lunedì 17 ottobre 2016

TUTTE LE SCOPERTE FATTE CON ESCHER

Un parere sulla mostra milanese

 

Cari lettori,
oggi ci occupiamo di “consigli artistici”. Con questo post, infatti, vorrei parlarvi di una mostra che ho appena visitato a Milano, presso Palazzo Reale.

Il protagonista di questa esposizione è Maurits Cornelis Escher, incisore e disegnatore olandese vissuto tra il 1898 ed il 1972.

Visitando la mostra, si ha l'impressione di essere guidato, grazie all'artista, in un percorso di conoscenza fatto di nuove scoperte. Vediamo insieme quali!



L'Italia




 
Forse non è noto a tutti, ma l'artista, arrivato nel Sud Italia all'inizio del '900 con l'idea di completare la sua istruzione, vi è poi rimasto per diversi anni, sposandosi e radicando lì la sua famiglia.

Le opere di Escher illustrano alla perfezione il grande amore che egli ha sempre avutoper l'Italia, in modo particolare per la Calabria, sua terra di adozione. Le protagoniste di molti suoi disegni sono località come Scanno o Tropea, rappresentate dall'alto oppure tra i vicoli, con un realismo ed una cura per i dettagli che, nei decenni di cubismo e surrealismo, lasciano il visitatore molto stupito.




La matematica





In una delle sue opere più famose, egli ritrae un uomo in una pinacoteca, nell'atto di osservare un quadro...di se stesso, che osserva un quadro. È quello che è stato definito (ispirandosi ad una pubblicità simile) “effetto Droste”: una scena dentro alla scena, dentro alla scena… e così via, ripetendosi all'infinito. 

Per rendere più creativo un simile effetto, egli aggiunge anche una sorta di spirale che deforma gli oggetti rappresentati. Nel momento in cui egli disegna quest'opera, non sa ancora di avere creato una curva che poi verrà studiata dai matematici. 
 
È così che, grazie alla genialità di Escher, l'arte diventa oggetto di calcolo.




Le scienze




Escher, in moltissime delle sue opere, si dimostra un possibile ottimo scienziato naturalista. Se i suoi disegni più famosi presentano principalmente animali stilizzati, le sue prime opere si soffermano invece su fiori, uccelli, rane, insetti posti in primissimo piano e rappresentati con abbondanza di dettagli.

Com'è noto, il disegno è un ottimo punto di partenza per l'osservazione scientifica.

Come con la matematica, dunque, Escher fa uso della sua arte per avvicinarsi ad un'altra disciplina.




Il latino






Una delle prime opere presentate nel corso della mostra è una serie intitolata “Emblemata”, cioè Simboli: in ognuno dei disegni che la compongono è rappresentato un determinato oggetto o animale, con una frase in latino che lo descrive in modo evocativo. 
 
Notevoli la farfalla (“simbolo di immortalità oltremodo fragile”), la rana (“il silenzio è più grande di ogni strepito”) ed il crocevia (“tutte le strade sono precluse, tranne una”).

Una vera chicca per i classicisti (e non solo).



L'architettura “creativa”




Nell'opera “Il belvedere”, il soggetto ritratto sembrerebbe apparentemente semplice: uomini e donne salgono le scale di un palazzo posto su un'altura per poter ammirare la splendida vista sottostante.

Ad una più attenta osservazione, però, ci si rende conto che qualcosa non va: una delle colonne posteriori ha inizio, per l'appunto, dal retro dell'edificio, ma ha il suo termine nella parte anteriore, il che è razionalmente impossibile.

Molte rappresentazioni dell'artista giocano su queste costruzioni architettoniche deformate, disegnate con una maestria così strabiliante che l'osservatore, il più delle volte, fatica ad accorgersene.




Il Medioevo





Ci si potrebbe aspettare che un artista per tanti versi innovativo come Escher sia molto concentrato sull'epoca in cui vive e, anzi, sia con gli occhi puntati al futuro. 

Egli, invece, in molte sue opere sorprende tutti e mostra uno spiccato interesse nei confronti di un'epoca che, all'inizio del XX secolo, non è più tanto ammirata e studiata: il Medioevo.

Moltissime delle sue opere a tema architettonico hanno per protagonisti dei palazzi medioevali, per non parlare delle persone, vestite rigorosamente con i costumi dell'epoca. Decisamente una scelta inusuale!




Gli effetti ottici




La mostra permette al visitatore non solo di conoscere l'artista, ma anche di intervenire per comprendere meglio le sue creazioni. In molte delle sale ci sono, infatti, alcuni pannelli interattivi che spiegano gli effetti ottici più utilizzati da Escher. 

Molte delle sue opere, per esempio, sono giocate sull'idea di riempire tutti gli interstizi, in modo che, se ci si focalizza, per esempio, su ciò che è dipinto di bianco, saltano all'occhio determinati soggetti, mentre se ci si concentra su ciò che è dipinto di nero se ne notano altri.

Questo è solo uno dei molti stratagemmi di Escher, che si rivela un vero illusionista dell'arte.




La fantasia




Gli effetti ottici non bastano: per creare simili opere, infatti, ci vuole anche una notevole creatività. È quello che dimostra l'ultimo quadro della mostra, Metamorfosi II, che presenta una serie di oggetti ed animali che si trasformano l'uno nell'altro a partire da semplicissimi quadretti bianchi e neri.

È proprio la fervida fantasia dell'artista ad avere dato vita ad una vera e propria Escher mania: sono tantissime le pubblicità, le copertine dei libri e persino quelle dei dischi che si sono ispirate a ciò che questo eclettico disegnatore ha sperimentato.



La mostra rimarrà a Palazzo Reale fino al 22 gennaio, quindi avete ancora un bel po' di tempo per fare un giro!
Qualcuno di voi è andato? Che cosa ne pensate?

Personalmente l'ho apprezzata moltissimo e mi sono anche divertita nelle aree più “interattive” . A quest'ultimo proposito, se volete capire di che cosa parlo, ho messo qualche foto sul mio profilo Instagram (link nella zona destra della home page).

Fatemi sapere se vi ho incuriosito e se pensate di andare!


Grazie per la lettura ed al prossimo post :-)

8 commenti :

  1. Ciao! Non conoscevo questo artista e devo dire che ha realizzato opere davvero particolari. Mi ha colpito molto quello dell'uomo ritratto nella pinacoteca e anche il fatto che molti suoi lavori presentino elementi medievali, epoca per me sempre interessante.
    Sono rimasta affascinata da queste opere e mi fa piacere pensare di avere tempo fino al 22 gennaio per vederle. Roma-Milano in fondo non è una distanza enorme :) Grazie davvero di avermi fatto conoscere questo artista, è stato un piacere leggere questo post ^_^

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    1. Ciao Maria! Eh no, Roma-Milano non è una distanza così enorme, se si ha tempo e modo! Io sono già stata a Roma, ma l'idea di ritornare mi alletta sempre!
      Quanto a Escher, anche io lo conoscevo molto poco prima di questa mostra, ma devo ammettere che sono rimasta colpita.

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  2. Io ho conosciuto Escher proprio grazie al prof di matematica delle medie, sono veramente incredibili! Non non sapevo avesse abitato qui in Italia! Mi sembra uno stile così "nordico" che mi è difficile immaginarlo vivere nel sud Italia XD ma allo steso tempo, ovviamente, fa anche piacere :)

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    1. Ciao Sara!... Pensa che nelle sale della mostra erano riportati anche degli estratti di sue lettere in cui parla con passione della Calabria, come se fosse il posto più bello del mondo! Il Sud Italia era proprio il suo posto del cuore...

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  3. wow un artista fantastico, gli effetti ottici poi mi incantano sempre :-D
    sarebbe bello andare alla mostra... se solo abitassi più vicino!!

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    1. Ciao Angela! Gli effetti ottici sono WOW dal vivo! Ma tu dove abiti? :-)

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  4. Anche a me sarebbe piaciuto visitare questa mostra nelle prime settimane e godermela lontano dal caos delle feste, ma l'importante è esserci stata: esperienza più che positiva! :)

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    1. Probabilmente quando sono andata io non c'era ancora la confusione che hai trovato tu...comunque concordo, l'importante è averla vista! :-)

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