giovedì 17 settembre 2020

L'ANGOLO VINTAGE 2.0 - SETTEMBRE 2020

 



Cari lettori,

dopo una pausa di due mesi dovuta all’estate, eccoci di ritorno con “L’angolo vintage”! Come a maggio e giugno, si parla nuovamente di romance di autrici italiane. La scorsa primavera il mio Kindle si è riempito di ebook rosa grazie all’iniziativa #Ioleggoacasa , e credo proprio di averne ancora tanti da presentarvi.


In maggio avevo dovuto, purtroppo, stroncare due letture, mentre a giugno sono rimasta soddisfatta. Oggi vi parlo di due storie: una di un’autrice self molto amata che mi ha davvero conquistato ed un’uscita della Hope Edizioni che secondo me è un po’ più tra luci ed ombre. Vi lascio alle recensioni!



Gli effetti collaterali dell’amore, di Anna Nicoletto



Caterina Marte, l’eroina di questa romantica storia, è una famosa influencer, nota in tutto il mondo, con un profilo Instagram da oltre un milione di followers. Il suo successo ha avuto inizio un anno e mezzo prima, quando ha interrotto l’Università, che interessava più al severo e ricco padre che a lei, per andare a frequentare un corso di fotografia. Da quel suo primo viaggio da “aspirante fashion blogger” sono passati svariati mesi e il successo di Cate around the world, il suo profilo, è stato quasi immediato.


Caterina, tuttavia, quando ha lasciato Los Angeles non ha abbandonato solo una città in cui è stata bene, ed è per questo motivo che, quando riceve un’offerta molto generosa da un’azienda per un nuovo soggiorno lì, trova qualsiasi pretesto per non tornare. Alla fine, però, confortata dal fatto che la città è enorme e che lo studio fotografico che si occuperà di lei sembra essere sconosciuto, accetta e parte.


Ella, però, non si è informata bene: con sua grande sorpresa, il fotografo che la seguirà è proprio James, un suo ex compagno di corso con cui aveva avuto una storia. Lo aveva lasciato studente di Ingegneria insoddisfatto con l’hobby della fotografia e lo ritrova con uno studio tutto suo, gestito insieme alla sorella minore, che è molto più felice di rivederla rispetto a lui.


Caterina e James, in passato, hanno condiviso una storia intensa, tra feste a base di gelatine alcooliche, un appartamento di periferia, pomeriggi “on the road” con una macchina in affitto e tanti scatti di ricordare. Il finale, però, è stato duro e difficile da sopportare, ed in questo momento i due non potrebbero essere più diversi di così: lei è una sorta di diva, lui deve ancora farsi un nome. Entrambi, però, per motivi tra loro opposti, non possono dire di no all’opportunità lavorativa che si è presentata loro… e così si ritrovano a condividere nuovamente le loro giornate, riscoprendo emozioni che sembravano dimenticate per sempre.



Gli effetti collaterali dell’amore è il primo romanzo di Anna Nicoletto che leggo: esso fa parte di una serie di autoconclusivi che comprende anche Gli effetti collaterali delle fiabe (la storia di Stefano Marte, fratello di Caterina) e Gli effetti collaterali della felicità (con protagonista Tommaso, un amico fotografo che compare anche in questo romanzo). Per essere un mio “primo approccio” con l’autrice, sono rimasta davvero soddisfatta.


Mi è piaciuto molto, innanzitutto, come è stata tratteggiata Caterina: l’autrice non ha né idealizzato la vita degli influencer, né ha criticato la categoria a priori. Al contrario, ella ha sottolineato con attenzione le opportunità che questo mestiere offre (i viaggi, gli splendidi abiti, la possibilità di gestirsi da soli) l’impegno che esso richiede (ogni dettaglio della propria vita personale che va abbellito ad hoc) ed i problemi che porta con sé (un padre imprenditore che ha preso le distanze, persone che entrano ed escono continuamente dalla quotidianità, la mancanza di una vera stabilità). Caterina si sente costantemente provvisoria, e James, con la sua tranquillità, la sua determinazione nell’inseguire i suoi sogni, le sue abitudini, il suo disinteresse per le mode passeggere, finisce per rappresentare, per lei, la sua casa.

Sullo sfondo c’è Los Angeles, una città che non conosco, ma di cui l’autrice sembra aver catturato lo spirito.


Anche lo stile di Anna Nicoletto mi ha convinto: scorrevole, curato, alterna momenti più struggenti ad altri più leggeri ed ironici. Sicuramente prima o poi leggerò altri suoi romanzi!



Tutta colpa di Mr.G, di Milena Galetto



Giulia, una maestra elementare di provincia, è una persona con una vita molto ordinaria… forse anche troppo. A ventisette anni, è fidanzata e convivente con un ragazzo che trascorre tutte le sue serate sul divano a guardare le partite; dopo il lavoro torna a casa e si concede ben pochi svaghi; il suo unico hobby è un club del libro gestito da signore snob, che di volta in volta propongono dei classici molto difficili da leggere; ogni sabato si ritrova al supermercato a comprare dello scatolame, perché nemmeno la cucina le piace, e vive di pastasciutta con sughi pronti e scatolette di tonno. Il suo desiderio di conformarsi agli altri e di non correre rischi nasconde un terribile trauma: quando era studentessa universitaria, ha perso in modo violento ed improvviso genitori e fratello.


Proprio durante uno di quei sabati al supermercato, però, Giulia si ritrova a soppesare le scatolette un po’ sconsolata, pensando che il suo desiderio di tranquillità e sicurezza si è tramutato in una monotonia che schiaccia la sua esistenza. È proprio in quel momento che, nel settore “Libri”, una cravatta grigia attira la sua attenzione: si tratta del celebre Cinquanta sfumature di grigio! Sulle prime, Giulia giudica il romanzo un caso editoriale chiacchierato ma scadente, e pensa che sia meglio non acquistarlo, ma la curiosità ha la meglio ed il libro finisce nel carrello.


La lettura del romanzo di E.L.James, al di là delle previsioni, si rivela inaspettatamente “formativa”: già dopo poche pagine, Giulia si rende conto che una storia senza passione e reale interesse per l’altra persona non ha senso di esistere e decide di lasciare lo storico fidanzato.


Mese dopo mese, un capitolo dopo l’altro, mentre Mr Grey ed Anastasia si divertono in camera da letto, Giulia rivoluziona la sua vita: riscopre il rapporto con le sue colleghe, prende una casa tutta sua, convince le amiche del circolo letterario ad essere di mentalità più aperta… sarà però soprattutto l’incontro con un poliziotto, Kurt, un quarantenne solitario che l’ha fermata per caso durante una manifestazione a favore degli insegnanti precari, a farle riscoprire l’amore.



Mi sono accostata a Tutta colpa di Mr.G con un po’ di curiosità ed un po’ di diffidenza. Come forse saprete, ho una pessima opinione di Cinquanta sfumature di grigio, che ho già ampiamente stroncato in questo post. Inutile dire che non ho proseguito la trilogia… tuttavia, questa specie di retelling dell’opera, che è stata a tutti gli effetti un caso sia nel mondo dell’editoria che in quello del romance, mi è sembrata un’idea simpatica. Conclusa la lettura, devo dire che nel complesso mi sono divertita, ma… c’è comunque qualcosa che scricchiola.


Innanzitutto, Giulia è pur sempre un’insegnante: un atteggiamento come il suo nei confronti della lettura non mi sembra molto credibile. Io stessa, che ho fatto studi umanistici, sono la prima a guardare con un po’ di antipatia gli “snob della letteratura” ed a dedicarmi anche a letture leggere (per l’appunto), ma un totale rifiuto come il suo nei confronti dei classici, anche se un po’ mattoni, non è ammissibile. Per lo stesso motivo non è possibile che ella ci metta più di un anno ad affrontare (!) la mastodontica lettura di Cinquanta sfumature di grigio: anche per chi non è un lettore appassionato, si tratta di un romanzo molto scorrevole, d’evasione...anche leggendone solo un pochino ogni sera, già un mese è troppo.


Anche Kurt mi è piaciuto fino ad un certo punto: certo è un tipo deciso ed intraprendente, il che, senza dubbio, colpisce la disorientata Giulia e la aiuta ad affrontare la vita un po’ più di petto… ma così come è determinato sul lavoro e nella quotidianità, è anche spaventato dai legami fissi e dalle relazioni… un po’ troppo come il famigerato Mr Grey, insomma.


In ogni caso non sconsiglio il romanzo, che comunque mi è piaciuto nettamente di più di quello a cui si è ispirato. Lo trovo piacevole per una lettura leggera e senza troppo impegno, con consapevolezza dei suoi limiti.




Ecco “L’angolo vintage” di settembre!

Voi che ne dite? Conoscete questi romanzi? Li avete letti?

Vi sono piaciuti? E che ne pensate delle autrici?

Come sempre, vi invito a leggere anche i post delle colleghe blogger che hanno partecipato alla rubrica questo mese. Trovate i nomi nel consueto banner in alto.

Aspetto i vostri pareri!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


lunedì 14 settembre 2020

EMMA

 Recensioni classiche #3




Cari lettori,

è di nuovo “Il momento dei classici” e, dopo "Orgoglio e pregiudizio", l’appuntamento è ancora con Jane Austen. Oggi, infatti, vi parlerò di Emma, un’opera dell’autrice piuttosto conosciuta, anche se non universalmente nota come il suo romanzo più famoso.


Avevo già letto questo libro qualche anno fa, quando avevo aperto da poco il blog, ma, non avendo ancora impostato una rubrica dedicata ai classici, alla fine non l’avevo recensito. Grazie a queste “recensioni classiche” che vi vorrei proporre di tanto in tanto, però, ho avuto l’occasione di rileggerlo con maggiore attenzione e di cogliere meglio alcune analogie e differenze con Orgoglio e pregiudizio.


Parliamone meglio insieme!



Miss Woodhouse, la società inglese ed i matrimoni



La protagonista di questa storia è Emma Woodhouse, una ragazza di ventun anni che vive in un paese di campagna inglese nel XIX secolo. Ella ha perso la madre molto presto e, dopo il matrimonio della sorella, vive sola con l’anziano padre, un uomo ipocondriaco che soffre di eccessivo attaccamento nei confronti della figlia e degli amici. Emma si trova bene dove vive, ma è anche la giovane ereditiera più ricca della zona, e non riesce a trovare delle amiche che abbiano la sua stessa istruzione e le sue medesime possibilità. L’unica persona più ricca dei Woodhouse è Mr Knightley, un uomo di trentasette anni, fratello maggiore del cognato di Emma e fidato amico del padre.


Finché Emma ha la sua governante, Miss Taylor, non sente la mancanza di amicizie femminili, ma nel momento in cui lei si sposa con il quieto ed attempato Mr Weston, ella inizia a sentirsi sola. Con grande sconcerto di Mr Knightley, che tenta inutilmente di frenarla, ella decide che da questo momento in avanti il suo compito in società sarà combinare matrimoni per se stessa e per gli altri: avendo precedentemente intuito l’interesse di Mr Weston per la sua amica, infatti, la fanciulla crede di poter fare da sensale ad altri.


Una delle più care amiche di Miss Taylor, ora diventata Mrs Weston, è una maestra di scuola che si occupa di giovani ragazze senza famiglia, destinate a lavorare come istitutrici o ad un matrimonio umile. Emma conosce una delle allieve più brillanti della scuola, Harriet Smith, e decide di prendersela a cuore, sfruttando la sua posizione in società per farle avere un’unione vantaggiosa.


Dopo qualche tempo, Emma crede di aver individuato un corteggiatore di Harriet in Mr Elton, il reverendo del paese. Tramite vari espedienti, come quadri, indovinelli e passeggiate, ella cerca di “combinare” in tutti i modi la coppia, convincendo l’amica a rinunciare all’amore di Mr Martin, un agricoltore onesto e laborioso che, secondo lei, appartiene ad una classe sociale troppo bassa.


Emma, però, non vorrebbe “sistemare” soltanto Harriet, ma anche se stessa. Da una parte, infatti, ella sarebbe felice di non sposarsi finché il padre è in vita, perché sa che gli darebbe un grande dolore abbandonandolo. Dall’altra, però, non può fare a meno di interessarsi ad un giovanotto appena arrivato in paese: Frank Churchill, figlio nato dal primo matrimonio di Mr Weston, che non porta il cognome paterno perché è stato cresciuto da altri parenti.


I piani di Emma, almeno all’inizio, sembrano procedere alla perfezione, ma la ragazza non ha fatto i conti con una serie di imprevisti: la reale natura di Mr Elton, decisamente troppo interessato ai beni materiali per essere un uomo di Dio; il reale sentimento che continua a legare Mr Martin ed Harriet; l’arrivo di una fanciulla, Jane Fairfax, nipote di alcune sue conoscenti, con la quale c’è subito una certa rivalità; dulcis in fundo, il continuo sostegno di Mr Knightley, che in definitiva non è solo un amico per lei.



Emma e Mr Knightley: un amore silenzioso



George Knightley è, a mio parere, un cavaliere austeniano piuttosto sottovalutato rispetto all’amatissimo Mr Darcy, al gioviale Mr Bingley, al premuroso Colonnello Brandon, al romantico Edward Ferrars (non ho ancora parlato di Ragione e sentimento sul blog, ma non escludo di farlo presto).


Credo che uno dei motivi per cui questo personaggio si impara ad apprezzare con il tempo è il fatto che Jane Austen sia stata davvero abile nel descriverlo proprio come egli si presenta agli occhi di Emma. All’inizio del romanzo, Mr Knightley sembra solo un parente in visita obbligata; in seguito, pagina dopo pagina, egli si rivela un leale amico di Mr Woodhouse, un ottimo confidente per Emma e, infine, l’uomo che è sempre stato silenziosamente innamorato di lei.


Emma, rispetto alla intellettuale e ribelle Elizabeth Bennet, è un personaggio che incarna molto di più l’archetipo delle ricche fanciulle di epoca regency: è una persona buona, generosa ed allegra, ma anche piuttosto frivola, facilmente soggetta a pregiudizi e spesso innamorata dell’amore. Il fatto che il suo protettivo padre l’abbia sempre tenuta sotto una campana di vetro, inoltre, spesso la porta ad ingannarsi su tante questioni, valutando solo il punto di vista sentimentale e non quello sociale ed economico. 

Proprio per questo motivo, la sua “voce della ragione”, fin dall’adolescenza, è sempre stato Mr Knightley: negli anni in cui la sorella maggiore di lei ed il fratello minore di lui si sono conosciuti ed innamorati, egli l’ha sempre ascoltata e sostenuta, inizialmente spinto da un senso di protezione dovuto alla differenza d’età, e poi da un vero sentimento. È lui ad aprirle gli occhi su Mr Elton, a persuaderla a trattare meglio le simpatiche ma logorroiche Mrs e Miss Bates, a spingerla ad una maggiore gentilezza nei confronti di Jane Fairfax, a farle comprendere che Mr Martin sarebbe un ottimo marito per Harriet.


Trattandosi di un uomo serio e riservato, egli non scopre le sue carte con Emma finché non comprende che lei, dopo una lunga attesa, sta iniziando a ricambiarlo, spinta dalla gelosia nei confronti di Harriet, che, per un breve periodo, le confessa interesse proprio per Mr Knightley.


Credo che una delle qualità più belle di questo romanzo, uno dei motivi per cui ancora oggi fa sospirare le anime romantiche molto più di tantissimi (e di certo curatissimi) contemporary romance, sia proprio il fatto che Emma, convinta di dover lastricare la strada verso il matrimonio per sé stessa e per le sue amiche, non si renda conto che la sua via è già stata costruita con amore e per anni da Mr Knightley stesso.



La società della Reggenza nelle opere austeniane



Per quanto riguarda gli altri personaggi del romanzo, non ho potuto fare a meno di notare alcune analogie con Orgoglio e pregiudizio e, in generale, con altre opere austeniane.


Una delle somiglianze più evidenti, per esempio, è quella tra Mr Elton e Mr Wickham: entrambi, infatti, sono giovanotti dai modi affabili e piacevoli che riescono con facilità a conquistarsi le simpatie della società, ma, in breve tempo, vengono costretti dalle circostanze a gettare la maschera e perdono ben presto il favore di tutti. Certamente Mr Elton non commette atti illeciti e pericolosi come Mr Wickham, ma si rivela comunque una persona pomposa, arrogante e piuttosto sgradevole.


Paragonando Mr Elton a Mr Collins, il cugino reverendo di Elizabeth Bennet, mi verrebbe da dire che Jane Austen non ha poi una grande opinione di questi uomini di Chiesa che si gettano a capofitto nelle questioni amorose… quasi l’ufficio ecclesiastico li spingesse sempre a cercare una compagna che li assecondi e basta, e non una reale vita di coppia e di condivisione. Solo con il garbato Edward Ferrars di Ragione e sentimento la categoria dei pastori protestanti sembra trovare il suo riscatto.


Un’altra analogia interessante, a mio parere, è quella che si può riscontrare tra Frank Churchill ed un altro personaggio di Orgoglio e pregiudizio, Mr Bingley: entrambi, infatti, non riescono a sposarsi con chi vorrebbero a causa di familiari prepotenti ed intriganti. Tuttavia, se Mr Bingley alla fine ha il coraggio di andare contro di loro e di seguire il suo cuore, Frank Churchill fa una figura molto più meschina, perché si sentirà libero solo di fronte alla morte di chi lo ostacolava.


Nel corso del romanzo, comunque, si incontrano anche personaggi del tutto originali, anche se conformi alla personalità tipiche dell’epoca regency: Mrs e Miss Bates, una madre anziana ed una figlia zitella che non riescono a trattenere la loro gioia per essere comunque ben accolte in società e non fanno che chiacchierare; Jane Fairfax ed Harriet Smith, ragazze senza famiglia che cercano in ogni modo di sfuggire ad un destino lavorativo come istitutrici e fanno il possibile per contrarre un buon matrimonio; Mr Weston e Mr Woodhouse, due esempi opposti della vecchia generazione, uno affabile e giovanile, l’altro sempre preoccupato ed eccessivamente all’antica; ed altri ancora, che contribuiscono a tracciare un affresco molto verosimile della società del tempo.



Trasposizioni cinematografiche della storia



Per quanto riguarda le versioni di Emma su grande e piccolo schermo, purtroppo non ho molto da raccontarvi, anzi, ho proprio bisogno del vostro aiuto!


Tempo fa ho visto una fiction della BBC in due puntate sul canale Laeffe. Credo che fosse una replica piuttosto vecchia e ricordo che nel complesso mi era piaciuta, ma non mi è più capitato di rivederla. Voi la conoscete? Che ne pensate?


Quanto ai film veri e propri, so di una pellicola del 1996 con Gwyneth Paltrow e di una nuovissima trasposizione del 2020 che sarebbe dovuta uscire nei cinema in primavera, nel periodo della quarantena, ma credo che sia stata messa su qualche piattaforma streaming, dal momento che ho visto che qualcuno sui social ne ha parlato.

Sono incuriosita da entrambi… voi li conoscete? Me li consigliate?




Anche questa “recensione classica” è terminata!

Aspetto il vostro parere: siete anche voi appassionati di Jane Austen?

Vi piace Emma? Che ne pensate della sua storia d’amore con Mr Knightley?

Mi consigliate altri romanzi dell’autrice?

Fatemi sapere!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)


giovedì 10 settembre 2020

DESIDERIO DI MARE

 I mondi di Antonia Pozzi #1





Cari lettori,

è passato qualche mese dal mio ultimo progetto per la mia rubrica “L’angolo della poesia”, dedicato ai Lirici greci.

Ormai mi conoscete e sapete che il mio amore per il mondo della classicità è davvero grande. Tuttavia, mi piace l’idea che il mio blog sia il più possibile vario, ed è per questo motivo che la nuova serie di post che inauguro oggi è dedicata ad un’importante poetessa italiana del XX secolo: Antonia Pozzi.


Ho scaricato l’ebook di Desiderio di cose leggere qualche tempo fa, grazie all’iniziativa del sito Milano da leggere, che in primavera ci ha regalato dieci opere di altrettante autrici lombarde.


Antonia Pozzi è nata e vissuta a Milano tra il 1912 e 1938. Figlia di una ricca famiglia lombarda (padre avvocato, madre nobile) ella viene iscritta al Liceo Classico Manzoni, del quale parla spesso nei suoi componimenti. Importanti sono anche gli anni dell’Università, alla facoltà di Filologia della Statale di Milano: in questi anni, ella stringe amicizia con Vittorio Sereni e con altri nomi di spicco del Novecento Italiano. La morte, sopraggiunta a soli 26 anni, è purtroppo avvenuta per suicidio, tramite dei barbiturici. Si pensa che Antonia Pozzi soffrisse a causa della situazione sociale e politica italiana appena prima della Seconda Guerra Mondiale, ma sicuramente, leggendo i suoi componimenti, emergono anche dei dolori privati e una sorta di continua, intima sofferenza.


Quando ho organizzato i post di questo progetto, ho valutato diverse opzioni (come quella cronologica), ma alla fine ho deciso di optare per una suddivisione per temi.


Il primo “mondo” di Antonia Pozzi del quale ho pensato di occuparmi, dal momento che sono appena trascorse le vacanze, è proprio il mare.

Come vedremo nei prossimi post, la poetessa è stata principalmente un’amante della montagna (tra i suoi amici c’era anche un famoso alpinista) e della sua seconda casa a Pasturo, in provincia di Lecco, ma anche il mare ha rivestito un ruolo piuttosto interessante nella sua poesia. Il soggiorno marittimo è stato per lei più volte occasione di sollievo e riposo, ma anche di sogno e fantasia. Un mare, dunque, che alcune volte è molto reale e tangibile, tanto che la protagonista si descrive mentre fa “il morto” a galla, ed in altre occasioni è simbolico, quasi immaginato (perfino le colline di Pasturo sono paragonate ad una distesa marittima).


Vi lascio alle poesie, sperando che possiate leggerle e pensarci su con calma!



Soste



(Dipinto: Le port di Saint-Tropez, di Paul Signac)


(a L.B.)


Così,

con la mia testa sul tuo grembo

e le tue mani sopra i miei capelli.

Sotto le palpebre, un fervore chiaro

- tutta la rena di una spiaggia, al sole -


dentro,

il silenzio che dondola a ondate

come acqua un po’ scura, senza schiuma,

e l’anima che vibra allo sciacquio

come un mollusco gelatinoso

che abbia dischiuso la conchiglia

alla carezza del mare.


Milano, 11 aprile 1929



Amore di lontananza


(Dipinto: Emerald Hills, di Erin Hanson)


Ricordo che, quand’ero nella casa

di mia mamma, in mezzo alla pianura,

avevo una finestra che guardava

sui prati; in fondo, l’argine boscoso

nascondeva il Ticino e, ancor più in fondo,

c’era una striscia scura di colline.

Io allora non avevo visto il mare

che una sol volta, ma ne conservavo

un’aspra nostalgia da innamorata.

Verso sera fissavo l’orizzonte;

socchiudevo un po’ gli occhi; accarezzavo

i contorni e i colori tra le ciglia:

e la striscia dei colli si spianava,

tremula, azzurra; a me pareva il mare

e mi piaceva più del mare vero.


Milano, 24 aprile 1929



Giacere


(Dipinto: Modernist beach view, di Nate Dunn)


Ora l’annientamento blando

di nuotare riversa,

col sole in viso

- il cervello penetrato di rosso

traverso le palpebre chiuse -.

Stasera, sopra il letto, nella stessa postura,

il candore trasognato

di bere,

con le pupille larghe,

l’anima bianca della notte.


S.Margherita, 19 giugno 1929



Io, bambina sola


(Dipinto: Il mare di Les Saintes Maries de la mer, di Vincent Van Gogh)


Quei due

davanti agli scogli

a sbaciucchiarsi

e la barca a lasciarli fare

coi remi abbandonati lungo i fianchi

come braccia penzoloni.


Io a fissare

nel mio secchio arrugginito

i granchiolini e le stelle di mare.


Ma non lontano

i rintocchi decisi delle campane

a ripercuotersi sull’azzurro

in triangoli bianchi di vele

che m’accennano

l’alto.


S.Margherita, 21 giugno 1929



Lagrime


(Dipinto: Children, di Sally Swatland)


Bambina, ho visto che stasera hai pianto,

mentre la mamma tua sonava: pochi,

per questo pianto, i tuoi quindici anni.

So che forse noi siamo creature

nate tutte da un’ansia eterna: il mare;

e che la vita, quando fruga e strazia

l’essere nostro, spreme dal profondo

un po’ del sale da cui fummo tratte.

Ma non sono per te le salse lagrime.

Lascia ch’io sola pianga, se qualcuno

suona, in un canto, qualche nenia triste.

La musica: una cosa fonda e trepida

come una notte rorida di stelle,

come l’anima sua. Lascia ch’io pianga.

Perch’io non potrò mai avere – intendi? -

né le stelle,

lui.


Varese – Milano, 11 luglio 1929



Il porto


(Dipinto: Mare in tempesta a Étretat, di Claude Monet)


Io vengo da mari lontani -

io sono una nave sferzata

dai flutti

dai venti -

corrosa dal sole -

macerata

dagli uragani -


io vengo da mari lontani

e carica d’innumeri cose

disfatte

di frutti strani

corrotti

di sete vermiglie

spaccate -

stremate

le braccia lucenti dei mozzi

e sradicate le antenne

spente le vele

ammollite le corde

fracidi

gli assi dei ponti -


io sono una nave

una nave che porta

in sé l’orma di tutti i tramonti

solcati sofferti -

io sono una nave che cerca

per tutte le rive

un approdo -


Risogna la nave ferita

il primissimo porto -

che vale

se sopra la scia

del suo viaggio

ricade

l’ondata sfinita?


Oh, il cuore ben sa

la sua scia

ritrovare

dentro tutte le onde!

Oh, il cuore ben sa

ritornare

al suo lido!


O tu, lido eterno -

tu, nido

ultimo della mia anima migrante -

o tu, terra -

tu, patria -

tu, radice profonda

del mio cammino sulle acque -

o tu, quiete

della mia errabonda

pena -

oh, accoglimi tu

fra i tuoi moli -

tu, porto -

e in te sia il cadere

d’ogni carico morto -

nel tuo grembo il calare

lento dell’àncora

nel tuo cuore il sognare

di una sera velata -

quando per troppa vecchiezza

per troppa stanchezza

naufragherà

nelle tue mute

acque

la greve nave

sfasciata -


20 febbraio 1933



Stelle sul mare


(Dipinto: Notte stellata sul Reno, di Vincent Van Gogh)


Piccole buone stelle -

tutte mie -

tutte mie -

che passate

con il moto del mare

sul mio guanciale bianco -


piccole buone stelle

che impigliate

i vostri chiari raggi

nella mia mano

s’io – ecco – la tenda

verso di voi

come un arbusto spoglio -


piccole buone stelle

che cadete

giù dalla mano

s’io – ecco – la scuota

come fa il vento di un ramo fiorito -

stelle -

grandine d’oro -

che piovete

a scrosci lunghi

sopra il nudo cuore…


Napoli – Palermo, 9-10 aprile 1933



Evasione


(Dipinto di Jim Warren)


La strada porta tra case oscure -

ma in alto

salpo dal braccio candido

del valico, come da un molo -

lascio nella terrena ombra

i faticosi lumi degli uomini,

il loro fioco alone

sulla neve.


Via – negli occhi raccolta

la gioia dura d’essere

creatura in sé conchiusa,

unica nel freddo cielo

invernale -

diritta ai piedi

d’invisibili antenne,

sulla nave che ha vele di nubi

e fari di stelle,

a prora un volto

d’attesa.


11 gennaio 1935



Eccoci giunti alla fine di questo primo post del progetto dedicato ad Antonia Pozzi!

Spero che il “suo mare” vi abbia fatto sognare.

Come al solito, il progetto avrà cadenza più o meno mensile, anche se molto dipenderà dall’organizzazione dei singoli mesi e da altre rubriche più “fisse”.

Mi auguro che l’idea della divisione per temi vi piaccia, (anche perché vi anticipo che ho in lavorazione un altro progetto, questa volta per i “Consigli musicali”, che è organizzato proprio così, e che spero vedrete prestissimo!)

Avete apprezzato queste poesie? Quale avete preferito?

Conoscevate già Antonia Pozzi? O preferite altre poetesse/scrittrici del Novecento?

Aspetto i vostri commenti!

Grazie per la lettura, al prossimo post :-)