Tutto quello che mi è piaciuto in questo mese
Cari lettori,
ultimissimi giorni di maggio! Siamo ormai in vista del ponte del 2 giugno, della fine della scuola, dell’arrivo dell’estate… Una lunga strada da gennaio, eh?
Il 2026 si sta rivelando un anno molto intenso, sia nel bene che nel male. E questo maggio ne è stata una rappresentazione perfetta… infatti sono cotta!
Uno dei mesi più impegnativi per il lavoro, il mese clou in preparazione al nostro spettacolo ballerino. Un imprevisto in famiglia (per fortuna niente di grave) che mi ha dato parecchio da fare in casa. E per non farsi mancare proprio niente, un paio di controlli medici di routine (tutto ok) e i lavori nel bagno della casetta a Varazze. Nient’altro, direte voi? In effetti ho dimenticato di citare un tempo novembrino (ahinoi), ad eccezione dell'ultima decade, e qualche ritaglio di tempo per raccogliere questi preferiti!
Il libro del mese
Questa storia ha inizio durante una festa di Halloween a cui partecipano tanti ragazzi tra i venti e trenta, tra qualche ultimo studente del college e tanti giovani lavoratori.
La festa è stata organizzata dalla migliore amica di Win, una ragazza che lavora come barista e che fin dalla nascita ha una delle due mani con una deformazione. Halloween le piace moltissimo, così ella ha pensato di mettere un uncino sopra alla sua mano più piccola e di travestirsi da pirata.
Un’idea originale, almeno finché alla festa non le viene incontro un altro pirata… dotato di gamba di legno. Robert detto Bo ha subito l’amputazione di un arto ed ha pensato bene di ricoprire la sua protesi con uno speciale materiale che crea l’effetto del legno.
Per entrambi i ragazzi l’imbarazzo lascia presto il posto alla curiosità. Sia Win che Bo hanno una storia piuttosto difficile alle spalle: lui non è andato in nessun posto che non fosse il lavoro dopo l’operazione, e questa è la sua prima uscita; lei ha appena concluso l’ennesima frequentazione deludente. È proprio Win a proporre a Bo una nottata di divertimento “senza impegno”, perché ella è stanca di mettere in gioco ogni volta il suo cuore solo per scoprire che non solo l’altro non vuole una relazione con lei, ma è anche piuttosto infastidito dalla sua malformazione.
Bo è solo da tanto tempo, ma, sorprendendo anche se stesso, accetta.
La serata, però, coinvolge entrambi i protagonisti molto di più di quanto essi vogliano ammettere. E, qualche settimana dopo, Win si rende conto di essere incinta.
Ella ha sempre desiderato essere madre, ma pian piano aveva rinunciato a questo sogno, perché tutte le sue amiche neomamme le ripetevano che per un neonato “non bastano due mani”, figurarsi una. Così, quando scopre di aspettare un bambino, ella decide di informare Bo. Nonostante essi non si siano più visti dopo quella serata, ella è convinta che egli sia una brava persona e possa essere un buon padre.
La reazione di Bo sconvolge completamente Win. Egli scoppia a piangere dalla gioia e confessa a Win che la sua amputazione è avvenuta in seguito ad un tumore alle ossa e che, proprio come lei, anche lui aveva rinunciato al sogno di diventare genitore. Bo propone a Win di lasciare il piccolo, squallido e scomodo appartamento in cui lei è in affitto e di trasferire armi, bagagli e le sue moltissime piante a casa sua. Anche se non si è mai vantato, Bo è benestante ed ha una casa che anche così è larghissima per tutti.
I due decidono di iniziare insieme l’avventura della gravidanza da amici e coinquilini, ma la scintilla che è nata quella notte tenterà in ogni modo di riaccendersi…
Out on a limb è un contemporary romance con i trope della vicinanza forzata e della gravidanza inaspettata, e fa parte della collana di Rizzoli “La biblioteca di Daphne”, che, almeno all’inizio, era stata venduta come una serie di romanzi per i più giovani e popolari sul booktok internazionale. Delle due affermazioni, a giudicare da questo romanzo, direi che è più veritiera la seconda. Perché sinceramente questa storia non è proprio da ragazzini.
È la storia di due giovani adulti che si ritrovano a metter su famiglia in un mondo che non è certo buono né con i disabili né con i malati, e nemmeno con chi ha una situazione economica e familiare come quella di Win, o con chi ha alle spalle una storia difficile come Bo (e scoprirete che non mi riferisco solo al tumore).
C’è una nuova vita da costruire insieme, tra quotidianità e divisione delle spese, altri amici con una famiglia loro e rapporti un po’ traballanti con i genitori da recuperare.
E sì, questo libro mi è piaciuto molto, è una storia dolce ed intelligente e si ispira all’esperienza diretta dell’autrice, che a sua volta ha una malformazione alla mano ed è diventata madre qualche anno fa. Quindi non dubito che sarebbe un ottimo esempio per adolescenti e universitari, in mezzo a un mercato librario che ultimamente ha avuto qualche scivolone di troppo verso il trash.
Però è un peccato che questa storia sia iper conosciuta tra le giovanissime appassionate di lettura e nettamente meno tra i miei coetanei e dintorni, per non parlare delle persone di età più matura. Così come questo è uno dei tanti esempi per cui si sbaglia – soprattutto in Italia – a considerare il romance come un genere prettamente femminile. Questa potrebbe essere davvero una buona lettura condivisa per una coppia in attesa e un po’ in ansia.
Certo, c’è da dire che lo stile è iper giovanile ed è l’unica parte non proprio di mio gusto di questo romanzo. Anche nella traduzione italiana sono più che visibili molti “calchi” dalle espressioni di quello slang in inglese che si utilizza su internet e soprattutto sui social. Personalmente anche io preferisco un altro stile, ma il romanzo resta comunque super scorrevole e si divora.
Mi piacerebbe leggere altro di questa autrice, ma non so nemmeno se sia disponibile in Italia al momento, visto che, a quanto ho capito, i primi a tradurla sono stati proprio i curatori di questa collana, e di recente. Vi farò sapere!
Il film del mese
Protagonista di questa insolita commedia è Tommaso, un uomo dalla vita lavorativa quasi noiosa (si occupa di infissi e finestre e ha un solo dipendente che è anche il suo unico amico) e dalla vita privata fin troppo movimentata: è rimasto vedovo e ha ben quattro figlie. Dalla ragazza appena maggiorenne che ogni giorno cambia idea sul suo futuro all’adolescente sempre sarcastica, dalla ragazzina da truccare e vestire ogni settimana per le gare di nuoto sincronizzato all’ultimogenita che si diletta un po’ troppo con la balestra, Tommaso non ha un minuto libero. Gli piacerebbe rimettersi in gioco, ma a volte il dolore è ancora troppo fresco, il suo amico e dipendente fornisce solo consigli troppo grezzi, la colf non è molto flessibile quando si tratta di fermarsi in più la sera e persino agli incontri di supporto tra vedovi tutte le donne scappano quando egli nomina la presenza di “quattro figlie”.
Queste ultime, però, si sono accorte che il padre talvolta si sente un po’ solo, e lo convincono ad andare ad una festa, comprandogli anche la camicia “di Ryan Gosling” (che poi, malauguratamente, è la stessa dei camerieri).
Proprio quella sera, però, Tommaso conosce Lara, che poi scopre essere un’impiegata della sua banca. I due, forse per unire le reciproche solitudini e superare l’imbarazzo della festa, si trovano subito bene, e, dopo la serata, iniziano subito una frequentazione.
Tommaso, però, non ha idea di come parlarle delle sue quattro figlie. Per settimane egli si inventa l’impossibile, chiedendo in prestito la casa al suo amico ed escogitando qualunque sotterfugio. In una notte di pioggia, però, seguendo il cane che ha lo stesso carattere vivace delle sue figlie, egli si ritrova di fronte al portone di Lara e decide di farle un’improvvisata.
Peccato che la sorpresa tocchi a lui: Lara ha tre figli, due gemelli ormai grandi e un adolescente DVA con il quale è iper protettiva, soprattutto da quando l’ex marito è fuggito altrove.
E così la neo-coppia si rende conto di avere… sette figli da crescere insieme. Follia o nuova avventura?
Un bel giorno è uno di quei film che guardi “per ridere” e poi scopri che non c’è soltanto di che divertirsi.
Ultimamente guardo e leggo con più piacere quelle storie romance con protagonisti che hanno già fatto un pezzetto di vita e che nonostante le batoste riescono comunque a reinventarsi. Certo le storie d’amore tra ragazzi giovani e di belle speranze sono una boccata d’aria fresca e talvolta ci vogliono proprio, ma in commedie come Un bel giorno sono il realismo e la vita di tutti i giorni a prendere per mano il romanticismo, che, ahinoi, non sempre basta.
Virginia Raffaele interpreta in modo convincente la madre di un ragazzo con disabilità, raccontando senza fronzoli le piccole e grandi frustrazioni nel crescerlo (personalmente ne ho viste e sentite alcune sul lavoro). Fabio De Luigi, come suo solito, vi farà ridere, così come il suo campionario di figlie una più stravagante dell’altra, ma sono sicura che alla fine della pellicola avrete anche qualcosa su cui riflettere.
Lo consiglio per una serata… leggera ma non senza impegno!
La musica del mese
In questo maggio un po’ complicato mi sono spesso trovata a canticchiare una canzone della colonna sonora del musical Mamma mia!, dal titolo I have a dream. Potete ascoltarla a questo link.
Ho un sogno, una canzone da cantare
che mi aiuti ad affrontare tutto
se vedi la meraviglia di una favola
puoi accettare il futuro, anche se fallisci
Credo negli angeli,
qualcosa di buono in tutto quello che vedo
credo negli angeli
quando so che il momento è giusto per me
attraverserò la corrente
ho un sogno…
Ho un sogno, una fantasia
che mi aiuta ad affrontare la realtà
e la mia destinazione… vale la pena
attraverso l’oscurità, ancora un altro miglio…
Credo negli angeli,
qualcosa di buono in tutto quello che vedo
credo negli angeli
quando so che il momento è giusto per me
attraverserò la corrente
ho un sogno…
La poesia del mese
Per questo mese di maggio in cui ho cercato (senza troppo successo) un po’ di pace, ho scelto una poesia di David Herbert Lawrence dal titolo Silenzio.
Da quando ti ho persa,
sono ossessionato dal silenzio;
i suoni le lor piccole ali agitano
un attimo, poi all’onda
s’abbandonano
dalla stanchezza,
che dondola senza rumore.
Sia che per strada la gente
passeggi con monotono brusio
o sospiri il teatro e sospiri
con un profondo respiro roco,
o agiti il vento un groviglio di luce
sul fiume nero, profondo,
o gli ultimi echi della notte
facciano rabbrividire l’aurora,
io avverto il silenzio che aspetta
di poter bere tutto ancora
nella sua estrema totalità svuotando
il rumore degli uomini.
Le foto del mese
Per il ponte di inizio mese ho cucinato un dolce che mi piace molto ma non facevo da ormai troppo tempo: il tiramisù alle fragole!
Come già avete visto in copertina, durante il mese sono fioriti ovunque gli iris, un fiore che adoro e che per me è un segno dell’estate in avvicinamento!
Nella prima metà del mese ho fatto parecchio dog-sitting a Otto. Il nostro vecchietto ha un po’ di acciacchi, ma resiste!
Sono riuscita a vedere una piccola mostra a Gorgonzola che ha per protagonista Osvaldo Cavandoli, l'inventore della "Linea". Spero di parlarvene in giugno!
Sabato scorso, il 23, ho nuovamente partecipato ad un evento che mi era piaciuto molto già la scorsa primavera: la "passeggiata con Jane Austen", tra letture recitate e un minuetto da imparare insieme. Quest'anno l'iniziativa si è tenuta nel parco di Villa Alari, che ha riaperto al pubblico da pochissimo!
Che dirvi... è stata dura, ma ce l'abbiamo fatta!
Rileggendo questo post, comunque, mi rendo conto che, nonostante il periodo tosto e i moltissimi impegni, sono riuscita a ritagliarmi degli angoli per me, e va già bene. Mi attende giugno, un mese che da sempre è suddiviso in due parti: la prima metà è una naturale continuazione di maggio, con giornate e scadenze importanti; nella seconda metà, i ritmi finalmente rallentano. Ma vi racconterò... nel frattempo ditemi voi del vostro maggio!
Grazie per la lettura, ci rileggiamo in giugno :-)
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