sabato 7 maggio 2016

DONNE ALLA CONQUISTA DELL'ACROPOLI

"Lisistrata" di Aristofane è in scena al Teatro Carcano

 

Cari lettori,
avrete già capito, leggendo alcuni miei post precedenti, che il mio amore per gli spettacoli classici è davvero grande. 

Si tratta di una passione che mi accompagna dai primi anni dell'Università, e che mi ha portato a studiare in modo molto approfondito questo mondo, e, in particolare, il suo lato tragico.


Tuttavia, ho sempre avuto il desiderio di conoscere meglio non solo le tragedie greche, ma anche le commedie.

È per questo motivo che, nel momento in cui lo spettacolo Lisistrata di Aristofane è arrivato al Teatro Carcano di Milano, ho deciso di non lasciarmi sfuggire l'occasione. La serata è stata molto piacevole e la rappresentazione assolutamente all'altezza delle mie aspettative.
Ecco tutti i motivi per cui, secondo me, Lisistrata è uno spettacolo davvero imperdibile!



Il regista ama il teatro e lo farà amare anche a voi!  

Essendo andata la sera della prima, mercoledì 4 maggio, non sono rimasta sorpresa nel vedere Stefano Artissunch, il regista, in mezzo al pubblico.

Egli, però, invece di limitarsi a salutare le persone che conosceva, ha tenuto una sorta di piccolo “pre-spettacolo” con la platea, scherzando sulla durata della rappresentazione, chiedendo come fosse andata la giornata, indagando su quali fossero i giornalisti o i recensori tra il pubblico.

Ho trovato molto simpatica l'idea di andare a conoscere gli spettatori prima dello spettacolo. Non solo, infatti, l'atmosfera si è fatta subito più rilassata, ma è stata apprezzata la spontaneità del regista, che dimostra di provare un grande amore per il teatro e di avere veramente a cuore il suo pubblico.




Lisistrata rivisita completamente il concetto di “donna”.  

Sulla scena c'è una bravissima prima attrice, Gaia De Laurentiis. 
Ma ci sono anche due attori che le fanno da spalla, curiosamente vestiti con una gonna bianca e pronti a mimare, in più occasioni, voci femminili. 
Tutt'intorno ai tre attori, infine, ci sono delle bambole a grandezza naturale, disposte uniformemente su una piattaforma (che rappresenta un'acropoli). Alcune di esse sono immobili per quasi tutta la rappresentazione, mentre ad altre viene data voce e movimento grazie ai due attori di cui ho parlato prima.

È così che Gaia De Laurentiis si ritrova ad essere l'unica donna sulla scena nel senso più tradizionale del termine, ma, al tempo stesso, per tutto lo spettacolo non fa altro che interagire con altre donne. Originale, no?




Lisistrata fa ridere un po' amaramente delle debolezze umane.  

Gli uomini sono perennemente in guerra, le loro famiglie vengono trascurate e la Grecia rischia di cadere in una profonda crisi. 

L'idea di Lisistrata, donna come molte altre, è semplice, ma geniale: poiché le donne vengono considerate importanti dagli uomini solo quando dormono con loro, l'unico modo di attirare la loro attenzione è abbandonare la casa, occupare l'acropoli e non accompagnarsi più a loro in nessun modo.

Lo spettacolo mostra in modo ironico, pungente e straordinariamente efficace come questo provvedimento riduca ben presto alla disperazione i “poveri” uomini, così pronti a ripetere che le donne non valgono niente, ma poi incapaci di badare ai propri figli, di restarsene soli a casa e di vivere serenamente senza una compagnia femminile.


Per quanto questo spettacolo sia ambientato secoli, anzi, millenni fa, lo spettatore non può allontanare la sensazione che la situazione descritta sia ancora qualche volta attuale, e che le differenze tra i sessi non siano ancora del tutto appianate.




Lisistrata fa riflettere sulla guerra in modo molto poetico.  




Anche se Lisistrata sa di stare portando avanti una giusta causa, non può fare a meno di sentirsi fiaccata dalla lotta. Anche lei ha un marito in guerra e negli ultimi anni le famiglie della sua città hanno conosciuto tanto dolore. 
 
Il regista sceglie una via molto originale per far sentire allo spettatore gli orrori della guerra: egli, infatti, dà vita a due scene molto poetiche.

Nella prima, alla fine del primo tempo, Lisistrata è in cima all'acropoli ed il suo vestito bianco, grazie all'aiuto degli altri attori, diventa un lungo telo che, a poco a poco, abbraccia tutta la scena sottostante, come se l'intenzione della donna fosse quella di proteggere la città grazie alla sua idea.

Nella seconda, alla fine dello spettacolo, le donne-bambole vengono spogliate, e finiscono con l'assomigliare curiosamente alle croci di un cimitero, mentre un narratore legge alcune lettere scritte da soldati nel XX secolo.

Il messaggio è chiaro: i conflitti non cessano mai di ripetersi, i sentimenti di chi va in guerra sono gli stessi sia nel V secolo a.C. che nel 1900 e, nonostante il coraggio di donne come Lisistrata, la pace rimane ancora un obiettivo molto lontano.



Lisistrata è molto di più di una commedia.  


Aristofane scrive commedie: tutti i libri di letteratura greca del mondo lo affermano con sicurezza.

Tuttavia, nel momento in cui lo spettatore ha la fortuna di assistere a rappresentazioni delle sue opere, così lontane ma, allo stesso tempo, così attuali, ha l'impressione che ci sia molto di più.

Certo, Lisistrata è una commedia e nessuno può negarlo, soprattutto perché l'ironia talvolta sfacciata ci spinge a ridere molto spesso.
È anche, però, una satira politica e di costume, nemmeno troppo benevola.
È una drammatica e dolorosa rappresentazione sulle sorti dell'uomo.
È il testamento spirituale di un autore che, tra tante battute triviali e scene che ci fanno sorridere, vuole darci un avvertimento ed insegnarci ad essere, almeno un po', come la protagonista di questo romanzo: pronti ad andare contro le regole che ci sono imposte ed a rompere gli schemi per avere una vita migliore e più giusta.





Lo spettacolo resterà in scena a Milano fino al 15 maggio!

Spero che la mia recensione vi abbia incuriosito almeno un po'; anche se così non fosse, però, vi consiglio di cuore di acquistare un biglietto.

Ovviamente sono anche curiosa di leggere i pareri di chi, come me, ha già visto lo spettacolo!

Grazie mille per la lettura ed al prossimo post :-)


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