mercoledì 14 giugno 2017

TEA BOOK TAG



Cari lettori,
come state? Io sono reduce dall'annuale saggio di danza, tenutosi sabato 10 giugno nel teatro del mio paese... è andato tutto più che bene e ne sono molto felice!
Prima o poi mi piacerebbe dedicare qualche post alla danza ed ai balletti che ho fatto in questi 15 anni, raccontandovi l'origine delle musiche che abbiamo scelto e qual è stato il nostro adattamento... lo apprezzereste, nel caso?
Se vi va di vedere qualche foto, vi invito a seguirmi su Instagram!

Non c'è stato troppo tempo per rilassarsi... lunedì è subito ricominciata un'altra settimana piuttosto piena dal punto di vista lavorativo.
Come consolarsi, se non con un buon libro ed una tazza di tè (freddo, vista la stagione)? 
ho trovato questo Booktag sul sito "L'ennesimo Book Blog", che saluto e ringrazio, e non ho potuto fare a meno di condividerlo con voi!

Libri e tè sono un abbinamento classico e molto amato, quindi perché non cimentarsi in un TAG a tema?

Ecco le mie risposte!



1.                Earl Grey al Double Bergamotto: Un libro ricco, profondo, intellettuale.



Vi consiglio un romanzo che non è uscito da molto tempo e che mi ha colpito per le sue innumerevoli particolarità: La bottiglia magica di Stefano Benni.

Se dovessimo riassumere la storia, dovremmo semplicemente dire che esso è ambientato in un futuro fantasy e che narra la storia di Alina, ragazza chiusa in un orrido collegio, e di Pin, il ragazzo che la salverà, esperto pescatore ed intrepido avventuriero. 

Questa breve sintesi però non rende per niente l’idea del romanzo nel suo complesso, che non è solo una semplice narrazione, ma comprende illustrazioni, fumetti, parodie, piccole parentesi satiriche. Le tematiche di questo romanzo sono innumerevoli e trattate in maniera originalissima.

Per capire davvero di che cosa parlo, bisogna innanzitutto sfogliare le pagine, e poi leggere. Fidatevi, ne vale la pena!



2.                Tè Ricco: Un libro sul quale ritorni spesso.



Ci ho pensato e ripensato, ma credo che l’onesta risposta sia la saga di Harry Potter. Tantissime volte mi è capitato di riprendere in mano uno dei sette libri anche solo per ricontrollare un passo in particolare. Credo di conoscere alcune parti praticamente a memoria.

In questo post vi racconto tutti i motivi per cui amo questa fantastica saga!



3.                Limone: Un libro talmente veloce che è finito prima di averne assaporato le pagine



Una passione sinistra, di Chiara Gamberale. 

La storia del (non troppo) romantico incontro tra Nina, attivista di sinistra fidanzata con lo scrittore Bernardo, e Giulio, imprenditore di destra impegnato con la bella Simonetta, mi aveva molto divertito nel film omonimo. 

Tuttavia, il libro si è rivelato molto breve: è un racconto, anzi, quasi un canovaccio partendo dal quale si può costruire la vera e propria storia. Per questo motivo il film mi è piaciuto molto di più del libro.



4.                Camomilla alla lavanda: Una lettura della buonanotte, rilassante, calmante.



Con L’ultima riga delle favole, Massimo Gramellini ha scritto una sorta di favola contemporanea. 

È la storia di un uomo che si ritiene insoddisfatto dal punto di vista professionale e non riesce ad impegnarsi da quello personale. 

Una notte, però, egli si smarrisce in una sorta di sogno che è come un’avventura, con tanti stravaganti personaggi che gli insegneranno ad apprezzare ogni aspetto della vita. 

Qualche pagina di questo romanzo prima di dormire e…sogni d’oro!



5.                Lady Grey: Un classico perfetto per una mattina invernale



Consiglio una mia lettura piuttosto recente: Suite francese di Irène Némirowski. Non si tratta di un’unica storia, bensì di due, definite “movimenti” e collegate tra di loro. Entrambi sono ambientati all’inizio degli anni ’40 in Francia, nel corso dell’occupazione nazista.

Nel primo movimento, Temporale di giugno, i tedeschi sono appena arrivati a Parigi e gli abitanti della città, non riuscendo a credere di doverla abbandonare per mettersi in salvo, provano a sfollare nel più completo caos. L’ondata di paura, rabbia e disperazione coinvolge tutti quanti, a partire dai ricchi scrittori e dalle loro cortigiane, passando per le famiglie borghesi, fino ad arrivare ai più poveri impiegati.

Nel secondo movimento, Dolce, una giovane e ricca donna francese, moglie infelice di un marito in guerra, è reclusa con la suocera in una casa che detesta e si trova costretta ad ospitare un ufficiale nazista. Tra i due, a dispetto della razionalità di entrambi, nascerà un sentimento.

Un classico dai toni poetici e malinconici perfetto per la stagione invernale!



6.                Arancia: Un libro molto popolare che hanno letto quasi tutti



La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano è la toccante storia di Alice e Mattia, due persone sconvolte da un trauma infantile e successivamente costrette ad affrontare una vita difficile, all’interno di una società nella quale non si riescono ad integrare. 

Alice ha subito una brutta caduta sugli sci che l’ha resa prima zoppa e poi vittima di bullismo a scuola. Crescendo, ella cerca di sedurre l’altro sesso, cadendo però nella trappola dell’anoressia.

Mattia, invece, ha perduto tragicamente la sua gemella, che aveva una disabilità mentale, ed il suo senso di colpa è cresciuto con lui. Egli fa carriera e diventa un ricercatore, ma, in privato, non smette di punirsi in ogni modo.

Alice e Mattia sono in grado di comprendersi solo tra di loro, e sarà la reciproca amicizia a sostenerli.


Ho scelto questo romanzo perché, secondo me, a differenza di tanti best seller piuttosto inconsistenti, la sua popolarità è davvero meritata.



7.                English Breakfast: un classico in lingua inglese



Il mio consiglio, forse scontato, ma che mi sento comunque di dare, è Orgoglio e pregiudizio

Nessun romanzo come questo descrive alla perfezione la società del tempo, ed anche la forma utilizzata è perfettamente british. 

La storia delle sorelle Bennet e delle loro vicende amorose e familiari è davvero un classico senza tempo della letteratura inglese.



8.                Canadian Breakfast: un libro anglofono, ma non british



Una raccolta di racconti che, pur non essendo british, è anglofona e mi piace moltissimo è Dubliners di James Joyce. 

Come Orgoglio e pregiudizio, anche questi racconti sono un perfetto specchio della società del tempo. La popolazione di Dublino, vista da Joyce, è stanca, antiquata, capace solo di ripetere se stessa ed i propri errori.

La malinconia di queste storie è certamente innegabile; tuttavia, l’autore riesce a far emergere qualche barlume di speranza che cova sotto le ceneri.



9.                Tè verde: Un libro sano per la mente


Un consiglio per una lettura leggera ma non troppo: SOS Amore, di Federica Bosco.

Al centro della storia c’è Chiara, segretaria trentacinquenne insoddisfatta di sé sia dal punto di vista lavorativo che affettivo e personale. 

La sua famiglia è composta da personaggi difficili: Sara, la sorella, maestra d’asilo adorabile con i bambini ed impossibile con gli adulti; la madre, dotata di un caratteraccio che peggiora di anno in anno; il padre, sparito da tempo in America latina; Gaia Luna, la sorellastra che Chiara non ha mai avuto il coraggio di conoscere davvero. 

I suoi affetti sono poi ancora più stravaganti: c’è Barbara, una vera iena che Chiara si ostina a considerare la sua migliore amica; c’è Andrea, il suo capo sposato, che ovviamente giura e spergiura di lasciare la moglie; c’è infine Riccardo, il suo coinquilino simpatico e schietto, che si trova in una situazione persino più complicata della sua.

Stanca e stufa, Chiara si rivolge al dottor Folli, uno psicanalista che la aiuterà a capire le motivazioni più profonde del suo dolore e le farà comprendere quanto ella si sia sempre adoperata per gli altri mettendo in un angolo se stessa.

Una lettura davvero istruttiva per quanto riguarda alcune tematiche come relazioni ed autostima.

Leggi qui per il resoconto del mio recente incontro con l'autrice!



10. Tè freddo: Un libro perfetto per l’estate


Vi consiglio una raccolta di racconti dal titolo emblematico: Ferragosto in giallo, edito dalla Sellerio e scritto da tutti i giallisti più noti della casa editrice. 

Camilleri ci propone Montalbano che subisce i festeggiamenti di Ferragosto (con tanto di morto) sotto la sua veranda; Malvaldi ci diverte con Massimo Viviani, i vecchietti del BarLume e l’assassinio di un magnate russo; Manzini ci riporta a Roma insieme a Rocco Schiavone, al suo caratteraccio e ad una strana incursione in banca; Recami ci racconta quello che è accaduto la notte di Ferragosto nella sua celebre Casa di Ringhiera; Costa ci presenta l’investigatore Baiamonte che prova a godersi la vacanza ma finisce in un guaio proprio sulla spiaggia; la Gimenez-Bartlett, infine, ci rassicura, insieme all’ispettore Petra Delicado, sull’importanza del vero amore, anche in polizia.

Una vera chicca per gli amanti del genere…ed una perfetta lettura da ombrellone!




Ecco la mia versione di questo TAG! Spero di aver abbinato ogni tipo di tè al romanzo più adeguato!
Come sempre, consideratevi tutti taggati, se vi piace. Fatemi sapere che ne pensate delle mie risposte!


Grazie della lettura e al prossimo post J

giovedì 8 giugno 2017

UN INCONTRO CON SHAKESPEARE

Le mie opere teatrali preferite del poeta e drammaturgo



Cari lettori,
è di nuovo il “momento dei classici”. 

Oggi vorrei parlarvi di quello che è comunemente ritenuto uno dei più importanti poeti e drammaturghi che siano mai esistiti al mondo: William Shakespeare. 

È davvero difficile parlare di questo autore in maniera oggettiva, senza far trasparire una preferenza per un’opera piuttosto che per un’altra. La sua produzione, infatti, è talmente sterminata e varia che è difficile non trovare qualcosa che non sia di proprio gradimento.

Per questo motivo ho scelto di parlare semplicemente di quello che più mi piace e del perché mi affascina tanto. Ovviamente, come ogni volta che pubblico qualche post con un’impostazione più soggettiva, ci tengo a ribadire che quella che segue non è assolutamente una classifica in base alla qualità oggettiva, anche perché l’autore preso in considerazione oggi è talmente importante per la nostra storia e la nostra cultura che sarebbe impossibile. 

Per questo post ho scelto di concentrarmi sulle opere teatrali, mentre alle poesie dedicherò sicuramente un altro spazio più avanti.



Molto rumore per nulla



Non potevo non iniziare da quella che è sicuramente la mia opera teatrale shakespeariana prediletta e, con ogni probabilità, anche una delle mie preferite in assoluto. 

La storia è ambientata in Italia, in una Messina piena di luce e dei colori della campagna. In questa cornice apparentemente serena vive Leonato, insieme alla figlia Ero ed alla nipote Beatrice, che sono cugine ma si vogliono bene come se fossero sorelle. 

La quiete sta per essere turbata dal ritorno dalla guerra del Principe di Aragona, che è deciso ad alloggiare presso la residenza di Leonato insieme ai suoi fedelissimi luogotenenti: Claudio, innamorato da sempre di Ero, e Benedetto, suo malgrado costretto a rivedere Beatrice. Sembrerebbe una cornice perfetta per feste, divertimenti ed una meritata pace in seguito alla guerra; i nostri protagonisti non hanno fatto però i conti con il fratello geloso del Principe e con i loro imprevedibili sentimenti…


La storia d’amore centrale dell’opera sarebbe quella tra Claudio e Ero, ma lo è solo in linea teorica. 

I veri protagonisti della narrazione sono infatti i divertentissimi Beatrice e Benedetto, che hanno un modo molto originale di esprimere il reciproco affetto: non fanno altro che litigare e beccarsi l’un l’altra con delle intelligentissime gare verbali. A parole si definiscono duri, burberi, sarcastici, ma quando Ero si trova al centro di un grande scandalo sono gli unici a credere nella purezza dei suoi sentimenti. 

Sono due personaggi straordinari, molto attuali, e probabilmente senza di loro la commedia sarebbe molto più melensa e dimenticabile.



Sogno di una notte di mezza estate



Restiamo sui toni della commedia ed andiamo ad Atene, nel momento in cui si stanno per celebrare le nozze tra Teseo ed Ippolita, regina delle Amazzoni. 

I protagonisti della storia non sono però dei ed eroi, ma due coppie di amici, Ermia e Lisandro, Elena e Demetrio, costretti dall’autorità dei genitori a rinunciare ai loro sogni d’amore. Arrabbiati e frustrati, essi finiscono per compiere una fuga notturna nel bosco vicino, ed è lì che ha inizio la loro avventura. 

Entrano infatti in gioco anche le creature del bosco: Oberon, il re degli elfi, e la moglie Titania, costantemente in disaccordo tra di loro per motivazioni più o meno futili; Puck, il servo di Oberon, molto più intraprendente e per questo molto più importante all’interno del dramma di tutti i suoi padroni; le fate, i folletti e molte altre creature. 

Come se tutto ciò non fosse già sufficientemente complicato, nel bosco si sono accampati anche alcuni artigiani, che si sono improvvisati attori e stanno provando una rappresentazione teatrale per le nozze di Teseo ed Ippolita. Equivoci, inganni e tradimenti porteranno tutti i personaggi della narrazione a perdersi e ad incrociarsi di nuovo, fino alla risoluzione finale.


Quello che ho apprezzato di più di questa storia di Shakespeare è l’uso assolutamente azzeccato del termine sogno: l’intera rappresentazione è onirica e fiabesca. A volte sembra mancare un senso logico, e non sempre lo spettatore comprende fino in fondo il senso delle azioni di ogni singolo personaggio, ma l’insieme è orchestrato in modo straordinariamente armonioso. Si tratta, in definitiva, di un’opera ideale a cui assistere quando, come i nostri protagonisti, il desiderio di fuga dalla realtà si fa troppo pressante.



Il Mercante di Venezia



Quest’opera shakespeariana non è né una commedia né un dramma: è una delle cosiddette black comedies dal finale apparentemente lieto ma con importanti elementi di denuncia, in questo caso sociale.

Al centro di questa storia ci sono Bassanio, giovane gentiluomo veneziano, ed il suo caro amico Antonio, maturo mercante. Il primo vorrebbe sposare Porzia, nobildonna di Belmonte, ma ha bisogno di soldi per andare da lei e corteggiarla. Antonio, che solitamente presta denaro agli amici senza interesse, non può però aiutarlo, perché ha tutti i contanti impegnati in traffici marittimi. 

Egli è dunque costretto, per il bene di Bassanio, a rivolgersi a Shylock, usuraio ebreo malvisto dalla comunità veneziana. Egli ha sempre portato rancore ad Antonio ed approfitta di questa contingenza per vendicarsi, imponendogli un “interesse” che equivale, di fatto, ad una sentenza di morte. Shylock non ha però fatto i conti con i tanti amici vicini e lontani di Antonio, pronti a salvarlo ed a lasciare l’usuraio ancora una volta insoddisfatto.


Credo che questa storia shakespeariana mostri con chiarezza luci ed ombre della Venezia del XVI secolo. 

I punti di forza erano sicuramente la cultura, la potenza nei commerci ed una straordinaria emancipazione delle donne: saranno infatti Porzia e la serva Nerissa le vere risolutrici della situazione.

La grande debolezza che viene mostrata nel corso del dramma è invece l’antisemitismo. Certo, Shylock conduce un’attività davvero spregevole, è incattivito e vendicativo, ma forse non sarebbe stato così propenso a ricattare i protagonisti se non fosse stato insultato per anni dai nobiluomini veneziani e soprattutto dal mirabile Antonio. 

Shakespeare non relega semplicemente l’usuraio nel ruolo di villain della storia, ma gli fa pronunciare anche dei discorsi molto severi e di denuncia del razzismo che ha subito. La totalità della sua sconfitta, in un certo senso, rende questa black comedy ancora più amara.



Amleto



Dovendo scegliere la mia preferita tra le opere tragiche di Shakespeare, ho deciso di parlare di questa, la più nota, secondo me destinata a restare immortale. 

Si potrebbero fare tante sottolineature, ma io, in particolare, ne ho scelte due.

Amleto è, innanzitutto, il dramma che più di tutti quelli shakespeariani (in competizione forse solo con La tempesta) celebra il teatro. È infatti noto che Claudio, lo zio assassino di Amleto, si senta smascherato solo nel momento in cui assiste ad una rappresentazione che mette in scena un delitto fin troppo simile al suo. L’autore, in questo dramma, non celebra solo il potere della parola, ma anche e soprattutto quello della rappresentazione. Se però nelle tragedie greche la messa in scena di violenti delitti era catartica in senso positivo, nel caso shakespeariano essa sconvolge gli antagonisti di Amleto, che, da quel momento in avanti, giocheranno a carte scoperte.

Inoltre, questa tragedia è, in definitiva, il dramma della fragilità della monarchia, in ogni suo aspetto. Amleto è l’erede al trono di Danimarca, e da lui il popolo si aspetta una certa forza e volitività; egli, invece, si rivela debole e fragile, corroso dal dubbio e riflessivo fino all’esasperazione. Suo malgrado, egli finisce per diventare a sua volta crudele con Ofelia, che è l’ultimo personaggio che se lo meriterebbe. Tuttavia, egli riesce a risultare comunque l’eroe della storia non esattamente per merito suo, ma per demerito di chi lo circonda, soprattutto di Claudio e Gertrude, avidi, malvagi e circondati da consiglieri certo non migliori di loro. 


La storia di Amleto è solo apparentemente la tragedia privata di un figlio cui viene ordinato di vendicare la morte del padre: le azioni di ogni singolo personaggio, infatti, ricadono su un’intera nazione e forse anche su altre.




Naturalmente è difficile scegliere solo quattro drammi shakespeariani all’interno di una sterminata produzione, considerando anche che ognuno di voi avrà i suoi preferiti, che potrebbero non coincidere affatto con i miei.

Proprio per questo resto in attesa, come sempre, dei vostri pareri!
Che cosa pensate di queste opere di Shakespeare? Ne preferite altre?
Qualcuna di esse è sulla lista delle vostre prossime letture?

Grazie per la lettura! Al prossimo post J



giovedì 1 giugno 2017

DECALOGO POTTERIANO

10 motivi per cui sarò sempre affezionata alla saga di J.K.Rowling


Cari lettori,
il post su Harry Potter che vi avevo da tempo promesso è finalmente arrivato. Ho pensato a lungo al modo di strutturarlo ed a cosa raccontare, dal momento che su questa saga è stato detto tutto, o quasi.

Alla fine ho deciso di adottare un punto di vista più soggettivo di altre volte e di dirvi semplicemente quello che ho amato di questi celeberrimi romanzi e perché.

Credo che un libro possa diventare un classico se ha qualcosa di importante ed interessante da insegnare, se ci sono dei forti messaggi di fondo e se, anche a distanza di anni, risulta ancora ricchissimo di validi contenuti. 
Ritengo che sia il caso di Harry Potter, e spero che il tempo lo confermi.
Ecco le mie personali motivazioni!



1) L'amicizia del Trio



“Le sue mani si chiusero meccanicamente attorno al falso Horcrux, ma nonostante tutto, nonostante il sentiero buio e tortuoso che vedeva dipanarsi davanti a lui, nonostante l'incontro finale con Voldemort dovesse avvenire di lì a un mese, un anno, o dieci, si sentì il cuore leggero all'idea che restava ancora un ultimo giorno dorato di pace da assaporare con Ron e Hermione.” 
(Harry Potter e il Principe Mezzosangue)


Amare la saga di Harry Potter significa, inevitabilmente, amare anche l'amicizia che c'è tra Harry, Ron ed Hermione. Sono state spese molte parole su questi tre personaggi, ed io mi limito a sottolineare due particolari.

Il primo è la perfetta equità dei rapporti affettivi all'interno del Trio. Tra Harry e Ron, infatti, c'è una solida amicizia al maschile: nessuno dei due prevale sull'altro, ma essi, al contrario, si completano e si divertono anche insieme. Tra Harry ed Hermione c'è un bellissimo rapporto di amicizia uomo/donna, ricco di affetto e stima, al punto che essi si considerano quasi fratello e sorella. Tra Ron e Hermione, infine, nasce a poco a poco un amore così naturale e giusto che il lettore non può fare a meno di tifare per loro. Credo che, per questo motivo, il Trio sia un ottimo esempio per i giovanissimi.

Il secondo è l'armonioso accordo tra le loro diversità. Nel corso dell'ultimo romanzo della saga, i tre vengono invitati a riflettere su quale sia, secondo loro, il Dono della Morte più importante. Hermione sceglie il mantello (che rende invisibili), Ron la bacchetta (che conferisce il potere assoluto) e Harry la pietra (che dà l'illusione di aver riportato in vita i morti). 
Ognuna di queste scelte è dettata da un motivo tutt'altro che banale, rivelatore della sfera intima di ognuno di loro, ma, nonostante le loro diversità di vedute, essi riescono sempre a lottare per un obiettivo comune.



2) Il rapporto tra Harry e Silente



"Mi ha accusato di essere 'l'uomo di Silente, sempre e comunque’."

"Molto maleducato da parte sua."
"Gli ho risposto che è vero."

(Harry Potter e il Principe Mezzosangue)


Harry ed il suo avversario Voldemort hanno due bacchette magiche gemelle: il nucleo di entrambe è una piuma di Fanny, una fenice, curioso animale domestico di Silente, il Preside della scuola di magia di Hogwarts che Harry frequenta. 

Fuor di metafora, è ovvio quello che la Rowling vuole farci intendere: entrambi i personaggi sono stati sottratti ad un'infanzia difficile ed educati alla magia proprio da Silente.

Quest'ultimo è andato incontro ad un terribile fallimento con Voldemort, che non l'ha mai stimato, ha fatto tutte le scelte sbagliate e si è perso per sempre.

Harry, in questo senso, rappresenta per Silente un grande riscatto: non è solo il Prescelto per la salvezza del mondo magico, ma, anno dopo anno, tra i due si instaura una grande confidenza.

Silente, per Harry, è l'ultimo ed il più grande dei suoi protettori, il suo mentore, un esempio da imitare sempre e comunque. Nell'ultimo capitolo della saga, Harry dovrà indagare sul suo lato più umano e fragile, ma, alla fine, lo comprenderà.
Parere estremamente soggettivo: la sua morte è stata la più dolorosa di tutte.



3) Hermione



“Spero che siate soddisfatti di voi stessi. 
Avete corso il rischio di essere uccisi... o peggio ancora, espulsi.” 
(Harry Potter e la Pietra Filosofale)


Se dovessi consigliare un “modello di carta” per le giovani ragazze, senza dubbio punterei su Hermione. Io sono cresciuta insieme a lei e posso affermare con certezza che, anche oggi, rimane uno dei role model migliori della narrativa.

Hermione è una ragazza assolutamente ordinaria: ha qualche difetto fisico, come tutte noi, e può prendersi cura di se stessa e farsi bella per un ballo o un matrimonio, ma l'aspetto esteriore è solo un piccolo pezzettino del quadro.
Hermione è intelligente, studiosa, razionale, ma anche affettuosa con gli amici, pronta a dare consigli in amore e inaspettatamente spiritosa.

Nel corso della saga mostra anche il suo lato più fragile ed imbranato, ma non c'è nulla di quello che lei fa, anche le più ovvie sciocchezze adolescenziali, che non abbia attentamente ponderato.

Hermione è, in definitiva, una ragazza che utilizza cuore e cervello con coraggio.
Come dice Ron in uno dei film tratti dalla saga, lui e Harry non durerebbero un giorno senza di lei...



4) Le esemplari figure materne, al di là del bene e del male



“Narcissa sapeva che il solo modo di entrare a Hogwarts e trovare suo figlio era entrare insieme all’esercito vittorioso. 
Non le importava più che Voldemort trionfasse.” 
(Harry Potter e i Doni della Morte)


Tutti i fan di J.K.Rowling conoscono il grande valore che l'autrice ha sempre dato alle figure materne all'interno della saga.

Il personaggio più noto in questo senso, che viene elogiato un capitolo sì e due no, è Lily, la madre di Harry, diventata immortale con il suo sacrificio per il figlio.

Grande spazio è dato inoltre a Molly, la madre di Ron e di tutta la comitiva Weasley, una vera super-eroina che di fatto “adotta” Harry (orfano) ed Hermione (che ha genitori non maghi), che tiene unita la famiglia con pugno di ferro e che arriva ad affrontare la pericolosissima vice di Voldemort per amore della figlia Ginny.

Tuttavia, io credo che il caso più interessante da studiare sia Narcissa, la madre di Draco Malfoy, spocchioso rivale scolastico di Harry. La famiglia Malfoy, in linea teorica, sarebbe fedele a Voldemort; eppure Narcissa non ci pensa due volte a tradire il suo padrone, nel momento in cui infuria la battaglia e tutto quello che le preme è il bene del figlio. In questo caso, l'amore materno supera qualsiasi schieramento.



5) Voldemort e la sua storia



«Che cos'è che sai fare?»
«Di tutto» esalò Riddle. Un rossore eccitato gli salì dal collo alle guance incavate; sembrava febbricitante. «Muovo le cose senza toccarle. Faccio fare agli animali quello che voglio senza addestrarli. Faccio capitare cose brutte a chi mi dà fastidio. 
So ferirli, se voglio».  
(Harry Potter e il Principe Mezzosangue)


Sono sempre stata affascinata dal modo in cui J.K.Rowling ha creato il villain perfetto, forse il migliore della narrativa contemporanea. Due sono le tematiche rilevanti collegabili a questo personaggio.

Il primo è il parallelismo storico che inevitabilmente si crea. Voldemort, nato Tom Riddle, è figlio di un non mago che non l'ha mai riconosciuto e di una Maganò (figlia di maghi senza poteri) debole ed infelice che è morta dandolo alla luce. Cresciuto in un orfanatrofio fino all'età di 11 anni e poi portato ad Hogwarts, sviluppa l'idea che i non maghi siano crudeli e che solo la magia sia potere. Per questo motivo egli inizia a diffondere la teoria, già promossa dal mago medioevale Salazar Serpeverde, della “purezza della razza magica” e della persecuzione di chi è, secondo lui, di origini non magiche e quindi impuro. Per i suoi scopi si avvale di un vero e proprio esercito di seguaci, i Mangiamorte. Non occorre essere laureati in Storia per capire a quale personaggio storico ci si stia riferendo, vero?

Il secondo è il contrasto tra lui ed Harry, meno stridente di quel che si potrebbe pensare. Harry e Voldemort hanno avuto un'infanzia non particolarmente felice, hanno considerato Hogwarts la loro vera casa, hanno poteri e capacità simili. Ma, come dice Silente, non è importante quanto essi siano simili, ma quanto non lo siano.



6) Hagrid e l'accettazione del diverso



"Allora, Harry" disse il gigante voltando le spalle ai Dursley, "buon compleanno! Ho una cosetta per te... mi sa che a un certo punto mi ci sono seduto sopra, ma il sapore sarà ancora buono". (Harry Potter e la Pietra Filosofale)


Hagrid, il simpatico custode della scuola di Hogwarts, è metà mago e metà gigante. Egli ha dovuto lottare per tutta la vita contro i pregiudizi di chi lo riteneva un ibrido, e quindi diverso, non del tutto umano, stupido e forse anche pericoloso.

Invece, attraverso gli occhi di Harry, Ron ed Hermione, il lettore conosce Hagrid per quello che veramente è.
Egli si rivela, di fatto, un fratello maggiore per il Trio, pronto a vegliare su di loro, ad aiutarli ed a consolarli. È una persona sensibile e premurosa e ha un lato paterno che non tutti gli adulti sono in grado di scorgere.

La capanna di Hagrid sarà il rifugio sicuro per eccellenza di tutta la saga, a dispetto di chi continua a considerarlo un mezzo gigante spaventoso.



7) La buffa normalità dei Weasley



Percy: "Tremo al pensiero di quello che troverei sulla mia scrivania se mancassi cinque giorni dall'ufficio." 

Fred: "Sì, qualcuno potrebbe scaricarci di nuovo della cacca di drago, eh Perce?" 
Percy: "Quello era un campione di fertilizzante dalla Norvegia! Non era niente di personale!" 
Fred a Harry: "Invece sì. Gliel'abbiamo mandata noi!”

(Harry Potter e il Calice di Fuoco)


I Weasley sono, di fatto, la famiglia adottiva di Harry.
Essa è composta da un padre simpatico ed affettuoso anche se spesso indaffarato, una madre che gestisce la casa come una piccola azienda e ben sette figli, tutti maschi tranne l'ultima, Ginny, ovviamente innamorata di Harry.

Nel descrivere la famiglia Weasley J.K.Rowling ha condensato tutte le possibili situazioni familiari: c'è il primogenito esemplare ed amatissimo, con tanto di fidanzata civetta ed insopportabile; c'è il figlio sempre assente ed in cerca di avventure; c'è il secchione ambizioso e bersagliato dagli scherzi degli altri; ci sono le due “pesti” di casa; c'è il figlio senza meriti straordinari, in cerca di un riscatto; c'è, infine, l'unica figlia, decisa a smentire la sua appartenenza al cosiddetto “sesso debole”.

I Weasley, che in apparenza sembrano una famiglia eccezionale, finiscono quindi per rappresentare la normalità, tra litigi, riconciliazioni, tensioni, grandi sconfitte e momenti di gioia.



8) Il modo in cui si parla di politica e manipolazione dell'informazione



"Voglio che lei scriva: 'Non devo dire bugie'."
(Harry Potter e l'Ordine della Fenice)


Un tema che mi sta molto a cuore e che è diffusamente trattato nel quinto libro della saga, Harry Potter e l'Ordine della Fenice, è il chiaro riferimento all'attualità ed alla politica. 

Nel momento in cui Voldemort torna al potere, infatti, il ministro Caramell, insieme a tutto il suo organico, fa il possibile per nascondere questa terribile realtà. Il suo modo di operare è subdolo ma efficace: tutti i giornali forniscono notizie parziali e distorte; intorno alla figura di Silente viene avviata quella che noi oggi chiameremmo la macchina del fango; lo stesso Harry si trova al centro di molte polemiche e vittima di una sfiducia generale.

Il provvedimento più drastico, tuttavia, è l'inserimento di Dolores Umbridge, sottosegretario del Ministro, all'interno di Hogwarts, prima come insegnante e poi, naturalmente, come preside.
Vi ricordate quando abbiamo parlato di Voldemort, un magnifico villain? E dei Malfoy, famiglia in bilico tra bene e male? Ebbene, dimenticate tutte queste indimenticabili figure negative. Per Dolores Umbridge e per il suo sadismo proverete soltanto puro odio.



9) L'importanza dell'istruzione



“Voleva essere fermato, portato indietro, a casa… 

Ma era a casa.
Hogwarts era la prima e la migliore casa che avesse conosciuto. 
Lui e Voldemort e Piton, i ragazzi abbandonati, avevano tutti trovato una casa lì...” (Harry Potter e i Doni della Morte)


C'è un aspetto che nei film, per quanto essi siano fatti bene, non è stato forse sottolineato abbastanza, e che invece nei libri è chiarissimo: diventare mago/strega non è una passeggiata. Non basta confidare nelle proprie capacità magiche: si resterà solo mediocri.

Ciò che serve davvero è frequentare le lezioni, studiare, esercitarsi per ore. Alcuni incantesimi richiedono settimane di preparazione, alcune pozioni anche mesi.

La scuola diventa un'esperienza totalizzante, quasi una sorta di vera casa, dal momento che Hogwarts è un collegio.

Questo discorso è particolarmente vero per Harry e Voldemort, come già detto. Ma anche per l'ombroso professor Piton, che da ragazzino è fuggito da un padre violento con lui e con la madre. O per Neville, amico di Harry, costretto a crescere con la nonna a causa dell'infermità dei genitori.



10) La saga di Harry Potter ti insegna a crescere ed a superare i lutti



“Non provare pietà per i morti, Harry. Prova pietà per i vivi e soprattutto per coloro che vivono senza amore.” (Harry Potter e il Principe Mezzosangue)

La saga di Harry Potter è un romanzo di formazione vero e proprio. Anno dopo anno, il protagonista è costretto ad affrontare la perdita di tutti coloro che hanno cercato di proteggerlo dal male: i genitori, il padrino, il suo mentore, alcuni amici. Più rimane solo e più si fa strada in lui la consapevolezza di essere adulto e di dover prendere in mano la sua storia.
Non è certo facile per lui venire a patti con il dolore che ha vissuto, ma c'è un pensiero fondamentale che lo sostiene: ogni volta in cui egli piange una persona cara scomparsa, Voldemort è più lontano che mai, perché, a quanto pare, il dolore tiene lontano il male. Anche se, come Harry stesso ammette, Silente direbbe che è l'amore.


Giunti alla fine di questo (un po' troppo) lungo post, vi ringrazio molto per la lettura. Probabilmente non ho messo in luce nemmeno la metà dei motivi per cui questa saga è tanto importante per molte persone… del resto, ci sarebbero così tante cose da raccontare! Oggi più che mai vi invito a lasciarvi un parere.
Mi piacerebbe molto sapere, se siete fan, che cosa vi ha colpito di questa saga, cosa pensate di quello che ho scritto, che cosa invece sta più a cuore a voi… Se non siete fan, ci tengo comunque a sapere il perché, visto che probabilmente non sono stata sempre oggettiva nelle mie valutazioni.
Vi ringrazio in anticipo. Al prossimo post :-)