lunedì 25 febbraio 2019

BEATA GIOVENTU'

Un confronto tra padre e figlia in scena al Teatro Leonardo




Cari lettori,
come già accaduto tra ottobre e novembre, anche questo periodo di fine inverno si sta rivelando particolarmente ricco di “Consigli teatrali”.
Per un motivo o per un altro, infatti, mi è capitato spesso di assistere a spettacoli tra i più diversi, ed anche oggi vi propongo una recensione teatrale.

Lo spettacolo di cui vi parlo è stato in scena il 9 e 10 febbraio al Teatro Leonardo e si intitola Beata gioventù

Si tratta di una delle tante rappresentazioni che, visto il tema trattato, questo teatro propone anche alle scuole. Non ho potuto fare a meno di notare l’abbondante presenza di ragazzi in età scolare ed universitaria in platea, e mi sento di consigliare la visione di questo spettacolo anche agli insegnanti. 
Vediamo insieme perché!



Un padre solo ed in difficoltà



La rappresentazione ha due soli attori protagonisti: un padre ed una figlia.

Il primo dei due è interpretato da Andrea Robbiano, già protagonista di un fortunato spettacolo del Teatro Leonardo, Fuori misura, che racconta con delicatezza ed ironia vita ed opere di Giacomo Leopardi.


Egli interpreta qui il ruolo di un padre purtroppo rimasto solo dopo un divorzio piuttosto infelice: è stata la moglie a decidere di lasciarlo e di andare a vivere lontano, lasciandogli l’affidamento della figlia Nicole.
Nel momento in cui la “sua bambina” cresce e diventa un’adolescente che rifiuta in ogni modo di omologarsi agli altri, egli si sente improvvisamente in crisi ed inadatto a svolgere il suo compito di genitore.

Agli occhi della figlia, infatti, egli appare inevitabilmente conforme alla massa, con il suo abito da ufficio, i suoi discorsi sul lavoro, le sue domande sulla scuola e i suoi libri con dedica che le regala regolarmente.


Egli invece continua a donare romanzi alla figlia perché spera che ella, leggendo la carta stampata, trovi quelle parole che lui non riesce a dirle. Come l’uomo tramutato in scarafaggio della Metamorfosi di Kafka, anche lui ricorda di essersi sentito goffo, troppo alto, mal vestito, addirittura il più brutto della scuola.

Tra lui e sua figlia, però, c’è una generazione intera di differenza, ed a volte, nel tentativo di avvicinarsi a lei, egli finisce per ripetere quelle frasi scontate, come il classico “questa casa non è un albergo”, che da figlio si era ripromesso di non dire mai e poi mai in età adulta.

Come riuscire, allora, a stabilire un contatto con Nicole?



Una figlia arrabbiata e molto schietta



Ciò che il personaggio di Andrea Robbiano invidia maggiormente alla figlia Nicole, interpretata dalla giovane attrice Claudia Veronesi, è la capacità di essere sempre sincera ed anche piuttosto diretta.

Nicole, infatti, utilizza, nel corso dello spettacolo, una piccola videocamera che proietta il suo volto su un grande schermo dietro di lei, e, invece che utilizzare il classico ma forse superato diario segreto, registra i suoi pensieri, sfogandosi a ruota libera contro tutte le persone che, a detta sua, limitano la sua sacra libertà.

Ella, in particolare, è arrabbiata con tutti coloro che tentano di spingerla a studiare e di darsi da fare per “trovare una posizione lavorativa”, “fare carriera” e “diventare qualcuno”. Più che delle vere e proprie motivazioni, infatti, le sembra soltanto di sentire delle frasi fatte, che non rispecchiano la realtà.


Con il padre ha un rapporto a volte più armonioso ed altre più conflittuale, a seconda degli argomenti di discussione e della sua capricciosa attitudine da adolescente. 
Di certo ella, nel suo cuore, riconosce di volergli molto bene, perché è il genitore che ha scelto di restare con lei, a differenza della madre. 
Una parte di lei, però, soffre ancora per il divorzio e per il fatto che la sua famiglia si sia spaccata, ed il fatto che il padre sembri aver dimenticato la separazione per proseguire con il suo usuale tran tran lavorativo finisce per irritarla.



La scenografia e la casa come luogo di confronto



Nicole e suo padre vivono insieme, e la camera della ragazza costituisce, di fatto, la scenografia dell’intero spettacolo. L’unico elemento particolarmente originale è quello, già citato, dello schermo sul quale vengono riprodotte le registrazioni che fa Nicole. Per il resto, ci sono sedie, tavoli, una sorta di grata che funge da armadio, dei comodini.


Due sono gli elementi di disordine che subito saltano all’occhio allo spettatore: i vestiti ovunque e le bottigliette d’acqua mezze aperte su ogni singolo comodino. 
Il disordine della ragazza è, com’è facile immaginare, un altro elemento di discussione familiare.


Un solo angolo a destra sembra essere riservato al padre, che tiene per sé solo una sedia, una singola luce puntata su di lui ed una serie di riflessioni che rivolge al pubblico quando la figlia è assente o gli chiude la porta in faccia.



L’importanza del confronto tra padre e figlia



Se su scuola e disordine i due protagonisti riescono a trovare un accordo, c’è un altro argomento, dai risvolti sia personali che sociali, sul quale i due finiscono per scontrarsi aspramente. 
Purtroppo, dopo la litigata, il destino sembra separare padre e figlia, i quali sono costretti a ripensare separatamente ai rispettivi sbagli.


Il tema centrale dello spettacolo resta comunque l’importanza del confronto tra genitori e figli. I primi imparano a non irrigidirsi sulle loro posizioni, ad accettare il cambiamento e la novità, a ritornare adolescenti anche loro ripensando ai loro “anni difficili”. I secondi comprendono che non vale la pena di essere sempre arrabbiati e che è giusto apprezzare i genitori per quello che sono e che possono dare, senza penalizzarli per ogni minima colpa e per ogni errore, spesso fatto in buona fede.

Uno spettacolo piuttosto breve ma intenso, davvero istruttivo per i ragazzi in età scolare, ma anche per i genitori, non solo per quelli che si sentono in difficoltà.




La rappresentazione, come già detto, è rimasta al Teatro Leonardo di Milano solo per un weekend, ma non è escluso che venga nuovamente messa in scena, sia nello stesso teatro tra qualche mese (come capita spesso con gli spettacoli pensati per le scuole), sia in altre città.
Conoscete gli spettacoli didattici del Teatro Leonardo?
Avete già visto recitare Andrea Robbiano in Fuori misura (che a Milano è ormai uno spettacolo piuttosto noto) o in altre occasioni?
Spero di avervi interessato ed incuriosito!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

10 commenti :

  1. L'argomento è interessante. Deve essere la figlia a parlare ma se lui fa domande la ragazza si chiude di più. Regalare troppi libri è far scoprire alla figlia la sua paura di farcela.
    Ciao Silvia.

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    1. Ciao! è vero, troppe domande rischiano di far chiudere gli adolescenti a riccio :-( Ci vuole pazienza! Buona settimana.

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  2. Cara Silvia, leggendo ho capito che è molto interessante, non deve chiudersi!!!
    Ciao e buon inizio della settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso! Hai ragione, né genitori né figli dovrebbero chiudersi in se stessi, ma non è sempre facile!! Buon inizio settimana anche a te :-)

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  3. Uno spettacolo che vedrei con molto piacere.
    Amo tutto quello che ruota attorno al rapporto padre-figlia.
    Buon inizio di settimana.
    Baci

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    1. Ciao Claudia! Credo che lo spettacolo ti piacerebbe. Buona settimana!

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  4. Senza dubbio uno spettacolo che regala tanti spunti di riflessione, interessante. Grazie Silvia.
    sinforosa

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    1. Ciao Sinforosa! Anche secondo me può essere uno spettacolo per famiglie, utile ed interessante.

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  5. Uno spettacolo molto attuale ed istruttivo, grazie per avercelo fatto conoscere!😊

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    1. Ciao Vanessa! Sono contenta di avervi incuriosito :-)

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