venerdì 28 ottobre 2016

DONNE ALFIERIANE

Alla scoperta del personaggio di Micol

 

   

Cari lettori,
oggi, per la serie “donne straordinarie”, voglio parlarvi della protagonista femminile di un grande classico, che però non è forse conosciuto ed amato da tutti. 
Sto parlando della tragedia di Vittorio Alfieri Saul, ispirata ad alcuni episodi della Bibbia.


Quest'opera è difficile da leggere per via del suo linguaggio e sembra trattare temi ormai lontanissimi da noi. Tuttavia, da quando ho letto per la prima volta alcuni estratti di quest'opera (e parliamo degli anni delle superiori) non ho potuto fare a meno di pensare che la protagonista femminile fosse indubbiamente da ammirare.



Innanzitutto, i fatti. Micol costituisce una figura cardine nel panorama della tradizione ebraica, in quanto prima moglie del grande re Davide, valoroso in guerra e destinato ad essere un uomo prediletto da Javhé. Ma ella è anche figlia di Saul, re forte e fiero, che ormai, giunto alla vecchiaia, comincia a dare segni di follia. 
 
La storia del suo declino è narrata nella tragedia: sono raccontate, infatti, le vicissitudini della guerra fra Ebrei e Filistei, causa di dolore per l’ormai anziano re, che avverte un senso di fallimento ormai imminente. 

Questa sensazione è dovuta anche e soprattutto alla cattiva gestione dei rapporti con i figli, in particolare con Gionata, il primogenito che Saul comprende di non valorizzare e rispettare come dovrebbe,e con Micol, alla quale egli dà una infinita serie di sofferenze. 
Egli,infatti, disprezza, peraltro senza alcuna ragione reale, Davide,sposo di sua figlia, e lo costringe perfino a fuggire da palazzo, poiché sospetta che voglia spodestarlo del trono ed ucciderlo. 

La conseguenza di questo atteggiamento è un rapporto estremamente teso tra padre e figlia, che si esprime solo attraverso comandi, incomprensioni e rancori. D’altra parte, però, lo stesso Alfieri fa capire che, in realtà, i due personaggi stentano a trovare un punto d’incontro a causa del fatto che seguano sì differenti codici di valori,ma che li vivano in modo affine.
Ecco perché il personaggio di Micol mi è sempre piaciuto.



perché tenta in tutti i modi di risolvere il rapporto difficile con il padre





 
La tragedia si apre annunciando i primi,fondamentali temi: la guerra, la violenza, e soprattutto l’odio. Esso,infatti, si può trovare ovunque: fra Ebrei e Filistei, protagonisti di una guerra senza esclusione di colpi; fra Saul e Davide, sospettato di essere un traditore; fra Davide ed Abner, consigliere del re che cospira alle sue spalle; soprattutto,però, tra Saul e Micol.

Il risentimento della ragazza sembra derivare innanzitutto dal fatto che il padre creda, in quella che ormai è quasi follia, che il suo più fedele guerriero, nonché suo rispettoso genero, sia in realtà un temibile nemico.
Saul,d’altra parte, considera Micol cieca e debole, in quanto prende le parti di Davide senza alcuna riserva e tenta in ogni modo,con pianti,lamenti,preghiere, di indurre il padre a più miti consigli.

Si comprende dunque con facilità come il vero problema tra Micol e Saul sia basato sulla mancanza di una comunicazione efficace; entrambi, infatti,desiderano persuadere l’altro della propria idea, ma disprezzano il pensiero altrui, così finiscono per provare odio e rancore e per guastare i rapporti. 

Paradossalmente,quindi, il legame che i due hanno all’inizio dell’opera è così teso e difficile proprio perché è invece forte e disperato il desiderio di essere vicini, di comprendersi, di pensarla allo stesso modo.

Micol è sempre tenace nel non voler abbandonare il genitore e di aiutarlo a capire la sua posizione sbagliata.




...perché non ha paura di soffrire




 

Un elemento che accomuna Saul e Micol è indubbiamente il modo che entrambi hanno di soffrire. Essi, infatti, durante tutta la tragedia provano tristezza e dolore quasi in contemporanea e per gli stessi motivi e, se a volte si comprendono e si perdonano per questa loro intima debolezza, in altri momenti invece il tentativo di riavvicinamento operato da Micol viene bruscamente respinto da Saul. 
 
Ancora una volta, un rapporto che inizialmente appare così teso e difficile si rivela in realtà già caratterizzato da alcuni elementi di pietas reciproca. Essi, infatti, ben consapevoli di essere l’uno per l’altra causa di dolore, comunque trovano un punto d’incontro nel non restare soli. 


 
Micol, infatti, che prova dolore per le stesse situazioni in cui soffre suo padre e che legge bene i sentimenti che egli prova sul suo viso, ha infatti una maggiore disponibilità nell’accettare le emozioni e nel condividerle, e spera di poterlo fare anche con il padre. 
 
Saul,però, è invece rigido e pressoché mai disposto ad ammettere le proprie debolezze; la grande severità con cui si rivolge agli altri deriva innanzitutto da una sua personale ostinazione a non concedersi lui,in prima persona, nulla che lo renda, agli occhi del popolo o anche solo dei suoi eredi Gionata e Davide, debole e vulnerabile. 


 
Questa problematica, ancora di straordinaria attualità nel mondo di oggi, è uno dei motivi più seri per cui si verifica divergenza di vedute fra padre e figlia, che credono di pensarla in modo differente, ed in realtà, pur provando le medesime emozioni, è per loro difficile, specie per il padre, accettarle.




perché è divisa tra due grandi affetti e li difende entrambi con coraggio






 
Non è facile, per Micol, suddividersi tra l'affetto per il vecchio padre e l'amore per Davide. 
 
La situazione però cambia con il primo dei tanti colpi di scena finali di questa tragedia: Gionata è morto e gli Ebrei hanno perso la guerra. Il palazzo sta dunque per essere assaltato dai Filistei, in quanto persino Davide, per sfuggire all’ingiustificata ira di Saul,è dovuto fuggire. 

 
Micol è in crisi, dal momento che sia il padre che il marito hanno bisogno di lei, e si trovano in due luoghi diversi.

È però il re, sconvolto dal dolore e dall’amara sorpresa, ad avere finalmente una reazione spontanea: si rivolge con affetto alla figlia, unica persona della sua famiglia ormai lì presente, e la prega di fuggire. 

 
Lei è combattuta: vorrebbe addirittura fare da scudo al padre. Quest'ultimo, però, le impone di raggiungere Davide, perché – finalmente lo capisce – è l'unica persona che può salvare la figlia.

È così che ognuno dei personaggi della tragedia va incontro al proprio destino.






L’affascinante e drammatica storia di Saul e Micol ha avuto alcuni echi anche nella letteratura contemporanea ed ha dato vita ad altre interessanti opere,che aprono inediti paragoni con la realtà del ventesimo secolo e che offrono differenti interpretazioni. 

È il caso di Il prezzo della sposa di Grete Weil, romanzo in cui la parte da protagonista non è più affidata a Saul, bensì a Micol, che ricostruisce tutta la sua vita, prima a fianco del padre, poi del marito, fino alla sua condizione finale di vedovanza e solitudine.
Sicuramente, dunque, Micol è degna di essere considerata qualcosa di più di una delle tante comparse femminili dell'Antico Testamento!




Se avete letto fin qui, spero che siate rimasti incuriositi da quest'opera così particolare ed interessante.
 
Lasciate un vostro commento… avete già letto/visto la tragedia? Che ne pensate di Micol?

Grazie ancora per l'attenzione! Al prossimo post :-)

8 commenti :

  1. Ciao Silvia! Le tue recensioni dovrebbero essere prese come punto di riferimenti dagli studenti che vogliono approfondire certi argomenti: sono perfette! (infatti, non a caso insegni).
    Non conoscevo quest'opera di Alfieri (di quest'autore ho studiato solo Vita per un esame). Trovo la figura di Micol molto tormentata e per questo mi affascina. Mi hai incuriosita, devo recuperare questa tragedia e leggerla assolutamente!

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    1. Ciao Maria! Anche se insegno da poco, spero davvero che le mie recensioni possano essere utili a qualche studente! Io ero rimasta molto colpita da questa tragedia a 18 anni, avendola studiata con la prof di italiano, e poi la mia prof di inglese, vedendomi appassionata di quest'argomento, mi ha prestato il libro di Grete Weil!

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  2. Non conoscevo la figura di Micol e questa tragedia, post molto interessante Silvia!😊

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    1. Grazie mille Vanessa!! Ti seguo anche su Instagram :-)

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  3. Ciao Silvia, anch'io ho letto Saul al liceo e proprio nell'edizione che hai scelto come immagine ;-) Molto bella la tua analisi del personaggio di Micol, una figura interessante da analizzare e da studiare nelle sue varie sfaccettature: non conoscevo invece l'altra opera, che mi sembra ugualmente importante per comprendere meglio la personalità di questa donna :-)

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    1. Ciao! Anche io ho a casa quell'edizione :-)
      Il libro di Grete Weil, al tempo, mi era stato prestato dalla mia prof di inglese!

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  4. Ciao, bellissimo articolo! Non ho mai letto la tragedia (non ho mai letto nulla di Alfieri in generale), ma tu senz'altro me ne hai fatto venire la voglia. Micol sembra un personaggio, come dici tu, assolutamente da ammirare e anche moderno. E poi, mi piacciono molto le opere che si fondano sulla tradizione biblica, mi affascinano sempre*-*

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    1. Ciao Virginia! Personalmente credo che noi abbiamo una visione troppo "religiosa" della tradizione biblica... l'Antico Testamento, infatti, è ricco di storie che potrebbero diventare protagoniste di altrettanti adattamenti letterari, godibili per tutti. Micol ne è un esempio :-)

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