venerdì 4 novembre 2016

"DIAMOCI DEL TU"

Un intenso e commovente duetto in scena al Teatro Carcano

 

 
 
Cari lettori,
l'autunno, per mia e vostra fortuna, è sempre una stagione ricca di eventi culturali, ed è per questo motivo che oggi vi parlo di un nuovo spettacolo in scena in questi giorni al Teatro Carcano, dal titolo Diamoci del tu.

I protagonisti di questa storia dolce ed amara allo stesso tempo sono un attempato scrittore, ormai solo ed in crisi con il lavoro da tempo, e una governante di mezza età che è ormai una sua dipendente da 28 anni.

Vediamo più da vicino gli elementi chiave che compongono questo spettacolo!



La scenografia




 

Credo che la maggior parte di noi spettatori, anche gli amanti del teatro più minimalista, rimanga comunque colpito quando si trova di fronte scenografie elaborate, difficilmente costruite, magari anche semoventi. È uno di quegli elementi che attira subito l'attenzione di chi guarda.

Diamoci del tu è invece una rappresentazione che raccoglie questa sfida e prova a fare l'esatto contrario: tutto quello che presenta è un salotto piuttosto spoglio, composto da un divano con penisola, un giornale, qualche bottiglia ed un pannello sui toni del marrone, dietro al quale si suppone ci siano cucina e/o sala da pranzo.

La scenografia non cambierà per tutto lo spettacolo, e non vuole essere descrittiva, ma semplicemente evocativa: serve ad indicare l'ambientazione, ovvero la casa dello scrittore.


Azzardando un'interpretazione, si potrebbe dire che la scenografia rappresenta la casa com'è vista da David, il protagonista maschile: per lui, il cuore della grande villa è semplicemente il suo angolino di quiete all'interno del salotto. Lucy, la governante, userà invece le parole per descrivere come vede la casa, della quale conosce davvero ogni angolo ed ogni segreto, a differenza del legittimo proprietario.




Il dialogo




Gli unici due personaggi di questo spettacolo, interpretati dai bravissimi Enzo Decaro e Anna Galiena, hanno convissuto moltissimi anni fianco a fianco dicendosi solo i classici “Buongiorno, grazie, prego, arrivederci, a domani”.

Una sera, però, essi indugiano, si scambiano qualche parola in più, fanno una battuta di troppo, e così, quasi per caso, ha inizio un lungo e sempre più serrato dialogo nel corso del quale i due si guardano davvero in faccia per la prima volta e parlano di quello che sono realmente e non solo di quello che rappresentano.


Il terzo protagonista della storia, che si inserisce perfettamente tra i due, è tutto ciò che è stato non detto in questi anni, che, come avrete già intuito, non è poco e merita di essere portato alla luce.





I protagonisti




 
David e Lucy, ad una prima analisi dello spettatore, non potrebbero essere più diversi. 

Il primo è ricco, famoso, di successo ed ha avuto una vita ricca di premiazioni, donne e viaggi. La seconda, invece, ha rinunciato alla sua istruzione ed alla sua realizzazione personale per motivi economici e conduce da molti anni uno stile di vita semplice ed essenziale.


Man mano che i due personaggi parlano tra di loro e si confrontano, emergono però dei sorprendenti tratti in comune tra di loro.

Innanzitutto, David e Lucy sono due persone che si sentono intimamente sole e non hanno il coraggio di esprimere questo loro motivo di disagio.

Inoltre, entrambi hanno avuto a che fare con dubbi, delusioni e soprattutto abbandoni che li hanno lasciati con rimpianti e sensi di colpa.

Infine, essi si stimano e si supportano a vicenda, in modi che lo spettatore non sempre si aspetterebbe.




L'ironia





Il tono della narrazione, nel corso dello spettacolo, cambia in continuazione. Non mancano momenti seri e riflessivi, ma, il più delle volte, la storia a cui assiste lo spettatore viene raccontata con leggerezza, quasi con disinvoltura.

La gravità di alcuni argomenti è spesso spezzata da battute, risate, considerazioni ironiche.
Lucy e David prendono in giro gli altri, la società, ma anche e soprattutto se stessi.


Chi li guarda interagire ha l'impressione di assistere ad un raffinato duetto, nel corso del quale i due protagonisti si confrontano ed insegnano al pubblico a non sottovalutare l'importanza e la ricchezza della propria quotidianità.






Lo spettacolo resterà in scena fino al 13 novembre al Teatro Carcano di Milano!

Come sempre, aspetto i vostri pareri: avete visto lo spettacolo?
Lo avete già sentito nominare?
Andrete a vederlo?
Conoscete già Norm Foster, l'autore (canadese e vivente) di questo dramma? Personalmente, tra le sue rappresentazioni, questa è la prima che vedo, ma è stata un'ottima scoperta!

Grazie per la lettura ed al prossimo post :-)

6 commenti :

  1. Ciao Silvia, complimenti: le tue recensioni sono sempre molto belle, particolareggiate e precise :-)

    RispondiElimina
  2. Ciao Silvia! Molto introspettivo questo spettacolo e sono sicura che nonostante i protagonisti in scena siano solo due (due mostri sacri, tra l'altro), sia molto interessante e piacevole da vedere :)
    Chissà se lo metteranno in scena anche a Roma, in tal caso correrei a vederlo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Due mostri sacri", hai ragione! Sono così bravi che un'ora e mezza di spettacolo vola! Non so quali saranno le prossime tappe della rappresentazione... spero che arrivi anche a Roma!

      Elimina
  3. a me piacerebbe andare più spesso a teatro a godermi spettacoli come questi, ma non trovo sempre chi è dipsosto ad accompagnarmi :(
    ad es. questo spettacolo lo vedrei volentieri!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Angela. Io a volte vado in compagnia, a volte da sola la domenica pomeriggio, così posso muovermi più comodamente con i mezzi. Cerco di mantenermi aggiornata... almeno ci provo, dai! :-)

      Elimina