giovedì 19 gennaio 2017

POESIA IN FABRIZIO DE ANDRE'

Le mie canzoni preferite del cantautore genovese


Cari lettori,
come vi avevo promesso in questo post, ecco un appuntamento con la rubrica “Consigli musicali”!

Ho deciso di partire dai cantautori, ed in particolare dal mio preferito, Fabrizio De André.


Come sempre, in questi casi, ci sono due discorsi diversi da fare.
Ovviamente, riconoscere che De André sia stato un grande cantautore ed una sorta di poeta italiano contemporaneo è del tutto oggettivo.
Molto più soggettivo è invece scegliere quali siano le canzoni del suo repertorio che hanno maggiormente emozionato ognuno di noi.
Io ho riportato semplicemente le mie preferite. Eccole a voi!



Canzone dell’amore perduto



Non posso che iniziare con la mia canzone preferita di questo artista. Una melodia semplice, quasi una ninna nanna, accompagna un testo che con naturalezza esprime il rimpianto per una stagione ormai conclusa della propria vita. Un amore è terminato e probabilmente un altro inizierà, come fanno le stagioni.

Ricordi, sbocciavan le viole con le nostre parole:
“Non ci lasceremo mai, mai, e poi mai”
Vorrei dirti ora le stesse cose,
ma come fan presto amore ad appassire le rose…



Il testamento di Tito



La storia del ladrone pentito che è stato crocifisso accanto a Gesù mi ha sempre colpito. 
In questa canzone, De André immagina che lui stesso fornisca una sua versione “rivisitata” dei 10 comandamenti: è la storia di un uomo che non ha seguito le leggi degli uomini e per questo motivo sembra aver sbagliato tutto, ma che, nonostante questo, è rimasto più “puro di cuore” di molti altri.

Io nel vedere quest’uomo che muore,
madre, io provo dolore,
nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l’amore.



Ballata dell’amore cieco e della vanità



I protagonisti di questo testo, che contrasta con la melodia allegra ed irriverente, sono un pover’uomo onesto, reso pazzo dall’amore, e la donna amata, alla quale non potrebbe importare meno di lui. 
La crudele ragazza chiede al poveretto delle terribili prove d’amore: prima l’uccisione della madre, poi il suo suicidio stesso. 

Quello che apprezzo di più in questo testo è il fatto che l’artista faccia capire bene quanto, nonostante tutto, la vera persona sconfitta di questa storia sia lei.

…ma lei fu presa da sgomento, quando lo vide morir contento,
morir contento e innamorato, quando a lei niente era restato,
non il suo amore, non il suo bene, ma solo il sangue secco delle sue vene.



La città vecchia



Come forse qualcuno di voi sa, anche se sono milanese, la Liguria è un po’ la mia terra d’adozione. 
Ho la casa al mare di famiglia in provincia, in mezzo tra Savona e Genova, e, anche se i miei amici giramondo inorridiscono davanti a questa mia considerazione, credo che il Mar Ligure resterà sempre il mio preferito. 

La città vecchia è una descrizione – vi posso assicurare, molto veritiera – di Genova, tra carrugi all’interno dei quali non batte il sole, sporcizia, povertà e uno sguardo poco ottimista verso il futuro. De André non nega i punti deboli della sua città e dei suoi abitanti, ma li difende da qualsiasi giudizio morale:

Se non sono gigli, son pur sempre figli,
vittime di questo mondo.



Fiume Sand Creek



Questa volta Fabrizio De André abbandona non solo l’amata Genova, ma proprio l’Italia intera, e ci racconta un pezzo di storia americana: il massacro degli Indiani nelle riserve ad opera dei militari. 
È la storia di una strage vista con gli occhi di un bambino e raccontata come se fosse una poesia.

Le lacrime più piccole, le lacrime più grosse
Quando l’albero della neve fiorì di stelle rosse
…ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek.



Il pescatore



Questo testo di De André, accompagnato da una melodia trascinante e sempre graditissima in qualsiasi esibizione live, narra la storia di un pescatore addormentato lungo la riva di un fiume, che soccorre un assassino in fuga ed affamato. Il pescatore dà pane e vino a chi dice “ho sete e ho fame”, proprio come nel Vangelo. 

L’artista ha lasciato un dubbio finale: quando i poliziotti vengono in cerca del delinquente, trovano morto il pescatore oppure è quest’ultimo che si finge addormentato per non dire dove l’assassino si sia nascosto? Io preferisco la seconda.

Ma all’ombra dell’ultimo sole si era assopito il pescatore
E aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso.



Via del campo



Tra le tante storie che D’André ha dedicato alle prostitute e ad altre cosiddette “donne perdute”, questa è la mia preferita, forse perché rappresenta in pieno il modo in cui l’artista considerava queste persone: con amicizia e tenerezza. Non una volta egli le giudica male, ma le considera delle vittime di un sistema che prima ha finto di amarle e poi le ha ripudiate.

Ama e ridi se amor risponde, piangi forte se non ti sente,
dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.



Volta la carta



Credo che questa canzone di De André sia veramente un unicum nella musica italiana e forse nel mondo. È una sorta di filastrocca, ma a livelli letterari altissimi: è un vero e proprio esercizio di virtuosismo, una catena di parole armonizzate dal punto di vista musicale. È perfino difficile scegliere una citazione, perché tutto il testo è collegato!

C’è una donna che semina il grano,
volta la carta e si vede il villano,
il villano che zappa la terra
volta la carta e viene la guerra…



Dormono sulla collina



Questo struggente testo di De André è un nostalgico necrologio di tutti i “ragazzi perduti” che sono morti giovanissimi, portati via da una relazione sbagliata, da alcool e droga, da povertà e delinquenza. 
Ammettere che essi siano morti è troppo crudele: per questo motivo, egli immagina che essi stiano semplicemente dormendo.

Dove se n’è andato Elmer che di febbre si lasciò morire
Dov'è Herman bruciato in miniera
Dove sono Bert e Tom, il primo ucciso in una rissa,
e l'altro che uscì già morto di galera...



Bocca di rosa



Se c’è qualcosa che Fabrizio De André non sopporta è il (finto) perbenismo dei piccolo borghesi, ed in questa canzone egli ne fa un ritratto impietoso. L’arrivo di una prostituta in un piccolo paese, infatti, innesca una serie di reazioni che, come prevedibile, portano allo scandalo. 
“Bocca di rosa” diventa così il capro espiatorio di una società malata, anche se, come fa capire l’artista, lei è probabilmente più sana di molti altri.

Si sa che la gente dà buoni consigli
Sentendosi come Gesù nel tempo
Si sa che la gente dà buoni consigli
Se non può più dare cattivo esempio.




Questa è la mia personale “top 10” delle canzoni di questo amatissimo artista. Inutile dire che mi piacerebbe davvero molto conoscere la vostra! Fatemi sapere se vi piace qualcuna delle canzoni che ho citato o se ne preferite altre. Ditemi anche, se vi va, che cosa ne pensate di uno spazio musicale sul blog!


Se vi piace la musica di De André, inoltre, mi permetto di darvi altri due consigli:

1) Michele Riondino, l'attore protagonista della fiction Il giovane Montalbano, ha da poco presentato a Milano il suo spettacolo dal titolo Angelicamente anarchici, incentrato sulle due figure del cantautore genovese e di Don Andrea Gallo. La rappresentazione ha lasciato la mia città da un po', ma potreste essere in tempo per assistervi se abitate in altre parti d'Italia! Qui trovate la mia recensione.

2) Domani sera a Cernusco sul Naviglio, il mio paese (sempre in provincia di Milano), assisterò al concerto-tributo a De André del gruppo musicale Ottocento.
Vi lascio il link della loro pagina Facebook e, se vi va di sentire buona musica, vi consiglio di informarvi, perché li ho già sentiti una volta e ne vale davvero la pena!


Grazie ancora per la lettura ed al prossimo post J


18 commenti :

  1. Che meraviglia! De André mi piace moltissimo. Ho un vecchio cd di un live che aveva registrato accompagnato dai musicisti della PFM e credo di averlo consumato a forza di ascoltarlo.

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    1. Ciao! Ho già sentito parlare della PFM...dev'essere un cd bellissimo :-)

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  2. Ciao Silvia, adoro De Andrè fin da piccola e la mia canzone preferita in assoluto è Il pescatore. Adesso mi hai fatto venire voglia di ascoltarle di nuovo tutte, grazie per questo post :)

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    1. Ciao Maria! "Il pescatore" è decisamente una delle canzoni più amate! Buon ascolto :-)

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  3. Ciao,
    complimenti per il blog e per il tuo stile.
    Mi sono unita ai tuoi lettori fissi, se ti va e se ne hai voglia, ti aspetto nel mio blog :)
    http://vivereromance.blogspot.it/

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    1. Ciao Rita! Grazie di cuore per essere passata, vado subito a dare un'occhiata al tuo blog!

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  4. Una bellissima dichiarazione d'amore al grandissimo De Andrè! Un post davvero pieno di sentimenti forti, grazie <3

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    1. Ciao Ely! Hai ragione, sono un po' affezionata a lui, forse perché è un simbolo della mia seconda casa, la Liguria... sono contenta di aver trasmesso questo sentimento nel post!

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  5. Buongiono De Andrè è un grande! Bellissima! Ti auguro una buona giornata!

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    1. Ciao! De André è un grandissimo della musica italiana, nessun dubbio su questo!

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  6. oh io AMO De Andrè, tantissimo! Sono riuscita a vedere due suoi concerti e di questo sarò sempre grata. Hai scelto 10 canzoni fantastiche, le adoro. Sceglierne solo 10 è ardua

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    1. Ciao Chiara! Sì, hai ragione, 10 sono troppo poche! Non sai quanto ti invidio per i due concerti! Mi sa che sono nata troppo tardi :-(

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  7. Che bella classifica, e che bella idea! Anch'io apprezzo molto questo poeta (perchè tale lo considero) e conosco quasi tutte le canzoni da te citate, anche se non sono le mie preferite. Quelle che più amo in assoluto sono La canzone di Marinella, Il sogno di Maria e Princesa. Le conosci?

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    1. Ciao Virginia! Conosco bene La canzone di Marinella, ma mi sa che non ho sentito le altre due! Grazie per il consiglio :-)

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  8. Amo De Andrè e questo post mi ha fatto venire voglia di spararmi tutte le sue canzoni mentre lavoro, grazie :)

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    1. Ciao! Sono contenta che il post ti sia piaciuto :-)

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