.
Katherine si scontra con la dirigenza del collegio, che chiaramente la considera un elemento poco valido; si inimica buona parte del corpo docenti per i suoi metodi così differenti dalla maggioranza dei colleghi; ha, infine, non pochi problemi con le sue stesse studentesse, che si rifiutano di vedere la vita da un'altra prospettiva.

Il lavoro straordinario che Katherine fa è quello di promuovere la dignità e la bellezza interiore di ogni singola ragazza, spingendo tutte quante a lavorare su se stesse, invece di considerarsi solo un bel premio per un uomo ricco.


Questo film mi ha toccato nel profondo proprio per questa attenzione al rapporto prof-alunni, sull'importanza che questo può arrivare ad assumere e su cosa accade quando c'è un inevitabile distacco. 
Ho vissuto questa esperienza da entrambe le parti.
Dalla “parte” della studentessa, posso dirvi che si sopravvive bene: si può sempre rivedere/risentire l'insegnante in questione, la vita prosegue e ci sono tante nuove opportunità da cogliere e maestri di vita da seguire…
Dalla “parte” della neo-prof, invece, posso tranquillamente confessarvi che la questione diventa devastante e che ho ancora parecchia strada da fare.



Il rosso e il blu (2012), di Giuseppe Piccioni





Di solito si dice che “il meglio resta per ultimo”, ed è per questo motivo che, in ultimo, mi sento di consigliare il film sulla scuola che forse preferisco.

Il rosso e il blu” affronta tre storie parallele che si svolgono in un liceo romano.

La preside, interpretata da Margherita Buy, è una donna ancora giovane e completamente dedita alla scuola. La sua serietà, che a tratti diventa rigore, è messa seriamente in crisi nel momento in cui un ragazzo della sua scuola viene di fatto abbandonato dalla famiglia e lei si trova ad occuparsene.

L'anziano professore di storia dell'arte Fiorito, ormai sull'orlo della pensione, scettico e disincantato, non crede più nel valore della scuola, e conta i giorni che gli mancano prima di andarsene, fino al momento in cui una sua ex alunna inizia a cercarlo insistentemente.

Il giovane supplente Prezioso, infine, vorrebbe insegnare Lettere con tutta la passione di cui è capace, ma si scontra con la mollezza di molti dei suoi alunni, la piattezza dei discorsi di tanti suoi colleghi e tanti problemi di burocrazia e gestione della scuola che poco hanno a che fare con la cultura. Fortunatamente alcuni suoi alunni sono meglio di quello che crede…


Il rosso ed il blu” non idealizza la scuola, né fa satira, ma racconta con semplicità ed attenzione tante sfumature dell'animo umano, lasciando un implicito messaggio: si può sempre ricominciare, e, come Odisseo (citato nella storia), arrivare alla propria Penelope alla fine di tanti tormenti.




E voi… che cosa ne pensate?
Avete visto questi film? Vi piacciono? Ne avete altri da consigliare?
E che ne pensate di un eventuale spazio cineforum sul blog?


Troppe domande, eh? Non vi preoccupate, non vi metto il voto… per stavolta, eheh!
Grazie per la lettura e al prossimo post :-)



4 commenti :

  1. Ciao! Non ho visto nessuno dei film in questione, ma dalle trame e dalla tua spiegazione mi ispirano molto! Magari inizio a vedere Bianca come il latte, rossa come il sangue, visto che pur conoscendolo non so pressochè nulla della trama!
    A presto! :)
    -G

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    1. Spero che questi film ti piaceranno, sono contenta di averti incuriosito! :-)

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  2. non ho visto solo Monnalisa smile, ma vedrò di recuperare

    gli altri li ho visti ed apprezzati, sono molto carini.

    mi viene in mente il celebre L'ATTIMO FUGGENTE con robin williams, che punta molto sul rapporto insegnante-allievi

    pur non essendo esperta, mi ritengo se non altro "abbastanza appassionata" di cinema (tant'è che abbozzo qualche recensione sui film che vedo), quindi uno spazio del genere sul blog sarebbe mooolto carino!!

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    1. Hai ragione, anche "L'attimo fuggente" è un film che merita davvero!
      Mi fa piacere che tu sia appassionata di cinema... penso che pubblicherò altri post a tema "film", comunque!!

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