giovedì 7 maggio 2026

METAFISICA E METAFISICHE

 Un tour ufficiale della mostra a Palazzo Reale




Cari lettori,

come promesso, per i nostri “Consigli artistici”, dopo avervi parlato della mostra a Palazzo Reale dedicata ai Macchiaioli (che trovate a questo link), vi parlo di un’altra grande esposizione che è proprio accanto: Metafisica e metafisiche.


Per motivi logistici, anche se come al solito i post del blog sono un po’ distanziati, ho assistito a entrambe le mostre nella stessa giornata, e devo confessarvi che… mi sono piaciute entrambe, però hanno suscitato emozioni diverse tra di loro.


I Macchiaioli sono una mostra classica, che suscita emozioni più immediate. Il mare ispira libertà, la campagna fa pensare ad una dimensione di “vita lenta” ormai perduta, gli ideali del Risorgimento nascono e muoiono davanti ai nostri occhi, i ritratti hanno grande espressività.


Questa mostra invece tocca corde più intime dentro ciascuno di noi, lascia la sensazione di un’umanità in qualche modo connessa dall’amore per l’arte.


Non c’è un vero e proprio gruppo che ha creato un movimento di persone che lavoravano fianco a fianco, bensì qualche padre fondatore che però ha ispirato tanti artisti di differenti provenienze e generazioni.


Forse, per farvi capire meglio che cosa intendo, è meglio che vi racconti direttamente la mostra!



I capolavori di Giorgio De Chirico


L’ispiratore di questa mostra è Giorgio De Chirico, già protagonista anni fa di una mostra monografica a Palazzo Reale (che vi ho raccontato a questo link).

La prima grande sala dell’esposizione è dedicata interamente a lui, e ad alcune sue opere davvero rivoluzionarie, come quella che ha per protagonisti dei biscotti da colazione.



Mi hanno colpito molto anche queste “figure umane/manichini” molto classiche nella produzione dell’artista, rivestite interamente di templi, colonne ed altre strutture architettoniche dell’antichità. Non a caso stiamo parlando de I due archeologi.



Le muse inquietanti riprendono il concetto della figura umana/manichino, che si ritrova al centro di uno di quei paesaggi urbani desolati per i quali Giorgio De Chirico è diventato celebre. A proposito di quello che vi accennavo prima, dell’ispirazione artistica che si tramanda tra generazioni e addirittura attraversa i secoli, in quest’opera e in quella precedente c’è un perfetto connubio di classico e contemporaneo.



Anche la serie dei Bagni misteriosi, che ci porta in un paesaggio onirico a metà strada tra la città e il mare, sarà, come vedremo, d’ispirazione per molti artisti.



I grandi nomi del Novecento


Le sale immediatamente successive a quella introduttiva presentano le opere di altri maestri della Metafisica. Ci sono, per esempio, le Nature morte con mare di Filippo De Pisis, che rimandano alla dimensione marittima tramite alcuni oggetti essenziali: la finestra aperta su una spiaggia bigia, alcune conchiglie e una cartolina che fa pensare a giornate migliori, forse perdute.



Non potevano mancare i vasi e le bottiglie di Giorgio Morandi, anche lui già protagonista di una mostra monografica a Palazzo Reale circa due anni e mezzo fa (trovate la mia recensione a questo link).



Omaggi ai Bagni misteriosi e ai paesaggi di De Chirico, dicevamo. Ma anche a Botticelli, con questa Nascita di Venere davvero fuori dall’ordinario. Una figura mostruosa che emerge dall’acqua, senza che nessun vento benevolo soffi per lei e nessuna conchiglia la porti in riva al sicuro. Ad attendere le divinità, nel XX secolo, sembra esserci solo l’indifferenza.



L’epoca moderna viene omaggiata anche in quest’opera ispirata alla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso. La città, contesa tra ben tre religioni fin dalla notte dei tempi, si staglia bianca e azzurra in mezzo ad un inquietante turbine di neri e grigi. Un luogo bellissimo e pieno di storia rovinato dalle guerre e dalla sete di potere degli uomini. Un’opera che, è inutile dirlo, di questi tempi è attualissima.



Tutt’altro tono ha quest’opera di Léonor Fini, pittrice protagonista di un’esposizione dell’anno scorso che, ahimé, mi sono persa. Queste Decorazioni di Natale rimandano ad un momento di festa ed all’intimità della casa, eppure trasmettono anche un senso di abbandono, proprio come tante opere di De Chirico e Morandi.



Tra i tanti nomi illustri c’è anche Salvador Dalì, che pone un rudere al centro di una scena di solitudine, resa ancora più inquietante da una sorta di mezzo busto femminile e ingentilita soltanto da qualche fiore rosa e da una stella azzurra.



Metafisiche” all’interno di altri movimenti artistici


Una grande sala della mostra, divisa in quattro angoli, mostra l’influenza del concetto di Metafisica su altri movimenti artistici più contemporanei. Questo dipinto di Andy Warhol, protagonista indiscusso della Pop art, riprende una delle famose piazze dipinte da De Chirico.



Anche gli artisti postmoderni, concettuali e simbolisti hanno in qualche modo omaggiato i grandi nomi del periodo metafisico. Da classicista mi piace particolarmente quest’opera composta da tante targhette. Alcune di esse ritraggono le silhouette di vasi greci. Altre, invece, riportano delle iscrizioni in latino. Mi colpisce particolarmente quell’Aëre perennius? Con tanto di punto interrogativo. È una chiara citazione ad un’ode del poeta latino Orazio, il quale afferma, con la sua poesia, di aver creato un monumento “più longevo del bronzo”. L’arte può davvero travalicare i secoli e durare di più delle opere materiali? L’artista lascia un punto di domanda come provocazione…




Di chi è questo paesaggio solitario, dominato da un cane quasi più grande delle case? Sono rimasta molto stupita nello scoprire che è un’opera di Dino Buzzati, lo scrittore. Già, è stato anche un artista figurativo… davvero non si finisce mai di imparare.



In quest’opera, le scatole e le bottiglie di Morandi sono diventate una scultura tridimensionale.



E che dire di questo studio di prospettiva, dove fa la sua comparsa non solo un paesaggio dechirichiano, ma anche mezzo busto di Italo Calvino? Per una studentessa di Lettere e affini, alcune parti di questa mostra sono sinceramente commoventi.



Metafisiche” e arti


La seconda parte dell’esposizione illustra, per 5/6 sale, i contatti tra il concetto artistico di Metafisica e arti diverse da quelle finora esplorate (la pittura e la scultura). Anche per questo motivo vi ripeto che questa mostra non è solo emozionante, ma anche istruttiva, in tanti modi differenti. Io personalmente non sapevo che la “Metafisica” avesse riscosso, e riscuota ancora, così tanto successo in campi differenti. Queste fotografie, per esempio, testimoniano un contatto con l’architettura.



La fotografia stessa è un’altra arte che viene coinvolta. Questa foto artistica, per esempio, inserisce all’interno di una composizione contemporanea alcuni elementi chiaramente ispirati alle opere di Giorgio Morandi.



Anche le scenografie di alcune opere teatrali piuttosto recenti si sono chiaramente ispirate ai celebri paesaggi di De Chirico.



E che dire del design? Purtroppo devo ammettere di essere mediamente poco interessata a quest’arte. Penso che un po’ di voi sappiano che ho una cara amica architetto, ma da quando la sua vita è in Inghilterra, io da sola ho perso la buona abitudine di accompagnarla a Milano per la Design Week. Però questa cabina ispirata ai Bagni misteriosi mi piace moltissimo!



Poi la moda, con questi servizi che non hanno davvero bisogno di spiegazioni…



...e il fumetto: anche Dylan Dog si perde tra gli orologi surrealisti di Dalì e i portici metafisici di De Chirico!




Potete visitare la mostra fino al 14 giugno!

Per me, proprio come vi avevo detto a proposito dei Macchiaioli, ne vale davvero la pena. Avete visitato questa mostra, o altre di questi pittori novecenteschi?

Fatemi sapere se vi ho incuriosito!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


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